Questa commedia fu rappresentata la prima volta al teatro Manzoni di Milano, dalla Compagnia diretta da Dario Niccodemi la sera del 28 ottobre 1921.
Questa commedia fu rappresentata la prima volta al teatro Manzoni di Milano, dalla Compagnia diretta da Dario Niccodemi la sera del 28 ottobre 1921.
ATTO PRIMO.Ottobre. — La modesta sala dei Professori del Ginnasio di Salduggio. Alla parete di fondo il ritratto giovanile in litografia di Vittorio Emanuele III. A quella di destra una scansia a vetri che contiene i pochi libri della povera biblioteca del Ginnasio.A quella di sinistra, in quadro, il calendario scolastico approvato dal Provveditore agli studi della Provincia di Novara.Nel centro della sala un tavolone coi cassetti chiusi — intorno alla tavola sette, otto sedie di legno ricurvo, una più alta, di poco diversa, per il Direttore.A un capo della tavola, quando comincia l'azione, sta il professor Del Basso, miope, barbuto, zazzeruto, pepe e sale nei capelli e nell'abito, con tutt'un'aria di polvere addosso dalla testa alle scarpe; a metà della tavola la Giliardi, bruna, ventottenne, accurata nell'abito semplice e unito di colore; all'altro capo Cappelli, lindo, elegante, ben pettinato, ben rasato. Del Basso si muove sempre, grida sempre, agita sempre le mani e le gambe.SCENA PRIMA.Del Basso — Cappelli — La Giliardi.Del Bassoaccalorato, alla Giliardi.No, no, no. E no. Non ci siamo. Io, cara lei, ragiono, discuto, combatto con argomenti. Delle circolari del Ministro io me ne stropiccio. Sissignora, perchèil Ministro della Pubblica Istruzione è un ciuco.La Giliardi e Cappelli protestano.Sissignori: è un ciuco. E ve lo dimostro.La GiliardiPer lei tutti i Ministri son ciuchi.Del BassoSi capisce: i Ministri cambiano.... ma io non cambio. E più professoroni erano, più ciuchi diventano quando montano sul cadreghino. Nessuno di loro capisce più niente.La GiliardiSolo lei capisce qualcosa.Del Bassodisorientato per un momento.Come dice?Riprende fiato e non molla più.Solo io. Lei no, per lo meno.Ride la Giliardi e ride anche lui.In materia di pubblico insegnamento bisogna sfrondare. Sfrondare. La matematica?Col gesto, come se desse un colpo trasversale di accetta, accompagna la minaccia fragorosa.Via. Non serve che a confonder la testa. La filosofia? via: appanna i cervelli. La storia naturale?Terribile.Viaaaa: che te ne fai di sapere come digeriscono i pesci o come le talpe si liberano l'intestino? Bisogna sostituire a coteste buggerate l'insegnamento delle lingue. Lingue, lingue, lingue.La GiliardiAllevare cocorite e pappagalli.Del BassoLei è una cocorita!E ci ride.Alla mia maniera crescerebbero uomini liberi, uomini pratici, uomini fattivi perchè sarebbero prescritte soltanto le linguevive: il francese — è contenta? — l'inglese, il tedesco, lo spagnolo.Cappelliplacido continua.L'arameo....Del BassoCome dici? Marameo?CappelliL'arameo.Del Bassoapprova col capo e seguita..... l'arameo, magari il copto, il turco, il persiano.... E così potremmo girare il mondo, concludere affari, imbrogliare il prossimo....CappelliMa che stai dicendo? Tu che ti sei fatto imbrogliare tutta la vita.Del Bassotestardo.Perchè non sapevo le lingue.CappelliPerchè non sei nato imbroglione.Del BassoPerchè non sapevo le lingue. Ossia: sapevo il latino che serve soltanto ai preti e il greco antico che non serve a nessuno. Retorica.... Retorica. Accidenti alla retorica. Noi italiani siamo retori: cioè siamo citrulli. Citrullo uguale citriolo. Noi siamo citrioli.La GiliardiLei compreso.Del BassoCome dice?... Me compreso. Pensi se voglio escludermi! Mio padre negoziava in formaggi: io ho voluto negoziare in declinazioni latine.Rosa, rosae....per venir a crepare a Salduggio. Se vendessi pecorino o caciocavallo marcerei in automobile: e così vado a piedi. E si vede dalle scarpe.Mostra il piede.La maledetta retorica che infradicia i cervelli!Alla Giliardi d'un tratto.Lei, vede, era nata per fare la bella ragazza.La GiliardiPerchè non dice addirittura la cocotte?Del BassoBe'! Si spaventa della parola? la cocotte. Che c'è di male? Avrebbe fatto la onesta cocotte.... che ce n'è tanto bisogno! Invece no, si è tirata su a professoressa.A Cappelli che ride canzonatorio.Il signor conte qui che ride come se io fossi il suo buffone, doveva fare il conte e basta. Nossignore, anche lui professore, professore filodrammatico, professore tenorino che canta tre volte la settimana le sue romanze per uno stipendio che a fin di mese non gli basta per le sigarette!Cappellicalmo.Anche per il caffè.Del BassoPerchè li bevi al castello dei Primasco.Riprende.Come per esempio, mi dite perchè ci dev'essere un Ginnasio a Salduggio?Ripete il gesto dell'accetta.Viaa!Cappellisempre tranquillo.Il Ginnasio, via; il professor Del Basso via; le cinque figliole del professor Del Basso, via; Salduggio, via: l'Italia....Del Bassoora calmo anche lui.Nooo. Salduggio, dal momento che c'è, resti.CappelliTu permetti?Del Bassoman mano torna ad accalorarsi.Ma il Ginnasio, no. Quello non serve che ai signori Marchesi di Primasco che di generazione in generazione vengono a scaldarsi il di dietro sulle panche. E allora i signorini marchesini e le signorine marchesine vadano a Novara o a Cuneo o a Torino e non gravino sul bilancio dello Stato. Ma io mi vendico: gli scolari li mando tutti avanti, li promuovo tutti. Come dice Dante? — «Non ti curar di lor ma guarda e passa». — Io li passo tutti.CappelliIo invece ne ho bocciati due.La GiliardiIo cinque.Del Bassocon le mani nei capelli.Le donne, le donne!La GiliardiDomandi al professor Serralunga, se erano da promuovere!Del BassoSerralunga?urla.E chi è Serralunga?Cappellicalmissimo.Un ciuco.Del Bassoesita.È probabile. Comunque è un novizio, un cappellone, dunque un fanatico.SCENA II.Diodati — Del Basso — La Giliardi.Diodatiche funziona da direttore, sessantenne, veneto; entrando.Del Basso che urla: miracolo!Saluti scambievoli. Diodati tocca, ma non si leva il cappello a cencio.Buondì. Ho fissato lo scrutinio per domattina alle nove. Si va avanti più che si può, alle tre si riprende e si finisce in giornata.A Cappelli.Così, se tu vuoi andare a Torino.... Ci vai?CappelliÈ probabile.Si alza, e batte sulla spalla a Del Basso.Ti porterò i gianduiotti. Per addolcirti la bocca.Del BassoCioccolatini? Per me? Ci vuol altro! Non so: un taglio di arrosto per tutta la famiglia, una dozzina di calze per le bimbe, un ombrello per madama....DiodatiTu vuoi troppo, caro. E Serralunga?La GiliardiL'aspetto per classificare alcuni lavori.DiodatiSimpatico giovane. È un buon acquisto per il nostro Ginnasio.Del BassoQuello lì? dura un anno scolastico.DiodatiNon si può dire. Anche Cappelli, qui, credevo non sarebbe rimasto più d'un anno, e invece....Del Bassoguardando prima Cappelli poi la Giliardi.Bisognerebbe raccomandarsi alle donne.... Trovarne una disposta a fare all'amore col Serralunga....DiodatiChe linguaccia!Del BassoIo?! Mettere un avviso che dicesse: «Cercasi bella giovane disposta concedersi professore scuole classiche, pelo nero, già combattente, decorato al valore: escludesi matrimonio».Diodatiridendo.Che proprio si debba escludere....Del BassoAh! senti. Non ce ne sono mica molti corbelli come me, che a Salduggio ci hanno fatto la cova! A meno che Serralunga non s'innamori qui della nostra giovane collega di francese....La GiliardiLei si cheti.Del BassoPerchè? O che non ci starebbe a sposarlo? Dica la verità: non le parrebbe vero.La Giliardienigmatica.E se mai, che le importa?Del BassoO Dio, lo vorrei sapere per cominciare a mettere da parte i regali per il regalo di nozze.La Giliardisecca.La dispenso. Lei è dispensato da tutto.DiodatiNo, sai; c'è prima il Burlandi.Benevolo, quasi paterno alla Giliardi.Vero, cara, che c'è prima il Burlandi?Cappelliinteressandosi.Quale Burlandi? Il padrone del Magazzino Americano?Alla Giliardi.Non mi aveva detto, non sapevo....DiodatiMa noi sappiamo. Abbiamo i nostri servizi segreti. Siamo o non siamo il capo dell'Istituto?CappelliO senti: ho piacere.Avvicinandosi alla Giliardi.Si mangeranno questi confetti?La GiliardiNon si mangeranno.CappelliEppure! Farebbe male, sa. Il Burlandi è un uomo attivo, ha del suo, è senza impegni di famiglia....Del Basso li guarda, si soffrega la barba e sogghigna.La GiliardiLei è un bravo avvocato, ma la causa è già perduta. Gli ho già detto di no. E quando dico di no.... Lei lo sa.DiodatiE si è rassegnato?Sorridendo.O.... o.... che un giorno o l'altro, quando lei passa per il corso lui non mi venga fuori.... pim.... pam.... prima a lei, poi a sè....La Giliardiora ride.Speriamo di no.DiodatiDovrei fare un lungo rapporto al Ministero....Del BassoParli tu, Cappelli, sul feretro?...La Giliardipronta.Ma lei no, sa! Tutti meno che lei. Proibisco. Meglio un rospo.Del Bassosghignazza e si frega le mani.To': ecco il Serralunga. Buon giorno.SCENA III.Detti — Serralunga— poiIl Bidello.Marino Serralunga ha ventisette anni, figura diritta, capelli alti a spazzola, barbetta a punta, cappello e cravatta molli, vestito non a misura. Non segue la moda. Quando parla, anche per il modo, si avverte che è qualcuno, non del gregge. Sente di sè e non lo nasconde.Marinoguarda attorno e quando vede Diodati.Direttore, cercavo proprio di lei.Agli altri.Buongiorno.DiodatiBuon dì, professore. Cosa c'è?MarinoHo da riferire e da chiedere.Diodati si leva.No, preferisco parlare davanti ai colleghi.Diodatirisiede.E allora dica: ascolto. Siedi, caro.MarinoDunque: iersera quando stavo per rientrare in casa, mi si è accompagnato il professor Cerettoni....Del Basso.... detto Francesco Ferruccio.Intorno si ride.Marinos'interrompe.Non capisco.DiodatiIl professor Cerettoni.... non è un eroe. Ecco spiegato. Va' avanti, caro.MarinoIl professor Cerettoni mi chiese delleprove d'esame in generale e in particolare di quelli dell'alunno Di Primasco. Gli dissi che il Di Primasco era tra i respinti.Breve silenzio.Del BassoConseguente fifa del professor Cerettoni.Marinoa Del Basso.Starei per dire di sì.Volgendosi ora all'uno, ora all'altro.Perchè prima storse la bocca, poi venne fuori con mozziconi di frasi prudenti ed ambigue, poi espresse più chiaramente il suo pensiero. Il ragazzo è figlio di un fratello del marchese — che è poco meno che il padrone di Salduggio — ha strappato il punto sufficiente per il passaggio allo scritto, ha meritato un quattro all'orale. Dice il professor Cerettoni: «Sarebbe il caso di portare quel quattro al sei. Il ragazzo può esser timido.... si può anche esser confuso.... bestia più,bestia meno, il mondo non casca. Invece a volersi mantener rigidi c'è da procurar fastidi a lei, direttore, a me....»Del Bassocon la voce e col gesto.Fifa, fifa....MarinoPerchè — dice sempre il Cerettoni — se i Primasco sono potenti, anche la marchesa, figlia di un senatore influentissimo, principe romano, è poco meno che una sovrana. Case di nobiltà di vecchia data, crociate, benemerenze patriottiche e civili, elargizioni munifiche, eccetera, eccetera.Si ferma.Ho finito. Riferivo.DiodatiLei, caro professore, ascolti la sua coscienza. E basta! Non si occupi d'altro.MarinoLa ringrazio.DiodatiE guardi che non andremo incontro al martirio nè lei, nè io. Il professor Cerettoni è un buon uomo, tanto caro, ma.... mi aiuti lei....Del BassoMa soffre di fifa....A Diodati.Non volevi l'aiuto?Diodatisorride.Insomma, non ci stia a badare. Domani in Consiglio legga i voti che ha creduto di assegnare al ragazzo e noi metteremo la sabbia.Volgendosi attorno.Potete dir voi se ho mai fatto pressioni per favorire uno piuttosto che un altro....Il Bidelloentrando.Signor direttore, c'è il padre dell'alunno Lanfranchi.Diodatisi alza di premura.Vengo vengo.Il bidello esce.Addio cari, ci vediamo.Ed esce. C'è un breve silenzio.SCENA IV.Marino — Del Basso — La Giliardi — Cappelli.Del BassoBravo Serralunga! Io sono per passarli tutti — lo dicevo adesso — ma quello lì hai fatto bene.CappelliSe lo meritava, hai fatto benissimo. Ma non era il caso che tu riferissi il discorso Cerettoni: pressioni da parte dei Primasco non ne hai avuto.Del BassoVerranno.CappelliSe fossero venute, allora sì.MarinoHo voluto sùbito mettere in chiaro e a posto.CappelliPer lo meno hai anticipato. Parevi San Giorgio che parte lancia in resta contro il drago. E il drago non c'è.Del Bassocanzonatorio.Draghi? A Salduggio? Tutte lucertole: al più ramarri.CappelliMa fammi il piacere, tu!Del BassoNemmeno ramarri? Ma sì, tutti puri in quella casa. A cominciare dal portiereche se invece era a servizio da te o da me, sarebbe in galera per sevizie....CappelliMa Del Basso!Del BassoO che non picchiava la moglie? A finir con la cuoca che fece un figliolo con persona ignota di sesso diverso e lo mise ai bastardi.Cappellinon sa se adirarsi o ridere. Marino ride.Tu, se ti mordi la lingua, ti avveleni!Del BassoSe tu ti mordi la tua muori di diabete. Tutto zucchero sei!Cappelliper farlo ragionare.Ma se non li conosci i Primasco!Del BassoNaturale che io non li conosco! Io sono un vile borghese. E miserabile. Loro ci hanno i milioni!Il Bidellorientra.Professor Serralunga, la Marchesa di Primasco domanda di lei.Movimento generale.MarinoDi me? Non avete mica sbagliato?Del Bassostrizzando l'occhio a Cappelli.La lucertolina. Prevedevo.Il Bidelloa Marino.Sissignore. Di lei.Del Bassoa Marino.Povero Cerettoni, l'ha indovinata! Alle volte la fifa apre i cervelli.MarinoAh! perchè tu credi che...?Al bidello.Vengo.Ma già Del Basso, la Giliardi, Cappelli si sono alzati, il bidello sta per avviarsi.Cappellilo ferma colla voce e col gesto.Aspetta, Stefano.A Marino.E dove la ricevi? Per istrada?MarinoHai ragione.Al bidello.Che passi.Il bidello esce. A tutti.No, no, restate, restate.Del BassoDarei un soldino per restare, ma non è possibile.La Giliardia Marino.Quei temi? Nel pomeriggio?MarinoNo. Se vuole, appena avrò sbrigata la marchesa. Aspetta di là?Del BassoIo vado.Mostrando un sacco a corda con pagnotte.«Pianger sentii nel sonno i miei figlioli — ch'eran con meco e dimandar del pane».... E io porto a casa il pane!Dianora è apparsa. I Professori salutano col capo. Del Basso scivola via. La Giliardi fa un cenno rapidissimo ed esce dietro a lui. Cappelli si è fermato sulla soglia.SCENA V.Cappelli — Marino — Dianora.Dianorabella, sorridente, luminosa in un fresco abito mattutino, saluta lietamente Cappelli.Cappelli, c'è anche lei?E gli stende la mano.Bravo Cappelli, come sono contenta! Così mi presenta e mi aiuta.Cappellibaciandole la mano.Presentarla, è un piacere e un onore. Aiutarla, non so in che, e perciò, marchesa, la prego, me ne dispensi.E presenta.Il professor Marino Serralunga, la marchesa Dianora di Primasco.Marino irrigidito piega appena il capo.Ecco fatto. — Marchesa, se mi permette....E vuol prendere congedo.DianoraSe ne vuol proprio andare. A quando? Viene domani a pranzo da noi?CappelliLa ringrazio, marchesa. Ma vado a Torino.DianoraQuesta Torino! questa Torino! Chi ci sarà mai a Torino che ce lo ruba ogni settimana?Cappellisorride.C'è Torino. Passerò a sentire se lei avesse ordini.DianoraAvrà già tanto da fare! A rivederci, Cappelli. E se non è domani, si faccia vedere al ritorno. Non si renda troppo prezioso.CappelliMarchesa!Le bacia la mano ed esce.SCENA VI.Dianora — Marino.Dianoraa Marino che non accenna a dirle di sedere.Professore, lei non ha impegni urgenti? Perchè mi dispiacerebbe disturbare.Accennando a quelli che sono usciti.Erano forse in seduta?MarinoNo, signora. Dica pure quel che ha da dire. Si accomodi.DianoraEcco: grazie.Siede.Non si stupisca di vedermi qui. Costumi semplici a Salduggio. Avrei potuto incaricare il conte Cappelli di pregarla di venire lei da me.Sorride.Passavo: sono entrata.Sorride.È anche più gentile, no?Sorride.Prima domanda.... se non sono indiscreta: mi può dire l'esito dell'esame di mio nipote? o non può? Se non può, non chiedo infrazioni alla legge.Poichè Marino tace: sorridendo.Ho capito: non può.MarinoPosso. Ma la signora saprà già....DianoraSe sapessi non domanderei.MarinoSuo nipote?Secco.L'ho bocciato.Dianorasorridendo.Ah! sì? Ha fatto benissimo.MarinoLei trova?...E ne è sorpreso, sviato.DianoraBenissimo: perchè se lo merita. E glielo avevo anche predetto. Non studia, per conseguenza non sa. Mi ero persino stupita che si fosse salvato allo scritto.Ride.Forse ha copiato da qualche compagno, ma è legittimo che sia caduto agli orali. Penserà suo padre a farlo studiare: a noi non è riuscito, — e se lo riprenderà a casa. Diceva: «Sì zia, sì zia bella....»Arrossisce.È indulgente come tutti i ragazzi — ma poi.... Giustizia è fatta.Sorride e cambia tono.Seconda domanda.... Non si spaventi: è l'ultima, per oggi: il professor Cappelli mi ha parlato molto di lei.Marinoborbotta.O guarda!DianoraLa conosce da poco tempo: dieci, quindici giorni? — ma lei può già considerarlo come un amico e un ammiratore.MarinoCirca l'amicizia ci conto; circa l'ammirazione è troppo facile.DianoraNo, prego: il conte Cappelli non si abbandona ad entusiasmi e sa pesare gli uomini. «Se sentisse come parla; se leggesse come scrive; se vedesse come disegna». — Lei troverà naturale che le paroledi Cappelli abbiano acceso in me il desiderio di conoscerla.MarinoMa si guardi, signora, che il Cappelli....Dianorasorridendo.Mi lasci prima finire. Siamo in una piccola città, quasi un paese. Le occasioni d'intrattenersi con persone d'ingegno e dottrina sono così rare! Lei sa tante belle cose, ha tanto buon gusto.... vorrei essere tra quelli che se ne avvantaggiano. Concludo: se domani Cappelli non parte, tanto meglio, e allora viene con lui; ma se lui va a Torino, mi vuole usare la cortesia di pranzare domani da noi? La invito a pranzo perchè trovi anche mio marito. In altra ora è difficile che ce lo incontri. Gli uomini, si sa, stanno poco in casa: il mio poi!MarinoLa ringrazio, signora. Ma sono qui a Salduggio da pochi giorni con tante cose da mettere a posto! E ne ho tante da sbrigare.DianoraL'avrà pure un'ora per il pranzo! Subito dopo la lascierò andar via. Almeno per questa prima volta mi accontenterò di poco: non le rubo che un'ora.MarinoIl Cappelli che le ha parlato tanto di me, le avrà pur detto che io sono un orso.Dianorasorride.Sì, me lo ha detto. E per questo sono venuta di persona.... a stanare la belva.MarinoE allora sarò schietto. Io sono uomo di studio, e senza risorse, per lo meno di quelle facili, che riescon gradite alle signore. Con persone del bel mondo, mi tedio e le tedio. Se mi lascio prendere nel giro delle visite, dei pranzi, dei tè finisco col non attendere più ai miei lavori — noiosi, sa — ed io non mi posso permettere il lusso di far lo svagato e il farfallone notturno. Oltre il resto, sonpovero. E fumo sigari toscani. Mi spiace rispondere con un deciso rifiuto e ricambiare una cortesia con una rusticheria, ma preferisco esser villano che mentitore.Dianora si leva.È offesa?Dianorasemplice.Io? No. Mi alzo perchè ho finito. L'ho invitato per rispondere più che a un mio desiderio — la schiettezza le piacerà in tutti e per tutti — a un desiderio del conte Cappelli che voleva ch'io la conoscessi e sperava incontrarla anche da me. Non speravo, no, in una accettazione entusiastica da parte sua, ma in un rassegnato consenso. Poi si sarebbe adattata, e poi fors'anche — veda un po' — ci si sarebbeSorridente.trovato bene. Amico, ma libero. In casa mia non tengo gabbie, nemmeno per gli orsi. Ma lei ha da lavorare! Dio mi guardi dal farle perdere un tempo prezioso. Se lei, non dico muta pensiero, — tra le suemolte virtù avrà anche quella della tenacia! — ma trova un qualche ritaglio di tempo, lei sa dove stiamo. Io le ho fatto una visita: se crede e quando crede, me la restituisce. Quando sono in casa, ogni giorno è buono: e se non mi trova, meglio per lei. Buongiorno.Marinod'un tratto, quasi trattenendola.Ma io lei l'avevo già veduta. — Non qui.DianoraAh! sì?MarinoE ammirata.DianoraNientemeno. Quando? Mi lasci sentire.Risiede.MarinoL'orso è sgraziato nei movimenti, ma pure lui ha occhi per vedere e orecchi per intendere. Io ho fatto molta stradacon lei: in treno. Viaggiavo anch'io in prima classe, da signore, perchè ero ufficiale e viaggiavo per servizio. Fu l'altra estate, e posso dire anche il giorno: il tre settembre. Lei salì alla stazione di Bergamo, ma proveniva da San Pellegrino, in compagnia di un bel signore bianco.DianoraLei ha buona memoria ed è preciso. Mio padre c'era andato per cura. Come fa a ricordarsi?MarinoIo? Sempre. È così facile! Basta guardare le persone e le cose ogni volta come se si dovessero vedere per l'ultima volta. Nel suo caso, poi, lei disse parole argute, pronunziò giudizi assennati sulla bellezza dei luoghi e sul carattere delle signore colle quali s'era intrattenuta a San Pellegrino. Sentii: non per indiscrezione: lei parlava forte e io non dormivo. Poi disse di Bergamo con accenni gustosi, personalissimi, sulle opere d'arte viste in quella medesima giornata, specie suiTiepolo della Cappella, che non eran frutto di erudizione mal digerita o risciacquatura di vecchie Guide. Ho studiato anch'io i Tiepolo, ho avuto occasione di vederne molti — tra i pittori moderni lo prediligo — e posso dire che non è facile trovar chi dimostri conoscenza così piena di quell'artista. Specie tra le signore.Dianorasorride.La ringrazio molto. E mi scusi se oggi non l'ho ravvisato.MarinoNon c'era motivo perchè lei mi dovesse riconoscere, ce n'era più d'uno perchè io riconoscessi lei. Io ero in uniforme, e me ne stavo in silenzio rannicchiato in un angolo. Lei era in piena luce e parlava.DianoraE non dicevo spropositi? nè d'arte nè di lingua? Ma come bisogna sorvegliarsi! Anche là dove meno si aspetta c'è un giudice. Ora vado via contenta.... o quasi.Sorride.perchè mi pare d'intendere che il suo rifiuto di poco fa non risponde ad una spiacevole impressione del primo incontro, ma a tutto un suo sistema di vita. In fondo, chissà, forse ha ragione lei a starsene appartato. Buon lavoro, professore. E addio....Si leva, gli porge la mano.O a rivederci. Sta a lei.Marinonon risponde, le dà la mano, s'inchina, l'accompagna fino alla porta, poi torna indietro, solleva fieramente il capo, scuote le chiome.Ah, perdio, no! non mi pigliano! Ho di meglio a fare io che salamelecchi e madrigali.E accende un mezzo toscano. Nell'atto lo sorprende Cappelli. Marino si volta.To'! Sei qui ancòra?SCENA VII.Marino — Cappelli.CappelliHo visto dalla finestra della Direzione la Marchesa che usciva e son tornato a sentire.MarinoDi' un po'; sei conte tu?CappelliIo sì. Perchè?MarinoL'ho imparato adesso. Non me lo avevi detto.CappelliPerchè non ha importanza: ma non perchè me ne vergogni. Non è un disonore.MarinoDisonore no. Niente. Per me un titolo vale meno di questo mezzo sigaro.CappelliPerchè vieni di famiglia popolana.MarinoCredi che se io fossi nobile me ne terrei?CappelliForse. Non si può sapere. Dunque? Che altro ti ha detto la marchesa? Non avrete parlato tutto il tempo di me.MarinoLa conoscevo. Sì, la signora la conoscevo già. L'ho ravvisata sùbito, di sulla porta, e gliel'ho anche detto. L'avevo incontrata l'anno scorso in treno, a Bergamo, ma non c'eravamo scambiati parola.CappelliE oggi che ci hai parlato, che impressione ti ha fatto?Marinoconcedendo.Sì, sì, è una bella signora.CappelliE ti ha chiesto del nipote?MarinoAnche. Ma il mio sospetto era ingiusto perchè trova anche lei che è un bestione. Dice che tu le hai parlato molto bene di me.... e mi ha invitato a pranzo per domani.CappelliCi vai?MarinoIo no.CappelliSe ci vai rinunzio alla gita a Torino per accompagnarti. Io sono di casa.MarinoTi ringrazio. Ma non sono abbastanza elegante io.CappelliLa marchesa non bada al taglio degli abiti.MarinoNemmeno nei modi.CappelliNon è vero.MarinoE nemmeno mi finisce di piacere. Dev'essere una posatrice.CappelliInvece è una donna così semplice!Marinonon persuaso.Uhm! Intanto il nome è pretenzioso: Dianora.CappelliSe anche, non l'ha scelto lei. Invece ci dovresti venire. Anche per toglierti da quell'abbrutimento serale che è lo scopone al caffè Rossini tra Del Basso cheringhia e Cerettoni che trema. Venire al castello una volta, non ti obbliga a nulla. Se ti trovi a disagio non ci torni. Prova.MarinoMeglio non far nemmeno la prova.CappelliSei un testone.MarinoE il marito? Sì, com'è il marito?CappelliIn che senso?MarinoIn tutti i sensi.CappelliÈ un bell'uomo, giovane, che bada alle sue proprietà, intelligente....MarinoDuro, prepotente, accaparratore di quadri vecchi e di donne giovani, competente in fatto d'arte, ma più in fatto di femmine....CappelliE allora, perchè chiedi?MarinoSomiglia? il ritratto. E allora ti dirò che anche per questo mi tengo lontano dalla sua casa.CappelliSì, il ritratto somiglia. Per lo meno le ombre ci sono. Tutte quante. Ma è anche questione di come si guarda un ritratto, di chi lo guarda. Intanto è generoso. È veramente munifico.MarinoE prolifico. A casa sua no. Ma fuori, si rifà. Mi dicono che ha seminato figlioli un po' dappertutto.CappelliRiconosco lo stile Del Basso. Esagerazioni dell'informatore. E comunque anche fosseRide.tu che hai da temere? Non sei nè uncontadino ignorante cui possa rapinare le robe, nè una fanciulla cui possa insidiare l'onore. E vale la pena di tollerarne la presenza per quel po' di tempo che si trattiene in casa, per il molto che ci sta la marchesa. Lei con la sua grazia, col suo sorriso....Marinoquasi con dispetto.Sorride sempre?CappelliSempre. Come gli altri respirano. Eppure non è felice. Ma è una di quelle creature che ti riconciliano col genere umano. Venne qui appena sposa. Durante gli anni di guerra fu una benedizione per il paese. Pensa: non c'è chi non le perdoni la bellezza, la ricchezza, il marchesato.... Di questi tempi, ce ne vuole! La calunnia non la può toccare: è una lastra che non si appanna.MarinoTu ne parli come un innamorato.CappelliTutti ne sono innamorati.MarinoAllora anche tu.CappelliNaturalmente.MarinoOh! Giudizio!CappelliPerchè?MarinoSe è così una santa, niente da fare.CappelliSi capisce.Marinopiano piano incuriosito, ma sempre delicato e lento nell'inchiesta.Allora innamorato.... per modo di dire. O sei stato grave?CappelliSto meglio.MarinoMa non bene. E lei? possibile che non se ne sia accorta?CappelliSi è accorta e mi ha distolto senza sdegni, con delicatezza. Perfetta, purtroppo. Perfetta.MarinoE.... hai fatto una cura per migliorare?CappelliSì, ho fatto una cura: omeopatica.Similia similibus.Ma non ha servito. E così riprendo ed andar via il sabato e a tornare il lunedì sera. A Torino giro i teatri, i caffè e peggio. Mi imbestialisco un poco. Quando torno, come maschio, come.... animale, scegli tu, sono sazio....MarinoE perchè non chiedi addirittura un trasloco? Guariresti.CappelliPerchè mi piace essere malato.MarinoSei preso bene!CappelliPreso, sì: bene non direi.... Zitto! La Giliardi.Infatti la Giliardi è apparsa sulla porta. Si è accorta che hanno interrotto il discorso.SCENA VIII.Cappelli — Marino — La Giliardi.La GiliardiSe disturbo posso anche tornare.CappelliNon disturba affatto.La GiliardiMi era parso.Breve silenzio.E così, professore, la marchesa?MarinoÈ andata.La GiliardiLo vedo.MarinoNiente raccomandazione per il nipote. Altra roba.La GiliardiMeglio così. Bella, eh?MarinoSì, sì, bella.La GiliardiCappelli, ringrazi.Cappelliseccato, cercando di evitare.Che c'entro io?La Giliardinon cede e incalza.Non è un ammiratore? Scommetto ne avete parlato sino ad ora!A Cappelli.E lei s'è interrotto quando mi ha visto apparire. Ma ci sto anch'io a cantarne le lodi, che diavolo! È una civetta della specie più pericolosa, ma....CappelliLei non dica sciocchezze.La GiliardiSciocchezze?A Marino.Giudicherà lei, quando la conoscerà meglio, se dico sciocchezze. A meno che anche lei non perda la testa. E la perderà, è probabile: è l'omaggio di rito. Anche lei cadrà in ginocchio. Ma badi che la signora marchesa non è di quelle che si compromettono. È di quelle che prendono, lei: non di quelle che dànno.Cappelliquasi la investe.Io non arrivo a capire questa sua sfuriata a freddo.La GiliardiScommetto che Serralunga capisce.MarinoIo le assicuro che....E si mette la mano al petto.La Giliardiva avanti senza badargli.Figuriamoci se Del Basso non l'ha sùbito informato!MarinoIo le giuro....La GiliardiMa sì, di me col signore.Indica Cappelli.Cappellicercando d'imporsi.Ora basta, eh? Lei forse non se ne accorge, ma tutto quello che dice e che fa adesso è grottesco e di pessimo gusto.La GiliardiE lei? Anche lei! Anche lei, che mezz'ora fa, davanti ai colleghi mi ha chiesto perchè non sposo il Burlandi, che mi consigliava a sposare il Burlandi. Lei lo sa, il perchè. Perchè io non porto a un galantuomo gli avanzi di nessuno, io non imbroglio nessuno.Cappellila investe ma è addolorato più che offeso.Che cosa vuole da me? Vuol proprio una spiegazione? Meglio che ci sia un testimone. — Non erano offensive od ironiche le mie parole di prima. Per lo meno la mia intenzione era un'altra. Dissero — io non lo sapevo — che un signor Burlandi la vuole per moglie. Poichè — in altri tempi — io avevo avuto la sorte d'interessarla — non sono stato io a raccontarlo a Serralunga: lo ha detto lei — e poichè tutto è finito — non per volontà mia — lei lo sa — mi pareva un dovere dichiararle — sia pure di sfuggita, in forma leggera quasi scherzosa — ch'io la consideravo perfettamente libera di sè.La GiliardiAh! lo so. Lei m'ha sempre considerata libera. Perchè lei si è sentito libero sempre. Ma la mia con lei non è stata un'avventura, per me. Per lei, sì, per me no. Uomini cui piacessi per divertirmi, non avevo che da scegliere. Ma io non vedevo che lei, non amavo che lei.E solo in apparenza, io ho voluto finire, ma in realtà è stato lei.Cappellidebolmente.Io?La GiliardiChe crede? che non sapessi, che non vedessi? Mi ero voluta illudere e tacevo, ma si sopporta fintanto che si spera di salvare comunque un brandello d'amore. Trattenendolo a forza non salvavo nulla; nemmeno la mia dignità. E così, tornando a Salduggio, dopo mesi, dopo poche lettere gelide ho detto: basta e ho voluto finire. Lei è tornato qui da quindici giorni: così, per convenienza o per abitudine, ha tentato, una volta, di riprendere. Ho detto di no: non mi ha chiesto nemmeno il perchè, tanto era contento di riscattarsi, di tornare finalmente sincero.Cappellidopo un breve silenzio.Ebbene: se anche tutto questo fosse vero....La GiliardiÈ vero.CappelliSe anche fosse vero, non occorre mischiare il nome di persona che non ha nulla a che fare con queste nostre miserie.La GiliardiNon ha nulla a che fare? Perchè mentisce ora? Se è stato con me ma non pensava che a lei? se non ha amato, se non ama che lei? Neghi, se può!Cappelliaccennandole a tacere.La prego. La prego. — Tu Serralunga, ti fermi ancòra? A più tardi.Esce.SCENA IX.Marino — La Giliardi.Marinosilenzio d'imbarazzo. I due si trovano a disagio.Se vuole che rimandiamo....La Giliardisi è ricomposta. Ora è calma.Scusi: e non ci giudichi troppo male. Quel veder qui la signora.... ho pensato che fosse venuta per lui.... che aver chiamato lei fosse un pretesto.... Stupidaggini: mi credevo forte, e invece sono peggio di una bambina cui si è portato via il giocattolo. Che volgarità questa mia! non mi riconosco più! — Be'.... torniamo a fare i professori; dove sono questi temi?Marinova a una cassetta chiusa della tavola, la apre con una chiavetta che si leva dalla tasca, ne trae un fascio di pagine piegate a mezzo, lo richiude, poi prima ancòra di mettersi a sedere.Lei non mi permette di chiedere a Cappelli?...Non sa nemmeno lui che cosa.La GiliardiNulla. Perchè non c'è nulla da fare. Io sola ho avuto torto; e non soltanto oggi: sempre; e perciò sono io che pago, come di dovere. Mi sono innamorata di uno ch'era innamorato di un'altra. Storie vecchie. E lo sapevo!MarinoLo sapeva?La GiliardiGià! Lo sapevo. Ma m'illudevo di diventare io la più forte; storia vecchiaanche questa. Invece no: non si lotta. Con quella donna, poi!Marinoesitando.Gran civetta, eh?La GiliardiOh! no. Non badi a quello che ho detto prima: sono gelosa ed ero stata offesa: credevo di essere stata offesa. Che colpa ci ha lei se ha tutto per interessare, per piacere? E come potevo mai vincere? Ci pensi! Lei è una cavallina di razza e io sono una bestia da fatica. È naturale che gli piaccia lei e non io, che ami lei e non me, perchè anche lui, Cappelli, è un cavallo di razza, per nascita, per istinto, per consuetudine: loro due sono vicini: noi due invece.... sì, possiamo fare lo stesso mestiere, e incontrarci per strada, ma poi.... Non ne parliamo più. — Rivediamo questi temi.MarinoVuol proprio?La Giliardisi è impadronita del fascio di pagine.Ma sì.Guarda sul fianco della prima.Chi è questo? Fausto Belvilieri del secondo corso. È un ripetente. Quanto ha assegnato?Marinoora s'immerge nel lavoro professionale. Le due teste sono quasi confuse sulla stessa pagina.Cinque. Svolgimento sbagliato; qualche errore di lingua e d'ortografia deturpa quel poco....La Giliardi si copre il viso con le mani: forse piange. Marino fa un vago gesto di pietà.CALA LA TELA.
Ottobre. — La modesta sala dei Professori del Ginnasio di Salduggio. Alla parete di fondo il ritratto giovanile in litografia di Vittorio Emanuele III. A quella di destra una scansia a vetri che contiene i pochi libri della povera biblioteca del Ginnasio.A quella di sinistra, in quadro, il calendario scolastico approvato dal Provveditore agli studi della Provincia di Novara.Nel centro della sala un tavolone coi cassetti chiusi — intorno alla tavola sette, otto sedie di legno ricurvo, una più alta, di poco diversa, per il Direttore.
Ottobre. — La modesta sala dei Professori del Ginnasio di Salduggio. Alla parete di fondo il ritratto giovanile in litografia di Vittorio Emanuele III. A quella di destra una scansia a vetri che contiene i pochi libri della povera biblioteca del Ginnasio.
A quella di sinistra, in quadro, il calendario scolastico approvato dal Provveditore agli studi della Provincia di Novara.
Nel centro della sala un tavolone coi cassetti chiusi — intorno alla tavola sette, otto sedie di legno ricurvo, una più alta, di poco diversa, per il Direttore.
A un capo della tavola, quando comincia l'azione, sta il professor Del Basso, miope, barbuto, zazzeruto, pepe e sale nei capelli e nell'abito, con tutt'un'aria di polvere addosso dalla testa alle scarpe; a metà della tavola la Giliardi, bruna, ventottenne, accurata nell'abito semplice e unito di colore; all'altro capo Cappelli, lindo, elegante, ben pettinato, ben rasato. Del Basso si muove sempre, grida sempre, agita sempre le mani e le gambe.
A un capo della tavola, quando comincia l'azione, sta il professor Del Basso, miope, barbuto, zazzeruto, pepe e sale nei capelli e nell'abito, con tutt'un'aria di polvere addosso dalla testa alle scarpe; a metà della tavola la Giliardi, bruna, ventottenne, accurata nell'abito semplice e unito di colore; all'altro capo Cappelli, lindo, elegante, ben pettinato, ben rasato. Del Basso si muove sempre, grida sempre, agita sempre le mani e le gambe.
Del Basso — Cappelli — La Giliardi.
Del Basso
accalorato, alla Giliardi.
No, no, no. E no. Non ci siamo. Io, cara lei, ragiono, discuto, combatto con argomenti. Delle circolari del Ministro io me ne stropiccio. Sissignora, perchèil Ministro della Pubblica Istruzione è un ciuco.
La Giliardi e Cappelli protestano.
Sissignori: è un ciuco. E ve lo dimostro.
La Giliardi
Per lei tutti i Ministri son ciuchi.
Del Basso
Si capisce: i Ministri cambiano.... ma io non cambio. E più professoroni erano, più ciuchi diventano quando montano sul cadreghino. Nessuno di loro capisce più niente.
La Giliardi
Solo lei capisce qualcosa.
Del Basso
disorientato per un momento.
Come dice?
Riprende fiato e non molla più.
Solo io. Lei no, per lo meno.
Ride la Giliardi e ride anche lui.
In materia di pubblico insegnamento bisogna sfrondare. Sfrondare. La matematica?
Col gesto, come se desse un colpo trasversale di accetta, accompagna la minaccia fragorosa.
Via. Non serve che a confonder la testa. La filosofia? via: appanna i cervelli. La storia naturale?
Terribile.
Viaaaa: che te ne fai di sapere come digeriscono i pesci o come le talpe si liberano l'intestino? Bisogna sostituire a coteste buggerate l'insegnamento delle lingue. Lingue, lingue, lingue.
La Giliardi
Allevare cocorite e pappagalli.
Del Basso
Lei è una cocorita!
E ci ride.
Alla mia maniera crescerebbero uomini liberi, uomini pratici, uomini fattivi perchè sarebbero prescritte soltanto le linguevive: il francese — è contenta? — l'inglese, il tedesco, lo spagnolo.
Cappelli
placido continua.
L'arameo....
Del Basso
Come dici? Marameo?
Cappelli
L'arameo.
Del Basso
approva col capo e seguita.
.... l'arameo, magari il copto, il turco, il persiano.... E così potremmo girare il mondo, concludere affari, imbrogliare il prossimo....
Cappelli
Ma che stai dicendo? Tu che ti sei fatto imbrogliare tutta la vita.
Del Basso
testardo.
Perchè non sapevo le lingue.
Cappelli
Perchè non sei nato imbroglione.
Del Basso
Perchè non sapevo le lingue. Ossia: sapevo il latino che serve soltanto ai preti e il greco antico che non serve a nessuno. Retorica.... Retorica. Accidenti alla retorica. Noi italiani siamo retori: cioè siamo citrulli. Citrullo uguale citriolo. Noi siamo citrioli.
La Giliardi
Lei compreso.
Del Basso
Come dice?... Me compreso. Pensi se voglio escludermi! Mio padre negoziava in formaggi: io ho voluto negoziare in declinazioni latine.Rosa, rosae....per venir a crepare a Salduggio. Se vendessi pecorino o caciocavallo marcerei in automobile: e così vado a piedi. E si vede dalle scarpe.
Mostra il piede.
La maledetta retorica che infradicia i cervelli!
Alla Giliardi d'un tratto.
Lei, vede, era nata per fare la bella ragazza.
La Giliardi
Perchè non dice addirittura la cocotte?
Del Basso
Be'! Si spaventa della parola? la cocotte. Che c'è di male? Avrebbe fatto la onesta cocotte.... che ce n'è tanto bisogno! Invece no, si è tirata su a professoressa.
A Cappelli che ride canzonatorio.
Il signor conte qui che ride come se io fossi il suo buffone, doveva fare il conte e basta. Nossignore, anche lui professore, professore filodrammatico, professore tenorino che canta tre volte la settimana le sue romanze per uno stipendio che a fin di mese non gli basta per le sigarette!
Cappelli
calmo.
Anche per il caffè.
Del Basso
Perchè li bevi al castello dei Primasco.
Riprende.
Come per esempio, mi dite perchè ci dev'essere un Ginnasio a Salduggio?
Ripete il gesto dell'accetta.
Viaa!
Cappelli
sempre tranquillo.
Il Ginnasio, via; il professor Del Basso via; le cinque figliole del professor Del Basso, via; Salduggio, via: l'Italia....
Del Basso
ora calmo anche lui.
Nooo. Salduggio, dal momento che c'è, resti.
Cappelli
Tu permetti?
Del Basso
man mano torna ad accalorarsi.
Ma il Ginnasio, no. Quello non serve che ai signori Marchesi di Primasco che di generazione in generazione vengono a scaldarsi il di dietro sulle panche. E allora i signorini marchesini e le signorine marchesine vadano a Novara o a Cuneo o a Torino e non gravino sul bilancio dello Stato. Ma io mi vendico: gli scolari li mando tutti avanti, li promuovo tutti. Come dice Dante? — «Non ti curar di lor ma guarda e passa». — Io li passo tutti.
Cappelli
Io invece ne ho bocciati due.
La Giliardi
Io cinque.
Del Basso
con le mani nei capelli.
Le donne, le donne!
La Giliardi
Domandi al professor Serralunga, se erano da promuovere!
Del Basso
Serralunga?
urla.
E chi è Serralunga?
Cappelli
calmissimo.
Un ciuco.
Del Basso
esita.
È probabile. Comunque è un novizio, un cappellone, dunque un fanatico.
Diodati — Del Basso — La Giliardi.
Diodati
che funziona da direttore, sessantenne, veneto; entrando.
Del Basso che urla: miracolo!
Saluti scambievoli. Diodati tocca, ma non si leva il cappello a cencio.
Buondì. Ho fissato lo scrutinio per domattina alle nove. Si va avanti più che si può, alle tre si riprende e si finisce in giornata.
A Cappelli.
Così, se tu vuoi andare a Torino.... Ci vai?
Cappelli
È probabile.
Si alza, e batte sulla spalla a Del Basso.
Ti porterò i gianduiotti. Per addolcirti la bocca.
Del Basso
Cioccolatini? Per me? Ci vuol altro! Non so: un taglio di arrosto per tutta la famiglia, una dozzina di calze per le bimbe, un ombrello per madama....
Diodati
Tu vuoi troppo, caro. E Serralunga?
La Giliardi
L'aspetto per classificare alcuni lavori.
Diodati
Simpatico giovane. È un buon acquisto per il nostro Ginnasio.
Del Basso
Quello lì? dura un anno scolastico.
Diodati
Non si può dire. Anche Cappelli, qui, credevo non sarebbe rimasto più d'un anno, e invece....
Del Basso
guardando prima Cappelli poi la Giliardi.
Bisognerebbe raccomandarsi alle donne.... Trovarne una disposta a fare all'amore col Serralunga....
Diodati
Che linguaccia!
Del Basso
Io?! Mettere un avviso che dicesse: «Cercasi bella giovane disposta concedersi professore scuole classiche, pelo nero, già combattente, decorato al valore: escludesi matrimonio».
Diodati
ridendo.
Che proprio si debba escludere....
Del Basso
Ah! senti. Non ce ne sono mica molti corbelli come me, che a Salduggio ci hanno fatto la cova! A meno che Serralunga non s'innamori qui della nostra giovane collega di francese....
La Giliardi
Lei si cheti.
Del Basso
Perchè? O che non ci starebbe a sposarlo? Dica la verità: non le parrebbe vero.
La Giliardi
enigmatica.
E se mai, che le importa?
Del Basso
O Dio, lo vorrei sapere per cominciare a mettere da parte i regali per il regalo di nozze.
La Giliardi
secca.
La dispenso. Lei è dispensato da tutto.
Diodati
No, sai; c'è prima il Burlandi.
Benevolo, quasi paterno alla Giliardi.
Vero, cara, che c'è prima il Burlandi?
Cappelli
interessandosi.
Quale Burlandi? Il padrone del Magazzino Americano?
Alla Giliardi.
Non mi aveva detto, non sapevo....
Diodati
Ma noi sappiamo. Abbiamo i nostri servizi segreti. Siamo o non siamo il capo dell'Istituto?
Cappelli
O senti: ho piacere.
Avvicinandosi alla Giliardi.
Si mangeranno questi confetti?
La Giliardi
Non si mangeranno.
Cappelli
Eppure! Farebbe male, sa. Il Burlandi è un uomo attivo, ha del suo, è senza impegni di famiglia....
Del Basso li guarda, si soffrega la barba e sogghigna.
La Giliardi
Lei è un bravo avvocato, ma la causa è già perduta. Gli ho già detto di no. E quando dico di no.... Lei lo sa.
Diodati
E si è rassegnato?
Sorridendo.
O.... o.... che un giorno o l'altro, quando lei passa per il corso lui non mi venga fuori.... pim.... pam.... prima a lei, poi a sè....
La Giliardi
ora ride.
Speriamo di no.
Diodati
Dovrei fare un lungo rapporto al Ministero....
Del Basso
Parli tu, Cappelli, sul feretro?...
La Giliardi
pronta.
Ma lei no, sa! Tutti meno che lei. Proibisco. Meglio un rospo.
Del Basso
sghignazza e si frega le mani.
To': ecco il Serralunga. Buon giorno.
Detti — Serralunga— poiIl Bidello.
Marino Serralunga ha ventisette anni, figura diritta, capelli alti a spazzola, barbetta a punta, cappello e cravatta molli, vestito non a misura. Non segue la moda. Quando parla, anche per il modo, si avverte che è qualcuno, non del gregge. Sente di sè e non lo nasconde.
Marino Serralunga ha ventisette anni, figura diritta, capelli alti a spazzola, barbetta a punta, cappello e cravatta molli, vestito non a misura. Non segue la moda. Quando parla, anche per il modo, si avverte che è qualcuno, non del gregge. Sente di sè e non lo nasconde.
Marino
guarda attorno e quando vede Diodati.
Direttore, cercavo proprio di lei.
Agli altri.
Buongiorno.
Diodati
Buon dì, professore. Cosa c'è?
Marino
Ho da riferire e da chiedere.
Diodati si leva.
No, preferisco parlare davanti ai colleghi.
Diodati
risiede.
E allora dica: ascolto. Siedi, caro.
Marino
Dunque: iersera quando stavo per rientrare in casa, mi si è accompagnato il professor Cerettoni....
Del Basso
.... detto Francesco Ferruccio.
Intorno si ride.
Marino
s'interrompe.
Non capisco.
Diodati
Il professor Cerettoni.... non è un eroe. Ecco spiegato. Va' avanti, caro.
Marino
Il professor Cerettoni mi chiese delleprove d'esame in generale e in particolare di quelli dell'alunno Di Primasco. Gli dissi che il Di Primasco era tra i respinti.
Breve silenzio.
Del Basso
Conseguente fifa del professor Cerettoni.
Marino
a Del Basso.
Starei per dire di sì.
Volgendosi ora all'uno, ora all'altro.
Perchè prima storse la bocca, poi venne fuori con mozziconi di frasi prudenti ed ambigue, poi espresse più chiaramente il suo pensiero. Il ragazzo è figlio di un fratello del marchese — che è poco meno che il padrone di Salduggio — ha strappato il punto sufficiente per il passaggio allo scritto, ha meritato un quattro all'orale. Dice il professor Cerettoni: «Sarebbe il caso di portare quel quattro al sei. Il ragazzo può esser timido.... si può anche esser confuso.... bestia più,bestia meno, il mondo non casca. Invece a volersi mantener rigidi c'è da procurar fastidi a lei, direttore, a me....»
Del Basso
con la voce e col gesto.
Fifa, fifa....
Marino
Perchè — dice sempre il Cerettoni — se i Primasco sono potenti, anche la marchesa, figlia di un senatore influentissimo, principe romano, è poco meno che una sovrana. Case di nobiltà di vecchia data, crociate, benemerenze patriottiche e civili, elargizioni munifiche, eccetera, eccetera.
Si ferma.
Ho finito. Riferivo.
Diodati
Lei, caro professore, ascolti la sua coscienza. E basta! Non si occupi d'altro.
Marino
La ringrazio.
Diodati
E guardi che non andremo incontro al martirio nè lei, nè io. Il professor Cerettoni è un buon uomo, tanto caro, ma.... mi aiuti lei....
Del Basso
Ma soffre di fifa....
A Diodati.
Non volevi l'aiuto?
Diodati
sorride.
Insomma, non ci stia a badare. Domani in Consiglio legga i voti che ha creduto di assegnare al ragazzo e noi metteremo la sabbia.
Volgendosi attorno.
Potete dir voi se ho mai fatto pressioni per favorire uno piuttosto che un altro....
Il Bidello
entrando.
Signor direttore, c'è il padre dell'alunno Lanfranchi.
Diodati
si alza di premura.
Vengo vengo.
Il bidello esce.
Addio cari, ci vediamo.
Ed esce. C'è un breve silenzio.
Marino — Del Basso — La Giliardi — Cappelli.
Del Basso
Bravo Serralunga! Io sono per passarli tutti — lo dicevo adesso — ma quello lì hai fatto bene.
Cappelli
Se lo meritava, hai fatto benissimo. Ma non era il caso che tu riferissi il discorso Cerettoni: pressioni da parte dei Primasco non ne hai avuto.
Del Basso
Verranno.
Cappelli
Se fossero venute, allora sì.
Marino
Ho voluto sùbito mettere in chiaro e a posto.
Cappelli
Per lo meno hai anticipato. Parevi San Giorgio che parte lancia in resta contro il drago. E il drago non c'è.
Del Basso
canzonatorio.
Draghi? A Salduggio? Tutte lucertole: al più ramarri.
Cappelli
Ma fammi il piacere, tu!
Del Basso
Nemmeno ramarri? Ma sì, tutti puri in quella casa. A cominciare dal portiereche se invece era a servizio da te o da me, sarebbe in galera per sevizie....
Cappelli
Ma Del Basso!
Del Basso
O che non picchiava la moglie? A finir con la cuoca che fece un figliolo con persona ignota di sesso diverso e lo mise ai bastardi.
Cappelli
non sa se adirarsi o ridere. Marino ride.
Tu, se ti mordi la lingua, ti avveleni!
Del Basso
Se tu ti mordi la tua muori di diabete. Tutto zucchero sei!
Cappelli
per farlo ragionare.
Ma se non li conosci i Primasco!
Del Basso
Naturale che io non li conosco! Io sono un vile borghese. E miserabile. Loro ci hanno i milioni!
Il Bidello
rientra.
Professor Serralunga, la Marchesa di Primasco domanda di lei.
Movimento generale.
Marino
Di me? Non avete mica sbagliato?
Del Basso
strizzando l'occhio a Cappelli.
La lucertolina. Prevedevo.
Il Bidello
a Marino.
Sissignore. Di lei.
Del Basso
a Marino.
Povero Cerettoni, l'ha indovinata! Alle volte la fifa apre i cervelli.
Marino
Ah! perchè tu credi che...?
Al bidello.
Vengo.
Ma già Del Basso, la Giliardi, Cappelli si sono alzati, il bidello sta per avviarsi.
Cappelli
lo ferma colla voce e col gesto.
Aspetta, Stefano.
A Marino.
E dove la ricevi? Per istrada?
Marino
Hai ragione.
Al bidello.
Che passi.
Il bidello esce. A tutti.
No, no, restate, restate.
Del Basso
Darei un soldino per restare, ma non è possibile.
La Giliardi
a Marino.
Quei temi? Nel pomeriggio?
Marino
No. Se vuole, appena avrò sbrigata la marchesa. Aspetta di là?
Del Basso
Io vado.
Mostrando un sacco a corda con pagnotte.
«Pianger sentii nel sonno i miei figlioli — ch'eran con meco e dimandar del pane».... E io porto a casa il pane!
Dianora è apparsa. I Professori salutano col capo. Del Basso scivola via. La Giliardi fa un cenno rapidissimo ed esce dietro a lui. Cappelli si è fermato sulla soglia.
Cappelli — Marino — Dianora.
Dianora
bella, sorridente, luminosa in un fresco abito mattutino, saluta lietamente Cappelli.
Cappelli, c'è anche lei?
E gli stende la mano.
Bravo Cappelli, come sono contenta! Così mi presenta e mi aiuta.
Cappelli
baciandole la mano.
Presentarla, è un piacere e un onore. Aiutarla, non so in che, e perciò, marchesa, la prego, me ne dispensi.
E presenta.
Il professor Marino Serralunga, la marchesa Dianora di Primasco.
Marino irrigidito piega appena il capo.
Ecco fatto. — Marchesa, se mi permette....
E vuol prendere congedo.
Dianora
Se ne vuol proprio andare. A quando? Viene domani a pranzo da noi?
Cappelli
La ringrazio, marchesa. Ma vado a Torino.
Dianora
Questa Torino! questa Torino! Chi ci sarà mai a Torino che ce lo ruba ogni settimana?
Cappelli
sorride.
C'è Torino. Passerò a sentire se lei avesse ordini.
Dianora
Avrà già tanto da fare! A rivederci, Cappelli. E se non è domani, si faccia vedere al ritorno. Non si renda troppo prezioso.
Cappelli
Marchesa!
Le bacia la mano ed esce.
Dianora — Marino.
Dianora
a Marino che non accenna a dirle di sedere.
Professore, lei non ha impegni urgenti? Perchè mi dispiacerebbe disturbare.
Accennando a quelli che sono usciti.
Erano forse in seduta?
Marino
No, signora. Dica pure quel che ha da dire. Si accomodi.
Dianora
Ecco: grazie.
Siede.
Non si stupisca di vedermi qui. Costumi semplici a Salduggio. Avrei potuto incaricare il conte Cappelli di pregarla di venire lei da me.
Sorride.
Passavo: sono entrata.
Sorride.
È anche più gentile, no?
Sorride.
Prima domanda.... se non sono indiscreta: mi può dire l'esito dell'esame di mio nipote? o non può? Se non può, non chiedo infrazioni alla legge.
Poichè Marino tace: sorridendo.
Ho capito: non può.
Marino
Posso. Ma la signora saprà già....
Dianora
Se sapessi non domanderei.
Marino
Suo nipote?
Secco.
L'ho bocciato.
Dianora
sorridendo.
Ah! sì? Ha fatto benissimo.
Marino
Lei trova?...
E ne è sorpreso, sviato.
Dianora
Benissimo: perchè se lo merita. E glielo avevo anche predetto. Non studia, per conseguenza non sa. Mi ero persino stupita che si fosse salvato allo scritto.
Ride.
Forse ha copiato da qualche compagno, ma è legittimo che sia caduto agli orali. Penserà suo padre a farlo studiare: a noi non è riuscito, — e se lo riprenderà a casa. Diceva: «Sì zia, sì zia bella....»
Arrossisce.
È indulgente come tutti i ragazzi — ma poi.... Giustizia è fatta.
Sorride e cambia tono.
Seconda domanda.... Non si spaventi: è l'ultima, per oggi: il professor Cappelli mi ha parlato molto di lei.
Marino
borbotta.
O guarda!
Dianora
La conosce da poco tempo: dieci, quindici giorni? — ma lei può già considerarlo come un amico e un ammiratore.
Marino
Circa l'amicizia ci conto; circa l'ammirazione è troppo facile.
Dianora
No, prego: il conte Cappelli non si abbandona ad entusiasmi e sa pesare gli uomini. «Se sentisse come parla; se leggesse come scrive; se vedesse come disegna». — Lei troverà naturale che le paroledi Cappelli abbiano acceso in me il desiderio di conoscerla.
Marino
Ma si guardi, signora, che il Cappelli....
Dianora
sorridendo.
Mi lasci prima finire. Siamo in una piccola città, quasi un paese. Le occasioni d'intrattenersi con persone d'ingegno e dottrina sono così rare! Lei sa tante belle cose, ha tanto buon gusto.... vorrei essere tra quelli che se ne avvantaggiano. Concludo: se domani Cappelli non parte, tanto meglio, e allora viene con lui; ma se lui va a Torino, mi vuole usare la cortesia di pranzare domani da noi? La invito a pranzo perchè trovi anche mio marito. In altra ora è difficile che ce lo incontri. Gli uomini, si sa, stanno poco in casa: il mio poi!
Marino
La ringrazio, signora. Ma sono qui a Salduggio da pochi giorni con tante cose da mettere a posto! E ne ho tante da sbrigare.
Dianora
L'avrà pure un'ora per il pranzo! Subito dopo la lascierò andar via. Almeno per questa prima volta mi accontenterò di poco: non le rubo che un'ora.
Marino
Il Cappelli che le ha parlato tanto di me, le avrà pur detto che io sono un orso.
Dianora
sorride.
Sì, me lo ha detto. E per questo sono venuta di persona.... a stanare la belva.
Marino
E allora sarò schietto. Io sono uomo di studio, e senza risorse, per lo meno di quelle facili, che riescon gradite alle signore. Con persone del bel mondo, mi tedio e le tedio. Se mi lascio prendere nel giro delle visite, dei pranzi, dei tè finisco col non attendere più ai miei lavori — noiosi, sa — ed io non mi posso permettere il lusso di far lo svagato e il farfallone notturno. Oltre il resto, sonpovero. E fumo sigari toscani. Mi spiace rispondere con un deciso rifiuto e ricambiare una cortesia con una rusticheria, ma preferisco esser villano che mentitore.
Dianora si leva.
È offesa?
Dianora
semplice.
Io? No. Mi alzo perchè ho finito. L'ho invitato per rispondere più che a un mio desiderio — la schiettezza le piacerà in tutti e per tutti — a un desiderio del conte Cappelli che voleva ch'io la conoscessi e sperava incontrarla anche da me. Non speravo, no, in una accettazione entusiastica da parte sua, ma in un rassegnato consenso. Poi si sarebbe adattata, e poi fors'anche — veda un po' — ci si sarebbe
Sorridente.
trovato bene. Amico, ma libero. In casa mia non tengo gabbie, nemmeno per gli orsi. Ma lei ha da lavorare! Dio mi guardi dal farle perdere un tempo prezioso. Se lei, non dico muta pensiero, — tra le suemolte virtù avrà anche quella della tenacia! — ma trova un qualche ritaglio di tempo, lei sa dove stiamo. Io le ho fatto una visita: se crede e quando crede, me la restituisce. Quando sono in casa, ogni giorno è buono: e se non mi trova, meglio per lei. Buongiorno.
Marino
d'un tratto, quasi trattenendola.
Ma io lei l'avevo già veduta. — Non qui.
Dianora
Ah! sì?
Marino
E ammirata.
Dianora
Nientemeno. Quando? Mi lasci sentire.
Risiede.
Marino
L'orso è sgraziato nei movimenti, ma pure lui ha occhi per vedere e orecchi per intendere. Io ho fatto molta stradacon lei: in treno. Viaggiavo anch'io in prima classe, da signore, perchè ero ufficiale e viaggiavo per servizio. Fu l'altra estate, e posso dire anche il giorno: il tre settembre. Lei salì alla stazione di Bergamo, ma proveniva da San Pellegrino, in compagnia di un bel signore bianco.
Dianora
Lei ha buona memoria ed è preciso. Mio padre c'era andato per cura. Come fa a ricordarsi?
Marino
Io? Sempre. È così facile! Basta guardare le persone e le cose ogni volta come se si dovessero vedere per l'ultima volta. Nel suo caso, poi, lei disse parole argute, pronunziò giudizi assennati sulla bellezza dei luoghi e sul carattere delle signore colle quali s'era intrattenuta a San Pellegrino. Sentii: non per indiscrezione: lei parlava forte e io non dormivo. Poi disse di Bergamo con accenni gustosi, personalissimi, sulle opere d'arte viste in quella medesima giornata, specie suiTiepolo della Cappella, che non eran frutto di erudizione mal digerita o risciacquatura di vecchie Guide. Ho studiato anch'io i Tiepolo, ho avuto occasione di vederne molti — tra i pittori moderni lo prediligo — e posso dire che non è facile trovar chi dimostri conoscenza così piena di quell'artista. Specie tra le signore.
Dianora
sorride.
La ringrazio molto. E mi scusi se oggi non l'ho ravvisato.
Marino
Non c'era motivo perchè lei mi dovesse riconoscere, ce n'era più d'uno perchè io riconoscessi lei. Io ero in uniforme, e me ne stavo in silenzio rannicchiato in un angolo. Lei era in piena luce e parlava.
Dianora
E non dicevo spropositi? nè d'arte nè di lingua? Ma come bisogna sorvegliarsi! Anche là dove meno si aspetta c'è un giudice. Ora vado via contenta.... o quasi.
Sorride.
perchè mi pare d'intendere che il suo rifiuto di poco fa non risponde ad una spiacevole impressione del primo incontro, ma a tutto un suo sistema di vita. In fondo, chissà, forse ha ragione lei a starsene appartato. Buon lavoro, professore. E addio....
Si leva, gli porge la mano.
O a rivederci. Sta a lei.
Marino
non risponde, le dà la mano, s'inchina, l'accompagna fino alla porta, poi torna indietro, solleva fieramente il capo, scuote le chiome.
Ah, perdio, no! non mi pigliano! Ho di meglio a fare io che salamelecchi e madrigali.
E accende un mezzo toscano. Nell'atto lo sorprende Cappelli. Marino si volta.
To'! Sei qui ancòra?
Marino — Cappelli.
Cappelli
Ho visto dalla finestra della Direzione la Marchesa che usciva e son tornato a sentire.
Marino
Di' un po'; sei conte tu?
Cappelli
Io sì. Perchè?
Marino
L'ho imparato adesso. Non me lo avevi detto.
Cappelli
Perchè non ha importanza: ma non perchè me ne vergogni. Non è un disonore.
Marino
Disonore no. Niente. Per me un titolo vale meno di questo mezzo sigaro.
Cappelli
Perchè vieni di famiglia popolana.
Marino
Credi che se io fossi nobile me ne terrei?
Cappelli
Forse. Non si può sapere. Dunque? Che altro ti ha detto la marchesa? Non avrete parlato tutto il tempo di me.
Marino
La conoscevo. Sì, la signora la conoscevo già. L'ho ravvisata sùbito, di sulla porta, e gliel'ho anche detto. L'avevo incontrata l'anno scorso in treno, a Bergamo, ma non c'eravamo scambiati parola.
Cappelli
E oggi che ci hai parlato, che impressione ti ha fatto?
Marino
concedendo.
Sì, sì, è una bella signora.
Cappelli
E ti ha chiesto del nipote?
Marino
Anche. Ma il mio sospetto era ingiusto perchè trova anche lei che è un bestione. Dice che tu le hai parlato molto bene di me.... e mi ha invitato a pranzo per domani.
Cappelli
Ci vai?
Marino
Io no.
Cappelli
Se ci vai rinunzio alla gita a Torino per accompagnarti. Io sono di casa.
Marino
Ti ringrazio. Ma non sono abbastanza elegante io.
Cappelli
La marchesa non bada al taglio degli abiti.
Marino
Nemmeno nei modi.
Cappelli
Non è vero.
Marino
E nemmeno mi finisce di piacere. Dev'essere una posatrice.
Cappelli
Invece è una donna così semplice!
Marino
non persuaso.
Uhm! Intanto il nome è pretenzioso: Dianora.
Cappelli
Se anche, non l'ha scelto lei. Invece ci dovresti venire. Anche per toglierti da quell'abbrutimento serale che è lo scopone al caffè Rossini tra Del Basso cheringhia e Cerettoni che trema. Venire al castello una volta, non ti obbliga a nulla. Se ti trovi a disagio non ci torni. Prova.
Marino
Meglio non far nemmeno la prova.
Cappelli
Sei un testone.
Marino
E il marito? Sì, com'è il marito?
Cappelli
In che senso?
Marino
In tutti i sensi.
Cappelli
È un bell'uomo, giovane, che bada alle sue proprietà, intelligente....
Marino
Duro, prepotente, accaparratore di quadri vecchi e di donne giovani, competente in fatto d'arte, ma più in fatto di femmine....
Cappelli
E allora, perchè chiedi?
Marino
Somiglia? il ritratto. E allora ti dirò che anche per questo mi tengo lontano dalla sua casa.
Cappelli
Sì, il ritratto somiglia. Per lo meno le ombre ci sono. Tutte quante. Ma è anche questione di come si guarda un ritratto, di chi lo guarda. Intanto è generoso. È veramente munifico.
Marino
E prolifico. A casa sua no. Ma fuori, si rifà. Mi dicono che ha seminato figlioli un po' dappertutto.
Cappelli
Riconosco lo stile Del Basso. Esagerazioni dell'informatore. E comunque anche fosse
Ride.
tu che hai da temere? Non sei nè uncontadino ignorante cui possa rapinare le robe, nè una fanciulla cui possa insidiare l'onore. E vale la pena di tollerarne la presenza per quel po' di tempo che si trattiene in casa, per il molto che ci sta la marchesa. Lei con la sua grazia, col suo sorriso....
Marino
quasi con dispetto.
Sorride sempre?
Cappelli
Sempre. Come gli altri respirano. Eppure non è felice. Ma è una di quelle creature che ti riconciliano col genere umano. Venne qui appena sposa. Durante gli anni di guerra fu una benedizione per il paese. Pensa: non c'è chi non le perdoni la bellezza, la ricchezza, il marchesato.... Di questi tempi, ce ne vuole! La calunnia non la può toccare: è una lastra che non si appanna.
Marino
Tu ne parli come un innamorato.
Cappelli
Tutti ne sono innamorati.
Marino
Allora anche tu.
Cappelli
Naturalmente.
Marino
Oh! Giudizio!
Cappelli
Perchè?
Marino
Se è così una santa, niente da fare.
Cappelli
Si capisce.
Marino
piano piano incuriosito, ma sempre delicato e lento nell'inchiesta.
Allora innamorato.... per modo di dire. O sei stato grave?
Cappelli
Sto meglio.
Marino
Ma non bene. E lei? possibile che non se ne sia accorta?
Cappelli
Si è accorta e mi ha distolto senza sdegni, con delicatezza. Perfetta, purtroppo. Perfetta.
Marino
E.... hai fatto una cura per migliorare?
Cappelli
Sì, ho fatto una cura: omeopatica.Similia similibus.Ma non ha servito. E così riprendo ed andar via il sabato e a tornare il lunedì sera. A Torino giro i teatri, i caffè e peggio. Mi imbestialisco un poco. Quando torno, come maschio, come.... animale, scegli tu, sono sazio....
Marino
E perchè non chiedi addirittura un trasloco? Guariresti.
Cappelli
Perchè mi piace essere malato.
Marino
Sei preso bene!
Cappelli
Preso, sì: bene non direi.... Zitto! La Giliardi.
Infatti la Giliardi è apparsa sulla porta. Si è accorta che hanno interrotto il discorso.
Cappelli — Marino — La Giliardi.
La Giliardi
Se disturbo posso anche tornare.
Cappelli
Non disturba affatto.
La Giliardi
Mi era parso.
Breve silenzio.
E così, professore, la marchesa?
Marino
È andata.
La Giliardi
Lo vedo.
Marino
Niente raccomandazione per il nipote. Altra roba.
La Giliardi
Meglio così. Bella, eh?
Marino
Sì, sì, bella.
La Giliardi
Cappelli, ringrazi.
Cappelli
seccato, cercando di evitare.
Che c'entro io?
La Giliardi
non cede e incalza.
Non è un ammiratore? Scommetto ne avete parlato sino ad ora!
A Cappelli.
E lei s'è interrotto quando mi ha visto apparire. Ma ci sto anch'io a cantarne le lodi, che diavolo! È una civetta della specie più pericolosa, ma....
Cappelli
Lei non dica sciocchezze.
La Giliardi
Sciocchezze?
A Marino.
Giudicherà lei, quando la conoscerà meglio, se dico sciocchezze. A meno che anche lei non perda la testa. E la perderà, è probabile: è l'omaggio di rito. Anche lei cadrà in ginocchio. Ma badi che la signora marchesa non è di quelle che si compromettono. È di quelle che prendono, lei: non di quelle che dànno.
Cappelli
quasi la investe.
Io non arrivo a capire questa sua sfuriata a freddo.
La Giliardi
Scommetto che Serralunga capisce.
Marino
Io le assicuro che....
E si mette la mano al petto.
La Giliardi
va avanti senza badargli.
Figuriamoci se Del Basso non l'ha sùbito informato!
Marino
Io le giuro....
La Giliardi
Ma sì, di me col signore.
Indica Cappelli.
Cappelli
cercando d'imporsi.
Ora basta, eh? Lei forse non se ne accorge, ma tutto quello che dice e che fa adesso è grottesco e di pessimo gusto.
La Giliardi
E lei? Anche lei! Anche lei, che mezz'ora fa, davanti ai colleghi mi ha chiesto perchè non sposo il Burlandi, che mi consigliava a sposare il Burlandi. Lei lo sa, il perchè. Perchè io non porto a un galantuomo gli avanzi di nessuno, io non imbroglio nessuno.
Cappelli
la investe ma è addolorato più che offeso.
Che cosa vuole da me? Vuol proprio una spiegazione? Meglio che ci sia un testimone. — Non erano offensive od ironiche le mie parole di prima. Per lo meno la mia intenzione era un'altra. Dissero — io non lo sapevo — che un signor Burlandi la vuole per moglie. Poichè — in altri tempi — io avevo avuto la sorte d'interessarla — non sono stato io a raccontarlo a Serralunga: lo ha detto lei — e poichè tutto è finito — non per volontà mia — lei lo sa — mi pareva un dovere dichiararle — sia pure di sfuggita, in forma leggera quasi scherzosa — ch'io la consideravo perfettamente libera di sè.
La Giliardi
Ah! lo so. Lei m'ha sempre considerata libera. Perchè lei si è sentito libero sempre. Ma la mia con lei non è stata un'avventura, per me. Per lei, sì, per me no. Uomini cui piacessi per divertirmi, non avevo che da scegliere. Ma io non vedevo che lei, non amavo che lei.E solo in apparenza, io ho voluto finire, ma in realtà è stato lei.
Cappelli
debolmente.
Io?
La Giliardi
Che crede? che non sapessi, che non vedessi? Mi ero voluta illudere e tacevo, ma si sopporta fintanto che si spera di salvare comunque un brandello d'amore. Trattenendolo a forza non salvavo nulla; nemmeno la mia dignità. E così, tornando a Salduggio, dopo mesi, dopo poche lettere gelide ho detto: basta e ho voluto finire. Lei è tornato qui da quindici giorni: così, per convenienza o per abitudine, ha tentato, una volta, di riprendere. Ho detto di no: non mi ha chiesto nemmeno il perchè, tanto era contento di riscattarsi, di tornare finalmente sincero.
Cappelli
dopo un breve silenzio.
Ebbene: se anche tutto questo fosse vero....
La Giliardi
È vero.
Cappelli
Se anche fosse vero, non occorre mischiare il nome di persona che non ha nulla a che fare con queste nostre miserie.
La Giliardi
Non ha nulla a che fare? Perchè mentisce ora? Se è stato con me ma non pensava che a lei? se non ha amato, se non ama che lei? Neghi, se può!
Cappelli
accennandole a tacere.
La prego. La prego. — Tu Serralunga, ti fermi ancòra? A più tardi.
Esce.
Marino — La Giliardi.
Marino
silenzio d'imbarazzo. I due si trovano a disagio.
Se vuole che rimandiamo....
La Giliardi
si è ricomposta. Ora è calma.
Scusi: e non ci giudichi troppo male. Quel veder qui la signora.... ho pensato che fosse venuta per lui.... che aver chiamato lei fosse un pretesto.... Stupidaggini: mi credevo forte, e invece sono peggio di una bambina cui si è portato via il giocattolo. Che volgarità questa mia! non mi riconosco più! — Be'.... torniamo a fare i professori; dove sono questi temi?
Marino
va a una cassetta chiusa della tavola, la apre con una chiavetta che si leva dalla tasca, ne trae un fascio di pagine piegate a mezzo, lo richiude, poi prima ancòra di mettersi a sedere.
Lei non mi permette di chiedere a Cappelli?...
Non sa nemmeno lui che cosa.
La Giliardi
Nulla. Perchè non c'è nulla da fare. Io sola ho avuto torto; e non soltanto oggi: sempre; e perciò sono io che pago, come di dovere. Mi sono innamorata di uno ch'era innamorato di un'altra. Storie vecchie. E lo sapevo!
Marino
Lo sapeva?
La Giliardi
Già! Lo sapevo. Ma m'illudevo di diventare io la più forte; storia vecchiaanche questa. Invece no: non si lotta. Con quella donna, poi!
Marino
esitando.
Gran civetta, eh?
La Giliardi
Oh! no. Non badi a quello che ho detto prima: sono gelosa ed ero stata offesa: credevo di essere stata offesa. Che colpa ci ha lei se ha tutto per interessare, per piacere? E come potevo mai vincere? Ci pensi! Lei è una cavallina di razza e io sono una bestia da fatica. È naturale che gli piaccia lei e non io, che ami lei e non me, perchè anche lui, Cappelli, è un cavallo di razza, per nascita, per istinto, per consuetudine: loro due sono vicini: noi due invece.... sì, possiamo fare lo stesso mestiere, e incontrarci per strada, ma poi.... Non ne parliamo più. — Rivediamo questi temi.
Marino
Vuol proprio?
La Giliardi
si è impadronita del fascio di pagine.
Ma sì.
Guarda sul fianco della prima.
Chi è questo? Fausto Belvilieri del secondo corso. È un ripetente. Quanto ha assegnato?
Marino
ora s'immerge nel lavoro professionale. Le due teste sono quasi confuse sulla stessa pagina.
Cinque. Svolgimento sbagliato; qualche errore di lingua e d'ortografia deturpa quel poco....
La Giliardi si copre il viso con le mani: forse piange. Marino fa un vago gesto di pietà.
CALA LA TELA.