«C'era una volta una regina bella«In un castello nero,«Sempre rinchiusa, ahimè! per destin fiero.»
«C'era una volta una regina bella
«In un castello nero,
«Sempre rinchiusa, ahimè! per destin fiero.»
La porta s'apre ed appareFlorian Audet. Egli si ferma sulla soglia ad ascoltare.
Chérie
continua a recitare, ad occhi bassi, accompagnandosi con sommessi accordi.
«Ma venne un cavalier dall'armi d'oro,«E sul veron la vide,«E le disse: «Fuggiam, vieni, t'adoro.»«Ella rispose: «Il muro è alto assai,«Ed è profondo il fosso,«Crudel la scolta e non s'addorme mai...»
«Ma venne un cavalier dall'armi d'oro,
«E sul veron la vide,
«E le disse: «Fuggiam, vieni, t'adoro.»
«Ella rispose: «Il muro è alto assai,
«Ed è profondo il fosso,
«Crudel la scolta e non s'addorme mai...»
Gaia.
«Rapì egli all'inferno un gran tizzone,«Ed abbruciò il castello!«E la dama strappò dalla prigione.»
«Rapì egli all'inferno un gran tizzone,
«Ed abbruciò il castello!
«E la dama strappò dalla prigione.»
Fanny e Nelly
ridendo.
Oh!... brava! brava...
Chérie
alzando gli occhi e vedendoFlorianche la guarda fisso in viso.
«Voi... siete il cavalier leggiadro e forte,«Io son la prigioniera.«E vi voglio adorar fino alla morte.»
«Voi... siete il cavalier leggiadro e forte,
«Io son la prigioniera.
«E vi voglio adorar fino alla morte.»
Le due fanciulle l'applaudono, salutanoFlorian Audet, poi corrono via a sinistra a raggiungere le altre. Si ode ancora il valzer suonato nella stanza vicina.
Florian
Ho un quarto d'ora di tempo. Sono venuto a salutarti.
Chérie
Timida e graziosa.
Grazie.
Florian
Grave.
Ho tante cose da dirti!...
Chérie
Dimmele, Lolò... oh...
correggendosi.
... dimenticavo!
si copre la bocca colla mano.
Florian
Cosa dimenticavi?
La musica cessa nella stanza accanto.
Chérie
Che non devo dirti Lolò. E che non devo darti del tu.
Florian
E come mai?
Chérie
No! Da oggi in poi... io sono la signorina Chérie Brandes, e tu...
con un grande inchino.
... sei il signor tenente marchese Florian Audet.
Florian
Per carità!
Chérie
Ordini di mia cognata.
Florian
Ma perchè?
Chérie
Perchè ho diciott'anni.
Florian
inchinandosi.
Non mi resta che obbedire.
Lunga pausa. Si guardano e non sanno che cosa dire.
Fa caldo...signorina!
Chérie
porgendogli il ventaglio.
Desidera...signore?
Ridono.
Cosa sono tutte le cose che avete a dirmi?
Florian
apre il ventaglio e fa vento prima a sè e poi a lei.
Non posso... signorina! Con questo nuovo regolamento, mi pare di essere paralizzato.
Chérie
Ma quasi quasi... a me piace! Tu mi sembri... voi mi sembrate una conoscenza nuova.
Florian
Io non voglio essere una conoscenza nuova. Sono Lolò, che ti tirerà le treccie quando sei cattiva.
Chérie
No, no! più niente Lolò. Ed io non ho più treccie...
volge civettuola la nuca.
Vedete?... Ti piaccio così?
Florian
No. E bada che m'hai dato del tu.
Chérie
Oh Dio! Anche tu!
Un silenzio. Guardandolo.
Io non so più come parlare...
Florian
Neanch'io.
Chérie lascia cadere il fazzoletto. Florian lo raccoglie.
Chérie
Sentitelo!
glielo avvicina al naso.
È profumato! Posso profumarmi se voglio, da oggi in poi. Luisa mi ha dato una bottiglietta... grande così... si chiamawhite rose.Dice che sono anch'io una «white rose». Ma voi non capite l'inglese.
Florian
Fin lì capisco anch'io —
prendendole la mano.
rosellina bianca!
Chérie
odorando il fazzoletto.
Com'è dolce! Vi piace?
Glielo fa sentire.
Florian
No. Volete sapere qual'è il mio profumo prediletto?
Chérie
Sì.
Florian
Indovinatelo.
Chérie
Violetta?... Peau d'Espagne?... Jockey Club?...
Ad ogni parolaFlorianscuote il capo.
Oh, aspetta!... L'Origant di Coty...
Florian
No.
Una pausa.
La benzina.
Chérie
Oh che orrore. La benzina! Per cosa? Per l'automobile?
Florian
No. Per voi.
Chérie
Per me?
Florian
Sì. Un giorno, forse un anno fa, si prendeva il thè, qui; e voi eravate in collera con me, non so più per che cosa. Vi siete rovesciata una tazza di thè sulla veste... e Luisa vi ha sgridata... Ricordate? Allora siete corsa via a pulirvi la veste... e quando siete tornata — tutta rossa e compunta — mi avete guardato!
pausa.
Sentivate di benzina in modo straordinario.
Da allora in poi... la benzina...
Con molto sentimento, prendendole la mano.
... è sempre stato il mio profumo prediletto.
Un silenzio.
Chérie
commossa.
Che belle cose voi dite! Sembrano prese da un libro.
Florian
tenero.
No... le ho inventate io...signorina!
Chérie
Oh!... Come mi piace che mi diciate «signorina»! Non so perchè... ma...
Pausa.
Florian
Già. Anche a me fa quell'effetto.
Chérie
Non ci daremo mai più del tu.
Florian
Mai più.
Chérie
È così rude e sgarbato.
Florian
È vero. Vorrei avervi sempre detto signorina. Mi pare... non so come dirlo... di avere sprecato gli anni in cui... non mi sono accorto che eravate una signorina. Mi pare solo adesso di vedervi.
Chérie
Alzando gli innocenti occhi su di lui.
Anche a me.
Una pausa.
Florian
Con grande tristezza.
E adesso... devo andar via.
Chérie
Andrete lontano?
Mirellae le altre giovinette entrano allegre.
Prendono dalla tavola dei dolci a sorpresa e li fanno scoppiettare; ne tolgono dei cappelli di carta, dei fischietti, degli stornelli che leggono ad alta voce.
Mirella
Sentite lo stornello!
leggendo.
«Fiore di rosa,«So che m'amate e fate la sdegnosa.»
«Fiore di rosa,
«So che m'amate e fate la sdegnosa.»
Corre a portare due sorprese aChérie.
Tieni Chérie!
Poi torna correndo dalle altre.
Chérie
aFlorianche ha guardato il suo orologio.
Non guardate l'ora.
Tendendogli una sorpresa.
Tirate...
Florian
grave e preoccupato.
Vorrei parlarvi.
Tirano la sorpresa eFloriansvolge distrattamente la carta collo stornello.
Chérie
Leggete, leggete!
Florian
Leggendo.
«Fiorin di pero,«La vita è un sogno, la morte un mistero.»
«Fiorin di pero,
«La vita è un sogno, la morte un mistero.»
In tutta questa scenaFloriansi sforza a celare sotto un'apparenza quasi gaia la profonda angoscia che è in lui.
Chérie
ridendo.
Oh! com'è poco interessante. Proviamo quest'altra.
Tirano un'altra sorpresa A Chérie tocca lo stornello. Legge.
«Fior di mimosa«Quando vorrete sarò vostra sp...»
«Fior di mimosa
«Quando vorrete sarò vostra sp...»
s'interrompe confusa.
Si guardano lungamente silenziosi.
Perchè mi guardate così grave?
Florian
Chérie!
Le afferra le mani.
Devo andar via.
Chérie
Andar via! così presto?
Florian
Subito. Subito! Chissà quando vi rivedrò!
Chérie
Oh, ma dove andate? A quest'ora? Il reggimento non può aver bisogno di voi a quest'ora!
Floriansorride amaramente.
E poi oggi è la mia festa... Mandate a dire al colonnello che andrete domani.
Florian
con traboccante agitazione, sentendo inevitabile e vicina l'ora in cui dovrà lasciar sole le donne incoscienti.
Ma Chérie! Non sapete dunque niente, voi? Niente? Non avete letto i giornali? Vostro fratello, prima di partire non vi ha detto nulla?
Chérie
Ingenua.
Ma sì... so che vi sono state delle cattive notizie...
VieneMirellae circonda col braccio la cintura diChérie.
Mirella
AFlorian.
Dammi il tuo stornello.
Glielo prende di mano.
Florian
sempre agitato.
Di ciò che accade intorno a voi — non sapete niente?
Mirella
Infantile.
Sì, sì! io so! So che i nemici ci fanno la guerra!
Chérie
Oh, quello lo so anch'io!
Con una crollatina di spalle.
Ma i nemici... la guerra... per noi donne è così lontano tutto ciò!
Florian
Fuori di sè.
Lontano! Ma è a quaranta chilometri da qui.
Mirella
Quaranta chilometri?... Quanto è quaranta chilometri?
Chérie
leggiera.
Oh — come da qui a Verviers.
Florian
Lento e scandendo le parole.
I nemici — sono — a Verviers.
Chérie
A Verviers?! E che cosa fanno?!
Florian
Che cosa fanno?
Feroce.
Dio! Dio!
Con un ruggito d'ira.
Che cosa fanno?!
Mirella
Allegra.
Bravo, Lolò. Va a vedere. Poi domani ce lo dici.
Corre via a raggiungere le altre fanciulle.
Chérie
Tornerete davvero domani?
Florian
Domani!
Amaramente.
Ah, no. Non domani — nè per tanti domani... Ditemi addio — piccola white rose!
Chérie
Addio...
Si ode il valzer suonato pianamente nella stanza vicina.
Gli dà la mano.
Non so dirvi... quanto mi rattrista che partiate.
Con semplicità e mestizia.
Non ho neppur più voglia di ballare.
Florian
Angosciato.
Chérie!... Ditemi una parola... datemi un ricordo... qualche cosa da portar via con me.
Chérie
Volete questo stornello?
Con soavità.
«Fior di mimosa,«Quando vorrete — sarò vostra sposa.»
«Fior di mimosa,
«Quando vorrete — sarò vostra sposa.»
Glielo porge.
Florian
prendendolo e recandolo alle labbra colla mano diChérie.
Chérie! Per nessun altro mai sarà questa piccola mano?
Chérie
grave.
Mai.
Florian
Addio! Oh! vedo le lagrime nei vostri cari occhi! così puri... così puri! si direbbe che non hanno mai guardato altro che il cielo!
Chérie
commossa.
Addio.
Florian
Addio, Chérie!...
Egli sa che questo è forse un addio eterno. Con soffocato impeto di dolore.
Addio.
Esce.
Chérieva alla finestra e sta immobile guardando giù.
EntraFritze va rapidamente verso di lei.
Fritz
con voce dura
Signorina —
Chérie
volgendosi sconvolta.
Oh... Fritz!
Fritz
Devo passare.
La prende rudemente pel braccio e l'allontana dalla finestra. Indi si sporge lui a guardar fuori. Con gesto rapido si toglie un fazzoletto dalla tasca e lo lega all'imposta.
Chérie
sbigottita.
Ma Fritz! che cosa fate?... Salutate quelli che partono?
Fritz
fissandola negli occhi con insolenza.
No. Quelli — che arrivano.
Esce.
Chérie
aLuisache rientra.
Luisa! Hai visto Fritz? Hai sentito che cosa ha detto?
Luisa
terrorizzata.
Non capisco... Mio Dio, mio Dio...
Si guardano costernate. Le fanciulle appaiono gaie e ridenti sul pianerottolo, e danzano una quadriglia.
D'improvviso si ode lontano il rombo d'un cannone. Tutte si fermano. Vi è un istante di silenzio.
Nelly
ridendo nervosamente.
Che cosa sarà stato?
Jeannette
Un saluto per la festa di Chérie!
Tutte ridono.
Luisa
Bimbe care — andate a casa. Lina e Fritz vi accompagneranno.
Tutte
Oh... andare a casa! Ma è presto!... siamo appena arrivate...!
Luisa
Correte — correte! Ho paura di tenervi qui. Ho paura!
Tutte le fanciulle si sparpagliano come un volodi passerette. Indossano i mantelli celesti, rosa, bianchi, bacianoLuisa,ChérieeMirella.
Addio! Addio!
Un secondo rombo di cannone le ferma tutte immobili sulla porta.
Nelly
tra il riso e lo spavento.
I nemici?
Le Altre
Uh! che paura! Addio... Addio!...
Escono.
Luisa,ChérieeMirellarimangono sole.
Chérie
dopo un breve silenzio guardandosi attorno.
Non so... mi pare di essere in un sogno...
Mirella
ancora sorridendo.
Fiorin di peroLa vita è un sogno, la morte un mistero!
Fiorin di pero
La vita è un sogno, la morte un mistero!
Chérie
aLuisaabbassando la voce.
E... se... se davvero venissero qui?
Mirella
Chi?... Chi?...
Luisa
mettendole un braccio al collo.
I nemici... quelli che sono a Verviers.
Mirella
frivola e bambinesca.
Oh, se vengono, vorrei che venissero questa sera, mentre siamo vestite così!...
Fa svolazzare la gonna di tulle.
S'ode un nuovo rombo di cannone.
Chérie
Luisa!... Luisa! Ho paura.
Nasconde il volto sulla spalla diLuisa.
Luisa
terrorizzata.
Oh Dio, Dio! — Florian, dove sarà? Se potessimo richiamarlo.
Corre alla porta.
Fritz! Fritz!...
Dopo un istante.
Lina!
Lina
in giacca e cappello con una borsetta in mano, freddamente.
Sì? Cosa vuole?
Luisa
Ma — Lina! come parli?... E dove vai? — Dov'è Fritz?
Lina
È uscito.
Luisa
Uscito?... Ma dove è andato?
Lina
con un cattivo sorriso.
Adesso andrò a vedere.
Chérie
Ma no, Lina! Sta qui con noi!...
Luisa
Vi vieto di uscire.
Lina
con insolenza.
Oh! Passato il tempo dei divieti.
Esce e chiude la porta.
Chérie
Ma che cosa accade?...
Luisa
Non capisco.
Chérie
Siamo sole!... E pensa, Luisa, pensa! Se...quellivenissero — che cosa faremmo?
Luisa
Per carità! Non pensiamoci!
Chérie
Ma bisogna pensare. Bisogna essere preparate a tutto. Dobbiamo pensare...
Luisa
Ma, mia cara, non verrebbero qui.
Chérie
Non credi?
Luisa
Qui? In casa nostra? A far che? Ma andrebbero... non so... all'albergo...
Chérie
Credi? All'albergo?...
Una pausa.
Non posso imaginare...
Un altro silenzio.
Già, che cosa verrebbero a fare in questo paesetto?... Cosa potrebbero volere da noi?
Mirella
cominciando ad impressionarsi.
Avete paura davvero?...
Ride, nervosa.
Chérie
Se mai... certo non verranno — ma semai... quando picchiassero giù alla porta, bisognerebbe dire che non li possiamo ricevere.
S'ode fuori delle voci e un clichettio di sciabole.
Mirella
correndo alla finestra con uno strillo.
Ma sono qui...
Luisa e Chérie
No!...
Mirella
Sono qui, vi dico! Sono in cinque o sei. Non picchiano! Sono entrati. C'è Fritz... è lui che apre la porta! Vengono su. Oh Dio, vengono su!
Stanno tutt'e tre immobili guardando la porta; questa s'apre sbattuta villanamente dal di fuori.
Entrano il capitanoFischer, quarantenne, il tenenteVon Wedel, bel giovane di ventisei anni, e tre soldati.
Il capitano Fischer
guardandosi intorno senza badare alle donne. Al tenenteVon Wedel.
Dunque qui, dove siamo?
Von Wedel
leggendo una carta.
Giorgio Brandes, medico e ufficiale di riserva, quattro in famiglia — 12 stanze, scuderia, due cavalli, una motocicletta, cantina, telefono.
Il capitano Fischer.
Uomini adulti?
Von Wedel
Uno solo, il dottore. Partito iersera — per la capitale, credo. Deve aver preso la strada di Tourgain.
Fischer
C'era un nostro incaricato qui?
Von Wedel
Sì, certo Fritz Müller.
Fischer
Dov'è questo Müller?
Von Wedel
Il domestico. Era lui dabbasso, che ci ha aperto
Fischer
Ah. Vediamo le stanze.
Consultando la carta.
Tre a questo piano, quattro di sopra —
AVon Wedelgettando uno sguardo sulle tre donne.
Tu sta qui.
Esce seguito dai tre soldati.
Von Wedel
Sta un momento immobile guardando daLuisaaChérie, daChérieaMirellae ancoraChérie. Un lento cinico sorriso gli si disegna sul volto. Poi si volge e va alla tavola del buffet.
Toh! Un banchetto... Si direbbe che ci aspettavate!
Prende un sandwich.
ALuisa.
Vi aspettavate di vederci? O è una bella sorpresa che vi facciamo?
Luisa
esterrefatta.
Signore — spero che avrete la bontà di tornar via. Mio marito non è qui.
Von Wedel
ridendo.
Ah davvero? Sono desolato. Aspetteremo che ritorni.
Luisa
Ma non torna stasera.
Von Wedel
Ah no? Che marito poco galante!... E dove sarebbe andato?
Luisa
ingenua.
A Tourgain, per la via di Landor.
Von Wedel
Attento.
Ah, per la via di Landor? — Solo?
Mirella
ALuisa.
Taci mamma! Non dirlo!
Von Wedel
Ridendo.
Ma guarda guarda, come siamo furbe e diplomatiche!
Ironico aMirella.
Posso chiedere alla mamma se il papà è fumatore?
Le donne si guardano sbigottite.
Von Wedel
secco, impaziente.
Sigari... sigarette, ne avete in casa? Sì? Andatele a prendere. Su, donna, movetevi. Ho i polmoni che si struggono dalla voglia di un Nestor.
Luisafissandolo con occhi trasognati s'avvia lentamente verso la scalinata — sale e sparisce.
Von Wedel
S'avvicina aChérieeMirellache indietreggiano.
Ebbene, colombelle? Ci aspettavate dunque!... Vi siete vestite da festa per riceverci? Eh!...
Pizzica la guancia aChérie.
Come ti chiami tu?
Le due ragazze indietreggiano terrorizzate.
Carolina?... Eh? Maria?... Teresina?... Eh?
Le prende il mento.
Rispondi.
Chérie
senza fiato
Chérie.
Von Wedel
Cosa mi dici?Chérie?Caruccia anche tu.
Si china in avanti per baciarla.
Mirella
lanciandosi su di lui con un grido.
No!... No!
Fa per percuoterlo.
Von Wedel
ridendo dell'ira diMirella.
Ah, che piccola vipera!... Aspetta un po' — vedrai cosa ti faccio!
Luisaentra portando delle scatole di sigarette. Le depone sul tavolo.
Von Wedel
aLuisa.
Brava. E da bere cos'avete? Qui —
additando il tavolo.
... non vedo che sciroppi. Sciampagna ne avete? E cognac? e rhum? e kirsch? Portate qui tutto.
AMirella.
Viperetta, va anche tu — e porta qui tutto. Fa presto — va — va.
Mirella
No!...
Avviticchiandosi aChérie.
Von Wedel
Hai paura che te l'ammazzi, tua sorella?
Mirella
Non è mia sorella.
Von Wedel
E cos'è?
Mirella
È mia zia.
Von Wedel
ridendo.
Ah — è tua zia? Anch'io ho una zia. Manon è così. Le scambieremo; va bene, vipera? Ti darò la mia zia, e tu mi darai la tua. Va bene?
Mirella
No!...
Von Wedel
feroce.
Va a prendere da mangiare... corri o ti strozzo...
Mirellafugge.
Luisa
Signore... noi... noi non siamo che donne...
Von Wedel
Eh! me ne accorgo.
Le prende il braccio.
Luisa
piangendo.
Anche voi... avrete delle donne a casa vostra...
Von Wedel
Oh là! là! là! Non cominciamo cogli appelli ai sentimenti nobili. Abbiamo fame e sete.Marsch, buona donna.
Luisasi volge per partire.
E se pensate di scappare... se fra tre minuti non è tutto qui in tavola, io mi mangioquesta colombella — capite? Me la mangio —aah!
Afferra il braccio diChériee se lo porta alla bocca.
Luisaesce barcollando.
aChérie.
Che parentela hai con quella Niobe piangente?
Chérie
a bassa voce.
È mia cognata.
Von Wedel
Eh? Non capisco. Parla più forte. Tua cognata?... Caruccia!
Pizzicandole il mento.
E io sarò tuo cognato, va bene?
Rientra il CapitanoFischer. Si ferma sulla porta a dare degli ordini ai tre soldati che lo seguono.
Fischer
Direte al capitano Glotz e al tenente Feldmann di venir qui. Avranno le due stanze all'est. Voi cenerete all'osteria e quattro ordinanze e quattro uomini verranno a dormire qui nelle soffitte. Sarete qui alle undici. Non vi ubbriacate.
I soldati salutano e fanno per partire.
Oh! E lasciate stare le donne di malaffare.
Capite? Non voglio che mi si avveleni il battaglione.
Pausa.
Donne non ne mancano.
I soldati salutano ed escono.
Fischer
avanzandosi.
Tutto fatto. E qui si mangia?
Von Wedel
Salutando.
Sì, mio capitano.
Fischer
sciogliendosi la cintura.
Smetti pure il capitano. Qui torniamo cugini, Hans. Eh, che porcheria d'un paese. Quell'animale d'un parroco!... Guardate qui cos'ho sugli stivali.
Sporge un piede.
Fango e sangue! Bah!... E ho qualche cosa al braccio...
Si toglie la giubba.
Von Wedel
Ma sei ferito.
Fischer
Già.
GuardandoChérie.
Cosa fa quella ballerina? Venga qui.
Le fa cenno di avvicinarsi.
Ha paura d'un povero ferito?
Si è tolto la giubba, e la manica della camicia appare macchiata di sangue.
Von Wedel
Ridendo.
È mia cognata.
La caccia innanzi versoFischer.
Fischer
Ridendo.
Tua cognata? Brutto animale! Te la sei già accaparrata? Tu mi porti sempre via di sotto al naso ciò che c'è di meglio. Maledetti i tuoi ventisei anni.
Von Wedel
additando la piccolaMirellache entra portando delle bottiglie.
Eh! guarda com'è carina la viperetta qui.
Fischer
Peuh! Il sapor di latte non mi dice niente.
VedeLuisache entra recando altre bottiglie e bicchieri.
Oh! Ecco piuttosto...
Von Wedel
con una grossolana risata.
Quella è la Niobe piangente.
Chérietenta fuggire ma egli la prende per un braccio e la trattiene.
Fischer
Va incontro aLuisae le prende le bottiglie dalle mani.
Bella signora — come vedete sono malconcio.
Additandole il braccio ferito.
Portatemi dell'acqua calda e fatemi da suora.
Luisa
con voce sorda.
Di sopra c'è acqua calda.
Fischer
sdraiandosi sul divano.
Ah, ma io la voglio qui.
Von Wedel
ridendo mentre stura la bottiglia di cognac.
La Niobe si preoccupa dei suoi tappeti, eh?
Sputa sul tappeto.
Lurido paese.
Luisaesce barcollando.
Von Wedel
aChérieeMirella.
Avanti con questa cena. Servite il capitano.
Beve.
ChérieeMirellarestano immobili guardandosi in faccia. Stanno vicine l'una all'altra, terrorizzate e incerte.
Von Wedel
con uno scoppio di voce.
Servite il capitano.
Le due ragazze prendono piatti e bicchieri e li porgono al CapitanoFischerche è sdraiato sul divano.
Fischer
Non voglio che un cognac. Questo braccio mi fa maledettamente male.
AMirella.
Dite a quella donna che faccia presto coll'acqua calda.
Mirella
Sì. Lo dirò.
Volgendosi aChérie.
Vieni anche tu con me.
Von Wedel
afferrandoChérie.
Ah già! Così scappate tutt'e due! No! Una deve sempre star qui.
Ride.
E noi la strozzeremo se le altre non tornano!
Mirella
Sto qui io.
A Chérie.
Va a chiamar la mamma.
Chérie
ansante guardando dai due uomini aMirella.
No!
Mirella
fissandola con grandi occhi.
Va, ti dico.
MentreChériele passa accanto.
E chiama Fritz!
Chérie
piano.
Ci ha tradite.
Esce.
Von Wedel
Eh la viperetta —
Si sdraia in poltrona.
ho fame. Puoi servire anche me.
Mirella
con aria selvatica e audace.
Voi? Cosa siete voi? Tenente? Io no. Io non servo che i capitani.
Versa un altro bicchierino di cognac aFischer.
Fischer
ridendo.
Toh, Hans! Prendi e metti ciò alla bottoniera.
Beve.
Von Wedel
ridendo.
Impertinente rospicciattolo!
Si alza e va al tavolo.
Fischer
a Mirella.
Chissà che odio hai in cuore contro di noi! Di' la verità.
Mirella
Io? Ma niente affatto. Sono contenta che siate arrivati. M'annoiavo a morte. E poi... io so il tedesco.
Fa una piroetta e getta un bacio aFischer.
«Grüss Gott!»
Fischer
ridendo.
Quanti anni hai?
Mirella
pronta.
E tu?
I due ufficiali ridono.
Fischer
Non hai paura di noi?
Mirella
Io — paura? Paura!
Ride convulsa.
Ma anzi... non ho mai visto...
Tira un fiato come un singulto.
... nessuno di più bello... Vi aspettavo alla finestra... Non avete visto?
AFischersedendogli accanto sul bracciolo del divano.
Ti fa sempre male il braccio?
Fischer
Sì. Guarda.
Scopre la ferita.
Mirella
con un brivido.
Oh!
Fischer
Ti fa pena?
Mirella
No, mi fa schifo.
Fischer
ridendo.
Che bel tipo!
EntraLuisaportando una catinella d'acqua, e serviette e bende.
Essa depone in terra la catinella accanto al divano.
Fischer
con ammirazione guardandoLuisa.
Ah! ecco la mia suora di carità!... Grazie,bella signora!... Dite un po', vostro marito è medico, non è vero? Avrete in casa qualche disinfettante... dell'acido borico? Del sublimato?
Luisa
Sì.
Fischer
Portatemene, vi prego.
Luisaesce a sinistra e ritorna quasi subito con una fialetta in mano.
Fischer
prendendo la fialetta.
Cos'è? «Sublimato»... Ecco... una tabletta nell'acqua. Così.
Le rende la fialetta che essa depone sopra una mensola dietro al divano.
Grazie, bella Samaritana. Volete aiutarmi?... Volete fasciare la ferita al nemico? Al nemico... ammiratore?
Luisas'inginocchia accanto a lui e gli fascia la ferita.
Von Wedel
aLuisa
Dov'è rimasta la colombella?
Luisa
Non so...
Von Wedel
Vado a cercarla.
Mirella
con un grido.
No! Non voglio!
Von Wedel
Oh bella questa! E come vuoi impedirlo?
Va alla porta.
Mirella
precipitandosi.
Vengo anch'io. Non voglio che tu le faccia male.
Von Wedel
ridendo.
Vieni pure, scorpioncino.
Von Wedelesce conMirella.
Luisa
Mio Dio!
Si slancia per seguirli.
Fischer
Trattenendola.
Restate qui. Von Wedel non le farà nulla.
Mostrandole il braccio.
Guardate piuttosto che ferita profonda!... E voi... me ne fate un'altra, guardandomi con quegli occhi così dolci e paurosi.
Avete paura di me?
Pausa.
Luisa
con un singhiozzo.
Sì.
Fischer
Perchè? Non sono un selvaggio... non vi farò niente. Siamo più teneri noi altri nordici colle donne, che non i vostri egoisti d'uomini.
Accarezzandole il viso.
Assai più teneri...
Luisa
scoppiando in pianto.
Per pietà!... per pietà!
Fischer
bonario.
Ma sì, ma sì, avrò pietà. Non è un oltraggio dirvi che siete bella e che mi piacete...
La porta si apre ed entrano il CapitanoGlotze il tenenteFeldmann.
Glotz
sulla porta.
Ma guarda un po' che dolce quadro d'intimità!... Ti disturbiamo?
Fischer
alzandosi.
No — no! venite. Ho trovato una Samaritana che m'ha fasciato la ferita. Avete messaggi?
Glotz
Niente. Per stasera si sta qui. Domattina alle cinque si prosegue su Tirlemont.
Fischer
Avete pranzato?
Feldmann
Niente. Siamo affamati.
Glotz
Qui c'è da sfamarsi...
Spingono la tavola verso il centro.
EntraVon Wedelconducendo pel braccioChérie, che ha uno scialletto sulle spalle, seguita daMirellache piange.
Von Wedel
Preda di guerra!... Voleva fuggire, la colomba. Per punirla le legheremo le ali.
Toglie lo scialletto aChériee fa per legarle le braccia dietro alle spalle.
Mirella
strillando.
Non voglio.
Con impeto d'infantile ira alza la mano per schiaffeggiareVon Wedel.
Von Wedel
Afferrandole il braccio e torcendoglielo con finta collera.
Ah! E a questo scorpioncino schiacceremo la testa.
Fischer
paterno.
Via, lasciale stare, Hans.
Glotz
sempre a tavola.
I piagnistei mi guastano l'appetito.
Sogguardando le due fanciulle.
Cosa sono? Paiono ballerine.
Feldmann
mangiando.
Brave!... Brave! Se è così, ballate per divertirci.
Fischer
facendo sedereLuisaaccanto a lui sul divano.
Sorridete un poco, suora di carità! Bevete un sorso di champagne con me.
Le porge il suo bicchiere
Luisa
No! no!
Fischer
Prego... un sorso...
Feldmann
Al capitano bisogna obbedire.
Anch'egli siede accanto aLuisasul divano e le prende le mani.
Luisa
piangendo.
Per pietà!... La casa è vostra... ma lasciateci andar via... ve ne imploro.
Glotz
Che non ha smesso di mangiare.
Ma sì. Mandatele via tutte quante! Mi guastano l'appetito.
Von Wedel
Mia cognata no. La voglio qui.
Mette lo scialletto intorno aChériestringendone le braccia dietro le spalle.
AMirella.
Rospo... tu puoi andare a letto.
Mirella
No! non vado a letto. Sto qui.