Mi volgo indietro, e presso ai novant'annivedo che ancor finitala favola non è della mia vita!Soffrii sventure, affanni,molestie, tirannie, frodi ed inganni,con una cifra sol posti adUscita;e ogni men tristo eventoposi adEntrata, e valutai per cento.Quindi al chiuder deiConti,dell'Uscitatrovai maggior l'Entrata;cosí vita viss'io sempre beata.Il 1º di gennaio 1849.Ne resta una copia, tra le carte numerose del Vieusseux, nella “Nazionale„ di Firenze.205.Ne discorre in una lettera a G. Capponi (1827, tomo XXVI, n. 78, giugno, pag, 24), e in un'altra a M. Pieri (1828, tomo XXXI, n. 93, settembre, pag. 55).206.Del quale l'Antologiafa parola: (1824, tomo XVI, n. 47, novembre, pag. 113).207.Non pochi degli articoli suoi segnava con le inizialiA. B., né tutti l'Indiceli ricorda sotto il suo nome.208.Lettera inedita, Parigi, 1º maggio 1824;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.209.Lettera inedita; Venezia, ottobre 1825.Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.210.VediScrittidiF. D. Guerrazzi. — Firenze, Le Monnier, 1847, pag. 255.211.Suoi sono gli scritti (né l'Indiceli ricorda) dal 1821 al 1827 compreso, segnati con la siglaL; gli altri, dal 1829 in poi, no: son d'altri, come a suo tempo vedremo.212.Epistolariocit., vol. II, pag. 179. Lettera del 12 maggio 1816.213.Non tutti nell'Indicecompaiono gli scritti suoi, ch'egli talvolta segnava con la letteraN, tal altra conX. Vedi, in fondo al volume, la spiegazione delle sigle alla letteraX.214.Lettera inedita; Milano, 26 aprile 1826;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.215.Prometteva tuttavia, qualche volta; non però che la promessa fatta mantenesse. Né su l'Antologiacomparve in fatti il discorso, di cui al Vieusseux in questa lettera fa parola: “Il discorso ch'io recitai all'Accademia per debito di ufficio è cosa nata dall'occasione, e che meriterebbe di morire con essa. Ma poiché io ve lo promisi, e voi lo desiderate, lasciate che io tornato a Firenze lo faccia meno indegno della pubblica luce„. Tracolle, 10 ottobre 1828. (Lettera inedita delCarteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze).216.Vedi la lettera a F. Torti, 8 ottobre 1825, inVita e Ricordi di G. B. N., diA. Vannucci, vol. II, pag. 8 e seg.217.Vedi la lettera al Leopardi, del 7 gennaio 1830;Epistolariocit., vol. III, pag. 272.218.Talora gli scritti suoi segnava con le inizialiG. G., né tutti compaiono nell'Indice.219.VediAntologia1828, tomo XXXI, n. 92, agosto, pag. 124.220.Pag. 167. — Erra il Tommaséo nell'affermare (Di G. P. Vieusseux ecc., ediz. cit., pag. 17) che alle scienze corporee il Vieusseux destinassesin dal 1824una rassegna.221.Alcuni degli scritti suoi sono segnati con le inizialiC. R.; né questi si leggono sotto il suo nome nell'Indice.222.1824, tomo XIII, n. 38, febbraio, pag. 181.223.1829, tomo XXXVI, n. 106, ottobre, pag. 195.224.1828, tomo XXXII, n. 96, dicembre, pag. 144.225.Gli scritti suoi, specie se recensioni, segnava con la lettera Z, talvolta con le inizialiG. B. Z., né questi appaiono sotto il suo nome nell'Indice.226.Piú assai che nell'Indicenon appaiono sono gli scritti suoi, ch'egli segnava con la siglaA. R.; talvolta conR., tal altra conX. Vedi, in fondo al volume, la spiegazione delle sigle, alla letteraX.227.1821, tomo III, n. 9, settembre, pag. 533.228.Alla versione d'Omero, a cui doveva unirsi la prosa promessa, ma non mandata, il Capponi premise unavvertimento. Vedi la lettera sua al Vieusseux del 12 settembre 1821;Epistolariocit., vol. I, pag. 128.229.Epistolariocit., vol. I, pag. 143, lettera del 10 maggio 1822.230.Epistolariocit., vol. I, pag. 155, lettera del 22 aprile 1823.231.1825, tomo XVII, marzo, n. 51, pag. 91.232.Epistolariocit. delFoscolo, vol. I, pag. 8.233.Non pochi degli scritti suoi, specie se recensioni, firmava con le inizialiU. L.; né sono ricordati nell'Indice.234.Le prime cose firmò con lo pseudonimo diEllenofiloe diFilogine: ma altre molte, non comprese nell'Indicesotto il suo nome, con le inizialiE. M., oppure con la letteraE.235.Vedi, ad esempio, le lettere di A. Benci inA. Linaker,La vita e i tempi di E. Mayer. — Firenze, Barbéra, 1898, vol. I, pag. 28 e 43.236.1829, tomo XXXIV, n. 100, aprile,Agli associati e collaboratori, pag.III.237.1822, tomo V, n. 13, gennaio,Ai lettori l'editore, pag.VeVI.238.1822, tomo V, n. 13, gennaio, pag. 17.239.Nell'Indicedell'Antologiae negliScritti editi e inediti, pochi compaiono degli articoli suoi, ch'egli soleva segnare ora con le inizialiG. C., ora con la letteraY, alcune volte conX(ma quelli cosí segnati non son tutti suoi), cert'altre con l'asterisco “*„. Vedi in fondo al volume la spiegazione delle sigle, alla letteraX.240.Molti degli articoli suoi firmava con le inizialiE. R., per cui non tutti sono ricordati nell'Indice.241.1822, tomo V, n. 14, febbraio, pag. 363. Alcuni degli articoli suoi numerosi segnava talvolta con le inizialiF. T. S., tal altra,F. S. T.Né l'Indiceli ricorda.242.1822, tomo VI, n. 17, maggio, pag. 387. Il Tommaséo, che tocca di questo fatto (Di G. P. Vieusseuxecc., ediz. cit., pag. 33), lo altera, in vero, parecchio. Tra quelli che dubitarono dell'esattezza di quella cifra, fu il Montani, 1822, tomo VI, n. 16, aprile, pag. 24.243.Dal febbraio del 1822. Gli articoli suoi segnava con le inizialiD. V.; talvolta con la letteraS. Né sono compresi nell'Indicesotto il suo nome. Vedi in fondo al volume la spiegazione delle sigle, alla letteraS.244.Qualche articolo segnò con la letteraX. — Vedi, in fondo al volume, la spiegazione delle sigle alla letteraX.245.1822, tomo V, n. 15, marzo, pag. 567.246.“Vorrei — gli scriveva il dí 27 di gennaio del 1825 — vorrei che.... ogni cosa tua desse vigore ed onore all'Antologia, che è il miglior giornale d'Italia, senza paragone„.Epistolariocit. delGiordani, vol. V, pag. 376.247.Lettera inedita da Vicenza, 8 dicembre 1822;Carteggio Vieusseux; “Nazionale„, Firenze.248.Nuovo Ricoglitore, Milano 1826, n. 19 pag. 519. — Rendendo conto di un fascicolo dell'Antologia.249.Di G P. Vieusseux ecc., ediz. cit., pag. 81.250.Rispondendo al Vieusseux: “L'amico Leoni mi comunica il paragrafo della sua lettera, che mi riguarda. Mi piace la sua schiettezza, prova sicura di onestà; e le son grato per le sue favorevoli disposizioni. È giusto ch'ellaconosca l'uomoprima d'impegnarsi con lui. Io non confido troppo chequest'uomosarà il piú opportuno pel suo giornale; ma sono quasi certo ch'ella il troverà tale da volersene fare un amico. Intanto mi abbia per suo aff.mo servitore G. Montani.„ — Lettera inedita del 23 novembre 1821.Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.251.1822, tomo V, n. 14 febbraio, pag. 220. Erra, per vero, il Tommaséo nell'affermare (Di G. P. Vieusseux ecc., ediz. cit., pag. 48) che “cominciò nel 1824.... mandare a Firenze suoi scritti„.252.Frammenti sull'Italia nel 1822 e progetto di confederazione, “Galileiana„, Firenze, 1848, pag. 4.253.Memorie inedite, “Riccardiana„, tomo IV, 27 marzo 1824.254.1823, tomo IX, n. 25, gennaio, pag. 73; a proposito dell'IldegondadelGrossi.255.1825, tomo XX, n. 58, ottobre, pag. 121.256.1826, tomo XXII, n. 64, aprile, pag. 91. — E altrove (1826, tomo XXIII, n. 67 luglio, pag. 4) lo chiama “l'Achille ed il Rinaldo de' romantici„.257.Vita scritta da lui medesimo.— Firenze, le Monnier, 1850, vol. II, pag. 20.258.Il Niccolini diceva (lettera a F. Torti, del 27 agosto 1825, inVita e Ricordi di G. B. N.diA. Vannucci, vol. II, pag. 7) ch'egli era “la colonna dell'Antologia„.259.Atto Vannuccile raccolse inMemorie di G. M.— Capolago, 1843, pag. 145. Altre ne aggiunse ilDe GubernatisinNuova Antologia, tomo XXII, 15 luglio 1880.260.1832, tomo XLV, n. 134, febbraio, pag. 143.261.1826, tomo XXXIII, n. 68, agosto, pag. 105.262.Quello su 'lCarattaco, tragedia delMason, 1824, tomo XIV, n. 41, maggio, pag. 49.263.Memorie inedite; “Riccardiana„, tomo IV, 16 giugno 1824.264.Memorie inedite; “Riccardiana„, tomo I, Roma, 3 ottobre 1811.265.Voleva egli che lasciasse “quell'enigma diM„, e si facesse conoscere. Mi duole avere dimenticato il luogo dove il Giordani lo dice. Si noti che il nome del Montani non è nell'Indiceneppur rammentato.266.Lettera al Vieusseux del 16 febbraio 1829;Epistolariocit., vol. II, pag. 354.267.Lettera del 12 aprile 1829;Epistolariocit., vol. II, pag. 364.268.Paris, 22 Juillet 1830. Lettera inedita tra le carte del Vieusseux, “Nazionale„, Firenze. (Tradotta dal francese).269.Al Vieusseux, Août 1826. Lettera inedita delCarteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze. (Tradotta dal francese).270.Molti de' suoi scritti segnava con le inizialiT. T.; né tutti sono ricordati nell'Indice.271.Gli articoli suoi soscrivevaFilandro; una volta,Il cieco Patrizio. Nell'Indiceperò non appaiono sotto il suo nome.272.1821, tomo II, n. 4 aprile, pag. 64. Errano i compilatori dell'Indiceche, senza leggere l'articolo, dissero quella scuola instituita “dal sig.Ferdinando del Rosso„. (Vedi nell'Indicesotto Benci alla pag. 21).273.Sono suoi quelli scritti che portano le lettereA. G. C.Né tutti l'Indice li ricorda.274.Incominciò nel settembre del 1822, tomo VII, n. 21, pag. 469. Ma quell'opera, già tutta pensata, non ebbe compimento da lui, che la morte colse di soli 37 anni. È però da notare che il primo suo scritto è su le tragedie della Palli. 1822, tomo V, n. 15 marzo, pag. 484.275.1822, tomo VIII, n. 22 ottobre, pag. 183.276.Gli articoli suoi segnava con le inizialiO. T. T.né appaiono nell'Indice.277.Vedi laPrefazionediL. FornaciarialleOlimpiche ecc.diPindaro, tradotte daC. Lucchesini. — Lucca, Bertini, 1826, pag. 7.278.Nel maggio del 1825 al prof. Baraldi scriveva: “L'Antologiada qualche tempo non mi piace per le massime antireligiose e antipolitiche che vi sono. È qualche tempo che ne sono disgustato„. Lettera riportata dallaVoce della Verità, n. 591, 16 maggio 1835, nota 10.279.1822, tomo VIII, n. 23 novembre, pag. 351.280.Molte delle cose sue segnava con le inizialiS. C.; una volta firmò, fingendosi straniero.Uno(sic)vostro associato. Né tutti sono gli scritti suoi ricordati nell'Indice.281.1822, tomo VIII, n. 22 ottobre, pag. 169.282.1823, tomo IX, n. 27 marzo, pag. 125. L'articolo è segnatoD. P.E il Vieusseux, nell'esemplare dell'Antologiache conservasi nella “Nazionale„, di suo pugno vi scrisse il nome di lui. Nel giornale però non appare altra volta.283.Questo particolare racconta ilTommaséoinG. P. Vieusseux ecc., ediz, cit., pag. 50.284.La figlia di Curzio Picchena. — Milano, Sonzogno, 1874, pag. 63.285.Revue des deux mondes, tomo II, deuxième série, pag. 353.286.Molti degli articoli suoi segnava con le inizialiG. R. P.Né tutti appaiono sotto il suo nome nell'Indice. Il primo suo scritto è del marzo.287.Gli articoli suoi segnava con le inizialiE. B.; tal altraEm. B.; né tutti sono ricordati nell'Indice.288.Il primo suo scritto è dell'aprile.289.La prima volta, nel febbraio del '23, trattò degli Indiani d'America, e firmò co 'l suo nome; la seconda, in una lettera al Vieusseux discorre dell'insegnamento pubblico in Parigi. E porta questa sigla: ****** (1827, tomo XXVIII, n. 82, ottobre, pag. 173).290.1823, tomo XII, n. 34, ottobre, pag. 118. — A questo aneddoto accenna, mutandolo un po', anche il Tommaséo (Di G. P. Vieusseux, ediz cit., pag. 105) ma non cita l'Antologia.291.Gli articoli suoi firmava talvoltaV. A.; tal altraT. Q. Z.: né tutti sono ricordati nell'Indice.292.1823, tomo X, n. 29 maggio, pag. 117.293.Dal giugno.294.Dal luglio.295.1822, tomo V, n. 13 gennaio;Ai lettori l'editore, pag. v.296.Gli articoli suoi firmava con le inizialiP. C.né tutti l'Indiceli ricorda.297.1831, tomo XLI, n. 123, marzo, pag. 57. — Per ilTrattato sul sistema livellare, secondo la legislazione e giurisprudenza Toscana.298.Gli articoli suoi, che dal marzo del 1824 rincontransi numerosi, sono tutti segnati con la siglaA.Ma nell'Indiceuno solo ne appare, che fu sottoscritto da lui co 'l suo nome.299.1826, tomo XXIII, n. 68, agosto, pag. 147, e numeri seguenti. E questo è il primo scritto di lui.300.1826, tomo XXIV, n. 71 e 72, novembre e dicembre, pag. 17.301.1832, tomo XLVI, n. 136, aprile, pag. 32.302.Memorie inedite, “Riccardiana„, tomo IV, 22 agosto 1823.303.Memoriecit., tomo IV, 28 agosto 1823.304.Memoriecit., tomo IV, 6 settembre 1823.305.Lettera inedita, Parigi, 14 febbraio. (Manca l'anno, ma è certo del 1824, non del 1823, come suppose chi le ordinò. L'articolo del Pieri è infatti del 1824; ed essendo questi venuto in Firenze nell'agosto del 1823, il Lampredi non poteva in suo nome farlo salutare dal Vieusseux nel febbraio).Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.306.1824, tomo XIV, n. 40, aprile, pag. 19. Piú assai che nell'Indicenon appaiano sono gli scritti del Pieri, ch'egli segnava con le inizialiM. P.307.Memoriecit., tomo IV, 19 ottobre 1823.308.1826, tomo XXIII, n. 68, agosto, pag. 1.309.Vedi leLettere di illustri Italiani a Mario Pieri, raccolte daD. Montuori. — Firenze, Le Monnier, 1863, pag. 150 e 257.310.Vita scritta da lui medesimo.— Firenze, Le Monnier, 1850, vol. II, pag. 49.311.Da lettera inedita del Capponi al Tommaséo, del 1854; tra quelle alla cui pubblicazione attende il prof. I. Del Lungo co 'l mio aiuto modesto.312.Lettera del 4 agosto 1824;Epistolariocit. delGiordani, vol. V, pag. 278.313.Lettera del 6 giugno 1824;Epistolariocit., vol. V, pag. 263.314.Lettera del 26 luglio 1824;Epistolariocit., vol. V, pag. 275.315.Lettera del 12 dicembre 1824;Epistolariocit., vol. V, pag. 369.316.1824, tomo XV, n. 45, settembre, pag. 91, 92.317.Non so con che prove il Piergili afferma (EpistolariodelLeopardi, vol. III, pag. 279) che il Giordani avrebbe voluto “molestarlo, e anche cacciarlo in bando„. A me, quand'anche il Niccolini non dicesse (Lettera dell'8 ottobre 1825, inVita e Ricordi di G. B. N.ecc., vol. II pag. 8) ch'egli era “legato d'amicizia grandissima col direttore„, basterebbero per mostrarmi il contrario le lettere di lui, anche dopo l'esilio, affettuosissime.318.Lettera del 16 dicembre 1824;Epistolariocit., vol. V, pag. 371.319.Lettera del 22 ottobre 1825;F. Orlando,Carteggi Italiani inediti o rari. — Firenze, Bocca, 1892, serie 1ª, vol. II, pag. 116.320.Lettera del 22 ottobre 1824. InRicordidiM. Bufalinipubblicati daF. Mariotti. — Firenze, Successori Le Monnier, 1875, pag. 509.321.1825, tomo XVII, n. 49, gennaio, pag. V.322.“Niun nome — egli scrisse (Vita letteraria del cav. Compagnoni scritta da lui medesimo.— Milano, A. F. Stella, 1834, pag. 47) — parmi avere leLettere di tre Faentini a Pietro Giordanisu quella sua matta idea dell'uomo letterato, che diretta al Marchese Capponi fu dal signor Vieusseux premessa per capo d'anno ad uno de' suoi quaderni dell'Antologiafiorentina. Mirabil cosa! tutti quegli sciolotti, i quali scrivevano nel giornale del sig. Vieusseux, si fecero solleciti a confortare quel buon uomo contra leLettere Faentine, come se fossero state una mazzata caduta sul loro caporione„.323.Nuovo Ricoglitore, n. 13, gennaio, 1826, pag. 22 e seg. — Contro il Giordani scrisse unDiscorsoanche Jacopo Landoni. — Pesaro, Nobili, 1825. — Del Bianchetti, che al Giordani nell'Antologiacontradisse, dirò altrove.324.1826, tomo XXI, n. 63, marzo, pag. 147.325.Lettera inedita al Tommaséo: senza data, ed è unita con la lettera del Tommaséo del 29 aprile 1826;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.326.NellaLetteracit. al Capponi, pag.XV.327.Lettera del 29 gennaio 1829;Lettere di F. D. Guerrazziper cura diF. Martini. — Torino, Roux, 1891, pag. 16.328.“.... Uno scrittore magistrale siccome egli è, debbe servire ai tempi e malgrado la loro perversità vincere gli ostacoli, farsi intendere, ché ciò si ottiene alla barba di tutti i censori di questo mondo. E di qualche cosa detta con finezza di accorgimento, piú che con veemenza di scrittore, gli sarà fatto piú merito che non crede, poiché li contemporanei sanno di che si tratta, e la posterità conoscerà per certo l'indole de' tempi e la condizione degli scrittori. Perché dunque privar noi di leggere un articolo stupendo, che onora l'arte l'artista e l'autore, per lo sdegno che lo irrita contro lo spigolismo d'una censura?....„. Venezia, 3 novembre 1832, Lettera inedita;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.329.Lettera del 4 novembre 1832, inLettere di illustri Italiani ad A. Papadopoli, scelte e annotate daG. Gozzi— Venezia, Antonelli, 1886, pag. 129.330.Parma, 23 ottobre 1832;F. Orlando,Carteggi Italiani inediti o rari, serie 1ª, vol. IV, pagg. 59, 60.331.Il suo primo scritto è del gennaio del 1825; e gli articoli suoi segnava con le lettereGl. C., come quello, ad esempio, su le carte topografiche del generale Haxo. (1825, tomo XVIII, n. 54, giugno, pag. 192). Discorre di agraria e, tra l'altre cose, degl'Italiani morti in Ispagna, opera del maggiore Camillo Vacani.332.Gli articoli suoi numerosi segnava con le inizialiG. P.Si noti che il nome di lui non una volta compare nell'Indice.333.1829, tomo XXXIV, n. 100, aprile, pag. 129.334.Dal novembre del 1826.335.Lettera del 25 dicembre 1827;Epistolariocit., vol. VI, pag. 14.336.1828, tomo XXX, n. 90, giugno, pag. 29.337.1829, tomo XXXIII, n. 99, marzo, pag. 97.338.1828, tomo XXIX, n. 85, gennaio, pag. 57.339.Di G. P. Vieusseux ecc., ediz. cit., pag. 35 e 39.340.Memorie autografe di un ribelle.— Milano, N. Battezzati, 1873, pag. 123.341.Scrivendogli: “Non vogliate ascrivere ad ingratitudine o inciviltà il rinvio del biglietto di associazione, da voi generosamente favoritomi, e che troverete qui incluso. È ne' miei principj di nulla volere o prendere di tutto ciò che non mi si deve. Mi martorierebbe inoltre il pensiero d'essere io il solo ad entrargratisin un luogo, ove altri non entra che mediante la giusta e debita retribuzione a chi fondò e sorregge un utilissimo e piacevolissimo istituto„. Lettera inedita del 20 dicembre 1826;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.342.Queste parole nobilissime scriveva il Pepe in un articolo intitolato:Relazione di un viaggio fatto nell'Apruzzo Citeriore dal Cavalier M. Tenore; articolo che doveva comparire nel fascicolo del novembre del 1832 alla pag. 57, e poi fu soppresso dalla Censura, benché in fondo al volume fosse stato annunciato. Si conserva nella “Nazionale„, tra le carte del Vieusseux, con le inconcepibili castrazioni fattevi dal censore. Anche altrove però il Pepe diceva (1829, tomo XXXIV, n. 100, aprile, pag. 129): “dei patiti sudori e perigli non rimasero se non cicatrici con legato di sventure e miserie iniquissime„.343.Gli articoli suoi segnava oraV. S., oraV. S. M.; talvoltaS.Né tutti l'Indiceli ricorda. Il primo suo scritto importante è del novembre del 1824, su la libera difesa degli accusati. Ma su lo stesso argomento aveva già scritto brevemente nel giugno, annunciando l'opera del Dupin. Vedi in fondo al volume la spiegazione delle sigle, alla letteraS.344.1829, tomo XXXIX, n. 100, aprile, pag. 64.345.Lettera inedita a G. P. Vieusseux del 28 novembre 1825.Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.346.Lettera inedita a G. P. Vieusseux, del 28 marzo 1825.Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.347.1827, tomo XXVII, n. 79, luglio, pag. 135.348.1825, tomo XX, n. 59, novembre, pag. 75.349.Lettera al Friddani del 2 ottobre 1825, inLettere inedite di C. Bottapubblicate daCaterina Magini. — Firenze, Le Monnier, 1900, pag. 66.350.Questa lettera fu con tali mutilazioni pubblicata dalla Magini (op. cit., pag. 68) che non sarà discaro al lettore conoscerla qui per intero. “Firenze, 20 ottobre 1825. — Io vi ringrazio, mio caro Libri, della comunicazione fattami della lettera del sig. Botta al sig. Friddani. Con mio sommo piacere sento ch'egli acconsente di scrivere qualche articolo per l'Antologia. Giuste, giustissime sono le osservazioni del sig. Botta, riguardo alle condizioni da stabilirsi: ma egli mi fa torto supponendo che mi potesse venire in mente di aggiungere, o di levare, senza la sua approvazione, qualche cosa dai suoi scritti. Io so quali sono i riguardi dovuti ad uno scrittore come il sig. Botta; che se accadesse, ciò che non credo probabile, che una qualunque siasi proposizione mi sembrasse poco idonea all'indole ed alle condizioni del giornale, gli parteciperei direttamente i miei dubbi, ma sicuramente non mi arbitrerei, né ricorrerei ad altro giudicio che al suo. Ma qui non posso fare a meno di rilevare un passo della lettera del sig. Botta. Egli dice chegli pare che l'Antologia vada per certe attorterie e servilità forestiere.... e che le sue(del sig. Botta)opinioni faran mal suono agli autori dell'Antologia. Mi rincresce che il sig. Botta abbia quest'opinione, e voglio lusingarmi che s'egli mi conoscesse meglio, e s'egli sapesse quanto sudo e fatico per rendere l'Antologiadegna del secolo, quanto è possibile di esserlo a giornale presentemente in Italia, egli penserebbe diversamente. Voi, mio caro Libri, che sapete quali sono i miei sentimenti, quanto poco temo di manifestarli, quanto ho l'animo indipendente, quanto io amil'Italia, mi potete rendere la dovuta giustizia. Noi siamo, è vero, in Toscana, in questa beata Terra, questa Oasis ove molto si concede allo spirito ed ai bisogni del secolo! ma nondimeno siamo sottoposti ad una censura, ci troviamo tra ilfeu croisédi Milano e di Roma; tra il giornale ecclesiastico di Roma e il non meno ultra-fanatico l'Amico d'Italia, che si pubblica in Torino;.... e questa censura, piú per prudenza che per tutt'altro motivo, devesé malgradofrequentemente rigettare o castrare. L'Antologiaha dunque alcune volte dovuto tacere o non dire tutto il suo pensiero; ma parlare contro le proprie dottrine, mai; a questa censura ho dovuto promettere, s'intende, di non stampare ciò che viene da essa rigettato; ma gli ho dichiarato nel tempo medesimo che mai e poi mai nessuna potenza al mondo potrebbe farmi inserire nell'Antologiacose contrarie alle dottrine ch'io tengo ad onore di professare, dottrine conformi ai lumi ed ai bisogni del secolo, ed in particolare modoai bisogni dell'Italia. Questa dichiarazione, ch'io amo di qui ripetere, basterà, lo spero, al sig. Botta per fargli capire quale fu ed è il mio divisamento, e ciò che io aspetto da lui per il maggior lustro dell'Antologia; ma d'altronde quale il freno ch'egli medesimo dovrà imporre in certe occasioni al giusto e nobile suo sdegno. Il discorso del nostro Niccolini, che viene inserito nel fascicolo di ottobre, gli darà la misura dei limiti ove possiamo giungere, e di quelli che non possiamo azzardare di oltrepassare.“LaStoria d'Italiav. g. meritava nell'Antologiauno o piú articoli. Ma tale era l'argomento, che le lodi o le critiche che fossero state fatte, partite da penna veramente italiana, certamente non sarebbero passate alla censura. E poiché l'Antologianon avrebbe potuto parlare dignitosamente e risolutamente del libro del sig. Botta, era meglio tacere: ho avuto piú volte occasione di dirlo al censore.“Del resto voi potete asserire al sig. Botta che se il non essere né dotto, né letterato, mi mette nel caso di dovere frequentemente ricorrere all'assistenza di chi in tante materie ne sa piú di me; io non mi lascio però influenzare da nessuno, e che, in ultima analisi, io solo dirigo il mio giornale.“Venghiamo ora a ciò che concerne la ricompensa. Il sig. Botta conosce lo stato della misera Italia riguardo al commercio letterario. L'Italia non è la Francia, e ancor meno l'Inghilterra. Offrendogli 60 franchi per ogni foglio di 16 pagine dell'Antologia, carattere garamone, offro piú di quello che non ho mai dato a nessuno; e quando egli saprà che ancora non copro le mie spese, non troverà meschina la mia proposizione„.351.Su questo ritornerò altrove, parlando della censura in Toscana.352.1826, tomo XXII, n. 64, aprile, pag. 73.353.1828, tomo XXX, n. 90, giugno, pag. 147.354.1825, tomo XX, n. 60, dicembre, pag. 42.355.Epistolariocit. delLeopardi, vol. III, pag. 200.356.Lettera del 5 gennaio 1824;Epistolariocit., vol. I, pag. 489. — Altri penserà forse ch'io troppo, in proporzione di quello che diede all'Antologia, discorro del Leopardi (che il Tommaséo nell'edizione del 1863 dell'opera sua non ricorda neppure, e in quella del 1864 rammenta (pag. 135) a proposito de' pirati Barbareschi): a me discorrere di lui con certa ampiezza pare opportuno, e perché tocco di alcuni desiderî del Vieusseux riguardanti il giornale, e perché il Leopardi e vicino e lontano sempre guardò con piacere allo svolgersi dell'Antologia.357.Lettera del 15 gennaio 1824;Epistolariocit. delLeopardi, vol. III, pag. 233.358.Lettera del 2 febbraio 1824; Epistolario cit., vol. I, pag. 496.359.M. Tabarrini, inGino Capponi ecc.— Firenze, Barbéra, 1879, pag. 144.360.Nuovo Ricoglitore.— Milano 1826, n. 19, pag. 519. — Non trovo da altri ricordato questo giudizio, notabile perché fu il primo espresso pubblicamente.361.Al Brighenti scriveva: “.... Di che si tratta infine? di mettere in ridicolo le nostre coglionerie, di sferzare i nostri vizi, di avvilire i cattivi, d'incoraggiare i buoni, di stimolare tutti, e sempre con energia ed urbanità, con coraggio e con spirito conciliante, con fermezza e dolcezza tutto ad un tempo. Leopardi, piú grave, piú austero, piú misantropo di voi, potrebbe prendersela coll'egoismo e la immoralità, col fanatismo e l'irreligione, coi nostri sistemi di educazione pubblica e privata, coll'assenza assoluta di vincoli domestici, colla depravazione delle donne, colla mancanza di tutto ciò che piú costituisce il vero cittadino. Voi piú lepido, piú epigrammatico, piú focoso, vi attacchereste ai ridicoli, all'avarizia, al sonettino, all'arcadico, al furfante, al zerbinotto, al pedante, al trecentista. Leopardi sarebbe il vero solitario dell'Appennino, voi l'osservatore cittadino. Le vostre cose riunite formerebbero lo Spettatore italiano. L'Eremita vi risponderebbe. Piú ci penso, piú mi sembra che questi articoli farebbero molto bene al pubblico ed al giornale. Ciascuno di voi mi darebbe un articolo per trimestre, di maniera che in ogni fascicolo ne verrebbe uno che richiamerebbe il precedente e farebbe aspettare con impazienza i seguenti. E chi sa se da Napoli, da Roma, Milano, Genova, Torino, Venezia, non verrebbero fuori altri Osservatori morali. L'Orioli, purché volesse smorzare la sua qualche volta troppo pungente penna, sarebbe ottimo per il nostro proposito — . Ma rammentiamoci tutti che per giovare e farci dar retta, conviene scansare ogni personalità, esser sempre urbani, imparziali, giusti, e scrivere in coscienza.“Ben inteso però che la morale non vi farebbe perder di vista l'industria tipografica libraria, la proprietà letteraria, la ristampa, e la fiera progettata nel centro dell'Italia....„. 15 aprile 1826, Lettera inedita;Carteggio Vieusseuxcit., “Nazionale„, Firenze.362.Lettera del 1º marzo 1826;Epistolariocit. delLeopardi, vol. III, 239.363.Lettera del 4 marzo 1826.Epistolariocit., vol. II, pag. 106.364.Lettera del 16 febbraio 1829.Epistolariocit., vol. II, pag. 355.365.Lettera del 4 marzo 1826.Epistolariocit., vol. II, pag. 105.366.Su 'lSan Benedetto, poema diA. M. Ricci; pag. 71.367.Lettera inedita, Rovereto, 24 febbraio 1826 (della quale una frase trascrissi nel mio volumeLa critica, l'arte, ecc. di N. T.— Firenze, Seeber, 1901, pag. 96; ma una parola vi mutai per distrazione).Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze. — Non sembri errato confrontando la lettera del febbraio e il fascicolo del gennaio, il dire “aveva raccomandato„: quando il Tommaséo scriveva, non ancora era stampato il fascicolo del gennaio.368.Ma altri articoli soscriveva talvoltaN. J., tal'altraN. T., tal'altraT.Egli stesso affermò (Di G. P. Vieusseux, ediz. cit., pag. 113): “Sottoscrivevo alle cose mieK. X. Y.ma talvolta.... altri segni, o segno nessuno: onde non può essere, quanto a me, esatto in tutto l'Indice....„.369.Memorie poetiche e poesie.— Venezia, Gondoliere, 1838, pag. 46.370.Lettera del 10 settembre 1825. Pubblicata daA. BertoldiinRassegna Nazionale, 1901.371.Lettera inedita, Rovereto, 24 febbraio 1826;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.372.Con questi patti: L. 30 al mese per aiutare al Vieusseux nel correggere le bozze dell'Antologia: L. 50 per leriviste: L. 40 per articoli originali; uno al mese.373.Memorie poetiche, ecc., pag. 183.374.Lettera del 1º settembre 1829 al Leopardi;Epistolariocit., vol. III, pag. 264.375.Lettera inedita, Pisa, 13 dicembre 1827;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.376.1826, tomo XXIII, n. 67 luglio, pag. 22.377.Memorie inedite, “Riccardiana„, tomo V, 4 ottobre 1828.378.Memorie ineditecit., “Riccardiana„, tomo V, 19 febbraio, 1833.379.Con che gusto il Tommaséo dovette una volta far credere al Pieri ch'egli fosse per esser convertito da lui al classicismo! Perché il Pieri racconta (Memorie ineditecit., tomo V, 9 luglio 1830): “Ho tentato di convenirlo sul classicismo e sul romanticismo, e su i danni che può recare quest'ultimo alla inesperta e incauta gioventú; ma in quello ch'egli veniva consentendo alle mie proposizioni, è venuto il Valeriani a interrompermi„.380.Lettera inedita, Milano, 6 novembre, 1825;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.381.È curioso il modo con che il Tommaséo, fingendo giudicare altrui, giudicava sé stesso nel rendere conto di un fascicolo dell'Antologia: “No, cosí non si scrive, mio caro K. X. Y. Piú naturalezza ci vuole: ve l'hanno detto anche altri uomini che ne sapevano piú di me, e sia detto con vostra permissione, anche un po' piú di voi. Naturalezza, signor K. X. Y. Il numero, l'eleganza, la forza, la rapidità sono belle parole, ma la naturalezza è qualcosa di piú„. (Nuovo Ricoglitore, Milano, n. 20, agosto 1826 pag. 578).382.Lettera inedita, senza data, ma non di molto posteriore alla venuta del Tommaséo in Firenze;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze. (È scritta in francese).383.Lettera inedita, Pisa, 25 novembre 1825;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze. Cosí gli scriveva: “Farò ogni mio sforzo possibile, tra le occupazioni mie, che poche non sono, di sodisfare al suo desiderio di qualche articolo per l'Antologia. Ma converrebbe che ella mi dicesse su che vorrebbe esser servita. Io ho tarda notizia de' libri che compariscono. Se ella mi dà qualche cenno, la servirò come so e posso....„.384.Lettera inedita, Pisa, 2 gennaio 1826;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.385.Lettera inedita, Pisa, 3 gennaio 1826 (Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze). Cosí gli rispose: “Lo scopo dell'Antologianon deve esser tanto quello di far risaltare qualche difetto di un libro, quanto di far conoscere, meglio che non lo siano state fino adesso, quelle verità che da molti sostenitori dell'oscurantismo e dell'assolutismo vorrebbero esser tenute occulte; e certo è che l'opera del De Staël è molto interessante per chi desidera di meglio conoscere quella macchina maravigliosa di cui l'Inghilterra va superba, e con ragione, ad onta di tanti difetti. Del resto, se le lettere del signor Staëlabondano di anfibologie e di contradizioni, giustizia vuole che chi ragiona di esse ne faccia avvertito il pubblico ed il signor Staël medesimo. Non ho bisogno di dirle, stimatissimo signor professore, che il signor Staël, essendo uno scrittore stimatissimo per le sue ottime intenzioni, il suo amore del vero, l'indipendenza del suo carattere ed i suoi principî liberali, egli meriti tutti i riguardi dell'Antologiae di chi si trova costretto di criticarlo. Tenutissimo le sono poi per la gentilezza usatami nello scrivermi la di lei lettera di ieri. Superflua era questa precauzione: quando mi prendo e mi prenderò la libertà di chiederle un articolo per l'Antologia, non intenderò mai che per motivi particolari ella debba non dire tutta la sua opinione.Giustizia,imparzialità,libertà, ecco la mia divisa; ma se nell'interesse de' principî ch'io tengo ad onore e a dovere di far sostenere e difendere, conviene di dare a uno scritto e ad una critica una certa direzione, confido troppo ne' suoi lumi e nella sua sagacità, per non essere perfettamente tranquillo a questo riguardo„.386.1826, tomo XXI, n. 63, marzo, pag. 1.387.1829, tomo XXXIV, n. 100, aprile, pag. 64.388.Lettera inedita, Pisa, 21 maggio 1827;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.389.Il primo scritto di lui è del giugno del 1826, su laFilosofia della statisticadel Gioia, pag. 72. — Gli articoli suoi segnava con le lettereX. X.Ma nell'Indicenon appaiono sotto il suo nome.390.1832, tomo XLVI, n. 138, giugno, pag. 92. E un altro ne prometteva, che non vide la luce.391.Lettera inedita, senza data, ma forse è del giugno del 1832. Di questo articolo scriveva al Vieusseux: “.... Il desiderio di far cosa veramente utile e concludente, e che nel tempo stesso che è fatta per voi sia anco fatta per me, mi ha fatto prender dai principî l'esame dell'opera del Carmignani, e procedere con un rigore tutto scientifico....„. (Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze).392.Il Giordani, tra gli altri, confessava al Vieusseux non averne potuto capir “niente, niente affatto„.F. Orlando,Carteggi Italiani inediti o rari. — Firenze, Bocca, 1896, serie 1ª, vol. III, pag. 155.393.È bello com'egli descrive inElogi e Biografie. (Firenze, Successori Le Monnier, 1872, pag. 99) la visita fattagli dal Vieusseux.394.1826, tomo XXIII, n. 69, settembre, pag. 94.395.1827, tomo XXVII, n. 81, settembre, pag. 63.396.1826, tomo XXIV, n. 71-72, novembre-dicembre, pagina 218. — Su leInstituzioni di Giustinianoillustrate dalVermiglioli. Ma l'Indicenon lo ricorda sotto il nome di lui.397.Nel 1828, in fondo a un articolo scrisse: “riconosco per miei tutti gli articoli contrassegnati colle inizialiF. S., e che sono stati inseriti dal novembre del 1826...„; 1828, tomo XXXII, n. 95, novembre, pag. 32.398.Con la “Lettera su la direzione degli studî„, inScritti varîdiFrancesco Forti. — Firenze, Cammelli, 1855, pag. 1.399.Lettera del 16 febbraio 1829;Epistolariocit., vol. II, pag. 355.400.Lettera del 24 maggio 1829;Epistolariocit., vol. VI, pag. 38.401.1827, tomo XXV, n. 74, febbraio, pag. 54; e 1828, tomo XXIX, n. 85, gennaio, pag. 54.402.1827, tomo XXVI, n. 78, giugno, pag. 113.403.Lettera inedita al Vieusseux. (Tradotta dal francese). Questo brano fa séguito a quell'altro, ch'io ho ricordato alla pag. 110, ove parla del Tommaséo.404.Di G. P. Vieusseux, ediz. cit., pag. 143.405.1828, tomo XXIX, n. 87, marzo, pag. 70.406.1828, tomo XXXI, n. 92, agosto, pag. 63.407.1832, tomo XLVI, n. 136, aprile, pag. 36. — Per ciò che cito dopo, vedi la pag. 42.408.Lettere dall'esilio di T. M.pubblicate daE. Viterbo. — Roma, 1899, vol. I, pag. 46. — Di qui tolgo le frasi che ricordo senza citazione speciale.409.Questo è del gennaio del 1827, pag. 83, su Pasquale Borelli. E come questo, altri di lui, ch'egli segnavaT. M., non sono compresi nell'Indice.410.1827, tomo XXVII, n. 81, settembre, pag. 36.411.D. Gaspari,Vita di T. M.— Ancona, Morelli, 1888, pag. 33.412.1827, tomo XXVIII, n. 83-84, novembre-dicembre, p. 100.413.1828, tomo XXIX, n. 85, gennaio, pag. 36.414.1828, tomo XXXI, n. 91, luglio, pag. 88; e 1828, tomo XXXI, n. 93, settembre, pag. 1.415.1828, tomo XXXII, n. 94, ottobre, pag. 105.416.1832, tomo XLVII, n. 141, settembre, pag. 53.417.1829, tomo XXXIII, n. 99, marzo, pag. 109.418.1832, tomo XLVI, n. 137, maggio, pag. 62.419.Scritti editi ed ineditidi G.Mazzini, vol. I. — Milano, Daelli, 1861, pag. 17.420.1828, tomo XXXI, n. 91, luglio, pag. 142.421.Scritti editi ed inediticit., vol. cit., pag. 27.422.Lettera del Vieusseux al Leopardi, del 23 febbraio 1830;Epistolariocit. delLeopardi, vol. III, pag. 275.423.Lettera pubblicata da A. De Gubernatis inNuova Antologia, tomo XXII, 1º agosto 1880, pag. 422.424.In un manoscritto inedito del patriota pratese Pier Cironi, che si conserva nella biblioteca delCollegio Cicognini, e che a me fece conoscere il mio buon Preside Paolo Giorgi, perché è una buona bibliografia degli scritti mazziniani, sta scritto: “Gaetano Cioni.... amico di Gian Pietro Vieusseux, dimorando in Pisa nel 1829, serviva di intermediario fra la collaborazione dell'Antologiae G. Mazzini. Ad esso venivano diretti, per mezzo di persona particolare, gli scritti e le prove di stampa, per la inserzione e revisione, che viaggiavano tra Firenze e Genova, e viceversa„.425.Scritti editi ed inediticit., vol. cit., pag. 27.426.Opere varie ineditediM. Pieri. — Firenze, 1851, vol. III, pag. 110.427.Fascicolo V, settembre-ottobre 1829, pag. 441; e fascicolo VI, novembre-dicembre pag. 528.428.Opere.— Firenze, Le Monnier, 1858, vol. III, pag. 257.429.Lettera del 1º febbraio 1830; inLettere di F. D. G.per cura diF. Martini. — Torino, Roux, 1891, vol. I, pag. 21.430.Lettera inedita al Vieusseux, Parma 26 febbraio 1830;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze. — Del Mazzini cosí giudicava: “La sua scrittura non potrà non piacere ai piú, e massime a chi ha l'animo largo, e la mente spregiudicata. La sua veduta può in vero ridursi a un sogno: ed io stesso lo credo tale. E se è vero che la forma della letteratura di un popolo sia chiusa nel germe della sua lingua, non sarà mai che si venga a una letteratura di succo o colore universale, qualora non si voglia aggiungere che ancora tutte le favelle europee si confonderanno un giorno in una sola: il che saria troppo. Ma ad ogni modo i pensamenti di quell'articolo saranno sempre grandi e generosi, e attesteranno uno de' piú splendidi ingegni viventi„.431.1829, tomo XXXVI, n. 107-108, novembre-dicembre pag. 91.432.1830, tomo XXXIX, n. 115, luglio, pag. 37; e 1831, tomo XLIV, n. 130, ottobre, pag. 26.433.Lettera inedita, Napoli, 20 aprile, 1832;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.434.Tomo XXI, pag. 228.435.Opere edite e postume. — Le Monnier, Firenze, 1859, vol. I, pag. 485.436.Lettera inedita di Girolamo Velo al Vieusseux; Roma, 27 dicembre 1824. Cosí gli scriveva: “Ho inteso da D. Pietro Odescalchi, che probabilmente l'Arcadicocesserà coll'anno 1824; e ch'era sua intenzione di giovare al reputato giornale da lei pubblicato. Mi disse d'aver già scritto a Borghesi di mandare pure i suoi articoli all'Antologia, ch'egli avrebbe fatto altrettanto per ciò che riguarda l'archeologia e la medicina. Dietro queste buone disposizioni del Direttore delGiornale Arcadico, io credo ch'ella farà bene di scrivergli subito per interessarlo in di lei favore, e non dubito che si combineranno con reciproca soddisfazione. Non può infatti che accrescer pregio all'Antologiala penna di Borghesi, di Amati, e di altri valenti scrittori. Mi rallegro di veder probabile la riuscita dei suoi desiderî, e cosí le sia dato qualche compenso per le tante fatiche e spese da lei incontrate nella lodevole impresa all'Antologia. Mi diverto leggendo varj articoli dei N.iportati meco, ed attendo con impazienza il fascicolo di Dicembre. Chi è l'Autore che ragionò con profondo sapere sulle opere di Romagnosi e di Tamburini, e segna Λ? La prego di ricordarmi a tutti quei miei conoscenti che compongono la sua deliziosa società del sabbato sera, mentre con vera stima mi dico....„.Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
Mi volgo indietro, e presso ai novant'annivedo che ancor finitala favola non è della mia vita!Soffrii sventure, affanni,molestie, tirannie, frodi ed inganni,con una cifra sol posti adUscita;e ogni men tristo eventoposi adEntrata, e valutai per cento.Quindi al chiuder deiConti,dell'Uscitatrovai maggior l'Entrata;cosí vita viss'io sempre beata.
Mi volgo indietro, e presso ai novant'anni
vedo che ancor finita
la favola non è della mia vita!
Soffrii sventure, affanni,
molestie, tirannie, frodi ed inganni,
con una cifra sol posti adUscita;
e ogni men tristo evento
posi adEntrata, e valutai per cento.
Quindi al chiuder deiConti,
dell'Uscitatrovai maggior l'Entrata;
cosí vita viss'io sempre beata.
Il 1º di gennaio 1849.
Ne resta una copia, tra le carte numerose del Vieusseux, nella “Nazionale„ di Firenze.
205.Ne discorre in una lettera a G. Capponi (1827, tomo XXVI, n. 78, giugno, pag, 24), e in un'altra a M. Pieri (1828, tomo XXXI, n. 93, settembre, pag. 55).
206.Del quale l'Antologiafa parola: (1824, tomo XVI, n. 47, novembre, pag. 113).
207.Non pochi degli articoli suoi segnava con le inizialiA. B., né tutti l'Indiceli ricorda sotto il suo nome.
208.Lettera inedita, Parigi, 1º maggio 1824;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
209.Lettera inedita; Venezia, ottobre 1825.Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
210.VediScrittidiF. D. Guerrazzi. — Firenze, Le Monnier, 1847, pag. 255.
211.Suoi sono gli scritti (né l'Indiceli ricorda) dal 1821 al 1827 compreso, segnati con la siglaL; gli altri, dal 1829 in poi, no: son d'altri, come a suo tempo vedremo.
212.Epistolariocit., vol. II, pag. 179. Lettera del 12 maggio 1816.
213.Non tutti nell'Indicecompaiono gli scritti suoi, ch'egli talvolta segnava con la letteraN, tal altra conX. Vedi, in fondo al volume, la spiegazione delle sigle alla letteraX.
214.Lettera inedita; Milano, 26 aprile 1826;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
215.Prometteva tuttavia, qualche volta; non però che la promessa fatta mantenesse. Né su l'Antologiacomparve in fatti il discorso, di cui al Vieusseux in questa lettera fa parola: “Il discorso ch'io recitai all'Accademia per debito di ufficio è cosa nata dall'occasione, e che meriterebbe di morire con essa. Ma poiché io ve lo promisi, e voi lo desiderate, lasciate che io tornato a Firenze lo faccia meno indegno della pubblica luce„. Tracolle, 10 ottobre 1828. (Lettera inedita delCarteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze).
216.Vedi la lettera a F. Torti, 8 ottobre 1825, inVita e Ricordi di G. B. N., diA. Vannucci, vol. II, pag. 8 e seg.
217.Vedi la lettera al Leopardi, del 7 gennaio 1830;Epistolariocit., vol. III, pag. 272.
218.Talora gli scritti suoi segnava con le inizialiG. G., né tutti compaiono nell'Indice.
219.VediAntologia1828, tomo XXXI, n. 92, agosto, pag. 124.
220.Pag. 167. — Erra il Tommaséo nell'affermare (Di G. P. Vieusseux ecc., ediz. cit., pag. 17) che alle scienze corporee il Vieusseux destinassesin dal 1824una rassegna.
221.Alcuni degli scritti suoi sono segnati con le inizialiC. R.; né questi si leggono sotto il suo nome nell'Indice.
222.1824, tomo XIII, n. 38, febbraio, pag. 181.
223.1829, tomo XXXVI, n. 106, ottobre, pag. 195.
224.1828, tomo XXXII, n. 96, dicembre, pag. 144.
225.Gli scritti suoi, specie se recensioni, segnava con la lettera Z, talvolta con le inizialiG. B. Z., né questi appaiono sotto il suo nome nell'Indice.
226.Piú assai che nell'Indicenon appaiono sono gli scritti suoi, ch'egli segnava con la siglaA. R.; talvolta conR., tal altra conX. Vedi, in fondo al volume, la spiegazione delle sigle, alla letteraX.
227.1821, tomo III, n. 9, settembre, pag. 533.
228.Alla versione d'Omero, a cui doveva unirsi la prosa promessa, ma non mandata, il Capponi premise unavvertimento. Vedi la lettera sua al Vieusseux del 12 settembre 1821;Epistolariocit., vol. I, pag. 128.
229.Epistolariocit., vol. I, pag. 143, lettera del 10 maggio 1822.
230.Epistolariocit., vol. I, pag. 155, lettera del 22 aprile 1823.
231.1825, tomo XVII, marzo, n. 51, pag. 91.
232.Epistolariocit. delFoscolo, vol. I, pag. 8.
233.Non pochi degli scritti suoi, specie se recensioni, firmava con le inizialiU. L.; né sono ricordati nell'Indice.
234.Le prime cose firmò con lo pseudonimo diEllenofiloe diFilogine: ma altre molte, non comprese nell'Indicesotto il suo nome, con le inizialiE. M., oppure con la letteraE.
235.Vedi, ad esempio, le lettere di A. Benci inA. Linaker,La vita e i tempi di E. Mayer. — Firenze, Barbéra, 1898, vol. I, pag. 28 e 43.
236.1829, tomo XXXIV, n. 100, aprile,Agli associati e collaboratori, pag.III.
237.1822, tomo V, n. 13, gennaio,Ai lettori l'editore, pag.VeVI.
238.1822, tomo V, n. 13, gennaio, pag. 17.
239.Nell'Indicedell'Antologiae negliScritti editi e inediti, pochi compaiono degli articoli suoi, ch'egli soleva segnare ora con le inizialiG. C., ora con la letteraY, alcune volte conX(ma quelli cosí segnati non son tutti suoi), cert'altre con l'asterisco “*„. Vedi in fondo al volume la spiegazione delle sigle, alla letteraX.
240.Molti degli articoli suoi firmava con le inizialiE. R., per cui non tutti sono ricordati nell'Indice.
241.1822, tomo V, n. 14, febbraio, pag. 363. Alcuni degli articoli suoi numerosi segnava talvolta con le inizialiF. T. S., tal altra,F. S. T.Né l'Indiceli ricorda.
242.1822, tomo VI, n. 17, maggio, pag. 387. Il Tommaséo, che tocca di questo fatto (Di G. P. Vieusseuxecc., ediz. cit., pag. 33), lo altera, in vero, parecchio. Tra quelli che dubitarono dell'esattezza di quella cifra, fu il Montani, 1822, tomo VI, n. 16, aprile, pag. 24.
243.Dal febbraio del 1822. Gli articoli suoi segnava con le inizialiD. V.; talvolta con la letteraS. Né sono compresi nell'Indicesotto il suo nome. Vedi in fondo al volume la spiegazione delle sigle, alla letteraS.
244.Qualche articolo segnò con la letteraX. — Vedi, in fondo al volume, la spiegazione delle sigle alla letteraX.
245.1822, tomo V, n. 15, marzo, pag. 567.
246.“Vorrei — gli scriveva il dí 27 di gennaio del 1825 — vorrei che.... ogni cosa tua desse vigore ed onore all'Antologia, che è il miglior giornale d'Italia, senza paragone„.Epistolariocit. delGiordani, vol. V, pag. 376.
247.Lettera inedita da Vicenza, 8 dicembre 1822;Carteggio Vieusseux; “Nazionale„, Firenze.
248.Nuovo Ricoglitore, Milano 1826, n. 19 pag. 519. — Rendendo conto di un fascicolo dell'Antologia.
249.Di G P. Vieusseux ecc., ediz. cit., pag. 81.
250.Rispondendo al Vieusseux: “L'amico Leoni mi comunica il paragrafo della sua lettera, che mi riguarda. Mi piace la sua schiettezza, prova sicura di onestà; e le son grato per le sue favorevoli disposizioni. È giusto ch'ellaconosca l'uomoprima d'impegnarsi con lui. Io non confido troppo chequest'uomosarà il piú opportuno pel suo giornale; ma sono quasi certo ch'ella il troverà tale da volersene fare un amico. Intanto mi abbia per suo aff.mo servitore G. Montani.„ — Lettera inedita del 23 novembre 1821.Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
251.1822, tomo V, n. 14 febbraio, pag. 220. Erra, per vero, il Tommaséo nell'affermare (Di G. P. Vieusseux ecc., ediz. cit., pag. 48) che “cominciò nel 1824.... mandare a Firenze suoi scritti„.
252.Frammenti sull'Italia nel 1822 e progetto di confederazione, “Galileiana„, Firenze, 1848, pag. 4.
253.Memorie inedite, “Riccardiana„, tomo IV, 27 marzo 1824.
254.1823, tomo IX, n. 25, gennaio, pag. 73; a proposito dell'IldegondadelGrossi.
255.1825, tomo XX, n. 58, ottobre, pag. 121.
256.1826, tomo XXII, n. 64, aprile, pag. 91. — E altrove (1826, tomo XXIII, n. 67 luglio, pag. 4) lo chiama “l'Achille ed il Rinaldo de' romantici„.
257.Vita scritta da lui medesimo.— Firenze, le Monnier, 1850, vol. II, pag. 20.
258.Il Niccolini diceva (lettera a F. Torti, del 27 agosto 1825, inVita e Ricordi di G. B. N.diA. Vannucci, vol. II, pag. 7) ch'egli era “la colonna dell'Antologia„.
259.Atto Vannuccile raccolse inMemorie di G. M.— Capolago, 1843, pag. 145. Altre ne aggiunse ilDe GubernatisinNuova Antologia, tomo XXII, 15 luglio 1880.
260.1832, tomo XLV, n. 134, febbraio, pag. 143.
261.1826, tomo XXXIII, n. 68, agosto, pag. 105.
262.Quello su 'lCarattaco, tragedia delMason, 1824, tomo XIV, n. 41, maggio, pag. 49.
263.Memorie inedite; “Riccardiana„, tomo IV, 16 giugno 1824.
264.Memorie inedite; “Riccardiana„, tomo I, Roma, 3 ottobre 1811.
265.Voleva egli che lasciasse “quell'enigma diM„, e si facesse conoscere. Mi duole avere dimenticato il luogo dove il Giordani lo dice. Si noti che il nome del Montani non è nell'Indiceneppur rammentato.
266.Lettera al Vieusseux del 16 febbraio 1829;Epistolariocit., vol. II, pag. 354.
267.Lettera del 12 aprile 1829;Epistolariocit., vol. II, pag. 364.
268.Paris, 22 Juillet 1830. Lettera inedita tra le carte del Vieusseux, “Nazionale„, Firenze. (Tradotta dal francese).
269.Al Vieusseux, Août 1826. Lettera inedita delCarteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze. (Tradotta dal francese).
270.Molti de' suoi scritti segnava con le inizialiT. T.; né tutti sono ricordati nell'Indice.
271.Gli articoli suoi soscrivevaFilandro; una volta,Il cieco Patrizio. Nell'Indiceperò non appaiono sotto il suo nome.
272.1821, tomo II, n. 4 aprile, pag. 64. Errano i compilatori dell'Indiceche, senza leggere l'articolo, dissero quella scuola instituita “dal sig.Ferdinando del Rosso„. (Vedi nell'Indicesotto Benci alla pag. 21).
273.Sono suoi quelli scritti che portano le lettereA. G. C.Né tutti l'Indice li ricorda.
274.Incominciò nel settembre del 1822, tomo VII, n. 21, pag. 469. Ma quell'opera, già tutta pensata, non ebbe compimento da lui, che la morte colse di soli 37 anni. È però da notare che il primo suo scritto è su le tragedie della Palli. 1822, tomo V, n. 15 marzo, pag. 484.
275.1822, tomo VIII, n. 22 ottobre, pag. 183.
276.Gli articoli suoi segnava con le inizialiO. T. T.né appaiono nell'Indice.
277.Vedi laPrefazionediL. FornaciarialleOlimpiche ecc.diPindaro, tradotte daC. Lucchesini. — Lucca, Bertini, 1826, pag. 7.
278.Nel maggio del 1825 al prof. Baraldi scriveva: “L'Antologiada qualche tempo non mi piace per le massime antireligiose e antipolitiche che vi sono. È qualche tempo che ne sono disgustato„. Lettera riportata dallaVoce della Verità, n. 591, 16 maggio 1835, nota 10.
279.1822, tomo VIII, n. 23 novembre, pag. 351.
280.Molte delle cose sue segnava con le inizialiS. C.; una volta firmò, fingendosi straniero.Uno(sic)vostro associato. Né tutti sono gli scritti suoi ricordati nell'Indice.
281.1822, tomo VIII, n. 22 ottobre, pag. 169.
282.1823, tomo IX, n. 27 marzo, pag. 125. L'articolo è segnatoD. P.E il Vieusseux, nell'esemplare dell'Antologiache conservasi nella “Nazionale„, di suo pugno vi scrisse il nome di lui. Nel giornale però non appare altra volta.
283.Questo particolare racconta ilTommaséoinG. P. Vieusseux ecc., ediz, cit., pag. 50.
284.La figlia di Curzio Picchena. — Milano, Sonzogno, 1874, pag. 63.
285.Revue des deux mondes, tomo II, deuxième série, pag. 353.
286.Molti degli articoli suoi segnava con le inizialiG. R. P.Né tutti appaiono sotto il suo nome nell'Indice. Il primo suo scritto è del marzo.
287.Gli articoli suoi segnava con le inizialiE. B.; tal altraEm. B.; né tutti sono ricordati nell'Indice.
288.Il primo suo scritto è dell'aprile.
289.La prima volta, nel febbraio del '23, trattò degli Indiani d'America, e firmò co 'l suo nome; la seconda, in una lettera al Vieusseux discorre dell'insegnamento pubblico in Parigi. E porta questa sigla: ****** (1827, tomo XXVIII, n. 82, ottobre, pag. 173).
290.1823, tomo XII, n. 34, ottobre, pag. 118. — A questo aneddoto accenna, mutandolo un po', anche il Tommaséo (Di G. P. Vieusseux, ediz cit., pag. 105) ma non cita l'Antologia.
291.Gli articoli suoi firmava talvoltaV. A.; tal altraT. Q. Z.: né tutti sono ricordati nell'Indice.
292.1823, tomo X, n. 29 maggio, pag. 117.
293.Dal giugno.
294.Dal luglio.
295.1822, tomo V, n. 13 gennaio;Ai lettori l'editore, pag. v.
296.Gli articoli suoi firmava con le inizialiP. C.né tutti l'Indiceli ricorda.
297.1831, tomo XLI, n. 123, marzo, pag. 57. — Per ilTrattato sul sistema livellare, secondo la legislazione e giurisprudenza Toscana.
298.Gli articoli suoi, che dal marzo del 1824 rincontransi numerosi, sono tutti segnati con la siglaA.Ma nell'Indiceuno solo ne appare, che fu sottoscritto da lui co 'l suo nome.
299.1826, tomo XXIII, n. 68, agosto, pag. 147, e numeri seguenti. E questo è il primo scritto di lui.
300.1826, tomo XXIV, n. 71 e 72, novembre e dicembre, pag. 17.
301.1832, tomo XLVI, n. 136, aprile, pag. 32.
302.Memorie inedite, “Riccardiana„, tomo IV, 22 agosto 1823.
303.Memoriecit., tomo IV, 28 agosto 1823.
304.Memoriecit., tomo IV, 6 settembre 1823.
305.Lettera inedita, Parigi, 14 febbraio. (Manca l'anno, ma è certo del 1824, non del 1823, come suppose chi le ordinò. L'articolo del Pieri è infatti del 1824; ed essendo questi venuto in Firenze nell'agosto del 1823, il Lampredi non poteva in suo nome farlo salutare dal Vieusseux nel febbraio).Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
306.1824, tomo XIV, n. 40, aprile, pag. 19. Piú assai che nell'Indicenon appaiano sono gli scritti del Pieri, ch'egli segnava con le inizialiM. P.
307.Memoriecit., tomo IV, 19 ottobre 1823.
308.1826, tomo XXIII, n. 68, agosto, pag. 1.
309.Vedi leLettere di illustri Italiani a Mario Pieri, raccolte daD. Montuori. — Firenze, Le Monnier, 1863, pag. 150 e 257.
310.Vita scritta da lui medesimo.— Firenze, Le Monnier, 1850, vol. II, pag. 49.
311.Da lettera inedita del Capponi al Tommaséo, del 1854; tra quelle alla cui pubblicazione attende il prof. I. Del Lungo co 'l mio aiuto modesto.
312.Lettera del 4 agosto 1824;Epistolariocit. delGiordani, vol. V, pag. 278.
313.Lettera del 6 giugno 1824;Epistolariocit., vol. V, pag. 263.
314.Lettera del 26 luglio 1824;Epistolariocit., vol. V, pag. 275.
315.Lettera del 12 dicembre 1824;Epistolariocit., vol. V, pag. 369.
316.1824, tomo XV, n. 45, settembre, pag. 91, 92.
317.Non so con che prove il Piergili afferma (EpistolariodelLeopardi, vol. III, pag. 279) che il Giordani avrebbe voluto “molestarlo, e anche cacciarlo in bando„. A me, quand'anche il Niccolini non dicesse (Lettera dell'8 ottobre 1825, inVita e Ricordi di G. B. N.ecc., vol. II pag. 8) ch'egli era “legato d'amicizia grandissima col direttore„, basterebbero per mostrarmi il contrario le lettere di lui, anche dopo l'esilio, affettuosissime.
318.Lettera del 16 dicembre 1824;Epistolariocit., vol. V, pag. 371.
319.Lettera del 22 ottobre 1825;F. Orlando,Carteggi Italiani inediti o rari. — Firenze, Bocca, 1892, serie 1ª, vol. II, pag. 116.
320.Lettera del 22 ottobre 1824. InRicordidiM. Bufalinipubblicati daF. Mariotti. — Firenze, Successori Le Monnier, 1875, pag. 509.
321.1825, tomo XVII, n. 49, gennaio, pag. V.
322.“Niun nome — egli scrisse (Vita letteraria del cav. Compagnoni scritta da lui medesimo.— Milano, A. F. Stella, 1834, pag. 47) — parmi avere leLettere di tre Faentini a Pietro Giordanisu quella sua matta idea dell'uomo letterato, che diretta al Marchese Capponi fu dal signor Vieusseux premessa per capo d'anno ad uno de' suoi quaderni dell'Antologiafiorentina. Mirabil cosa! tutti quegli sciolotti, i quali scrivevano nel giornale del sig. Vieusseux, si fecero solleciti a confortare quel buon uomo contra leLettere Faentine, come se fossero state una mazzata caduta sul loro caporione„.
323.Nuovo Ricoglitore, n. 13, gennaio, 1826, pag. 22 e seg. — Contro il Giordani scrisse unDiscorsoanche Jacopo Landoni. — Pesaro, Nobili, 1825. — Del Bianchetti, che al Giordani nell'Antologiacontradisse, dirò altrove.
324.1826, tomo XXI, n. 63, marzo, pag. 147.
325.Lettera inedita al Tommaséo: senza data, ed è unita con la lettera del Tommaséo del 29 aprile 1826;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
326.NellaLetteracit. al Capponi, pag.XV.
327.Lettera del 29 gennaio 1829;Lettere di F. D. Guerrazziper cura diF. Martini. — Torino, Roux, 1891, pag. 16.
328.“.... Uno scrittore magistrale siccome egli è, debbe servire ai tempi e malgrado la loro perversità vincere gli ostacoli, farsi intendere, ché ciò si ottiene alla barba di tutti i censori di questo mondo. E di qualche cosa detta con finezza di accorgimento, piú che con veemenza di scrittore, gli sarà fatto piú merito che non crede, poiché li contemporanei sanno di che si tratta, e la posterità conoscerà per certo l'indole de' tempi e la condizione degli scrittori. Perché dunque privar noi di leggere un articolo stupendo, che onora l'arte l'artista e l'autore, per lo sdegno che lo irrita contro lo spigolismo d'una censura?....„. Venezia, 3 novembre 1832, Lettera inedita;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
329.Lettera del 4 novembre 1832, inLettere di illustri Italiani ad A. Papadopoli, scelte e annotate daG. Gozzi— Venezia, Antonelli, 1886, pag. 129.
330.Parma, 23 ottobre 1832;F. Orlando,Carteggi Italiani inediti o rari, serie 1ª, vol. IV, pagg. 59, 60.
331.Il suo primo scritto è del gennaio del 1825; e gli articoli suoi segnava con le lettereGl. C., come quello, ad esempio, su le carte topografiche del generale Haxo. (1825, tomo XVIII, n. 54, giugno, pag. 192). Discorre di agraria e, tra l'altre cose, degl'Italiani morti in Ispagna, opera del maggiore Camillo Vacani.
332.Gli articoli suoi numerosi segnava con le inizialiG. P.Si noti che il nome di lui non una volta compare nell'Indice.
333.1829, tomo XXXIV, n. 100, aprile, pag. 129.
334.Dal novembre del 1826.
335.Lettera del 25 dicembre 1827;Epistolariocit., vol. VI, pag. 14.
336.1828, tomo XXX, n. 90, giugno, pag. 29.
337.1829, tomo XXXIII, n. 99, marzo, pag. 97.
338.1828, tomo XXIX, n. 85, gennaio, pag. 57.
339.Di G. P. Vieusseux ecc., ediz. cit., pag. 35 e 39.
340.Memorie autografe di un ribelle.— Milano, N. Battezzati, 1873, pag. 123.
341.Scrivendogli: “Non vogliate ascrivere ad ingratitudine o inciviltà il rinvio del biglietto di associazione, da voi generosamente favoritomi, e che troverete qui incluso. È ne' miei principj di nulla volere o prendere di tutto ciò che non mi si deve. Mi martorierebbe inoltre il pensiero d'essere io il solo ad entrargratisin un luogo, ove altri non entra che mediante la giusta e debita retribuzione a chi fondò e sorregge un utilissimo e piacevolissimo istituto„. Lettera inedita del 20 dicembre 1826;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
342.Queste parole nobilissime scriveva il Pepe in un articolo intitolato:Relazione di un viaggio fatto nell'Apruzzo Citeriore dal Cavalier M. Tenore; articolo che doveva comparire nel fascicolo del novembre del 1832 alla pag. 57, e poi fu soppresso dalla Censura, benché in fondo al volume fosse stato annunciato. Si conserva nella “Nazionale„, tra le carte del Vieusseux, con le inconcepibili castrazioni fattevi dal censore. Anche altrove però il Pepe diceva (1829, tomo XXXIV, n. 100, aprile, pag. 129): “dei patiti sudori e perigli non rimasero se non cicatrici con legato di sventure e miserie iniquissime„.
343.Gli articoli suoi segnava oraV. S., oraV. S. M.; talvoltaS.Né tutti l'Indiceli ricorda. Il primo suo scritto importante è del novembre del 1824, su la libera difesa degli accusati. Ma su lo stesso argomento aveva già scritto brevemente nel giugno, annunciando l'opera del Dupin. Vedi in fondo al volume la spiegazione delle sigle, alla letteraS.
344.1829, tomo XXXIX, n. 100, aprile, pag. 64.
345.Lettera inedita a G. P. Vieusseux del 28 novembre 1825.Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
346.Lettera inedita a G. P. Vieusseux, del 28 marzo 1825.Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
347.1827, tomo XXVII, n. 79, luglio, pag. 135.
348.1825, tomo XX, n. 59, novembre, pag. 75.
349.Lettera al Friddani del 2 ottobre 1825, inLettere inedite di C. Bottapubblicate daCaterina Magini. — Firenze, Le Monnier, 1900, pag. 66.
350.Questa lettera fu con tali mutilazioni pubblicata dalla Magini (op. cit., pag. 68) che non sarà discaro al lettore conoscerla qui per intero. “Firenze, 20 ottobre 1825. — Io vi ringrazio, mio caro Libri, della comunicazione fattami della lettera del sig. Botta al sig. Friddani. Con mio sommo piacere sento ch'egli acconsente di scrivere qualche articolo per l'Antologia. Giuste, giustissime sono le osservazioni del sig. Botta, riguardo alle condizioni da stabilirsi: ma egli mi fa torto supponendo che mi potesse venire in mente di aggiungere, o di levare, senza la sua approvazione, qualche cosa dai suoi scritti. Io so quali sono i riguardi dovuti ad uno scrittore come il sig. Botta; che se accadesse, ciò che non credo probabile, che una qualunque siasi proposizione mi sembrasse poco idonea all'indole ed alle condizioni del giornale, gli parteciperei direttamente i miei dubbi, ma sicuramente non mi arbitrerei, né ricorrerei ad altro giudicio che al suo. Ma qui non posso fare a meno di rilevare un passo della lettera del sig. Botta. Egli dice chegli pare che l'Antologia vada per certe attorterie e servilità forestiere.... e che le sue(del sig. Botta)opinioni faran mal suono agli autori dell'Antologia. Mi rincresce che il sig. Botta abbia quest'opinione, e voglio lusingarmi che s'egli mi conoscesse meglio, e s'egli sapesse quanto sudo e fatico per rendere l'Antologiadegna del secolo, quanto è possibile di esserlo a giornale presentemente in Italia, egli penserebbe diversamente. Voi, mio caro Libri, che sapete quali sono i miei sentimenti, quanto poco temo di manifestarli, quanto ho l'animo indipendente, quanto io amil'Italia, mi potete rendere la dovuta giustizia. Noi siamo, è vero, in Toscana, in questa beata Terra, questa Oasis ove molto si concede allo spirito ed ai bisogni del secolo! ma nondimeno siamo sottoposti ad una censura, ci troviamo tra ilfeu croisédi Milano e di Roma; tra il giornale ecclesiastico di Roma e il non meno ultra-fanatico l'Amico d'Italia, che si pubblica in Torino;.... e questa censura, piú per prudenza che per tutt'altro motivo, devesé malgradofrequentemente rigettare o castrare. L'Antologiaha dunque alcune volte dovuto tacere o non dire tutto il suo pensiero; ma parlare contro le proprie dottrine, mai; a questa censura ho dovuto promettere, s'intende, di non stampare ciò che viene da essa rigettato; ma gli ho dichiarato nel tempo medesimo che mai e poi mai nessuna potenza al mondo potrebbe farmi inserire nell'Antologiacose contrarie alle dottrine ch'io tengo ad onore di professare, dottrine conformi ai lumi ed ai bisogni del secolo, ed in particolare modoai bisogni dell'Italia. Questa dichiarazione, ch'io amo di qui ripetere, basterà, lo spero, al sig. Botta per fargli capire quale fu ed è il mio divisamento, e ciò che io aspetto da lui per il maggior lustro dell'Antologia; ma d'altronde quale il freno ch'egli medesimo dovrà imporre in certe occasioni al giusto e nobile suo sdegno. Il discorso del nostro Niccolini, che viene inserito nel fascicolo di ottobre, gli darà la misura dei limiti ove possiamo giungere, e di quelli che non possiamo azzardare di oltrepassare.
“LaStoria d'Italiav. g. meritava nell'Antologiauno o piú articoli. Ma tale era l'argomento, che le lodi o le critiche che fossero state fatte, partite da penna veramente italiana, certamente non sarebbero passate alla censura. E poiché l'Antologianon avrebbe potuto parlare dignitosamente e risolutamente del libro del sig. Botta, era meglio tacere: ho avuto piú volte occasione di dirlo al censore.
“Del resto voi potete asserire al sig. Botta che se il non essere né dotto, né letterato, mi mette nel caso di dovere frequentemente ricorrere all'assistenza di chi in tante materie ne sa piú di me; io non mi lascio però influenzare da nessuno, e che, in ultima analisi, io solo dirigo il mio giornale.
“Venghiamo ora a ciò che concerne la ricompensa. Il sig. Botta conosce lo stato della misera Italia riguardo al commercio letterario. L'Italia non è la Francia, e ancor meno l'Inghilterra. Offrendogli 60 franchi per ogni foglio di 16 pagine dell'Antologia, carattere garamone, offro piú di quello che non ho mai dato a nessuno; e quando egli saprà che ancora non copro le mie spese, non troverà meschina la mia proposizione„.
351.Su questo ritornerò altrove, parlando della censura in Toscana.
352.1826, tomo XXII, n. 64, aprile, pag. 73.
353.1828, tomo XXX, n. 90, giugno, pag. 147.
354.1825, tomo XX, n. 60, dicembre, pag. 42.
355.Epistolariocit. delLeopardi, vol. III, pag. 200.
356.Lettera del 5 gennaio 1824;Epistolariocit., vol. I, pag. 489. — Altri penserà forse ch'io troppo, in proporzione di quello che diede all'Antologia, discorro del Leopardi (che il Tommaséo nell'edizione del 1863 dell'opera sua non ricorda neppure, e in quella del 1864 rammenta (pag. 135) a proposito de' pirati Barbareschi): a me discorrere di lui con certa ampiezza pare opportuno, e perché tocco di alcuni desiderî del Vieusseux riguardanti il giornale, e perché il Leopardi e vicino e lontano sempre guardò con piacere allo svolgersi dell'Antologia.
357.Lettera del 15 gennaio 1824;Epistolariocit. delLeopardi, vol. III, pag. 233.
358.Lettera del 2 febbraio 1824; Epistolario cit., vol. I, pag. 496.
359.M. Tabarrini, inGino Capponi ecc.— Firenze, Barbéra, 1879, pag. 144.
360.Nuovo Ricoglitore.— Milano 1826, n. 19, pag. 519. — Non trovo da altri ricordato questo giudizio, notabile perché fu il primo espresso pubblicamente.
361.Al Brighenti scriveva: “.... Di che si tratta infine? di mettere in ridicolo le nostre coglionerie, di sferzare i nostri vizi, di avvilire i cattivi, d'incoraggiare i buoni, di stimolare tutti, e sempre con energia ed urbanità, con coraggio e con spirito conciliante, con fermezza e dolcezza tutto ad un tempo. Leopardi, piú grave, piú austero, piú misantropo di voi, potrebbe prendersela coll'egoismo e la immoralità, col fanatismo e l'irreligione, coi nostri sistemi di educazione pubblica e privata, coll'assenza assoluta di vincoli domestici, colla depravazione delle donne, colla mancanza di tutto ciò che piú costituisce il vero cittadino. Voi piú lepido, piú epigrammatico, piú focoso, vi attacchereste ai ridicoli, all'avarizia, al sonettino, all'arcadico, al furfante, al zerbinotto, al pedante, al trecentista. Leopardi sarebbe il vero solitario dell'Appennino, voi l'osservatore cittadino. Le vostre cose riunite formerebbero lo Spettatore italiano. L'Eremita vi risponderebbe. Piú ci penso, piú mi sembra che questi articoli farebbero molto bene al pubblico ed al giornale. Ciascuno di voi mi darebbe un articolo per trimestre, di maniera che in ogni fascicolo ne verrebbe uno che richiamerebbe il precedente e farebbe aspettare con impazienza i seguenti. E chi sa se da Napoli, da Roma, Milano, Genova, Torino, Venezia, non verrebbero fuori altri Osservatori morali. L'Orioli, purché volesse smorzare la sua qualche volta troppo pungente penna, sarebbe ottimo per il nostro proposito — . Ma rammentiamoci tutti che per giovare e farci dar retta, conviene scansare ogni personalità, esser sempre urbani, imparziali, giusti, e scrivere in coscienza.
“Ben inteso però che la morale non vi farebbe perder di vista l'industria tipografica libraria, la proprietà letteraria, la ristampa, e la fiera progettata nel centro dell'Italia....„. 15 aprile 1826, Lettera inedita;Carteggio Vieusseuxcit., “Nazionale„, Firenze.
362.Lettera del 1º marzo 1826;Epistolariocit. delLeopardi, vol. III, 239.
363.Lettera del 4 marzo 1826.Epistolariocit., vol. II, pag. 106.
364.Lettera del 16 febbraio 1829.Epistolariocit., vol. II, pag. 355.
365.Lettera del 4 marzo 1826.Epistolariocit., vol. II, pag. 105.
366.Su 'lSan Benedetto, poema diA. M. Ricci; pag. 71.
367.Lettera inedita, Rovereto, 24 febbraio 1826 (della quale una frase trascrissi nel mio volumeLa critica, l'arte, ecc. di N. T.— Firenze, Seeber, 1901, pag. 96; ma una parola vi mutai per distrazione).Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze. — Non sembri errato confrontando la lettera del febbraio e il fascicolo del gennaio, il dire “aveva raccomandato„: quando il Tommaséo scriveva, non ancora era stampato il fascicolo del gennaio.
368.Ma altri articoli soscriveva talvoltaN. J., tal'altraN. T., tal'altraT.Egli stesso affermò (Di G. P. Vieusseux, ediz. cit., pag. 113): “Sottoscrivevo alle cose mieK. X. Y.ma talvolta.... altri segni, o segno nessuno: onde non può essere, quanto a me, esatto in tutto l'Indice....„.
369.Memorie poetiche e poesie.— Venezia, Gondoliere, 1838, pag. 46.
370.Lettera del 10 settembre 1825. Pubblicata daA. BertoldiinRassegna Nazionale, 1901.
371.Lettera inedita, Rovereto, 24 febbraio 1826;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
372.Con questi patti: L. 30 al mese per aiutare al Vieusseux nel correggere le bozze dell'Antologia: L. 50 per leriviste: L. 40 per articoli originali; uno al mese.
373.Memorie poetiche, ecc., pag. 183.
374.Lettera del 1º settembre 1829 al Leopardi;Epistolariocit., vol. III, pag. 264.
375.Lettera inedita, Pisa, 13 dicembre 1827;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
376.1826, tomo XXIII, n. 67 luglio, pag. 22.
377.Memorie inedite, “Riccardiana„, tomo V, 4 ottobre 1828.
378.Memorie ineditecit., “Riccardiana„, tomo V, 19 febbraio, 1833.
379.Con che gusto il Tommaséo dovette una volta far credere al Pieri ch'egli fosse per esser convertito da lui al classicismo! Perché il Pieri racconta (Memorie ineditecit., tomo V, 9 luglio 1830): “Ho tentato di convenirlo sul classicismo e sul romanticismo, e su i danni che può recare quest'ultimo alla inesperta e incauta gioventú; ma in quello ch'egli veniva consentendo alle mie proposizioni, è venuto il Valeriani a interrompermi„.
380.Lettera inedita, Milano, 6 novembre, 1825;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
381.È curioso il modo con che il Tommaséo, fingendo giudicare altrui, giudicava sé stesso nel rendere conto di un fascicolo dell'Antologia: “No, cosí non si scrive, mio caro K. X. Y. Piú naturalezza ci vuole: ve l'hanno detto anche altri uomini che ne sapevano piú di me, e sia detto con vostra permissione, anche un po' piú di voi. Naturalezza, signor K. X. Y. Il numero, l'eleganza, la forza, la rapidità sono belle parole, ma la naturalezza è qualcosa di piú„. (Nuovo Ricoglitore, Milano, n. 20, agosto 1826 pag. 578).
382.Lettera inedita, senza data, ma non di molto posteriore alla venuta del Tommaséo in Firenze;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze. (È scritta in francese).
383.Lettera inedita, Pisa, 25 novembre 1825;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze. Cosí gli scriveva: “Farò ogni mio sforzo possibile, tra le occupazioni mie, che poche non sono, di sodisfare al suo desiderio di qualche articolo per l'Antologia. Ma converrebbe che ella mi dicesse su che vorrebbe esser servita. Io ho tarda notizia de' libri che compariscono. Se ella mi dà qualche cenno, la servirò come so e posso....„.
384.Lettera inedita, Pisa, 2 gennaio 1826;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
385.Lettera inedita, Pisa, 3 gennaio 1826 (Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze). Cosí gli rispose: “Lo scopo dell'Antologianon deve esser tanto quello di far risaltare qualche difetto di un libro, quanto di far conoscere, meglio che non lo siano state fino adesso, quelle verità che da molti sostenitori dell'oscurantismo e dell'assolutismo vorrebbero esser tenute occulte; e certo è che l'opera del De Staël è molto interessante per chi desidera di meglio conoscere quella macchina maravigliosa di cui l'Inghilterra va superba, e con ragione, ad onta di tanti difetti. Del resto, se le lettere del signor Staëlabondano di anfibologie e di contradizioni, giustizia vuole che chi ragiona di esse ne faccia avvertito il pubblico ed il signor Staël medesimo. Non ho bisogno di dirle, stimatissimo signor professore, che il signor Staël, essendo uno scrittore stimatissimo per le sue ottime intenzioni, il suo amore del vero, l'indipendenza del suo carattere ed i suoi principî liberali, egli meriti tutti i riguardi dell'Antologiae di chi si trova costretto di criticarlo. Tenutissimo le sono poi per la gentilezza usatami nello scrivermi la di lei lettera di ieri. Superflua era questa precauzione: quando mi prendo e mi prenderò la libertà di chiederle un articolo per l'Antologia, non intenderò mai che per motivi particolari ella debba non dire tutta la sua opinione.Giustizia,imparzialità,libertà, ecco la mia divisa; ma se nell'interesse de' principî ch'io tengo ad onore e a dovere di far sostenere e difendere, conviene di dare a uno scritto e ad una critica una certa direzione, confido troppo ne' suoi lumi e nella sua sagacità, per non essere perfettamente tranquillo a questo riguardo„.
386.1826, tomo XXI, n. 63, marzo, pag. 1.
387.1829, tomo XXXIV, n. 100, aprile, pag. 64.
388.Lettera inedita, Pisa, 21 maggio 1827;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
389.Il primo scritto di lui è del giugno del 1826, su laFilosofia della statisticadel Gioia, pag. 72. — Gli articoli suoi segnava con le lettereX. X.Ma nell'Indicenon appaiono sotto il suo nome.
390.1832, tomo XLVI, n. 138, giugno, pag. 92. E un altro ne prometteva, che non vide la luce.
391.Lettera inedita, senza data, ma forse è del giugno del 1832. Di questo articolo scriveva al Vieusseux: “.... Il desiderio di far cosa veramente utile e concludente, e che nel tempo stesso che è fatta per voi sia anco fatta per me, mi ha fatto prender dai principî l'esame dell'opera del Carmignani, e procedere con un rigore tutto scientifico....„. (Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze).
392.Il Giordani, tra gli altri, confessava al Vieusseux non averne potuto capir “niente, niente affatto„.F. Orlando,Carteggi Italiani inediti o rari. — Firenze, Bocca, 1896, serie 1ª, vol. III, pag. 155.
393.È bello com'egli descrive inElogi e Biografie. (Firenze, Successori Le Monnier, 1872, pag. 99) la visita fattagli dal Vieusseux.
394.1826, tomo XXIII, n. 69, settembre, pag. 94.
395.1827, tomo XXVII, n. 81, settembre, pag. 63.
396.1826, tomo XXIV, n. 71-72, novembre-dicembre, pagina 218. — Su leInstituzioni di Giustinianoillustrate dalVermiglioli. Ma l'Indicenon lo ricorda sotto il nome di lui.
397.Nel 1828, in fondo a un articolo scrisse: “riconosco per miei tutti gli articoli contrassegnati colle inizialiF. S., e che sono stati inseriti dal novembre del 1826...„; 1828, tomo XXXII, n. 95, novembre, pag. 32.
398.Con la “Lettera su la direzione degli studî„, inScritti varîdiFrancesco Forti. — Firenze, Cammelli, 1855, pag. 1.
399.Lettera del 16 febbraio 1829;Epistolariocit., vol. II, pag. 355.
400.Lettera del 24 maggio 1829;Epistolariocit., vol. VI, pag. 38.
401.1827, tomo XXV, n. 74, febbraio, pag. 54; e 1828, tomo XXIX, n. 85, gennaio, pag. 54.
402.1827, tomo XXVI, n. 78, giugno, pag. 113.
403.Lettera inedita al Vieusseux. (Tradotta dal francese). Questo brano fa séguito a quell'altro, ch'io ho ricordato alla pag. 110, ove parla del Tommaséo.
404.Di G. P. Vieusseux, ediz. cit., pag. 143.
405.1828, tomo XXIX, n. 87, marzo, pag. 70.
406.1828, tomo XXXI, n. 92, agosto, pag. 63.
407.1832, tomo XLVI, n. 136, aprile, pag. 36. — Per ciò che cito dopo, vedi la pag. 42.
408.Lettere dall'esilio di T. M.pubblicate daE. Viterbo. — Roma, 1899, vol. I, pag. 46. — Di qui tolgo le frasi che ricordo senza citazione speciale.
409.Questo è del gennaio del 1827, pag. 83, su Pasquale Borelli. E come questo, altri di lui, ch'egli segnavaT. M., non sono compresi nell'Indice.
410.1827, tomo XXVII, n. 81, settembre, pag. 36.
411.D. Gaspari,Vita di T. M.— Ancona, Morelli, 1888, pag. 33.
412.1827, tomo XXVIII, n. 83-84, novembre-dicembre, p. 100.
413.1828, tomo XXIX, n. 85, gennaio, pag. 36.
414.1828, tomo XXXI, n. 91, luglio, pag. 88; e 1828, tomo XXXI, n. 93, settembre, pag. 1.
415.1828, tomo XXXII, n. 94, ottobre, pag. 105.
416.1832, tomo XLVII, n. 141, settembre, pag. 53.
417.1829, tomo XXXIII, n. 99, marzo, pag. 109.
418.1832, tomo XLVI, n. 137, maggio, pag. 62.
419.Scritti editi ed ineditidi G.Mazzini, vol. I. — Milano, Daelli, 1861, pag. 17.
420.1828, tomo XXXI, n. 91, luglio, pag. 142.
421.Scritti editi ed inediticit., vol. cit., pag. 27.
422.Lettera del Vieusseux al Leopardi, del 23 febbraio 1830;Epistolariocit. delLeopardi, vol. III, pag. 275.
423.Lettera pubblicata da A. De Gubernatis inNuova Antologia, tomo XXII, 1º agosto 1880, pag. 422.
424.In un manoscritto inedito del patriota pratese Pier Cironi, che si conserva nella biblioteca delCollegio Cicognini, e che a me fece conoscere il mio buon Preside Paolo Giorgi, perché è una buona bibliografia degli scritti mazziniani, sta scritto: “Gaetano Cioni.... amico di Gian Pietro Vieusseux, dimorando in Pisa nel 1829, serviva di intermediario fra la collaborazione dell'Antologiae G. Mazzini. Ad esso venivano diretti, per mezzo di persona particolare, gli scritti e le prove di stampa, per la inserzione e revisione, che viaggiavano tra Firenze e Genova, e viceversa„.
425.Scritti editi ed inediticit., vol. cit., pag. 27.
426.Opere varie ineditediM. Pieri. — Firenze, 1851, vol. III, pag. 110.
427.Fascicolo V, settembre-ottobre 1829, pag. 441; e fascicolo VI, novembre-dicembre pag. 528.
428.Opere.— Firenze, Le Monnier, 1858, vol. III, pag. 257.
429.Lettera del 1º febbraio 1830; inLettere di F. D. G.per cura diF. Martini. — Torino, Roux, 1891, vol. I, pag. 21.
430.Lettera inedita al Vieusseux, Parma 26 febbraio 1830;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze. — Del Mazzini cosí giudicava: “La sua scrittura non potrà non piacere ai piú, e massime a chi ha l'animo largo, e la mente spregiudicata. La sua veduta può in vero ridursi a un sogno: ed io stesso lo credo tale. E se è vero che la forma della letteratura di un popolo sia chiusa nel germe della sua lingua, non sarà mai che si venga a una letteratura di succo o colore universale, qualora non si voglia aggiungere che ancora tutte le favelle europee si confonderanno un giorno in una sola: il che saria troppo. Ma ad ogni modo i pensamenti di quell'articolo saranno sempre grandi e generosi, e attesteranno uno de' piú splendidi ingegni viventi„.
431.1829, tomo XXXVI, n. 107-108, novembre-dicembre pag. 91.
432.1830, tomo XXXIX, n. 115, luglio, pag. 37; e 1831, tomo XLIV, n. 130, ottobre, pag. 26.
433.Lettera inedita, Napoli, 20 aprile, 1832;Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.
434.Tomo XXI, pag. 228.
435.Opere edite e postume. — Le Monnier, Firenze, 1859, vol. I, pag. 485.
436.Lettera inedita di Girolamo Velo al Vieusseux; Roma, 27 dicembre 1824. Cosí gli scriveva: “Ho inteso da D. Pietro Odescalchi, che probabilmente l'Arcadicocesserà coll'anno 1824; e ch'era sua intenzione di giovare al reputato giornale da lei pubblicato. Mi disse d'aver già scritto a Borghesi di mandare pure i suoi articoli all'Antologia, ch'egli avrebbe fatto altrettanto per ciò che riguarda l'archeologia e la medicina. Dietro queste buone disposizioni del Direttore delGiornale Arcadico, io credo ch'ella farà bene di scrivergli subito per interessarlo in di lei favore, e non dubito che si combineranno con reciproca soddisfazione. Non può infatti che accrescer pregio all'Antologiala penna di Borghesi, di Amati, e di altri valenti scrittori. Mi rallegro di veder probabile la riuscita dei suoi desiderî, e cosí le sia dato qualche compenso per le tante fatiche e spese da lei incontrate nella lodevole impresa all'Antologia. Mi diverto leggendo varj articoli dei N.iportati meco, ed attendo con impazienza il fascicolo di Dicembre. Chi è l'Autore che ragionò con profondo sapere sulle opere di Romagnosi e di Tamburini, e segna Λ? La prego di ricordarmi a tutti quei miei conoscenti che compongono la sua deliziosa società del sabbato sera, mentre con vera stima mi dico....„.Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.