Costanzo
E le lettere anonime? E le cameriere? E il caso? Dove li lasci questi elementi potentissimi di scoperta? Questi... Cristofori Colombi dell'infedeltà coniugale?
Gustavo
Credi a me: si trovano più nelle commedie che nella vita. C'entrano, qualche volta, come elementi complementari, rafforzativi, e ànno effetto laddove il dubbio s'è già infiltrato. Sono come la pioggia che fa germogliare più presto il seme, ma il seme è già nella terra... Ebbene! vedi: se a Campiani mandassero una lettera anonima, la distruggerebbe con disgusto, o, meglio ancòra, la mostrerebbe a sua moglie, per riderci su, dopo pranzo.
Costanzo
Lo credi?
Gustavo
Ne sono convinto. Tu non ài un'idea di quello che è Giulia per suo marito. È un poema di affettuosità, è una perfezione di cure, senza un'interruzione, senza una dimenticanza, senza un affievolimento, mai. E, d'altra parte, nell'amore è ardita. Nulla la fa indietreggiare, nulla la impaurisce, e si compromette, senza riguardi quando le occorra. Se io rimango otto giorni senza andarla a vedere, è capace di venire a cercarmi in istudio. Ce l'ài vista. Ma tornando a casa, ecco la donna, non lo nasconde; lo dice al marito, con grande naturalezza, trovando un pretesto alla sua visita, molto convincente. E, nota, dopo aver lasciato me, tornando al marito, non era certo nè immusonita, nè vergognosa, nè seccata. Anzi, chiacchierina, allegra, affettuosa. E quel giorno gliavrà, per colmo di previdenza, portato un piccolo regalo, un ninnolo, un nonnulla, per dimostrargli che lo à sempre in mente, che non pensa che a lui, vicina o lontana; e avrà trovato la parola più dolce, più affettuosa da susurrargli nell'orecchio, con un bacio. E lui, certo, senza essere uno scemo, anzi non essendolo punto, avrebbe potuto, dopo ciò, immaginare piuttosto la fine del mondo che non un'infedeltà di sua moglie.
Costanzo
E ti ama?
Gustavo
Non so: ma, per certo, nessuna donna innamorata à fatto meglio e di più di quello che Giulia à fatto per me.
Costanzo
Ebbene, è meraviglioso!
Gustavo
Vuoi dell'altro? L'anno scorso — ricordi? — andai a Brescia a discutere una causa. Ebbene: dopo poche ore ch'io ero là, mi vedo comparire Giulia: «Amor mio — mi dice — ò una cugina che abita qui. Sono venuta a passar qualche tempo con lei...» Che bella occasione, eh? E ci si è trattenuta tre giorni. Quando non ero in Tribunale ella stava con me: ma quando io ero occupato sai come spendeva il suo tempo? Scrivendo a suo marito, delle lettere di otto pagine, piene d'affetto, nelle quali gli raccontava cento fandonie graziose. Nella prima gli scriveva: «Sai che combinazione? Ò trovato qui Velati; l'ò presentato a Elena (la cugina) che lo trova molto simpatico: in confidenza mi pare che le faccia un po' di corte!» E nell'ultima, il dì avanti che ripartisse:«Ritorno domani: qui mi diverto, mi trovo bene, ma non posso rimanere di più: mi manchi tu, e Giannino.»
Costanzo
Meraviglioso!
Gustavo
E, nota, questa finzione continua che pare sfrontatezza, non deriva da corruzione dell'anima e non è un calcolo in lei. Ella è buona, molto buona d'indole... È così, senza accorgersene...
Costanzo
Caro mio, io mi domando se questa non è la moglie ideale!
Gustavo
Un ideale molto relativo!
Costanzo
Relativo, sì, com'è tutto relativo a questo mondo, l'onestà compresa. Dimmi: qual è l'ideale dello zoppo? quello di essere perfettamente diritto? Ma no, perchè egli sa bene che quell'ideale lì non lo raggiungerebbe mai. L'ideale dello zoppo è semplicemente quello di trovare un paio di scarpe colle quali possa camminare e parere diritto. Ora, in questa società corrotta in cui viviamo, piena di vizî contagiosi, e nella quale la donna respira coll'aria le tentazioni, e tutto congiura contro la sua onestà, la moglie perfettamente saggia e fedele è un'eccezione, è un idolo a cui bisogna erigere un altare. Chi la possiede è un essere privilegiato fuori delle leggi del mondo. Per i più, per la folla, l'ideale delle mogli dovrebbe ben essere questo: una donnache avendo un amante si conserva una buona moglie, affettuosa verso il marito; che evita gli scandali e l'infelicità dei figli, e mantiene la pace in casa, una pace vera e sincera, non fittizia e di convenzione come se ne vedono tante e sotto le quali covano odi e disprezzi. Non ti pare?
Gustavo
Però con quelle idee lì non prendere moglie.
Costanzo
Si capisce! È quello che faccio.
Un silenzio.
E tu ora devi... cioè vuoi lasciare questa donna?
Gustavo
Sì.
Costanzo
E perchè?
Gustavo
Perchè... la relazione dura da due anni e non può durar tutta la vita!
Costanzo
Semplicemente?... Ohè! amico, mi pare che negli affari di cuore tu non sia molto sincero!... Mi permetti di correggere? Vuoi lasciarla perchè non l'ami più.
Gustavo
E se fosse? Che colpa ne avrei? Si può comandare al cuore? L'ò amata due anni, con tutte le forze dell'anima, senza una infedeltà, neppure di pensiero. Non l'amo più; che colpa ce n'ò? Chi mi può condannare?
Costanzo
E chi ti condanna? E chi ti dice niente? Perdio! come sei irascibile.
Gustavo
Amico mio, la mia situazione è orribile. Ti giuro, ti giuro, Costanzo, che la noia, il disgusto di essere legato ad una donna che non ami più, sono più forti mille volte della gioia che ti dà il primo convegno con lei. L'amore passato tu lo odî come un usuraio che non ti riesce di ripagare e che ti succhia il sangue dalle vene!
Costanzo
Lo credo!
Gustavo
E poi... tutto ciò non mi va più. Ò trent'anni, non ò famiglia, questa vita in casa altrui mi pesa... Bisogna essere più giovani per trovarci attrattive. Debbo pensare ai casi miei, al mio avvenire...
Costanzo
Ò capito: vuoi prendere moglie.
Un silenzio.
Eh! amico mio, è sempre molto difficile il rompere una catena: con una donna simile lo deve essere anche di più. Forse il meglio è trovar del coraggio, e dirglielo.
Gustavo
Che cosa?
Costanzo
Che non l'ami più.
Gustavo
Ah! e tu credi che lo si possa trovare questo coraggio?... Ò diradate le mie visite, mi sono mostrato freddo verso di lei... Non à servito a nulla. Iersera, dopo otto giorni che la sfuggivo, sono andatoda lei, ben deciso a trovar modo di finirla...
Costanzo
Ebbene?
Gustavo
Ci siamo lasciati più amici di prima.
Un silenzio.
E vorrei trovar modo di finirla! Dopo tutto, essa non si merita questo disamore. Ed è forse più crudele la mia freddezza, che un colpo solo, decisivo... se trovassi il coraggio di darlo!... Le ò scritto stanotte, a lungo...
Costanzo
Per dirle che non l'ami più?
Gustavo
Ma no, ma no! Non si può dirlo, questo! Le ò scritto che è necessario ci lasciamo.
Costanzo
Verrà a cercarti e vi lascierete, sì, ma più amici di prima.
Gustavo
Per ora mi crede assente. Anche per questo non sono venuto in istudio oggi...
Ettore
dal fondo
Signor avvocato, una signora chiede di lei.
Gustavo
Dio santo! Persino in casa, questi clienti!
Costanzo
piano, furbesco
(È lei la cliente!)
Gustavo
(Ah! no! non è possibile!)
A Ettore
À dato il nome?
Ettore
Nossignore.
Gustavo
Le ài detto che ò gente?
Ettore
Sì, il signor avvocato Monticelli; mi rispose che lo sapeva.
Gustavo
A Costanzo
(Non è lei!)
A Ettore
Passi.
Ettore esce.
Costanzo
A buon conto, non potrei squagliarmi, io?
Gustavo
Da qual parte? E poi, se lo sa già che sei qui.
Entra Giulia.
Giulia,Gustavo,Costanzo
Giulia
«Honny soit qui mal y pense!» Caro avvocato!
A Gustavo
Buon giorno, Velati. State poco bene? Me l'anno detto al vostro studio, or ora. E in assenza vostra
a Costanzo
ò chiesto di voi.
Comicamente
Allora ò raccolte le idee: avevo urgente bisogno di parlare a Velati per un affare che gli sta a cuore. Potevo venirlo a cercare in casa sua?... Poichè ci avrei trovato un amico comune... Poichè nonsaremmo rimasti in due... Eh? Ò fatto bene? Ò fatto male?... Non lo so... Ma infine, siamo o non siamo amici? Bisogna bene sacrificare qualcosa all'amicizia.
a Costanzo
Vi pare?
Costanzo
Ma quando poi non si à nulla a temere!...
Giulia
lo fissa un momento, scrutandolo; poi, a Velati
Non siete andato a Torino?
A Costanzo
Doveva andarci anche lei?
Siede su una poltrona che Gustavo le offre.
Costanzo
Infatti.... Cioè.... si doveva partire.... doveva partire lui... ma un telegramma stamane... un rinvio...
Giulia
Ah! un rinvio! Ecco: ci avevo contato anch'io su codesto rinvio per
volgendosi a Gustavo
trovarvi oggi.
Un silenzio.
Dunque, vi ò detto, avevo urgente bisogno di parlarvi...
Vedendo che Costanzo raccoglie delle carte e si prepara a congedarsi.
Ve ne andate?... No, vedete, amico mio, volete fare il furbo... dirò meglio, l'uomo discreto... Non ne è proprio il caso. Dico a Velati ciò che ò da dirgli, e usciamo insieme. Volete?
Costanzo
Ai vostri ordini, signora.
Giulia
a Gustavo
Si tratta di vostro fratello... Oh! scusate:a questo non avevo pensato. Forse Monticelli...
Gustavo
Costanzo mi è troppo amico per non essere a parte d'ogni cosa mia.
Giulia
D'ogni cosa vostra?
Gustavo
Di tutto ciò che si confida all'amicizia quando l'amicizia può tornare d'aiuto. Ma ditemi dunque, vi prego.
Giulia
Ecco: come sapete, mio marito à assunte informazioni, iersera. E vi à detto che nulla aveva potuto sapere. Invece...
Gustavo
Invece?
Giulia
Non vi spaventate perchè non c'è nulla di grave. Seppe soltanto che si è messo in una operazione un poco arrischiata. Lì per lì, iersera, non volle dirvelo. Temeva ve ne preoccupaste troppo. L'à detto a me, dopo, aggiungendo che aveva già provveduto lui.
Gustavo
In che modo?
Giulia
Non so: non me ne intendo. Ma mi assicurò che nulla poteva accadere grazie alle misure che aveva creduto bene di prendere sùbito sùbito.
Gustavo
alzandosi
Ma bisogna dunque mi rechi da lui senza indugio.
Giulia
Non c'è. È partito stamane per Genova, prestissimo. Ma ò pensato, stanotte... Sapete, noi donne siamo tanto impressionabili, e almanacchiamo, almanacchiamo sempre... Ò pensato che forse, oggi, qualcuno poteva venire da voi ad informarvi, a spaventarvi inutilmente... Infine, ò temuto qualche grosso guaio... Allora, poichè mio marito era assente oggi, ò pensato di informarvi io, di venir subito a rassicurarvi... Sono stata al vostro studio, poi qui... Vi pare, Monticelli, che era uno stretto dovere d'amicizia?... Mi difenderete, mi giustificherete, voi, se occorrerà? Oh, a proposito! Mio marito voleva che pranzaste con noi, voi e Velati, domani: ma poichè lui doveva andare a Torino... Allora, poichè siete qui, vi aspettiamo. Ci vediamo domani, alle sei?
Costanzo
congedandosi
Vi ringrazio: con immenso piacere.
Giulia
Volete proprio andarvene? Non mi volete aspettare?
Si alza. Piano, tra il serio e il faceto
(Mi raccomando, non fate giudizî temerari... O, almeno, se li farete... con un po' di discrezione). A domani, dunque.
Costanzo
A domani.
A Gustavo
Vieni in istudio, poi?
Gustavo
Sì, tra poco. Ciao.
Costanzo esce.
GiuliaeGustavo.
Gustavo, impacciato, sta accanto allo scrittoio, in piedi. Giulia, in piedi pur essa, all'altro lato della scena, si guarda d'attorno, osservando ogni cosa. Intanto lascia cadere la pelliccia su una sedia. Lungo silenzio. Si muove, osserva sempre
Gustavo
Allora?
Giulia
Sto osservando la tua casa. Penso che è la seconda volta che ci vengo. La prima, due anni fa... Poi tu ài pensato che non era prudente vederci qui, di pienogiorno, e... siamo andati... laggiù... Ed ora ci ritorno, dopo due anni... È curioso!
Si muove, osserva sempre.
Com'è carino questo alloggetto! Lì è la tua camera da letto, nevvero? Là la biblioteca, e qui l'anticamera... Come ricordo bene, eh?... Qui c'erano deimarronsla prima volta... Erano preparati per me. E c'erano dei fiori... Per me, anche quelli... Oggi non mi aspettavi... Oh! questa poltroncina, non c'era allora.
Siede
Che delizia! Come ci si sta bene! E una sigaretta non me l'offri?
Gustavo
le porge la scatola.
Se vi fa male il fumare.
Giulia
Sì, è vero.
Prende una sigaretta
L'accendo appena... Così, per il color locale... E un zolfino non me lo dai?
Gustavo le porge la scatola dei fiammiferi.
Dio mio, accendilo! Credi che mi porti i zolfanelli in saccoccia?
Gustavo accende un fiammifero e l'avvicina alla sigaretta. Ma Giulia la scosta mano mano, obbligandolo a curvarsi su di lei, la faccia vicino alla faccia, quasi invitandolo ad un bacio. Gustavo butta il fiammifero e si allontana.
Che faccia scura! Sei di cattivo umore? Anche oggi? Stai ancòra poco bene? Vuoi che me ne vada?
Si alza.
Gustavo
Non avete ricevuta la mia lettera?
Giulia
Ah! sì... L'ò qui... L'ò scorsa appena.
Siede.
Gustavo
Avreste fatto bene di leggerla attentamente, e di ponderarla.
Giulia
Sono ancòra in tempo. Non l'ò distrutta.
Fa per togliersela di tasca.
Vuoi che la leggiamo insieme?
Gustavo
No, no! Dovevate leggerla seriamente, invece di venir qua.
Giulia
Benedetto ragazzo! Volevo assicurarmi che tu fossi a Torino.
Gustavo
Poichè vi avevo detto che ci andavo...
Giulia
Dovevo essere certa che rimarresti a Milano...
Gustavo
La mia lettera vi spiegava... Se l'aveste letta!...
Giulia
Ma sì, ma sì che l'ò letta. Non vi ò data importanza. Mi scrivi che dobbiamo lasciarci... Perchè? Per fare una cosa qualsiasi, a questo mondo, ci à da essere una ragione. Dunque? Perchè lasciarci? Che c'è di mutato tra noi?... Io ti amo, tu mi ami... Poichè mi ami, nevvero? O non mi ami più?...
Gustavo
Ve l'ò detto, forse?
Giulia
No, mai! Dunque mi ami. Perchè lasciarci?
Si alza, gli si avvicina, lo circonda.
Io ti perdono tutto. Come sono buona, nevvero? In questi giorni ài qualche preoccupazione, qualche causa che ti dà pensiero. Ebbene: stamane mi sono detta: Gustavo à tanto maggior bisogno d'affetto, di cure... e sono venuta.
Gustavo
E avete fatta un'altra di quelle enormi sciocchezze che vi rimprovero da qualche tempo, che compromettono la mia e la vostra tranquillità, che mi rovinano la vita.
Giulia
Nientemeno! Vediamo, vediamo, ragioniamo un poco! Ma siedi, santo Dio!Vieni qui, accanto a me, così... E poi smetti quel «voi» così antipatico: eh?
Un silenzio.
Mio marito è a Genova.
Gustavo
Ebbene?
Giulia
Ebbene? «Que tu es bête!» Potevo venire...
Gustavo
E dimentichi che abito nel centro di Milano, che qualcuno può averti veduta salire, che tutti conoscono la nostra relazione, perchè tu non ti sei granchè curata di nasconderla: che ci sono dei maligni...
Giulia
Vedi, se c'è cosa che non temo, è questa. Perchè i maligni ci trovano gusto asvelare ciò che credono un segreto per i più, ci trovano gusto a rovinare una donna che mette ogni cura a fingere, a nascondere le sue colpe: ma non si disturbano punto per chi non mostra di aver paura.
Gustavo
Bella teoria! Comoda, soprattutto.
Giulia
Soprattutto giusta. E poi, tu sai benissimo che potrei dire a mio marito d'essere venuta...
Gustavo
Qui?! In casa mia?!
Giulia
In istudio... Anche qui, nel peggiore dei casi... D'averti veduto, insomma.
Gustavo
Con che scusa?
Giulia
Con quella che ò detta a Monticelli.
Gustavo
Ah! E credi che basterà?
Giulia
Per Monticelli che... sa, no: ma non me ne importa. Per mio marito, che non dubita neppure, sarebbe anche troppo convincente.
Gustavo
E giochi la tua vita, così, il tuo avvenire, per un capriccio, per il gusto di commettere una pazzia?
Giulia
con passione
Poichè ti amo! Poichè avevo bisognodi vederti! Non avrei potuto rimanere in casa, senza vederti, tutto il giorno, dubbiosa per tutto quanto mi avevi detto ieri, tormentata da quello che mi ài scritto. Così invece, torno a casa contenta. Adesso sono contenta e tranquilla.
Gustavo
alzandosi
Dio santo! che strano modo di ragionare tu ài! E che supplizio, che supplizio...
Giulia
lo interrompe, buttandogli le braccia al collo
Povera vittima, povera vittima! Che supplizio essere amato così, nevvero?... Ài ragione, ti amo troppo, ti amo troppo!
Gustavo
Dio! Dio! Che donna sei!... Ma vattene, adesso. È già molto che sei qui.
Giulia
Oh, un quarto d'ora! Lasciami star qui ancòra un pochino. Dieci minuti... cinque minuti... eh?
Gustavo
No, no, debbo andarmene anch'io. Ti prego, vattene, vattene, Giulia.
Giulia
Un po' disillusa, riprende la pelliccia e sta per indossarla. Ma è vicina alla scrivania, su cui sono delle carte. Allora abbandona di nuovo la pelliccia e si mette a frugare tra le carte, a osservare.
Gustavo
Che fai, adesso? Che cerchi?
Giulia
Niente... così!...
Siede dinanzi allo scrittoio.
Guardo se ci sono lettere... se mi tradisci.
Gustavo
Sì, quest'altra, adesso!
Giulia
Ti secca? Se non c'è niente non devi aver paura...
Accennando a un cassetto chiuso
Mi apri questo?
Gustavo
Ma non c'è niente.
Giulia
Niente niente?
Gustavo
Dei conti.
Giulia
Aprire! aprire!
Gustavo
E poi te ne vai, nevvero?
Giulia
Sì, te lo prometto. Aprire!
Gustavo apre il cassetto. Giulia osserva le carte che vi son entro
Conti, conti, conti... pagati. Che bravo! come seirangé!
Gustavo
Così, basta.
Giulia
Un momento un momento!... E questa? Questo foglietto rosa?
Gustavo
Be' guarda, presto.
Giulia
Posso guardarlo? Allora non è compromettente.
Sta per riporlo, poi si pente.
Però!...
Lo spiega, legge.
Guglianetti.... Ah!
Gustavo
Ti basta?
Giulia
Sì.
Gustavo
richiude e si allontana.
Vai, adesso?
Giulia
Adesso sì.
S'indugia, gli occhi fissi sulla scrivania.
Gustavo
Dunque?
Giulia
osservando la carta sorbente
Puoi distruggere le lettere che ricevi; ma a chi scrivi, tu? La carta assorbente può rivelare molte cose.
Gustavo fa un gesto di noia e va alla finestra, impaziente, guardando fuori, distratto.
Giulia
tentando di leggere
«Affe-zio-natiss... Gustavo...»
Rigira il foglio in tutti i sensi.
«Avv... avv...»
À un'idea: prende un piccolo specchio che è sullo scrittoio, vi appoggia sopra la carta sorbente, sulla costa, e vi legge dentro le parole che così rimangono sul dritto.
«Cariss-si-mo Co-stan-zo, passare... giove-dì... 28... Car... car... cara?...
A Gustavo
È caro o cara?
Gustavo
Ti prego, smetti.
Giulia
Ma è caro o cara?
Gustavo
con impeto, spaventato
Giulia!!
Giulia
Che c'è?
Gustavo
Tuo marito!
Giulia
Ah!!
Ripone di furia lo specchio e la carta
Gustavo
osservando dalla finestra
Parla colla portinaia.
Giulia
Dio mio! non è partito!?
Rimane allibita, esterrefatta
Gustavo
c. s.
Essa gli indica la scala...
Giulia
Sa tutto!... À finto di partire... Viene a sorprenderci... Dio! Dio!
Prende la pelliccia, l'indossa.
Viene? Viene?
Gustavo
Parla ancòra!
Scostandosi dalla finestra, piglia Giulia, violento, per un braccio.
Lo vedi! Lo vedi, che ài fatto!... Nasconditi!
Giulia
smarrita
Dove?
Gustavo
Là, là, in biblioteca.
Giulia
No, no, può venirci... Qui, qui è meglio...
Si dirige alla porta di sinistra.
Guarda: sale?
Gustavo
alla finestra
Sì, adesso.
Giulia
Dio!... Com'è? Che faccia à?
Gustavo
Non lo vedo più... Presto!
Giulia
già sulla soglia a destra, rifacendosi a un tratto, con un lampo negli occhi
Che sciocca! O lo sa, e mi cercherebbe... O non lo sa, e allora...
Gustavo
agitatissimo
E allora, trovandoti qui?
Giulia
E se lo sapesse poi da altri, per combinazione, che ero qui? Come giustificarmi, dopo, d'essere nascosta in casa tua? Meglio che mi ci trovi, qui, apertamente, senza misteri. Mi rimprovererà, ma non dubiterà. Rimango!
Gustavo
Qui?
Giulia
Sì... sono venuta per tuo fratello.
Gustavo
Qui? In casa mia? Lo crederà?
Giulia
Sì, sì, lo crederà. Ad ogni modo è meglio così.
Siede, volgendo il dorso della poltrona verso la porta del fondo, in modo da non essere veduta da Andrea.
Qui qui, siedi, presto!
Gustavo
Sei pazza!?
Giulia
Che faccia ò?
Ettore
dal fondo
Il signor Campiani chiede di lei.
Giulia
piano, concitata
(Fallo passare, presto!)
Gustavo
Passi.
Giulia
Vagli incontro.
Giulia, Andrea, Gustavo
Andrea
Disturbo?
Gustavo
Le pare!
Andrea
avanzandosi
La portinaia mi disse che sta poco bene... Fui lì lì per andarmene...
Gustavo
stringendo la mano che Andrea gli porge
Sto assai meglio...
Giulia è rimasta cogli occhi fissi, in un'ansia febbrile, in attesa delle prime parole diAndrea. Udendole, il suo viso si è spianato a poco a poco; ora, rassicurata, à riacquistato il suo sangue freddo. Senza volgersi, adesso, allunga il braccio e porge la mano ad Andrea.
Giulia
Buon giorno.
Andrea
stupito, serissimo
Tu?! Giulia?!
Giulia
Non sei a Genova?
Andrea
c. s.
Ma tu, come sei qui?
Giulia
Io? Probabilmente per la stessa ragione che à condotto te. Le tue parole d'ierserariguardo al fratello di Velati mi ànno messa in apprensione... Non ò dormito tutta la notte. Stamane ebbi paura che potesse accadere qualcosa... Sei uscito presto, io ti credevo assente... Infine, mi sono detta: bisogna avvertire Velati. Mi sono recata al suo studio: non c'era, sono venuta qui... Ma tu, come mai non sei a Genova?
Andrea
sempre un po' agitato
Sono passato in istudio, prima d'andare alla stazione: nella notte era arrivato un dispaccio che mi fece sospendere la partenza...
Giulia
Se tu me ne avessi avvertito... sapendoti qui mi sarei tranquillata.
Andrea
Alle dieci sono rientrato. Non c'eri.
Giulia
Ò accompagnato Giannino alla scuola, poi sono stata allo studio di Velati...
Andrea
severo
Il che mi prova ancora una volta che con le donne non bisognerebbe mai parlare che del bello e del brutto tempo... Specialmente poi colle donne molto impressionabili.
Giulia
fintamente ingenua
Perchè?
Andrea
Perchè... non c'era una ragione che parlassi tu a Velati di ciò... e soprattutto non dovevi venir qui... Perdoni, avvocato...
Giulia
ingenuamente, interrogando
Ma...?
Andrea
Oh! Giulia, sei troppo intelligente perchè debba dirti di più... Dovevi scrivere a Velati pregandolo di passare da noi...
Giulia
Sono stata al suo studio...
Andrea
interrompendola, severo
E poichè non ce l'ài trovato...
Si arresta, la fissa con aria di rimprovero e come chi non ammette replica. Poi si volge a Gustavo
Dunque, avvocato...
Gustavo
porgendogli una sedia
La prego...
Andrea
Grazie.
Siede
Giulia le à detto?...
Gustavo
La signora aveva cominciato, infatti... ma è giunta or ora... Io non ò parole per ringraziarla di quanto à fatto...
Andrea
Per carità, non si tratta di ciò. Si tratta di provvedere.
Gustavo
C'è dunque pericolo?
Andrea
No. Ma poichè non sono partito ò pensato che agendo oggi era un giorno guadagnato. Mi recai al suo studio, credendolaassente, per sapere dove avrei potuto scriverle...
Gustavo
Infatti... un improvviso rimando...
Andrea
Mi occorre una sua autorizzazione.
Gustavo
Ma faccia lei...
Andrea
Se vuole che le spieghi tutto il meccanismo dell'operazione...
Gustavo
Non ne capirei nulla. Piuttosto, mi dica, occorre del danaro?
Andrea
Mi basta che ella mi autorizzi ad agire come mi pare utile. E, ove occorra, la troverei in istudio più tardi?
Gustavo
Ci andrò ora e ci rimarrò sino alle sette.
Andrea
alzandosi
Non è improbabile che le faccia una nuova visita tra poche ore.
Gustavo
Come posso ringraziarla? Ma... mi dica, occorrerà certamente del danaro?
Andrea
No, la sua firma soltanto, per rimandare una scadenza a gennaio: e nel frattempo...
Gustavo
Posso venire io in cerca di lei...
Andrea
Se crede: al mio ufficio verso le cinque.
Gustavo
Senza dubbio.
Andrea
Giulia?...
Si volge, la vede col fazzoletto agli occhi
Che c'è?
Giulia si alza, si asciuga le lagrime. Andrea la fissa un momento, poi, ancor serio, ma con bonomia
Bambina!
A Velati porgendogli la mano
Avvocato.
Gustavo
Di nuovo, tanti ringraziamenti.
Andrea
Ma non ne parli!
Abbassando un poco la voce, in tono di mistero
A proposito: voglio essere il primo a farle delle congratulazioni.
Gustavo
Delle congratulazioni?
Andrea
Forse sono premature; ma ò avute certe confidenze da un buon papà, amico mio...
Gustavo
impacciato
Davvero...
Andrea
Via!
Giulia
che à spalancato tanto d'occhi, attentissima
È fidanzato?!
Infila il suo braccio in quello di Andrea
Andrea
No, per ora: ma pare che qualcosa in vista ci sia... Anzi certe assiduità farebbero supporre...
Giulia
La Bianchi!
Andrea
Ecco! subito dei nomi! Poichè vuole il segreto, il nostro avvocato...
Gustavo
Ma l'accerto... Sono un buon amico di casa, nulla più...
Giulia
Oh si sapeva ch'era molto assiduo... Le mie congratulazioni...
Gustavo
Sono molto premature, le assicuro...
Andrea
Vedremo, vedremo!... Dunque, viene da me, più tardi?
Gustavo
Senza fallo.
Giulia intanto, senza farsi scorgere, à lasciato cadere il manicotto su di una poltrona. Poi si avvia al fondo, sempre al braccio di Andrea.
Giulia
Arrivederci domani.
Tutti e tre escono dalla porta del fondo, ripetendo i saluti. Poi s'ode la voce di Giulia in anticamera
Giulia
Ah! il mio manicotto!
e rientra preceduta da Gustavo che corre a cercarlo.
Guardi, dev'essere là... su quella poltrona.
Gustavo lo trova e glie lo reca. Giulia, colla sinistra tiene ferma e abbassata la cortina che chiude la porta; colla destra prende il manicotto e sbattendolo violentemente sul viso a Gustavo, gli susurra, violenta
Non credere di sposarla!
Ed esce. Cala la tela.
Fine del secondo atto.
Salotto nella casa di Andrea Campiani.
GiuliaeCostanzo.
Suono di campanello elettrico all'interno.
Giulia
a Costanzo che entra dalla porta del fondo
Ah! voi, avvocato? Solo? Così presto?
Costanzo
Come va?
Giulia
Benissimo. Solo?
Costanzo
Solo... per ora. Perdonate, mi sembrate molto agitata, in orgasmo.
Giulia
No, affatto.
Costanzo
Perchè, in tal caso, vi domanderei come un immenso favore, di essere calma e di volermi ascoltare.
Giulia
Che avete da dirmi? Non venite a pranzo? Velati non viene?
Costanzo
discreto
Un po' di calma, vi ò chiesta.
Giulia
Ma se sono calmissima!
Costanzo
Non pare. Vostro marito è fuori?
Giulia
Sì.
Costanzo
E...?
Giulia
Che cosa?
Costanzo
Non è... accaduto niente?
Giulia
Di che?
Costanzo
Dopo... quanto avvenne ieri?
Giulia
Che poteva accadere?
Costanzo
Non so... Un sospetto... un dubbio...
Giulia
Mio marito non à mai dubitato di me.
Costanzo
Perchè Gustavo era in grande apprensione...
Giulia
Oh! a torto. Il modo stesso come jeri si è comportato mio marito...
Costanzo
Appunto! Gli pareva molto preoccupato.
Giulia
Per l'imprudenza ch'io avevo commessa. Null'altro.
Costanzo
Ma Gustavo temeva che ripensandoci poi, a mente calma...
Giulia
Mio caro, sta alla moglie di ispirare e di guidare i pensieri del marito.
Costanzo
Ah!... Ma... sapete... temeva che il vostro contegno, dopo... Eravate così in orgasmo: temeva che non vi foste saputa dominare, per disgrazia...
Giulia
Mi conosce assai male il vostro amico.
Costanzo
Anzi, crede di conoscervi assai bene... Ma un avvenimento come quello d'jeri era un caso così nuovo...
Giulia
Non mi dimentico mai, nelle piccole come nelle grandi circostanze... E poi, amico mio, ci vuol altro che un incidente, sia pure serio, per distruggere una fiducia così grande quale io ò saputo acquistarmi. Ed è per questo che non temo, e che posso arrischiar molto quando occorre... o anche semplicemente quando ne ò voglia... Ma quanti timori, quanti timori, quel vostro buon amico! L'idea di una sciabolata lo spaventa dunque molto!
Costanzo
Non per lui, certamente!... È un gentiluomo, un uomo di cuore...
Giulia
Un uomo di cuore! Lo credete? Sul serio? Ma non perdiamoci in ciarle. Verrà? Avete ricevuto il mio biglietto? Glie lo avete comunicato?
Costanzo
Sì.
Giulia
Già, ò scritto a voi perchè ò immaginato ch'eravate a parte di tutto... Oh! non glie ne faccio un rimprovero d'essersi confidato a voi. È una fortuna — anzi — che avete voialtri uomini — e che non abbiamo noi donne — di potervi confidare ad un amico, di potergli chiedere aiuto e consiglio... E ne à tanto bisogno, lui, di consigli!... Dunque, verrà?
Costanzo
Se lo imporrete.
Giulia
Certamente, lo impongo. Mi preme troppo che non manchi. Mio marito l'à invitato a pranzo per oggi, con voi. Se non venisse, dopo quello che è accaduto jeri, allora sì che le cose prenderebbero un aspetto strano. Mio marito, non vedendolo... Oh! infine, ò bisogno che tutto cammini molto liscio, che nulla, nulla possa far ritornare il pensiero di mio marito sull'incidente di jeri. Che egli venga dunque, come se nulla fosse accaduto.
Costanzo
Oh, per questo si potrebbe inventare una buona scusa, ed evitare un incontro forse penoso.
Giulia
Penoso? Perchè?
Costanzo
E voi, d'altronde, avete tanto potere su vostro marito... L'avete detto voi stessa...
Giulia
Ah! debbo sempre essere io sola a lottare? io sola a cavarmi d'impiccio? No, no, venga lui, mi aiuti, ne à l'obbligo. Ah! lo capisco, egli ne farebbe a meno tanto volentieri di venire! Gli secca di trovarsi in faccia a me, oggi! L'avevo preveduto. Per questo vi ò scritto, stamane. E ò scritto a voi perchè so che avete qualche influenza su di lui, e potevate farlo ragionare. Dite a Velati che non manchi. E guai a lui se non venisse!
Costanzo
Guai a lui! Mi spaventate! Che fareste?
Giulia
Non so. Potrebbe accadere ch'io fossi così irritata, così disgustata, non pel suo disamore — no — ma pel suo egoismo, da non riuscire a nasconderlo a mio marito, da non essere con lui quale debbo e fui sempre. E allora? Le conseguenze? È disposto a sopportarle il vostro amico? D'altronde, a che non venire oggi? dovrebbe pur venire domani, posdomani. Perchè non sarà così ingenuo da credere che cessando di essere il... mio amante, cesserebbe anche di essere l'amico di casa nostra? Ò fatto tanto per non compromettermi durante questa relazione, non voglio mica compromettermi ora che è finita.
Costanzo
Ma...
Giulia
Eh! caro mio, quando si è stato l'amante di una donna come me bisogna sopportarne le conseguenze. Si sposerà: allora, vita nuova. Non ci presenterà sua moglie, non me ne importerà nulla... A poco a poco diraderà le sue visite, non verrà più, non ci vedremo più... Ma per ora no. Fateglielo ben entrare nella testa: per ora dovrà dividere le sue cure tra la fidanzata... e me! Anzi, e noi! Non c'è rimedio, mio caro...
Entra Andrea dalla porta del fondo
Oh, Andrea, è qui Monticelli...