LE PROFEZIE DELLE COSE MATERIALI.I.
E si vedrà in gran parte del paese camminare sopra le pelli delli grandi animali.
Vedrassi il cibo degli animali passar dentro alle lor pelli per ogni parte, salvo che per la bocca, e penetrare dall’opposta parte insino alla piana terra.
Le feroci corna de’ possenti tori difenderanno la luce notturna dall’impetuoso furor de’ venti.
I buoi, colle lor corna, difenderanno il foco dalla sua morte — la lanterna.
Nelle corna delli animali si vedranno taglienti ferri, colli quali si toglie la vita a molti della loro specie.
Molti fien quelli che, per causa delle bovine corna, moriranno di dolente morte.
Li animali volatili sosterran l’omini colle lor proprie penne.
Molte volte la cosa disunita fia causa di grande unizione — cioè il pettine, fatto dalla disunita canna, unisce le fila nella seta.
Sentirassi le dolenti grida, le alte strida, le rauche e infocate voci di quei che fieno con tormento spogliati, e al fine lasciati ignudi e sanza moto: e questo fia per causa del motore, che tutto volge.
Saran reveriti e onorati, e con reverenzia e amore ascoltati li sua precetti, di chi prima fusse legato, sdraiato, o martirizzato da molte e diverse battiture.
Le selve partoriranno figlioli, che fiano causa della lor morte — il manico della scure.
Il movimento de’ morti farà fuggire, con dolore e pianto e con grida, molti vivi.
Molti morti si moveran con furia, e piglieranno, e legheranno i vivi, e servirannogli a’ lor nemici circa la lor morte e distruzione.
Corpi sanz’anima per sè medesimi si moveranno, e porteran con seco innumerabile generazione di morti, togliendo le ricchezze a’ circustanti viventi.
Vedrassi i morti portare i vivi — i carri e navi in diverse parti.
Troverassi dentro a de’ noci e delli alberi e altre piante tesori grandissimi, i quali lì stanno occulti, e ben guardati.
Vedrassi li alberi delle gran selve di Taurus e di Sinai, Apennino e Atlante scorrere per l’aria da oriente a occidente, da aquilone a meridie; e porteranno per l’aria gran moltitudine d’omini.
Oh! quanti vóti! oh! quanti morti! oh! quanta separazion d’amici! di parenti! e quanti fien quelli, che non rivedranno più le lor provincie, nè le lor patrie, e che moriranno sanza sepoltura, colle lor ossa sparse in diversi siti del mondo!
Saranno gran venti, per li quali le cose orientali si faranno occidentali; e quelle di mezzodì, in gran parte miste col corso de’ venti, seguirannolo per lunghi paesi.
Vedrannosi grandissimi corpi, sanza vita, portare con furia moltitudine d’omini alla distruzione di lor vita.
Saran sì grandi i fanghi, che li omini andranno sopra l’alberi de’ loro paesi.
Le capre condurranno il vino alle città.
La percussione della spera del sole apparirà cosa che, chi la crederà coprire, sarà coperto da lei.
Molti, che fieno disfatti dal fuoco innanzi a questo tempo, torranno la libertà a molti uomini.
Vedrannosi l’alte mura delle gran città sotto sopra ne’ loro fossi.
A molti fia tolto il cibo di bocca — ai forni.
A quelli, che si imboccheranno per l’altrui mani, fia loro tolto il cibo di bocca — il forno.
Per tutte le città e terre e castelli e case si vedrà, per desiderio di mangiare, trarre il proprio cibo di bocca l’uno all’altro, sanza poter fare difesa alcuna.
Al fine la terra si farà rossa per lo infocamento di molti giorni, e le pietre si convertiranno in cenere.
L’umane opere fien cagione di lor morte — le spade e lance.
I morti usciranno di sotto terra, e coi loro fieri movimenti cacceranno dal mondo innumerabili creature umane.
Chi per sè è mansueto, e sanza alcuna offensione, si farà spaventevole e feroce mediante la trista compagnia, e torrà la vita crudelissimamente a molte genti; e più n’ucciderebbe, se corpi sanz’anima, e usciti dalle spelonche, non li difendessino — cioè le corazze di ferro.
Per causa delle stelle si vedranno li omini esser velocissimi, al pari di qualunque animale veloce.
Oh! quanti grandi edifizî fieno ruinati, per causa del fuoco!
Uscirà di sotto terra chi, con ispaventevoli grida, stordirà i circostanti vicini, e col suo fiato farà morire li omini, e ruinare le città e castella.
I gran sassi de’ monti getteran fuoco tale che bruceranno il legname di molte e grandissime selve, e molte fiere selvatiche e domestiche.
Con pietra e con ferro si renderanno visibili le cose, che prima non si vedeano.
Uscirà dalle oscure e tenebrose spelonche chi metterà tutta l’umana specie in grandi affanni, pericoli e morte.
A molti seguaci lor, dopo molti affanni, darà diletto; ma chi non fia suo partigiano, morrà con stento e calamità.
Questo commetterà infiniti tradimenti; questo aumenterà e persuaderà li omini tutti alli assassinamenti e latrocini e le perfidie; questo darà sospetto ai sua partigiani; questo torrà lo stato alle città libere; questo torrà la vita a molti; questo travaglierà liomini infra loro con molte arti, inganni e tradimenti.
O animal mostruoso! quanto sarebbe meglio agli omini che tu ti tornassi nell’inferno: per costui rimarran diserte le gran selve delle lor piante; per costui infiniti animali perderanno la vita.
Uscirà dalle cavernose spelonche chi farà, con sudore, affaticare tutti i popoli del mondo, con grandi affanni, ansietà, sudori, per essere aiutato da lui.