ATTO II.

ATTO II.Lo studio di Stefano Baldi: d'una eleganza sopraffina e severa. Ha qualche cosa di solenne e di mistico. Una porta alla parete laterale sinistra: due porte alla parete laterale destra, di cui la seconda, presso l'angolo della stanza, è «la comune». Nel centro della parete in fondo, una molto più grande porta a due battenti che si aprono in dentro, la quale dà sul terrazzino del parco. (È quella che si vedeva al primo atto.) Dalla soglia, si entra discendendo un gradino[1]. La camera è fatta per il silenzio e per il raccoglimento. Ci sono degli austeri ampii scaffali pieni di libri. Parecchi altri libri ben rilegati sono disordinatamente sparsi su alcune sedie. Verso il lato sinistro, un'immensa scrivania finemente intarsiata. Quasi nel mezzo, un divano. Qua e là, qualche pianta pregevole, qualche snella statuina simbolica, qualche ninnolo prezioso.È sera. Una sola lampada elettrica è accesa.SCENA I.VALENTINO e ROMOLO.(Si apre la porta che dà sul parco e comparisceValentino.)Valentino(in giubba e cravatta bianca, con un paltoncino leggero e miserello e in testa un vecchio gibus, affaccendatissimo chiama a destra e a sinistra:)Romolo! Romolino!... Romolone!...(Toccando reiteratamente il bottone del campanello)Vil servitore dall'augusto nome!... Signora Teresa!... Signora Teresa!...Romolo(dalla comune, con la sua aria indolente ed importante)Se la signora Teresa non risponde, è chiaro che non c'è.ValentinoNon è possibile.RomoloÈ uscita, è uscita.ValentinoQuando?RomoloDopo un'oretta ch'era andato via il signor Stefano.ValentinoOh, questa è curiosa!RomoloPerchè? Doveva domandare il permesso a te?ValentinoNon fare lo spiritoso, e non darmi del tu. Ti proibisco di darmi del tu, e t'impongo di rispettare in me il segretario capo del sommo poeta.RomoloBuuum!ValentinoAl tuo posto!RomoloVa bene.ValentinoInfilati la tua livrea di gala, mammalucco, apri la porta principale del villino, accendi tutti i fanali del parco e illumina il salotto. Son gli ordini del tuo padrone, che tra poco tornerà a casa con un personaggio della più alta importanza.RomoloE tu non te la metti la tua livrea?ValentinoContinui a darmi del tu?!Romolo(dandogli le spalle per uscire)Ammàzzati!ValentinoQuesto non te lo posso promettere, perchè ho una paura matta della morte.Romolo(va via dalla comune.)Valentino(tra sè togliendosi il gibus, — caricatamente)Nel santuario, faccio luce io.(Volta una chiavetta della luce elettrica. Molte lampadine scintillano.)SCENA II.VALENTINO e TERESA.Teresa(entra dal fondo, emozionata, col cappello un po' a sghimbescio, con un aspetto stralunato. Vedendo Valentino, va a lui premurosamente.)Dunque?... Dunque?... Raccontatemi... raccontatemi il successo...Valentino(un po' colpito dallo strano aspetto di lei)Che ne sapete che era proprio entusiasmo?TeresaNe sono sicura come se io fossi stata lì.ValentinoMa, a proposito!... La principessa Heller non vi aveva invitata?TeresaDirettamente no, perchè non ci conosciamo. Ma Stefano mi aveva avvertita che lei, gentilmente, aspettava anche me.ValentinoEbbene?TeresaAll'ultimo momento, quando ero già vestita, egli non ha voluto condurmi.ValentinoNon ha voluto?!TeresaLa mia toletta non era abbastanza elegante, non era abbastanza alla moda. Gli sembravo una serva.ValentinoVi ha detto che gli sembravate una serva?TeresaMe l'ha detto, sì.ValentinoQuel benedettissimo uomo è verso di voi d'una indelicatezza imperdonabile.TeresaNo, Valentino. Avete torto. Già, premettiamo che nessuno di noi ha il diritto d'essere severo con lui, perchè nessuno di noi è al caso di giudicarlo. Ma poi, come si potrebbe rimproverargli d'avermi impedito di fare una cattiva figura? La principessa, per rendergli omaggio, aveva dovuto riunire nel suo salone la gente più fine che lo frequenta. Che avrebbero detto di me e di lui se io avessi fatta la mia apparizione così mal vestita?ValentinoMa allora non state a lesinare il centesimo per tutto ciò che riguarda voi. Fatevi dare da Stefano dei biglietti da mille e ordinatevi delle tolette a Parigi.TeresaA Parigi, no. Ma da una buona sarta, sì. E ho già provveduto. Mi sono ordinata una magnifica toletta! Ora che Stefano è lanciato nell'alta società, voglio essere preparata. Io non lo seccherò mai; ma se qualche volta mi condurrà con lui, capirete, ne avrò molto piacere.ValentinoE quando ve la siete ordinata questa toletta?TeresaStasera.ValentinoCome, come?! Perciò siete uscita stasera?!TeresaSì.ValentinoE non potevate aspettare domani? Siete corsa dalla sarta con l'urgenza con cui si corre dal dentistaper farsi cavare un dente che dà degli spasimi?Teresa(mortificata, quasi volendo giustificarsi)Quando sono rimasta sola, mi son sentita così oppressa, così avvilita!... Quel brutto abito, che mi aveva vietata la gioia immensa di veder festeggiare il mio Stefano, mi pesava addosso, mi soffocava, mi faceva pensare alla mia pochezza, alla mia inettitudine.... Io me lo sono tolto rabbiosamente, stracciandolo, facendolo a brandelli, e poi... e poi, non so,... credo di aver pianto. Credo anche d'essere stata presa da un capogiro... da un deliquio.... Non ricordo. Il certo è che mi son trovata distesa a terra, diritta, supina, come stanno i morti sul cataletto. Avevo un gran peso alla testa, un gran dolore qui....(Si tocca l'occipite.)Provavo una sensazione di curiosità confusa nel rivedere intorno a me le stesse cose di prima.... Mi pareva di tornare alla vita dopo una lunga assenza. E appena mi son potuta sollevare... ho avuto l'idea d'andare da una sarta.(Come intontita)Ci sono andata, ecco. Perchè ve ne meravigliate tanto?ValentinoPiù che meravigliarmene, me ne impensierisco. Da parecchi giorni, siete così eccitabile, così eccessiva in tutto quello che fate.... Gli è che vi accendetetroppo per questi primi successi di Stefano, e anche soffrite troppo per il contegno che egli ha con voi.Teresa(dissimulando)Chi ve lo dice che io soffra?ValentinoLo vedo, perchè la vostra salute deperisce; e senza volerlo voi stessa me l'avete detto col racconto di ciò che vi è occorso.TeresaMa vi raccomando, veh! Che Stefano non sappia....ValentinoState tranquilla. Vi pare che oserei di richiamare la sua attenzione sugli episodi di questa bassa terra dopo che la principessa Heller lo ha battezzato gran poeta?Teresa(togliendosi il cappello)E intanto non mi avete ancora raccontato nulla. Dite, dite: è... soddisfatto?... è felice?...ValentinoLo credo bene. È stata un'apoteosi. Che cosa poteva volere di più?TeresaUn'apoteosi meritata!ValentinoNon è improbabile. Io come io, i suoi versi non li ho capiti mai; e stasera, recitati da lui, li ho capiti anche meno del solito. Ma questo non significa niente!TeresaNon è nè da voi nè da me che Stefano vuole essere compreso. Se scrivesse per noi altri miserelli, non avrebbe quel genio che ha.ValentinoMa stasera, dalla principessa, ohè!, ce n'erano dei pezzi grossi! Perfino un ministro!TeresaIl ministro della Pubblica Istruzione?ValentinoNossignora. Era il ministro della Guerra.TeresaCom'è possibile!?ValentinoVi assicuro ch'era il ministro della Guerra. Quando Stefano ha finito di leggere il primo canto del poema che ora ha cominciato a scrivere e che s'intitola, mi pare,Il poema della forza, il ministro ha pronunziate queste precise parole: «Per una nazione civile, il vostro canto vale un esercito di cinquecentomila uomini!» Dunque, era il ministro della Guerra, che diamine!TeresaE raccontate il resto, Valentino. Molta gente, non è vero?ValentinoUn pubblico straordinario. Questa principessa, venuta non si sa da dove, in due o tre anni, ha conquistato mezzo mondo. C'erano giornalisti, scrittori, artisti d'ogni sorta, un editore venuto appostada Milano, parecchie dozzine di principi e marchesi, un gruppo di giovani soprannominati esteti, che con le faccine sbiadite tirate a pulimento e gli occhi rivolti al cielo parevano delle fanciulle sedicenni, e poi un numero enorme di signore stupende, di signore scollacciate sin qui...(segna la scollacciatura esagerandola)che facevano venire le vertigini. E bisognava vedere come tutta questa gente farneticava intorno a Stefano....Teresa(inebriandosi al racconto e interrompendo)E lei, lei, la principessa?ValentinoFiguratevi una regina inchinata al cospetto d'un imperatore!TeresaIn fondo, dev'essere un angelo!ValentinoMolto in fondo.TeresaUna grande bellezza, dicono.ValentinoO Dio, non c'è malaccio.... Del resto, giudicherete voi stessa, perchè tra poco(con importanza)la vedrete qui.TeresaEssa verrà qui stasera?!(Battendo le mani infantilmente)Che fortuna, che fortuna, Valentino!...(Mutando tono)Ma no, voi mi prendete in giro.ValentinoSignora Teresa! Come vi salta in testa che io mi possa permettere di prendervi in giro? La cosa è semplicissima. La principessa Heller ha espresso il desiderio di ricondurre a casa nella sua carrozza il poeta e di visitarne lo studio in questa serata memorabile: egli ha acconsentito,... e non c'è altro.TeresaDunque, è proprio certo che verrà?ValentinoCertissimo.TeresaE non gioite? Non gioite anche voi?Valentino(di mala voglia)Sì, sì gioisco.(Battendo le mani come ha fatto lei)Che fortuna! che fortuna!...Teresa(animandosi sempre più e dandosi da fare agitatamente)Sicchè, bisogna prepararsi?ValentinoIo ho preso apposta ilcoupédi Stefano per venire a disporre il ricevimento.Teresa(guarda alla porta a destra e verso il parco, dove, tra il fogliame, una grossa lampada biancheggia.)Ah, bravo, avete già fatto illuminare....ValentinoTriplicata illuminazione!Teresa(affaccendatissima)Un po' d'ordine sulla scrivania.(Esegue)E questi libri... questi libri sulle sedie....ValentinoLasciate, lasciate.... Dànno più carattere.TeresaAvete avvertito Romolo?ValentinoGli ho imposta la livrea di gala.TeresaQualche mazzo di fiori ci vorrebbe.ValentinoMa che è? Uno sposalizio?TeresaEd io?... Con quest'abito dimesso!...ValentinoVoi siete in casa vostra.TeresaChe importa! Così non sono presentabile.ValentinoSecondo me, state benissimo.TeresaRicordatevi, Valentino, ch'io sono la moglie di Stefano Baldi!ValentinoÈ un bel posto, ma io non lo accetterei.TeresaVoi non siete che il suo segretario, eppure stasera avete indossato il vostrofrac.ValentinoSe lo volete indossare voi, ve lo cedo volentieri.TeresaNon scherziamo ora. Io devo mutarmi l'abito, vi dico.ValentinoE mutatevelo.Teresa(in fretta per uscire)Un momentino, un momentino solamente, e sarò pronta.ValentinoMa non fate a tempo, sapete. Sento nel parco uno scalpitìo di cavalli.(Corre all'uscio in fondo)Ecco: è la carrozza della principessa.TeresaPoveretta me!... Come faccio?...ValentinoMa niente. Andate a riceverli alla porta principale, e siate cortese con lei senza preoccuparvi d'altro.TeresaA riceverli, poi, non ci vado.ValentinoMa è vostro dovere.TeresaNo! No!... Stefano potrebbe sgridarmi.... Non ci vado, non ci vado.ValentinoSiete peggio d'una bambina!Teresa(spiando alla comune, in preda a una viva emozione)Che splendore di donna, Valentino mio!ValentinoVe l'ho detto che non è mica brutta. Per me, però, ha il difetto di odorar troppo. È una profumeria ambulante!TeresaE a lui, come gli sorridono gli occhi!... E sembra, che so?, più snello, più alto....ValentinoPrecisamente. In queste tre ore è dimagrato e si è allungato.TeresaVengono da questa parte....(allontanandosi)Io mi nascondo.ValentinoFinitela, Signora Teresa!TeresaAllora... restate anche voi. Avrò più coraggio.(Istintivamente si ritrae indietro e insieme con Valentino resta di là dalla porta in fondo.)SCENA III.TERESA, VALENTINO, STEFANO, MERALDA.(Stefanosarà in giubba e cravatta bianca: correttissimo: con un gran fiore bianco all'occhiello.Meraldasarà d'un'eleganza luminosa.)La voce di MeraldaIn questo momento, vorrei avere le ali per oltrepassare questa soglia senza posarvi il piede. Mi parrebbe d'esserne più degna.La voce di StefanoPossa invece il marmo di questa soglia cedere al contatto del vostro piede per serbarne l'orma eternamente.(Sulla soglia,Stefanosi ferma per lasciar passare la principessa.)Meralda(entrando con vezzosa gravità signorile)Così sia!(Fa scivolare un po' dalle spalle il sontuoso mantello e guarda intorno. La sua attenzione è specialmente attirata dalla scrivania.)Stefano(si affretta a toglierle il mantello e, gettandolo sopra una sedia, vede subito Teresa e Valentino, appartati. A Teresa, pianissimo:)Ti credevo a letto....Valentino(intervenendo per giustificarla e parlando a voce bassa)Gli è che ha voluto essere informata di....StefanoNon seccare tu. E non starmi tra i piedi!Valentino(dando a Teresa uno sguardo tra di compassione e d'incoraggiamento, esce a sinistra.)Meralda(al breve bisbiglio si è voltata.)Stefano(mal suo grado, è costretto a fare la presentazione)Principessa..., vi presento mia moglie.Teresa(si avanza timida, e accenna una riverenza lievemente goffa)Principessa....Meralda(porgendole la mano con dignità affabile)Sono ben felice di conoscerla. Nell'aureola di suo marito ho spesso cercato qualche cosa che m'indicasse il profilo della donna fortunata ch'egli aveva eletta a compagna.(Fissandola con curiosità)La volontà e il destino di lui le hanno affidata, signora, una parte non facile di certo, ma che nessuna anima profondamente femminile saprebbe non invidiarle.Teresa(impacciata)Difatti... io sono... io sono molto contenta.MeraldaE anche molto orgogliosa, immagino.TeresaSenza dubbio.... Anche molto orgogliosa.Meralda(sorridendo involontariamente dell'impaccio di Teresa)O forse l'abitudine della convivenza diminuisce in lei il compiacimento del suo privilegio?TeresaNo, no!... Anzi!...MeraldaNon sarebbe neppure troppo strano che addirittura questo privilegio non fosse da lei apprezzato.Teresa... Che dice mai, principessa!MeraldaElla potrebbe aver desiderato un marito meno assorto nei suoi ideali, meno indipendente, più casalingo....TeresaMa Stefano mi ha fatta sempre buona compagnia. Lei lo accusa ingiustamente....StefanoTeresa, tu non hai capito quel che t'ha detto la principessa. Non ti lanciare in una difesa superflua.TeresaLo so che della mia difesa tu non hai bisogno; ma io parlo, vedi, perchè quando ti si accusa non posso tacere.Stefano(si sforza di non mostrarsi spazientito.)MeraldaIo non l'ho accusato di nulla.TeresaMa non vorrei....Stefano(interrompendola)Non insistere, Teresa!Meralda(in tono sottilmente beffardo)Lasciatela parlare, cattivo che siete!Teresa(a Meralda)Ah, ecco! Lei diventa la mia alleata.(Prendendo coraggio)Segga, segga, principessa. Veramente, avrei dovuto pensarci prima.... Ma, cosa vuole!... una parola ne porta un'altra.... Prego... segga qui.(Le indica il divano.)Segga qui.(Meralda siede, e Teresa prende per sè una sedia più bassa e le siede vicino, continuando con animazione:)Lei s'interessa tanto al mio Stefano che io voglio dirle come stanno le cose. Io sono una sciocchina, è vero — e lui me lo ripete spesso — ma non sino al punto di non capire che egli non può essere un marito come un altro. E poi, sa, l'apparenza inganna. Egli, gira di qua, gira di là, ma sempre vicino alla sua mogliettina viene a riposarsi. E qualche volta — se lo vedesse! — accanto a me egli ride e scherza come un fanciullo allegro o si addormenta come un fanciullo stanco.StefanoTeresa!Teresa(senza dargli retta, un po' eccitata)Che potrei dunque desiderare di meglio? La sola contrarietà che mi ha amareggiata è di non avere avuto figli. Eppure, senta, se io ci rifletto....StefanoInsomma, basta, te ne prego!Meralda(a Stefano)Ma perchè?StefanoÈ per lo meno inopportuna.MeraldaIo trovo invece che è divertente!Teresa(ha sùbito un'espressione di sorpresa dolorosa e agghiacciante. Guarda Meralda con la timidità che aveva pocanzi, mista a un mite rancore.)(Una pausa.)MeraldaContinui.TeresaNo, principessa... non continuo....(Vorrebbe aggiungere qualche cosa, ma la gola le si stringe. Si alza.)Permetta....MeraldaCosì? Tutto a un tratto?TeresaPerdoni.... Non mi sento bene.Stefano(mordendosi le labbra, appunta su lei il suo sguardo severo.)MeraldaS'accomodi.Teresa(tremando sotto lo sguardo di Stefano e sogguardandolo)Buona sera, principessa....MeraldaA rivederla, signora.Teresa(continua a tremare, a tremare, indietreggiando. Si avvicina, così, alla porta a destra — ed esce.)SCENA IV.MERALDA e STEFANO.Meralda(dopo un silenzio)Povero Stefano!StefanoVi prego, Meralda. Non ammetto di essere compatito.MeraldaÈ caruccia, non dico di no. Deve essere anche molto affettuosa, molto buona.... Ma gl'inconvenienti d'una unione così ibrida saltano agli occhi.StefanoParliamo d'altro, Meralda.MeraldaNon dovrei essere... la vostra migliore amica per non aver voglia d'indagare il mistero della vostra scelta.StefanoÈ stato semplicemente il caso.MeraldaA cui un ribelle come voi ha voluto obbedire?!StefanoMa io non mi sono data la pena di ribellarmi al caso per un episodio a cui ho annessa una importanza molto relativa.MeraldaEra, per altro, un episodio che avrebbe presa gran parte della vostra vita.StefanoNon ho mai pensato di lasciar prendere da una donna una gran parte della mia vita. Se non da voi,che siete la più completa ch'io abbia conosciuta, tanto meno dalla debole creatura che avete trovata presso di me. E poichè la vostra indagine non deve prescindere da quello che voi già sapete dei miei istinti, vi sarà facile scorgere nell'unione ibrida che deplorate una coerenza rigorosa. Quando sposai, io non avevo ancora la coscienza di me stesso. Se l'avessi avuta, avrei affermato forse dinanzi a una donna più forte e più altera il mio diritto di supremazia. Ma, intanto, anche allora i miei istinti agirono. L'umiltà di Teresa era per essi la calamita naturale. Il caso determinò l'incontro di lei ed essi la sentirono, vi si attaccarono, la tennero. Nella storia semplice di questo matrimonio è la prima impronta precisa del mio temperamento di uomo. E badate che non sono mutabile. Vi conviene?Meralda(come rassegnata)Mi conviene.StefanoIn uno stato di guerra, o in un concordato di pace?MeraldaLa guerra, se mai, è già finita. Dopo aver cedute le armi, io sono qui con la bandiera bianca. In piena pace, io accetto da stasera il vostro regime,e sarò per voi, se lo vorrete,(con una sfumatura di tristezza)... un altro episodio. Nell'artista che mi ha aperto solennemente le porte del suo tempio c'è per me quanto basta affinchè io mi rassegni fin da ora... all'indifferenza dell'uomo.Stefano(quasi celiando — galantemente)Ma chi vi ha mai parlato d'indifferenza? Sono ben lontano dal voler sacrificare all'imperialismo maschile le più belle energie dell'umanità: quelle, cioè, che hanno poi fatto credere all'esistenza dell'amore. Io voglio anzi risvegliare queste energie, e risvegliarle soprattutto infrangendo i ceppi di ciò che si chiama morale e i convenzionalismi di ciò che si chiama civiltà. Mi emancipo dall'una e dall'altra e tento di rinnovare almeno nelmioregno il culto della sincerità umana. Indifferenza, no. Sarebbe la negazione di questo culto.(Animandosi sinceramente)Io, per mio conto, dico bensì alla donna: — Se tu vieni a porre dei limiti alla mia indipendenza o a segnare alle mie azioni un confine che non sia quello del trionfo incondizionato, io ti respingo; ma se vieni ad alimentare con la tua sensibilità squisita la mia fantasia o a cercare in me la molecola che, proveniente da Dio o dal fango, è sacra, comunque, alla continuità delle cose terrene, oh! allora che tu sii la benvenuta! Io t'aspettavo — le dico — , mia gentile ospite preziosa, e finchè mia saprai essere, vorrò che tu non t'avveda neppure della legge ineluttabile che mi eleva al di sopra di te!MeraldaEbbene...(con un piccolo sospiro)la più completa donna che voi abbiate conosciuta non vi chiede di più.(Lascia cadere il fazzoletto.)Stefano(si accinge a raccoglierlo. Mette un ginocchio a terra, indugiando in quell'atteggiamento.)E il più fiero uomo in cui voi vi siete imbattuta è... ai vostri piedi.MeraldaPer averne almeno l'illusione ho fatto cadere il mio fazzoletto.StefanoIo, per averne il pretesto, l'ho raccolto.(Glie lo porge.)Meralda(lo prende.)Stefano(le trattiene la mano e glie la bacia.)Meralda(ostentando un moto di meraviglia)Grazie.Stefano(si leva.)Meralda(con un bizzarro balzo del pensiero, levandosi anche lei)Avete mai domandato a voi stesso se nella mia persona non ci sia... un'altra persona, diversa da quella che la gente vede?StefanoVoi non siete per me che qualeiovi vedo. E fuori della mia visione, per me, non esistete più.MeraldaE... il mio passato?... Non v'intriga? Non vi dà a pensare?StefanoNo.MeraldaSicchè, voi vi accontentate di sapere quello che sanno tutti, cioè... che io sono nata in una piccola città del Veneto da una nobile famiglia decaduta, che adolescente sposai un gran signore tedesco....Stefano... e che a ventiquattro anni, in un vecchio castello della Selva Nera, rimaneste vedova, nobile, milionaria e sola. Mi pare che del vostro passato abbiate già reso conto più del necessario.Meralda(guardando con occhi scrutatori)Una cronaca così sommaria non suscita in voi nessuna diffidenza?StefanoNessuna.MeraldaMe ne duole.StefanoPer quale ragione?MeraldaDovreste intendere che una donna come me è tormentata dalla curiosità di conoscere che cosa sarebbe lei per l'uomo preferito, se ella non potesse contare sulle sue qualità ufficiali.(Animata da un palpito di sincerità)Per un giorno, per un'ora, io vorrei che diffidaste dei miei blasoni o che mi credeste abbandonata dalla società decorativa che mi circonda di rispetto e d'ammirazione, e, in quel giorno, in quell'ora, io vorrei sperimentare soltanto lemiefacoltà personali ed essere per voi quella che sono dentro di me senza la luce abbagliante del mio palcoscenico.StefanoMa la mia lealtà, Meralda, vi farà rifuggire dal penoso esperimento. Davvero non comprendo come possa pungervi l'acre curiosità di cui mi parlate. Sarebbe lo stesso ch'io desiderassi conoscere che cosa sarei per voi se non fossi colui che questa sera, con la sua poesia, ha sollevato all'estasi dell'arte la folla varia che gremiva le vostre sale. Voi dite che vorreste separare, per un giorno, per un'ora, la vostra essenza di donna dal fulgore della principessa Heller? Orbene, voi sognate una separazione mostruosa: la distruzione d'un capolavoro. Restate, restate nella vostra regalità, Meralda! Non interrompete, nemmeno per un giorno, nemmeno per un'ora, il ritmo di questo inno che è la vostra esistenza, e non togliete a me, nemmeno per unistante, rimpicciolendovi al mio cospetto, il convincimento d'aver conseguita una vittoria insigne!Meralda(un po' scossa e ferita, ma dissimulando)Rassicuratevi. Non lo farò. Le vostre parole sanno incidere il diamante.StefanoPer imprimere in esso il mio stemma di poeta....Meralda(continuando)... e la vostra volontà!(Mutando tono)Mi accompagnate sino alla carrozza, mio vincitore?Stefano(dolcemente)Come uno schiavo.Meralda(ha, di nuovo, un moto di ostentata meraviglia graziosa.)StefanoE talvolta anche più docile d'uno schiavo mi piacerà sembrarvi.Meralda(sorridendo un poco, gli colpisce lievemente il viso col ventaglio.)Il mio mantello, vi prego.Stefano(prende il mantello e, mettendoglielo addosso, dopo aver gettato attorno uno sguardo prudente, le sussurra all'orecchio:)Siete mia?Meralda(a fior di labbro)Ahimè, sì.StefanoEd io?... Sono vostro?Meralda(con gentile umorismo)Ahimè, no.Stefano(le offre il braccio, ch'ella accetta, e la conduce verso il fondo.)Meralda(indicando la porta a destra, dalla quale sono entrati)Non di qui?StefanoV'insegno la via più corta.MeraldaPer uscire....StefanoPer ritornare.(Spariscono nel parco.)SCENA V.VALENTINO, STEFANO, TERESA, poi ROMOLO.Valentino(dopo qualche istante, scherzosamente di dentro)La Dea se n'è andata, signora Teresa!(Fregandosi le mani entra, e, non trovando Teresa, esclama con comicità chiassona:)Mi sparisce sempre questa moglie del grand'uomo!(Esce per la prima porta a destra chiamando:)Signora Teresa!... Signora Teresa!...Stefano(dal fondo — vede Valentino che infila la porta)Dove vai tu? Dove t'avvii?Valentino(tornando)Avevo visto dal mio osservatorio che accompagnavi la principessa alla carrozza, ed ero venuto qui per fare quattro chiacchiere di commento con la signora Teresa. Non ce l'ho trovata, e sono andato a chiamarla.StefanoSe credi che adesso io abbia voglia di assistere alla vostra conversazione, t'inganni a partito.ValentinoNon converseremo.StefanoMa che c'era da commentare? Io non ne posso più di tutte le piccinerie che ingombrano la mia casa!ValentinoQuali sarebbero le piccinerie?Stefano(senza rispondergli, in un fremito di aspirazione)Ah! la gioia di vivere solo!Valentino(con zelo pietoso)Senti, ora che viene la signora Teresa, non trattarla troppo male. Il suo corpicino e il suo cervello sono già sgretolati dalle continue scosse.StefanoTu fantastichi sopra ogni inezia.ValentinoMa se tu sapessi ciò che ella ha fatto stasera, ti allarmeresti come me!StefanoCos'è che ha fatto?Valentino(vedendola venire)Zitto, è qui!Teresa(entra, e ha gli occhi rossi di pianto. Un silenzio. Poi, a Stefano, con voce trepida)Hai incaricato Valentino di chiamarmi?...Stefano(cercando di contenersi per non essere brusco)No, Teresa.TeresaE allora, vuoi che me ne torni in camera mia?StefanoÈ superfluo anche il domandarmelo. Non abbiamo nulla da dire, Teresa; e questa tua irrequietezza... mi addolora moltissimo. Preferisco evitarti.TeresaLa mia irrequietezza?!...StefanoAnche Valentino mi faceva osservare che stasera sei in uno stato poco normale.Valentino(ha un moto di fastidio per la sciatta imprudenza di Stefano.)TeresaEro così felice del tuo successo!...StefanoE che è accaduto da farti mutare? Devi avere perfino pianto! Io ti domando se è bello che tu venga a rattristarmi proprio stasera.Valentino(brontola tra sè:)Se non me ne vado, io scoppio.(Esce dal fondo per prendere aria nel parco.)Teresa... Quella parola mi ha turbata, mi ha offesa....StefanoQuale parola?TeresaQuella che mi ha detta la principessa.StefanoLa principessa non ha avuta nessuna intenzione di offenderti. Dio buono, tu eri un pochino grottesca, e lei, involontariamente, ha lasciato scorgere la sua impressione. D'altronde, così imparerai a non uscir mai fuori della tua nicchietta. Non è neppure delicato da parte tua il mettere me in certi imbarazzi. E dire che in fondo tu hai l'illusione d'essere una moglie perfetta!TeresaNon ho questa illusione, Stefano. Anzi, sospetto sempre di sbagliarmi. Ma correggimi. Insegnami. Io non chiedo di meglio.StefanoAh! se devo passare il mio tempo a correggerti e a insegnarti!...TeresaMa sarà per me un martirio senza nome il riuscirti molesta.StefanoIngègnati a modificarti da te.TeresaVorrei sapere almeno con precisione in che cosa non ti accontento.StefanoStasera, per esempio, questi occhi rossi e questa voce piagnucolosa mi sono insopportabili. Non ci vuol molto a intenderlo.TeresaEbbene, cercherò d'essere allegra....(Sforzandosi)Ecco, ecco, lo vedi!... Sì, è verissimo, ero grottesca parlando con la principessa. Adesso, anche a me sembra d'essere stata grottesca. E non me ne dolgo. No. No. Ne rido.... Ne rido adesso...(Comincia a ridere.)Stefano(irritandosi)Va bene.... Capirai che questa finzione è un rimedio peggiore del male.Teresa(ridendo forte)No, no.... T'assicuro che rido.. T'assicuro che rido di cuore....Valentino(dal fondo)Ah! il buon umore ritorna quando non ci sono io?Teresa(il cui riso, nello sforzo doloroso, diventa convulso)Se sapeste, Valentino, se sapeste come sono stata buffa!...Valentino(allarmato)Ma, perbacco, questo non è un riso che fa buon sangue!Stefano(prorompendo)Mi fate il favore di non importunarmi più oltre? È mai possibile che non sentiate il dovere di rispettarmi come si conviene?!(Il riso diTeresacessa a un tratto quasi ella fosse un automa di cui si sia spezzato il congegno. Si piega nelle ginocchia, e automaticamente siede.)(Un lungo silenzio.)Valentino(timidissimo)A me pare d'averti sempre rispettato, Stefano.StefanoNon è di te che più mi lamento.TeresaDunque,... sono io che ti manco di rispetto?Stefano(seguendo il filo delle sue idee con sincero convincimento)Per poter serbare il fosforo che mi abbisogna, io debbo concentrarmi nella mia ispirazione, nel mio lavoro; debbo sfuggire, senza aver pietà di nessuno, allo sfruttamento, sia pure affettuoso, d'ogni vita altrui che voglia abbarbicarsi alla mia! Se la donna che tiene a chiamarsi mia moglie non fosse una piccola creatura qualunque, saprebbe stare al mio fianco, amorevole e vigile sì, ma vivendo della propria vita. Così come ella è, non ha che un solo mezzo per rispettarmi nel senso intero e nobile della parola: quello di rassegnarsi ad esistere il meno possibile!Teresa(credendo di celare lo strazio infinito che la consuma)Se è per il tuo bene, io cercherò di sparire addirittura.StefanoBrava! Per maggiore consolazione, ora mi minacci la tragedia del suicidio.TeresaNo, Stefano! No. Non intendevo parlarti di questo. Il suicidio... non è per me. Io ti dicevo solamente che potrei... che potrei andarmene.Stefano(fermandosi sull'idea da lei espressa)Dove?TeresaChe so?... In un convento.StefanoMa che convento!TeresaOppure dalla zia.(Breve pausa.)StefanoIo,... naturalmente,... te lo impedirei. Nondimeno, convengo che se tu volessi andartene da tua zia, non per sempre, beninteso, ma per un po' di tempo..., avrei torto d'impedirtelo. Ella abita qui vicino.... Ci potremmo vedere spessissimo.... Intanto io lavorerei un poco nella solitudine per terminare almeno l'opera che ho promessa; e tu, temprata dalla lontananza di qualche mese, ritorneresti più disposta ad essere come io ti desidero.Teresa(scoppiando a piangere)Per sempre, per sempre, Stefano!... Io ti sono di peso.... È da un pezzo che lo vedo e mi sono affaticata a negarlo a me stessa.... Io sono il tuo incubo.... È meglio che me ne vada per sempre!StefanoTeresa, per carità! Non tormentarmi anche con le tue lagrime!Valentino(che finora ha taciuto a stento)Ma santissimo cielo, stai per mandarla via e non vuoi permetterle nemmeno di piangere?!Stefano(fa un gesto di esasperazione)Oh!...(E, uscendo per la prima porta a destra, con violenza la chiude.)Teresa(piange, ora, dirottamente)Per sempre, per sempre, perchè egli non può sopportare più la mia presenza.ValentinoMa no. È una serata di burrasca eccezionale. Credete a Valentino.Teresa(con un'angoscia più intima, più chiusa, a cui il suo pianto cede)Io non sono degna di essere sua moglie. Questa è la verità. Perciò è necessario... che lo liberi di me.ValentinoDomani, a mente calma, ci rifletterete. E sono sicuro che....TeresaMa io non aspetterò sino a domani. Perderei il coraggio che ho in questo momento, e non saprei più muovermi di qui.ValentinoÈ appunto questo che deve accadere.Teresa(lenta nella voce piena di terrore)E così, dopo avergli guastata tutta la vita, io mi struggerei, mi struggerei di rimorso, e sarei da lui odiata e maledetta come una nemica!(Poi, scatta stranamentevibrante)No!... Non voglio, non voglio!... Non voglio!Valentino(impressionato)Ecco che vi lasciate prendere ancora da quella frenesia ingiustificata, che mi dà i brividi!Teresa(senza badargli, in una crescente sovraeccitazione)No, no.... Voi non sapete.... Voi non vedete come vedo io....(Alzandosi)Presto!... Presto!... Fuori, sulla strada, ci deve essere ilcoupécon cui siete venuto qui. È una circostanza propizia e io ne approfitto.(Si mette il cappello che era sopra una sedia, tremando in tutta la persona.)ValentinoPer amor di Dio, per amor di Dio, signora Teresa, rientrate in voi!(Nel più vivo orgasmo, si avvicina urgentemente alla porta a destra.)Stefano!... La signora Teresa vuole andarsene adesso!(Un silenzio.)Stefano!...TeresaLo vedete che non risponde.Valentino(chiamando più forte)Stefano!Teresa(guarda intensamente l'uscio.)Valentino(è tuttora lì in attesa, ma non osa più chiamare.)(Un più lungo silenzio.)Teresa(come se avesse ascoltata la sua condanna)Non risponde.Valentino(risoluto a secondarla)Orsù, dopo tutto, visto che non andate che dalla zia, io ho torto di preoccuparmi tanto. Voi dite: «per sempre», e io sono convinto che sarà «per un giorno solo».(Prendendo il paltò e il mantello)Vi accompagno.TeresaNo, Valentino. Al contrario: io desidero che restiate presso di lui. Egli è così nervoso, stasera....ValentinoMa fra venti minuti sarò di ritorno....TeresaIo mi sentirò tranquillasoltantose restate.(Si avvia.)Valentino(ostinatamente va per seguirla.)Teresa(si volta, energica)Vi supplico di non venire!Valentino(fermandosi desolato)È destino che io non debba mai agire a modo mio!Teresa(appoggiata con una spalla allo stipite della porta centrale — lasciando in ogni parola un pezzo del suo cuore)E dite a Stefano... che io... anche lontana da lui... vivrò sempre con lui... e che se egli, un giorno, mi perdonerà... d'averlo importunato per tanto tempo... avrà fatto per me... molto più di quanto io avrò sperato.... Vi saluto, Valentino(Esce.)Valentino(solo, asciugandosi qualche lacrima)E no!... Così non va!...(Quasi inconsciamente, corre versoil parco; ma si ferma poco di là dalla soglia e mormora con rassegnazione:)Sparita.(Torna indietro, lento, scoraggiato. Tocca il bottone del campanello.)Romolo(dalla comune, assonnato.)ValentinoHai chiuso tutto dall'altra parte?RomoloHo chiuso.ValentinoQui chiudo io. Puoi andare a letto.Romolo(via.)Stefano(entra turbatissimo, lugubre. Indossa una elegante e semplice giacca da camera.)ValentinoTroppo tardi vieni. La signora Teresa se n'è già andata.StefanoLo so. L'ho sentito.ValentinoHa preso il tuo coupé, per farsi condurre da sua zia.(Chiude l'uscio in fondo, e mette la spranga ai battenti.)StefanoCredevo che tu l'avresti accompagnata.ValentinoNon ha voluto.(Dopo una breve pausa, non potendo comprimersi)Sei un ingrato!Stefano(nervosamente)Ingrato perchè? Ingrato a chi?! Non debbo nulla a nessuno. E nessuno mi è stato e mi sarà mai indispensabile!ValentinoNeanche lei?!StefanoLei meno di ogni altro!ValentinoAh sì? Ed è per questo che sei così turbato?StefanoCiò che mi turba è solo il pensiero che ella soffra molto. Non ho nell'anima tanta cattiveria quanta ne mostro in certi momenti.(Severo e tagliente)Ma che Teresa mi sia indispensabile, è falso ed è inverosimile!Valentino(con un accento insinuante)La più umile donna può essere indispensabile all'uomo più orgoglioso.Stefano(asprissimo)Tu sei il filosofo degli inetti. Va' al diavolo!(Un silenzio.)Stefano(siede alla scrivania.)ValentinoTi disponi a lavorare?Stefano... Sì.ValentinoE potrai lavorare?Stefano(con alterigia non sincera)... Sì.Valentino(accende la lampada elettrica che è sulla scrivania e spegne tutte le altre lampade.)Stefano(coi gomiti sulla scrivania, pensoso, abbattuto, poggia la testa tra le mani.)ValentinoBuona notte.(Si avvia per uscire a sinistra. Di botto si arresta.)Stefano!... Qualcuno raschia alla porta.Stefano(come a sè stesso, in ansia)Chi è?(Tutt'e due ascoltano.)ValentinoIl rumore continua...(Si slancia per aprire.)Stefano(in fretta lo raggiunge, lo scosta, toglie la spranga e spalanca i due battenti.)Teresa(che era lì, aggrappata ai battenti, col corpo stecchito, le braccia erette, la capigliatura strappata dal cappello perduto nella corsa precipitosa, all'aprirsi della porta, perde il sostegno, dall'alto del gradino si piega su lui, e scivola ai suoi piedi come in ginocchio.)Stefano(dà un grido:)Teresa!(La solleva, la trascina sino a una poltrona e ve l'adagia.)Valentino(resta appartato, temendo d'essere di troppo, ma è intento, palpitante, trepidante.)Teresa(senza parola, senza fiato, immobile, dilata le pupille che non hanno più lucentezza. Il suo volto è cadaverico.)(Qualche istante di solenne sospensione.)StefanoTeresa!... Tu non parli?... Perchè non parli?...Teresa(in una specie di risveglio confuso)Ho visto... ho visto... un bimbo sperduto nel bosco....(Con subitaneo mutamento la sua fisonomia ha un'espressione di tremebondo stupore.)E come infuriava ilvento!...(Indi, con voce carezzevole)Ma tutte le cose del mondo sono belle!...Stefano(scattando nel tumulto delle emozioni)Valentino!... Che è questo?...Valentino(inorridito, con le mani nei capelli, in una intensa invocazione spasmodica)Dio mio!TeresaTutte le cose del mondo sono belle!(Sipario.)

Lo studio di Stefano Baldi: d'una eleganza sopraffina e severa. Ha qualche cosa di solenne e di mistico. Una porta alla parete laterale sinistra: due porte alla parete laterale destra, di cui la seconda, presso l'angolo della stanza, è «la comune». Nel centro della parete in fondo, una molto più grande porta a due battenti che si aprono in dentro, la quale dà sul terrazzino del parco. (È quella che si vedeva al primo atto.) Dalla soglia, si entra discendendo un gradino[1]. La camera è fatta per il silenzio e per il raccoglimento. Ci sono degli austeri ampii scaffali pieni di libri. Parecchi altri libri ben rilegati sono disordinatamente sparsi su alcune sedie. Verso il lato sinistro, un'immensa scrivania finemente intarsiata. Quasi nel mezzo, un divano. Qua e là, qualche pianta pregevole, qualche snella statuina simbolica, qualche ninnolo prezioso.

È sera. Una sola lampada elettrica è accesa.

VALENTINO e ROMOLO.

(Si apre la porta che dà sul parco e comparisceValentino.)

Valentino

(in giubba e cravatta bianca, con un paltoncino leggero e miserello e in testa un vecchio gibus, affaccendatissimo chiama a destra e a sinistra:)Romolo! Romolino!... Romolone!...(Toccando reiteratamente il bottone del campanello)Vil servitore dall'augusto nome!... Signora Teresa!... Signora Teresa!...

Romolo

(dalla comune, con la sua aria indolente ed importante)Se la signora Teresa non risponde, è chiaro che non c'è.

Valentino

Non è possibile.

Romolo

È uscita, è uscita.

Valentino

Quando?

Romolo

Dopo un'oretta ch'era andato via il signor Stefano.

Valentino

Oh, questa è curiosa!

Romolo

Perchè? Doveva domandare il permesso a te?

Valentino

Non fare lo spiritoso, e non darmi del tu. Ti proibisco di darmi del tu, e t'impongo di rispettare in me il segretario capo del sommo poeta.

Romolo

Buuum!

Valentino

Al tuo posto!

Romolo

Va bene.

Valentino

Infilati la tua livrea di gala, mammalucco, apri la porta principale del villino, accendi tutti i fanali del parco e illumina il salotto. Son gli ordini del tuo padrone, che tra poco tornerà a casa con un personaggio della più alta importanza.

Romolo

E tu non te la metti la tua livrea?

Valentino

Continui a darmi del tu?!

Romolo

(dandogli le spalle per uscire)Ammàzzati!

Valentino

Questo non te lo posso promettere, perchè ho una paura matta della morte.

Romolo

(va via dalla comune.)

Valentino

(tra sè togliendosi il gibus, — caricatamente)Nel santuario, faccio luce io.(Volta una chiavetta della luce elettrica. Molte lampadine scintillano.)

VALENTINO e TERESA.

Teresa

(entra dal fondo, emozionata, col cappello un po' a sghimbescio, con un aspetto stralunato. Vedendo Valentino, va a lui premurosamente.)Dunque?... Dunque?... Raccontatemi... raccontatemi il successo...

Valentino

(un po' colpito dallo strano aspetto di lei)Che ne sapete che era proprio entusiasmo?

Teresa

Ne sono sicura come se io fossi stata lì.

Valentino

Ma, a proposito!... La principessa Heller non vi aveva invitata?

Teresa

Direttamente no, perchè non ci conosciamo. Ma Stefano mi aveva avvertita che lei, gentilmente, aspettava anche me.

Valentino

Ebbene?

Teresa

All'ultimo momento, quando ero già vestita, egli non ha voluto condurmi.

Valentino

Non ha voluto?!

Teresa

La mia toletta non era abbastanza elegante, non era abbastanza alla moda. Gli sembravo una serva.

Valentino

Vi ha detto che gli sembravate una serva?

Teresa

Me l'ha detto, sì.

Valentino

Quel benedettissimo uomo è verso di voi d'una indelicatezza imperdonabile.

Teresa

No, Valentino. Avete torto. Già, premettiamo che nessuno di noi ha il diritto d'essere severo con lui, perchè nessuno di noi è al caso di giudicarlo. Ma poi, come si potrebbe rimproverargli d'avermi impedito di fare una cattiva figura? La principessa, per rendergli omaggio, aveva dovuto riunire nel suo salone la gente più fine che lo frequenta. Che avrebbero detto di me e di lui se io avessi fatta la mia apparizione così mal vestita?

Valentino

Ma allora non state a lesinare il centesimo per tutto ciò che riguarda voi. Fatevi dare da Stefano dei biglietti da mille e ordinatevi delle tolette a Parigi.

Teresa

A Parigi, no. Ma da una buona sarta, sì. E ho già provveduto. Mi sono ordinata una magnifica toletta! Ora che Stefano è lanciato nell'alta società, voglio essere preparata. Io non lo seccherò mai; ma se qualche volta mi condurrà con lui, capirete, ne avrò molto piacere.

Valentino

E quando ve la siete ordinata questa toletta?

Teresa

Stasera.

Valentino

Come, come?! Perciò siete uscita stasera?!

Teresa

Sì.

Valentino

E non potevate aspettare domani? Siete corsa dalla sarta con l'urgenza con cui si corre dal dentistaper farsi cavare un dente che dà degli spasimi?

Teresa

(mortificata, quasi volendo giustificarsi)Quando sono rimasta sola, mi son sentita così oppressa, così avvilita!... Quel brutto abito, che mi aveva vietata la gioia immensa di veder festeggiare il mio Stefano, mi pesava addosso, mi soffocava, mi faceva pensare alla mia pochezza, alla mia inettitudine.... Io me lo sono tolto rabbiosamente, stracciandolo, facendolo a brandelli, e poi... e poi, non so,... credo di aver pianto. Credo anche d'essere stata presa da un capogiro... da un deliquio.... Non ricordo. Il certo è che mi son trovata distesa a terra, diritta, supina, come stanno i morti sul cataletto. Avevo un gran peso alla testa, un gran dolore qui....(Si tocca l'occipite.)Provavo una sensazione di curiosità confusa nel rivedere intorno a me le stesse cose di prima.... Mi pareva di tornare alla vita dopo una lunga assenza. E appena mi son potuta sollevare... ho avuto l'idea d'andare da una sarta.(Come intontita)Ci sono andata, ecco. Perchè ve ne meravigliate tanto?

Valentino

Più che meravigliarmene, me ne impensierisco. Da parecchi giorni, siete così eccitabile, così eccessiva in tutto quello che fate.... Gli è che vi accendetetroppo per questi primi successi di Stefano, e anche soffrite troppo per il contegno che egli ha con voi.

Teresa

(dissimulando)Chi ve lo dice che io soffra?

Valentino

Lo vedo, perchè la vostra salute deperisce; e senza volerlo voi stessa me l'avete detto col racconto di ciò che vi è occorso.

Teresa

Ma vi raccomando, veh! Che Stefano non sappia....

Valentino

State tranquilla. Vi pare che oserei di richiamare la sua attenzione sugli episodi di questa bassa terra dopo che la principessa Heller lo ha battezzato gran poeta?

Teresa

(togliendosi il cappello)E intanto non mi avete ancora raccontato nulla. Dite, dite: è... soddisfatto?... è felice?...

Valentino

Lo credo bene. È stata un'apoteosi. Che cosa poteva volere di più?

Teresa

Un'apoteosi meritata!

Valentino

Non è improbabile. Io come io, i suoi versi non li ho capiti mai; e stasera, recitati da lui, li ho capiti anche meno del solito. Ma questo non significa niente!

Teresa

Non è nè da voi nè da me che Stefano vuole essere compreso. Se scrivesse per noi altri miserelli, non avrebbe quel genio che ha.

Valentino

Ma stasera, dalla principessa, ohè!, ce n'erano dei pezzi grossi! Perfino un ministro!

Teresa

Il ministro della Pubblica Istruzione?

Valentino

Nossignora. Era il ministro della Guerra.

Teresa

Com'è possibile!?

Valentino

Vi assicuro ch'era il ministro della Guerra. Quando Stefano ha finito di leggere il primo canto del poema che ora ha cominciato a scrivere e che s'intitola, mi pare,Il poema della forza, il ministro ha pronunziate queste precise parole: «Per una nazione civile, il vostro canto vale un esercito di cinquecentomila uomini!» Dunque, era il ministro della Guerra, che diamine!

Teresa

E raccontate il resto, Valentino. Molta gente, non è vero?

Valentino

Un pubblico straordinario. Questa principessa, venuta non si sa da dove, in due o tre anni, ha conquistato mezzo mondo. C'erano giornalisti, scrittori, artisti d'ogni sorta, un editore venuto appostada Milano, parecchie dozzine di principi e marchesi, un gruppo di giovani soprannominati esteti, che con le faccine sbiadite tirate a pulimento e gli occhi rivolti al cielo parevano delle fanciulle sedicenni, e poi un numero enorme di signore stupende, di signore scollacciate sin qui...(segna la scollacciatura esagerandola)che facevano venire le vertigini. E bisognava vedere come tutta questa gente farneticava intorno a Stefano....

Teresa

(inebriandosi al racconto e interrompendo)E lei, lei, la principessa?

Valentino

Figuratevi una regina inchinata al cospetto d'un imperatore!

Teresa

In fondo, dev'essere un angelo!

Valentino

Molto in fondo.

Teresa

Una grande bellezza, dicono.

Valentino

O Dio, non c'è malaccio.... Del resto, giudicherete voi stessa, perchè tra poco(con importanza)la vedrete qui.

Teresa

Essa verrà qui stasera?!(Battendo le mani infantilmente)Che fortuna, che fortuna, Valentino!...(Mutando tono)Ma no, voi mi prendete in giro.

Valentino

Signora Teresa! Come vi salta in testa che io mi possa permettere di prendervi in giro? La cosa è semplicissima. La principessa Heller ha espresso il desiderio di ricondurre a casa nella sua carrozza il poeta e di visitarne lo studio in questa serata memorabile: egli ha acconsentito,... e non c'è altro.

Teresa

Dunque, è proprio certo che verrà?

Valentino

Certissimo.

Teresa

E non gioite? Non gioite anche voi?

Valentino

(di mala voglia)Sì, sì gioisco.(Battendo le mani come ha fatto lei)Che fortuna! che fortuna!...

Teresa

(animandosi sempre più e dandosi da fare agitatamente)Sicchè, bisogna prepararsi?

Valentino

Io ho preso apposta ilcoupédi Stefano per venire a disporre il ricevimento.

Teresa

(guarda alla porta a destra e verso il parco, dove, tra il fogliame, una grossa lampada biancheggia.)Ah, bravo, avete già fatto illuminare....

Valentino

Triplicata illuminazione!

Teresa

(affaccendatissima)Un po' d'ordine sulla scrivania.(Esegue)E questi libri... questi libri sulle sedie....

Valentino

Lasciate, lasciate.... Dànno più carattere.

Teresa

Avete avvertito Romolo?

Valentino

Gli ho imposta la livrea di gala.

Teresa

Qualche mazzo di fiori ci vorrebbe.

Valentino

Ma che è? Uno sposalizio?

Teresa

Ed io?... Con quest'abito dimesso!...

Valentino

Voi siete in casa vostra.

Teresa

Che importa! Così non sono presentabile.

Valentino

Secondo me, state benissimo.

Teresa

Ricordatevi, Valentino, ch'io sono la moglie di Stefano Baldi!

Valentino

È un bel posto, ma io non lo accetterei.

Teresa

Voi non siete che il suo segretario, eppure stasera avete indossato il vostrofrac.

Valentino

Se lo volete indossare voi, ve lo cedo volentieri.

Teresa

Non scherziamo ora. Io devo mutarmi l'abito, vi dico.

Valentino

E mutatevelo.

Teresa

(in fretta per uscire)Un momentino, un momentino solamente, e sarò pronta.

Valentino

Ma non fate a tempo, sapete. Sento nel parco uno scalpitìo di cavalli.(Corre all'uscio in fondo)Ecco: è la carrozza della principessa.

Teresa

Poveretta me!... Come faccio?...

Valentino

Ma niente. Andate a riceverli alla porta principale, e siate cortese con lei senza preoccuparvi d'altro.

Teresa

A riceverli, poi, non ci vado.

Valentino

Ma è vostro dovere.

Teresa

No! No!... Stefano potrebbe sgridarmi.... Non ci vado, non ci vado.

Valentino

Siete peggio d'una bambina!

Teresa

(spiando alla comune, in preda a una viva emozione)Che splendore di donna, Valentino mio!

Valentino

Ve l'ho detto che non è mica brutta. Per me, però, ha il difetto di odorar troppo. È una profumeria ambulante!

Teresa

E a lui, come gli sorridono gli occhi!... E sembra, che so?, più snello, più alto....

Valentino

Precisamente. In queste tre ore è dimagrato e si è allungato.

Teresa

Vengono da questa parte....(allontanandosi)Io mi nascondo.

Valentino

Finitela, Signora Teresa!

Teresa

Allora... restate anche voi. Avrò più coraggio.(Istintivamente si ritrae indietro e insieme con Valentino resta di là dalla porta in fondo.)

TERESA, VALENTINO, STEFANO, MERALDA.

(Stefanosarà in giubba e cravatta bianca: correttissimo: con un gran fiore bianco all'occhiello.Meraldasarà d'un'eleganza luminosa.)

La voce di Meralda

In questo momento, vorrei avere le ali per oltrepassare questa soglia senza posarvi il piede. Mi parrebbe d'esserne più degna.

La voce di Stefano

Possa invece il marmo di questa soglia cedere al contatto del vostro piede per serbarne l'orma eternamente.

(Sulla soglia,Stefanosi ferma per lasciar passare la principessa.)

Meralda

(entrando con vezzosa gravità signorile)Così sia!(Fa scivolare un po' dalle spalle il sontuoso mantello e guarda intorno. La sua attenzione è specialmente attirata dalla scrivania.)

Stefano

(si affretta a toglierle il mantello e, gettandolo sopra una sedia, vede subito Teresa e Valentino, appartati. A Teresa, pianissimo:)Ti credevo a letto....

Valentino

(intervenendo per giustificarla e parlando a voce bassa)Gli è che ha voluto essere informata di....

Stefano

Non seccare tu. E non starmi tra i piedi!

Valentino

(dando a Teresa uno sguardo tra di compassione e d'incoraggiamento, esce a sinistra.)

Meralda

(al breve bisbiglio si è voltata.)

Stefano

(mal suo grado, è costretto a fare la presentazione)Principessa..., vi presento mia moglie.

Teresa

(si avanza timida, e accenna una riverenza lievemente goffa)Principessa....

Meralda

(porgendole la mano con dignità affabile)Sono ben felice di conoscerla. Nell'aureola di suo marito ho spesso cercato qualche cosa che m'indicasse il profilo della donna fortunata ch'egli aveva eletta a compagna.(Fissandola con curiosità)La volontà e il destino di lui le hanno affidata, signora, una parte non facile di certo, ma che nessuna anima profondamente femminile saprebbe non invidiarle.

Teresa

(impacciata)Difatti... io sono... io sono molto contenta.

Meralda

E anche molto orgogliosa, immagino.

Teresa

Senza dubbio.... Anche molto orgogliosa.

Meralda

(sorridendo involontariamente dell'impaccio di Teresa)O forse l'abitudine della convivenza diminuisce in lei il compiacimento del suo privilegio?

Teresa

No, no!... Anzi!...

Meralda

Non sarebbe neppure troppo strano che addirittura questo privilegio non fosse da lei apprezzato.

Teresa

... Che dice mai, principessa!

Meralda

Ella potrebbe aver desiderato un marito meno assorto nei suoi ideali, meno indipendente, più casalingo....

Teresa

Ma Stefano mi ha fatta sempre buona compagnia. Lei lo accusa ingiustamente....

Stefano

Teresa, tu non hai capito quel che t'ha detto la principessa. Non ti lanciare in una difesa superflua.

Teresa

Lo so che della mia difesa tu non hai bisogno; ma io parlo, vedi, perchè quando ti si accusa non posso tacere.

Stefano

(si sforza di non mostrarsi spazientito.)

Meralda

Io non l'ho accusato di nulla.

Teresa

Ma non vorrei....

Stefano

(interrompendola)Non insistere, Teresa!

Meralda

(in tono sottilmente beffardo)Lasciatela parlare, cattivo che siete!

Teresa

(a Meralda)Ah, ecco! Lei diventa la mia alleata.(Prendendo coraggio)Segga, segga, principessa. Veramente, avrei dovuto pensarci prima.... Ma, cosa vuole!... una parola ne porta un'altra.... Prego... segga qui.(Le indica il divano.)Segga qui.(Meralda siede, e Teresa prende per sè una sedia più bassa e le siede vicino, continuando con animazione:)Lei s'interessa tanto al mio Stefano che io voglio dirle come stanno le cose. Io sono una sciocchina, è vero — e lui me lo ripete spesso — ma non sino al punto di non capire che egli non può essere un marito come un altro. E poi, sa, l'apparenza inganna. Egli, gira di qua, gira di là, ma sempre vicino alla sua mogliettina viene a riposarsi. E qualche volta — se lo vedesse! — accanto a me egli ride e scherza come un fanciullo allegro o si addormenta come un fanciullo stanco.

Stefano

Teresa!

Teresa

(senza dargli retta, un po' eccitata)Che potrei dunque desiderare di meglio? La sola contrarietà che mi ha amareggiata è di non avere avuto figli. Eppure, senta, se io ci rifletto....

Stefano

Insomma, basta, te ne prego!

Meralda

(a Stefano)Ma perchè?

Stefano

È per lo meno inopportuna.

Meralda

Io trovo invece che è divertente!

Teresa

(ha sùbito un'espressione di sorpresa dolorosa e agghiacciante. Guarda Meralda con la timidità che aveva pocanzi, mista a un mite rancore.)

(Una pausa.)

Meralda

Continui.

Teresa

No, principessa... non continuo....(Vorrebbe aggiungere qualche cosa, ma la gola le si stringe. Si alza.)Permetta....

Meralda

Così? Tutto a un tratto?

Teresa

Perdoni.... Non mi sento bene.

Stefano

(mordendosi le labbra, appunta su lei il suo sguardo severo.)

Meralda

S'accomodi.

Teresa

(tremando sotto lo sguardo di Stefano e sogguardandolo)Buona sera, principessa....

Meralda

A rivederla, signora.

Teresa

(continua a tremare, a tremare, indietreggiando. Si avvicina, così, alla porta a destra — ed esce.)

MERALDA e STEFANO.

Meralda

(dopo un silenzio)Povero Stefano!

Stefano

Vi prego, Meralda. Non ammetto di essere compatito.

Meralda

È caruccia, non dico di no. Deve essere anche molto affettuosa, molto buona.... Ma gl'inconvenienti d'una unione così ibrida saltano agli occhi.

Stefano

Parliamo d'altro, Meralda.

Meralda

Non dovrei essere... la vostra migliore amica per non aver voglia d'indagare il mistero della vostra scelta.

Stefano

È stato semplicemente il caso.

Meralda

A cui un ribelle come voi ha voluto obbedire?!

Stefano

Ma io non mi sono data la pena di ribellarmi al caso per un episodio a cui ho annessa una importanza molto relativa.

Meralda

Era, per altro, un episodio che avrebbe presa gran parte della vostra vita.

Stefano

Non ho mai pensato di lasciar prendere da una donna una gran parte della mia vita. Se non da voi,che siete la più completa ch'io abbia conosciuta, tanto meno dalla debole creatura che avete trovata presso di me. E poichè la vostra indagine non deve prescindere da quello che voi già sapete dei miei istinti, vi sarà facile scorgere nell'unione ibrida che deplorate una coerenza rigorosa. Quando sposai, io non avevo ancora la coscienza di me stesso. Se l'avessi avuta, avrei affermato forse dinanzi a una donna più forte e più altera il mio diritto di supremazia. Ma, intanto, anche allora i miei istinti agirono. L'umiltà di Teresa era per essi la calamita naturale. Il caso determinò l'incontro di lei ed essi la sentirono, vi si attaccarono, la tennero. Nella storia semplice di questo matrimonio è la prima impronta precisa del mio temperamento di uomo. E badate che non sono mutabile. Vi conviene?

Meralda

(come rassegnata)Mi conviene.

Stefano

In uno stato di guerra, o in un concordato di pace?

Meralda

La guerra, se mai, è già finita. Dopo aver cedute le armi, io sono qui con la bandiera bianca. In piena pace, io accetto da stasera il vostro regime,e sarò per voi, se lo vorrete,(con una sfumatura di tristezza)... un altro episodio. Nell'artista che mi ha aperto solennemente le porte del suo tempio c'è per me quanto basta affinchè io mi rassegni fin da ora... all'indifferenza dell'uomo.

Stefano

(quasi celiando — galantemente)Ma chi vi ha mai parlato d'indifferenza? Sono ben lontano dal voler sacrificare all'imperialismo maschile le più belle energie dell'umanità: quelle, cioè, che hanno poi fatto credere all'esistenza dell'amore. Io voglio anzi risvegliare queste energie, e risvegliarle soprattutto infrangendo i ceppi di ciò che si chiama morale e i convenzionalismi di ciò che si chiama civiltà. Mi emancipo dall'una e dall'altra e tento di rinnovare almeno nelmioregno il culto della sincerità umana. Indifferenza, no. Sarebbe la negazione di questo culto.(Animandosi sinceramente)Io, per mio conto, dico bensì alla donna: — Se tu vieni a porre dei limiti alla mia indipendenza o a segnare alle mie azioni un confine che non sia quello del trionfo incondizionato, io ti respingo; ma se vieni ad alimentare con la tua sensibilità squisita la mia fantasia o a cercare in me la molecola che, proveniente da Dio o dal fango, è sacra, comunque, alla continuità delle cose terrene, oh! allora che tu sii la benvenuta! Io t'aspettavo — le dico — , mia gentile ospite preziosa, e finchè mia saprai essere, vorrò che tu non t'avveda neppure della legge ineluttabile che mi eleva al di sopra di te!

Meralda

Ebbene...(con un piccolo sospiro)la più completa donna che voi abbiate conosciuta non vi chiede di più.(Lascia cadere il fazzoletto.)

Stefano

(si accinge a raccoglierlo. Mette un ginocchio a terra, indugiando in quell'atteggiamento.)E il più fiero uomo in cui voi vi siete imbattuta è... ai vostri piedi.

Meralda

Per averne almeno l'illusione ho fatto cadere il mio fazzoletto.

Stefano

Io, per averne il pretesto, l'ho raccolto.(Glie lo porge.)

Meralda

(lo prende.)

Stefano

(le trattiene la mano e glie la bacia.)

Meralda

(ostentando un moto di meraviglia)Grazie.

Stefano

(si leva.)

Meralda

(con un bizzarro balzo del pensiero, levandosi anche lei)Avete mai domandato a voi stesso se nella mia persona non ci sia... un'altra persona, diversa da quella che la gente vede?

Stefano

Voi non siete per me che qualeiovi vedo. E fuori della mia visione, per me, non esistete più.

Meralda

E... il mio passato?... Non v'intriga? Non vi dà a pensare?

Stefano

No.

Meralda

Sicchè, voi vi accontentate di sapere quello che sanno tutti, cioè... che io sono nata in una piccola città del Veneto da una nobile famiglia decaduta, che adolescente sposai un gran signore tedesco....

Stefano

... e che a ventiquattro anni, in un vecchio castello della Selva Nera, rimaneste vedova, nobile, milionaria e sola. Mi pare che del vostro passato abbiate già reso conto più del necessario.

Meralda

(guardando con occhi scrutatori)Una cronaca così sommaria non suscita in voi nessuna diffidenza?

Stefano

Nessuna.

Meralda

Me ne duole.

Stefano

Per quale ragione?

Meralda

Dovreste intendere che una donna come me è tormentata dalla curiosità di conoscere che cosa sarebbe lei per l'uomo preferito, se ella non potesse contare sulle sue qualità ufficiali.(Animata da un palpito di sincerità)Per un giorno, per un'ora, io vorrei che diffidaste dei miei blasoni o che mi credeste abbandonata dalla società decorativa che mi circonda di rispetto e d'ammirazione, e, in quel giorno, in quell'ora, io vorrei sperimentare soltanto lemiefacoltà personali ed essere per voi quella che sono dentro di me senza la luce abbagliante del mio palcoscenico.

Stefano

Ma la mia lealtà, Meralda, vi farà rifuggire dal penoso esperimento. Davvero non comprendo come possa pungervi l'acre curiosità di cui mi parlate. Sarebbe lo stesso ch'io desiderassi conoscere che cosa sarei per voi se non fossi colui che questa sera, con la sua poesia, ha sollevato all'estasi dell'arte la folla varia che gremiva le vostre sale. Voi dite che vorreste separare, per un giorno, per un'ora, la vostra essenza di donna dal fulgore della principessa Heller? Orbene, voi sognate una separazione mostruosa: la distruzione d'un capolavoro. Restate, restate nella vostra regalità, Meralda! Non interrompete, nemmeno per un giorno, nemmeno per un'ora, il ritmo di questo inno che è la vostra esistenza, e non togliete a me, nemmeno per unistante, rimpicciolendovi al mio cospetto, il convincimento d'aver conseguita una vittoria insigne!

Meralda

(un po' scossa e ferita, ma dissimulando)Rassicuratevi. Non lo farò. Le vostre parole sanno incidere il diamante.

Stefano

Per imprimere in esso il mio stemma di poeta....

Meralda

(continuando)... e la vostra volontà!(Mutando tono)Mi accompagnate sino alla carrozza, mio vincitore?

Stefano

(dolcemente)Come uno schiavo.

Meralda

(ha, di nuovo, un moto di ostentata meraviglia graziosa.)

Stefano

E talvolta anche più docile d'uno schiavo mi piacerà sembrarvi.

Meralda

(sorridendo un poco, gli colpisce lievemente il viso col ventaglio.)Il mio mantello, vi prego.

Stefano

(prende il mantello e, mettendoglielo addosso, dopo aver gettato attorno uno sguardo prudente, le sussurra all'orecchio:)Siete mia?

Meralda

(a fior di labbro)Ahimè, sì.

Stefano

Ed io?... Sono vostro?

Meralda

(con gentile umorismo)Ahimè, no.

Stefano

(le offre il braccio, ch'ella accetta, e la conduce verso il fondo.)

Meralda

(indicando la porta a destra, dalla quale sono entrati)Non di qui?

Stefano

V'insegno la via più corta.

Meralda

Per uscire....

Stefano

Per ritornare.

(Spariscono nel parco.)

VALENTINO, STEFANO, TERESA, poi ROMOLO.

Valentino

(dopo qualche istante, scherzosamente di dentro)La Dea se n'è andata, signora Teresa!(Fregandosi le mani entra, e, non trovando Teresa, esclama con comicità chiassona:)Mi sparisce sempre questa moglie del grand'uomo!(Esce per la prima porta a destra chiamando:)Signora Teresa!... Signora Teresa!...

Stefano

(dal fondo — vede Valentino che infila la porta)Dove vai tu? Dove t'avvii?

Valentino

(tornando)Avevo visto dal mio osservatorio che accompagnavi la principessa alla carrozza, ed ero venuto qui per fare quattro chiacchiere di commento con la signora Teresa. Non ce l'ho trovata, e sono andato a chiamarla.

Stefano

Se credi che adesso io abbia voglia di assistere alla vostra conversazione, t'inganni a partito.

Valentino

Non converseremo.

Stefano

Ma che c'era da commentare? Io non ne posso più di tutte le piccinerie che ingombrano la mia casa!

Valentino

Quali sarebbero le piccinerie?

Stefano

(senza rispondergli, in un fremito di aspirazione)Ah! la gioia di vivere solo!

Valentino

(con zelo pietoso)Senti, ora che viene la signora Teresa, non trattarla troppo male. Il suo corpicino e il suo cervello sono già sgretolati dalle continue scosse.

Stefano

Tu fantastichi sopra ogni inezia.

Valentino

Ma se tu sapessi ciò che ella ha fatto stasera, ti allarmeresti come me!

Stefano

Cos'è che ha fatto?

Valentino

(vedendola venire)Zitto, è qui!

Teresa

(entra, e ha gli occhi rossi di pianto. Un silenzio. Poi, a Stefano, con voce trepida)Hai incaricato Valentino di chiamarmi?...

Stefano

(cercando di contenersi per non essere brusco)No, Teresa.

Teresa

E allora, vuoi che me ne torni in camera mia?

Stefano

È superfluo anche il domandarmelo. Non abbiamo nulla da dire, Teresa; e questa tua irrequietezza... mi addolora moltissimo. Preferisco evitarti.

Teresa

La mia irrequietezza?!...

Stefano

Anche Valentino mi faceva osservare che stasera sei in uno stato poco normale.

Valentino

(ha un moto di fastidio per la sciatta imprudenza di Stefano.)

Teresa

Ero così felice del tuo successo!...

Stefano

E che è accaduto da farti mutare? Devi avere perfino pianto! Io ti domando se è bello che tu venga a rattristarmi proprio stasera.

Valentino

(brontola tra sè:)Se non me ne vado, io scoppio.(Esce dal fondo per prendere aria nel parco.)

Teresa

... Quella parola mi ha turbata, mi ha offesa....

Stefano

Quale parola?

Teresa

Quella che mi ha detta la principessa.

Stefano

La principessa non ha avuta nessuna intenzione di offenderti. Dio buono, tu eri un pochino grottesca, e lei, involontariamente, ha lasciato scorgere la sua impressione. D'altronde, così imparerai a non uscir mai fuori della tua nicchietta. Non è neppure delicato da parte tua il mettere me in certi imbarazzi. E dire che in fondo tu hai l'illusione d'essere una moglie perfetta!

Teresa

Non ho questa illusione, Stefano. Anzi, sospetto sempre di sbagliarmi. Ma correggimi. Insegnami. Io non chiedo di meglio.

Stefano

Ah! se devo passare il mio tempo a correggerti e a insegnarti!...

Teresa

Ma sarà per me un martirio senza nome il riuscirti molesta.

Stefano

Ingègnati a modificarti da te.

Teresa

Vorrei sapere almeno con precisione in che cosa non ti accontento.

Stefano

Stasera, per esempio, questi occhi rossi e questa voce piagnucolosa mi sono insopportabili. Non ci vuol molto a intenderlo.

Teresa

Ebbene, cercherò d'essere allegra....(Sforzandosi)Ecco, ecco, lo vedi!... Sì, è verissimo, ero grottesca parlando con la principessa. Adesso, anche a me sembra d'essere stata grottesca. E non me ne dolgo. No. No. Ne rido.... Ne rido adesso...(Comincia a ridere.)

Stefano

(irritandosi)Va bene.... Capirai che questa finzione è un rimedio peggiore del male.

Teresa

(ridendo forte)No, no.... T'assicuro che rido.. T'assicuro che rido di cuore....

Valentino

(dal fondo)Ah! il buon umore ritorna quando non ci sono io?

Teresa

(il cui riso, nello sforzo doloroso, diventa convulso)Se sapeste, Valentino, se sapeste come sono stata buffa!...

Valentino

(allarmato)Ma, perbacco, questo non è un riso che fa buon sangue!

Stefano

(prorompendo)Mi fate il favore di non importunarmi più oltre? È mai possibile che non sentiate il dovere di rispettarmi come si conviene?!

(Il riso diTeresacessa a un tratto quasi ella fosse un automa di cui si sia spezzato il congegno. Si piega nelle ginocchia, e automaticamente siede.)

(Un lungo silenzio.)

Valentino

(timidissimo)A me pare d'averti sempre rispettato, Stefano.

Stefano

Non è di te che più mi lamento.

Teresa

Dunque,... sono io che ti manco di rispetto?

Stefano

(seguendo il filo delle sue idee con sincero convincimento)Per poter serbare il fosforo che mi abbisogna, io debbo concentrarmi nella mia ispirazione, nel mio lavoro; debbo sfuggire, senza aver pietà di nessuno, allo sfruttamento, sia pure affettuoso, d'ogni vita altrui che voglia abbarbicarsi alla mia! Se la donna che tiene a chiamarsi mia moglie non fosse una piccola creatura qualunque, saprebbe stare al mio fianco, amorevole e vigile sì, ma vivendo della propria vita. Così come ella è, non ha che un solo mezzo per rispettarmi nel senso intero e nobile della parola: quello di rassegnarsi ad esistere il meno possibile!

Teresa

(credendo di celare lo strazio infinito che la consuma)Se è per il tuo bene, io cercherò di sparire addirittura.

Stefano

Brava! Per maggiore consolazione, ora mi minacci la tragedia del suicidio.

Teresa

No, Stefano! No. Non intendevo parlarti di questo. Il suicidio... non è per me. Io ti dicevo solamente che potrei... che potrei andarmene.

Stefano

(fermandosi sull'idea da lei espressa)Dove?

Teresa

Che so?... In un convento.

Stefano

Ma che convento!

Teresa

Oppure dalla zia.

(Breve pausa.)

Stefano

Io,... naturalmente,... te lo impedirei. Nondimeno, convengo che se tu volessi andartene da tua zia, non per sempre, beninteso, ma per un po' di tempo..., avrei torto d'impedirtelo. Ella abita qui vicino.... Ci potremmo vedere spessissimo.... Intanto io lavorerei un poco nella solitudine per terminare almeno l'opera che ho promessa; e tu, temprata dalla lontananza di qualche mese, ritorneresti più disposta ad essere come io ti desidero.

Teresa

(scoppiando a piangere)Per sempre, per sempre, Stefano!... Io ti sono di peso.... È da un pezzo che lo vedo e mi sono affaticata a negarlo a me stessa.... Io sono il tuo incubo.... È meglio che me ne vada per sempre!

Stefano

Teresa, per carità! Non tormentarmi anche con le tue lagrime!

Valentino

(che finora ha taciuto a stento)Ma santissimo cielo, stai per mandarla via e non vuoi permetterle nemmeno di piangere?!

Stefano

(fa un gesto di esasperazione)Oh!...(E, uscendo per la prima porta a destra, con violenza la chiude.)

Teresa

(piange, ora, dirottamente)Per sempre, per sempre, perchè egli non può sopportare più la mia presenza.

Valentino

Ma no. È una serata di burrasca eccezionale. Credete a Valentino.

Teresa

(con un'angoscia più intima, più chiusa, a cui il suo pianto cede)Io non sono degna di essere sua moglie. Questa è la verità. Perciò è necessario... che lo liberi di me.

Valentino

Domani, a mente calma, ci rifletterete. E sono sicuro che....

Teresa

Ma io non aspetterò sino a domani. Perderei il coraggio che ho in questo momento, e non saprei più muovermi di qui.

Valentino

È appunto questo che deve accadere.

Teresa

(lenta nella voce piena di terrore)E così, dopo avergli guastata tutta la vita, io mi struggerei, mi struggerei di rimorso, e sarei da lui odiata e maledetta come una nemica!(Poi, scatta stranamentevibrante)No!... Non voglio, non voglio!... Non voglio!

Valentino

(impressionato)Ecco che vi lasciate prendere ancora da quella frenesia ingiustificata, che mi dà i brividi!

Teresa

(senza badargli, in una crescente sovraeccitazione)No, no.... Voi non sapete.... Voi non vedete come vedo io....(Alzandosi)Presto!... Presto!... Fuori, sulla strada, ci deve essere ilcoupécon cui siete venuto qui. È una circostanza propizia e io ne approfitto.(Si mette il cappello che era sopra una sedia, tremando in tutta la persona.)

Valentino

Per amor di Dio, per amor di Dio, signora Teresa, rientrate in voi!(Nel più vivo orgasmo, si avvicina urgentemente alla porta a destra.)Stefano!... La signora Teresa vuole andarsene adesso!(Un silenzio.)Stefano!...

Teresa

Lo vedete che non risponde.

Valentino

(chiamando più forte)Stefano!

Teresa

(guarda intensamente l'uscio.)

Valentino

(è tuttora lì in attesa, ma non osa più chiamare.)

(Un più lungo silenzio.)

Teresa

(come se avesse ascoltata la sua condanna)Non risponde.

Valentino

(risoluto a secondarla)Orsù, dopo tutto, visto che non andate che dalla zia, io ho torto di preoccuparmi tanto. Voi dite: «per sempre», e io sono convinto che sarà «per un giorno solo».(Prendendo il paltò e il mantello)Vi accompagno.

Teresa

No, Valentino. Al contrario: io desidero che restiate presso di lui. Egli è così nervoso, stasera....

Valentino

Ma fra venti minuti sarò di ritorno....

Teresa

Io mi sentirò tranquillasoltantose restate.(Si avvia.)

Valentino

(ostinatamente va per seguirla.)

Teresa

(si volta, energica)Vi supplico di non venire!

Valentino

(fermandosi desolato)È destino che io non debba mai agire a modo mio!

Teresa

(appoggiata con una spalla allo stipite della porta centrale — lasciando in ogni parola un pezzo del suo cuore)E dite a Stefano... che io... anche lontana da lui... vivrò sempre con lui... e che se egli, un giorno, mi perdonerà... d'averlo importunato per tanto tempo... avrà fatto per me... molto più di quanto io avrò sperato.... Vi saluto, Valentino(Esce.)

Valentino

(solo, asciugandosi qualche lacrima)E no!... Così non va!...(Quasi inconsciamente, corre versoil parco; ma si ferma poco di là dalla soglia e mormora con rassegnazione:)Sparita.(Torna indietro, lento, scoraggiato. Tocca il bottone del campanello.)

Romolo

(dalla comune, assonnato.)

Valentino

Hai chiuso tutto dall'altra parte?

Romolo

Ho chiuso.

Valentino

Qui chiudo io. Puoi andare a letto.

Romolo

(via.)

Stefano

(entra turbatissimo, lugubre. Indossa una elegante e semplice giacca da camera.)

Valentino

Troppo tardi vieni. La signora Teresa se n'è già andata.

Stefano

Lo so. L'ho sentito.

Valentino

Ha preso il tuo coupé, per farsi condurre da sua zia.(Chiude l'uscio in fondo, e mette la spranga ai battenti.)

Stefano

Credevo che tu l'avresti accompagnata.

Valentino

Non ha voluto.(Dopo una breve pausa, non potendo comprimersi)Sei un ingrato!

Stefano

(nervosamente)Ingrato perchè? Ingrato a chi?! Non debbo nulla a nessuno. E nessuno mi è stato e mi sarà mai indispensabile!

Valentino

Neanche lei?!

Stefano

Lei meno di ogni altro!

Valentino

Ah sì? Ed è per questo che sei così turbato?

Stefano

Ciò che mi turba è solo il pensiero che ella soffra molto. Non ho nell'anima tanta cattiveria quanta ne mostro in certi momenti.(Severo e tagliente)Ma che Teresa mi sia indispensabile, è falso ed è inverosimile!

Valentino

(con un accento insinuante)La più umile donna può essere indispensabile all'uomo più orgoglioso.

Stefano

(asprissimo)Tu sei il filosofo degli inetti. Va' al diavolo!

(Un silenzio.)

Stefano

(siede alla scrivania.)

Valentino

Ti disponi a lavorare?

Stefano

... Sì.

Valentino

E potrai lavorare?

Stefano

(con alterigia non sincera)... Sì.

Valentino

(accende la lampada elettrica che è sulla scrivania e spegne tutte le altre lampade.)

Stefano

(coi gomiti sulla scrivania, pensoso, abbattuto, poggia la testa tra le mani.)

Valentino

Buona notte.(Si avvia per uscire a sinistra. Di botto si arresta.)Stefano!... Qualcuno raschia alla porta.

Stefano

(come a sè stesso, in ansia)Chi è?

(Tutt'e due ascoltano.)

Valentino

Il rumore continua...(Si slancia per aprire.)

Stefano

(in fretta lo raggiunge, lo scosta, toglie la spranga e spalanca i due battenti.)

Teresa

(che era lì, aggrappata ai battenti, col corpo stecchito, le braccia erette, la capigliatura strappata dal cappello perduto nella corsa precipitosa, all'aprirsi della porta, perde il sostegno, dall'alto del gradino si piega su lui, e scivola ai suoi piedi come in ginocchio.)

Stefano

(dà un grido:)Teresa!(La solleva, la trascina sino a una poltrona e ve l'adagia.)

Valentino

(resta appartato, temendo d'essere di troppo, ma è intento, palpitante, trepidante.)

Teresa

(senza parola, senza fiato, immobile, dilata le pupille che non hanno più lucentezza. Il suo volto è cadaverico.)

(Qualche istante di solenne sospensione.)

Stefano

Teresa!... Tu non parli?... Perchè non parli?...

Teresa

(in una specie di risveglio confuso)Ho visto... ho visto... un bimbo sperduto nel bosco....(Con subitaneo mutamento la sua fisonomia ha un'espressione di tremebondo stupore.)E come infuriava ilvento!...(Indi, con voce carezzevole)Ma tutte le cose del mondo sono belle!...

Stefano

(scattando nel tumulto delle emozioni)Valentino!... Che è questo?...

Valentino

(inorridito, con le mani nei capelli, in una intensa invocazione spasmodica)Dio mio!

Teresa

Tutte le cose del mondo sono belle!

(Sipario.)


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