Chapter 4

Il referendario rimase interdetto.

— Il signor di Soulanges lo prese non ha guari sulla mia tavoletta e mi disse d'averlo perduto.

— Siete in errore, madama, disse Marziale, piccato, l'ho avuto da madama de Vaudremont.

— Precisamente, replicò ella sorridendo. Mio marito si è fatto prestare da me questo anello, l'ha regalato a lei, essa ve ne ha fatto un dono; il mio anello ha viaggiato, ecco tutto. Questo anello mi insegnerà forse tutto ciò che ignoro e mi apprenderà il segreto di piacer sempre. Signore, riprese, se non fosse stato mio, siate certo che non avrei arrischiato di pagarlo così caro, giacchè, a quanto si dice, una giovane presso voi è in pericolo. Ma ecco, continuò facendo scattare una molla nascosta sotto la pietra, vi sono ancora i capelli del signor di Soulanges.

E si slanciò nelle sale con tanta prestezza che pareva inutile tentare di raggiungerla, e d'altronde Marziale confuso non era in vena di proseguire l'avventura. Il riso di madama de Soulanges aveva trovato un'eco nel gabinetto, in cui il giovine bellimbusto scorse fra due arboscelli il colonnello e madama de Vaudremont che ridevano di tutto cuore.

— Vuoi il mio cavallo per correre dietro alla tua conquista? gli disse il colonnello.

La buona grazia con cui il barone sopportò le celie con cui l'assalirono madama de Vaudremont e Montcornet gli valse la loro discrezione su quella serata, nella quale il suo amico scambiò il cavallo di battaglia con una donna giovine, ricca e bella.

Mentre la contessa di Soulanges varcava l'intervallo che separa la Chaussée d'Antin dal sobborgo San Germano, in cui dimorava, fu in preda alle più vive inquietudini. Prima di abbandonare il palazzo di Gondreville ne aveva percorse le sale senza incontrarvi nè sua zia nè suo marito, partiti senza di lei. Dei terribili presentimenti vennero allora a tormentare la sua anima ingenua. Testimonio discreto delle sofferenze provate da suo marito dal giorno che madama de Vaudremont l'aveva attaccato al suo carro, sperava che un prossimo pentimento le avrebbe ricondotto lo sposo. Era quindi con una incredibile ripugnanza che aveva acconsentito al piano concepito da sua zia, madama di Grandlieu, ed in quel momento temeva di aver commesso un errore.

Quella serata aveva rattristata la sua anima candida. Sgomentata da principio dall'aria sofferente e cupa del conte di Soulanges, lo fu ancora più dalla bellezza della sua rivale, e la corruzione del gran mondo le stringeva il cuore. Passando sul Ponte Reale, buttò via i capelli profanati che si trovavano sotto il diamante, già offerto come pegno di puro amore. Pianse ricordando le vive sofferenze alle quali era da lungo tempo in preda, e fremette pensando che il dovere delle donne le quali vogliono ottenere la pace in casa le costringeva a seppellire nel fondo del cuore angoscie crudeli come la sua.

— Ahimè! diceva, come possono fare le donne che non amano? Dov'è la sorgente della loro indulgenza? Io non posso credere, come dice mia zia, che basti la ragione per sostenerle in tali abnegazioni.

Sospirava ancora quando il suo servitore abbassò l'elegante predella dalla quale si lanciò nel vestibolo del suo palazzo. Salì precipitosamente le scale, e quando giunse nella sua camera, trasalì di terrore vedendo suo marito seduto presso il camino.

— Da quando, mia cara, andate al ballo senza di me, senza prevenirmi? chiese con voce alterata. Sappiate che una donna senza suo marito è sempre spostata. Voi eravate singolarmente compromessa nell'angolo oscuro in cui vi eravate cacciata.

— Oh mio buon Leone, ella disse con voce carezzevole, non ho potuto resistere al piacere di vederti senza che tu mi vedessi. Mia zia mi ha condotta a questo ballo, e vi sono stata ben fortunata.

Queste parole disarmarono gli sguardi del conte della loro severità fittizia, giacchè egli si era fatto a sè stesso vivi rimproveri udendo il ritorno di sua moglie, che senza dubbio al ballo era stata informata di una infedeltà che egli sperava averle occultata, e giusta il costume degli amanti che si sentono in colpa tentava, movendo pel primo querela alla contessa, di evitare la sua collera troppo giusta. Guardò in silenzio sua moglie che gli parve più bella che mai. Felice di vedere suo marito sorridente e di trovarlo a quell'ora in una camera dove da qualche tempo veniva con minor frequenza, la contessa lo guardò così teneramente che arrossì ed abbassò gli occhi. Questa clemenza inebbriò tanto più Soulanges in quanto che succedeva ai tormenti che aveva provati durante il ballo; prese la mano di sua moglie e la baciò per riconoscenza; non si trova spesso della riconosoenza nell'amore?

— Ortensia, che hai al dito che mi ha fatto tanto male alle labbra? chiese ridendo.

— Il mio diamante, che tu dicevi perduto ed io ho ritrovato.

Il generale Montcornet non sposò madama de Vaudremont, ad onta della buona intelligenza nella quale ambedue vissero per alcuni momenti, giacchè essa fu una delle vittime dello spaventevole incendio che rese eternamente celebre il balio dato dall'ambasciatore d'Austria, in occasione del matrimonio dell'imperatore Napoleone colla figlia dell'imperatore Francesco II.


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