Chapter 22

Così umiliato Zanobi con ineffabile angoscia percoteva con ambe le mani il marmo....Cap. X, pag. 263.

Così umiliato Zanobi con ineffabile angoscia percoteva con ambe le mani il marmo....Cap. X, pag. 263.

Annalena levò le braccia in atto d'invocare esclamando:

«Conceda il padre degli uomini la benedizione di Giacobbe a voi, ai vostri figli, ai nipoti, fino alle più remote generazioni.»

Il Pieruccio in andando teneva fitta la faccia alla croce e favellava:

«O Cristo! molti furono i dolori che travagliarono l'anima tua, ma tu avevi intelletto divino, e tuo padre ti aspettava nei cieli... Se un Simone cireneo mi avesse sovvenuto a portare la croce, se un'amorevole Veronica mi avesse asterso la fronte del suo sudario, io avrei implorato questo supplizio per misericordia... a me i chiodi, la lancia nel costato... a me il fiele e l'aceto, purchè a piè del patibolo io vegga piangere l'amico... venir meno la madre... — un atomo di amore, — un pensiero di amore e poi una eternità di tormenti... O voi giovanetti gentili, nobili fiori di questa terra esecrata... e voi morrete su l'alba della vita... nella età delle promesse e delle speranze... voi siete dei traditi... amatevi... affrettatevi ad amare... bevete di un tratto la tazza della vostra gioia... perchè la morte sta per irrigidirvi la mano con la quale l'accostate alle labbra.»

E più altre parole egli aggiunse dai due amanti non intese o non curate; pieni entrambi di desio, ebbri del piacere di vedersi e di udirsi, godendo il presente, più molto sperando nel futuro, potevano darsi pensiero delle parole del povero insensato?

Appena il volo della rondine nel cielo vincerebbe il corso dei due amanti sopra la terra; giungono in vetta al poggio di San Miniato prima che mettessero fuoco alle artiglierie. Il campo nemico appariva deserto: tranne le scolte, non si mostravano fuori delle tende soldati o capitani; ogni cosa taciturna dintorno. Malatesta, levato in alto il bastone del comando, intimò si procedesse alla sfida degl'imperiali, volendo osservare l'antico costume pratico nella milizia. Di subito quanti accoglieva suonatori la città agli stipendii della Signoria o volontarii cominciarono a muovere incredibile frastuono di trombe, tamburi ed istrumenti altri siffatti; poichè furono rinnuovati tre volte quei fragori marziali, sempre il Baglione ordinando, appiccarono il fuoco a tutte quante le artiglierie così grosse come minute, le quali erano numero inestimabile. All'insolito rovinìo rimbombarono le acque e i colli vicini, la terra si scosse, tremarono le fabbriche; sopra tutte le bombarde tuonò spaventevole la enorme colubrina gittata da Vincenzo Biringucci da Siena, la quale pesava meglio di diciotto migliaia di libbre; l'avevano posta in cima al cavaliere innalzato tra San Giorgio e San Pietro Gattolino, e la chiamavano così per vaghezza l'archibugio di Malatesta[172]. Un fumo densissimo ingombrava cielo e terra; e quando prima cominciò a diradarsi,si vide in mezzo scaturire dai fiocchi di nebbia la terribile persona di Lupo che in cima al campanile di San Miniato caricava, scaricava, maneggiava in somma quei pesanti istrumenti di guerra come se fossero altrettante sue braccia di bronzo; per poco che lo spirito di chi lo vedeva si fosse nudrito nella lettura delle antiche leggende, lo avrebbe creduto Briareo, ossivero un demonio posto dalla gran forza delle incantagioni a custodia di un castello fatato.

Oltre la vana ostentazione descritta, Malatesta mandò fuori delle porte, al principe d'Orango un trombetto col pegno della battaglia, e il principe, presentatolo magnificamente, gl'impose riferisse: — essere suo costume combattere quando gli tornava comodo, non quando piaceva al nemico; stessero pronti in città, perchè quanto prima le avrebbe dato l'assalto. — Così ebbe fine cotesta bravata. I Fiorentini calcolarono meglio di mille libbre di polvere persa senza costrutto. Si partirono dal monte alla spicciolata; la milizia, rotti gli ordini, si partiva anch'essa in confuso; pochi uomini rimasero colla Signoria e col Malatesta.

Allora il gonfaloniere mostrò desiderio di ricondursi al palazzo. Malatesta ossequioso volle a ogni costo accompagnarvelo, e così ripresero il già percorso sentiero.

Ornai si avvicinano alla croce; Malatesta lasciandovi sopra uno sguardo obliquo, ne vede sgombra la base, cosicchè gli parve respirare più libero ma gli riesce la speranza invano: ecco di repente sorgere dalla pietra la figura di Pieruccio col capo avvolto di bende sanguinose e minacciarlo col pugno e rampognarlo feroce:

«Sarai tormentato settanta volte sette!»

Il Baglione, preso da cieca ira, si stracciò a morsi le maniche delle vesti... di nuovo stette per movergli addosso... di nuovo Cencio si apparecchiava a ferirlo per modo da non tornarci la terza volta. I cittadini svelsero a forza dalla base il Pieruccio e lo celarono in mezzo di loro. Egli era andato buon tratto di via con gli uomini ai quali lo aveva commesso Vico Machiavelli; giunto alla piazzetta dei Castellani sfuggiva loro di mano e tornava al posto periglioso per maledire di nuovo il Malatesta.

La Signoria e il Baglione procederono in silenzio. Giunti presso al palazzo, Malatesta facendosi più dappresso al Carduccio, gli favellò:

«Spero, magnifico messere, che vi darete ogni cura di porre al martore il ribaldo che in me per ben due volte oggi offendeva la maestà della Repubblica, e quindi, come conviene, gli mozzerete la testa.»

«Strenuissimo capitano, gli Otto e la Quarantia hanno potestà di far sangue, non io; provvedetevi davanti a cotesti magistrati... — Ma tornerà poi in onor vostro, messere, contendere col pazzo? — Pensateci!...»

«Se lo tenete per matto, allora chiudetelo.»

«Prima dei pazzi vorrebbonsi sostenere uomini bene altramenti pericolosi alla città, Malatesta...»

«E quali, messere?»

«I traditori.»

Qui il Carduccio, chinata la persona in atto di reverenza, pose il piede sul primo gradino del palazzo della Signoria e si allontanò.

Malatesta rimase per alcuni momenti stupefatto; poi si volta pensoso camminando in silenzio; ad un tratto egli chiama:

«Cencio!»

«Malatesta!»

«Bisogna raddoppiare le guardie al mio quartiere...»

«Bene: — sarebbe meglio però andare ad abitare presso alla porta di San Pier Gattolino. Costà avete prossimi i Côrsi e i Perugi vostri; l'uscita al campo ad ogni evento prontissima.»

«Purchè si possa fare senza destare sospetti!»


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