SCENA II.

SCENA II.MARGHERITA, PIETRO.Pietro(è su per le scale, cantando rocamente l'aria del «Trovatore» e intercalandovi molte pause:)Sconto col sangue mio....Margherita(tra sè)Il babbo....Pietro(la cui voce va avvicinandosi)L'amor che pósi in te!Non ti scordar di me!Non ti scordar di me!La voce della vicina(chiamando:)Ohè, Don Pietro! Don Pietro!... Siete voi?PietroPare. In che posso servirvi, signora Punzo?La voce della vicinaFavorirmi sempre. Volevo pregarvi: stanotte, in sogno, un morto con la gobba e un bue a tre corna. Che mi dite? Che numeri devo giocare?[pg!20]PietroÈ chiaro: il morto con la gobba 47 e 57, il bue 77, e metteteci il 3... per le corna.La voce della vicinaGrazie!PietroNiente, per ora. Ma raccomandatevi ai santi protettori del lotto pubblico...: devono essere parecchi: e ci rivedremo a vincita fatta!(Ricomincia a cantare, ripigliando il motivo press'a poco dove l'ha interrotto:)Non ti scordar di me!E.. le.. o.. noo... ra!E... le... o... nora...(Si sente un poco il rumore della chiave nella serratura. La porta si apre subito. Egli entra.)Eleonora, addio!(Richiude la porta col lucchetto, e si avanza a passi gravi, solennemente comico. Il lungo soprabito col frusto bavero alzato e l'unto cappello a tuba grondano acqua. Ugualmente inzuppati sono i calzoni dagli orli rossi e le scarpe scalcagnate.)MargheritaIn quale stato!PietroIn quale stato?[pg!21]MargheritaSei fradicio, babbo!PietroLo credo, io! Non senti che pioggia?!... Brrrr....MargheritaE il tuo ombrello? E il tuo pastrano?PietroPrima di tutto, ragioniamo.(Il verbo «ragionare» gli corre spesso alla bocca, pronunziato lievissimamente come se gli scivolasse dalle labbra.)Appena ho messo la chiave nel buco della serratura, la porta si è aperta.(Quasi serio, mostrando la chiave che ha in mano)Come va questa faccenda?Margherita(con simulazione)Come vuoi che vada? Quando sei uscito, avrai dimenticato di chiudere bene. Sei così distratto!PietroAnche questo può darsi. Brrr.... L'umido mi penetra nelle ossa....MargheritaMio Dio![pg!22]PietroCi hai delle legna per fare un po' di fuoco?MargheritaNon so....(Esce a sinistra.)Pietro(agitando il cappello affinchè l'acqua possa colare — riflette:)Anche questo può darsi. La distrazione è il solo connotato che distingua l'uomo dalla bestia!Margherita(di dentro)Per fortuna, ce n'è delle legna.Pietro(continuando tra sè:)Difatti, la capra, la volpe, il cavallo, l'asino sono mai distratti? Nossignore!(Dopo avere asciugato il cappello con un fazzoletto, mette l'uno e l'altro sul cornicione della cappa.)Margherita(entra con le legna e si adopera ad accendere il fuoco.)Pietro(togliendosi il soprabito)Brava la mia Margherita!MargheritaSono ancora i resti della panchetta fracassata.[pg!23]PietroE allora, siano benedette le spalle sulle quali la fracassai!(Distende il soprabito sulla spalliera di una seggiola accanto al fuoco.)Margherita(ginocchioni, intenta alla bisogna)Ma del pastrano e dell'ombrello, babbo, che ne hai fatto?PietroSei un gran tipo, tu! Quando sono uscito, pioveva, forse? No. E dunque che bisogno ne avevo?MargheritaPer altro, hai portato via ombrello e pastrano.PietroNaturale!(Prende dall'attaccapanni una lunga giacca vecchia, tutta sudiciume e tutta rappezzature.)E li ho utilizzati.(Infilando la giacca)Questa invece non c'è più da utilizzarla. Se andassi ad offrirla al Monte di Pietà mi riderebbero in faccia, e ne avrebbero il diritto.Margherita(alzandosi)Come! Hai pegnorato?...Pietro(con fierezza)Ombrello e pastrano. Beninteso! O bella! Per chi mi pigli? Pegnoratissimi!... La giornata si annunziava così scarsa....[pg!24]Margherita(mite)Eppure, avevi promesso di comperare da pranzo.PietroPrecisamente perchè io sono un uomo di risorse! Che diamine!Margherita(con dolce rimprovero)Babbo! Babbo!(Riprende ad apparecchiare la tavola.)Pietro(cavando dalle saccocce del panciotto una pipa e dei mozziconi)Ma... non ti dar pena, Margherita, perchè... grazie a Dio(tritola i mozziconi).... Sì, dico, grazie a Dio, il pranzo non c'è. Questo è innegabile! Però, qualche volta, il pranzo viene giù dal cielo come l'acqua. Non sempre, veh!... Ho detto: «qualche volta». Chi sa!... Aspettiamo.Margherita(siede presso la tavola, appoggiandovi un gomito e posando sulla mano il capo.)Pietro(carica la pipa, l'accende con un piccolo tizzo preso dal focolare, e, fumando, siede tra il fuoco e la scrivania.)Oh! Benone! Così.(Canticchia:) «Sconto col sangue mio.... L'amor che pósi in te....»(Un breve silenzio.)Riconosco che ho sbagliato.... Non lo nego.... Ma il mio piano aveva i [pg!25] suoi pregi. Perchè, vedi, dopo l'operazione bancaria del pegnoramento, io ho... ragionato: «piuttosto che aspettare l'ora del pranzo con queste poche lire in mano, mettiamole a profitto e facciamole moltiplicare». Il capitale ozioso, mia cara, è una immoralità. Questa è la mia convinzione, e, tanto, non la cambio! Senonchè, mi sono ricordato che ero in pieno venerdì, e, prima di andare avanti, ho voluto prendere le debite precauzioni contro la jettatura della mala giornata. Ho stralciato una quota esigua dal capitale e mi sono provvisto di...(mettendo fuori un gran cornettorosso) non so se mi spiego! Corallo vero non è, badiamo, chè, già, la qualità poco importa. Un corno deve essere un corno! Su questo mondo, la forma è tutto! E con l'amico in saccoccia, sono andato a... tu lo capisci, eh? Sono andato....MargheritaA giocare, babbo, a giocare....PietroGiocare! Giocare!... Che significa giocare? Diciamo: a negoziare. Orbene, ho negoziato....MargheritaE hai perduto.PietroMa sai perchè?... Perchè non avevo più quattrini. Il corno, poverino, non ce n'ha mica colpa! Niente affatto! Se avessi continuato, se avessi potuto continuare, perbacco,(animandosi, si alza)stai pur [pg!26] tranquilla, Margherita, che le cose sarebbero andate altrimenti!(Fremendo di voluttà e di rabbia)Oggi mi sentivo la fortuna in pugno; me la sentivo qui, qui,(mostra le mani)e, credimi, Margherita, credimi, avrei avuto il coraggio di arrischiare non le vergognose cinque lire, maledetta la miseria!, ma migliaia di sterline belle e sonanti, e, come della luce del sole, per Satanasso!, sarei stato sicuro di saperle centuplicare.(Pausa.)Sarà per un'altra volta. Per oggi, contentiamoci di riscaldarci. Lui(al soprabito)ci dà il buon esempio.(Mutandone la posizione sulla seggiola affinchè si rasciughi da tutte le parti)Guarda, Margherita: sempre lo stesso, lui, da tanti anni! Perde il pelo, questo sì, ma non il vizio, per la semplice ragione che lui vizi non ne ha.(Sospirando, risiede.)Camperà più di me, è vero: ma non lo invidio per questo. Margherita, in fondo alla credenza troverai mezza bottiglia di Cognac. Abbi pazienza, portamela qui....Margherita(rassegnata, prende nella credenza la bottiglia e un bicchierino e glieli pone dinanzi, sulla scrivania.)PietroNe vuoi?MargheritaNo, babbo.(Si allontana.)Pietro(riempie il bicchierino, beve di un fiato e tossisce strascicatamente come per grattarsi la gola.)Di': sei in collera con papà tuo?[pg!27]MargheritaMai.PietroVieni qua.(Margherita gli si accosta. — Egli la carezza.)Non credere che io non ci pensi a te. Calcolavo sul conte Fabrizi. Mi sono affacchinato per lui, in queste elezioni. È restato a terra.... Che ci posso fare? Ma il compenso verrà... verrà. È un galantuomo il conte, ed è per questo che non voglio importunarlo.... Intanto, ci ho in prospettiva una buona dozzina di affari coi fiocchi: il tentativo con la vedova Verrusio, la vendita Stefanelli — e lì c'è da infinocchiare mezzo mondo!; — la causa Marotta; — e il signor Francesco Marotta se vuole la mia testimonianza sa come deve regolarsi. — Che altro? Ah! l'affare Perrotti.... Quello poi è sicuro... La copia del suo progetto è nelle mie mani, e....(Pentendosi di aver detto troppo)Milioni non ne verranno, no; ma, via, certamente, ci sarà, per esempio..., ci sarà da comperare(tirando a sè Margherita)quella magnifica stoffa a strisce... che il De Simone spampana nella sua vetrina.... Santi numi, che stoffa! Ecco una stoffa che mi piace. E non è tutto! Compreremo anche un cappello grande... con uno di quei nastri... con una di quelle piume... con uno di quei ciuffoni di fiori..., non so, ma ha da essere un cappello così straordinario da farti sembrare meglio di una principessa.... E andremo a spasso, andremo; e la gente, per la strada, dovrà guardarci a bocca aperta, e di buona o di mala voglia dovrà esclamare: Ohè, com'è elegante la figliuola di Don Pietro Caruso!(Pausa. — Con malinconia)Già, tu non ci vuoi mai venire a spasso con me. Si direbbe... che te ne vergogni.[pg!28]MargheritaChe idee!PietroSì, sì: te ne vergogni. Io sono uno sciamannato.... Vesto tanto male! Mi sono sempre vestito male! E perciò quand'ero studente e declamavo sui marciapiedi, mi chiamavano ilfilosofo. Ora mi chiamano ilgaloppino. Le attribuzioni sono diverse, ma il vestiario è lo stesso. E poi... e poi... le mie conoscenze non ti garbano. Quelli che mi salutano per la via non ti vanno a genio. D'altronde, se conoscessi delle brave persone, starei fresco. Le brave persone sono così inutili! Ma tu non dovresti dartene troppo pensiero. Sei una ragazza onesta tu? E che te ne importa degli altri? Pensa ai casi tuoi. Una ragazza che non va a spasso non trova marito.Margherita(lievemente infastidita, gli volge le spalle.)PietroE tu devi trovarlo!(Pausa.)Ah, Margherita! Io sono molto logoro, lo vedi, molto logoro! E tu avrai bisogno di un compagno, di un sostegno. Altrimenti, quando io me ne vado,(con la mano accenna alla morte)come farai, figlia mia adorata, come farai?Margherita(asciugandosi una lacrima)Finiscila, babbo![pg!29]PietroÈ da molto tempo che dovevo ragionare con te di queste cose. Come farai?... Tu non puoi lavorare.... Non sai lavorare....MargheritaImparerò....Pietro(con uno scatto energico)Io non lo voglio!MargheritaTe l'ho chiesto in grazia tante volte.... Permettimi di imparare.Pietro(con violenza)Mai! mai! mai!(Poi, animandosi sempre più)Imparare! Come si fa ad imparare? Ah, lo so! Si sta tutta la giornata fuori della propria casa, in un laboratorio qualunque, dove si parla... di tutto, dove le ragazze si guastano tra loro, dove una sola di esse cattiva o corrotta basta a corrompere tutte le altre, e dove l'esempio di quelle che fanno il comodo loro e che se la godono è una tentazione perenne, a cui non è facile sottrarsi....(Con gli occhi spauriti)Si esce di lì, stanche, eccitate; si trovano sul canto della via i fratelli, gli innamorati delle compagne... e tutti i birbanti pronti a profittare delle prime irrequietezze d'un piccolo essere sensibile ed inesperto.... E la tentazione diventa più acuta, più insidiosa, più incalzante, più prepotente... ed ecco che da una parte [pg!30] s'impara a lavorare e dall'altra s'impara a transigere e ad avere nuove aspirazioni, a desiderare, a fantasticare... a perdersi!... Povere fanciulle!... Il cammino libero, quello del lavoro, quello dell'indipendenza, non vi sarà consentito, no, finchè noi uomini nasceremo con l'istinto d'inoculare nella donna tutto il veleno che può renderla più idonea al nostro egoismo. Ricòrdatelo, Margherita! Gli uomini sono vili, sono vili, sono vili!... Se io ti permetto d'andar fuori per provvedere alla tua esistenza, essi, che sono lì in agguato, non avranno pietà di te... non ne avranno di me. No, Margherita!(Abbracciandola, quasi difendendola cupidamente)No, Margherita mia.... No! No! Papà tuo ti vuole come sei.... Il tuo onore, il tuo onore è il suo riposo, è la sua luce, è la sua aria, è il suo alimento, è l'unico filo, l'unico che ancora lo leghi alla vita!(Tossisce. — Pausa.)E tu, per dare una consolazione a tuo padre, devi maritarti. Ragioniamo. L'andare attorno, alla ricerca d'un marito, non ci garba? Be'! Tanto meglio! Aspetteremo che il marito venga da noi. Le richieste non mancano. Non te ne sei accorta che Biagio mi sta alle calcagna?MargheritaAh! L'antiquario....Pietro(rifacendo la voce un po' nasale di Biagio)«Don Pietro, parlate con Margheritina.... Don Pietro, ditele che io ho una grande tenerezza per lei....»MargheritaSì, sì....[pg!31]PietroBello non è, e neppure giovanissimo.... Ma ha una buona clientela, è un negoziante intemerato, vende per roba antica tutto ciò che gli pare e piace.... Insomma, è un uomo per bene che ha parecchie dita di cervello e, all'occorrenza, ha anche tanto di cuore. Ieri, poveretto, voleva per forza prestarmi cinque lire....Margherita(con un repentino moto d'orrore)E tu le prendesti?!Pietro(calorosamente, in uno slancio irruente di protesta orgogliosa)No che non le presi, perdinci! Da lui, no, mai!... Appunto perchè so che ti vuol bene!(Un silenzio.)Dunque, Margherita?...(Si picchia alla porta comune con le nocche delle dita).PietroChi è?

SCENA II.MARGHERITA, PIETRO.Pietro(è su per le scale, cantando rocamente l'aria del «Trovatore» e intercalandovi molte pause:)Sconto col sangue mio....Margherita(tra sè)Il babbo....Pietro(la cui voce va avvicinandosi)L'amor che pósi in te!Non ti scordar di me!Non ti scordar di me!La voce della vicina(chiamando:)Ohè, Don Pietro! Don Pietro!... Siete voi?PietroPare. In che posso servirvi, signora Punzo?La voce della vicinaFavorirmi sempre. Volevo pregarvi: stanotte, in sogno, un morto con la gobba e un bue a tre corna. Che mi dite? Che numeri devo giocare?[pg!20]PietroÈ chiaro: il morto con la gobba 47 e 57, il bue 77, e metteteci il 3... per le corna.La voce della vicinaGrazie!PietroNiente, per ora. Ma raccomandatevi ai santi protettori del lotto pubblico...: devono essere parecchi: e ci rivedremo a vincita fatta!(Ricomincia a cantare, ripigliando il motivo press'a poco dove l'ha interrotto:)Non ti scordar di me!E.. le.. o.. noo... ra!E... le... o... nora...(Si sente un poco il rumore della chiave nella serratura. La porta si apre subito. Egli entra.)Eleonora, addio!(Richiude la porta col lucchetto, e si avanza a passi gravi, solennemente comico. Il lungo soprabito col frusto bavero alzato e l'unto cappello a tuba grondano acqua. Ugualmente inzuppati sono i calzoni dagli orli rossi e le scarpe scalcagnate.)MargheritaIn quale stato!PietroIn quale stato?[pg!21]MargheritaSei fradicio, babbo!PietroLo credo, io! Non senti che pioggia?!... Brrrr....MargheritaE il tuo ombrello? E il tuo pastrano?PietroPrima di tutto, ragioniamo.(Il verbo «ragionare» gli corre spesso alla bocca, pronunziato lievissimamente come se gli scivolasse dalle labbra.)Appena ho messo la chiave nel buco della serratura, la porta si è aperta.(Quasi serio, mostrando la chiave che ha in mano)Come va questa faccenda?Margherita(con simulazione)Come vuoi che vada? Quando sei uscito, avrai dimenticato di chiudere bene. Sei così distratto!PietroAnche questo può darsi. Brrr.... L'umido mi penetra nelle ossa....MargheritaMio Dio![pg!22]PietroCi hai delle legna per fare un po' di fuoco?MargheritaNon so....(Esce a sinistra.)Pietro(agitando il cappello affinchè l'acqua possa colare — riflette:)Anche questo può darsi. La distrazione è il solo connotato che distingua l'uomo dalla bestia!Margherita(di dentro)Per fortuna, ce n'è delle legna.Pietro(continuando tra sè:)Difatti, la capra, la volpe, il cavallo, l'asino sono mai distratti? Nossignore!(Dopo avere asciugato il cappello con un fazzoletto, mette l'uno e l'altro sul cornicione della cappa.)Margherita(entra con le legna e si adopera ad accendere il fuoco.)Pietro(togliendosi il soprabito)Brava la mia Margherita!MargheritaSono ancora i resti della panchetta fracassata.[pg!23]PietroE allora, siano benedette le spalle sulle quali la fracassai!(Distende il soprabito sulla spalliera di una seggiola accanto al fuoco.)Margherita(ginocchioni, intenta alla bisogna)Ma del pastrano e dell'ombrello, babbo, che ne hai fatto?PietroSei un gran tipo, tu! Quando sono uscito, pioveva, forse? No. E dunque che bisogno ne avevo?MargheritaPer altro, hai portato via ombrello e pastrano.PietroNaturale!(Prende dall'attaccapanni una lunga giacca vecchia, tutta sudiciume e tutta rappezzature.)E li ho utilizzati.(Infilando la giacca)Questa invece non c'è più da utilizzarla. Se andassi ad offrirla al Monte di Pietà mi riderebbero in faccia, e ne avrebbero il diritto.Margherita(alzandosi)Come! Hai pegnorato?...Pietro(con fierezza)Ombrello e pastrano. Beninteso! O bella! Per chi mi pigli? Pegnoratissimi!... La giornata si annunziava così scarsa....[pg!24]Margherita(mite)Eppure, avevi promesso di comperare da pranzo.PietroPrecisamente perchè io sono un uomo di risorse! Che diamine!Margherita(con dolce rimprovero)Babbo! Babbo!(Riprende ad apparecchiare la tavola.)Pietro(cavando dalle saccocce del panciotto una pipa e dei mozziconi)Ma... non ti dar pena, Margherita, perchè... grazie a Dio(tritola i mozziconi).... Sì, dico, grazie a Dio, il pranzo non c'è. Questo è innegabile! Però, qualche volta, il pranzo viene giù dal cielo come l'acqua. Non sempre, veh!... Ho detto: «qualche volta». Chi sa!... Aspettiamo.Margherita(siede presso la tavola, appoggiandovi un gomito e posando sulla mano il capo.)Pietro(carica la pipa, l'accende con un piccolo tizzo preso dal focolare, e, fumando, siede tra il fuoco e la scrivania.)Oh! Benone! Così.(Canticchia:) «Sconto col sangue mio.... L'amor che pósi in te....»(Un breve silenzio.)Riconosco che ho sbagliato.... Non lo nego.... Ma il mio piano aveva i [pg!25] suoi pregi. Perchè, vedi, dopo l'operazione bancaria del pegnoramento, io ho... ragionato: «piuttosto che aspettare l'ora del pranzo con queste poche lire in mano, mettiamole a profitto e facciamole moltiplicare». Il capitale ozioso, mia cara, è una immoralità. Questa è la mia convinzione, e, tanto, non la cambio! Senonchè, mi sono ricordato che ero in pieno venerdì, e, prima di andare avanti, ho voluto prendere le debite precauzioni contro la jettatura della mala giornata. Ho stralciato una quota esigua dal capitale e mi sono provvisto di...(mettendo fuori un gran cornettorosso) non so se mi spiego! Corallo vero non è, badiamo, chè, già, la qualità poco importa. Un corno deve essere un corno! Su questo mondo, la forma è tutto! E con l'amico in saccoccia, sono andato a... tu lo capisci, eh? Sono andato....MargheritaA giocare, babbo, a giocare....PietroGiocare! Giocare!... Che significa giocare? Diciamo: a negoziare. Orbene, ho negoziato....MargheritaE hai perduto.PietroMa sai perchè?... Perchè non avevo più quattrini. Il corno, poverino, non ce n'ha mica colpa! Niente affatto! Se avessi continuato, se avessi potuto continuare, perbacco,(animandosi, si alza)stai pur [pg!26] tranquilla, Margherita, che le cose sarebbero andate altrimenti!(Fremendo di voluttà e di rabbia)Oggi mi sentivo la fortuna in pugno; me la sentivo qui, qui,(mostra le mani)e, credimi, Margherita, credimi, avrei avuto il coraggio di arrischiare non le vergognose cinque lire, maledetta la miseria!, ma migliaia di sterline belle e sonanti, e, come della luce del sole, per Satanasso!, sarei stato sicuro di saperle centuplicare.(Pausa.)Sarà per un'altra volta. Per oggi, contentiamoci di riscaldarci. Lui(al soprabito)ci dà il buon esempio.(Mutandone la posizione sulla seggiola affinchè si rasciughi da tutte le parti)Guarda, Margherita: sempre lo stesso, lui, da tanti anni! Perde il pelo, questo sì, ma non il vizio, per la semplice ragione che lui vizi non ne ha.(Sospirando, risiede.)Camperà più di me, è vero: ma non lo invidio per questo. Margherita, in fondo alla credenza troverai mezza bottiglia di Cognac. Abbi pazienza, portamela qui....Margherita(rassegnata, prende nella credenza la bottiglia e un bicchierino e glieli pone dinanzi, sulla scrivania.)PietroNe vuoi?MargheritaNo, babbo.(Si allontana.)Pietro(riempie il bicchierino, beve di un fiato e tossisce strascicatamente come per grattarsi la gola.)Di': sei in collera con papà tuo?[pg!27]MargheritaMai.PietroVieni qua.(Margherita gli si accosta. — Egli la carezza.)Non credere che io non ci pensi a te. Calcolavo sul conte Fabrizi. Mi sono affacchinato per lui, in queste elezioni. È restato a terra.... Che ci posso fare? Ma il compenso verrà... verrà. È un galantuomo il conte, ed è per questo che non voglio importunarlo.... Intanto, ci ho in prospettiva una buona dozzina di affari coi fiocchi: il tentativo con la vedova Verrusio, la vendita Stefanelli — e lì c'è da infinocchiare mezzo mondo!; — la causa Marotta; — e il signor Francesco Marotta se vuole la mia testimonianza sa come deve regolarsi. — Che altro? Ah! l'affare Perrotti.... Quello poi è sicuro... La copia del suo progetto è nelle mie mani, e....(Pentendosi di aver detto troppo)Milioni non ne verranno, no; ma, via, certamente, ci sarà, per esempio..., ci sarà da comperare(tirando a sè Margherita)quella magnifica stoffa a strisce... che il De Simone spampana nella sua vetrina.... Santi numi, che stoffa! Ecco una stoffa che mi piace. E non è tutto! Compreremo anche un cappello grande... con uno di quei nastri... con una di quelle piume... con uno di quei ciuffoni di fiori..., non so, ma ha da essere un cappello così straordinario da farti sembrare meglio di una principessa.... E andremo a spasso, andremo; e la gente, per la strada, dovrà guardarci a bocca aperta, e di buona o di mala voglia dovrà esclamare: Ohè, com'è elegante la figliuola di Don Pietro Caruso!(Pausa. — Con malinconia)Già, tu non ci vuoi mai venire a spasso con me. Si direbbe... che te ne vergogni.[pg!28]MargheritaChe idee!PietroSì, sì: te ne vergogni. Io sono uno sciamannato.... Vesto tanto male! Mi sono sempre vestito male! E perciò quand'ero studente e declamavo sui marciapiedi, mi chiamavano ilfilosofo. Ora mi chiamano ilgaloppino. Le attribuzioni sono diverse, ma il vestiario è lo stesso. E poi... e poi... le mie conoscenze non ti garbano. Quelli che mi salutano per la via non ti vanno a genio. D'altronde, se conoscessi delle brave persone, starei fresco. Le brave persone sono così inutili! Ma tu non dovresti dartene troppo pensiero. Sei una ragazza onesta tu? E che te ne importa degli altri? Pensa ai casi tuoi. Una ragazza che non va a spasso non trova marito.Margherita(lievemente infastidita, gli volge le spalle.)PietroE tu devi trovarlo!(Pausa.)Ah, Margherita! Io sono molto logoro, lo vedi, molto logoro! E tu avrai bisogno di un compagno, di un sostegno. Altrimenti, quando io me ne vado,(con la mano accenna alla morte)come farai, figlia mia adorata, come farai?Margherita(asciugandosi una lacrima)Finiscila, babbo![pg!29]PietroÈ da molto tempo che dovevo ragionare con te di queste cose. Come farai?... Tu non puoi lavorare.... Non sai lavorare....MargheritaImparerò....Pietro(con uno scatto energico)Io non lo voglio!MargheritaTe l'ho chiesto in grazia tante volte.... Permettimi di imparare.Pietro(con violenza)Mai! mai! mai!(Poi, animandosi sempre più)Imparare! Come si fa ad imparare? Ah, lo so! Si sta tutta la giornata fuori della propria casa, in un laboratorio qualunque, dove si parla... di tutto, dove le ragazze si guastano tra loro, dove una sola di esse cattiva o corrotta basta a corrompere tutte le altre, e dove l'esempio di quelle che fanno il comodo loro e che se la godono è una tentazione perenne, a cui non è facile sottrarsi....(Con gli occhi spauriti)Si esce di lì, stanche, eccitate; si trovano sul canto della via i fratelli, gli innamorati delle compagne... e tutti i birbanti pronti a profittare delle prime irrequietezze d'un piccolo essere sensibile ed inesperto.... E la tentazione diventa più acuta, più insidiosa, più incalzante, più prepotente... ed ecco che da una parte [pg!30] s'impara a lavorare e dall'altra s'impara a transigere e ad avere nuove aspirazioni, a desiderare, a fantasticare... a perdersi!... Povere fanciulle!... Il cammino libero, quello del lavoro, quello dell'indipendenza, non vi sarà consentito, no, finchè noi uomini nasceremo con l'istinto d'inoculare nella donna tutto il veleno che può renderla più idonea al nostro egoismo. Ricòrdatelo, Margherita! Gli uomini sono vili, sono vili, sono vili!... Se io ti permetto d'andar fuori per provvedere alla tua esistenza, essi, che sono lì in agguato, non avranno pietà di te... non ne avranno di me. No, Margherita!(Abbracciandola, quasi difendendola cupidamente)No, Margherita mia.... No! No! Papà tuo ti vuole come sei.... Il tuo onore, il tuo onore è il suo riposo, è la sua luce, è la sua aria, è il suo alimento, è l'unico filo, l'unico che ancora lo leghi alla vita!(Tossisce. — Pausa.)E tu, per dare una consolazione a tuo padre, devi maritarti. Ragioniamo. L'andare attorno, alla ricerca d'un marito, non ci garba? Be'! Tanto meglio! Aspetteremo che il marito venga da noi. Le richieste non mancano. Non te ne sei accorta che Biagio mi sta alle calcagna?MargheritaAh! L'antiquario....Pietro(rifacendo la voce un po' nasale di Biagio)«Don Pietro, parlate con Margheritina.... Don Pietro, ditele che io ho una grande tenerezza per lei....»MargheritaSì, sì....[pg!31]PietroBello non è, e neppure giovanissimo.... Ma ha una buona clientela, è un negoziante intemerato, vende per roba antica tutto ciò che gli pare e piace.... Insomma, è un uomo per bene che ha parecchie dita di cervello e, all'occorrenza, ha anche tanto di cuore. Ieri, poveretto, voleva per forza prestarmi cinque lire....Margherita(con un repentino moto d'orrore)E tu le prendesti?!Pietro(calorosamente, in uno slancio irruente di protesta orgogliosa)No che non le presi, perdinci! Da lui, no, mai!... Appunto perchè so che ti vuol bene!(Un silenzio.)Dunque, Margherita?...(Si picchia alla porta comune con le nocche delle dita).PietroChi è?

SCENA II.MARGHERITA, PIETRO.Pietro(è su per le scale, cantando rocamente l'aria del «Trovatore» e intercalandovi molte pause:)Sconto col sangue mio....Margherita(tra sè)Il babbo....Pietro(la cui voce va avvicinandosi)L'amor che pósi in te!Non ti scordar di me!Non ti scordar di me!La voce della vicina(chiamando:)Ohè, Don Pietro! Don Pietro!... Siete voi?PietroPare. In che posso servirvi, signora Punzo?La voce della vicinaFavorirmi sempre. Volevo pregarvi: stanotte, in sogno, un morto con la gobba e un bue a tre corna. Che mi dite? Che numeri devo giocare?[pg!20]PietroÈ chiaro: il morto con la gobba 47 e 57, il bue 77, e metteteci il 3... per le corna.La voce della vicinaGrazie!PietroNiente, per ora. Ma raccomandatevi ai santi protettori del lotto pubblico...: devono essere parecchi: e ci rivedremo a vincita fatta!(Ricomincia a cantare, ripigliando il motivo press'a poco dove l'ha interrotto:)Non ti scordar di me!E.. le.. o.. noo... ra!E... le... o... nora...(Si sente un poco il rumore della chiave nella serratura. La porta si apre subito. Egli entra.)Eleonora, addio!(Richiude la porta col lucchetto, e si avanza a passi gravi, solennemente comico. Il lungo soprabito col frusto bavero alzato e l'unto cappello a tuba grondano acqua. Ugualmente inzuppati sono i calzoni dagli orli rossi e le scarpe scalcagnate.)MargheritaIn quale stato!PietroIn quale stato?[pg!21]MargheritaSei fradicio, babbo!PietroLo credo, io! Non senti che pioggia?!... Brrrr....MargheritaE il tuo ombrello? E il tuo pastrano?PietroPrima di tutto, ragioniamo.(Il verbo «ragionare» gli corre spesso alla bocca, pronunziato lievissimamente come se gli scivolasse dalle labbra.)Appena ho messo la chiave nel buco della serratura, la porta si è aperta.(Quasi serio, mostrando la chiave che ha in mano)Come va questa faccenda?Margherita(con simulazione)Come vuoi che vada? Quando sei uscito, avrai dimenticato di chiudere bene. Sei così distratto!PietroAnche questo può darsi. Brrr.... L'umido mi penetra nelle ossa....MargheritaMio Dio![pg!22]PietroCi hai delle legna per fare un po' di fuoco?MargheritaNon so....(Esce a sinistra.)Pietro(agitando il cappello affinchè l'acqua possa colare — riflette:)Anche questo può darsi. La distrazione è il solo connotato che distingua l'uomo dalla bestia!Margherita(di dentro)Per fortuna, ce n'è delle legna.Pietro(continuando tra sè:)Difatti, la capra, la volpe, il cavallo, l'asino sono mai distratti? Nossignore!(Dopo avere asciugato il cappello con un fazzoletto, mette l'uno e l'altro sul cornicione della cappa.)Margherita(entra con le legna e si adopera ad accendere il fuoco.)Pietro(togliendosi il soprabito)Brava la mia Margherita!MargheritaSono ancora i resti della panchetta fracassata.[pg!23]PietroE allora, siano benedette le spalle sulle quali la fracassai!(Distende il soprabito sulla spalliera di una seggiola accanto al fuoco.)Margherita(ginocchioni, intenta alla bisogna)Ma del pastrano e dell'ombrello, babbo, che ne hai fatto?PietroSei un gran tipo, tu! Quando sono uscito, pioveva, forse? No. E dunque che bisogno ne avevo?MargheritaPer altro, hai portato via ombrello e pastrano.PietroNaturale!(Prende dall'attaccapanni una lunga giacca vecchia, tutta sudiciume e tutta rappezzature.)E li ho utilizzati.(Infilando la giacca)Questa invece non c'è più da utilizzarla. Se andassi ad offrirla al Monte di Pietà mi riderebbero in faccia, e ne avrebbero il diritto.Margherita(alzandosi)Come! Hai pegnorato?...Pietro(con fierezza)Ombrello e pastrano. Beninteso! O bella! Per chi mi pigli? Pegnoratissimi!... La giornata si annunziava così scarsa....[pg!24]Margherita(mite)Eppure, avevi promesso di comperare da pranzo.PietroPrecisamente perchè io sono un uomo di risorse! Che diamine!Margherita(con dolce rimprovero)Babbo! Babbo!(Riprende ad apparecchiare la tavola.)Pietro(cavando dalle saccocce del panciotto una pipa e dei mozziconi)Ma... non ti dar pena, Margherita, perchè... grazie a Dio(tritola i mozziconi).... Sì, dico, grazie a Dio, il pranzo non c'è. Questo è innegabile! Però, qualche volta, il pranzo viene giù dal cielo come l'acqua. Non sempre, veh!... Ho detto: «qualche volta». Chi sa!... Aspettiamo.Margherita(siede presso la tavola, appoggiandovi un gomito e posando sulla mano il capo.)Pietro(carica la pipa, l'accende con un piccolo tizzo preso dal focolare, e, fumando, siede tra il fuoco e la scrivania.)Oh! Benone! Così.(Canticchia:) «Sconto col sangue mio.... L'amor che pósi in te....»(Un breve silenzio.)Riconosco che ho sbagliato.... Non lo nego.... Ma il mio piano aveva i [pg!25] suoi pregi. Perchè, vedi, dopo l'operazione bancaria del pegnoramento, io ho... ragionato: «piuttosto che aspettare l'ora del pranzo con queste poche lire in mano, mettiamole a profitto e facciamole moltiplicare». Il capitale ozioso, mia cara, è una immoralità. Questa è la mia convinzione, e, tanto, non la cambio! Senonchè, mi sono ricordato che ero in pieno venerdì, e, prima di andare avanti, ho voluto prendere le debite precauzioni contro la jettatura della mala giornata. Ho stralciato una quota esigua dal capitale e mi sono provvisto di...(mettendo fuori un gran cornettorosso) non so se mi spiego! Corallo vero non è, badiamo, chè, già, la qualità poco importa. Un corno deve essere un corno! Su questo mondo, la forma è tutto! E con l'amico in saccoccia, sono andato a... tu lo capisci, eh? Sono andato....MargheritaA giocare, babbo, a giocare....PietroGiocare! Giocare!... Che significa giocare? Diciamo: a negoziare. Orbene, ho negoziato....MargheritaE hai perduto.PietroMa sai perchè?... Perchè non avevo più quattrini. Il corno, poverino, non ce n'ha mica colpa! Niente affatto! Se avessi continuato, se avessi potuto continuare, perbacco,(animandosi, si alza)stai pur [pg!26] tranquilla, Margherita, che le cose sarebbero andate altrimenti!(Fremendo di voluttà e di rabbia)Oggi mi sentivo la fortuna in pugno; me la sentivo qui, qui,(mostra le mani)e, credimi, Margherita, credimi, avrei avuto il coraggio di arrischiare non le vergognose cinque lire, maledetta la miseria!, ma migliaia di sterline belle e sonanti, e, come della luce del sole, per Satanasso!, sarei stato sicuro di saperle centuplicare.(Pausa.)Sarà per un'altra volta. Per oggi, contentiamoci di riscaldarci. Lui(al soprabito)ci dà il buon esempio.(Mutandone la posizione sulla seggiola affinchè si rasciughi da tutte le parti)Guarda, Margherita: sempre lo stesso, lui, da tanti anni! Perde il pelo, questo sì, ma non il vizio, per la semplice ragione che lui vizi non ne ha.(Sospirando, risiede.)Camperà più di me, è vero: ma non lo invidio per questo. Margherita, in fondo alla credenza troverai mezza bottiglia di Cognac. Abbi pazienza, portamela qui....Margherita(rassegnata, prende nella credenza la bottiglia e un bicchierino e glieli pone dinanzi, sulla scrivania.)PietroNe vuoi?MargheritaNo, babbo.(Si allontana.)Pietro(riempie il bicchierino, beve di un fiato e tossisce strascicatamente come per grattarsi la gola.)Di': sei in collera con papà tuo?[pg!27]MargheritaMai.PietroVieni qua.(Margherita gli si accosta. — Egli la carezza.)Non credere che io non ci pensi a te. Calcolavo sul conte Fabrizi. Mi sono affacchinato per lui, in queste elezioni. È restato a terra.... Che ci posso fare? Ma il compenso verrà... verrà. È un galantuomo il conte, ed è per questo che non voglio importunarlo.... Intanto, ci ho in prospettiva una buona dozzina di affari coi fiocchi: il tentativo con la vedova Verrusio, la vendita Stefanelli — e lì c'è da infinocchiare mezzo mondo!; — la causa Marotta; — e il signor Francesco Marotta se vuole la mia testimonianza sa come deve regolarsi. — Che altro? Ah! l'affare Perrotti.... Quello poi è sicuro... La copia del suo progetto è nelle mie mani, e....(Pentendosi di aver detto troppo)Milioni non ne verranno, no; ma, via, certamente, ci sarà, per esempio..., ci sarà da comperare(tirando a sè Margherita)quella magnifica stoffa a strisce... che il De Simone spampana nella sua vetrina.... Santi numi, che stoffa! Ecco una stoffa che mi piace. E non è tutto! Compreremo anche un cappello grande... con uno di quei nastri... con una di quelle piume... con uno di quei ciuffoni di fiori..., non so, ma ha da essere un cappello così straordinario da farti sembrare meglio di una principessa.... E andremo a spasso, andremo; e la gente, per la strada, dovrà guardarci a bocca aperta, e di buona o di mala voglia dovrà esclamare: Ohè, com'è elegante la figliuola di Don Pietro Caruso!(Pausa. — Con malinconia)Già, tu non ci vuoi mai venire a spasso con me. Si direbbe... che te ne vergogni.[pg!28]MargheritaChe idee!PietroSì, sì: te ne vergogni. Io sono uno sciamannato.... Vesto tanto male! Mi sono sempre vestito male! E perciò quand'ero studente e declamavo sui marciapiedi, mi chiamavano ilfilosofo. Ora mi chiamano ilgaloppino. Le attribuzioni sono diverse, ma il vestiario è lo stesso. E poi... e poi... le mie conoscenze non ti garbano. Quelli che mi salutano per la via non ti vanno a genio. D'altronde, se conoscessi delle brave persone, starei fresco. Le brave persone sono così inutili! Ma tu non dovresti dartene troppo pensiero. Sei una ragazza onesta tu? E che te ne importa degli altri? Pensa ai casi tuoi. Una ragazza che non va a spasso non trova marito.Margherita(lievemente infastidita, gli volge le spalle.)PietroE tu devi trovarlo!(Pausa.)Ah, Margherita! Io sono molto logoro, lo vedi, molto logoro! E tu avrai bisogno di un compagno, di un sostegno. Altrimenti, quando io me ne vado,(con la mano accenna alla morte)come farai, figlia mia adorata, come farai?Margherita(asciugandosi una lacrima)Finiscila, babbo![pg!29]PietroÈ da molto tempo che dovevo ragionare con te di queste cose. Come farai?... Tu non puoi lavorare.... Non sai lavorare....MargheritaImparerò....Pietro(con uno scatto energico)Io non lo voglio!MargheritaTe l'ho chiesto in grazia tante volte.... Permettimi di imparare.Pietro(con violenza)Mai! mai! mai!(Poi, animandosi sempre più)Imparare! Come si fa ad imparare? Ah, lo so! Si sta tutta la giornata fuori della propria casa, in un laboratorio qualunque, dove si parla... di tutto, dove le ragazze si guastano tra loro, dove una sola di esse cattiva o corrotta basta a corrompere tutte le altre, e dove l'esempio di quelle che fanno il comodo loro e che se la godono è una tentazione perenne, a cui non è facile sottrarsi....(Con gli occhi spauriti)Si esce di lì, stanche, eccitate; si trovano sul canto della via i fratelli, gli innamorati delle compagne... e tutti i birbanti pronti a profittare delle prime irrequietezze d'un piccolo essere sensibile ed inesperto.... E la tentazione diventa più acuta, più insidiosa, più incalzante, più prepotente... ed ecco che da una parte [pg!30] s'impara a lavorare e dall'altra s'impara a transigere e ad avere nuove aspirazioni, a desiderare, a fantasticare... a perdersi!... Povere fanciulle!... Il cammino libero, quello del lavoro, quello dell'indipendenza, non vi sarà consentito, no, finchè noi uomini nasceremo con l'istinto d'inoculare nella donna tutto il veleno che può renderla più idonea al nostro egoismo. Ricòrdatelo, Margherita! Gli uomini sono vili, sono vili, sono vili!... Se io ti permetto d'andar fuori per provvedere alla tua esistenza, essi, che sono lì in agguato, non avranno pietà di te... non ne avranno di me. No, Margherita!(Abbracciandola, quasi difendendola cupidamente)No, Margherita mia.... No! No! Papà tuo ti vuole come sei.... Il tuo onore, il tuo onore è il suo riposo, è la sua luce, è la sua aria, è il suo alimento, è l'unico filo, l'unico che ancora lo leghi alla vita!(Tossisce. — Pausa.)E tu, per dare una consolazione a tuo padre, devi maritarti. Ragioniamo. L'andare attorno, alla ricerca d'un marito, non ci garba? Be'! Tanto meglio! Aspetteremo che il marito venga da noi. Le richieste non mancano. Non te ne sei accorta che Biagio mi sta alle calcagna?MargheritaAh! L'antiquario....Pietro(rifacendo la voce un po' nasale di Biagio)«Don Pietro, parlate con Margheritina.... Don Pietro, ditele che io ho una grande tenerezza per lei....»MargheritaSì, sì....[pg!31]PietroBello non è, e neppure giovanissimo.... Ma ha una buona clientela, è un negoziante intemerato, vende per roba antica tutto ciò che gli pare e piace.... Insomma, è un uomo per bene che ha parecchie dita di cervello e, all'occorrenza, ha anche tanto di cuore. Ieri, poveretto, voleva per forza prestarmi cinque lire....Margherita(con un repentino moto d'orrore)E tu le prendesti?!Pietro(calorosamente, in uno slancio irruente di protesta orgogliosa)No che non le presi, perdinci! Da lui, no, mai!... Appunto perchè so che ti vuol bene!(Un silenzio.)Dunque, Margherita?...(Si picchia alla porta comune con le nocche delle dita).PietroChi è?

MARGHERITA, PIETRO.

Pietro

Pietro

(è su per le scale, cantando rocamente l'aria del «Trovatore» e intercalandovi molte pause:)

Sconto col sangue mio....

Sconto col sangue mio....

Sconto col sangue mio....

Margherita

Margherita

(tra sè)Il babbo....

Pietro

Pietro

(la cui voce va avvicinandosi)

L'amor che pósi in te!Non ti scordar di me!Non ti scordar di me!

L'amor che pósi in te!Non ti scordar di me!Non ti scordar di me!

L'amor che pósi in te!

Non ti scordar di me!

Non ti scordar di me!

La voce della vicina

La voce della vicina

(chiamando:)Ohè, Don Pietro! Don Pietro!... Siete voi?

Pietro

Pietro

Pare. In che posso servirvi, signora Punzo?

La voce della vicina

La voce della vicina

Favorirmi sempre. Volevo pregarvi: stanotte, in sogno, un morto con la gobba e un bue a tre corna. Che mi dite? Che numeri devo giocare?

[pg!20]

Pietro

Pietro

È chiaro: il morto con la gobba 47 e 57, il bue 77, e metteteci il 3... per le corna.

La voce della vicina

La voce della vicina

Grazie!

Pietro

Pietro

Niente, per ora. Ma raccomandatevi ai santi protettori del lotto pubblico...: devono essere parecchi: e ci rivedremo a vincita fatta!(Ricomincia a cantare, ripigliando il motivo press'a poco dove l'ha interrotto:)

Non ti scordar di me!E.. le.. o.. noo... ra!E... le... o... nora...

Non ti scordar di me!E.. le.. o.. noo... ra!E... le... o... nora...

Non ti scordar di me!

E.. le.. o.. noo... ra!

E... le... o... nora...

(Si sente un poco il rumore della chiave nella serratura. La porta si apre subito. Egli entra.)

Eleonora, addio!

Eleonora, addio!

Eleonora, addio!

(Richiude la porta col lucchetto, e si avanza a passi gravi, solennemente comico. Il lungo soprabito col frusto bavero alzato e l'unto cappello a tuba grondano acqua. Ugualmente inzuppati sono i calzoni dagli orli rossi e le scarpe scalcagnate.)

Margherita

Margherita

In quale stato!

Pietro

Pietro

In quale stato?

[pg!21]

Margherita

Margherita

Sei fradicio, babbo!

Pietro

Pietro

Lo credo, io! Non senti che pioggia?!... Brrrr....

Margherita

Margherita

E il tuo ombrello? E il tuo pastrano?

Pietro

Pietro

Prima di tutto, ragioniamo.(Il verbo «ragionare» gli corre spesso alla bocca, pronunziato lievissimamente come se gli scivolasse dalle labbra.)Appena ho messo la chiave nel buco della serratura, la porta si è aperta.(Quasi serio, mostrando la chiave che ha in mano)Come va questa faccenda?

Margherita

Margherita

(con simulazione)Come vuoi che vada? Quando sei uscito, avrai dimenticato di chiudere bene. Sei così distratto!

Pietro

Pietro

Anche questo può darsi. Brrr.... L'umido mi penetra nelle ossa....

Margherita

Margherita

Mio Dio!

[pg!22]

Pietro

Pietro

Ci hai delle legna per fare un po' di fuoco?

Margherita

Margherita

Non so....(Esce a sinistra.)

Pietro

Pietro

(agitando il cappello affinchè l'acqua possa colare — riflette:)Anche questo può darsi. La distrazione è il solo connotato che distingua l'uomo dalla bestia!

Margherita

Margherita

(di dentro)Per fortuna, ce n'è delle legna.

Pietro

Pietro

(continuando tra sè:)Difatti, la capra, la volpe, il cavallo, l'asino sono mai distratti? Nossignore!(Dopo avere asciugato il cappello con un fazzoletto, mette l'uno e l'altro sul cornicione della cappa.)

Margherita

Margherita

(entra con le legna e si adopera ad accendere il fuoco.)

Pietro

Pietro

(togliendosi il soprabito)Brava la mia Margherita!

Margherita

Margherita

Sono ancora i resti della panchetta fracassata.

[pg!23]

Pietro

Pietro

E allora, siano benedette le spalle sulle quali la fracassai!(Distende il soprabito sulla spalliera di una seggiola accanto al fuoco.)

Margherita

Margherita

(ginocchioni, intenta alla bisogna)Ma del pastrano e dell'ombrello, babbo, che ne hai fatto?

Pietro

Pietro

Sei un gran tipo, tu! Quando sono uscito, pioveva, forse? No. E dunque che bisogno ne avevo?

Margherita

Margherita

Per altro, hai portato via ombrello e pastrano.

Pietro

Pietro

Naturale!(Prende dall'attaccapanni una lunga giacca vecchia, tutta sudiciume e tutta rappezzature.)E li ho utilizzati.(Infilando la giacca)Questa invece non c'è più da utilizzarla. Se andassi ad offrirla al Monte di Pietà mi riderebbero in faccia, e ne avrebbero il diritto.

Margherita

Margherita

(alzandosi)Come! Hai pegnorato?...

Pietro

Pietro

(con fierezza)Ombrello e pastrano. Beninteso! O bella! Per chi mi pigli? Pegnoratissimi!... La giornata si annunziava così scarsa....

[pg!24]

Margherita

Margherita

(mite)Eppure, avevi promesso di comperare da pranzo.

Pietro

Pietro

Precisamente perchè io sono un uomo di risorse! Che diamine!

Margherita

Margherita

(con dolce rimprovero)Babbo! Babbo!(Riprende ad apparecchiare la tavola.)

Pietro

Pietro

(cavando dalle saccocce del panciotto una pipa e dei mozziconi)Ma... non ti dar pena, Margherita, perchè... grazie a Dio(tritola i mozziconi).... Sì, dico, grazie a Dio, il pranzo non c'è. Questo è innegabile! Però, qualche volta, il pranzo viene giù dal cielo come l'acqua. Non sempre, veh!... Ho detto: «qualche volta». Chi sa!... Aspettiamo.

Margherita

Margherita

(siede presso la tavola, appoggiandovi un gomito e posando sulla mano il capo.)

Pietro

Pietro

(carica la pipa, l'accende con un piccolo tizzo preso dal focolare, e, fumando, siede tra il fuoco e la scrivania.)Oh! Benone! Così.(Canticchia:) «Sconto col sangue mio.... L'amor che pósi in te....»(Un breve silenzio.)Riconosco che ho sbagliato.... Non lo nego.... Ma il mio piano aveva i [pg!25] suoi pregi. Perchè, vedi, dopo l'operazione bancaria del pegnoramento, io ho... ragionato: «piuttosto che aspettare l'ora del pranzo con queste poche lire in mano, mettiamole a profitto e facciamole moltiplicare». Il capitale ozioso, mia cara, è una immoralità. Questa è la mia convinzione, e, tanto, non la cambio! Senonchè, mi sono ricordato che ero in pieno venerdì, e, prima di andare avanti, ho voluto prendere le debite precauzioni contro la jettatura della mala giornata. Ho stralciato una quota esigua dal capitale e mi sono provvisto di...(mettendo fuori un gran cornettorosso) non so se mi spiego! Corallo vero non è, badiamo, chè, già, la qualità poco importa. Un corno deve essere un corno! Su questo mondo, la forma è tutto! E con l'amico in saccoccia, sono andato a... tu lo capisci, eh? Sono andato....

Margherita

Margherita

A giocare, babbo, a giocare....

Pietro

Pietro

Giocare! Giocare!... Che significa giocare? Diciamo: a negoziare. Orbene, ho negoziato....

Margherita

Margherita

E hai perduto.

Pietro

Pietro

Ma sai perchè?... Perchè non avevo più quattrini. Il corno, poverino, non ce n'ha mica colpa! Niente affatto! Se avessi continuato, se avessi potuto continuare, perbacco,(animandosi, si alza)stai pur [pg!26] tranquilla, Margherita, che le cose sarebbero andate altrimenti!(Fremendo di voluttà e di rabbia)Oggi mi sentivo la fortuna in pugno; me la sentivo qui, qui,(mostra le mani)e, credimi, Margherita, credimi, avrei avuto il coraggio di arrischiare non le vergognose cinque lire, maledetta la miseria!, ma migliaia di sterline belle e sonanti, e, come della luce del sole, per Satanasso!, sarei stato sicuro di saperle centuplicare.(Pausa.)Sarà per un'altra volta. Per oggi, contentiamoci di riscaldarci. Lui(al soprabito)ci dà il buon esempio.(Mutandone la posizione sulla seggiola affinchè si rasciughi da tutte le parti)Guarda, Margherita: sempre lo stesso, lui, da tanti anni! Perde il pelo, questo sì, ma non il vizio, per la semplice ragione che lui vizi non ne ha.(Sospirando, risiede.)Camperà più di me, è vero: ma non lo invidio per questo. Margherita, in fondo alla credenza troverai mezza bottiglia di Cognac. Abbi pazienza, portamela qui....

Margherita

Margherita

(rassegnata, prende nella credenza la bottiglia e un bicchierino e glieli pone dinanzi, sulla scrivania.)

Pietro

Pietro

Ne vuoi?

Margherita

Margherita

No, babbo.(Si allontana.)

Pietro

Pietro

(riempie il bicchierino, beve di un fiato e tossisce strascicatamente come per grattarsi la gola.)Di': sei in collera con papà tuo?

[pg!27]

Margherita

Margherita

Mai.

Pietro

Pietro

Vieni qua.(Margherita gli si accosta. — Egli la carezza.)Non credere che io non ci pensi a te. Calcolavo sul conte Fabrizi. Mi sono affacchinato per lui, in queste elezioni. È restato a terra.... Che ci posso fare? Ma il compenso verrà... verrà. È un galantuomo il conte, ed è per questo che non voglio importunarlo.... Intanto, ci ho in prospettiva una buona dozzina di affari coi fiocchi: il tentativo con la vedova Verrusio, la vendita Stefanelli — e lì c'è da infinocchiare mezzo mondo!; — la causa Marotta; — e il signor Francesco Marotta se vuole la mia testimonianza sa come deve regolarsi. — Che altro? Ah! l'affare Perrotti.... Quello poi è sicuro... La copia del suo progetto è nelle mie mani, e....(Pentendosi di aver detto troppo)Milioni non ne verranno, no; ma, via, certamente, ci sarà, per esempio..., ci sarà da comperare(tirando a sè Margherita)quella magnifica stoffa a strisce... che il De Simone spampana nella sua vetrina.... Santi numi, che stoffa! Ecco una stoffa che mi piace. E non è tutto! Compreremo anche un cappello grande... con uno di quei nastri... con una di quelle piume... con uno di quei ciuffoni di fiori..., non so, ma ha da essere un cappello così straordinario da farti sembrare meglio di una principessa.... E andremo a spasso, andremo; e la gente, per la strada, dovrà guardarci a bocca aperta, e di buona o di mala voglia dovrà esclamare: Ohè, com'è elegante la figliuola di Don Pietro Caruso!(Pausa. — Con malinconia)Già, tu non ci vuoi mai venire a spasso con me. Si direbbe... che te ne vergogni.

[pg!28]

Margherita

Margherita

Che idee!

Pietro

Pietro

Sì, sì: te ne vergogni. Io sono uno sciamannato.... Vesto tanto male! Mi sono sempre vestito male! E perciò quand'ero studente e declamavo sui marciapiedi, mi chiamavano ilfilosofo. Ora mi chiamano ilgaloppino. Le attribuzioni sono diverse, ma il vestiario è lo stesso. E poi... e poi... le mie conoscenze non ti garbano. Quelli che mi salutano per la via non ti vanno a genio. D'altronde, se conoscessi delle brave persone, starei fresco. Le brave persone sono così inutili! Ma tu non dovresti dartene troppo pensiero. Sei una ragazza onesta tu? E che te ne importa degli altri? Pensa ai casi tuoi. Una ragazza che non va a spasso non trova marito.

Margherita

Margherita

(lievemente infastidita, gli volge le spalle.)

Pietro

Pietro

E tu devi trovarlo!(Pausa.)Ah, Margherita! Io sono molto logoro, lo vedi, molto logoro! E tu avrai bisogno di un compagno, di un sostegno. Altrimenti, quando io me ne vado,(con la mano accenna alla morte)come farai, figlia mia adorata, come farai?

Margherita

Margherita

(asciugandosi una lacrima)Finiscila, babbo!

[pg!29]

Pietro

Pietro

È da molto tempo che dovevo ragionare con te di queste cose. Come farai?... Tu non puoi lavorare.... Non sai lavorare....

Margherita

Margherita

Imparerò....

Pietro

Pietro

(con uno scatto energico)Io non lo voglio!

Margherita

Margherita

Te l'ho chiesto in grazia tante volte.... Permettimi di imparare.

Pietro

Pietro

(con violenza)Mai! mai! mai!(Poi, animandosi sempre più)Imparare! Come si fa ad imparare? Ah, lo so! Si sta tutta la giornata fuori della propria casa, in un laboratorio qualunque, dove si parla... di tutto, dove le ragazze si guastano tra loro, dove una sola di esse cattiva o corrotta basta a corrompere tutte le altre, e dove l'esempio di quelle che fanno il comodo loro e che se la godono è una tentazione perenne, a cui non è facile sottrarsi....(Con gli occhi spauriti)Si esce di lì, stanche, eccitate; si trovano sul canto della via i fratelli, gli innamorati delle compagne... e tutti i birbanti pronti a profittare delle prime irrequietezze d'un piccolo essere sensibile ed inesperto.... E la tentazione diventa più acuta, più insidiosa, più incalzante, più prepotente... ed ecco che da una parte [pg!30] s'impara a lavorare e dall'altra s'impara a transigere e ad avere nuove aspirazioni, a desiderare, a fantasticare... a perdersi!... Povere fanciulle!... Il cammino libero, quello del lavoro, quello dell'indipendenza, non vi sarà consentito, no, finchè noi uomini nasceremo con l'istinto d'inoculare nella donna tutto il veleno che può renderla più idonea al nostro egoismo. Ricòrdatelo, Margherita! Gli uomini sono vili, sono vili, sono vili!... Se io ti permetto d'andar fuori per provvedere alla tua esistenza, essi, che sono lì in agguato, non avranno pietà di te... non ne avranno di me. No, Margherita!(Abbracciandola, quasi difendendola cupidamente)No, Margherita mia.... No! No! Papà tuo ti vuole come sei.... Il tuo onore, il tuo onore è il suo riposo, è la sua luce, è la sua aria, è il suo alimento, è l'unico filo, l'unico che ancora lo leghi alla vita!(Tossisce. — Pausa.)E tu, per dare una consolazione a tuo padre, devi maritarti. Ragioniamo. L'andare attorno, alla ricerca d'un marito, non ci garba? Be'! Tanto meglio! Aspetteremo che il marito venga da noi. Le richieste non mancano. Non te ne sei accorta che Biagio mi sta alle calcagna?

Margherita

Margherita

Ah! L'antiquario....

Pietro

Pietro

(rifacendo la voce un po' nasale di Biagio)«Don Pietro, parlate con Margheritina.... Don Pietro, ditele che io ho una grande tenerezza per lei....»

Margherita

Margherita

Sì, sì....

[pg!31]

Pietro

Pietro

Bello non è, e neppure giovanissimo.... Ma ha una buona clientela, è un negoziante intemerato, vende per roba antica tutto ciò che gli pare e piace.... Insomma, è un uomo per bene che ha parecchie dita di cervello e, all'occorrenza, ha anche tanto di cuore. Ieri, poveretto, voleva per forza prestarmi cinque lire....

Margherita

Margherita

(con un repentino moto d'orrore)E tu le prendesti?!

Pietro

Pietro

(calorosamente, in uno slancio irruente di protesta orgogliosa)No che non le presi, perdinci! Da lui, no, mai!... Appunto perchè so che ti vuol bene!(Un silenzio.)Dunque, Margherita?...

(Si picchia alla porta comune con le nocche delle dita).

Pietro

Pietro

Chi è?


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