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Questo racconto, il quale per il suo spirito e per il modo onde procede, sembra esser venuto in Ispagna dalla Provenza, ci conduce a parlare degli amori diSaladino: non era possibile che un modello cosí completo di tutte le virtù cavalleresche, rimanesse estraneo all'amore. Lo nota espressamente l'autore della prima delleCento novelle antiche: «El Saladino fo sí valoroso, largo, cortese signore e d'anemo gentile, che ciascuno ch'al mondo era en el suo tempo dicea che senza alcun difetto era onne bontà in lui compiutamente». Ma gli mancava l'amore: Bertran de Born (in qual modo si trovava in relazione con lui?) volle dargli questa suprema perfezione, e gl'indicò una dama che era la migliore che esistesse, spronandolo ad amarla «per amore». Saladino rispose che aveva quante donne volesse e che le amava tutte. Però il trovatore gli mostrò che ciò non aveva niente di comune con l'amore vero, l'amore cortese, delicato e raffinato, e glie ne diè la spiegazione. Subito il sultano, esaltato da questi discorsi, si porta con un esercito nel paese dove abita la dama, paese che gli è ostile, l'assedia nel suo castello e sta per impadronirsene, quando ella lo fa chiamare e gli dice che non sono questi i segni dell'amore che si è soliti dare. Udite le sue proteste, ella gli ordina di ricondurre il suo esercito: «E per accordo a me lasci el cor tuo e 'l mio ne porti, e siano sempre uno in tutta simillianza. E cosí fu el comiato». Saladino aveva preso una lezione completa d'amor cortese, ma doveva trovarlo un po' arido.

Era predestinato, sembra, ad ascoltar da donne amate da lui risposte nobilissime e savissime, ma poco incoraggianti, e delle quali voleva non di meno soddisfarsi. Si legge inJean d'Avesnesche, essendosi impadronito d'un castello, in cui si erano rinchiuse duecento dame con la principessa d'Antiochia, trattò quest'ultima assai cortesemente, e non poté impedirsid'essere sensibile alla beltà di lei e alle attrattive della sua conversazione, tanto che egli «la requist d'estre sa dame et sa maistresse, ce que par adventure elle eust voulentiers fait s'il eust esté crestien et s'elle eust esté impourveue de mary.... Si respondy le plus doulcement qu'elle peut a Salhadin, soy reputant de mendre estat qu'a si grant prince appartenoit, et disant, qu'il devoit premierement amer Dieu [plus] que aultre chose avant qu'il requist dame crestienne d'amours, metant en sex excusacions que sans icelluy rien ne peut estre mené a bonne fin. De laquelle responce Salhadin fut assez contempt».[97]

Il sultano non si trovò tuttavia sempre ridotto in amore a un'ammirazione cosí platonica. Noi non conosciamo diversamente la storia cui fa allusione il commento di Dante che va sotto il nome dell'Ottimo: «E amò per amore la reina di Cipri».[98]Però si è già visto piú avanti ciò che raccontaJean d'Avesnes, secondo il poema spesso citato del secoloXIV, circa i suoi amori con la regina di Francia, moglie di Filippo II. Cominciati in Francia, questi amori, nel seguito del romanzo sono continuati in Siria, quando la regina, avendo accompagnato lo sposo, si trova con lui in Acri assediata da Saladino. Dall'alto dei bastioni essa ammira le prodezzedel soldano, e avendo costui abbandonato l'assedio per rientrare in Gerusalemme, essa per rivederlo concepisce un piano ingegnoso. Persuade il re, «qui pour sa grant beaulté estoit d'elle comme tout affollé» che ha ricevuto in sogno da Dio la missione di convertire il soldano. «Le roy, doubtant de couroucher Dieu, et pensant que les menchonges de sa femme fussent véritables, conclud entre ses hommes qu'il la lairroit ceste chose esprouver, moiennant bon et seur sauf conduit, avoec certaine guide de quelqu'un des plus vaillans de sa compagnie».[99]Saladino accorda volentieri il salvacondotto e si stabilisce che Chauvigni (cioè Andrea di Chauvigni, uno dei principali eroi della terza crociata) l'accompagni, «ce dont la royne fu moult desplaisante, car elle sçavoit bien que Chauvigni de sa nature douteus estoit». Non s'ingannava, perché il bravo Chauvigni, vedendo la maniera con la quale Saladino accoglieva la bella visitatrice, risolse di non lasciarla sola con lui; dopo qualche tempo d'una penosa sorveglianza, di cui Saladino si sarebbe sbarazzato con la forza se non avesse rispettato il salvacondotto da lui rilasciato, Chauvigni esortò la regina a porre termine prontamente al suo negozio e a ritornare in Acri con lui; però essa lo ricevette malissimo:«Vous perdez vostre langage, Chauvigny; car cy m'avez amenee a vostre adventure, laquelle vous vaille s'elle vous peut valoir... Je suy venue pour besongnier avoec Saladin... si ne me partiray d'icy tant que ma voulenté auray acomplie, deusse je perdre vostre compaignie, de laquelle je suis trop mal contempte». Chauvigni prende allora questa risoluzioni: fa abbandonare Gerusalemme da tutti i suoi, e ritorna solo, armato dellasua spada e montato sul suo cavallo, davanti al palazzo di Saladino. Il soldano e la regina conversano in questo momento a una finestra; Chauvigni s'avvicina e chiede alla regina se può dirle qualche parola in secreto, perché sta per partire e desidera trasmettere al re le parole stesse della dama che devono servirgli di giustificazione, se si vuol punirlo d'aver male eseguito la consegna. Ella discende: Chauvigni finge di volerle parlare all'orecchio, e, impadronendosi di lei vigorosamente, «il la troussa devant luy et picqua le bon cheval atout la dame, qui si hault s'escria que bien l'entendy Salhadin, si s'advisa Chauvigny en courant de tirer son espee, et ad ce que la dame ne soy remuast trop fort tellement luy feit paour qu'elle se laissa manier et emporter comme ung bouchier emporte davant soy une brebis». Saladino si pone ad inseguirlo, ma non può raggiungerlo, e rientra afflittissimo in Gerusalemme. Chauvigni ritorna in Acri e ripone la regina nelle mani di Filippo, «soy deschargeant d'elle, et racomptant ses fais et son adventure, et comme elle avoit voulu demourer avec Salhadin. Dont le roy fu moult marry sur la royne, mais il ne la voult pugnir de son meffait, ançois la renvoya au roy d'Arragon son pere, renonçant a la compaignie d'icelle par les excusacions de sa vie oultrageuse et de la male voulenté qu'elle avoit eue de vouloir converser avec les Turcs. Si fut d'elle tant mal contempt le roy son pere que, comme dit l'istoire, il en feit justice, et contempta le roy Philippe et les nobles barons de France par la pugnicion qu'il feit d'elle... Si se taist atant le compte de la fin de la royne». Il romanzo non ci dice dunque in qual modo il re d'Aragona fece giustizia della colpevole figlia sua; esso ha qui attenuato il racconto dell'antico poema: nel quale, dopo uno di quegli esordiche ci permettono di ricostituire in parte le rame che non ci sono pervenute, era indicato esplicitamente il supplizio della regina, la quale fu bruciata: io vi parlerò, dice il poeta, di Salehadin,

Qu'au tournoi a Chambrai enama la roïneQu'en Arragone fu arse en un fu d'espine:Par le bon Chauveigni en sot on la couvine.[100]

Qu'au tournoi a Chambrai enama la roïneQu'en Arragone fu arse en un fu d'espine:Par le bon Chauveigni en sot on la couvine.[100]

Qu'au tournoi a Chambrai enama la roïne

Qu'en Arragone fu arse en un fu d'espine:

Par le bon Chauveigni en sot on la couvine.[100]

Questa singolare storia non è che il rinnovamento amplificato d'un racconto piú antico, che si trova tra quelli del «Ménestrel de Reims»; solamente in questo si tratta non della moglie di Filippo II, ma di quella di Luigi VII, che è esattamente chiamata col suo nome Aliénor o Éliénor. Secondo il narratore del secoloXIII, Luigi era con sua moglie a Sur, la sola fortezza che i cristiani possedessero allora in Siria, dove non faceva che «le sien despendre», non osando dar battaglia a Saladino. La regina prende a disprezzare suo marito, «et ele oï parler de la bonté et de la prouece et du sens et de la largece Salehadin, si l'enama durement en son cuer». Trova il mezzo d'intendersela con lui, il quale le manda una galea che deve condurla via. Una notte, discende da una postierla, portando con sé due scrigni pieni d'oro e d'argento, allorché una delle sue damigelle va a trovare il re, che dormiva, e lo sveglia dicendogli:«Sire, malement est; ma deme s'en vuet aler en Escaloigne a Salehadin, et la galee est au port qui l'atent. Pour Dieu, Sire, hastez vous!»Il re si veste in fretta e discende al porto: «Il trouva la roïne qui estoit ja d'un pié en la galee, et la prent par la main et la ramainne arriere en sa chambre....». Le domanda allora perché ha concepito un tal disegno:«En nomDieu, dist la roïne,pour vostre mauvestié, car vous ne valez pas une pomme pourrie. Et j'ai tant de bien oï dire de Salehadin que je l'aim mieuz que vous». Il re la fa sorvegliare, e, ritornato in Francia, si contenta di ripudiarla; ma, nota assai giudiziosamente il narratore, «si fist que fous: mieuz venist l'avoir emmuree, si li demourast sa grant terre, et ne fussent pas avenu li mal qui en avinrent».[101]Si sa che la condotta di Aliénor in Terra Santa fu infatti uno dei principali motivi, i quali furon causa del suo divorzio con Luigi VII; però è certo che, se essa peccò, non fu, anche d'intenzione, con Saladino, che era allora un fanciullo. Si può vedere abbastanza bene come si sia formata la leggenda. Si sa che in realtà Luigi VII e sua moglie, dopo il disastro sofferto dai crociati nell'Asia Minore, si stabilirono non a Sur, ma ad Antiochia. Aliénor, che si lamentava d'aver per marito un monaco e non un re, fu durante questo soggiorno estremamente leggera, per non dire di piú, specialmente col principe d'Antiochia, Raimondo, quantunque fosse suo zio paterno. Essa lo preferiva grandemente a suo marito, e sembrava avesse concepito il disegno di restare sempre con lui, tanto che il re fu obbligato di menarla via di nottetempo sopra un vascello fino ad Acri; rientrato in Francia, egli divorziò sotto pretesto di parentela. Tutto ciò si trasformò a poco a poco nell'imaginazione popolare. Anche al principe d'Antiochia si riferisce, in una versione che ci ha conservato una cronaca spesso citata per gli elementi romanzeschi che ha ammessi,[102]il tentativo di evasione d'Aliénor; però essoè già raccontato quasi come dal Ménestrel: «La royne Alienor, qui estoit femme, moult diverse, fiere et haultaine, ot grant desdaing que le roy ne faisoit la requeste du prince.[103]Et mist le prince en tel point la royne qu'elle volt laisser le roy, et se cuida embler de luy, et fist secretement trousser ses besoignes et cuida entrer en mer sans le seu du roy; mais elle fut prinse et amenee au roy, qui lui demanda ou elle vouloit aller[104]et pour quoy elle part sans son sceu. Et quand elle vit que il failloit que aucune chose respondist.... fierement respondy et par grant orgueil que voirement le voulloit laisser pour sa grande lascheté et couardie».[105]Ciò però non doveva bastare. Essa aveva voluto restare con un uomo del paese: la colpa si rese piú grave supponendo che fosse un infedele quegli che aveva amato. Una cronaca latina del secoloXIIIaveva già detto: «Praefata regina regem in pluribus graviter offendit, in hoc vero gravissime quod regem clam relinquere machinans cuidam Turco adhaerere voluit».[106]NelleChroniques de Flandres, redatte nel secoloXIV, questo Turco, diventa il soldano di Babilonia, e tutta la località è cambiata: «Pendant le temps de celluy siege (di Escalona) advint une trop grant merveille. Car la royne de France, qui avoit séjourné a Tripleung espace tandis que le roy avoit esté devant Damas, avoit tant fait devers le souldan de Babiloine qu'elle devoit aler aveuc luy; mais le roy en fut adverty, luy estant au siege devant Escaloine. Lors s'en party le roy moult hastivement, et chevaucha toute la nuyt tant qu'il vint a Triple, si trouva la royne qui estoit ja venue jusques a la gallee pour entrer ens. Adont il prist la royne et l'en ramena».[107]Era naturale che questo Turco, che questo «souldan» divenisse Saladino, perché nel secoloXIIIla gloria di Saladino era sí grande, che, dal momento che si trattava di un Saraceno ragguardevole per qualche cosa di straordinario, si pensasse a lui. Cosí si formò il racconto, che il Ménestrel de Reims ci offre con la sua ingenuità e la sua vivacità ordinarie,[108]del quale però non ha inventato alcun tratto essenziale.[109]Quanto al poeta del secoloXIV, non è certamente per un debito d'esattezza storica che ha fatto della regina di Francia innamorata di Saladino, la moglie di Filippo II e non di Luigi VII; infatti egli non evita l'anacronismo se non per cadere in un errore non meno grave, dacché Filippo era vedovo a tempo della crociata. Ha fatto semplicemente rientrare l'aneddoto che voleva adoperare nel quadro generale del suo poema,in cui Filippo di Francia e Riccardo d'Inghilterra sono, come nella storia, gli avversari di Saladino. Inoltre egli ha dato al racconto della mancata fuga della regina, che imitava, trasformandolo, da una novella relativa ad Aliénor, un prologo, il quale ci fa assistere in Francia all'esordio dei suoi amori con Saladino, e che è tutto intero di sua invenzione. Ciò era assai naturale; quello che sorprende di piú è di vedere sino ai nostri giorni degli storici seri parlare degli amori d'Aliénor con «un giovane Saraceno», con «un Turco battezzato col nome di Saladino», con «un buffone chiamato Saladino», ecc.[110]Quanto tempo è stato necessario perché la critica entrasse, nella storia, in pieno possesso dei suoi diritti!


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