Chapter 20

[109]Ved. la nostra Copia ms. de' processi eccles. tom. 1.ofol. 362-1/2. Dal brano della lettera del Vescovo risulterebbe che il Nunzio avesse fatto molti giorni prima osservare il Campanella, e gli fosse stato riferito che in segreto egli parlava assennatamente: ma fu questa senza dubbio una piccola vanteria del Nunzio, mentre l'osservazione del Campanella venne ordinata dal Sances, il quale dovè poi discorrerne al Nunzio; difatti le relazioni avute dal Sances si raccolsero in sèguito nel processo di eresia, non le relazioni avute dal Nunzio, il quale si curava ben poco del Campanella e de' frati.[110]Ved. Doc. 350, pag. 327.[111]Ved. Doc. 361, pag. 356. Ma non è sicuro che questo d'Assaro fosse carcerato per la congiura: un Cesare d'Assaro, clerico, trovasi nominato qual prigione nel Carteggio del Nunzio; egli era incriminato di assassinio, con la tortura avea purgato gl'indizii, e non vedendosi liberato fuggì di Castello in compagnia del cav.rCapece ma fu ripigliato. Ved. Lett. da Roma, filz. 210 e 211, let. del 18 8bre 1597, 13 marzo 1598 etc. etc.[112]Si dia uno sguardo all'indice delle poesie che pubblichiamo. E ci si permetta di aggiungere che quando fra Pietro fu poi interrogato circa le poesie, tra le diverse provenienze, indicò «per la maggior parte che sono più di 25» quella da altri carcerati, i quali dicevano averle avute da Maurizio, cui sarebbero state date direttamente dal Campanella etc. Non ci fermiamo su questa scusa di fra Pietro che cita il morto, scusa manifestamente inventata anche perchè sarebbe difficile riferire tante poesie al breve periodo in cui Maurizio rimase nelle grazie del Campanella, vale a dire dal 9 9bre al 19 10bre, o poi gli argomenti di molte fra esse alludono fuori ogni dubbio a circostanze posteriori a tale periodo; ma notiamo la distinzione di questo numero di «più di 25» poesie, che rappresenterebbero un gruppo speciale più antico.[113]Ved. Doc. 436, pag. 549, e i seguenti.[114]Ved. Doc. 441, pag. 551, e i seguenti.[115]Ved. Doc. 459, pag. 558.[116]Le favole da una parte, gli scismi dall'altra. Vedi Doc. 456, pag. 556.[117]Ved. Doc. 452, 453 e 457, pag. 555 e 557.[118]Ved. Doc. 489, pag. 569.[119]Ved. Doc. 447, pag. 553.[120]Ved. Doc. 451, pag. 554.[121]Ved. Doc. 439, pag. 550.[122]Ved. Doc. 440, ib.[123]Ved. Doc. 449 e 450, pag. 554; dippiù gli anteriori 444-46, e 448, pag. 552-53.[124]Ved. Doc. 464, pag. 559.[125]Ved. Doc. 455, pag. 556.[126]Ved. Doc. 400, pag. 475.[127]Ved. Doc. 268, pag. 188.[128]Anche nella stampa di questi documenti ci siamo ingegnati di riprodurre le postille e le aggiunte in modo da poterle distinguere dallo scritto primitivo impiegandovi altro carattere: preghiamo i lettori di guardarli, in riscontro a quanto stiamo per dire; ved. Doc. 401, pag. 478.[129]Allude manifestamente alla perdita delle navi che si ebbe al tempo in cui si fece morire il clerico Cesare Pisano.[130]Intendi Niccolò Tedeschi, Benedettino Catanese, Arcivescovo di Palermo, poi Cardinale, detto anche l'Abate Palermitano. Di lui si hanno molte opere; morì nel 1445.[131]Ved. per Ferrante la Numerazione de' fuochi riportata nella nota alla pag. 10 del vol. 1.o; per fra Pietro ved. la sua prima deposizione innanzi al Vescovo di Gerace (Doc. 294, pag. 226).[132]Ved. Capaccio, Il Forastiero, Nap. 1634, pag. 503.[133]Ved. Doc. 229 pag. 120. Il poter «nominare» delinquenti, per farli indultare, era uno de' diversi modi di compensipro meritis: nel caso del Lauro la nominazione fatta non è espressa, ma s'intende, mentre in altri casi è espressa. Ne citiamo uno relativo ad un soggetto del quale anche si è parlato in questa narrazione: «a 17 de marzo 1594 indulto et gratia facta à Prospero morales de peczolo per l'homicidio commesso in persona de mutio costantino stante lo servitio facto per battista de amicis d'havere dato in mano dela corte Marco sciarra e nominatione facta in persona de decto prospero». Ma generalmente era questa una delle concessioni minori, che si accompagnavano ad altre di maggiore entità.[134]Ved. i Reg.Sigillorumvol. 40 e 42.—1.o«3 Gennaro 1602. Licentia de arme in persona de Fabio de Lauro, pietro de lauro, mauritio spina et ferrante de lauro».—2.o«3 de aprile 1604. Licentia de arme in persona de fabio de lauro, pietro de lauro, mutio spina (sic) et ferrante de lauro».[135]Ved. i Reg.Sigillorumvol. 31 (an. 1595) e vol. 37 (an. 1600); in quest'ultimo si legge: «A dì 16 xbro, Privilegio del off.odi perceptore della seta della città di Catanzaro in persona de Gio. Battista Biblia».[136]Ved. Doc. 231, pag. 120.[137]Ved. iReg. Litterarum S. M.tisvol. 12, (an. 1602-1610) fol. 545. Re Filippo dice al Vicerè che approva la transazione proposta dal Principe, ed aggiunge: «y por obligar le mas, he tenido por bien de le honrrar y hazer merced de una plaça del Conseio Collateral de que se le embiara su Titulo como se lo dereis de mi parte, y que en lo de la Compania de gente de armas que pide, en las ocasiones que se offroscieren se tenra con su persona y meritos la cuenta que es razon para hazer le la merced que huviere lugar». La lettera è in data del 12 luglio 1606.[138]Ved. Doc. 232, pag. 121.[139]Ved. i Reg.Privilegiorumvol. 125 (an. 1602) fol. 13. t.o; e confr. i Reg.Officiorum Suae Maj.tisvol. 1.ofol. 202.[140]Reg.Privilegiorumvol. 123 (an. 1602-1603) fol. 128.[141]Ved. Doc. 233, pag. 122.[142]Ved. Doc. 235, pag. 123. Il suo viaggio a Madrid è ricordato in una delle sue lettere al Gran Duca di Toscana, che abbiamo già citata altrove; ved. vol. 1.opag. 127 in nota.[143]Ved. i Reg.Mercedum, vol. 2o, fol. 203. La pensione dicesi data pe' «multa grataque obsequia... per spacium triginta quatuor annorum singulari fide, vigilantia et integritate tam in dicto Consilio quam in officio Advocati fiscalis nostri Provintiae Calabriae ac interim in rebus magni ponderis nobis praestita».[144]Ved. nell'Arch. di Stato in TorinoLettere Ministri Due Sicilie, maz. 2.o, let. del 4 e del 14 giugno 1613, dell'8 novembre 1616 e 6 gennaio 1617; inoltreLettere Ministri Romamaz. 27, fasc. 2o, let. del 26 novembre 1616.[145]Per le esecutorie di entrambi i Privilegi successivamente avuti, ved. i RegistriSigillorumvol. 38 e 39 alle date suddette. Pel Privilegio della nomina a Consigliere, ved. i Reg.iPrivilegiorumvol. 123 fol. 168: quivi i meriti della sua persona sono espressi ne' seguenti termini, «cuius nobis et eruditio ac diligentia, et quidem probitas atque prudentia probantur, quandiu hactenus officium Advocati fiscalis nostrae Magnae Curiae Vicariae et alia munia cum laude exercuisti». Per la comunicazione fattane al Consiglio, ved. i Reg.iNotamentorumS. R. C.ab anno 1599 usque et per totum annum 1609, data suddetta.[146]Questa lettera del S.taSeverina non si trova nel Carteggio esistente in Firenze, ma è citata nelle due lettere del Nunzio al S. Giorgio e al S.taSeverina degli 11 febbraio (ved. Doc. 87 e 88, pag. 63). L'assenza del Vescovo di Caserta dal Regno rilevasi dalla lettera precedente del Nunzio del 16 novembre 1599 (vedi Doc. 54, pag. 51).[147]Fontana, Sacrum Theatrum Dominicanorum, Rom. 1666, pag. 589 e 544.[148]Ughelli, Italia Sacra, Venet. 1720, t. 8, p. 37.—Quétif et Echard, Scriptores ordinis Praedicatorum, Lutet. Parisior. 1721, t. 2, p. 343-44.[149]Nella sua Narrazione il Campanella lo nomina due volte, dicendolo Tragagliola, e il Capialbi lo corregge sempre dicendo «leg. da Firenzuola»; inoltre il Capialbi lo dice di Firenzuola in Toscana, ma anche l'Ughelli l'avea già dichiarato «Insuber».[150]Vedi i RegistriComunevol. 29 (an. 1599-1603) fol. 28 t.o, dove il Vescovo è cognominato «tragaiolo», e i RegistriSigillorumvol. 37 (an. 1600), data 8 marzo, dove si legge: «Exequotoria de bulle apostolice del Vescovato della città di termole in persona del Rev. frate Alberto tragarola taxato nihil solvat» etc. Anche nel processo del Campanella non di rado il cognome del Vescovo trovasi scorretto; ma nel Carteggio del Nunzio (Lettere dal 1597 al 1598, Filza 210) può vedersene la firma autografa sotto una Fede rilasciata per aver ricevuto un frate prigione inviato da Napoli, e del pari se ne legge molto esattamente il cognome ne' preziosi documenti del processo di Giordano Bruno raccolti dal Berti.[151]Vedi Doc. 308, pag. 256.[152]Anche nel Carteggio del Nunzio si trovano parecchie notizie sul Prezioso, ma posteriori al periodo di cui ci stiamo occupando. Egli era in continui contrasti con Giacomo Protonotaro, altro Mastrodatti della Curia, invadendone senza posa le attribuzioni; e fu precisamente lui, che alcuni anni più tardi, per una quistione intorno a un processo di bigamia, essendosi negato di consegnare il processo all'autorità civile, fu senz'altro preso e mandato in galera, onde ne nacque la scomunica al Reggente de Ponte ed una delle più rumorose controversie giurisdizionali.[153]Ved. Doc. 309, pag. 258.[154]Ved. Doc. 310, pag. 260.[155]Ved. Doc. 331, pag. 284.[156]Ved. Doc. 311, pag. 261.[157]Ved. Doc. 312, pag. 263.[158]Ved. Doc. 313, pag. 264.[159]Ved. Doc. 314, 315, 316, pag. 265 e 266.[160]P.eFiore, Della Calabria illustrata, Nap. 1691, vol. 2o, pag. 394.[161]Ved. Doc. 328 e 329, pag. 281 e 282.[162]Si rilevano dalla risposta del Card.ldi S. Severina; ved. Doc. 330, pag. 284.[163]Ved. la nostra Copia ms. de' processi eccles. tom. 1.o, fol. 111-1/2.[164]Ibid. fol. 362-1/2-63.[165]Ved. Doc. 317 a 321, pag. 268 a 273.[166]Ved. Doc. 322 a 326, pag. 274 a 277.[167]Ved. Doc. 327, pag. 279.[168]Ved. la nostra copia ms. de' processi eccles. tom. 1.ofol. 96-1/2.[169]Ved. Lett. del Nunzio del 16 giugno 1600 filz. 230.[170]Cioè al Monastero di Monte Vergine propriamente detto, sul monte Partenio presso Avellino. Chi scrive questa narrazione serba dolorosissimi ricordi familiari di fatti dello stesso genere, avvenuti in questi nostri tempi sul detto monte.[171]Ved. la nostra Copia ms. de' processi eccles. tom. 1.ofol. 98-1/2; così pure per gli esami seguenti.[172]Ved. Doc. 332, pag. 284; quivi anche gli esami seguenti di fra Dionisio.[173]Ved. Doc. 333, pag. 295.[174]NellaNumerazione de' fuochidi Stilo (vol. 1385 della collez.) fasc. dell'anno 1636, l'elenco «veteris numerationis (1596) per comprobationem», oltre Giulio figlio di Paulo Contestabile di an. 26 sotto il n.o200, reca anche: «n.o256, Giulio Contestabile a. 35, Caterina uxor an. 20, Lucretia filia a. 2». Ne' RegistriPartiumvol. 1390 fol. 28 (an. 1596) si trova «Giulio Contestabile de Theseo»; invece nel processo leggesi «di Lucio».[175]Ved. Let. del Nunzio al Vescovo di Nardò, del 28 giugno, e Let. del Nunzio al Vicerè del 4 luglio; Doc. 103 e 104, pag. 67.[176]Ved. Doc. 334, pag. 296.[177]Per la lettera del S.taSeverina ved. Doc. già cit.to330, pag. 284. Per l'atto del tormento del Campanella ved. Doc. 335, pag. 298.[178]Ved. Doc. 336 e 337, pag. 300 e 301.[179]Ved. Doc. 338, pag. 301.[180]Ved. la nostra Copia ms. de' proces. eccles. tom. 1.ofol. 130 e seg.ti[181]Pel D'Amico ved. la nostra Copia ms. de' processi tom. 1.ofol. 134 e 137; pel Polistina ved. Doc. 339 pag. 302.[182]Ved. Doc. 340, pag. 303.[183]Ved. Doc. 351 a 355, pag. 329 a 337.[184]Ved. la nostra Copia ms. de' proces. eccles. tom. 1ofol. 308 e seg.ti[185]Ved. Doc. 341, pag. 306.[186]Ved. Doc. 343, pag. 309.[187]Ved. Doc. 342, pag. 306.[188]Ved. Doc. 344 a 349, pag. 311 a 326.[189]Ved. Doc. 358, pag. 340.[190]Ved. nel Carteggio del Nunzio, Doc. 105, pag. 68.[191]Ricordiamo che questa odiosità o inimicizia capitale avea sempre una importanza particolare nelle cause di S.toOfficio; ved. la nota a pag. 260 del 1ovolume di questa narrazione.[192]Quando negli esami difensivi si vede interrogato un testimone sopra una serie di articoli, e poi sopra altri, saltatine alcuni con la formola «omissis aliis de voluntate producentis», s'intende che questa omissione non è fatta per volontà di persona presente, ma per volontà espressa dall'inquisito, d'accordo col suo Avvocato, nel dare la lista de' testimoni, avendo indicato che quel testimone doveva essere udito sopra determinati articoli. L'Avvocato dunque non era presente agl'interrogatorii. Circa le Difese scritte, anche tra' MS. della Biblioteca Nazionale di Napoli c'è una così detta «Collezione di processi per carcerati nel S.toOfficio della Curia Napolitana» (XI, B, 34), che veramente è una Collezione di Difese per carcerati nel S.toOfficio e in piccola parte anche per cause civili e criminali del foro ecclesiastico. Naturalmente in ogni Difesa, spesso intitolata «Tutamen pro...» etc., la «enucleatio facti» dà una certa contezza sommaria del processo. Le Difese per cause di S.toOfficio, riunite in quella Collezione, vanno dal 1673 al 1680 ed appartengono quasi tutte a un D. Clemente Ferrelli avvocato de' poveri: i testimoni vi si veggono indicati con lettere A, B, C, talora anche l'inquisito, specialmente se è sacerdote, è indicato con N. N. Possediamo poi una Difesa anche stampata per causa di S.toOfficio, ed è la sola che abbiamo incontrata fra tanti opuscoletti da noi veduti.[193]Ved. la Copia ms. tom. 1o, fol. 267. Il Memoriale, scritto dal Lauriana e degno di lui, vedesi firmato appunto da' frati affidati alle difese del Montella e poi dello Stinca, ed attesta la bontà del Vescovo di Termoli per que' frati. Fu inserto nel processo a lato di una comparsa di fra Pietro di Stilo del 17 novembre, con la quale fra Pietro rinunziava alle difese. Ma essendovi nel memoriale, con cui si dimandava un Avvocato, la firma anche di fra Pietro di Stilo, è chiaro che la data di tale scrittura deve riferirsi a un periodo anteriore, e verosimilmente a' primi di ottobre.[194]Ved. Doc. 357, pag. 339.[195]Ved. Toppi, De origine omnium tribunalium etc. Neap. 1655-66, vol. 3op. 29.[196]Questo elenco annuale de' Cappellani Regii fu redatto in quel tempo per la franchigia del pagamento del «grano a rotolo» ed inviato a' Deputati della pecunia dal Cappellano maggiore. Vi si legge: «Rev. dot.rScipione stinca con doi servitori». Notiamo che dall'anno 1604 in poi non fu inviato un elenco nominativo, e però non si trova più registrato il nome dello Stinca.[197]Ved. iCertificati de' lettori, che il Cappellano maggiore inviava allo Scrivano di razione pe' pagamenti. La provvisione raddoppiata, concessa al Dello Grugno, raggiungeva appena D.i80 annui; così poco costava a que' tempi un buon lettore.[198]Ved. Doc. 359 e 360, pag. 341 e 342.[199]Ved. Doc. 362, pag. 359.[200]Ved. Doc. 356, pag. 339.[201]Ved. Doc. 361, pag. 344.[202]Questo è il significato della espressione che si legge nell'art. 53, che cioè «non l'aveva mandato a Roma per penitenza», modo volgare ancor oggi abbastanza usato nel mezzogiorno d'Italia.[203]Ved. Doc. cit. pag. 356.[204]Costoro sappiamo certamente essere stati già carcerati, poichè se ne fa menzione in diverse parti del processo. Su molti altri, compresi nella medesima categoria de' testimoni dimoranti in Napoli, non abbiamo uguale certezza: potrebbe supporsi che fossero stati anche carcerati, poichè fra Dionisio li dà per testimoni precisamente sull'art. 58, vale a dire sulla sua condotta «da tutto il tempo in qua che è stato carcerato»; ma riesce notevole che non abbia dato alcuno di loro per testimone anche su qualche fatto avvenuto nel carcere, come si verifica in persona di quelli che sappiamo essere stati certamente carcerati. È più probabile quindi che si tratti di frequentatori del carcere per ragione di visite, come si ha per Aquilio Marrapodi compreso nella stessa categoria, frequentatore del carcere per ragione di servizii; e così ci è parso doverli escludere dall'elenco de' carcerati che ci siamo ingegnati di compilare (ved. nel vol. III, Illustraz. IV, pag. 644). Diamo tutte queste spiegazioni perchè la cosa rifletterebbe individui di conto, tra gli altri il Dot. Gio. Vincenzo Serra e il Dot. Ottavio Serra, sul quale ultimo dal documento inserto nel processo si ha che trovavasi Sindaco di Nicastro quando fra Dionisio fu inviato al Papa per la faccenda dell'interdetto, e molti altri documenti potremmo produrre esistenti nel Grande Archivio.[205]Ved. Doc. 382, pag. 395.[206]Ved. i Reg.iPartiumvol. 1165 bis e 1181 fol. 126; 1244 bis fol. 6; 1271 fol. 193; 1275 fol. 205 etc. etc. Inoltre i Reg.iPrivilegiorumvol. 91 folio 137; e gli stessi Reg.iPartiumvol. 1317 fol. 100 t.o, e vol. 1508 fol. 133.[207]Ved. Reg.Sigillorumvol. 35 (an. 1599), sotto la data 21 giugno. Quivi si legge: «Licentia d'arme a Cesare Spinola affittatore de S.toNicola, Massari e garzoni, taxato tarì uno».[208]Ved. Reg.Officiorum Viceregumvol. 6 (an. 1593-96) fol. 75, e vol. 7 (an. 1595-98) fol. 155. Quivi si legge: «Expedita fuit provisio Patens officii Capitaneatus. Hostuni in personam mag.ciDon Francisci de Castiglia pro uno anno integro, et deinde in antea ad beneplacitum, cum provisione, lucris, gagiis, et emolumentis solitis, et consuetis, et cum clausulis in forma Regiae Cancellariae, qui etiam praestitit Juramentum in posse mag.ciet circumspecti D. Petri de Castellet regii Collateralis Consilii ac Regiam Cancellariam Regentis. Neapoli die 31 mensis Januari m.od.ononagesimo octavo. El Conde de Olivares».—Per l'esecutoria ved. Reg.iSigillorumvol. 34 (an. 1598) sotto la data 20 febbraio.[209]Non mancavano frattanto in favore di questo pessimo soggetto commendatizie perfino da Cardinali come il Bellarmino; ed il Nunzio, dopo la fuga e la ripresa di lui in Gaeta, scriveva che il suo negozio era «aggravato con intiera sua colpa, che s'è lassato ripigliare», nè seppe far di meglio che consegnarlo nel 1605 alla Religione di Malta che lo reclamò. Il Vicerè fin da principio avea fatto istanza che fosse giudicato dal Nunzio coll'intervento di un ufficiale Regio (come si fece pel Campanella più tardi), ma S. S.tànon volle concederlo, benchè si trattasse di un così volgare assassino. Ved. il Carteggio del Nunzio in Firenze: Lett. da Roma del 5 maggio 1595, 8 novembre 1600, 14 giugno 1602, 12 novembre 1604; e Lett. da Napoli 3 marzo 1598, 17 marzo e 5 maggio 1600, 17 maggio e 22 giugno 1602, 14 e 30 luglio e 28 ottobre 1605. Inoltre i Reg.iCuriaein Napoli: vol. 40 (an. 1595-99) fol. 181, 12 marzo 1598; e vol. 47 (an. 1599-600) fol. 15 t.o, 31 agosto 1599.[210]Ved. Doc. 363 e 364, pag. 360 e 361.[211]Ved. Doc. 365, pag. 364.[212]Ved. Doc. 366, pag. 366.[213]Ved. Doc. 367, pag. 367.[214]Ved. Doc. 368, pag. 369.[215]Ved. Doc. 369, pag. 370.[216]Ved. Doc. 370 a 372, pag. 371 a 379.[217]Esclamazione comunissima tra' calabresi.[218]Ved. Doc. 373, pag. 381.[219]Ved. Doc. 384, pag. 397.[220]Ved. Doc. 385 a 391, pag. 402 a 414.[221]Ved. Doc. 392, pag. 415.[222]Intendi Scanderbeg; nel volgare napoletano dicevasi Scannaribecco, e del resto «Scannalibec» e «Scandalibechi» leggesi anche in molte scritture pubbliche, p. es. ne' processi della Sommaria.[223]Ved. Doc. 106, pag. 68. La ricevuta del processo fu da Roma annunziata il 16 10bre, ved. Doc. 107, ibid.[224]Ved. Doc. 377 a 381, pag. 388 a 394.[225]Ved. Doc. 376, pag. 386.[226]Ved. Doc. 374 e 375, pag. 383 e 384.[227]Ved. Let. del 6 aprile 1601, Doc. 120, pag. 71.[228]Ved. Doc. 394, pag. 448, 455, 456, 449. Per le parecchie altre proposizioni ved. la nostra Copia ms. tom. 1o, fol. 362-1/2, 363, 380-1/2, 377, 394, 398, 392-1/2. Son questi tutti gl'importanti brani del Carteggio del Vescovo.[229]Ved. Doc. cit. pag. 457.—Molte ricerche abbiamo fatte su tale negozio di Bitonto (nota città della Puglia), ed abbiamo trovato questi tre documenti, che ci sembrano riferibili al negozio cui allude il Vescovo di Termoli: essi si leggono ne' Reg.iCuriaevol. 34, fol. 216, 270 e 277 t.o—1o«Al m.cogiodice di butonto (sic). Havemo visto quanto ci scrivete per la vostra delli 14 del mese passato intorno al particolare della carceratione fatta per lo Rev.doVicario di quessa città della donna fattocchiara contra la quale pretende procedere nella sua corte ecclesiastica prosopponendo che il sortilegio fatto per detta donna sia hereticale et per voi si pretende procedere nella vostra corte per le cause et raggioni che in detta vostra ci allegate dandoci del tutto aviso acciò havessimo ordinato quello havessivo dovuto exequire, al che respondendo vi dicimo che essendosi per noi ben considerato quanto ci scrivete ci è parso di ordinarvi che non vi debbiate intromettervi in quella causa ma in quella lassarete procederci dal detto vicario nella detta sua corte Ecclesiastica, et cossi l'essequirete non facendo lo contrario per quanto se hà cara la gratia della predetta M.taDat. neap. die 8 aprilis 1593. El c. de Miranda».—2.o«Al m.coJodice de bitonto... Per la vostra de li XI de febraro che havete scritta all'infrascritto mag.coet circumspetto Reg.teMoles havemo visto l'aviso che li date deli sortilegii, et magarie che si fanno in quessa terra. In resposta dela quale vi decimo che havete fatto bene a dar l'aviso predetto et vi ordinamo che da mano in mano ci debiate donar particolare aviso di quello che accaderà in simili negotii acciò per noi se possa provedere et ordinare quello che più meglio ci parerà che convenghi et cossi lo debiate exequire che tal è nostra voluntà. Dat. neap. die 24 mens. martii 1594. El c. de Miranda».—3.o«Al Capitano della città de Bitonto... Nelle carcere della Viscoval corte de questa città de Bitonto sa ritrovano ritenute alcune donne e un giovanetto vaxallo del stato ecclesiastico per cause gravi de apostasia dalla santa fede impietà magarie et altre cose spettanti al santo officio del inquisitione, et per che conviene per il servitio de nostro Signor iddio che quelli se mandino in questa fidelissima città de Napoli nel miglior modo che si potrà, o con sicurta o pleggiaria se l'haveranno o vorranno dare, overo non dandola o volendola dare con farli condurre preggioni secondo sarà giudicato per il Rev.doVescovo de questa predetta città, per ciò ci e parso farvi la presente per la quale ve dicimo, et ordinamo che al ricevere d'essa parendo al d.toRev.doVescovo dare quella pleggiaria che al d.toRev.doVescovo parirà doversi dare, la quale per quella quantità sia buona et sufficiente de venire retto tramite et presentarsi nelle carcere della Vicaria etc. Dat. Neap. die 23 augusti 1594. El Conde de Miranda». Sembra manifesto che gl'imputati venuti a Napoli sieno stati mandati a Roma, dove le imputazioni furono poi trovate insussistenti.

[109]Ved. la nostra Copia ms. de' processi eccles. tom. 1.ofol. 362-1/2. Dal brano della lettera del Vescovo risulterebbe che il Nunzio avesse fatto molti giorni prima osservare il Campanella, e gli fosse stato riferito che in segreto egli parlava assennatamente: ma fu questa senza dubbio una piccola vanteria del Nunzio, mentre l'osservazione del Campanella venne ordinata dal Sances, il quale dovè poi discorrerne al Nunzio; difatti le relazioni avute dal Sances si raccolsero in sèguito nel processo di eresia, non le relazioni avute dal Nunzio, il quale si curava ben poco del Campanella e de' frati.

[109]Ved. la nostra Copia ms. de' processi eccles. tom. 1.ofol. 362-1/2. Dal brano della lettera del Vescovo risulterebbe che il Nunzio avesse fatto molti giorni prima osservare il Campanella, e gli fosse stato riferito che in segreto egli parlava assennatamente: ma fu questa senza dubbio una piccola vanteria del Nunzio, mentre l'osservazione del Campanella venne ordinata dal Sances, il quale dovè poi discorrerne al Nunzio; difatti le relazioni avute dal Sances si raccolsero in sèguito nel processo di eresia, non le relazioni avute dal Nunzio, il quale si curava ben poco del Campanella e de' frati.

[110]Ved. Doc. 350, pag. 327.

[110]Ved. Doc. 350, pag. 327.

[111]Ved. Doc. 361, pag. 356. Ma non è sicuro che questo d'Assaro fosse carcerato per la congiura: un Cesare d'Assaro, clerico, trovasi nominato qual prigione nel Carteggio del Nunzio; egli era incriminato di assassinio, con la tortura avea purgato gl'indizii, e non vedendosi liberato fuggì di Castello in compagnia del cav.rCapece ma fu ripigliato. Ved. Lett. da Roma, filz. 210 e 211, let. del 18 8bre 1597, 13 marzo 1598 etc. etc.

[111]Ved. Doc. 361, pag. 356. Ma non è sicuro che questo d'Assaro fosse carcerato per la congiura: un Cesare d'Assaro, clerico, trovasi nominato qual prigione nel Carteggio del Nunzio; egli era incriminato di assassinio, con la tortura avea purgato gl'indizii, e non vedendosi liberato fuggì di Castello in compagnia del cav.rCapece ma fu ripigliato. Ved. Lett. da Roma, filz. 210 e 211, let. del 18 8bre 1597, 13 marzo 1598 etc. etc.

[112]Si dia uno sguardo all'indice delle poesie che pubblichiamo. E ci si permetta di aggiungere che quando fra Pietro fu poi interrogato circa le poesie, tra le diverse provenienze, indicò «per la maggior parte che sono più di 25» quella da altri carcerati, i quali dicevano averle avute da Maurizio, cui sarebbero state date direttamente dal Campanella etc. Non ci fermiamo su questa scusa di fra Pietro che cita il morto, scusa manifestamente inventata anche perchè sarebbe difficile riferire tante poesie al breve periodo in cui Maurizio rimase nelle grazie del Campanella, vale a dire dal 9 9bre al 19 10bre, o poi gli argomenti di molte fra esse alludono fuori ogni dubbio a circostanze posteriori a tale periodo; ma notiamo la distinzione di questo numero di «più di 25» poesie, che rappresenterebbero un gruppo speciale più antico.

[112]Si dia uno sguardo all'indice delle poesie che pubblichiamo. E ci si permetta di aggiungere che quando fra Pietro fu poi interrogato circa le poesie, tra le diverse provenienze, indicò «per la maggior parte che sono più di 25» quella da altri carcerati, i quali dicevano averle avute da Maurizio, cui sarebbero state date direttamente dal Campanella etc. Non ci fermiamo su questa scusa di fra Pietro che cita il morto, scusa manifestamente inventata anche perchè sarebbe difficile riferire tante poesie al breve periodo in cui Maurizio rimase nelle grazie del Campanella, vale a dire dal 9 9bre al 19 10bre, o poi gli argomenti di molte fra esse alludono fuori ogni dubbio a circostanze posteriori a tale periodo; ma notiamo la distinzione di questo numero di «più di 25» poesie, che rappresenterebbero un gruppo speciale più antico.

[113]Ved. Doc. 436, pag. 549, e i seguenti.

[113]Ved. Doc. 436, pag. 549, e i seguenti.

[114]Ved. Doc. 441, pag. 551, e i seguenti.

[114]Ved. Doc. 441, pag. 551, e i seguenti.

[115]Ved. Doc. 459, pag. 558.

[115]Ved. Doc. 459, pag. 558.

[116]Le favole da una parte, gli scismi dall'altra. Vedi Doc. 456, pag. 556.

[116]Le favole da una parte, gli scismi dall'altra. Vedi Doc. 456, pag. 556.

[117]Ved. Doc. 452, 453 e 457, pag. 555 e 557.

[117]Ved. Doc. 452, 453 e 457, pag. 555 e 557.

[118]Ved. Doc. 489, pag. 569.

[118]Ved. Doc. 489, pag. 569.

[119]Ved. Doc. 447, pag. 553.

[119]Ved. Doc. 447, pag. 553.

[120]Ved. Doc. 451, pag. 554.

[120]Ved. Doc. 451, pag. 554.

[121]Ved. Doc. 439, pag. 550.

[121]Ved. Doc. 439, pag. 550.

[122]Ved. Doc. 440, ib.

[122]Ved. Doc. 440, ib.

[123]Ved. Doc. 449 e 450, pag. 554; dippiù gli anteriori 444-46, e 448, pag. 552-53.

[123]Ved. Doc. 449 e 450, pag. 554; dippiù gli anteriori 444-46, e 448, pag. 552-53.

[124]Ved. Doc. 464, pag. 559.

[124]Ved. Doc. 464, pag. 559.

[125]Ved. Doc. 455, pag. 556.

[125]Ved. Doc. 455, pag. 556.

[126]Ved. Doc. 400, pag. 475.

[126]Ved. Doc. 400, pag. 475.

[127]Ved. Doc. 268, pag. 188.

[127]Ved. Doc. 268, pag. 188.

[128]Anche nella stampa di questi documenti ci siamo ingegnati di riprodurre le postille e le aggiunte in modo da poterle distinguere dallo scritto primitivo impiegandovi altro carattere: preghiamo i lettori di guardarli, in riscontro a quanto stiamo per dire; ved. Doc. 401, pag. 478.

[128]Anche nella stampa di questi documenti ci siamo ingegnati di riprodurre le postille e le aggiunte in modo da poterle distinguere dallo scritto primitivo impiegandovi altro carattere: preghiamo i lettori di guardarli, in riscontro a quanto stiamo per dire; ved. Doc. 401, pag. 478.

[129]Allude manifestamente alla perdita delle navi che si ebbe al tempo in cui si fece morire il clerico Cesare Pisano.

[129]Allude manifestamente alla perdita delle navi che si ebbe al tempo in cui si fece morire il clerico Cesare Pisano.

[130]Intendi Niccolò Tedeschi, Benedettino Catanese, Arcivescovo di Palermo, poi Cardinale, detto anche l'Abate Palermitano. Di lui si hanno molte opere; morì nel 1445.

[130]Intendi Niccolò Tedeschi, Benedettino Catanese, Arcivescovo di Palermo, poi Cardinale, detto anche l'Abate Palermitano. Di lui si hanno molte opere; morì nel 1445.

[131]Ved. per Ferrante la Numerazione de' fuochi riportata nella nota alla pag. 10 del vol. 1.o; per fra Pietro ved. la sua prima deposizione innanzi al Vescovo di Gerace (Doc. 294, pag. 226).

[131]Ved. per Ferrante la Numerazione de' fuochi riportata nella nota alla pag. 10 del vol. 1.o; per fra Pietro ved. la sua prima deposizione innanzi al Vescovo di Gerace (Doc. 294, pag. 226).

[132]Ved. Capaccio, Il Forastiero, Nap. 1634, pag. 503.

[132]Ved. Capaccio, Il Forastiero, Nap. 1634, pag. 503.

[133]Ved. Doc. 229 pag. 120. Il poter «nominare» delinquenti, per farli indultare, era uno de' diversi modi di compensipro meritis: nel caso del Lauro la nominazione fatta non è espressa, ma s'intende, mentre in altri casi è espressa. Ne citiamo uno relativo ad un soggetto del quale anche si è parlato in questa narrazione: «a 17 de marzo 1594 indulto et gratia facta à Prospero morales de peczolo per l'homicidio commesso in persona de mutio costantino stante lo servitio facto per battista de amicis d'havere dato in mano dela corte Marco sciarra e nominatione facta in persona de decto prospero». Ma generalmente era questa una delle concessioni minori, che si accompagnavano ad altre di maggiore entità.

[133]Ved. Doc. 229 pag. 120. Il poter «nominare» delinquenti, per farli indultare, era uno de' diversi modi di compensipro meritis: nel caso del Lauro la nominazione fatta non è espressa, ma s'intende, mentre in altri casi è espressa. Ne citiamo uno relativo ad un soggetto del quale anche si è parlato in questa narrazione: «a 17 de marzo 1594 indulto et gratia facta à Prospero morales de peczolo per l'homicidio commesso in persona de mutio costantino stante lo servitio facto per battista de amicis d'havere dato in mano dela corte Marco sciarra e nominatione facta in persona de decto prospero». Ma generalmente era questa una delle concessioni minori, che si accompagnavano ad altre di maggiore entità.

[134]Ved. i Reg.Sigillorumvol. 40 e 42.—1.o«3 Gennaro 1602. Licentia de arme in persona de Fabio de Lauro, pietro de lauro, mauritio spina et ferrante de lauro».—2.o«3 de aprile 1604. Licentia de arme in persona de fabio de lauro, pietro de lauro, mutio spina (sic) et ferrante de lauro».

[134]Ved. i Reg.Sigillorumvol. 40 e 42.—1.o«3 Gennaro 1602. Licentia de arme in persona de Fabio de Lauro, pietro de lauro, mauritio spina et ferrante de lauro».—2.o«3 de aprile 1604. Licentia de arme in persona de fabio de lauro, pietro de lauro, mutio spina (sic) et ferrante de lauro».

[135]Ved. i Reg.Sigillorumvol. 31 (an. 1595) e vol. 37 (an. 1600); in quest'ultimo si legge: «A dì 16 xbro, Privilegio del off.odi perceptore della seta della città di Catanzaro in persona de Gio. Battista Biblia».

[135]Ved. i Reg.Sigillorumvol. 31 (an. 1595) e vol. 37 (an. 1600); in quest'ultimo si legge: «A dì 16 xbro, Privilegio del off.odi perceptore della seta della città di Catanzaro in persona de Gio. Battista Biblia».

[136]Ved. Doc. 231, pag. 120.

[136]Ved. Doc. 231, pag. 120.

[137]Ved. iReg. Litterarum S. M.tisvol. 12, (an. 1602-1610) fol. 545. Re Filippo dice al Vicerè che approva la transazione proposta dal Principe, ed aggiunge: «y por obligar le mas, he tenido por bien de le honrrar y hazer merced de una plaça del Conseio Collateral de que se le embiara su Titulo como se lo dereis de mi parte, y que en lo de la Compania de gente de armas que pide, en las ocasiones que se offroscieren se tenra con su persona y meritos la cuenta que es razon para hazer le la merced que huviere lugar». La lettera è in data del 12 luglio 1606.

[137]Ved. iReg. Litterarum S. M.tisvol. 12, (an. 1602-1610) fol. 545. Re Filippo dice al Vicerè che approva la transazione proposta dal Principe, ed aggiunge: «y por obligar le mas, he tenido por bien de le honrrar y hazer merced de una plaça del Conseio Collateral de que se le embiara su Titulo como se lo dereis de mi parte, y que en lo de la Compania de gente de armas que pide, en las ocasiones que se offroscieren se tenra con su persona y meritos la cuenta que es razon para hazer le la merced que huviere lugar». La lettera è in data del 12 luglio 1606.

[138]Ved. Doc. 232, pag. 121.

[138]Ved. Doc. 232, pag. 121.

[139]Ved. i Reg.Privilegiorumvol. 125 (an. 1602) fol. 13. t.o; e confr. i Reg.Officiorum Suae Maj.tisvol. 1.ofol. 202.

[139]Ved. i Reg.Privilegiorumvol. 125 (an. 1602) fol. 13. t.o; e confr. i Reg.Officiorum Suae Maj.tisvol. 1.ofol. 202.

[140]Reg.Privilegiorumvol. 123 (an. 1602-1603) fol. 128.

[140]Reg.Privilegiorumvol. 123 (an. 1602-1603) fol. 128.

[141]Ved. Doc. 233, pag. 122.

[141]Ved. Doc. 233, pag. 122.

[142]Ved. Doc. 235, pag. 123. Il suo viaggio a Madrid è ricordato in una delle sue lettere al Gran Duca di Toscana, che abbiamo già citata altrove; ved. vol. 1.opag. 127 in nota.

[142]Ved. Doc. 235, pag. 123. Il suo viaggio a Madrid è ricordato in una delle sue lettere al Gran Duca di Toscana, che abbiamo già citata altrove; ved. vol. 1.opag. 127 in nota.

[143]Ved. i Reg.Mercedum, vol. 2o, fol. 203. La pensione dicesi data pe' «multa grataque obsequia... per spacium triginta quatuor annorum singulari fide, vigilantia et integritate tam in dicto Consilio quam in officio Advocati fiscalis nostri Provintiae Calabriae ac interim in rebus magni ponderis nobis praestita».

[143]Ved. i Reg.Mercedum, vol. 2o, fol. 203. La pensione dicesi data pe' «multa grataque obsequia... per spacium triginta quatuor annorum singulari fide, vigilantia et integritate tam in dicto Consilio quam in officio Advocati fiscalis nostri Provintiae Calabriae ac interim in rebus magni ponderis nobis praestita».

[144]Ved. nell'Arch. di Stato in TorinoLettere Ministri Due Sicilie, maz. 2.o, let. del 4 e del 14 giugno 1613, dell'8 novembre 1616 e 6 gennaio 1617; inoltreLettere Ministri Romamaz. 27, fasc. 2o, let. del 26 novembre 1616.

[144]Ved. nell'Arch. di Stato in TorinoLettere Ministri Due Sicilie, maz. 2.o, let. del 4 e del 14 giugno 1613, dell'8 novembre 1616 e 6 gennaio 1617; inoltreLettere Ministri Romamaz. 27, fasc. 2o, let. del 26 novembre 1616.

[145]Per le esecutorie di entrambi i Privilegi successivamente avuti, ved. i RegistriSigillorumvol. 38 e 39 alle date suddette. Pel Privilegio della nomina a Consigliere, ved. i Reg.iPrivilegiorumvol. 123 fol. 168: quivi i meriti della sua persona sono espressi ne' seguenti termini, «cuius nobis et eruditio ac diligentia, et quidem probitas atque prudentia probantur, quandiu hactenus officium Advocati fiscalis nostrae Magnae Curiae Vicariae et alia munia cum laude exercuisti». Per la comunicazione fattane al Consiglio, ved. i Reg.iNotamentorumS. R. C.ab anno 1599 usque et per totum annum 1609, data suddetta.

[145]Per le esecutorie di entrambi i Privilegi successivamente avuti, ved. i RegistriSigillorumvol. 38 e 39 alle date suddette. Pel Privilegio della nomina a Consigliere, ved. i Reg.iPrivilegiorumvol. 123 fol. 168: quivi i meriti della sua persona sono espressi ne' seguenti termini, «cuius nobis et eruditio ac diligentia, et quidem probitas atque prudentia probantur, quandiu hactenus officium Advocati fiscalis nostrae Magnae Curiae Vicariae et alia munia cum laude exercuisti». Per la comunicazione fattane al Consiglio, ved. i Reg.iNotamentorumS. R. C.ab anno 1599 usque et per totum annum 1609, data suddetta.

[146]Questa lettera del S.taSeverina non si trova nel Carteggio esistente in Firenze, ma è citata nelle due lettere del Nunzio al S. Giorgio e al S.taSeverina degli 11 febbraio (ved. Doc. 87 e 88, pag. 63). L'assenza del Vescovo di Caserta dal Regno rilevasi dalla lettera precedente del Nunzio del 16 novembre 1599 (vedi Doc. 54, pag. 51).

[146]Questa lettera del S.taSeverina non si trova nel Carteggio esistente in Firenze, ma è citata nelle due lettere del Nunzio al S. Giorgio e al S.taSeverina degli 11 febbraio (ved. Doc. 87 e 88, pag. 63). L'assenza del Vescovo di Caserta dal Regno rilevasi dalla lettera precedente del Nunzio del 16 novembre 1599 (vedi Doc. 54, pag. 51).

[147]Fontana, Sacrum Theatrum Dominicanorum, Rom. 1666, pag. 589 e 544.

[147]Fontana, Sacrum Theatrum Dominicanorum, Rom. 1666, pag. 589 e 544.

[148]Ughelli, Italia Sacra, Venet. 1720, t. 8, p. 37.—Quétif et Echard, Scriptores ordinis Praedicatorum, Lutet. Parisior. 1721, t. 2, p. 343-44.

[148]Ughelli, Italia Sacra, Venet. 1720, t. 8, p. 37.—Quétif et Echard, Scriptores ordinis Praedicatorum, Lutet. Parisior. 1721, t. 2, p. 343-44.

[149]Nella sua Narrazione il Campanella lo nomina due volte, dicendolo Tragagliola, e il Capialbi lo corregge sempre dicendo «leg. da Firenzuola»; inoltre il Capialbi lo dice di Firenzuola in Toscana, ma anche l'Ughelli l'avea già dichiarato «Insuber».

[149]Nella sua Narrazione il Campanella lo nomina due volte, dicendolo Tragagliola, e il Capialbi lo corregge sempre dicendo «leg. da Firenzuola»; inoltre il Capialbi lo dice di Firenzuola in Toscana, ma anche l'Ughelli l'avea già dichiarato «Insuber».

[150]Vedi i RegistriComunevol. 29 (an. 1599-1603) fol. 28 t.o, dove il Vescovo è cognominato «tragaiolo», e i RegistriSigillorumvol. 37 (an. 1600), data 8 marzo, dove si legge: «Exequotoria de bulle apostolice del Vescovato della città di termole in persona del Rev. frate Alberto tragarola taxato nihil solvat» etc. Anche nel processo del Campanella non di rado il cognome del Vescovo trovasi scorretto; ma nel Carteggio del Nunzio (Lettere dal 1597 al 1598, Filza 210) può vedersene la firma autografa sotto una Fede rilasciata per aver ricevuto un frate prigione inviato da Napoli, e del pari se ne legge molto esattamente il cognome ne' preziosi documenti del processo di Giordano Bruno raccolti dal Berti.

[150]Vedi i RegistriComunevol. 29 (an. 1599-1603) fol. 28 t.o, dove il Vescovo è cognominato «tragaiolo», e i RegistriSigillorumvol. 37 (an. 1600), data 8 marzo, dove si legge: «Exequotoria de bulle apostolice del Vescovato della città di termole in persona del Rev. frate Alberto tragarola taxato nihil solvat» etc. Anche nel processo del Campanella non di rado il cognome del Vescovo trovasi scorretto; ma nel Carteggio del Nunzio (Lettere dal 1597 al 1598, Filza 210) può vedersene la firma autografa sotto una Fede rilasciata per aver ricevuto un frate prigione inviato da Napoli, e del pari se ne legge molto esattamente il cognome ne' preziosi documenti del processo di Giordano Bruno raccolti dal Berti.

[151]Vedi Doc. 308, pag. 256.

[151]Vedi Doc. 308, pag. 256.

[152]Anche nel Carteggio del Nunzio si trovano parecchie notizie sul Prezioso, ma posteriori al periodo di cui ci stiamo occupando. Egli era in continui contrasti con Giacomo Protonotaro, altro Mastrodatti della Curia, invadendone senza posa le attribuzioni; e fu precisamente lui, che alcuni anni più tardi, per una quistione intorno a un processo di bigamia, essendosi negato di consegnare il processo all'autorità civile, fu senz'altro preso e mandato in galera, onde ne nacque la scomunica al Reggente de Ponte ed una delle più rumorose controversie giurisdizionali.

[152]Anche nel Carteggio del Nunzio si trovano parecchie notizie sul Prezioso, ma posteriori al periodo di cui ci stiamo occupando. Egli era in continui contrasti con Giacomo Protonotaro, altro Mastrodatti della Curia, invadendone senza posa le attribuzioni; e fu precisamente lui, che alcuni anni più tardi, per una quistione intorno a un processo di bigamia, essendosi negato di consegnare il processo all'autorità civile, fu senz'altro preso e mandato in galera, onde ne nacque la scomunica al Reggente de Ponte ed una delle più rumorose controversie giurisdizionali.

[153]Ved. Doc. 309, pag. 258.

[153]Ved. Doc. 309, pag. 258.

[154]Ved. Doc. 310, pag. 260.

[154]Ved. Doc. 310, pag. 260.

[155]Ved. Doc. 331, pag. 284.

[155]Ved. Doc. 331, pag. 284.

[156]Ved. Doc. 311, pag. 261.

[156]Ved. Doc. 311, pag. 261.

[157]Ved. Doc. 312, pag. 263.

[157]Ved. Doc. 312, pag. 263.

[158]Ved. Doc. 313, pag. 264.

[158]Ved. Doc. 313, pag. 264.

[159]Ved. Doc. 314, 315, 316, pag. 265 e 266.

[159]Ved. Doc. 314, 315, 316, pag. 265 e 266.

[160]P.eFiore, Della Calabria illustrata, Nap. 1691, vol. 2o, pag. 394.

[160]P.eFiore, Della Calabria illustrata, Nap. 1691, vol. 2o, pag. 394.

[161]Ved. Doc. 328 e 329, pag. 281 e 282.

[161]Ved. Doc. 328 e 329, pag. 281 e 282.

[162]Si rilevano dalla risposta del Card.ldi S. Severina; ved. Doc. 330, pag. 284.

[162]Si rilevano dalla risposta del Card.ldi S. Severina; ved. Doc. 330, pag. 284.

[163]Ved. la nostra Copia ms. de' processi eccles. tom. 1.o, fol. 111-1/2.

[163]Ved. la nostra Copia ms. de' processi eccles. tom. 1.o, fol. 111-1/2.

[164]Ibid. fol. 362-1/2-63.

[164]Ibid. fol. 362-1/2-63.

[165]Ved. Doc. 317 a 321, pag. 268 a 273.

[165]Ved. Doc. 317 a 321, pag. 268 a 273.

[166]Ved. Doc. 322 a 326, pag. 274 a 277.

[166]Ved. Doc. 322 a 326, pag. 274 a 277.

[167]Ved. Doc. 327, pag. 279.

[167]Ved. Doc. 327, pag. 279.

[168]Ved. la nostra copia ms. de' processi eccles. tom. 1.ofol. 96-1/2.

[168]Ved. la nostra copia ms. de' processi eccles. tom. 1.ofol. 96-1/2.

[169]Ved. Lett. del Nunzio del 16 giugno 1600 filz. 230.

[169]Ved. Lett. del Nunzio del 16 giugno 1600 filz. 230.

[170]Cioè al Monastero di Monte Vergine propriamente detto, sul monte Partenio presso Avellino. Chi scrive questa narrazione serba dolorosissimi ricordi familiari di fatti dello stesso genere, avvenuti in questi nostri tempi sul detto monte.

[170]Cioè al Monastero di Monte Vergine propriamente detto, sul monte Partenio presso Avellino. Chi scrive questa narrazione serba dolorosissimi ricordi familiari di fatti dello stesso genere, avvenuti in questi nostri tempi sul detto monte.

[171]Ved. la nostra Copia ms. de' processi eccles. tom. 1.ofol. 98-1/2; così pure per gli esami seguenti.

[171]Ved. la nostra Copia ms. de' processi eccles. tom. 1.ofol. 98-1/2; così pure per gli esami seguenti.

[172]Ved. Doc. 332, pag. 284; quivi anche gli esami seguenti di fra Dionisio.

[172]Ved. Doc. 332, pag. 284; quivi anche gli esami seguenti di fra Dionisio.

[173]Ved. Doc. 333, pag. 295.

[173]Ved. Doc. 333, pag. 295.

[174]NellaNumerazione de' fuochidi Stilo (vol. 1385 della collez.) fasc. dell'anno 1636, l'elenco «veteris numerationis (1596) per comprobationem», oltre Giulio figlio di Paulo Contestabile di an. 26 sotto il n.o200, reca anche: «n.o256, Giulio Contestabile a. 35, Caterina uxor an. 20, Lucretia filia a. 2». Ne' RegistriPartiumvol. 1390 fol. 28 (an. 1596) si trova «Giulio Contestabile de Theseo»; invece nel processo leggesi «di Lucio».

[174]NellaNumerazione de' fuochidi Stilo (vol. 1385 della collez.) fasc. dell'anno 1636, l'elenco «veteris numerationis (1596) per comprobationem», oltre Giulio figlio di Paulo Contestabile di an. 26 sotto il n.o200, reca anche: «n.o256, Giulio Contestabile a. 35, Caterina uxor an. 20, Lucretia filia a. 2». Ne' RegistriPartiumvol. 1390 fol. 28 (an. 1596) si trova «Giulio Contestabile de Theseo»; invece nel processo leggesi «di Lucio».

[175]Ved. Let. del Nunzio al Vescovo di Nardò, del 28 giugno, e Let. del Nunzio al Vicerè del 4 luglio; Doc. 103 e 104, pag. 67.

[175]Ved. Let. del Nunzio al Vescovo di Nardò, del 28 giugno, e Let. del Nunzio al Vicerè del 4 luglio; Doc. 103 e 104, pag. 67.

[176]Ved. Doc. 334, pag. 296.

[176]Ved. Doc. 334, pag. 296.

[177]Per la lettera del S.taSeverina ved. Doc. già cit.to330, pag. 284. Per l'atto del tormento del Campanella ved. Doc. 335, pag. 298.

[177]Per la lettera del S.taSeverina ved. Doc. già cit.to330, pag. 284. Per l'atto del tormento del Campanella ved. Doc. 335, pag. 298.

[178]Ved. Doc. 336 e 337, pag. 300 e 301.

[178]Ved. Doc. 336 e 337, pag. 300 e 301.

[179]Ved. Doc. 338, pag. 301.

[179]Ved. Doc. 338, pag. 301.

[180]Ved. la nostra Copia ms. de' proces. eccles. tom. 1.ofol. 130 e seg.ti

[180]Ved. la nostra Copia ms. de' proces. eccles. tom. 1.ofol. 130 e seg.ti

[181]Pel D'Amico ved. la nostra Copia ms. de' processi tom. 1.ofol. 134 e 137; pel Polistina ved. Doc. 339 pag. 302.

[181]Pel D'Amico ved. la nostra Copia ms. de' processi tom. 1.ofol. 134 e 137; pel Polistina ved. Doc. 339 pag. 302.

[182]Ved. Doc. 340, pag. 303.

[182]Ved. Doc. 340, pag. 303.

[183]Ved. Doc. 351 a 355, pag. 329 a 337.

[183]Ved. Doc. 351 a 355, pag. 329 a 337.

[184]Ved. la nostra Copia ms. de' proces. eccles. tom. 1ofol. 308 e seg.ti

[184]Ved. la nostra Copia ms. de' proces. eccles. tom. 1ofol. 308 e seg.ti

[185]Ved. Doc. 341, pag. 306.

[185]Ved. Doc. 341, pag. 306.

[186]Ved. Doc. 343, pag. 309.

[186]Ved. Doc. 343, pag. 309.

[187]Ved. Doc. 342, pag. 306.

[187]Ved. Doc. 342, pag. 306.

[188]Ved. Doc. 344 a 349, pag. 311 a 326.

[188]Ved. Doc. 344 a 349, pag. 311 a 326.

[189]Ved. Doc. 358, pag. 340.

[189]Ved. Doc. 358, pag. 340.

[190]Ved. nel Carteggio del Nunzio, Doc. 105, pag. 68.

[190]Ved. nel Carteggio del Nunzio, Doc. 105, pag. 68.

[191]Ricordiamo che questa odiosità o inimicizia capitale avea sempre una importanza particolare nelle cause di S.toOfficio; ved. la nota a pag. 260 del 1ovolume di questa narrazione.

[191]Ricordiamo che questa odiosità o inimicizia capitale avea sempre una importanza particolare nelle cause di S.toOfficio; ved. la nota a pag. 260 del 1ovolume di questa narrazione.

[192]Quando negli esami difensivi si vede interrogato un testimone sopra una serie di articoli, e poi sopra altri, saltatine alcuni con la formola «omissis aliis de voluntate producentis», s'intende che questa omissione non è fatta per volontà di persona presente, ma per volontà espressa dall'inquisito, d'accordo col suo Avvocato, nel dare la lista de' testimoni, avendo indicato che quel testimone doveva essere udito sopra determinati articoli. L'Avvocato dunque non era presente agl'interrogatorii. Circa le Difese scritte, anche tra' MS. della Biblioteca Nazionale di Napoli c'è una così detta «Collezione di processi per carcerati nel S.toOfficio della Curia Napolitana» (XI, B, 34), che veramente è una Collezione di Difese per carcerati nel S.toOfficio e in piccola parte anche per cause civili e criminali del foro ecclesiastico. Naturalmente in ogni Difesa, spesso intitolata «Tutamen pro...» etc., la «enucleatio facti» dà una certa contezza sommaria del processo. Le Difese per cause di S.toOfficio, riunite in quella Collezione, vanno dal 1673 al 1680 ed appartengono quasi tutte a un D. Clemente Ferrelli avvocato de' poveri: i testimoni vi si veggono indicati con lettere A, B, C, talora anche l'inquisito, specialmente se è sacerdote, è indicato con N. N. Possediamo poi una Difesa anche stampata per causa di S.toOfficio, ed è la sola che abbiamo incontrata fra tanti opuscoletti da noi veduti.

[192]Quando negli esami difensivi si vede interrogato un testimone sopra una serie di articoli, e poi sopra altri, saltatine alcuni con la formola «omissis aliis de voluntate producentis», s'intende che questa omissione non è fatta per volontà di persona presente, ma per volontà espressa dall'inquisito, d'accordo col suo Avvocato, nel dare la lista de' testimoni, avendo indicato che quel testimone doveva essere udito sopra determinati articoli. L'Avvocato dunque non era presente agl'interrogatorii. Circa le Difese scritte, anche tra' MS. della Biblioteca Nazionale di Napoli c'è una così detta «Collezione di processi per carcerati nel S.toOfficio della Curia Napolitana» (XI, B, 34), che veramente è una Collezione di Difese per carcerati nel S.toOfficio e in piccola parte anche per cause civili e criminali del foro ecclesiastico. Naturalmente in ogni Difesa, spesso intitolata «Tutamen pro...» etc., la «enucleatio facti» dà una certa contezza sommaria del processo. Le Difese per cause di S.toOfficio, riunite in quella Collezione, vanno dal 1673 al 1680 ed appartengono quasi tutte a un D. Clemente Ferrelli avvocato de' poveri: i testimoni vi si veggono indicati con lettere A, B, C, talora anche l'inquisito, specialmente se è sacerdote, è indicato con N. N. Possediamo poi una Difesa anche stampata per causa di S.toOfficio, ed è la sola che abbiamo incontrata fra tanti opuscoletti da noi veduti.

[193]Ved. la Copia ms. tom. 1o, fol. 267. Il Memoriale, scritto dal Lauriana e degno di lui, vedesi firmato appunto da' frati affidati alle difese del Montella e poi dello Stinca, ed attesta la bontà del Vescovo di Termoli per que' frati. Fu inserto nel processo a lato di una comparsa di fra Pietro di Stilo del 17 novembre, con la quale fra Pietro rinunziava alle difese. Ma essendovi nel memoriale, con cui si dimandava un Avvocato, la firma anche di fra Pietro di Stilo, è chiaro che la data di tale scrittura deve riferirsi a un periodo anteriore, e verosimilmente a' primi di ottobre.

[193]Ved. la Copia ms. tom. 1o, fol. 267. Il Memoriale, scritto dal Lauriana e degno di lui, vedesi firmato appunto da' frati affidati alle difese del Montella e poi dello Stinca, ed attesta la bontà del Vescovo di Termoli per que' frati. Fu inserto nel processo a lato di una comparsa di fra Pietro di Stilo del 17 novembre, con la quale fra Pietro rinunziava alle difese. Ma essendovi nel memoriale, con cui si dimandava un Avvocato, la firma anche di fra Pietro di Stilo, è chiaro che la data di tale scrittura deve riferirsi a un periodo anteriore, e verosimilmente a' primi di ottobre.

[194]Ved. Doc. 357, pag. 339.

[194]Ved. Doc. 357, pag. 339.

[195]Ved. Toppi, De origine omnium tribunalium etc. Neap. 1655-66, vol. 3op. 29.

[195]Ved. Toppi, De origine omnium tribunalium etc. Neap. 1655-66, vol. 3op. 29.

[196]Questo elenco annuale de' Cappellani Regii fu redatto in quel tempo per la franchigia del pagamento del «grano a rotolo» ed inviato a' Deputati della pecunia dal Cappellano maggiore. Vi si legge: «Rev. dot.rScipione stinca con doi servitori». Notiamo che dall'anno 1604 in poi non fu inviato un elenco nominativo, e però non si trova più registrato il nome dello Stinca.

[196]Questo elenco annuale de' Cappellani Regii fu redatto in quel tempo per la franchigia del pagamento del «grano a rotolo» ed inviato a' Deputati della pecunia dal Cappellano maggiore. Vi si legge: «Rev. dot.rScipione stinca con doi servitori». Notiamo che dall'anno 1604 in poi non fu inviato un elenco nominativo, e però non si trova più registrato il nome dello Stinca.

[197]Ved. iCertificati de' lettori, che il Cappellano maggiore inviava allo Scrivano di razione pe' pagamenti. La provvisione raddoppiata, concessa al Dello Grugno, raggiungeva appena D.i80 annui; così poco costava a que' tempi un buon lettore.

[197]Ved. iCertificati de' lettori, che il Cappellano maggiore inviava allo Scrivano di razione pe' pagamenti. La provvisione raddoppiata, concessa al Dello Grugno, raggiungeva appena D.i80 annui; così poco costava a que' tempi un buon lettore.

[198]Ved. Doc. 359 e 360, pag. 341 e 342.

[198]Ved. Doc. 359 e 360, pag. 341 e 342.

[199]Ved. Doc. 362, pag. 359.

[199]Ved. Doc. 362, pag. 359.

[200]Ved. Doc. 356, pag. 339.

[200]Ved. Doc. 356, pag. 339.

[201]Ved. Doc. 361, pag. 344.

[201]Ved. Doc. 361, pag. 344.

[202]Questo è il significato della espressione che si legge nell'art. 53, che cioè «non l'aveva mandato a Roma per penitenza», modo volgare ancor oggi abbastanza usato nel mezzogiorno d'Italia.

[202]Questo è il significato della espressione che si legge nell'art. 53, che cioè «non l'aveva mandato a Roma per penitenza», modo volgare ancor oggi abbastanza usato nel mezzogiorno d'Italia.

[203]Ved. Doc. cit. pag. 356.

[203]Ved. Doc. cit. pag. 356.

[204]Costoro sappiamo certamente essere stati già carcerati, poichè se ne fa menzione in diverse parti del processo. Su molti altri, compresi nella medesima categoria de' testimoni dimoranti in Napoli, non abbiamo uguale certezza: potrebbe supporsi che fossero stati anche carcerati, poichè fra Dionisio li dà per testimoni precisamente sull'art. 58, vale a dire sulla sua condotta «da tutto il tempo in qua che è stato carcerato»; ma riesce notevole che non abbia dato alcuno di loro per testimone anche su qualche fatto avvenuto nel carcere, come si verifica in persona di quelli che sappiamo essere stati certamente carcerati. È più probabile quindi che si tratti di frequentatori del carcere per ragione di visite, come si ha per Aquilio Marrapodi compreso nella stessa categoria, frequentatore del carcere per ragione di servizii; e così ci è parso doverli escludere dall'elenco de' carcerati che ci siamo ingegnati di compilare (ved. nel vol. III, Illustraz. IV, pag. 644). Diamo tutte queste spiegazioni perchè la cosa rifletterebbe individui di conto, tra gli altri il Dot. Gio. Vincenzo Serra e il Dot. Ottavio Serra, sul quale ultimo dal documento inserto nel processo si ha che trovavasi Sindaco di Nicastro quando fra Dionisio fu inviato al Papa per la faccenda dell'interdetto, e molti altri documenti potremmo produrre esistenti nel Grande Archivio.

[204]Costoro sappiamo certamente essere stati già carcerati, poichè se ne fa menzione in diverse parti del processo. Su molti altri, compresi nella medesima categoria de' testimoni dimoranti in Napoli, non abbiamo uguale certezza: potrebbe supporsi che fossero stati anche carcerati, poichè fra Dionisio li dà per testimoni precisamente sull'art. 58, vale a dire sulla sua condotta «da tutto il tempo in qua che è stato carcerato»; ma riesce notevole che non abbia dato alcuno di loro per testimone anche su qualche fatto avvenuto nel carcere, come si verifica in persona di quelli che sappiamo essere stati certamente carcerati. È più probabile quindi che si tratti di frequentatori del carcere per ragione di visite, come si ha per Aquilio Marrapodi compreso nella stessa categoria, frequentatore del carcere per ragione di servizii; e così ci è parso doverli escludere dall'elenco de' carcerati che ci siamo ingegnati di compilare (ved. nel vol. III, Illustraz. IV, pag. 644). Diamo tutte queste spiegazioni perchè la cosa rifletterebbe individui di conto, tra gli altri il Dot. Gio. Vincenzo Serra e il Dot. Ottavio Serra, sul quale ultimo dal documento inserto nel processo si ha che trovavasi Sindaco di Nicastro quando fra Dionisio fu inviato al Papa per la faccenda dell'interdetto, e molti altri documenti potremmo produrre esistenti nel Grande Archivio.

[205]Ved. Doc. 382, pag. 395.

[205]Ved. Doc. 382, pag. 395.

[206]Ved. i Reg.iPartiumvol. 1165 bis e 1181 fol. 126; 1244 bis fol. 6; 1271 fol. 193; 1275 fol. 205 etc. etc. Inoltre i Reg.iPrivilegiorumvol. 91 folio 137; e gli stessi Reg.iPartiumvol. 1317 fol. 100 t.o, e vol. 1508 fol. 133.

[206]Ved. i Reg.iPartiumvol. 1165 bis e 1181 fol. 126; 1244 bis fol. 6; 1271 fol. 193; 1275 fol. 205 etc. etc. Inoltre i Reg.iPrivilegiorumvol. 91 folio 137; e gli stessi Reg.iPartiumvol. 1317 fol. 100 t.o, e vol. 1508 fol. 133.

[207]Ved. Reg.Sigillorumvol. 35 (an. 1599), sotto la data 21 giugno. Quivi si legge: «Licentia d'arme a Cesare Spinola affittatore de S.toNicola, Massari e garzoni, taxato tarì uno».

[207]Ved. Reg.Sigillorumvol. 35 (an. 1599), sotto la data 21 giugno. Quivi si legge: «Licentia d'arme a Cesare Spinola affittatore de S.toNicola, Massari e garzoni, taxato tarì uno».

[208]Ved. Reg.Officiorum Viceregumvol. 6 (an. 1593-96) fol. 75, e vol. 7 (an. 1595-98) fol. 155. Quivi si legge: «Expedita fuit provisio Patens officii Capitaneatus. Hostuni in personam mag.ciDon Francisci de Castiglia pro uno anno integro, et deinde in antea ad beneplacitum, cum provisione, lucris, gagiis, et emolumentis solitis, et consuetis, et cum clausulis in forma Regiae Cancellariae, qui etiam praestitit Juramentum in posse mag.ciet circumspecti D. Petri de Castellet regii Collateralis Consilii ac Regiam Cancellariam Regentis. Neapoli die 31 mensis Januari m.od.ononagesimo octavo. El Conde de Olivares».—Per l'esecutoria ved. Reg.iSigillorumvol. 34 (an. 1598) sotto la data 20 febbraio.

[208]Ved. Reg.Officiorum Viceregumvol. 6 (an. 1593-96) fol. 75, e vol. 7 (an. 1595-98) fol. 155. Quivi si legge: «Expedita fuit provisio Patens officii Capitaneatus. Hostuni in personam mag.ciDon Francisci de Castiglia pro uno anno integro, et deinde in antea ad beneplacitum, cum provisione, lucris, gagiis, et emolumentis solitis, et consuetis, et cum clausulis in forma Regiae Cancellariae, qui etiam praestitit Juramentum in posse mag.ciet circumspecti D. Petri de Castellet regii Collateralis Consilii ac Regiam Cancellariam Regentis. Neapoli die 31 mensis Januari m.od.ononagesimo octavo. El Conde de Olivares».—Per l'esecutoria ved. Reg.iSigillorumvol. 34 (an. 1598) sotto la data 20 febbraio.

[209]Non mancavano frattanto in favore di questo pessimo soggetto commendatizie perfino da Cardinali come il Bellarmino; ed il Nunzio, dopo la fuga e la ripresa di lui in Gaeta, scriveva che il suo negozio era «aggravato con intiera sua colpa, che s'è lassato ripigliare», nè seppe far di meglio che consegnarlo nel 1605 alla Religione di Malta che lo reclamò. Il Vicerè fin da principio avea fatto istanza che fosse giudicato dal Nunzio coll'intervento di un ufficiale Regio (come si fece pel Campanella più tardi), ma S. S.tànon volle concederlo, benchè si trattasse di un così volgare assassino. Ved. il Carteggio del Nunzio in Firenze: Lett. da Roma del 5 maggio 1595, 8 novembre 1600, 14 giugno 1602, 12 novembre 1604; e Lett. da Napoli 3 marzo 1598, 17 marzo e 5 maggio 1600, 17 maggio e 22 giugno 1602, 14 e 30 luglio e 28 ottobre 1605. Inoltre i Reg.iCuriaein Napoli: vol. 40 (an. 1595-99) fol. 181, 12 marzo 1598; e vol. 47 (an. 1599-600) fol. 15 t.o, 31 agosto 1599.

[209]Non mancavano frattanto in favore di questo pessimo soggetto commendatizie perfino da Cardinali come il Bellarmino; ed il Nunzio, dopo la fuga e la ripresa di lui in Gaeta, scriveva che il suo negozio era «aggravato con intiera sua colpa, che s'è lassato ripigliare», nè seppe far di meglio che consegnarlo nel 1605 alla Religione di Malta che lo reclamò. Il Vicerè fin da principio avea fatto istanza che fosse giudicato dal Nunzio coll'intervento di un ufficiale Regio (come si fece pel Campanella più tardi), ma S. S.tànon volle concederlo, benchè si trattasse di un così volgare assassino. Ved. il Carteggio del Nunzio in Firenze: Lett. da Roma del 5 maggio 1595, 8 novembre 1600, 14 giugno 1602, 12 novembre 1604; e Lett. da Napoli 3 marzo 1598, 17 marzo e 5 maggio 1600, 17 maggio e 22 giugno 1602, 14 e 30 luglio e 28 ottobre 1605. Inoltre i Reg.iCuriaein Napoli: vol. 40 (an. 1595-99) fol. 181, 12 marzo 1598; e vol. 47 (an. 1599-600) fol. 15 t.o, 31 agosto 1599.

[210]Ved. Doc. 363 e 364, pag. 360 e 361.

[210]Ved. Doc. 363 e 364, pag. 360 e 361.

[211]Ved. Doc. 365, pag. 364.

[211]Ved. Doc. 365, pag. 364.

[212]Ved. Doc. 366, pag. 366.

[212]Ved. Doc. 366, pag. 366.

[213]Ved. Doc. 367, pag. 367.

[213]Ved. Doc. 367, pag. 367.

[214]Ved. Doc. 368, pag. 369.

[214]Ved. Doc. 368, pag. 369.

[215]Ved. Doc. 369, pag. 370.

[215]Ved. Doc. 369, pag. 370.

[216]Ved. Doc. 370 a 372, pag. 371 a 379.

[216]Ved. Doc. 370 a 372, pag. 371 a 379.

[217]Esclamazione comunissima tra' calabresi.

[217]Esclamazione comunissima tra' calabresi.

[218]Ved. Doc. 373, pag. 381.

[218]Ved. Doc. 373, pag. 381.

[219]Ved. Doc. 384, pag. 397.

[219]Ved. Doc. 384, pag. 397.

[220]Ved. Doc. 385 a 391, pag. 402 a 414.

[220]Ved. Doc. 385 a 391, pag. 402 a 414.

[221]Ved. Doc. 392, pag. 415.

[221]Ved. Doc. 392, pag. 415.

[222]Intendi Scanderbeg; nel volgare napoletano dicevasi Scannaribecco, e del resto «Scannalibec» e «Scandalibechi» leggesi anche in molte scritture pubbliche, p. es. ne' processi della Sommaria.

[222]Intendi Scanderbeg; nel volgare napoletano dicevasi Scannaribecco, e del resto «Scannalibec» e «Scandalibechi» leggesi anche in molte scritture pubbliche, p. es. ne' processi della Sommaria.

[223]Ved. Doc. 106, pag. 68. La ricevuta del processo fu da Roma annunziata il 16 10bre, ved. Doc. 107, ibid.

[223]Ved. Doc. 106, pag. 68. La ricevuta del processo fu da Roma annunziata il 16 10bre, ved. Doc. 107, ibid.

[224]Ved. Doc. 377 a 381, pag. 388 a 394.

[224]Ved. Doc. 377 a 381, pag. 388 a 394.

[225]Ved. Doc. 376, pag. 386.

[225]Ved. Doc. 376, pag. 386.

[226]Ved. Doc. 374 e 375, pag. 383 e 384.

[226]Ved. Doc. 374 e 375, pag. 383 e 384.

[227]Ved. Let. del 6 aprile 1601, Doc. 120, pag. 71.

[227]Ved. Let. del 6 aprile 1601, Doc. 120, pag. 71.

[228]Ved. Doc. 394, pag. 448, 455, 456, 449. Per le parecchie altre proposizioni ved. la nostra Copia ms. tom. 1o, fol. 362-1/2, 363, 380-1/2, 377, 394, 398, 392-1/2. Son questi tutti gl'importanti brani del Carteggio del Vescovo.

[228]Ved. Doc. 394, pag. 448, 455, 456, 449. Per le parecchie altre proposizioni ved. la nostra Copia ms. tom. 1o, fol. 362-1/2, 363, 380-1/2, 377, 394, 398, 392-1/2. Son questi tutti gl'importanti brani del Carteggio del Vescovo.

[229]Ved. Doc. cit. pag. 457.—Molte ricerche abbiamo fatte su tale negozio di Bitonto (nota città della Puglia), ed abbiamo trovato questi tre documenti, che ci sembrano riferibili al negozio cui allude il Vescovo di Termoli: essi si leggono ne' Reg.iCuriaevol. 34, fol. 216, 270 e 277 t.o—1o«Al m.cogiodice di butonto (sic). Havemo visto quanto ci scrivete per la vostra delli 14 del mese passato intorno al particolare della carceratione fatta per lo Rev.doVicario di quessa città della donna fattocchiara contra la quale pretende procedere nella sua corte ecclesiastica prosopponendo che il sortilegio fatto per detta donna sia hereticale et per voi si pretende procedere nella vostra corte per le cause et raggioni che in detta vostra ci allegate dandoci del tutto aviso acciò havessimo ordinato quello havessivo dovuto exequire, al che respondendo vi dicimo che essendosi per noi ben considerato quanto ci scrivete ci è parso di ordinarvi che non vi debbiate intromettervi in quella causa ma in quella lassarete procederci dal detto vicario nella detta sua corte Ecclesiastica, et cossi l'essequirete non facendo lo contrario per quanto se hà cara la gratia della predetta M.taDat. neap. die 8 aprilis 1593. El c. de Miranda».—2.o«Al m.coJodice de bitonto... Per la vostra de li XI de febraro che havete scritta all'infrascritto mag.coet circumspetto Reg.teMoles havemo visto l'aviso che li date deli sortilegii, et magarie che si fanno in quessa terra. In resposta dela quale vi decimo che havete fatto bene a dar l'aviso predetto et vi ordinamo che da mano in mano ci debiate donar particolare aviso di quello che accaderà in simili negotii acciò per noi se possa provedere et ordinare quello che più meglio ci parerà che convenghi et cossi lo debiate exequire che tal è nostra voluntà. Dat. neap. die 24 mens. martii 1594. El c. de Miranda».—3.o«Al Capitano della città de Bitonto... Nelle carcere della Viscoval corte de questa città de Bitonto sa ritrovano ritenute alcune donne e un giovanetto vaxallo del stato ecclesiastico per cause gravi de apostasia dalla santa fede impietà magarie et altre cose spettanti al santo officio del inquisitione, et per che conviene per il servitio de nostro Signor iddio che quelli se mandino in questa fidelissima città de Napoli nel miglior modo che si potrà, o con sicurta o pleggiaria se l'haveranno o vorranno dare, overo non dandola o volendola dare con farli condurre preggioni secondo sarà giudicato per il Rev.doVescovo de questa predetta città, per ciò ci e parso farvi la presente per la quale ve dicimo, et ordinamo che al ricevere d'essa parendo al d.toRev.doVescovo dare quella pleggiaria che al d.toRev.doVescovo parirà doversi dare, la quale per quella quantità sia buona et sufficiente de venire retto tramite et presentarsi nelle carcere della Vicaria etc. Dat. Neap. die 23 augusti 1594. El Conde de Miranda». Sembra manifesto che gl'imputati venuti a Napoli sieno stati mandati a Roma, dove le imputazioni furono poi trovate insussistenti.

[229]Ved. Doc. cit. pag. 457.—Molte ricerche abbiamo fatte su tale negozio di Bitonto (nota città della Puglia), ed abbiamo trovato questi tre documenti, che ci sembrano riferibili al negozio cui allude il Vescovo di Termoli: essi si leggono ne' Reg.iCuriaevol. 34, fol. 216, 270 e 277 t.o—1o«Al m.cogiodice di butonto (sic). Havemo visto quanto ci scrivete per la vostra delli 14 del mese passato intorno al particolare della carceratione fatta per lo Rev.doVicario di quessa città della donna fattocchiara contra la quale pretende procedere nella sua corte ecclesiastica prosopponendo che il sortilegio fatto per detta donna sia hereticale et per voi si pretende procedere nella vostra corte per le cause et raggioni che in detta vostra ci allegate dandoci del tutto aviso acciò havessimo ordinato quello havessivo dovuto exequire, al che respondendo vi dicimo che essendosi per noi ben considerato quanto ci scrivete ci è parso di ordinarvi che non vi debbiate intromettervi in quella causa ma in quella lassarete procederci dal detto vicario nella detta sua corte Ecclesiastica, et cossi l'essequirete non facendo lo contrario per quanto se hà cara la gratia della predetta M.taDat. neap. die 8 aprilis 1593. El c. de Miranda».—2.o«Al m.coJodice de bitonto... Per la vostra de li XI de febraro che havete scritta all'infrascritto mag.coet circumspetto Reg.teMoles havemo visto l'aviso che li date deli sortilegii, et magarie che si fanno in quessa terra. In resposta dela quale vi decimo che havete fatto bene a dar l'aviso predetto et vi ordinamo che da mano in mano ci debiate donar particolare aviso di quello che accaderà in simili negotii acciò per noi se possa provedere et ordinare quello che più meglio ci parerà che convenghi et cossi lo debiate exequire che tal è nostra voluntà. Dat. neap. die 24 mens. martii 1594. El c. de Miranda».—3.o«Al Capitano della città de Bitonto... Nelle carcere della Viscoval corte de questa città de Bitonto sa ritrovano ritenute alcune donne e un giovanetto vaxallo del stato ecclesiastico per cause gravi de apostasia dalla santa fede impietà magarie et altre cose spettanti al santo officio del inquisitione, et per che conviene per il servitio de nostro Signor iddio che quelli se mandino in questa fidelissima città de Napoli nel miglior modo che si potrà, o con sicurta o pleggiaria se l'haveranno o vorranno dare, overo non dandola o volendola dare con farli condurre preggioni secondo sarà giudicato per il Rev.doVescovo de questa predetta città, per ciò ci e parso farvi la presente per la quale ve dicimo, et ordinamo che al ricevere d'essa parendo al d.toRev.doVescovo dare quella pleggiaria che al d.toRev.doVescovo parirà doversi dare, la quale per quella quantità sia buona et sufficiente de venire retto tramite et presentarsi nelle carcere della Vicaria etc. Dat. Neap. die 23 augusti 1594. El Conde de Miranda». Sembra manifesto che gl'imputati venuti a Napoli sieno stati mandati a Roma, dove le imputazioni furono poi trovate insussistenti.


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