Le principali razze da prodotto

Le principali razze da prodotto

L'anatra comune non rappresenta dunque il desideratum per l'allevatore che vuol ricavare in poco tempo un buon prodotto in volume, e neanche in uova, dai suoi volatili e ad ottenere questo intento deve ricercare delle razze ben altrimenti rimuneratrici; dell'anatra comune si accontenta il campagnuolo, e chi si accontenta gode, ma nè l'industriale nè il piccolo allevatore che bada al suo interesse possono fareaffidamento su dei produttori tanto mediocri; è lo stesso caso di chi vuol tenere dei conigli e ne prende di comuni, mentre vi sono più razze doppiamente soddisfacenti e per nulla più difficili da allevare.

Le razze su cui può cader la scelta per avere un rapido sviluppo nell'allevamento, degl'individui di carne delicata, d'ingrassamento sollecito, che presentino insomma le migliori prerogative per l'allevatore industriale grande o piccolo sono le seguenti, oltre all'Italiana selezionata, i cui caratteri tuttavia non sono abbbastanza fissi:

Di queste diverse razze quali sono le più pratiche, le più redditive, le più coltivate? la risposta si potrà forse dedurre dalla descrizione di ciascuna di esse, ma a mio modo di vedere non è possibile dare un giudizio assoluto. Tutto ciò che viene ammesso generalmente è che come tipo da carne, le meglio quotate sono: laRouen, l'Aylesbury, l'Orpington, quest'ultima sarebbe, secondo i suoi fautori, l'excelsior, il nec plus ultra non solo per carne, ma anchepel resto; come tipoomnibuslaPechino; per incrocio, laMuschiata; per produzione sublime d'uova, più ovaiola di qualsiasi gallina, sempre secondo gl'incensatori e questi al giorno d'oggi sono molti, in Inghilterra specialmente, laCorritrice Indiana. Tutte le altre sono più o meno buone, ed ogni paese ha la sua razza locale, a cominciare dal nostro che, come dissi, vanta le sue padovane, piacentine, romagnole ecc. ottime produttrici di carne e sopratutto rusticissime. Il Belgio si trova bene delle sue Laplaigne e Forest, non parliamo della Francia la cui Rouen è ovunque nota ed apprezzata a buon diritto, cui segue da vicino la Duclair; altrettanto gloriosa va l'Inghilterra della sua Aylesbury. Ma come ho già sottolineato e come risulterà anche col seguito la razza che a conti fatti ha preso più piede un po' dappertutto, quella che si può dire eminentemente industriale per precocità, volume, rusticità, tant'è vero che negli stabilimenti americani a produzione intensiva vien quasi esclusivamente allevata è la Pechino, che or sono appena cinquant'anni era pressochè ignorata in Europa ed in America, mentre occupa ormai il primo posto e ciò è dovuto alle eminenti qualità di cui madre natura l'ha adornata. Principieremo dalle europee per passar alle anatre provenienti da altri lidi.

Forma quest'anatra a giusto titolo l'orgoglio degli allevatori della Normandia, poichè pel suo volume, per la carne squisita, per la grande attitudine all'ingrassamento va posta in prima linea; se ha conservatola brillante livrea del Germano reale, per tutto il resto l'anatra di Rouen si allontana grandemente dal selvatico proavo.

Come in questo, la testa ed il collo del maschio sono di un bel verde smeraldo a riflessi metallici cangianti, lo stesso anello di piume bianche divide quasi in due parti testa e collo; il becco è giallo, leggermente verdastro verso gli occhi; petto bruno rossiccio vinato; ventre e fianchi grigio cenerino: dorso bruno più o meno scuro; penne dell'ala grigio bruno con striscie alternate di bleu brillante e di bianco; quelle della coda sono grigio bruno striate di bianco, con qualche pennina nera, brillante, arricciata, distintivo del sesso come già si è detto; tarsi e dita, giallo arancione scuro.

Tale è la livrea del maschio durante l'epoca della fecondazione, che depone poi per rivestirne una press'a poca uguale a quella della femmina nella stagione di riposo.

Nella femmina i colori del manto non sono sempre ben determinati; se ne trovano di piumaggio a fondo chiaro, mentre in altre è assai scura; l'una ha il collare non ben spiccante sul fondo, ma un po' sfumato, in altre è pochissimo pronunciato; in questa lo specchio dell'ala si avvicina ai distintivi proprii al maschio, non esiste invece affatto alcun segno in altri individui femmine. Il fondo della livrea in generale dev'essere grigio bruno ed ogni piuma macchiata di bruno con una orlatura bruno scuro o nocciuola.

Gl'inglesi, noti abilissimi modificatori di caratteri degli animali domestici in genere, trasformatori,miglioratori, sacrificando talvolta fin troppo alla mania, a detrimento di qualità intrinsiche, hanno voluto perfezionare anche l'anatra di Rouen, non tanto dal lato della livrea per la quale ottennero maggior regolarità, quanto da quello del volume che hanno reso anche più forte. È un lavoro che merita considerazione ma che non ha valore se non è seguito con la più rigorosa selezione continua, altrimenti il frutto va perduto; e poi resta a sapersi se animali così diligentemente selezionati conservino la rusticità del tipo originale. Il manto scuro del tipo inglese si ebbe probabilmente dall'incrocio del Rouen francese chiaro con quella prossima parente che è la Duclair pure normanna, ma dal piumame scurissimo; il volume poi è dovuto oltre che alla selezione, ad una alimentazione speciale ed a qualche altra misura, formante il segreto di quegli strenui allevatori.

È positivo che la Rouen inglese si presenta superiore ai tipo francese in tutte le esposizioni, sia per la regolarità e perfezione di piumaggio come per imponenza, tanto che le maggiori distinzioni vanno sempre al tipo modificato; ciò non prova però che sia il migliore sotto tutti i riguardi e siccome non c'è rosa senza spine, così per mantenere quel grado di perfezione richiesto negl'individui dalla livrea scura, si cade facilmente nel pericolo che presenta una continuata consaguineità coi relativi inconvenienti della delicatezza e spesso della sterilità dei riproduttori.

Ecco i distintivi caratteristici delle livree posti a confronto:

MASCHIO

Tipo ingleseTestalunga e forte d'un bel verde scuro, brillante, senza alcun miscuglio di grigio o di nero;colloassai lungo dello stesso colore del capo fino al mezzo-collare bianco puro.Beccoverde meno che alla protuberanza carnea, nera; il giallo verdastro è bandito dai puristi.Tipo franceseTestaecolloverdi con collare bianco sul davanti che abbraccia circa i 3/4 del collo; becco giallo forte con una tinta verdastra vicino agli occhi.

Tipo ingleseTestalunga e forte d'un bel verde scuro, brillante, senza alcun miscuglio di grigio o di nero;colloassai lungo dello stesso colore del capo fino al mezzo-collare bianco puro.Beccoverde meno che alla protuberanza carnea, nera; il giallo verdastro è bandito dai puristi.

Tipo inglese

Testalunga e forte d'un bel verde scuro, brillante, senza alcun miscuglio di grigio o di nero;colloassai lungo dello stesso colore del capo fino al mezzo-collare bianco puro.Beccoverde meno che alla protuberanza carnea, nera; il giallo verdastro è bandito dai puristi.

Tipo franceseTestaecolloverdi con collare bianco sul davanti che abbraccia circa i 3/4 del collo; becco giallo forte con una tinta verdastra vicino agli occhi.

Tipo francese

Testaecolloverdi con collare bianco sul davanti che abbraccia circa i 3/4 del collo; becco giallo forte con una tinta verdastra vicino agli occhi.

Pettod'un bel colore marrone unito, senza traccia di orlatura bianca; questa tinta si prolunga fino al principio delle spalle e scende abbastanza in basso.Pettomarrone rossiccio con leggera lista bianca nella punta di ogni piuma.

Pettod'un bel colore marrone unito, senza traccia di orlatura bianca; questa tinta si prolunga fino al principio delle spalle e scende abbastanza in basso.

Pettod'un bel colore marrone unito, senza traccia di orlatura bianca; questa tinta si prolunga fino al principio delle spalle e scende abbastanza in basso.

Pettomarrone rossiccio con leggera lista bianca nella punta di ogni piuma.

Pettomarrone rossiccio con leggera lista bianca nella punta di ogni piuma.

Ilventre, il resto del petto e le coscie, grigio perla uniforme. Non è ammesso il colorito biancastro che potrebbe prodursi sui fianchi e nella vicinanza della coda.Ventregrigio bianco.

Ilventre, il resto del petto e le coscie, grigio perla uniforme. Non è ammesso il colorito biancastro che potrebbe prodursi sui fianchi e nella vicinanza della coda.

Ilventre, il resto del petto e le coscie, grigio perla uniforme. Non è ammesso il colorito biancastro che potrebbe prodursi sui fianchi e nella vicinanza della coda.

Ventregrigio bianco.

Ventregrigio bianco.

Dorsoe reni, neri a riflessi verdi; la tinta passa al grigio nell'avvicinarsi all'ala, le cui penne del volo, presso la spalla, sono grigio scuro quasi bruno.Dorso(parte superiore) grigio perla piuttosto scuro.

Dorsoe reni, neri a riflessi verdi; la tinta passa al grigio nell'avvicinarsi all'ala, le cui penne del volo, presso la spalla, sono grigio scuro quasi bruno.

Dorsoe reni, neri a riflessi verdi; la tinta passa al grigio nell'avvicinarsi all'ala, le cui penne del volo, presso la spalla, sono grigio scuro quasi bruno.

Dorso(parte superiore) grigio perla piuttosto scuro.

Dorso(parte superiore) grigio perla piuttosto scuro.

Specchiodell'ala: una larga striscia a riflessi metallici, ben regolarmente orlata da una stria bianco argenteo, preceduto da stretta striscia nera.Specchiodell'ala, ossia le penne superiori dell'ala in covertura, verde, fra due striature bianche.

Specchiodell'ala: una larga striscia a riflessi metallici, ben regolarmente orlata da una stria bianco argenteo, preceduto da stretta striscia nera.

Specchiodell'ala: una larga striscia a riflessi metallici, ben regolarmente orlata da una stria bianco argenteo, preceduto da stretta striscia nera.

Specchiodell'ala, ossia le penne superiori dell'ala in covertura, verde, fra due striature bianche.

Specchiodell'ala, ossia le penne superiori dell'ala in covertura, verde, fra due striature bianche.

Codabruno scuro.CodaGrigio bianco con un mazzetto di pennine arricciate.

Codabruno scuro.

Codabruno scuro.

CodaGrigio bianco con un mazzetto di pennine arricciate.

CodaGrigio bianco con un mazzetto di pennine arricciate.

I caratteri principali del tipoinglesenella femmina, che del resto diversificano di poco da quelli della femmina Rouen francese, sono i seguenti:

Testa: bruno cupo sulla parte superiore e più chiaro sui lati; faccia attraversata da una linea orizzontale bruno scurissimo che attraversa pure l'occhio, il quale è bruno come nel maschio; becco bruno scuro orlato di verde scuro, il disotto è bruno chiaro.

Collo: bruno senza traccia di collare.

Petto, ventre spalle: coperte di piume la cui orlatura è bruno nocciuola, seguita da una striscia elittrica bruna, scurissima, nerastra, poi da una bruna nocciola, e nel mezzo, bruno scurissimo.

Dorsoereni: dalle spalle alla coda il disegno è meno pronunciato; a distanza sembrano bruno scuro unito.

È quasi inutile dire che degli animali in cui si trovino riunite tutti i caratteri che effettivamente dovrebbero possedere per essere conformi allo standard sono ben difficili per non dire impossibili da rinvenire; dei prodotti anche se non perfettissimi sono sempre individui da esposizione e si capisce come certi anatrotti se li disputano a suono di sterline. Ma dal punto di vista della pratica, di chi non ha altro scopo fuorchè di trarre un reale profitto dagli animali che alleva, le cose si presentano sotto un aspetto diverso, certi dettagli, certe sfumature scompaiono se ci si trova davanti ad individui di vero merito intrinseco.

Quali siano i punti essenziali che l'allevatore industriale o chi va alla ricerca del buono, dell'ottimo anzi, ma senza tante quisquiglie, ce li indica uncultore della razza normanna il Ramé; riportiamo, condensando, quanto egli ne scrisse nell'Eleveur.

Anatra di Rouen

Anatra di Rouen

Nell'anatra di Rouen, ciò che si deve innanzi tutto ricercare è la corporatura voluminosa, unitamente alla lunghezza del corpo, ben più che la regolarità della livrea; un individuo, non ingrassato, può pesare fino a quattro chilogrammi e mezzo, mai meno di tre e mezzo, quattro è la media. Quanto alla lunghezza lo stesso Ramé cita uno dei suoi allievi, maschi misurante 90 centimetri dalla punta dei piedi all'estremità del becco, in posizione della testa in basso ed il collo allungato. Uno dei punti essenziali richiesti è l'orizzontalità della posizione nel Rouen, proprio quasi all'opposto di quella dell'anatradi Pechino il cui atteggiamento è eretto. Il piede dev'essere forte, grosso e piuttosto lungo.

I giovani dell'annata, pesati in Novembre o Dicembre, raggiungono quasi lo stesso peso degli adulti; fino ai quattro mesi gli anatrotti maschi hanno la stessa livrea delle femmine e cioè la magliatura delle penne di queste, salvo all'estremità del dorso dove le penne del maschio non sono magliate, mentre lo sono quelle delle femmine. I maschi adulti riprendono durante l'estate il piumaggio di giovani che conservano per due o tre mesi, quindi indossano il manto di gran gala, ed è in quest'epoca che convien giudicarli.

Nella femmina si ricercherà più ancora del volume la lunghezza del corpo che, nella posizione più sopra indicata per misurare il maschio, dev'essere di 80 centimetri almeno; un animale può essere grosso ma questa grossezza non sarà che adipe in gran parte, mentre la carne è relativamente poca. Oltre ad una buona conformazione la femmina dev'aver pure un piumaggio irreprensibile e di ciò si è già discorso con la descrizione dei caratteri. Il tipo francese è complessivamente più chiaro ed anche gl'individui più scuri lo sono meno di quelli tipo inglese; il Brechemin assicura di aver osservato che le femmine più chiare erano generalmente le più grosse.

L'anatra di Rouen chiara, la legittima, sia la sua livrea più o meno caratteristicamente disegnata, è senza alcun dubbio fra le migliori che si possano allevare anche dal campagnuolo; oltremodo rustica, prende facilmente in grasso, e la femmina ben nutrita, con alimentiin cui entri a far parte l'elemento azotato, dà presto uova e la fetazione dura a lungo.

Incrociata con un maschio di Muschiata, la femmina Rouen dà poi dei prodotti enormi che s'ingrassano meravigliosamente, dando dei fegati grossi, finissimi, che servono a fabbricare famosi, delicati e saporiti pasticci.

L'anatra di Duclair.

L'anatra di Duclair.

È questa una varietà della classica Rouen ma di livrea molto più scura; ha, del resto, con essa comune l'origine essendo pure un prodotto della Normandia e viene allevata nelle medesime contrade e non molto distanti; ha ugual attitudine all'impinguamento, è altrettanto precoce, non è tuttavia faciletrovar individui di mole imponente quasi quanto quelli della Rouen pura; al suo attivo ha poi il merito della rusticità anche maggiore, cosa che la rende più vantaggiosa per l'allevamento rusticano, e ciò si spiega forse, considerando che la Duclair non è stata sottoposta come la Rouen a prolungata selezione e quindi alle conseguenze d'un'eccessiva consanguineità, nè sarebbe probabilmente il caso di cercar il meglio, che non di rado è nemico del bene. La Duclair è una robusta figlia della campagna normanna ed è da credere che nessuno pensi a pretendere da essa più di quanto dà, che è già molto; se selezione dovesse farsi sarebbe solo nel senso di limitare il bianco del petto che, troppo esteso come si osserva negli individui presentati nelle mostre recenti di avicoltura, poco per volta può degenerare in albinismo.

Il maschio ha dei riflessi verdi smaglianti sulla testa e sul lato posteriore del collo; sopra l'occhio un tratto bianco spicca sul fondo scuro del capo. La parte anteriore del collo ed il petto sono di un bel bianco puro e fanno un contrasto stupendo sull'insieme scuro del corpo. Becco verde cupo; zampe brune.

Nella femmina predomina il bruno scuro, interrotto solo dal bianco del petto come nel maschio. Le penne sono però orlate con una lista più scura del fondo della livrea, ma poco sensibile. Becco nero; zampe bruno rossiccio.

Gli anatrotti Duclair nascono rivestiti di una lanuggine bruno e giallo come quelli della Rouen e si allevano con la massima facilità.

La Duclair tal quale ora la si conosce è un'anatra sempre di gran lunga superiore per volume aquelle che generalmente vengono allevate nelle campagne.

Se i francesi vanno superbi della loro Rouen, attraversando la Manica troviamo degli allevatori che a loro volta incensano un'anatra per così dire nazionale, quantunque allevata intensivamente in qualche parte soltanto del paese, precisamente nel distretto di Aylesbury, benchè sia sparsa un po' dappertutto, e da esso trae il suo nome. Colà quasi tutti gli abitanti tengono un gruppo e si danno all'industria della produzione degli anatrotti, per venderli allorquando hanno otto a dieci settimane sul mercato di Londra che dista circa 80 chilometri, la qual cosa possono fare per la grande precocità della razza e grazie ai sistemi razionali d'allevamento.

L'anatra di Aylesbury pura è un animale aristocratico che ha bisogno di cure speciali non solo per esser conservata nella sua tipica purezza di razza, ma anche nella livrea candidissima, nel roseo becco, cose cui tanto tengono gli allevatori che espongono ed i giurati, naturalmente. Gli allevatori di campagna che si dedicano alla speculazione di cui ho parlato non vanno a cercar tanto il pelo nell'uovo, come si suol dire ed a certi caratteri di cui fanno sì gran caso ifanciersnon fanno troppa attenzione; essi allevano questa razza perchè dà dei prodotti precoci, di un bel volume, di carne fina che vendono a buone condizioni, ciò loro basta.

Vediamo dunque dapprima quanto valga l'Aylesbury sotto il rapporto del tornaconto tenendo presenti le pratiche in uso in quelle campagne inglesi.

Intanto, per ottenere una maggior rusticità che nella razza in parola non è la quantità prevalente, quegli allevatori non si fanno scrupolo d'incrociar l'Aylesbury con l'anatra di Pechino, la quale oltre alla precocità uguale di sviluppo, non è inferiore per volume quando non è superiore, ed infine hanno entrambi la stessa livrea bianca, d'un bel bianco argenteo l'inglese, di tinta tendente al giallino la cinese, ma questo non è un gran difetto per dei giovani animali votati al sacrifizio all'età di due mesi o poco più.

I riproduttori, contraddistinti da segnali a colori secondo se appartengono ad un proprietario piuttosto che ad un altro, sono lasciati in libertà e vanno a sollazzarsi nel corso d'acqua che generalmente attraversa il villaggio; giunta la sera, un po' come si pratica dalle nostre parti per le oche, i branchi, composti per lo più di un maschio con quattro o cinque femmine vengono sospinti verso le loro rispettive dimore; dove trovano una buona alimentazione ed unconfortablealloggio in qualche baracca ben riparata od anche nella stessa abitazione famigliare.

In Dicembre, le uova raccolte si danno a covare a delle galline di grosse razze; queste le covano i soliti 28 giorni e dopo nati gli anatrotti rimangono sotto la chioccia fino a che siano ben asciutti e possano star in piedi. Dopo qualche giorno si riuniscono tre o quattro covate sotto una stessa chioccia ricoverata in qualche camera od entro una capanna con gli anatrotti, in gruppi di trenta o quaranta, separatida divisori bassi in legno. Se ne vedono perfino due a tre mila nello stesso edifizio.

Non si lasciano mai andar all'acqua, si tengono ben asciutti e puliti su strati di paglia d'orzo;il loro nutrimento è composto d'uova sode schiacciate, mescolate con riso e fegato di vitello trinciato, distribuito parecchie volte al giorno durante quindici giorni, poscia con pastoni di farina d'orzo stemperata nell'acqua in cui si è fatto bollire del sego in pani e talvolta vi si aggiunge della carne di cavallo.

Le anatrine sono tenute continuamente nel rinchiuso dove però ricevono quanto nutrimento possono prendere, ed a loro disposizione trovano una vaschetta piena d'acqua con della sabbietta o piccola ghiaia che aiuta alla digestione degli alimenti. Ed ecco tutto ciò che occorre per produrre gli anatrotti da tavola precoci.

La muta incomincia verso l'età di dieci a dodici settimane;per cui ove si continuasse a mantenere uno di questi giovani animali dopo quest'età esso non guadagnerebbe altro in peso mentre invece perderebbe in qualità;l'utile dunque consiste nel mandarle al mercato verso le otto a dieci settimane d'età, poichè tenendole fino a sette od otto mesi, oltrechè sarebbero di qualità inferiore per la tavola, sono venute a costar assai più ed hanno per tal modo assorbito in beneficio. Il campagnuolo che agisse in questa guisa non conoscerebbe il proprio interesse ed ove si lamentasse che l'anatra non rende, meriterebbe un brevetto che nessuno di quei anatricultori ambisce.

Quest'industria è anche più profittevole se si considera che viene esercitata in un'epoca in cui ilavori campestri lasciano ai coltivatori tutto il tempo necessario per dedicarsi all'allevamento degli anatrotti.

Ma ci sono anche tante persone che si preoccupano meno dell'utile ed allevano per loro piacere e talune in vista di vendere o di esporre i riproduttori ed i giovani allievi nello scopo di conseguire un certo lucro; è noto come in Inghilterra le esposizioni seguono le esposizioni e quanto sia facile ricavare dei prezzi elevati da animali perfetti;industria anche questa benchè di genere diverso.

I caratteri che si esigono per delle anatre Aylesbury da concorso sono i seguenti:

Latestadeve parer forte ed esser diritta e lunga, l'occhioscuro, ilbeccolungo, largo, diritto, formante una linea quasi retta a partire dalla sommità del cranio; la lunghezza della testa e del becco nel maschio è di 16 centimetri circa, e di 14 centim. circa nella femmina; il colore del becco è bianco roseo o carnicino. Ilcolloè lungo, piuttosto forte, ben proporzionato, come spessore, al corpo. Ilpettopieno e profondo; losternoben diritto e forte. Itarsied ipiedisono forti e spessi, d'ossatura pesante e disposti in modo che il corpo abbia una posizione perfettamente orizzontale; il loro colore dev'essere arancione acceso.

Le dimensioni del corpo; il quale sarà il più voluminoso possibile, dovranno essere di 90 centimetri dalla punta del becco alla estremità delle dita, misurando il volatile disteso su un tavolo; peso da 4 chilogr. a 4,500.

L'anatra di Aylesbury

L'anatra di Aylesbury

La femmina misurerà 2 centimetri meno del maschio ed il peso dovrà essere inferiore solo di mezzo chilogr. a quello del maschio.

Il piumaggio ha da essere bianco puro, senza macchia e sericeo tanto da rassomigliare a del raso ed averne il brillante e ciò sia nel maschio come nella femmina; il maschio ha il solito distintivo delle penne arricciate sulla parte superiore della coda.

I caratteri tipici della razza più difficili da conservare nella loro purezza sono la tinta argentea del manto ed il color rosa pallido del becco, quelli insomma che ne fanno un animale raffinato, delicato in certi particolari, aristocratico; la qualità degli alimenti può dare una leggera tinta giallognola al piumaggio ed al becco, ciò che costituisce un difetto, non ammissibile quindi in animali veramente scelti. Il niveo manto ed il becco roseo non si mantengono poi di certo per poco che l'acqua di cui si abbeverano o nella quale vanno a bagnarsi abbia un fondo di ghiaia limacciosa e dove entri qualche principio ferruginoso; gli abbeveratoi in ferro fuso vanno perciò proscritti. L'Aylesbury si potrà conservare nella purezza dei suoi caratteri assai più facilmente nel suo paese natìo ed in special modo grazie alle cure che l'allevatore appassionato od interessato può prodigarle.

E quando avremo detto che quest'anatra, oltre alla precocità, al volume, alla fetazione abbondante, produce una carne tenera, fine, bianca e con la sua bianca livrea delle piume ed un piumino apprezzati sovra ogni altra dai commercianti, parrebbe difficile dire ed ottener di più e meglio in fatto di anatre da prodotto e da sport insieme.

Eppure qualcosa di superiore ancora all'Aylesbury, se non dal lato sportivo, da quello industriale lo si ha in quell'anatra che si ritiene provenga in diretta linea dal paese di Confucio, conosciuta però soltanto un mezzo secolo fa in Europa, mentre era già assai diffusa in America prima d'allora; anzi colà ha fatto tanta strada, ha preso tal predominio che i grandi stabilimenti di anatricoltura non tengono che la razza di Pechino.

L'anatra di Pechino

L'anatra di Pechino

Sull'Aylesbury benchè condivida il bianco piumaggio la Pechino ha il prevalente pregio di esser più robusta, oltre ad aver una precocità per lo meno uguale, volume e fecondità non inferiore. Il candore della livrea non ha la tendenza all'argenteo dellaregina delle anatre inglesi, nella pechinese il bianco accenna al giallino dello zolfo ed in certi individui si avvicina debolmente al zafferano, ciò secondo il gusto degli allevatori per i quali la tinta più o meno gialla è questione di simpatia e di esperienze passionali.

Anche il portamento è diverso, orizzontale nell'Aylesbury è eretto nella Pechino, tanto che forma un angolo pronunziatissimo, e si direbbe che cerchi di prendere la posizione verticale come si ha nella Corritrice indiana; nel tipo primitivo quest'attitudine era anche più accentuata di quella degli individui che attualmente si vedono, in cui va perdendo alquanto della sua caratteristica.

I primi esemplari di questa preziosa razza, che, volere o volare, ha conquistato il primitivo posto nel mondo degli allevatori d'anatre, vennero in Europa verso il 1870 ed il Vander Snickt, il compianto allevatore e scrittore belga, morto pochi anni fa, ne acquistò in quell'epoca a Londra una coppia trovata su una nave proveniente dalla Cina dove era stata imbarcata pel servizio di tavola dei viaggiatori ma miracolosamente scampata al coltello del cuoco di bordo. Forse sfogliando i giornali inglesi di quel tempo si potrebbero conoscer meglio le origini e la data delle prime importazioni dall'Estremo Oriente o dall'America; ma questo non ha una grande importanza ciò che si può constatare è che ben pochi animali come questo si diffusero in Europa come l'anatra di Pechino.

Anche in Italia vennero ben presto in voga, e fin dal 1889 ne importai anch'io, ora non ricordo più di dove, una coppia, della quale potei subito osservareed apprezzare la fecondità straordinaria e la grande rusticità dei pulcini; le uova schiudevano tutte o quasi, gli anatrotti venivan su per incanto, cosicchè in poco più d'un anno possedevo un gruppo numerosissimo. Tenevo pure dei bellissimi Rouen ma questi rimanevano indietro assai per produzione ed anche per celerità di sviluppo, agl'infaticabili, ai precocissimi Pechino.

Come in Inghilterra, l'anatra di Pechino attecchì subito anche in Francia, in Germania; sembra che gli individui della prima importazione d'America fossero alquanto scadenti dal lato della carne, per cui gl'inglesi pensarono subito a modificar la razza mediante incrocio con l'Aylesbury; dal canto loro i tedeschi presero ugual misura incrociando con razze paesane. Simili modificazioni andarono, naturalmente, a detrimento di qualche carattere saliente del tipo originale, specie dal punto della posizione eretta, in cui il treno posteriore dell'animale poggia in terra, ma le altre prerogative della razza sono rimaste inalterate e se si è ottenuto il vantaggio della carne migliore, non c'è da rammaricarsi troppo dell'iniziativa degli allevatori europei.

Un'altra caratteristica speciale all'anatra di Pechino che non si riscontra nelle razze europee ma soltanto nella Muschiata del Sud-America è la criniera che dalla nuca scende al collo; ma anche questa è scomparsa completamente o quasi negl'individui che si vedono oggidì in Europa; l'assenza di quest'ornamento non è cagione di squalifica nè influisce menomamente sulle qualità preziose della Pechino, che sono parecchie.

I diversi caratteri di quest'anatra sono:

Maschio:Testaassai voluminosa,frontealta,occhiopiccolo, nero,beccocorto, color arancione,colloforte e lungo, con o senza criniera;dorsolunghissimo, in forte pendenza verso lacodaeretta verticalmente;pettomolto largo, ben arrotondato e profondo;zampecolor arancione, poste molto indietro sul corpo, ciò che dà al volatile la posizione eretta speciale che lo caratterizza.Piumaggiodi tinta giallina più o meno pronunciata.Pesoquattro chilogr. a quattro e mezzo.

Femmina. Gli stessi caratteri del maschio, senonchè è di proporzioni qualche poco inferiori quindi anche di peso minore; non ha le penne arricciate alla coda che distinguono il maschio.

La femmina dà fra le 100 a le 120 uova all'anno senza interruzione; generalmente non cova e le sue uova, la cui incubazione dura da 28 a 30 giorni si danno a covare a galline od a tacchine nei piccoli allevamenti ed alle macchine nei grandi. Gli anatrotti nascono coperti da una leggera lanuggine giallina, e dopo un certo tempo si dà loro la via, usando per essi gli uguali riguardi riservati alle bestiole di altre razze per quanto nulla affatto più delicate, tutt'altro.

Riassumendo i vantaggi che presenta l'allevamento dell'anatra di Pechino, troviamo, oltre ad una fetazione non comune e precoce, poichè incomincia all'età di cinque o sei mesi, un rapido, precocissimo sviluppo degli anatrotti, unitamente all'attitudine a prender il grasso come in poche altre razze; rusticità stragrande, sia negli adulti come nei giovani, piumaggio bianco, soffice, abbondante, quindi commerciabilissimo,carne eccellente e bianca. E con doti simili, universalmente riconosciute non c'è da meravigliarsi se l'anatra di Pechino si è imposta e dappertutto trionfa.

È l'ultima arrivata nell'agone, essendo stata creata sono pochi anni in Inghilterra e non senza ragione viene chiamata l'anatra dell'avvenire, poichè, come lo proclamava ancora recentemente un allevatore italiano nelGiornale degli allevatori, è per ogni riguardo raccomandabilissima: fattrice di primissimo ordine tanto d'autunno che d'inverno d'uova più grosse di quelle di gallina e di gusto delicato, con una media di 200(!) e più all'anno, produttrice di carne bianca, fina squisita, facile all'ingrassamento, refrattaria ad ogni malattia ed all'umidità sempre che sia tenuta a dormire in asciutto, l'Orpington compendia tutte le qualità migliori che si possano desiderare in un volatile domestico.

Per parte mia non avendone mai allevato nulla potrei dire che confermasse o menomasse i meriti attribuiti a quest'anatra, ma l'elogio riferito è condiviso, per quanto un po' vagamente da scrittori avicoli moderni quali il Pascal ed altri esteri; uno di questi ultimi pone in evidenza il fatto che in tutti i concorsi di produzione tenuti in Australia ed in America l'Orpington fulva è stata la sola concorrente seria dell'Indian Runner, di cui parleremo fra breve, con una media di 228 uova deposte da ognuna delle vincitrici.

L'anatra Orpington detta pure Kaki per la sua livrea color fulvo tendente al marrone che ricorda la tinta dell'uniforme da campagna dei militari inglesi, proviene, a quanto pare, da un incrocio di Rouen chiare con corritrici indiane fulve, altri ritiene sia frutto di un miscuglio in cui sarebbero entrati, oltre la Corritrice, l'Aylesbury, la Rouen e la Cayuga; la «cucinatura» (adopero questo termine adatto al caso trattandosi del creatore della razza M.r Cook; quale orribile bisticcio anglo-italiano!) venne operata ad Orpington nello stesso feudo dove era stata creata antecedentemente la gallina divenuta così celebre. Che l'anatra Orpington sia il risultato di un lungo e multiplo lavoro d'incrocio è facile desumerlo dalla scarsa fissità di caratteri negli individui conosciuti, almeno fino a poco tempo fa; è raro il caso d'individui uniformemente fulvi, e che tali si riproducono regolarmente, di un fulvo caffè-latte o camoscio come sarebbe l'ideale; il bianco vien quasi sempre fuori e così anche si deve cercare che le macchie scure, ereditate dalle Rouen siano, massime nelle femmine, il meno possibile visibili. Negl'individui risultati dai primi incroci ve n'erano con livrea in cui la maggioranza delle piume era color grigio ardesia, ciò che farebbe dubitare che nella cucinatura cui ho alluso, entrasse allora il sangue dell'anatra Svedese, di cui si parlerà col seguito, mentre in altre il piumaggio era di tinta fulva; poco per volta questo tipo venne quasi abbandonato e quello adottato definitivamente e comunemente è quello Kaki.

E di questo sono le caratteristiche ammesse:

Maschio. Testafina assai elegante, verde bronzato;beccogiallo più o meno arancione; il colore del capo si prolunga fino a quasi metà del collo.Dorsolargo e lungo interamente fulvo come ilpettoche dev'essere ben sviluppato e carnoso; la tinta volge di nuovo al verde bronzato verso la parte posteriore del corpo.Codadello stesso colore, piccola. Il piumaggio è più o meno contornato da una tinta più scura.Tarsiepiediarancione.

Pesodel maschio, 3 a 4 chilogrammi.

La posizione del corpo si avvicina alquanto a quella dell'Indian runner, la cui influenza si fa sentire come quella del Rouen nell'orlatura delle piume.

Femmina.Interamente color fulvo o kaki con una sottile striscia più scura sugli orli d'ogni piuma.

Becco giallo. Assenza del ciuffetto di piume ricciute al portacoda, prerogativa del maschio nelle razzeeuropee. Atteggiamento come nel maschio.

Alle doti preclare di cui va adorno questo prezioso acquisto dell'avicoltura inglese, che già enumera, non va dimenticato di aggiungere che l'Orpington non richiede in modo alcuno l'acqua per bagnarsi e nemmeno è indispensabile per la fecondazione; l'Orpington è poi anche di carattere tranquillo, non è schiamazzatrice. Certamente, perchè dia il massimo rendimento ha bisogno di spazio ed i prati che sono per essa un soggiorno agognato, dove troverà da pascolare largamente con non lieve economia per l'allevatore, sono quanto di più indicato si possa procurarle; non per nulla scorre nelle sue vene il sangue dell'Indiana.

Secondo se si tratta di produzione d'uova e di riproduttori oppure di anatrotti precoci da consumo,l'incubazione andrà fatta a partire dal Febbraio ed in caso diverso, nel Dicembre. Facendo covar le uova di Orpington nei primissimi mesi dell'anno, siccome le femmine incominciano là fetazione quando hanno sei mesi d'età, si otterranno delle uova nella stagione in cui generalmente le galline non ne dànno, e sono grosse uova eccellenti; inoltre gl'individui primaticci daranno dei riproduttori più robusti potendo svilupparsi durante i mesi migliori, preferibili quindi assai a quanti nati più tardi; ove, invece, si pongano le uova all'incubazione nel Dicembre gli anatrotti che nasceranno potranno già nel Marzo venir ingrassati, in un'epoca perciò nella quale i futuri pollastri pigolano ancora; gl'industriali inglesi scelgono appunto l'epoca suindicata per ingrassare le giovani anatre già sviluppate e robuste per mandarle al mercato.

L'alimentazione dell'Orpington non è nè più complicata nè più costosa di quella che si usa dare e che occorre a tutte le altre anatre da allevare per serio profitto e che ne meritano il conto. Inutile ripetere che avendo a sua disposizione una prateria, quest'anatra saprà ben trarne profitto per una buona parte della alimentazione, ma non bisogna basarsi unicamente su questo genere di nutrimento, che va corroborato con dei buoni pastoni nei quali l'elemento carneo non venga trascurato, sangue cotto, ritagli, farina di carne e di pesce, panelli tritati, misti a crusca e farina grossolana, trifoglio fresco o secco, cavoli ecc. ecc., tutto il solito corredo insomma d'ingredienti senza del quale anche l'anatra della miglior razza dà solo una meschina produzione e tende a degenerare.

Per finire, se la Pechino è un'anatra straordinaria, la Kaki Orpington è una competitrice seria che in alcuni casi e date certe circostanze può non solo rivaleggiare ma anche sorpassare, ma non credo riuscirà mai a soppiantare la figlia del Celeste Impero, non foss'altro per la questione della selezione sempre assai più difficile in una razza formata com'è quella del noto allevatore inglese in confronto ad una da gran tempo fissata qual'è la semplice, popolare, pechinese.

Ecco l'anatra che si può chiamar la Leghorn delle anatre, quanto dire, cioè, la miglior fetatrice di tutte quante si conoscono, e come si è visto testè a proposito dell'Orpington, pare abbia trasfuso in quest'ultima l'ammirevole qualità di straordinaria fetatrice che la rendono tanto preziosa per chi la possiede, e può allevarla; ma come succede per la regina delle produttrici d'uova qual'è la gallina italiana, il volume è deficiente, il suo peso non oltrepassando i due chilogrammi, la carne è tuttavia ottima.

La Corritrice viene dall'India e quantunque non sia conosciuta da ieri in Europa, i primi esemplari essendo stati importati in Inghilterra or è assai più di mezzo secolo, da pochi anni soltanto ha attratto su di sè l'attenzione degli avicultori inglesi, per la sua incomparabile produzione superiore assai a quella delle migliori galline, trattandosi comunemente di 200 a 250 uova all'anno, e la sensibile precocità sua, doti entrambe in sommo grado apprezzabili. Un allevatoreinglese asserisce di aver fatto schiudere in Marzo delle anatrine di questa razza e queste avevano già incominciato a far uova nel Luglio successivo, continuando durante alcune settimane, dopo di che entrarono in muta, per riprendere verso S. Martino (11 Novembre) e seguitarono quasi tutto l'inverno malgrado il gelo e la neve.

La sua attività nel gettarsi alla ricerca d'insetti, di lumache che va a scovare perfino nei loro nascondigli ha procurato a questo singolare palmipede, pel quale, fra parentesi, l'acqua è un elemento affatto inutile se non per dissetarsi, l'appellativo diIndian Runner, Corritrice Indiana, non essendosene trovato uno migliore per qualificare la propria irrequietezza e l'origine. È curiosa da osservare quando cammina, non si dondola come le altre anatre ma trotterella, fa dei passettini corti, corti, svelta come un topo. Come nella Pechino, ma anche molto più pronunziata, è la posizione del suo corpo; esso è quasi a perpendicolo, formante un angolo di circa cinquanta gradi col suolo, press'a poco come in quello strano palmipede selvatico dalle ali a moncherino che è il pingoino.

La Corritrice Indiana è rusticissima, ha il difetto di essere piccolina, ma la sua carne è ottima, fina, saporitissima, non adatta però per l'ingrassamento. I piccini sono robusti, si allevano facilmente e crescono in minor tempo ancora dei Pechino, al punto che sono mangiabili un mese prima di questi ultimi; solo è questione di volume.

Tutto sommato quest'anatra ha dei numerosi punti buoni al suo attivo e nel momento attuale èmolto più in voga presso gli allevatori inglesi di quanto lo sia la nazionale Aylesbury; la sua rusticità, il quasi nessun costo della alimentazione, la fetazione inarrivabile ne fanno un volatile d'infinito valore; le uova, anche d'anatra, sono oggidì un prodotto così stimabile che val la pena di occuparsi seriamente d'una fattrice tanto sublime e ciò succede così infatti colà dove l'interesse va quasi mai scompagnato dal dilettevole; se, almen lo si comprendesse anche da noi!

Anatre Corritrici Indiane

Anatre Corritrici Indiane

Il piumaggio della Corritrice è bianco e fulvo, più o meno scuro; le macchie di color fulvo si presentano con notevole regolarità, il fulvo partendo dalla guancia contorna l'occhio, ricopre la sommitàdel capo e scende fino ad un certo punto del collo, dove la piuma è bianchissima; dalla base del collo all'origine delle ali il fulvo si estende comprendendo l'intero torace e si prolunga in punta sulla schiena, poi il bianco riprende, copre le ali e il ventre, quindi il fulvo riappare sul dorso verso il treno posteriore.

La Corritrice Indiana ha gli occhi posti molto in alto, ed il becco non deve far angolo di sorta col cranio, ne è come la continuazione; una conformazione diversa è indizio d'incrocio. Il lungo collo, finissimo, si allunga poi a dismisura durante il periodo della fetazione, che non è breve.

Nascendo l'anatrotto della Corritrice ha il becco verde e giallo, e questo diventa completamente verde soltanto allorquando il volatile ha compiuto l'anno. Le zampe sono nei due sessi di un bel giallo arancione.

Nello stesso modo che al tacchino, importato dall'America del Nord furono dati più e diversi nomi allorquando venne conosciuto nelle diverse parti d'Europa, anche l'anatra venuta dall'America Meridionale ricevè svariate denominazioni: anatra di Guinea, indiana, turca, di Barberìa, tutte, meno la più semplice, la giusta, quale sarebbe stata quella Sud-Americana, ma era forse... troppo lunga!

Pare che dopo la scoperta del Brasile verso la fine del 1400 — arrivarono in Europa dalle nuove terre numerosi campioni dell'originale palmipede che viveva colà allo stato selvatico; presto venne diffusain Francia dove, disse lo scrittore Belon (1555), era conosciuta col nome di grossa anatra di Guinea e, secondo lui con quello diAnas lybica, mentre ora con lo stesso criterio cervellotico, la si designa colà col nome di anatra di Barberìa. Successivamente diventò, con termine scientifico nuovo:anas moschatae Linneo le appioppò il dilettevole battesimo dianas facienuda papillosa; ma oltre ai diversi termini consacratile dai naturalisti e dal volgo, a quest'anatra fenomenale fu dato ancora un nome, giustificato forse più degli altri, qual'è quello dimutaper significare che va priva, fortunatamente pel comune dei mortali, di quel suono nasale che esce dalla gola ed è comune a tutte le anatre europee, suono sostituito da una specie di sibilo represso, caratteristico di quest'anatra.

Nè ancora è finita la terminologia poichè il grosso palmipede Sud americano vien chiamato nello stesso suo paese d'origine, il Brasile, semplicementepatosforse perchè è quasi grossa quanto un'oca, e... potrei continuare.

Oltre al suo mutismo, quest'anatra ha ancora certi caratteri speciali alla razza, quali sono: una membrana carnosa, rossa, su ognuna delle guancie, una piccola caruncola sulla parte superiore del becco, la mancanza nel maschio, e ben inteso anche nella femmina, del ciuffetto di piume ricurve sulla coda, la tendenza a volar sugli alberi e sui tetti, come allo stato selvatico, e di appollaiarsi sui bastoni in compagnia dell'altra gente alata invece di dormir in terra come fanno le anatre in generale, e finalmente la presenza di alcuno glandole nella parte caruncolatae nel coccige, le quali secretano una sostanza dall'odore del muschio, e da ciò il termine di «muschiata» che, fra gli altri vien dato a quest'anatra sui generis. È già stato fatto osservare che la durata dell'incubazione per le uova della muschiata è più lunga di sette giorni e cioè di 35 invece di 28; anche questa è una sua particolarità.

L'anatra muschiata è la piùterrestredi quante esistano; essa non sente menomamente il bisogno dell'acqua, per bagnarsi le basta quel tanto che le occorre per bere, e ciò è assai importante per l'allevatore, e nemmeno la richiede per l'atto della fecondazione come invece è tanto necessaria alle anatre d'ogni altra razza. La lubricità del maschio se non uguaglia quella del gallo e del tacchino, non è molto dissimile; ad ogni modo è sempre maggiore che in altre razze; oltre a fecondare tutte le compagne che si trovano a sua portata, rincorre talvolta le galline; ond'è che si può essere sicuri che anche tutte le femmine comuni daranno delle uova fecondate dal maschio ardente.

La muschiata allo stato selvatico è un animale dalle forme voluminose ed assai sviluppate, di un buon terzo superiore a quella addomesticata, la quale costituisce però sempre un volatile di fortissime proporzioni; Teodoro Pascal asserisce di aver ottenuto dei maschi lunghi 80 e più centimetri e di oltre 5 chilogrammi e delle femmine di 70 centim. di lunghezza, pesanti più di 4 chilogr. Con una diligente selezione fra i capi più grossi che si trovano negli allevamenti rustici della bassa Italia sarebbe possibileraggiungere negl'individui domestici quasi completamente il volume della muschiata selvatica.

La livrea di quest'ultima è nera con riflessi verdi e con qualche piuma bianca alle ali; ridotta a domesticità la muschiata selvatica ha subìto dei cambiamenti specialmente nel piumaggio, in cui il bianco ne ha invaso gran parte e poi tutto il corpo, talchè vi sono individui di questa razza completamente bianchi. Quelli che popolano i nostri cortili sono ora neri con macchie bianche più o meno pronunciate, ora con manto bruno, oppure grigio, irregolarmente pezzato; è insomma un miscuglio, che del resto nulla toglie ai meriti del grosso palmipede. Per conservare o per ottenere la livrea tipica della selvatica occorre una attenta selezione degli individui dal piumaggio a fondo nero con riflessi verde bronzati.

La diversità di colorazione della livrea e certe sfumature di tinte che si ricercano in altre razze hanno un'importanza molto secondaria; non è nè è mai stata un'anatra da sport, ma unicamente da prodotto e su questo terreno si sente padrona. Oltre ad essere per sè stessa grandemente apprezzabile pel suo volume, per la sua rusticità, essa trasmette queste doti così importanti ai prodotti d'incrocio con femmine comuni e quelli poi ottenuti dall'accoppiamento del maschio sud-americano con femmine di razze scelte quali la Rouen, l'Aylesbury, la Pechino sono straordinarie per mole come per attitudine a prender il grasso. Simili incroci si praticano da tempo nella Francia, dove i prodotti vengono chiamatimulardsperchè non atti alla riproduzione, ed in Australia.

Il difetto dell'odore di muschio di cui si fa colpaa quest'anitra, che del resto, è facilmente riparabile, non è mai quello che dovrebbe far rinunziare ad allevar un volatile tanto vantaggioso; esso non è punto pronunciato negl'individui che si macellano assai giovani, le glandole secretanti tale sostanza non essendo puranco spuntate; per gli adulti, poi, è sufficiente aver la precauzione di mozzar loro il capo per sacrificarli invece di usar qualsiasi altro sistema ed in pari tempo asportar il coccige, sedi entrambi dell'incriminato malodore, il quale, d'altronde, ben poco si comunica alle altre parti del corpo degli adulti.

L'anatra muschiata è una fetatrice buonissima se non eccellente; la sua fetazione che incomincia nel Gennaio è di 60 ad 80 uova, in alcuni individui arriva anche a 100, in tre volte nell'anno; le uova di forma oblunga o quasi tonda, di color verdastro pesano da 85 a 90 grammi e vengono covate assiduamente dall'anatra stessa, ma come al solito, si preferisce affidarle ad altre chioccie.

Le anatrine non hanno bisogno di cure speciali, si allevano con la massima facilità e crescono in poco tempo; naturalmente, come tutti i volatili di forte volume necessitano di un nutrimento sostanzioso ed animalizzato, l'acqua da bagnarsi è un lusso di cui non solo si può ma anzi si deve privarla, che per tal modo le carni riusciranno più fini e delicate.

Come abbiamo visto l'anatra muta o muschiata ha per sè stessa dei meriti incontestabili che vengono tuttavia utilizzati per comunicarli ad individui deficienti di razza diversa ma più generalmente di razza comune; gl'ibridi che come s'è detto non sono fecondi accoppiati con maschi di razze pure, danno prodotti cheriacquistano la facoltà della fecondazione. Negl'incroci si adopera quasi sempre il maschio della muschiata che può fecondare un gran numero di femmine ed i prodotti risultano assai migliorati; ove si procedesse in senso inverso, i risultati sarebbero anche superiori per volume, essendo legge di natura che i caratteri del maschio si trasmettono alla generazione successiva nelle forme e nei colori del piumaggio, mentre la femmina dà il volume; ma è questa una materia per degli studi ed esperimenti che richiedono modo, tempo e passione di dedicarvisi; il campagnuolo e l'industriale ricercano il buono bensì, ma economicamente ottenuto e di questo si accontentano, senza, preoccuparsi del meglio.

Il Belgio quella industriosa nazione che tanto ha fatto anche in pro' del suo allevamento, dal quale sono usciti dei prodotti oltremodo interessanti quali il Malines ed il Gigante di Fiandra, fra gli animali da cortile non poteva trascurare i palmipedi, attraversato come è il proprio suolo da numerosi corsi d'acqua. Vi troviamo colà alcune razze di merito, per quanto non si elevino molto al disopra del comune e siano destinate a non oltrepassare i confini dello stato, ma che tuttavia sono degne di una speciale menzione fra le anatre da prodotto.

La principale è l'anatra di Merchtem, la quale trae il suo nome da quello stesso paese già celebre per l'allevamento e l'ingrassamento, del Coucou de Malines;e la razza locale selezionata e migliorata al punto di farne un volatile pregevolissimo. È una razza rustica, buonissima riproduttrice, d'un bel volume, che dà una carne bianca, come interamente bianca è la livrea senza riflessi crema; il becco è bianco rosato ed i piedi giallo-cromo.

Un'altra razza belga è laLa-Plaigne, un po' meno voluminosa della Merchtem, della quale ha tuttavia tutte le buone qualità. Il primitivo tipo dellaLa-Plaigneera grigio con tendenza al fulvo ed al nero, ma con successivi incroci e selezioni, se n'è aumentato il volume ed ottenuto un tipo perfettamente bianco.

Alle Esposizioni internazionali di avicoltura tenutesi a Torino nel 1911, ebbi campo di ammirare delle bellissime anatre presentate dal «Club du canard de Forest»; erano le sole rappresentanti delle varie razze anatrine belghe a quella grandiosa mostra e venne loro conferito un primo ed un secondo premio. L'anatra di Forest è semplicemente l'anatra di Termonde, varietà della Merchtem, migliorata e perfezionata da un intelligente e competentissimo allevatore, M. Bertrand, il quale ne dà la descrizione nei termini seguenti:

L'anatra diForestè uniformemente bleu grigio cenere, senza bianco nè fulvo in nessun punto; ogni penna è orlata di una striscia di color più scuro come nel piumaggio della gallina Andalusa; la testa e la parte posteriore del collo sono nero fuliggine non rilucente; i piedi sono brunastri, il becco è nerastro per i primi due terzi e grigio piombo od oliva in punta: l'occhio è nero.

Gli anatrotti si allevano assai facilmente e sonomolto precoci; la carne è bianca e tenera, assai fine. Le femmine sono molto buone produttrici d'uova, chioccie esemplari tanto nel covare come nello allevare i piccini.

Nel paese di Elve esiste pure un'anatra propria come v'ha la gallina, più conosciuta generalmente del palmipede; ma non è il caso di occuparcene, non essendone ben definiti i caratteri.

Ritengo che il numero degli allevatori di quest'anatra in Italia sia molto esiguo; è un animale che nella livrea si avvicina probabilmente al bleu di Forest testè accennato e che non manca di qualità intrinseche, ma l'Orpington dello stesso manto bleu grigio ardesia che per uniformità di colore ed anche per volume supera la Svedese presenta ben maggiori vantaggi al suo confronto perchè non sia preferibile.

C'è motivo di ritenere la Svedese il prodotto d'incrocio fra l'anatra comune tedesca con un grosso Rouen, non di tipo inglese, scuro, oppure con un Duclair, bensì col normanno chiaro isabella dalle penne con orlatura appena visibile; dal connubio derivò un'anatra con livrea pallida o grigiastra, un po' meno grossa della Rouen ma con l'ugual buona carne. Con la selezione si sarebbe ottenuta la tinta bleu ardesia della gallina andalusa. La definizione suddetta sarebbe dovuta ad un giornale americano ed un allevatore del Connecticut non ha esitato a proclamarne i meriti superlativi assicurando che in un esperimentofatto su delle anatre di Pechino, di Cayuga, di Aylesbury, delle Rouen, delle Muschiate e delle Svedesi queste ultime riportarono la palma, riuscendo le più grasse, le meglio provviste di carne, le più attraenti fra tutte.

Sono molto probabilmente delle lodi interessate delle informazioni difficilmente controllabili; ma se tante virtù fossero proprio l'appannaggio della razza come mai questa avrebbe fatto così poca strada? eppure non è nata jeri.

L'anatra svedese ha conservato le forme della Rouen ma è meno grossa; è grigio-bleu meno che nella parte interna del collo e nel petto dove è bianca; le zampe sono arancione scuro o grigio cupo; il becco è verdastro. Come in tutti i prodotti d'incrocio, per conservar il tipo, occorre una selezione costante.

Cittadina americana del Nord, dove vive ancora allo stato selvatico, è molto apprezzata come anatra domestica per le sue eccellenti qualità di produttrice d'uova e di carne, quantunque sia questa un po' scura e ricoperta di pelle gialla. Si tratta di una Labrador ingrossata per selezione oppure di una razza a parte realmente? Il sentenziare in modo assoluto sarebbe forse un po' troppo rischioso, tanto più che gli autori non sono tutti d'accordo, ma la Cayuga è incontestabilmente un bello ed utile palmipede voluminoso quasi quanto un Rouen od un Aylesbury, facile da allevare, rustico e precoce.

Il piumaggio del maschio, completamente nero, vellutato, con riflessi metallici verdi sul corpo, specialmente sul capo, becco verdastro, zampe arancione scurissimo. Porta sulla coda lo stesso ciuffetto di piume arricciate delle anatre discendenti dal Germano reale. La femmina ha la stessa livrea del maschio; dà delle uova color verde cupo.

Nel complesso è un volatile utile e simpatico che può star bene tanto presso l'industriale come nel parco signorile.


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