Chapter 47

975.Apud Mai Script. Vet. Nov. Coll.Tom. V, p. 380.976.Mazzolari,Sacre Basiliche, p. 300.977.Magnan,Le Ville de Rome, Tom. IV, col. 16.978.Terribilini,Mss. Cas.XX, XI, Tom. VIII, p. 371.979.Loc. cit.980.Visconti,Sposizione d’alcune antiche iscrizioni crist.Atti dell’Acc. Rom. di Arch. 1823, Tom. II, p. 629.981.Nibby,Rom. ant. e mod.part. I, Tom. I, p. 101.982.Canina,L’Architettura Romana, part. III, p. 148.983.Note al Venuti sull’op. cit., p. 59.984.O’ Reilly,I Martiri del Colosseo, p. 41.985.Giampaoli,Rel. storica del nuovo prosp. di S. Pudenziana, p. 21.986.Fabio Gori, loc. cit. p. 11.987.Eccettuato il Giampaoli, il quale nella sua opera:Memorie delle catene di S. Pietro, p. 25 mutò di parere, e si unì a quelli che dichiararono falsa la lapide.988.De Rossi,Musaici cristiani, fasc. XXIII (Musaico della nicchia della Confessione Vaticana).989.Tomasetti,Breve itin. di Roma, p. 86.990.Promis.,Gli Architetti e l’Architettura presso i romani, Mem. storiche, Serie III, Tom. 27. p. 146.991.Armellini,La Chiesa di Roma, ediz. 2, p. 161.992.Analecta Bolland.Tom. XVI. p. 216.993.O. Marucchi,Elements d’Archeologie, Tom. III, p. 285. Id.La Forum Romaine1903, pag. 259.994.Histoire de Romeetc., Vol. I, p. 182.995.Storia universale della Chiesa, ed. XI, Torino 1904, vol. II, p. 790.996.Historia critica, Ecclesiae Cattolicae, vol. I, p. 635.997.P. Scaglia,Notiones Archaeol.vol. I,pars-prior. p. 418.998.Nel sotterraneo di questa (Chiesa), e precisamente nella crociera a mano dritta, v’è l’iscrizione cristiana, dalla quale può rilevarsi che Gaudentius, un cristiano, fu l’architetto dell’Anfiteatro Flavio e che fu martirizzato.Tomasetti, loc. cit.999.Lo stesso si dica delMartignye delCabrol. V. i loro rispettiviDizionarî, v.ColiséeeAmph. Flav.1000.Inscript. Christ.Tom. I, p. 26.1001.Comolli,Bibl.vol. II, p. I, class. I, p. 51.1002.Vedi P. I, c. III, di questo lavoro.1003.Cf.Bull.Serie III, an. I, p. 135.1004.M. Armellini,Scoperta della cripta S. Emerenziana, ecc. p. 109.Qui furono le signore: Portia Gabrielli, Maddalena Tassi Varesi, Caterina, Giulia et Lavinia suoi figli il Venerdì Santo l’anno 1635. Cavando Evangelista Bucci.Vi sono anche altri nomi e date degli anni 1634 e 1670.1005.De Rossi,Bull. di A. S.Serie III, an. I, p. 136.1006.Id., loc. cit.1007.Un falsificatore può determinarsi a far incidere una lapide, 1º per esser lodato quale scopritore fortunato di un’iscrizione interessante; 2º per far trionfare una sua opinione; 3º per lucro, e in tutti i casi, coll’animo pravo d’ingannare i posteri. Ma noi, come vedremo, non troviamo neppur uno di questi motivi per dichiarare la nostra lapide falsa.1008.Maffei,Arti criticae lapidariaelibr. III. c. II, p. 159 e segg.1009.Così ad es.: la collezione di lapidi cimiteriali del sotterraneo della Chiesa dei SS. XII Apostoli.1010.Bull.serie III. an. I, p. 95.1011.«Poichè l’arte aveva creato variazioni (dipinti in Priscilla, titoli in marmo nelcoem. maius ostrianum); troviamo che fin dal più antico periodo delle Catacombe romane si possono distinguere un tipo di scritturapriscillianaed unoostriana». Cf.KaufmannManualed’A. C. p. 172.1012.Epitaph. S. Severaep. 77.1013.Il comm. O. Marucchi (V.Le Forum Romaine, p. 259. Ediz. dell’anno 1903), dopo aver detto che l’iscrizione di Gaudenzio è una grossière contraffazione moderna; che il suo stile strano, è assai differente dallo stile antico, che la forma stessa dei caratteri tradisce la sua origine; e dopo aver espresso il desiderio che l’Accademia di S. Luca si decida a porre almeno un’indicazione per prevenire i visitatori di questa falsificazione, aggiunge (in nota) che ha saputo dal Bacci esservi nel rovescio un’iscrizione cristiana antica, che dice:Augurina in pace.Rispetto il parere del ch.º Professore e amico, ma, a mio giudizio, l’Accademia di S. Luca ha fatto molto bene a lasciare la lapide nel sito in cui si trova da tre secoli; ed anche a non mettervi indicazione di sorta, almeno fino a che non si sappia con ogni certezza la falsità della stessa. La notizia che il Bacci ha dato al ch.o Marucchi, dell’essere cioè questa lapide opistografa, non è nuova, perchè l’Aringhi, il Fletwood, il Marini, il Visconti, ecc., ce l’avevano già detto; la formola poi, non èAugurina in pace, ma: AVRELIA AVGVRINA HIC EST. L’iscrizione è incisa nel mezzo del lungo e stretto marmo; è intiera, e si estende da una estremità all’altra del marmo o tavola marmorea, in questa guisa:AVRELIA ❦ AVGVRINA ❦ HIC ESTLa frase HIC EST, senza l’aggiunto POSITA (il quale, d’altronde si sottintende) è classica, e rivela quanto sia antica.Taluno potrebbe dubitare dellacristianitàdi questa lapide, appunto perchè classica. Se si rifletta però alla provenienza, e al fatto che l’iscrizione è incisa su di una lastra marmorea di assolutaforma cimiteriale cristiana, ogni dubbio svanisce. L’Aringhi (loc. cit.) congettura che quell’Aurelia Augurinacui si riferisce l’epigrafe, possa essere l’uxordi Gaudenzio, perchè, dice,uxores olim cum viris eodem sepulchro illatas fuisse novimus etc.— Potrebbe essere. I nomi sono antichissimi: unT. Aurelius Fulvus, per es., fu console ordinario imperando Domiziano (a. 85 d. C.);Augurinusè dei tempi della repubblica. Iloculi bisomipoi, ed esempî analoghi d’iscrizioni opistografe, relative ai due coniugi, non è cosa nuova agli archeologi.1014.Cf.M. Armellini,Lez. di Arch. Sacra, pp. 270-271;De Rossi,Bull. Arch. crist., serie III, an. VI, pp. 70-71-73.1015.P. Scaglia,Epig.Vol. II, c. II, p. 52.1016.De Rossi, loc. cit.1017.Lupi, loc. cit.1018.Id., loc. cit., p. 17.1019.Bull., serie III, an. I, p. 95.1020.Bull., serie II, an. VI, p. 58.1021.Id., serie III, an. I, p. 137.1022.Id., loc. cit., p. 135.1023.Si adduce anche la difficoltà degli apici o punti, come qualcuno li chiama. Ma non è, come vedremo, obiezione insormontabile.1024.Storia di Roma, ed. Desclée, etc.Roma alla fine del mondo anticop. 174. Roma 1908.1025.Relativamente alla paleografia, gli scrittori che han giudicato la lapide dagli esemplari che generalmente si trovano sui libri, non hanno del tutto torto. L’hanno fatta irriconoscibile! Ognuno abbondòin sensu suo. Perfino han posto sulla vocale I i puntirotondi. Cf. P. I, c. III di questo studio.1026.E la copia fatta dal Grimaldi sarà esatta?1027.Non è dunque certo che avvenne allora.1028.Dunque quelle due lapidi fanno eccezione alla regola. Dunque si dànno eccezioni!1029.Non è dunque del tutto certo.1030.E fecero male; ma peggio ancora fanno quelli che mettono sugli I i puntiROTONDI. Qui sta l’errore!1031.E ciò è verissimo, nè noi diremo essereaccenti.1032.Come il Mommsen (c. I, l. X, 6524) credè potersi liberare dall’imbarazzo in cui lo pose il Garrucci relativamente all’iscrizione Furfonense, di cui tra breve parleremo.1033.Zaccaria,Ist. lap.p. 388, edit. rom.1034.Pag. 82, N. Z.1035.Epit. S. Severae, p. 129.1036.Marmor Pisan.1037.Ma questa di Pisa, citata dal Zaccaria (Istit. lap.p. 338, ed. Rom.), non ha i punti (Bormann C. I, L. XI, 1441).1038.C. I, L. X, 6524.1039.Sylloge Inscript. Lat.p. 290.Aug. Taurin.MDCCCLXXV.1040.Loc. cit.1041.Vol. I, tav. XII.1042.Oltre a ciò il falsificatore del sec. XVII avrebbe usato punti tondi, mai triangolari. Del resto esistono parecchie iscrizioni dei tempi di Urbano VIII; eppure sull’I non v’è punto di sorta.1043.Lo stesso Cabrol (Dictionnaire D’Archéologie chrétienne, voce Amphithéatre, col. 1653, Paris, 1904), l’ha riprodotta in caratteri comuni e senza apici.1044.Anche ammesso che il musaicista al rifare l’iscrizione «Ego sum via, veritas et vita» avesse aggiunto arbitrariamente i punti sugl’I, non per questo l’iscrizione sarebbe falsa, ma una riproduzione genuina e verace dell’iscrizione primitiva. A tutti nota è l’iscrizione damasiana che dice: HIC HABITASSE PRIVS, etc. I due primi esametri di questo carme si leggono nel sepolcro apostolico dell’Appia, e sono una riproduzione fatta nel secolo XII. Ora se le sillogi, e specialmente il codice di Einsiedeln, non ci avessero conservato quel carme, la critica moderna avrebbe ritenuti quei due esametri per una falsificazione di quel secolo. Eppure è una riproduzione genuina!1045.Loc. cit. p. 146.1046.Ripostigli, p. 198.1047.Ann. Inst.XII, p. 241.1048.Intorno ad alcuni monumenti antichi esistenti al IV miglio dell’Appia.Roma 1882, pagina 63.1049.De Rossi,Bull. Archeol.Anno I, pp. 23 e 50.1050.M. Armellini,Lez.ecc. 101. «Col 426, egli dice, la sepoltura cessò nei sotterranei e incominciò nei portici e intorno le basiliche ma fuori del tempio, onde S. Gregorio Magno, come narra nel l. IV dei dialoghi, ricorda che i portici del Vaticano si trasformarono in cimiteri.... Lo splendore delle nostre necropoli ebbe un crollo spaventevole quando dopo caduta nel 410, di memoria imperitura, la regina del mondo in mano di Alarico».1051.O al più nel secondo decennio.1052.Cf.P. Scaglia, l. c., p. 52. Questo stesso ch. scrittore a p. 10, dice:De forma litterarum nihil dicendum, nisi quod eadem est atque in ethnicis epitaphiis, sedMULTO DETERIORpropter lapicidarum imperitiam.1053.Fabbretti,Inscript., c. V, p. 363.1054.Maffei,Art. crit. lap.l. III, c. II, p. 175.1055.Morcelli,De stil. Inscript., l. II, part. 3, c. IX, p. 462, vol. 2.1056.Cf.Garrucci,Sill. Inscript., p. 52, 75, 86, 88, 91, 92. —Pizzamiglio,Storia della Moneta Rom.1057.Garrucci, loc. cit., pp. 185-192, 215.1058.Cf.Bruzza,Bull. dell’Ist. Arch., an. 1870.1059.Dissert.VIII, p. 164.1060.Inscript. Christ., Tom. I, p. 114, p. V.1061.Scaligero, Cf.Red. var. lect., c. XIX,not. ad lib.V,Varr. de ling. lat.1062.Cf.Specimen., p. 56.1063.Cf.Cenot. Pis., dis. IV, quest. 2.1064.Cf.Epit. S. Severae, p. 183.1065.Pag. 138.1066.Cf.Instituzioni, l. II, c. XI; p. 320.1067.Cf.Fabretti,Inscript., p. 110, vol. V, p. 541, n. 278.Bull. A. C.Tom. III, pagina 151 ecc.1068.P. G. Marchi,Monumenti delle arti crist. primit., p. 116. Roma 1844.1069.Gruter, p. 553, n. 2.1070.De Rossi,Bull. Arch. crist.an. III, p. 12.1071.Marangoni,App. agli atti di S. Vittorino, p. 168.1072.Grut., loc. cit.1073.De Stil. Inscript., l. III, p. III, c. VIII.1074.Pag. 49.1075.Arv.p. 37.1076.Orig.I, XX.1077.Graffiti di Pompei, p. 47.1078.Grut., 1019, 4.1079.Murat., 918, 2.1080.Loc. cit., lib. III, c. II, p. 172.1081.Cf.Civiltà Catt., Serie IX, Vol. XII, p. 718, § 2. V. anche ilP. Scaglia,Not. archeol. crist.Vol. II,pars prima. Epigrafia, pp. 8-9, il quale, dopo avere riportato un po’ di errori più comuni nelle epigrafi, aggiunge:integrum possem librum replere idiotismis et erroribus omnimodis....1082.Hist. nat., l. XXXV, c. IX,in fine.1083.Storia della Lett. Ital.Tom. I, p. 8, ed. Napol.1084.Cap. XVII, p. 37.1085.Loc. cit.1086.Liv. lib. I, 28.1087.Garrucci, loc. cit., p. 166.1088.Varr.l. VI,de l. l.1089.Fabbretti,Inscript.1090.Nibby,Analisiecc. Tom. III, p. 141.1091.Zaccaria, Instit. p. 187;Bull. dell’Ist.1865, p. 84.1092.Bull. dell’Ist., 1860, p. 258.1093.Id., 1868, p. 228.1094.Inscript. Christ., Tom. I, p. 112.1095.Ammessa la genuinità della lapide, si dovrà pur ammettere, come vedremo, che Gaudenzio fu l’architetto del Colosseo.1096.Supponendo che fosse già cristiano.1097.Tale infatti fu l’idea primitiva, come dice Marziale:Hanc unam norint saecula naumachiam.1098.Memorie storiche del Colosseo, p. 23, ed. 2.ª1099.Note al Venuti, Roma Ant.Venuti-Piale,Descriz. topogr. di Roma, 1824, tom. I, p. 51.1100.Dio., l. LXVII.1101.Anche tralasciando l’indizio estrinsico dellaformadella lapide, che ècimiteriale; anche prescindendo dalla testimonianza degli scrittori, coevi al rinvenimento di essa, i quali dicono che fu tratta fuori dal cimitero di S. Agnese; le paroleKristus, etc., dichiarano apertamente la cristianità di Gaudenzio.1102.Xiph.eDione,Traianus, p. 553, Ed. Basileae apud Joannem Oporinum.1103.Dopo quello del Panvinio e dell’Iansoni, un catalogo molto ragionato e stimato fu pubblicato dal Contelori, ed un altro, ancora più accurato, dal Corsini.1104.Loc. cit.1105.V. Parte I, c. III di questo lavoro.1106.Vitr.,Praef.I. VII.1107.Plinio, l. VII, c. XXXVII.Vitr., l. c.1108.Lib. VI, c. XXXVII.1109.Lib. XXXVI, c. XIII.Laberinto italico. Monumento sepolcrale di Porsenna re di Chiusi. V.Less. ragionato.Lübker.1110.Suida.Plinio l. XXXVI, II.1111.Xiph.,in Adr.1112.Vitr., l. c.1113.Spart.,in Adrian.1114.Lib. VIII.1115.Lib. IX,epist.XXXIX.1116.PlinioXXXIII, c. XV.1117.Epigr. LVI, l. VII.1118.Loc. cit.1119.Ad esempio S. E. il Card. Lugari e il suo fratello Cav. Bernardo, ambedue membri ordinari dell’Accademia Romana di Archeologia e notissimi per loro dotte pubblicazioni archeologiche.1120.V.Forcellini, voceTheatrum:de quocumque loco ad edenda spectacula apto.1121.Che i liberti servissero agli imperatori, anche come architetti è certissimo, e si deduce da parecchie lapidi sepolcrali: Cf. c. I. l. VI, 8722, 8724.1122.Venuti-Piale,Descriz. top. di Roma. Tom. I, p. 51. Roma 1824.1123.IlDe Rossi, già si avvide che i martirologîomettono martiri rivelatici dalle iscrizioni(V.Bull. Arch. Crist.An. 1876, p. 59; 1877, pp. 109-113; 1878, pp. 12-94-95; an. 1883, pp. 151-152-155; 1886, pp. 26-28, ecc.).1124.Cf.Migne, P. L. vol. 124, p. 31.1125.QuelPassioe quell’S sono certamente del tempo in cui visse il trascrittore.

975.Apud Mai Script. Vet. Nov. Coll.Tom. V, p. 380.

975.Apud Mai Script. Vet. Nov. Coll.Tom. V, p. 380.

976.Mazzolari,Sacre Basiliche, p. 300.

976.Mazzolari,Sacre Basiliche, p. 300.

977.Magnan,Le Ville de Rome, Tom. IV, col. 16.

977.Magnan,Le Ville de Rome, Tom. IV, col. 16.

978.Terribilini,Mss. Cas.XX, XI, Tom. VIII, p. 371.

978.Terribilini,Mss. Cas.XX, XI, Tom. VIII, p. 371.

979.Loc. cit.

979.Loc. cit.

980.Visconti,Sposizione d’alcune antiche iscrizioni crist.Atti dell’Acc. Rom. di Arch. 1823, Tom. II, p. 629.

980.Visconti,Sposizione d’alcune antiche iscrizioni crist.Atti dell’Acc. Rom. di Arch. 1823, Tom. II, p. 629.

981.Nibby,Rom. ant. e mod.part. I, Tom. I, p. 101.

981.Nibby,Rom. ant. e mod.part. I, Tom. I, p. 101.

982.Canina,L’Architettura Romana, part. III, p. 148.

982.Canina,L’Architettura Romana, part. III, p. 148.

983.Note al Venuti sull’op. cit., p. 59.

983.Note al Venuti sull’op. cit., p. 59.

984.O’ Reilly,I Martiri del Colosseo, p. 41.

984.O’ Reilly,I Martiri del Colosseo, p. 41.

985.Giampaoli,Rel. storica del nuovo prosp. di S. Pudenziana, p. 21.

985.Giampaoli,Rel. storica del nuovo prosp. di S. Pudenziana, p. 21.

986.Fabio Gori, loc. cit. p. 11.

986.Fabio Gori, loc. cit. p. 11.

987.Eccettuato il Giampaoli, il quale nella sua opera:Memorie delle catene di S. Pietro, p. 25 mutò di parere, e si unì a quelli che dichiararono falsa la lapide.

987.Eccettuato il Giampaoli, il quale nella sua opera:Memorie delle catene di S. Pietro, p. 25 mutò di parere, e si unì a quelli che dichiararono falsa la lapide.

988.De Rossi,Musaici cristiani, fasc. XXIII (Musaico della nicchia della Confessione Vaticana).

988.De Rossi,Musaici cristiani, fasc. XXIII (Musaico della nicchia della Confessione Vaticana).

989.Tomasetti,Breve itin. di Roma, p. 86.

989.Tomasetti,Breve itin. di Roma, p. 86.

990.Promis.,Gli Architetti e l’Architettura presso i romani, Mem. storiche, Serie III, Tom. 27. p. 146.

990.Promis.,Gli Architetti e l’Architettura presso i romani, Mem. storiche, Serie III, Tom. 27. p. 146.

991.Armellini,La Chiesa di Roma, ediz. 2, p. 161.

991.Armellini,La Chiesa di Roma, ediz. 2, p. 161.

992.Analecta Bolland.Tom. XVI. p. 216.

992.Analecta Bolland.Tom. XVI. p. 216.

993.O. Marucchi,Elements d’Archeologie, Tom. III, p. 285. Id.La Forum Romaine1903, pag. 259.

993.O. Marucchi,Elements d’Archeologie, Tom. III, p. 285. Id.La Forum Romaine1903, pag. 259.

994.Histoire de Romeetc., Vol. I, p. 182.

994.Histoire de Romeetc., Vol. I, p. 182.

995.Storia universale della Chiesa, ed. XI, Torino 1904, vol. II, p. 790.

995.Storia universale della Chiesa, ed. XI, Torino 1904, vol. II, p. 790.

996.Historia critica, Ecclesiae Cattolicae, vol. I, p. 635.

996.Historia critica, Ecclesiae Cattolicae, vol. I, p. 635.

997.P. Scaglia,Notiones Archaeol.vol. I,pars-prior. p. 418.

997.P. Scaglia,Notiones Archaeol.vol. I,pars-prior. p. 418.

998.Nel sotterraneo di questa (Chiesa), e precisamente nella crociera a mano dritta, v’è l’iscrizione cristiana, dalla quale può rilevarsi che Gaudentius, un cristiano, fu l’architetto dell’Anfiteatro Flavio e che fu martirizzato.Tomasetti, loc. cit.

998.Nel sotterraneo di questa (Chiesa), e precisamente nella crociera a mano dritta, v’è l’iscrizione cristiana, dalla quale può rilevarsi che Gaudentius, un cristiano, fu l’architetto dell’Anfiteatro Flavio e che fu martirizzato.Tomasetti, loc. cit.

999.Lo stesso si dica delMartignye delCabrol. V. i loro rispettiviDizionarî, v.ColiséeeAmph. Flav.

999.Lo stesso si dica delMartignye delCabrol. V. i loro rispettiviDizionarî, v.ColiséeeAmph. Flav.

1000.Inscript. Christ.Tom. I, p. 26.

1000.Inscript. Christ.Tom. I, p. 26.

1001.Comolli,Bibl.vol. II, p. I, class. I, p. 51.

1001.Comolli,Bibl.vol. II, p. I, class. I, p. 51.

1002.Vedi P. I, c. III, di questo lavoro.

1002.Vedi P. I, c. III, di questo lavoro.

1003.Cf.Bull.Serie III, an. I, p. 135.

1003.Cf.Bull.Serie III, an. I, p. 135.

1004.M. Armellini,Scoperta della cripta S. Emerenziana, ecc. p. 109.Qui furono le signore: Portia Gabrielli, Maddalena Tassi Varesi, Caterina, Giulia et Lavinia suoi figli il Venerdì Santo l’anno 1635. Cavando Evangelista Bucci.Vi sono anche altri nomi e date degli anni 1634 e 1670.

1004.M. Armellini,Scoperta della cripta S. Emerenziana, ecc. p. 109.

Qui furono le signore: Portia Gabrielli, Maddalena Tassi Varesi, Caterina, Giulia et Lavinia suoi figli il Venerdì Santo l’anno 1635. Cavando Evangelista Bucci.Vi sono anche altri nomi e date degli anni 1634 e 1670.

1005.De Rossi,Bull. di A. S.Serie III, an. I, p. 136.

1005.De Rossi,Bull. di A. S.Serie III, an. I, p. 136.

1006.Id., loc. cit.

1006.Id., loc. cit.

1007.Un falsificatore può determinarsi a far incidere una lapide, 1º per esser lodato quale scopritore fortunato di un’iscrizione interessante; 2º per far trionfare una sua opinione; 3º per lucro, e in tutti i casi, coll’animo pravo d’ingannare i posteri. Ma noi, come vedremo, non troviamo neppur uno di questi motivi per dichiarare la nostra lapide falsa.

1007.Un falsificatore può determinarsi a far incidere una lapide, 1º per esser lodato quale scopritore fortunato di un’iscrizione interessante; 2º per far trionfare una sua opinione; 3º per lucro, e in tutti i casi, coll’animo pravo d’ingannare i posteri. Ma noi, come vedremo, non troviamo neppur uno di questi motivi per dichiarare la nostra lapide falsa.

1008.Maffei,Arti criticae lapidariaelibr. III. c. II, p. 159 e segg.

1008.Maffei,Arti criticae lapidariaelibr. III. c. II, p. 159 e segg.

1009.Così ad es.: la collezione di lapidi cimiteriali del sotterraneo della Chiesa dei SS. XII Apostoli.

1009.Così ad es.: la collezione di lapidi cimiteriali del sotterraneo della Chiesa dei SS. XII Apostoli.

1010.Bull.serie III. an. I, p. 95.

1010.Bull.serie III. an. I, p. 95.

1011.«Poichè l’arte aveva creato variazioni (dipinti in Priscilla, titoli in marmo nelcoem. maius ostrianum); troviamo che fin dal più antico periodo delle Catacombe romane si possono distinguere un tipo di scritturapriscillianaed unoostriana». Cf.KaufmannManualed’A. C. p. 172.

1011.«Poichè l’arte aveva creato variazioni (dipinti in Priscilla, titoli in marmo nelcoem. maius ostrianum); troviamo che fin dal più antico periodo delle Catacombe romane si possono distinguere un tipo di scritturapriscillianaed unoostriana». Cf.KaufmannManualed’A. C. p. 172.

1012.Epitaph. S. Severaep. 77.

1012.Epitaph. S. Severaep. 77.

1013.Il comm. O. Marucchi (V.Le Forum Romaine, p. 259. Ediz. dell’anno 1903), dopo aver detto che l’iscrizione di Gaudenzio è una grossière contraffazione moderna; che il suo stile strano, è assai differente dallo stile antico, che la forma stessa dei caratteri tradisce la sua origine; e dopo aver espresso il desiderio che l’Accademia di S. Luca si decida a porre almeno un’indicazione per prevenire i visitatori di questa falsificazione, aggiunge (in nota) che ha saputo dal Bacci esservi nel rovescio un’iscrizione cristiana antica, che dice:Augurina in pace.Rispetto il parere del ch.º Professore e amico, ma, a mio giudizio, l’Accademia di S. Luca ha fatto molto bene a lasciare la lapide nel sito in cui si trova da tre secoli; ed anche a non mettervi indicazione di sorta, almeno fino a che non si sappia con ogni certezza la falsità della stessa. La notizia che il Bacci ha dato al ch.o Marucchi, dell’essere cioè questa lapide opistografa, non è nuova, perchè l’Aringhi, il Fletwood, il Marini, il Visconti, ecc., ce l’avevano già detto; la formola poi, non èAugurina in pace, ma: AVRELIA AVGVRINA HIC EST. L’iscrizione è incisa nel mezzo del lungo e stretto marmo; è intiera, e si estende da una estremità all’altra del marmo o tavola marmorea, in questa guisa:AVRELIA ❦ AVGVRINA ❦ HIC ESTLa frase HIC EST, senza l’aggiunto POSITA (il quale, d’altronde si sottintende) è classica, e rivela quanto sia antica.Taluno potrebbe dubitare dellacristianitàdi questa lapide, appunto perchè classica. Se si rifletta però alla provenienza, e al fatto che l’iscrizione è incisa su di una lastra marmorea di assolutaforma cimiteriale cristiana, ogni dubbio svanisce. L’Aringhi (loc. cit.) congettura che quell’Aurelia Augurinacui si riferisce l’epigrafe, possa essere l’uxordi Gaudenzio, perchè, dice,uxores olim cum viris eodem sepulchro illatas fuisse novimus etc.— Potrebbe essere. I nomi sono antichissimi: unT. Aurelius Fulvus, per es., fu console ordinario imperando Domiziano (a. 85 d. C.);Augurinusè dei tempi della repubblica. Iloculi bisomipoi, ed esempî analoghi d’iscrizioni opistografe, relative ai due coniugi, non è cosa nuova agli archeologi.

1013.Il comm. O. Marucchi (V.Le Forum Romaine, p. 259. Ediz. dell’anno 1903), dopo aver detto che l’iscrizione di Gaudenzio è una grossière contraffazione moderna; che il suo stile strano, è assai differente dallo stile antico, che la forma stessa dei caratteri tradisce la sua origine; e dopo aver espresso il desiderio che l’Accademia di S. Luca si decida a porre almeno un’indicazione per prevenire i visitatori di questa falsificazione, aggiunge (in nota) che ha saputo dal Bacci esservi nel rovescio un’iscrizione cristiana antica, che dice:Augurina in pace.

Rispetto il parere del ch.º Professore e amico, ma, a mio giudizio, l’Accademia di S. Luca ha fatto molto bene a lasciare la lapide nel sito in cui si trova da tre secoli; ed anche a non mettervi indicazione di sorta, almeno fino a che non si sappia con ogni certezza la falsità della stessa. La notizia che il Bacci ha dato al ch.o Marucchi, dell’essere cioè questa lapide opistografa, non è nuova, perchè l’Aringhi, il Fletwood, il Marini, il Visconti, ecc., ce l’avevano già detto; la formola poi, non èAugurina in pace, ma: AVRELIA AVGVRINA HIC EST. L’iscrizione è incisa nel mezzo del lungo e stretto marmo; è intiera, e si estende da una estremità all’altra del marmo o tavola marmorea, in questa guisa:

AVRELIA ❦ AVGVRINA ❦ HIC EST

AVRELIA ❦ AVGVRINA ❦ HIC EST

AVRELIA ❦ AVGVRINA ❦ HIC EST

La frase HIC EST, senza l’aggiunto POSITA (il quale, d’altronde si sottintende) è classica, e rivela quanto sia antica.

Taluno potrebbe dubitare dellacristianitàdi questa lapide, appunto perchè classica. Se si rifletta però alla provenienza, e al fatto che l’iscrizione è incisa su di una lastra marmorea di assolutaforma cimiteriale cristiana, ogni dubbio svanisce. L’Aringhi (loc. cit.) congettura che quell’Aurelia Augurinacui si riferisce l’epigrafe, possa essere l’uxordi Gaudenzio, perchè, dice,uxores olim cum viris eodem sepulchro illatas fuisse novimus etc.— Potrebbe essere. I nomi sono antichissimi: unT. Aurelius Fulvus, per es., fu console ordinario imperando Domiziano (a. 85 d. C.);Augurinusè dei tempi della repubblica. Iloculi bisomipoi, ed esempî analoghi d’iscrizioni opistografe, relative ai due coniugi, non è cosa nuova agli archeologi.

1014.Cf.M. Armellini,Lez. di Arch. Sacra, pp. 270-271;De Rossi,Bull. Arch. crist., serie III, an. VI, pp. 70-71-73.

1014.Cf.M. Armellini,Lez. di Arch. Sacra, pp. 270-271;De Rossi,Bull. Arch. crist., serie III, an. VI, pp. 70-71-73.

1015.P. Scaglia,Epig.Vol. II, c. II, p. 52.

1015.P. Scaglia,Epig.Vol. II, c. II, p. 52.

1016.De Rossi, loc. cit.

1016.De Rossi, loc. cit.

1017.Lupi, loc. cit.

1017.Lupi, loc. cit.

1018.Id., loc. cit., p. 17.

1018.Id., loc. cit., p. 17.

1019.Bull., serie III, an. I, p. 95.

1019.Bull., serie III, an. I, p. 95.

1020.Bull., serie II, an. VI, p. 58.

1020.Bull., serie II, an. VI, p. 58.

1021.Id., serie III, an. I, p. 137.

1021.Id., serie III, an. I, p. 137.

1022.Id., loc. cit., p. 135.

1022.Id., loc. cit., p. 135.

1023.Si adduce anche la difficoltà degli apici o punti, come qualcuno li chiama. Ma non è, come vedremo, obiezione insormontabile.

1023.Si adduce anche la difficoltà degli apici o punti, come qualcuno li chiama. Ma non è, come vedremo, obiezione insormontabile.

1024.Storia di Roma, ed. Desclée, etc.Roma alla fine del mondo anticop. 174. Roma 1908.

1024.Storia di Roma, ed. Desclée, etc.Roma alla fine del mondo anticop. 174. Roma 1908.

1025.Relativamente alla paleografia, gli scrittori che han giudicato la lapide dagli esemplari che generalmente si trovano sui libri, non hanno del tutto torto. L’hanno fatta irriconoscibile! Ognuno abbondòin sensu suo. Perfino han posto sulla vocale I i puntirotondi. Cf. P. I, c. III di questo studio.

1025.Relativamente alla paleografia, gli scrittori che han giudicato la lapide dagli esemplari che generalmente si trovano sui libri, non hanno del tutto torto. L’hanno fatta irriconoscibile! Ognuno abbondòin sensu suo. Perfino han posto sulla vocale I i puntirotondi. Cf. P. I, c. III di questo studio.

1026.E la copia fatta dal Grimaldi sarà esatta?

1026.E la copia fatta dal Grimaldi sarà esatta?

1027.Non è dunque certo che avvenne allora.

1027.Non è dunque certo che avvenne allora.

1028.Dunque quelle due lapidi fanno eccezione alla regola. Dunque si dànno eccezioni!

1028.Dunque quelle due lapidi fanno eccezione alla regola. Dunque si dànno eccezioni!

1029.Non è dunque del tutto certo.

1029.Non è dunque del tutto certo.

1030.E fecero male; ma peggio ancora fanno quelli che mettono sugli I i puntiROTONDI. Qui sta l’errore!

1030.E fecero male; ma peggio ancora fanno quelli che mettono sugli I i puntiROTONDI. Qui sta l’errore!

1031.E ciò è verissimo, nè noi diremo essereaccenti.

1031.E ciò è verissimo, nè noi diremo essereaccenti.

1032.Come il Mommsen (c. I, l. X, 6524) credè potersi liberare dall’imbarazzo in cui lo pose il Garrucci relativamente all’iscrizione Furfonense, di cui tra breve parleremo.

1032.Come il Mommsen (c. I, l. X, 6524) credè potersi liberare dall’imbarazzo in cui lo pose il Garrucci relativamente all’iscrizione Furfonense, di cui tra breve parleremo.

1033.Zaccaria,Ist. lap.p. 388, edit. rom.

1033.Zaccaria,Ist. lap.p. 388, edit. rom.

1034.Pag. 82, N. Z.

1034.Pag. 82, N. Z.

1035.Epit. S. Severae, p. 129.

1035.Epit. S. Severae, p. 129.

1036.Marmor Pisan.

1036.Marmor Pisan.

1037.Ma questa di Pisa, citata dal Zaccaria (Istit. lap.p. 338, ed. Rom.), non ha i punti (Bormann C. I, L. XI, 1441).

1037.Ma questa di Pisa, citata dal Zaccaria (Istit. lap.p. 338, ed. Rom.), non ha i punti (Bormann C. I, L. XI, 1441).

1038.C. I, L. X, 6524.

1038.C. I, L. X, 6524.

1039.Sylloge Inscript. Lat.p. 290.Aug. Taurin.MDCCCLXXV.

1039.Sylloge Inscript. Lat.p. 290.Aug. Taurin.MDCCCLXXV.

1040.Loc. cit.

1040.Loc. cit.

1041.Vol. I, tav. XII.

1041.Vol. I, tav. XII.

1042.Oltre a ciò il falsificatore del sec. XVII avrebbe usato punti tondi, mai triangolari. Del resto esistono parecchie iscrizioni dei tempi di Urbano VIII; eppure sull’I non v’è punto di sorta.

1042.Oltre a ciò il falsificatore del sec. XVII avrebbe usato punti tondi, mai triangolari. Del resto esistono parecchie iscrizioni dei tempi di Urbano VIII; eppure sull’I non v’è punto di sorta.

1043.Lo stesso Cabrol (Dictionnaire D’Archéologie chrétienne, voce Amphithéatre, col. 1653, Paris, 1904), l’ha riprodotta in caratteri comuni e senza apici.

1043.Lo stesso Cabrol (Dictionnaire D’Archéologie chrétienne, voce Amphithéatre, col. 1653, Paris, 1904), l’ha riprodotta in caratteri comuni e senza apici.

1044.Anche ammesso che il musaicista al rifare l’iscrizione «Ego sum via, veritas et vita» avesse aggiunto arbitrariamente i punti sugl’I, non per questo l’iscrizione sarebbe falsa, ma una riproduzione genuina e verace dell’iscrizione primitiva. A tutti nota è l’iscrizione damasiana che dice: HIC HABITASSE PRIVS, etc. I due primi esametri di questo carme si leggono nel sepolcro apostolico dell’Appia, e sono una riproduzione fatta nel secolo XII. Ora se le sillogi, e specialmente il codice di Einsiedeln, non ci avessero conservato quel carme, la critica moderna avrebbe ritenuti quei due esametri per una falsificazione di quel secolo. Eppure è una riproduzione genuina!

1044.Anche ammesso che il musaicista al rifare l’iscrizione «Ego sum via, veritas et vita» avesse aggiunto arbitrariamente i punti sugl’I, non per questo l’iscrizione sarebbe falsa, ma una riproduzione genuina e verace dell’iscrizione primitiva. A tutti nota è l’iscrizione damasiana che dice: HIC HABITASSE PRIVS, etc. I due primi esametri di questo carme si leggono nel sepolcro apostolico dell’Appia, e sono una riproduzione fatta nel secolo XII. Ora se le sillogi, e specialmente il codice di Einsiedeln, non ci avessero conservato quel carme, la critica moderna avrebbe ritenuti quei due esametri per una falsificazione di quel secolo. Eppure è una riproduzione genuina!

1045.Loc. cit. p. 146.

1045.Loc. cit. p. 146.

1046.Ripostigli, p. 198.

1046.Ripostigli, p. 198.

1047.Ann. Inst.XII, p. 241.

1047.Ann. Inst.XII, p. 241.

1048.Intorno ad alcuni monumenti antichi esistenti al IV miglio dell’Appia.Roma 1882, pagina 63.

1048.Intorno ad alcuni monumenti antichi esistenti al IV miglio dell’Appia.Roma 1882, pagina 63.

1049.De Rossi,Bull. Archeol.Anno I, pp. 23 e 50.

1049.De Rossi,Bull. Archeol.Anno I, pp. 23 e 50.

1050.M. Armellini,Lez.ecc. 101. «Col 426, egli dice, la sepoltura cessò nei sotterranei e incominciò nei portici e intorno le basiliche ma fuori del tempio, onde S. Gregorio Magno, come narra nel l. IV dei dialoghi, ricorda che i portici del Vaticano si trasformarono in cimiteri.... Lo splendore delle nostre necropoli ebbe un crollo spaventevole quando dopo caduta nel 410, di memoria imperitura, la regina del mondo in mano di Alarico».

1050.M. Armellini,Lez.ecc. 101. «Col 426, egli dice, la sepoltura cessò nei sotterranei e incominciò nei portici e intorno le basiliche ma fuori del tempio, onde S. Gregorio Magno, come narra nel l. IV dei dialoghi, ricorda che i portici del Vaticano si trasformarono in cimiteri.... Lo splendore delle nostre necropoli ebbe un crollo spaventevole quando dopo caduta nel 410, di memoria imperitura, la regina del mondo in mano di Alarico».

1051.O al più nel secondo decennio.

1051.O al più nel secondo decennio.

1052.Cf.P. Scaglia, l. c., p. 52. Questo stesso ch. scrittore a p. 10, dice:De forma litterarum nihil dicendum, nisi quod eadem est atque in ethnicis epitaphiis, sedMULTO DETERIORpropter lapicidarum imperitiam.

1052.Cf.P. Scaglia, l. c., p. 52. Questo stesso ch. scrittore a p. 10, dice:De forma litterarum nihil dicendum, nisi quod eadem est atque in ethnicis epitaphiis, sedMULTO DETERIORpropter lapicidarum imperitiam.

1053.Fabbretti,Inscript., c. V, p. 363.

1053.Fabbretti,Inscript., c. V, p. 363.

1054.Maffei,Art. crit. lap.l. III, c. II, p. 175.

1054.Maffei,Art. crit. lap.l. III, c. II, p. 175.

1055.Morcelli,De stil. Inscript., l. II, part. 3, c. IX, p. 462, vol. 2.

1055.Morcelli,De stil. Inscript., l. II, part. 3, c. IX, p. 462, vol. 2.

1056.Cf.Garrucci,Sill. Inscript., p. 52, 75, 86, 88, 91, 92. —Pizzamiglio,Storia della Moneta Rom.

1056.Cf.Garrucci,Sill. Inscript., p. 52, 75, 86, 88, 91, 92. —Pizzamiglio,Storia della Moneta Rom.

1057.Garrucci, loc. cit., pp. 185-192, 215.

1057.Garrucci, loc. cit., pp. 185-192, 215.

1058.Cf.Bruzza,Bull. dell’Ist. Arch., an. 1870.

1058.Cf.Bruzza,Bull. dell’Ist. Arch., an. 1870.

1059.Dissert.VIII, p. 164.

1059.Dissert.VIII, p. 164.

1060.Inscript. Christ., Tom. I, p. 114, p. V.

1060.Inscript. Christ., Tom. I, p. 114, p. V.

1061.Scaligero, Cf.Red. var. lect., c. XIX,not. ad lib.V,Varr. de ling. lat.

1061.Scaligero, Cf.Red. var. lect., c. XIX,not. ad lib.V,Varr. de ling. lat.

1062.Cf.Specimen., p. 56.

1062.Cf.Specimen., p. 56.

1063.Cf.Cenot. Pis., dis. IV, quest. 2.

1063.Cf.Cenot. Pis., dis. IV, quest. 2.

1064.Cf.Epit. S. Severae, p. 183.

1064.Cf.Epit. S. Severae, p. 183.

1065.Pag. 138.

1065.Pag. 138.

1066.Cf.Instituzioni, l. II, c. XI; p. 320.

1066.Cf.Instituzioni, l. II, c. XI; p. 320.

1067.Cf.Fabretti,Inscript., p. 110, vol. V, p. 541, n. 278.Bull. A. C.Tom. III, pagina 151 ecc.

1067.Cf.Fabretti,Inscript., p. 110, vol. V, p. 541, n. 278.Bull. A. C.Tom. III, pagina 151 ecc.

1068.P. G. Marchi,Monumenti delle arti crist. primit., p. 116. Roma 1844.

1068.P. G. Marchi,Monumenti delle arti crist. primit., p. 116. Roma 1844.

1069.Gruter, p. 553, n. 2.

1069.Gruter, p. 553, n. 2.

1070.De Rossi,Bull. Arch. crist.an. III, p. 12.

1070.De Rossi,Bull. Arch. crist.an. III, p. 12.

1071.Marangoni,App. agli atti di S. Vittorino, p. 168.

1071.Marangoni,App. agli atti di S. Vittorino, p. 168.

1072.Grut., loc. cit.

1072.Grut., loc. cit.

1073.De Stil. Inscript., l. III, p. III, c. VIII.

1073.De Stil. Inscript., l. III, p. III, c. VIII.

1074.Pag. 49.

1074.Pag. 49.

1075.Arv.p. 37.

1075.Arv.p. 37.

1076.Orig.I, XX.

1076.Orig.I, XX.

1077.Graffiti di Pompei, p. 47.

1077.Graffiti di Pompei, p. 47.

1078.Grut., 1019, 4.

1078.Grut., 1019, 4.

1079.Murat., 918, 2.

1079.Murat., 918, 2.

1080.Loc. cit., lib. III, c. II, p. 172.

1080.Loc. cit., lib. III, c. II, p. 172.

1081.Cf.Civiltà Catt., Serie IX, Vol. XII, p. 718, § 2. V. anche ilP. Scaglia,Not. archeol. crist.Vol. II,pars prima. Epigrafia, pp. 8-9, il quale, dopo avere riportato un po’ di errori più comuni nelle epigrafi, aggiunge:integrum possem librum replere idiotismis et erroribus omnimodis....

1081.Cf.Civiltà Catt., Serie IX, Vol. XII, p. 718, § 2. V. anche ilP. Scaglia,Not. archeol. crist.Vol. II,pars prima. Epigrafia, pp. 8-9, il quale, dopo avere riportato un po’ di errori più comuni nelle epigrafi, aggiunge:integrum possem librum replere idiotismis et erroribus omnimodis....

1082.Hist. nat., l. XXXV, c. IX,in fine.

1082.Hist. nat., l. XXXV, c. IX,in fine.

1083.Storia della Lett. Ital.Tom. I, p. 8, ed. Napol.

1083.Storia della Lett. Ital.Tom. I, p. 8, ed. Napol.

1084.Cap. XVII, p. 37.

1084.Cap. XVII, p. 37.

1085.Loc. cit.

1085.Loc. cit.

1086.Liv. lib. I, 28.

1086.Liv. lib. I, 28.

1087.Garrucci, loc. cit., p. 166.

1087.Garrucci, loc. cit., p. 166.

1088.Varr.l. VI,de l. l.

1088.Varr.l. VI,de l. l.

1089.Fabbretti,Inscript.

1089.Fabbretti,Inscript.

1090.Nibby,Analisiecc. Tom. III, p. 141.

1090.Nibby,Analisiecc. Tom. III, p. 141.

1091.Zaccaria, Instit. p. 187;Bull. dell’Ist.1865, p. 84.

1091.Zaccaria, Instit. p. 187;Bull. dell’Ist.1865, p. 84.

1092.Bull. dell’Ist., 1860, p. 258.

1092.Bull. dell’Ist., 1860, p. 258.

1093.Id., 1868, p. 228.

1093.Id., 1868, p. 228.

1094.Inscript. Christ., Tom. I, p. 112.

1094.Inscript. Christ., Tom. I, p. 112.

1095.Ammessa la genuinità della lapide, si dovrà pur ammettere, come vedremo, che Gaudenzio fu l’architetto del Colosseo.

1095.Ammessa la genuinità della lapide, si dovrà pur ammettere, come vedremo, che Gaudenzio fu l’architetto del Colosseo.

1096.Supponendo che fosse già cristiano.

1096.Supponendo che fosse già cristiano.

1097.Tale infatti fu l’idea primitiva, come dice Marziale:Hanc unam norint saecula naumachiam.

1097.Tale infatti fu l’idea primitiva, come dice Marziale:

Hanc unam norint saecula naumachiam.

Hanc unam norint saecula naumachiam.

Hanc unam norint saecula naumachiam.

1098.Memorie storiche del Colosseo, p. 23, ed. 2.ª

1098.Memorie storiche del Colosseo, p. 23, ed. 2.ª

1099.Note al Venuti, Roma Ant.Venuti-Piale,Descriz. topogr. di Roma, 1824, tom. I, p. 51.

1099.Note al Venuti, Roma Ant.Venuti-Piale,Descriz. topogr. di Roma, 1824, tom. I, p. 51.

1100.Dio., l. LXVII.

1100.Dio., l. LXVII.

1101.Anche tralasciando l’indizio estrinsico dellaformadella lapide, che ècimiteriale; anche prescindendo dalla testimonianza degli scrittori, coevi al rinvenimento di essa, i quali dicono che fu tratta fuori dal cimitero di S. Agnese; le paroleKristus, etc., dichiarano apertamente la cristianità di Gaudenzio.

1101.Anche tralasciando l’indizio estrinsico dellaformadella lapide, che ècimiteriale; anche prescindendo dalla testimonianza degli scrittori, coevi al rinvenimento di essa, i quali dicono che fu tratta fuori dal cimitero di S. Agnese; le paroleKristus, etc., dichiarano apertamente la cristianità di Gaudenzio.

1102.Xiph.eDione,Traianus, p. 553, Ed. Basileae apud Joannem Oporinum.

1102.Xiph.eDione,Traianus, p. 553, Ed. Basileae apud Joannem Oporinum.

1103.Dopo quello del Panvinio e dell’Iansoni, un catalogo molto ragionato e stimato fu pubblicato dal Contelori, ed un altro, ancora più accurato, dal Corsini.

1103.Dopo quello del Panvinio e dell’Iansoni, un catalogo molto ragionato e stimato fu pubblicato dal Contelori, ed un altro, ancora più accurato, dal Corsini.

1104.Loc. cit.

1104.Loc. cit.

1105.V. Parte I, c. III di questo lavoro.

1105.V. Parte I, c. III di questo lavoro.

1106.Vitr.,Praef.I. VII.

1106.Vitr.,Praef.I. VII.

1107.Plinio, l. VII, c. XXXVII.Vitr., l. c.

1107.Plinio, l. VII, c. XXXVII.Vitr., l. c.

1108.Lib. VI, c. XXXVII.

1108.Lib. VI, c. XXXVII.

1109.Lib. XXXVI, c. XIII.Laberinto italico. Monumento sepolcrale di Porsenna re di Chiusi. V.Less. ragionato.Lübker.

1109.Lib. XXXVI, c. XIII.Laberinto italico. Monumento sepolcrale di Porsenna re di Chiusi. V.Less. ragionato.Lübker.

1110.Suida.Plinio l. XXXVI, II.

1110.Suida.Plinio l. XXXVI, II.

1111.Xiph.,in Adr.

1111.Xiph.,in Adr.

1112.Vitr., l. c.

1112.Vitr., l. c.

1113.Spart.,in Adrian.

1113.Spart.,in Adrian.

1114.Lib. VIII.

1114.Lib. VIII.

1115.Lib. IX,epist.XXXIX.

1115.Lib. IX,epist.XXXIX.

1116.PlinioXXXIII, c. XV.

1116.PlinioXXXIII, c. XV.

1117.Epigr. LVI, l. VII.

1117.Epigr. LVI, l. VII.

1118.Loc. cit.

1118.Loc. cit.

1119.Ad esempio S. E. il Card. Lugari e il suo fratello Cav. Bernardo, ambedue membri ordinari dell’Accademia Romana di Archeologia e notissimi per loro dotte pubblicazioni archeologiche.

1119.Ad esempio S. E. il Card. Lugari e il suo fratello Cav. Bernardo, ambedue membri ordinari dell’Accademia Romana di Archeologia e notissimi per loro dotte pubblicazioni archeologiche.

1120.V.Forcellini, voceTheatrum:de quocumque loco ad edenda spectacula apto.

1120.V.Forcellini, voceTheatrum:de quocumque loco ad edenda spectacula apto.

1121.Che i liberti servissero agli imperatori, anche come architetti è certissimo, e si deduce da parecchie lapidi sepolcrali: Cf. c. I. l. VI, 8722, 8724.

1121.Che i liberti servissero agli imperatori, anche come architetti è certissimo, e si deduce da parecchie lapidi sepolcrali: Cf. c. I. l. VI, 8722, 8724.

1122.Venuti-Piale,Descriz. top. di Roma. Tom. I, p. 51. Roma 1824.

1122.Venuti-Piale,Descriz. top. di Roma. Tom. I, p. 51. Roma 1824.

1123.IlDe Rossi, già si avvide che i martirologîomettono martiri rivelatici dalle iscrizioni(V.Bull. Arch. Crist.An. 1876, p. 59; 1877, pp. 109-113; 1878, pp. 12-94-95; an. 1883, pp. 151-152-155; 1886, pp. 26-28, ecc.).

1123.IlDe Rossi, già si avvide che i martirologîomettono martiri rivelatici dalle iscrizioni(V.Bull. Arch. Crist.An. 1876, p. 59; 1877, pp. 109-113; 1878, pp. 12-94-95; an. 1883, pp. 151-152-155; 1886, pp. 26-28, ecc.).

1124.Cf.Migne, P. L. vol. 124, p. 31.

1124.Cf.Migne, P. L. vol. 124, p. 31.

1125.QuelPassioe quell’S sono certamente del tempo in cui visse il trascrittore.

1125.QuelPassioe quell’S sono certamente del tempo in cui visse il trascrittore.


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