(Il vecchio Werle se ne va, mentre Gregorio passeggia senza più guardare il padre).
(Il vecchio Werle se ne va, mentre Gregorio passeggia senza più guardare il padre).
Erm.(guardando nella camera) Se ne è andato?
Greg.Sì.
(Erminio e Relling entrano, dopo poco dalla cucina vengono Gina ed Edvige).
(Erminio e Relling entrano, dopo poco dalla cucina vengono Gina ed Edvige).
Relling.Dunque la colazione è finita.
Greg.(risoluto) Erminio, vatti a vestire, dobbiamo fare una lunga passeggiata.
Erm.Che voleva tuo padre? Ti parlò di cose che mi riguardavano?
Greg.Vieni, dunque. — Dobbiamo parlare a lungo. Vado a vestirmi, aspettami nella strada, passerò dall’altra parte. (esce a destra).
Gina.(agitata) Erminio, no, non andare.
Erm.(andando all’attaccapanni si muta la giacca, si infila il pastrano e prende il suo cappello di feltro grigio) Che significa ciò? Avrà da confidarmi qualche cosa.
Relling.Mandalo al diavolo... non ti sei accorto che quello è un pazzo?
Gina.(c. s.) Anche sua madre, sai, troppo sana di mente non era.
Erm.È una ragione di più perchè un uomo abbia a consolarlo. (a Gina) Procura che il pranzo sia pronto per le sette. (bacia in fronte Edvige, saluta Relling e Gina, e parte — Edvige si siede sul divano)
Relling.Peccato che quell’uomo non sia rimasto sotto qualche frana alle miniere!
Gina.Che dice mai, Relling?
Relling.Se parlo così ho le mie ragioni.
Gina.Crede dunque che il figlio Werle sia pazzo davvero?
Relling.Pur troppo non è un pazzo come noi intendiamo, ma soffre di una malattia terribile.... la febbre dell’onestà.
Gina.(sempre agitata) Che malattia è?
Relling.È rara.... molto rara. (salutando Gina) Grazie della colazione signora Gina, addio Edvige (partendo).
Gina.(passeggia concitata poi si lascia cadere su una sedia) Oh! questo Gregorio Werle.... Questo Gregorio Werle.... fu sempre un cattivo soggetto.
Edvige.(alzandosi dal divano e avvicinandosi alla madre dice lentamente tra sè) Tutto ciò è strano. (si china e bacia Gina).
FINE DELL’ATTO TERZO.