Biologia.I.Sensibilità.
1.—Usando questo faradireometro Roncoroni e Albertotti (l. c.) trovarono che le sensibilità, in centesimi di Volt, sono in media:
Tutti gli epilettici avevano la sensibilità generale ottusa; per la sensibilità dolorifica non sono rari i casi di sensibilità ottusa anche nei normali (8 su 28), ma essi sono assai più frequenti nei pazzi (24 su 66) e specialmente negli epilettici (6 su 10). Il mancinismo e l'ambidestrismo sensorii sono un po' più frequenti nei pazzi (48 su 66) che nei normali (11 su 28); sono pur frequenti assai negli epilettici e pazzi morali (8 su 10).
2.La sensibilità e l'età.—Sperimentando col faradireometro Edelmannil prof. Ottolenghi[427]ha trovato che la sensibilità generale o abbastanza sviluppata nei ragazzi dai 9 ai 14 anni con prevalenza della sensibilità, media (15-20 cent. di Volt) e in alcuni gruppi anche della sensibilità fine (10-15 cent. di Volt). Essa si va poi facendo sempre più fine col crescere dell'età, e progredisce sempre dalla gioventù alla virilità; e mentre negli studenti vi è ancora una sensibilità mediocre nell'8%, invece nei professionisti essa non si trova più che nel 2%. Finalmente nei vecchi dai 65 anni in su si ha una sensibilità ottusa in enorme prevalenza: nel 75%.
La sensibilità dolorifica è deficientissima nelle prime età (dai 9 ai 14 anni) essendo ottusa (cioè maggiore di 90 cent. di Volt) nel 68-70%; invece tra gli studenti universitari quell'ottusità non si trova che nel 17% e tra i professionisti nel 7%: cioè anche la sensibilità dolorifica va perfezionandosi coll'età, dalla gioventù alla virilità.
Quanto ai vecchi mentre individui dai 40 ai 65 anni presentano ottusità sensoriale maggiore di 90 cent. di Volt nel 65%, invece negli individui oltre i 65 anni essa non si presenta più che nel 45%: cioè nella vecchiaia la sensibilità dolorifica si fa più delicata, vale a dire vien meno la resistenza al dolore.
Roncoroni e Diettrich[428]trovarono in 4 epilettici 2 volte mancinismo, in un caso tanto al mattino che alla sera, nell'altro solo alla sera. Il mancinismo si manifesta più frequentemente nelle ore pomeridiane che nelle antimeridiane. Ciò è legato probabilmente all'esaurimento nervoso o muscolare che si produce durante il giorno negli alienati, e che si manifesta pure colla minor forza muscolare notata in essi nelle ore pomeridiane. Questo mancinismo rivelato dall'ergografia spesso non si manifesta col dinamometro, così che l'ergografo è anche a questo riguardo uno strumento assai più prezioso di esso.
Dopo gli accessi epilettici si produce una profonda modificazionenel tipo dei tracciati: gli epilettici perdono, dopo l'accesso, l'educazione ergografica, ossia la coordinazione dei movimenti (da loro lentamente appresa nelle prime esperienze), che è necessaria per ottenere una buona curva ergografica. Poi un certo tempo dopo l'accesso (tempo variabile a seconda della violenza dell'accesso e a seconda degli individui), colla reintegrazione delle condizioni psichiche la curva della fatica ridiviene quale era nei periodi normali (intervallari), e allora si nota una diminuzione della forza muscolare dovuta alla stanchezza prodotta dall'accesso.
Il dott. De Sanctis[429]ha da sue ricerche concluso che i delinquenti nelle notti successive al delitto e negli anni di espiazione dormono bene, purchè naturalmente non siano disturbati da cause estrinseche; e il loro sonno è simile a quello dei vecchi epilettici, convulsionari o degli imbecilli. Essi sognano poco, specialmente i grandi delinquenti; ed i loro sogni sono in generale privi di colorito emozionale o vi compaiono soltanto le emozioni erotiche, le mistiche, le espansivo-reattive. La scena del delitto non si riprodusse che in 22 su 93 delinquenti sognatori e soltanto in 11 tale riproduzione fu accompagnata da un movimento emozionale notevole.