Chapter 2

Attraverso il fumo acciecante che salevedo vibrare i corpi orlati d'oro degli ufficiali,i cui comandi stridentiinfiammano le ultime tracce violacee dell'ombra.Poi, bruscamente, non vedo più che le loro bocchetorride,accanto alle torride bocche vomitantidei cannoni!…Fragore enorme d'un milione di echi,fracassati, crollanti, polverizzati!

Gli echi si sparpagliano in petardi diabolici, vasta polifonia dominata dalla voce selvaggia degli artiglieri solari.

__Gli artiglieri solari.__

Bisogna mirar dritto e tirar tutti insieme al disopra dei terrapieni di quella nuvola, su quelle immense macchie bianche che coprono qua e là i serpenti sfolgoranti dei binari! Maledetti specchi acciecanti delle risaie, da cui la luce rimbalza rabbiosamente!… Vedete, là, vicino alle rotaie? Mirate al centro! Facilmente si sbaglia! Non v'è modo di regolare il nostro gran tiro obliquo! Scendiamo più in basso, e puntiamo su quella gialla scarpata di bruma 300 bocche da fuoco! Coroniamo di batterie solari quelle colline di vapori incendiati! Così si potrà calcolare l'alzo di tutti i cannoni e spazzar le rotaie d'un colpo solo…. Puntate questo cannone contro la saracinesca aperta di quella nuvola fortificata! E sfondate, suvvia, quella trincea di raggi rossi!… Impossibile! Quel maledetto uccello bianco ci balla davanti agli occhi, e ad ogni istante ci taglia la linea dei tiri!…

__Io.__

Miserabile folla di femmine chiassose,inutilmente, inutilmente spingetecome una gialla marea l'ammasso cenciosodei vostri corpi sudantisulle affascinanti rotaie!Le vostre nudità che sprizzanofuori dalla tela bianca e follesi lacerano invanoin gesti e in grida convulsi, battendoi sassi carbonizzati della ferrovia!Squarciate, squarciate purecontro la terrale vostre povere poppe sballottate,otri goccianti di sudore,sotto la pioggia fangosa dei vostri capelli agglutinati!Unite pure lo sforzo dei dentiallo sforzo dell'unghie insanguinate!Nulla potrà impedire che regni la guerra!Donne, fanciulle, cadete ad una ad una,e a mucchi, e a centinaia,sotto il fischiar degli obiciche vi scagliano i soli!

Ma non fuggite. Cresce la vostra folla. Un immenso arruffio di camiciole e di corsetti stracciati copre i sentieri fra le esplosioni delle risaie, spaccate dai proiettili…. Il cielo ha munizioni abbondanti! Guardate quei treni di nebbia violacea che passano all'orizzonte! I loro lenti vagoni sono pieni d'accumulatori atmosferici e di tempestosa dinamite! Artiglieri dello zenit! Raddoppiate il tiro! La canaglia strappò già 200 metri di binario!… Batterie di Soli! non riuscirete dunque mai a spazzare la strada ferrata! Io v'aiuterò!… Su, su, motore, centuplica i battiti focosi delle tue arterie metalliche! Io mi slancio orizzontalmente, quasi rasente terra, fra questa vasta mèsse di femmine, zucche e melloni chiomati…. Ecco: la mia ala destra, con un gran colpo di falce ne decàpita un centinaio!…

Oh! rabbia!… E' troppo tardi! Odo il grido straziante, straziato, della prima locomotiva…. Grido verdegiallo, getto di bile e di veleno che sale dritto nella luce viva! Grido guerriero della prima locomotiva, ferro rovente che brucia il corpo convulso del treno! Treno carico di soldati…. Cinquanta vagoni, anelli colossali di una formidabile catena che risuona lugubremente nell'uscir dalla terra! Giro velocemente, e con un altro colpo roteante di falce la mia ala sinistra riprende con gioia la sanguinosa mietitura, decapitando 1000 femmine in fila lungo il binario che vibra. Urrà! E' finito!… La terra ha paura e trema…. Il convoglio sale, gonfiando il suo gran dorso di rumore e il suo pennacchio di fumo che vela per un momento i 200 soli puntati, vomitanti la morte….

Vicino, a 50 metri, ecco il petto favolosamente tragico della macchina!… O gran petto opprimente che ti gonfi colle scosse e i sussulti d'un'asma di gigante! Singulto tuonante che respinge le nubi con urti bruschi, in uno sforzo continuo di soffiare, per respirar meglio, tra i grossi materassi del caldo che crollano giù in valanga!… Il treno rallenta cauto, sprizzando dai finestrini 10000 teste che urlano….

A destra e a sinistra, le folte file delle donne decapitate, come altrettanti inaffiatoi agitati piovono un roseo squisito tepore di sangue sopra i vagoni, ceste di ferro ricolme di frutti vivi. Avanti, treno rosso! I due grandi ventagli di donne scarlatte schizzano orrore sulla folla in delirio che avviluppa la casa del cantoniere…. La folla s'ingolfa per la porta scoppiata, come una tortuosa gomena che s'accanisca a passare per la cruna d'un ago…. Il primo gruppo che entra riempie la casa d'un albero bizzarro, mostruoso, agitato da un vento di follia. Albero dalle liane vive, che s'annodano e s'intrecciano destramente per espandersi alfine sulla terrazza e giù dal parapetto, in grappoli vermigli dagli àcini urlanti!… Ma è tanto violenta la spinta, che la terrazza, come un vaso, subitamente trabocca….

E' una cascata umana che precipitagiùaccelerando così la marea che sale e poi ricadegiù.Nulla può fermare, oramai,il getto forte della fontana di sanguee il suo pennacchio abbondantee la sua grandine enorme di facce sfracellatesull'immensa campagna assetata che la beve.

5.

Io salgo con balzi veementi su, su, verso le nuvole del tramonto, gran diga d'ombra dietro la quale s'ammassa l'acqua trèmula e dorata della sera…. Nell'avanzarmi, scorgo attraverso la rosa turbinante dell'elica, e lontano lontano, quell'acqua dorata che sussulta, trabocca e cola veloce pel piano inclinato del cielo, tutta d'un pezzo, massiccia…. O ebbrezza dei miei occhi che la bevono! Grida purpuree di gioia stupefacente…. L'orizzonte intero vacilla per l'entusiasmo nell'enorme ondata di liquido oro che viene da Porto d'Anzio….

Più stupida d'una tacchina, la Campagna romana fa la ruota sotto di me, spiegando la sua coda immensa di ginestre ocellata di tombe…. Ma l'ironico mare, luminoso e dorato, le dà una lezione di futurismo, suggerendo insolentemente la visione d'una vasta officina elettrica dal pavimento lucido…. I suoi isolotti color di rame, sono chiomati di scintille, come dinamo…. Quasi mi sembra di udirne l'esaltante ronzìo….

Mi fermo sopra Roma, all'intersecazione solenne delle strade celesti, felice di essere in mezzo al gran popolo simbolico e mutevole delle Nuvole.

Perchè s'affretta così quel piccolo cirro elegante, snello e biondo chierico dalla sottana rossa e dalla cotta bianca? Ora s'inginocchia sui gradini del cielo…. A lui fu dato l'incarico d'accendere tutti i ceri delle costellazioni.

Ecco il loro direttore spirituale: un nuvolone nero, panciuto e solenne che semina nella brezza ipocrite benedizioni e sorrisi dolciastri…. Non è più che un pesante idolo obeso con quattro paia di braccia tutte convulse di lampi.

Ma nulla agguaglia il disgusto che m'ispira quella nube porcina e bigotta dalla quadruplice pappagorgia…. Sdraiata sull'orizzonte occidentale, finge di sonnecchiare; con la bocca spalancata rasente le onde che sembrano denti su cui, ecco, ora passa una lingua di fuoco giallo…. Consolatevi, occhi miei, sulla delicatezza di quelle nuvolette color di rosa, agili e leggiere…. Accorrono da tutte le parti, felici e affascinate, si dànno la mano e ballano in tondo, intorno a me e certamente per me solo!… Mi sfiorano…. Potrò forse gustare il loro bacio delirante?… Oh! dispetto! Già s'allontanano, bizzarre, capricciose, indecise….

Ritorna il vento ballerino, e il suo ritmo di danza eccita i piedi flosci delle nuvole che si raddrizzano con eleganza. Ondeggiano i loro fianchi orlati d'oro…. Com'è bello quel braccio che s'inarca con grazia squisita, salendo verso il rocchio di fuoco abbagliante! No! No! Non mi è mai accaduto d'ammirare dei fianchi di nuvole così languidi E quell'ascella color di rosa e nera?… Donna o nube, non so…. Il suo bel corpo vorrebbe fondersi a volta a volta e disfarsi sparpagliandosi…. La nuvola si sdraia prodigalmente per offrirsi meglio, e per me solo le sue belle poppe pesanti si gonfiano di desiderio….

Oh! ma perché fuggite, belle nubi carnali?Perché vi coprite il seno e il bel ventretondo,con tanta castità spirituale, immateriale?Temete il sole? Al diavolo il sole brutaleche all'orizzonte impone il suo sesso roventefuori da quei lenti panneggiamenti di vapori nerastrilamellati di lampi!…Il temporale sta per scoppiarecome una foia spaventevole!E' infatti la lussuria elettrica del cieloche mette in fuga le nuvole vergini e sagge…Fuggono così rapide, che lasciano sul mareuna miracolosa mantiglia di lustrini azzurriancora pronta ad avvolgeredivine forme aeree.

Fuggono così rapide, che lasciano laggiù su quello scoglio un garofano rosso urlante di passione, e più lontano quei due, tre, quattro tamburelli d'echi vibranti e ridenti che continuano, ancora il loro ritmo gaudioso e i loro saltellanti arpeggi di baci.

A guancie gonfie, il vento soffia per infiammare d'amore i vetri infocati di quella città che svanisce subitamente…. Il vento torna poi a spingere il mare con le sue balle di stracci turchini che si trasformano a poco a poco, in chiare vele di carta!…

Dov'è adesso quel donnaiolo? Lontanissimo, là, tra quelle gonne di fumo rosate, spiraleggianti, già imbrattate di notte, ma ancora bellamente variopinte delle macchie dell'ultima orgia solare! Io v'inseguo pattinando sull'azzurro lavato e lucido, o belle nuvole carezzevoli, e ficco il naso nel caldo sventolìo delle vostre seriche vesti, allorchè vi fermate bruscamente, per eccitarmi con uno sguardo obliquo, o per graffiarmi colle vostre unghie di pioggia lucente.

Cessate dunque di ridere e di ballare! Questa sera non è una sera d'amore, ma di battaglia, o piuttosto è una sera di caccia e di pesca abbondante! Correte via presto, e lasciatemi in pace, con le vostre sferzanti carezze bagnate…. Guardate! Il vento esce nudo dal mare offrendovi il suo bel corpo salato…. Divertitevi!

Io devo correre adesso laggiù, a quelle roccie che emergono lugubremente dalla nebbia violacea, Là nelle vaste paludi del Vaticano, andrò a cercare la grossa Foca Verniciata di candore d'avorio e di luce divina: il Papa!

Che fetida atmosfera! E' il tuo alito, o vecchia asmatica foca, poichè respiri con grande stento fuori dall'acqua suppurante! O Papa, carceriere della terra, o sorcio mostruoso delle fogne del cuore, vecchio scarafaggio nutrito d'immondizie, pistillo osceno nella corolla d'una veste talare, battaglio di campana funerea! Tu respiri a stento, congestionato per aver mangiato tutto il divino del mondo, tutto l'allettevole azzurro delle anime! Monopolizzatore dell'ideale umano, io denuncio, il trust infame che hai fatto di tutte le energie terrestri!

Ma a che serve moltiplicare le immagini schifose e le definizioni sinistre? Foca! Tu sei una foca, ma non ammaestrata nè divertente! E non sapresti intrattenere una platea giocando alla palla con la tua tiara costellata, Sei piuttosto un topaccio di fogna…. No!… No!… rinuncio volentieri al mio genio creatore, e preferisco finalmente plagiare, come non feci mai! Ti riappiccico in faccia, l'immagine universale, rimasticata da tutti gli oratori anticlericali: Tu sei per loro il corvo dei corvi della Terra, cimitero ruzzolante!…

Le nevi millenarie t'imbiancarono la peluria, ma la punta delle tue penne è rimasta nera. Cranio duro, esecrabile paracarro, contro di te sì sfracella il radiatore impetuoso dello spirito!… Dalla mia altezza ti vedo guazzare come un'anitra gigantesca nella scarlatta pozzanghera dei cardinali, e poi entrare in uno stagno violetto di vescovi, e poi troneggiare in un gran letamaio di monaci e di preti….

Intorno a te s'affollano i corvi tuoi fratelli, nei fuligginosi giardini del Vaticano…. Ticchettìo di becchi, sbattere d'ali nere e di sottane bagnate, avviluppate da un vapore fosforescente di nebbia sospetta. E' questa, veramente, la più sorniona e cauta delle sere preferite dai demoni…. sera medioevale piena di lampi algebrici in cui colano occhi di liquirizia sotto la frangia delle nuvole…. Intanto i vostri sessi incartapecoriti, o prelati, devon sognare d'una grassa puttana, a cui il vento sollevi le gonne e che ruzzoli col suo gran deretano ignudo—luna piena!— giù nei cupi sagrati delle vostre chiese! Ma no…. Sono io, sono io che precipito dall'alto sulle vostre sudanti tonsure! Un volo planato?… Una valanga, piuttosto, o la folgore stessa! E non vi lascio il tempo di mettere al riparo il vostro pesante vecchiaccio dai piedi palmati!

E' semplicissimo…. Guardate! Come una forte gru metallica, io svolgo tra le mie due ruote una catena di ferro, munita d'una trappola a molla, e la calo entro la stiva del Vaticano!… Braccio nodoso, chela di granchio mostruoso…. E' semplicissimo…. Guardate: la trappola si richiude, e io tiro, tiro lentissimamente, su, su, codesta balla pesantissima di corone da rosario, di crocifissi, di scapolari…. È un papa! Un vero papa! E' il Santo Pontefice in persona!

O mio motore, hai ragione se sussulti di rabbia, e se tossisci e sputi!… E' il tuo modo di disapprovarmi! Ti fa schifo, la mia pesca?… Suvvia! Vomita il tuo olio caldo, per onorare l'immonda zavorra che t'impongo!

Coà! Coà! Coà! Tutti i corvi si agitano, impauriti, acciecati, dallo splendore delle mie vaste ali bianche, che salgono ornando l'azzurro. Ed ecco la pioggia, che piomba giù bruscamente, a cascate, dalle fessure delle nuvole! Frana del cielo sfasciato, torrente fangoso che precipita sulle scogliere dello zenit, divenuto ad un tratto lo sbocco di una cloaca!

L'acquazzone schiaccia pesantementetutte le campane del Vaticano…. le schiacciacontro la terra, come rospischizzando largamente intornofango sonoro!…Ma fa ben altro, la pioggia! Raspa con curala tua vernice di candore, o pontefice,così da mettere in mostra il tuo superbo pelamenero, oleoso, dai ricchi riflessi turchini….

Vento nerastro e sudicio!Vento puntuto di cattedrale, dai sibili lamentosi!Vento d'astiosa castità e di lussuria,stirato, punzecchiato da pruriti ardenti!…

Vento di cimitero abbandonato,lasciami! lasciami!… Schiudi le tue tenaglieche mi strappano per la testa, come un chiodo!…Io mordo le tue dita adunche, che si contraggono.E finisci, suvvia, di gridare il tuo stupido ritornello:«Lo tengo, lo tengo ben stretto fra le unghie!»Puah!… Guarda quel che tieni!Uno sputacchio!…Che io lancio fuori dalla mia gola melmosa!

O vento puzzolente del Vaticano, tu sporchi il mio motore! Che rabbia! Ad ogni istante, la fusoliera minaccia di abbandonarmi. Funziona male, il mio motore, e ne sprizza tutto l'olio…. Non ci vedo più, e bisogna che mi pulisca gli occhiali con la destra, mentre manovro le leve con la sinistra!… Che importa? Me ne infischio! La coda del monoplano falcia le nubi e slitta sulle tue perfide mani sdrucciolevoli o vento saponoso del Vaticano!…

E ora tu mi soffi nelle ali il respiro gemebondo e brontolante degli organi, per spaventarmi, per intenerirmi, per invischiare forse il mio cuore d'uccello? Eh! via!… Non sono più l'adolescente che dava i pruriti del suo corpo snervato al voluttuoso abbraccio della sera, all'odore dell'incenso e delle ostie inzuccherate, quando il mese di Maria veniva a visitarci, nel parlatorio come una donna profumata, più bella che le sorelle dei miei amici!… Fortunati! Essi almeno, ogni sera, potevano come giocando a rimpiattino, immergere il naso, le guancie, nei tiepidi corsetti e fra le gonne lasciati sulle sedie accanto al letto….

Non sono più l'adolescente orgoglioso della sua fede,che s'inginocchiava sensualmenteper pregare a caso i caldi profumi erranti,l'altare in fiamme, la Madonna elegantenella sua veste attillata di gesso,e sopratuttole fanciulle dagli occhi troppo grandi e troppo cerchiati,le fanciulle strette l'una all'altrasui banchi neri, le fanciulleche a un tratto scoppiavano a ridere sommessamente.Non sono più l'adolescente dal cuore ondeggiantee dalle mani inquiete, che piangevaper non avere che un corpo acidoda dare a chi?… a nessuno, a Gesù Cristo,alle lingue fulgenti dei ceritorturati dalla follia di salire,al furore carezzevole delle rose,alla voce solleticante del padre confessore,solo capace di liberarci il cuoredalla noia, e solo a perdonarci,vezzeggiando i grossi peccatuzzi che fanno le fusadal piacere, in fondo ai nervi,come vecchi gatti nelle grondaie…..

O Vaticano, i tuoi preti musicanti possono ormai aprire la grande caterrata degli organi pieni di terrore e d'amarezza irreparabile, perchè la cascata inondante dei loro suoni che piangono mi sommerga e mi copra come un cencio miserevole!…

O grandi organi cattolici,gonfiate, gonfiate la marea delirantedi nostalgia, con cui volete annegarela nostra umanità febbricitante,perchè vi galleggi, cadavere innumerevole,alla deriva,verso il gran nulla dei paradisi sognati!

Sullo scorrere desolante delle melodie, volo rapidamente, sempre più in alto, lasciandomi dietro, gli agonizzanti occhi vetrati del Vaticano. Sembrano, ora, cranî colossali di mastodonti scomparsi, o piuttosto gli ossami d'una catena di monti scarniti. E che vedo, più in giù? Vedo la più putrescente delle paludi sotto un volo giallastro di zanzare sinistre!… Palude selciata d'orecchie verdi di cadaveri annegati…. E tutt'intorno, tristi giardini carbonizzati, il cui terriccio nerastro è imbottito d'ossa e d'escrementi…. Un'aria densa, carica di ceneri di sudiciume e di fuliggine, stagna e torpe…. E' il tuo rifugio, o Santo Padre, ormai violato da me!… Ah! ma lascia ch'io rida!… Nell'ebbrezza del ratto, non mi curai dei nodi che torturano la tua pesante pancia matura e le tue zampe da palmipede!…

Suvvia! Finiscila, di dibatterti come le anitre selvatiche che gli arabi catturano a centinaia sul lago Mareotide! Reclamavi il potere temporale?… Io ti do ben di più!… Ti do il cielo!… Ti do un potere assoluto sui vasti dominî degli uccelli, delle nuvole e delle stelle!

Ecco il cielo e l'infinito!… Prendi! Ecco il cielo che non avesti mai, per quanto tu l'abbia venduto in grosso e al minuto, mille volte, fra i tuoi campanili monotoni, ciarlatani da fiera, seduti accanto alle cupole, salvadanai!

Avrai rialzo e ribasso a piacer tuo, vecchio agente di cambio della Borsa delle anime! Nel salire e nello scendere con me riprenderai il sonno della tua vecchia coscienza, assuefatte alle dolcezze dell'altalena….

E' inutile che ti volti indietro! Il Vaticano annega in nebbie violette… La cattedrale di San Pietro emerge sola, granchio gigante degli stagni cattolici, granchio dal vasto dorso marmoreo arrotondato a cupola, che vorrebbe afferrarmi tra le chele colossali, dei suoi due colonnati.

6.

Suvvia! Non tremare così, Santo Padre!… Veramente, lo so, tu non hai l'abitudine di volare sospeso, a questo modo, sulla crudele foresta dei tetti, sui loro colossali denti di sega, sui loro energici pendii dalle braccia tese verso gli abissi delle strade, peschiere in cui guizzano le lampade elettriche prese tra i fili loquaci del telefono….

C'è di tutto, là dentro!… Divertiti dunque a guardare…. Ecco là i vasti cappelli schiumosi delle cocottes, grandi tazze di birra fresca e traboccante, nella luce cruda, sulla tovaglia bianca di quella piazza….

Tu singhiozzi d'angoscia, e la sete t'invischia la gola! Eppure questo vento spazza il cuore e lo ringiovanisce, mentre giù nelle vie fa troppo caldo…. Un caldo sporco, puzzolente e untuoso!…

Tremi ancora?… Perdonami, vecchio!… La notte è tanto densa, che per poco non ti ho impalato sulla punta di quell'ipocrita campanile!… Ora io vorrei decifrare questi urli lanciati non si sa d'onde, che rimbalzano tra le facciate delle case…. Tutti i balconi sono gonfi come foruncoli di calore!… Stanno per scoppiare, e ne gronderà sanie giù nella strada…. Quelle forme nere sono falene allucinate dalle lampade, o sorci furtivi allettati dal formaggio a mille buchi di quella casa…. Sono strilloni che corrono, e i loro fianchi partoriscono giornali…. Più lontano, in fondo a quella piazza, vedi quel ventaglio frenetico d'ombre nere…. Sono strilloni che vendono ali bianche ai passanti!

__Gli strilloni.__

«La Tribuna! Il Giornale d'Italia!…Dichiarazione di guerra! Dimissioni del ministero!»

Il ministero discute giorno e notte, Il Parlamento anch'esso prolunga le sue sedute in quel palazzo nero, a cui il lucernario tutto aperto dà l'aspetto di una damigiana sturata….

Vuoi partecipare alla discussione, tu che sognavi di troneggiare su questi gradini spifferando il discorso della Tiara? T'introdurrò volentieri pel collo della damigiana, perchè tu possa presiedere all'adunanza come un gran lampadario….

Non spaventarti…. E' il ronzìo dei mosconi politici!… Si dibattono con furia, senza speranza, per evadere dall'immensa tela di ragno formata dalle correnti di bava telegrafica, che s'agganciano, lontano, a tutti i punti dell'orizzonte….

Là giù le grandi banche sbavano senza fine la loro filante saliva di cifre agglutinate….

__Io.__

O Mosconi politici, cessate di ronzare!… Io prendo la parola. Ministri e deputati, v'impongo di togliervi dal capo il casco telefonico! Perchè vi prestate così ai tortuosi interessi dei finanzieri che vi trapanano il cranio con le loro fredde minacce e i loro dubbi puntuti?

Questo crescente mormorio nasale è la voce di Rothschild, che gorgoglia e frigge rabidamente fuori dalla placca metallica! Egli rifiuta semplicemente di sostenere la rendita e d'aprire i crediti necessari per le spese della campagna…. Chiudete, chiudete presto quella cloaca pestifera che vomita carogne, singhiozzi di spavento e riflessi di argento sudicio sulla spiaggia invasa dall'oceano della guerra!… Ascoltate piuttosto la turbolenta risacca di quest'ondata di studenti che si dimena e si lacera contro le file della cavalleria, scogliera coperta di schiuma!

Ma confessate, dunque, o deputati socialisti, che sotto i vostri piedi sentite oscuramente trasalire la terra! Il bel brivido avventuroso passò nei vostri cuori. Le vostre bocche ingombrate dalla sommossa delle parole somigliano alle strette porte delle caserme dove i battaglioni s'affollano pestando i piedi. Fuori da queste mura la guerra circola già come un sangue impetuoso, nelle vie, vene scoppiate dell'Italia!

Ecco! Ecco! Quei sassi veementi che fracassano le vetrate del Parlamento sono parole chiare! Che cosa rispondete?… Gli studenti esigono che si combatta! Decidetevi. La guerra è dichiarata. Che aspettate? Per tutta la notte udirete muggire questa marea di voci sotto le vostre finestre, e a volta a volta l'udrete scorrere e rumoreggiare fino all'altra estremità della città.

Ministri, deputati, spiegatevi! Non siete affetto divertenti, così ammucchiati a piramidi come vecchi proiettili nel cortile d'una fortezza. La luce dei lampadari s'avvilisce guardandovi, poichè vorrebbe, come la mia anima, mescersi a questi fiammeggianti clamori!

__Gli studenti.__

Aprite le finestre, o venite ai balconi! Deputati, vecchie puttane nazionali, aprite il vostro bordello! Vogliamo completare il Parlamento. Abbiamo convocati degli altri rappresentanti della massa popolare, che acconsentono a partecipare alla seduta discutendo sulla guerra!

Ecco le cortigiane e le prostitute cenciose,i pederasti graziosi, i pregiudicati,ex assassini, ex ladri, mendicanti brevettatie pidocchiosi d'ogni specie,Hanno tutti, come noi, diritto di governare,più di voi, ad ogni modo, poichè sonoalteri amanti del rischio e del pericolo,ingoiatori di catene,equilibristiritti sul margine insanguinato del Codice,ginnasti lanciati sul trapezio delle leggi,che bevono l'avventura nella polvereincendiata e nel vento delle strade maestre!Essi ben sanno come si mordono le ditaa un poliziotto che vi malmena le costolea ginocchiate….La sommossa, la lotta e l'insidia paziente,la guerra cauta, l'assalto a corpo a corposono mestieri per loro…. Non hanno più niente da perdere,e perciò sono completamente disinteressati!

Le finestre e i balconi traboccano di deputati. Possiamo dunque aprire la seduta all'aria aperta. La piazza è vasta. Quel monumento di generale defunto è già carico di frutta umane chiassose, bel trionfo da tavola che odora sulla tovaglia smagliante tra la pioggia adamantina delle lampade elettriche!… Quello è il settore degli assassini.

Sui tetti dei tramvai, le prostitute che già vi stanno arrampicate faranno vento agli oratori con la flora e le penne dei loro cappelli tropicali caduti giù dalla luna in riva a un fiume africano. Silenzio!… I pederasti s'avanzano cantando.

__Coro dei pederasti.__

Noi amiamo le rovine, vecchie pietre e vecchiotti azzimati, vecchi sfinteri e vecchi legni preziosi intagliati! Amiamo le rovine! E chiniamo la schiena, la sera, davanti alla storia, nel Colosseo e nel Foro romano. Poi ognuno di noi si dondola sull'ànche…. e ci prendiamo pei fianchi giocando a rimpiattino lontano dalla donna importuna! Sveniamo alle carezze che la brezza trascina nel molle chiaro di luna!

__Gli studenti.__

Bravi! Bene! Bis! Bis!

__Coro dei pederasti.__

Noi siamo i pederasti, giocondi amanti delle cadenti rovine. A piccoli passi brevi, stretti i gomiti ai fianchi, sventolanti le mani i pederasti si dimenano passando per le vie…. Sospirosi, alta la testa, socchiusi gli occhi, la bocca spasmodica, lontano dalla donna importuna i pederasti tettano inebriati il latte del chiaro di luna!…

__Un assassino__(con voce formidabile, tendendo il pugno).

Io sono designato per diritto naturalead essere vostro presidente, o signori!

__I Deputati socialisti__(dai balconi).

Il presidente esiste. Abbiamo bisogno d'un arbitrocapace di decidere fra noi e l'Austria.

__L'assassino.__

Arbitro e presidente! Mi eleggono tale i miei polmoni dominatori e i miei pugni! Ma preferisco proporvi d'eleggere il mio amico Palla di ferro. E' un ex galeotto dal soprannome simbolico che scappò un giorno dalla galera portando via, in tasca, semplicemente, la palla che aveva al piede…. Non ha ancora ventott'anni, e porta sulle spalle con grande disinvoltura più di cento condanne.

__Coro dei pederasti.__

Oh! com'è bello, oh! com'è bello, l'amico Palla di ferro!…

__Mirella,__pederasta.

Io propongo per arbitro la mia amica Ideale! E' muscolosa e forte come un diavolo! L'altro giorno, irritata dalla troppo intraprendente tenerezza d'un grosso frate vizioso che le palpava le natiche nel salire le scale, la mia amica Ideale lo fece ruzzolare fin giù dal portinaio con un lieve buffetto!…

__Ideale,__pederasta.

No! Mai, bella Mirella!…Io non posso, lo sai, nè sedermi,nè camminare…. Ho male per tutto il corpo!…Come potrei discutere da un seggio?Propongo che si elegga Volantina!

__Mirella.__

Cattiva! Cattiva! Mi tradisci già?…Volantina è una porcona!M'ha rubato poc'anzi il mio bel ventaglietto.Scegliamo Primavera…. la più saggiafra tutti i pederasti!…

__Coro dei pederasti.__

Sì! eleggiamo Primavera! Primavera sarà l'unico arbitro! Primavera, ogni sera, batte il marciapiede come una iena!…

__Mirella__(intenerito).

Ed è per dar da mangiare a sua madre!

__Un mendicante__

Domando la parola!

__Tutti.__

No! No! Primavera è già eletta!

__I deputati socialisti.__

Parli il mendicante!La parola al mendicante!…

__Il mendicante__(dall'alto d'un carretto).

Ho qui, in questa piccola scatola, quel che ci occorre per arbitro! Ora vi faccio vedere…. E' una cimice! Una giovanissima cimice ammaestrata! Non vi pare che debba essere la nostra sola regina? Regina assoluta del regno immenso della miseria! La sua competenza in materia di sangue è riconosciuta!… Propongo l'elezione della cimice!

__Coro dei pederasti__(tutti si coprono gli occhi coi loro ventagli).

Oh! che porco! Che porco!

__Le cortigiane.__

Mio Dio!… Fra poco saremo tutte piene di bestie!…Che immonda compagnia!…Andiamo, andiamo via, cara!…

__Le puttane.__

Noi vogliamo la Cimice! Sarà il nostro arbitro! Le cimici sono le nostre amiche preferite! Quante volte riempirono d'incanto le nostre notti di voluttà! Son gli usignuoli dei nostri amori, al chiaro di luna della lampada fetida!

__Tutti.__

La cimice è eletta a maggioranza di voti!

__Un Deputato socialista__.

Mi sia permessa un'obiezione…. Mi sembrache dopo tutto, se voi preferiteuna cimice ad ogni altro rappresentante,quasi quasi….altrettanto adatto….Sua Santità il Pontefice!…Poiché il sangue non fu ancora versato,accettiamo l'arbitrato che ci propone L'Aja…E sia nostro arbitro il Papa!

__Io.__

Andate! andate a cercarlo al Vaticano!…

__La folla.__

Non c'è più! E' scappato!

__Uno studente.__

Fu rapito da poco!

__Un altro studente.__

Come una bella ragazza!

__Terzo studente.__

Rapito in automobile.Aveva per amante uno chauffeur!

__Io.__

No! No! In monoplano! Ed ecco qua il vostro arbitro che dondola sopra le vostre teste!…

__I deputati socialisti.__

Accettiamo l'arbitrato!… Armistizio! Armistizio!…

__Io.__

Socialisti! Deputati e ministri! Repubblicani! Conservatori! Volenti o nolenti, avete ormai dichiarata la guerra! Dunque tacete! E' finita, l'opera vostra! Ora andate a nascondervi nelle cantine, per riposare i vostri cuori attanagliati dalla paura, e le vostre lingue, erbe striscianti, agitate per troppo tempo dall'onda delle minchionerie! Poichè finalmente siamo noi, grandi uccelli rapaci, ad avere il potere! Vi eviterò la fatica di rispondere agli ordini di Rothschild! Guardate! Salgo con questo bel pendolo, per rovesciare, lassù, l'antenna che raccoglie i vostri telegrafi e i vostri telefoni senza fili! Cessate di sbraitare! La guerra, la facciamo senza di voi!… Per fortuna!… Io dondolo avanti e indietro la pancia solenne del Santo Padre, in modo che urti l'antenna…. Basterà un colpo solo….

Suvvia! Non gridate!…Nulla può più arrestarmi! Vecchio pendolo, avanti!Làsciati cader giù pesantemente!Così!… Piangi?… Hai paura?Paura di sfracellarti?… Sciocchezze!…

Godi, piuttosto, a divertire la gioventù! Sono gli studenti che applaudono quando tu scivoli sulle tegole, aggrappandoti perdutamente a destra e a sinistra, sui margini estremi dei tetti, a picco sulla fragorosa agitazione della folla in tempesta!

Tu non cadrai, perchè ti tengo a guinzaglio…. E puoi veramente esser fiero di simulare così la grandine, sulle vetrate, con i tuoi grossi mazzi di rosarî tintinnanti, e di scapolari…. la grandine e il tuono, con i tuoi piedi piombati dai rimorsi dei secoli!…

Tu fai finalmente la pioggia e il bel tempo, come Giove, tuo predecessore, del quale hai preso il posto…. Lo vedi: il tuo regno è finito! Ti si rimanda in cielo, d'onde fingesti di venire… Tutti questi ciarloni, vedi, malgrado la loro viltà, non ti temono affatto…. Stanno ritti sui loro gradini, a bocca spalancata, nel buio, come al cinematografo!…

__Uno studente.__

L'antenna cade! E' caduta!Telegrafi tagliati! Telefoni spaccati!Il Parlamento è morto! Il Parlamento tace!

__Gli studenti.__

La pace imputridisce, ma la guerra guarisce!… Viva la guerra! Abbasso la pace! Lasciate dunque che entrino in casa nostra codesti cani d'Austriaci! Dovranno esaurire le munizioni sopra i nostri ruderi ed i nostri musei! A meno che non preferiscano inginocchiarsi per leccare la polvere dei nostri avi! Poichè sono antiquarî e tristi passatisti! Poi spazzeremo via, alla rinfusa, tutti codesti nuovi soldati del Papa, con tutto il bric-à-brac e coi tronconi delle nostre statue che profanano l'Italia!… La pace imputridisce! La guerra guarisce!…

O luna piena di luglio, questa sera, alle dieci, tu avrai l'onore di presiedere al gran congresso sindacalista contro la guerra! Suvvia, sbrigati!… Vedi? M'affretto…. Son già le nove, e fra poco vedremo spuntare all'orizzonte, come proboscidi sollevate di elefanti, i possenti fumaioli di Milano!…

7.

O luna piena di luglio,tutte le mie cellule, te lo confesso,godono dei tuoi raggi, freschi, ingenui,che hanno il colore della felicitàassoluta!…Tutti i profumi dei fiori, dei frutti,e dei fieni accarezzati dalle tue frangie di lucesi fondono coi miei sensi che sospirano:«Al diavolo la guerra! Lasciateci dormire!Tenerezza, armonia, fusione, sonno e morte!»Sono quelle, sai, le cellule passatistestanche di lotta, desiderose di morte….Cellule agonizzanti che cascate dal sonnoin una insidiosa voluttà,ecco, per voi, qualche cosa d'immondo,d'ostile e di nauseabondo, che vi raddrizzerà!…Su, coraggio!Ognuno al vostro posto, camerati!

Vedete, sotto i miei piedi, salire in grossi ribollimenti quel grasso fumo viscoso che sta per dare l'assalto alla fragile luna e per insudiciarne le diafane mani, tutte ingemmate di lagrime pure?…

Mi dondolo su tre fabbriche di concimi azotati e di nero animale…. Le vedete?… Vi amo, forti officine, accosciate su leve e bascule invisibili, che spingete sempre più in alto le grandi balle d'un fumo massiccio!… Ma sì, sputate dunque, a bocca piena, contro quella luna testarda e maniaca, che vuole imporvi i suoi travestimenti egiziani! Ah! ah! S'è divertita a coprire i vostri fumaiuoli di vecchie pelli d'obelischi!… Che schifo!

Forse la luna li strappò alle piramidi, quei mantelli turchini che drappeggia sui mucchi di letame e d'ossami dall'odor caldo, forte e accanito!… Tu vuoi—non è vero?—abbellirli di nostalgia commovente, o stupidissima luna!

__Le officine.__

Eh! via!… Noi vogliamo puzzare per appestare il chiaro di luna vile, soave e tutto intriso di ricordi piangenti!… Per questo ergiamo il cespuglio colossale dei nostri atroci odori, alimentati senza fine dalla macerazione e dalla dissoluzione irritata delle materie organiche, immerse in vasti bagni d'acido solforico.

__Le concerie.__

Noi vogliamo puzzare per offendere le nari sensibili delle nuvole!… O sublime fetore della vita, o divina sporcizia della lotta!… Tutto ciò che ha profumo muore!…

Il mio monoplano attraversa gli odori ruggenti delle officine arcigne, che minacciano con tutti i loro pugni astiosi la tenerezza gracile e ipocrita della luna….

Milano è sotto i miei piedi….

Le alte mura romane dell'Arena più cupe e notturne che mai, simili alle banchine possenti d'un gran porto atlantico, stanno certo per cedere al battito formidabile di quest'oceano umano! La folla rotola monotona, oscuramente, le sue masse pullulanti e le sue voluminose colate! Trecentomila operai, fiume immenso di cappelli di paglia dai fulgori metallici sotto gl'inaffiatoi abbondanti e troppo azzurri delle lampade elettriche!…

Guardate: per quella porta che non può più resistere la folla s'ingolfa mareggiante e vorticosa, spremendosi con tanta violenza che ne sprizzano in alto innumeri biciclette. Ognuna solleva la sua al disopra del capo, rovesciata, a ruote all'aria! Sono le ruote simboliche della velocità ideale portate in processione lentissimamente.

Non v'è modo di correre, entrando, per quanto affascini e attiri il fragore del mare umano che s'allarga gaudioso nell'immensa arena. La crepitazione delle lampade elettriche che s'accaniscono a imbellettare le muraglie di indaco e di gesso abbagliante esaspera la folla ribollente.

Ritto sul tetto d'un tramvai, un oratore scoppia torrenzialmente come la bocca vomitante d'un ubbriaco, come la voce stessa delle lampade elettriche…. Io lo sorpasso e mi libro sugli studenti, marea variopinta di cappelli, che par carica di frutta e di fogliami….

Vedo sopra di me, affacciate intorno allo Zenit, tre grandi nubi incartapecorite e brizzolate, un po' scapigliate dall'alito, della luna piena che sale…. Finalmente s'affaccia, la luna, al frontone del pulvinare, subito divulgando con la sua grazia persuasiva le sue dolci verità disilluse sulla folla impeciata di notte astiosa.

Poi la luna, tutta bianca, si china attenta ad ascoltare il vocìo degli studenti che respingono a pugni, brutalmente, gli operai sudanti e scamiciati e le loro donne spaurite dalle chiare camiciole sventolanti…. Esibizione vasta d'oscena miseria nel vaporare caldo degli aliti, forato qua e là da acquazzoni di luce gessosa!…

O luna piena, affrettati ad abbellire questa gran confusione d'immondizie agitate, fiorite di facce-stracci e di camicie spiegazzate come carte sporche!

Ecco la folla, ocellata di vecchi cappelli di paglia dai nastri neri che fingono gli amoerri elastici del mare! Ecco l'immenso materasso delle forze popolari, vivo e sordido, e sfondato, e sventrato…. Ed ecco la sua imbottitura: canape, lana, cotone, peli e capelli, carne sudante, stupidità, e tutto questo sprizza da mille fori sotto la forza tagliente delle grandi parole stupefatte, che tutto càrdano con brutalità!…

Là giù, in mezzo a quel brulicare di vermi, vien sollevato un fantoccio…. Ah, no! Un oratore…. La folla ha brividi d'attesa curiosa…. Si tratta, a quanto pare, d'un grande amico del popolo: un anarchico cieco che si solleva da terra, nelle grandi occasioni, come una statua miracolosa. Chi l'ha galvanizzato? Le sue braccia, lugubri rami, scorrono nel vento della sua voce…. Il silenzio si propaga lentamente come una globulazione d'aria nell'acqua…. La noia grigia e la monotonia delle solitudini vulcaniche copre di ceneri la folla, immota in un religioso stupore….

__L'anarchico cieco.__

Guardatevi dall'obbedire ai sinistri assassini che vogliono condurvi al loro sontuoso macello!….

Ah! ah! la sua voce non oltrepassa uno spazio di cento metri.[*full stop?] tra le febbrili contorsioni di quell'estuario umano…. Vi si vede agitarsi—come un turacciolo— un secondo oratore affannato e rantolante sotto le bastonate inflittegli spietatamente dall'ombra dei suoi gesti.

__Io.__

Chi ti strangolerà, o tribuno, o inesauribile capezzolo di stupidaggine? E tu, folla, poppante informe flaccido e immenso, dalle gambe fasciate, non sei nauseata dal latte delle sue promesse?… Vagisci tristemente nella tua culla: la terra, dalle monotone cantilene….

Da una scatola a sorpresa salta fuori subitamente un terzo oratore….. Questo fiammeggia come un cannello ossidrico, col fuoco trivellante e diritto, di una rossa eloquenza…. Da ogni parte, su tutti i punti dei gradini, tre, quattro, venti cannelli identici ruggono sputando le loro ciarle astiose per intaccare la grande folla operaia, gran mucchio di metalli grezzi, e di scorie carbonizzate, ferraglie e chiodi che vorrebbero essere infornati nel più grande cannone del mondo!…

__Io__

Non li seccate, dunque, con la stupida Pace!A che serve offrir loro quel piatto immondoche dà la nausea?Non domandano di meglio che di saltare in aria!I loro occhi attendono lo scoppio delle fortezze,il barcollare delle corazzate briache fradicie,e sverginate dagli obici.Le loro nari sognano del profumopungente e violaceo della polvere….D'altronde, non avete più gas nei vostri tubi,o cannelli ciarloni!…Le vostre fiamme oratorie si ripiegano e strisciano…

Non già per ascoltarvi, ma per osservare meglio le traccie della vostra cupa e bruciante stupidità in questa folla, io discendo e m'aggrappo, poggiando le ali del mio gran monoplano su questi due capitelli romani… Ed ora fra le mie ruote si dondola con grazia il mio grosso pendolo futurista, il Papa!

Subito un vasto clamore sommerge gli oratori, e la loro voce, e le loro braccia flagellanti. Un migliaio di bocche spalancate succhia lentissimamente la mia apparizione, fra il traboccare dei fetori acidi, il patatrac delle grida spezzate ed il flic-flac delle voci sozze….

__Io.__

O studenti! Operai! Non più discorsi! Voglio insegnarvi a fischiare gli oratori, poichè io stesso ho l'aspetto ridicolo d'un uccello appollaiato su un albero che stia arringando i pesci che girano nei vortici d'un fiume…. Voi siete nell'acqua sorda della folla, mentre io sono in cielo!

Bisogna deridere tutti i ciarlatani, poichè l'eloquenza, stasera, potrebbe solo mentire. Si deve soltanto agire! Bisogna che quest'arena s'inclini ad un tratto come un'immensa brocca piena di vino sanguinante sulla frontiera, e l'inondi! La Guerra!… La Guerra!… Ecco tutto il mio discorso…. Esordio e conclusione!… Partiremo domani per la battaglia… Per divertirvi intanto, mentre s'aspetta l'aurora, ho preso al laccio questo bel corvo gigante!…

__Gli studenti.__

Oh! com'è bello! Oh! com'è bello!…Gettaci, gettaci il corvo! il corvo!

__Un oratore.__

No! no! il sangue non sarà versato!

__Gli studenti.__

I discorsi ci annoiano!Vogliamo il corvo!E bisognerà pure che il sangue sia versato!Peggio per voi!O il vostro sangue, o il nostro, operai pacifisti!Noi vi diamo battaglia appunto qui, stasera stessa!Due guerre invece d'una:ecco il risultato della vostra viltà.Le vostre facce verdognoleluccicano di sudor freddo,come le foglie delle foreste spazzolate dai lampi,e il vento della paura vi sgocciola violentementecome fanno le cuoche con le insalate!Cessate di tremare. Sappiate che la guerraè un modo qualunque di far sciopero!La guerra cambierà tutto, completamente!Guerra vuoi dire officine chiuse, aria aperta.Guerra è libertà d'uccidere chi si voglia!…Non più capi operai!Gli ufficiali sono occupati a morire bene,precisando la morte degli altri.Si può scegliere il proprio bersaglio,e questo è più divertente d'un gazometro,e assai meno pericoloso!La guerra è la rovina del padrone,che mentre essa dura non può continuaread arricchirsi!…Vittoria o sconfitta, il padrone sarà poverocome voi!

__Gli operai pacifisti.__

A morte il bruto! A morte il cannibale!Facciamo a pezzi il signore che vive di rendita!A morte l'assassino! A morte!…

__L'anarchico cieco.__

Operai! Guardatevi dall'obbedirea questa spaventevole febbre di sangue!Noi non combatteremo contro i nostri fratelli operai,sindacati come noi al di là dei confini!Si dice che l'Italia venne offesacon degli sputi in faccia!… Ebbene:peggio per lei!… L'Italia è in pericolo?Io me ne infischio!… Che m'importadella forma dei governi, del colore della bandiera?Pensiamo a noi, i Senza patria, gli Schiacciati….Trieste e il Trentino non valgono le nostre ossa!Se cederete agli assassini che ci governano,ottocentomila poveri diavoliche non si conosconoe non hanno nessuna ragione di volersi del male,si precipiterannogli uni sugli altri per scannarsi a vicenda!…Ed avremo la guerra, lugubre infamia,negazione di tutto ciò che dimostrala superiorità dell'uomonella scala zoologica!Non possiamo accontentarcidi dichiarare lo sciopero!…Dobbiamo decidere il sabotaggiodelle stazioni e delle ferrovie!…

__Un socialista riformista.__

Ammetto il sabotaggio dei fili telegrafici, poichè non compromette nient'altro che dei dispacci inconcludenti, ma mi dichiaro nemico di quei mostri dal volto umano che schiodano le rotaie!…

__Un oratore.__

E' un venduto! Lo denuncio all'assemblea! Che cosa facevi, ieri sera, mentre io stavo levando a una a una le rotelle del gran disco che regola l'ingresso alla stazione?

__Un altro oratore.__

Egli ha rubato sulle spese di propaganda! Scroccone!

__Il socialista riformista.__

Guardate; resto freddo sotto questo torrente di fango! Sono dunque, agli occhi vostri, un uomo intento a disorganizzare il sindacato dei ferrovieri! Mi hanno già messo all'indice! Il Consiglio mi ha persino rifiutato a dei gruppi che volevano conferenze tenute da me! Lasciatemi parlare!… Mi sta a cuore lavarmi dall'accusa!

__L'anarchico cieco.__

No! No! Vi sono ancora più di venti oratorigià iscritti!Domando al Congressouna seduta di ventiquatt'ore di piùche continui giorno e notte!Propongo che la parola sia dataa otto oratori soltanto….quattro per ogni tendenza!…

__Il socialista riformista.__

No! Ognuno dei sindacati è autonomo secondo la tendenza dei suoi aderenti! Tu sta zitto!… Hai preso la parola senza curarti del turno!

__Il Presidente.__

La seduta è tolta! La discussione sarà ripresa in seconda seduta notturna!

__Io.__

Suvvia, poveri ingenui…. Tutti si burlano di voi! Non c'è sciopero, in Austria!… Operai e padroni, contadini e ricconi marciano contro di noi, burlandosi delle vostre discordie! Credete dunque che sia superiore, e ragionevole, e saggio, ciò che fate ogni notte?… Che cosa sono le battaglie convulsive a cui vi date, a colpi di grossolano piacere, sul corpo vile e stupido della vostra femmina sventrata, che invariabilmente inchiodate sul letto con un gran chiodo piantato fra le coscie? Non è, anche questa, violenza, brutalità, lotta accanita, sanguinosa aggressione notturna, con sudore e morsi, perchè alla fine dell'anno la vostra sposa abbia squarciato il ventre dall'obice d'un cranio neonato, il quale, venendo alla luce, non può che lottare e ferire? Differenza dei sessi: battaglia in un letto. Differenza dei ventri: battaglia ancora e sempre intorno ad una cassaforte! Io vi propongo di lottare e morire per una parola divina: Italia! Italia!

__Un oratore.__

Bisogna che tutti i treni militari deraglino!

__Io.__

Oh! via!… V'aspetto per colpirvi, ma non in nome dell'ordine che mi è ignoto. Non sono un poliziotto. L'autorità non esiste più! Nel cerchio crescente, illimitato, delle libertà assolute, voi sbraitate contro la guerra, mentre noi la glorifichiamo!… Ma quanti siete, voi?… Poche migliaia! E come mai volete ch'io prenda in considerazione il vostro piccolo volo di tafani importuni sulla groppa del toro patriottico che s'avventa contro il nemico in questo canicolare meriggio di guerra?… Voi non avete che la vostra viltà!… Io vi oppongo il mio coraggio e la mia Browning!…

__Il Presidente.__

La seduta è tolta!…

__Io.__

Chi, fra voi, vuol giocare la sua pelle per arrestare la guerra?… Nessuno!… Sarebbe illogico, infatti, preferire un Italiano a un Austriaco, quale bersaglio!… Voi non amate nè i bersagli nè le armi! Avete le vostre pantofole, il vostro letto, la vostra lampada che fumiga sulla minestra fumante, un guanciale di mammelle avvizzite, e una collana di chiassosi marmocchi!… Tenete per voi tutto questo!… Ho i miei muscoli, il mio coraggio, e un fucile preciso!…

__Il Presidente.__

La seduta è tolta!…

__Io.__

In fatto di sabotaggio, ammiro gli operai che stendono i loro corpi folli sulla strada ferrata per fare uscire dai binari i treni carichi di soldati!… Non è questo, lo so, il vostro metodo!… Quindi, io vi sopprimo, sabotatori prudenti!…

E voi, miserabili che m'ascoltate in silenzio, là giù, sui gradini, voi che partite in guerra contro la fame, nei grandi forni delle capitali notturne, portando per armi l'uncino o il paniere curva la schiena sotto la gerla fetente!

__Il Presidente.__

La seduta è tolta!…

__Io.__

E voi, facchini, che scaricate i carretti degli ortolani tra i cavolifiori fradici, bocche selvagge di latrine!… Voi, che v'aggirate intorno ai macelli nel fetore tagliente delle concerie…. Voi che disputate ai cani i grandi pasticci fumanti d'immondizie, incensieri venerabili dei mercati, il cui vapore pervertisce l'aurora…. Voi che raccattate preziosamente questi tesori: detriti di carne, buccie di legumi, teste appassionate di pesci che rivivranno, inbouillabaissestonanti, nei vostri stomachi-cloache….

__Il Presidente.__

La seduta è tolta!

__Io.__

Spazzini! Vagabondi che frugate nei rigagnoli, contando e ricontando gli stracci, gli affissi lacerati e le scorie di piombo di zinco, di lana, di cotone e di rame, arruffio multicolore di sforzi verso la morte…

Cenciaiuoli mal nutriti di rimasugli incessantemente colonizzati dai vermi…. Collezionisti di trucioli e di mozziconi…. Non è forse squisito il pane duro del soldato, per tutti voi che mangiate nausea bollente sotto i soffitti infeltrati di mosche delle cucine economiche?

__Il Presidente.__

La seduta è tolta!

__Io.__

Voi tutti, uominisandwiches, ci tenete davvero, al vostro salario di venti soldi? Se almeno aveste di che pagarvi il vino ed il forte tabacco di cicche vecchie di cui avete bisogno per tener ritto nel fango il vostro corpo, quando tutt'a un tratto il vento insolente scambia per una sedia a dondolo il vostro cartellone, e vi si sdraia pesantemente!

Permetterete ancora al Sole miliardario di mutarvi in sinistri inaffiatoi di sudore e di odio sul marciapiede fumante?… Gettate via le vostre divise imbottite di cimici! Non avete abbastanza grattati i foruncoli pieni di lagrime, della vostra pelle avvizzita?… E perchè temete dunque i fuochi di gioia della mitraglia e l'odore della polvere, disinfettante sublime?…

Purchè non vi piacciano le babbucce di fango di cui l'inverno vi calza elegantemente e l'imbellettatura rossa e violetta di cui orna le vostre guancie e il vostro naso gelato che attirano gli occhi degli sfaccendati più del vostro cartellone variopinto! Tornatevene a casa, mettete a letto i vostri marmocchi, bastonate le vostre mogli se piangono, e trovatevi domani mattina alle cinque ben desti, immersi i piedi nel grasso delle vostre scarpe migliori!… Vedete? La luna piena, come un riflettore, immensificando il mio gesto fino all'estremità dell'arena, v'indica la stazione, all'estremità dì Milano, che non potrà, questa notte, dormire!

__Un oratore anarchico__(mi scaglia un fucile di legno, che io prendo a volo).

To'! Prendi, servitore!E corri lesto al confine!…

__Gli studenti.__

Gloria al monoplano futurista! Gloria agli operai guerrieri! Morte ai pacifisti! Dove sono? Scomparsi! Passati come sabbia attraverso il vaglio tumultuoso della folla! Gettaci il tuo vecchio papa! Ci divertiremo con lui tutta notte!… Non dormiremo. Berremo e canteremo, con donne seminude sulle ginocchia! Birra! Birra, padrona! La birra ha il sapore rinfrescante e grasso del sangue austriaco!…

8.

Saliamo più in alto, Santo Padre! Non ti dispiaccia! Passeremo un'ora a fianco a fianco con la luna…. Vedi? La luna istruisce pazientemente le colline che volgono verso di lei facce sorprese di scolari attenti e saggi. Essa mostra loro le sue nuvole come belle immagini guerresche che passando le divertono e subitamente le oscurano di dubbio e di pensosa curiosità….

Ma perchè quest'aria dolente?… In questo istante, i tuoi fratelli corvi probabilmente s'arrochiscono a gracchiar preghiere, o piuttosto complottano nei nidi fuligginosi delle sagrestie per nominarti un successore! Il Vaticano fra poco mostrerà al tramonto la sua enorme cupola tonsurata tutta irta dei suoi fumi,papillottesbisunte.

Io voglio dondolarti, questa sera, a picco sopra la casa della mia piccola amica che m'aspetta al balcone. Più in alto! Vuoi? Che delizia!… Mi sento, sono come una lingua felice nella freschezza fusa di una pastiglia di menta….

La luna ha cagliata l'atmosfera, e si va scivolando su una crema soave che dovrebbe invischiare le mie ali, e che invece le sostiene delicatamente…. Fra poco queste nuvole piovose, vasi tarchiati digradanti nello spazio, si urteranno alla prima ventata per lasciar meglio colare dalla loro pancia piena altri latticinî luminosi. E avremo sopra di noi, dentro di noi, il Niagara immenso del chiaro di luna!… Dovrai diventar bianco, serbatoio di tenebre, per non far macchia sulla brina radiosa, che imbrillanta la pianura…. Una simile macchia potrebbe spaventare la mia amica affacciata al balcone….

Vedo farfalleggiare la sua chiara figura. Il suopeignoirche azzurreggia le inguaina i fianchi flessuosi e il dorso rosato dal riflesso della lampada interna…. Senza vedermi, indecisa, imprecisa e affondata nel fresco, nell'azzurro, essa beve il vasto polverio dei suoni e dei colori, e il malinconico incanto dell'infinito…. La sua casetta sorridente è imbellettata e incipriata meglio di una Parigina….

O vecchio papa ballonzolante, t'accadde maidi contemplare orti divinamente assopiti e placidicome questi?Oh! io non ti farò certo il piaceredi deporre la tua pancia ansimante,come uno sterco enorme,nel bianco paradiso della mia piccola amica….Guardati dal lasciarvi cadere le tue ciabattesformate dai tuoi piedi di cammello!Passeremo presto sulla casa che sogna….Ecco, all'estremità del suo giardinole mille trecce del fiume,che sembrano trattenute alle tempie della collinada pesanti fibbie d'argentoe da pendagli scintillantidi monetuzze infilate….Non fare tanto rumore, o mio cuore-motore….Potresti spaventarla!Quel carro, là giù, sulla stradala distrarrà bruscamente….Ho paura, ho paura che le sue ruote stridulee il suo beccheggiare d'elefante,e il suo sesso che gli rosseggia fra le zampe,interrompano le fantasticheriedella mia dolce amica!…

Ecco. S'è già mossa!…Finalmente vedo il tuo volto azzurro….E' come un poco di chiaro di luna cristallizzato!Non tremare!Vedo crescere i palpiti del tuo senofra la schiuma della veste leggera….Tu alzi le mani diafane, opalizzate,col palmo rivolto al cielo….Il tuo sorriso sta per piangere di deliziae di spavento…. Vedo brillare le tue lagrime,o piuttosto i tuoi bei dentiniche sembrano filati in vetro di Venezia….

Comprendo il tuo terrore a vedermi giraremaestosamente come un grande uccello bianco,tanto in alto,nell'ammirabile chiaro di luna!Non temere! L'aria è tranquilla….Io mi trastullo in questa immensa vasca trasparente,piena d'un latte diafano….e mi volgo e rivolgo flessuosamentecome un lungo pesce azzurro.Tutto s'intenerisce, vedendoti, amica mia….Laggiù, quei monti lontani di lattas'ammolliscono… E ve n'è uno che s'avviluppa d'ermellinoper somigliare a quelle colline, laggiù,fatte d'una sostanza imponderabile….Mi par di vederle svaporare ad ogni istantee salire verso il cielo….


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