ROMANO
(al colmo della confusione, rilevando di tasca il foglio e facendolo in pezzi)
Ma no! Ma no!... Ma se è una bozza... fatta per scherzo! È stato Lorenzo!
JACOPO
Ah ecco, ecco! già! Scherzi da merciaio, infatti!... Ora capisco! C'è Lorenzo qui!... Che cosa non venderebbe quello?!... E tu? eh?... «al suon di quel metallo»...? Bravo, bravo!... Oh! Ma glie lo dò io il palazzo a quel...
ROMANO
(disperato)
Jacopo!! T'ho detto a che cosa mi servono i denari!... È una cosa sacra!! Tu non hai il diritto di buttarmi all'aria quest'affare!!...
JACOPO
Ma ne ho diecimila diritti! Se ti vedo scavalcare la finestra non ho diritto di fermarti!?... Romano!(afferrandolo e fissandolo negli occhi) C'è un Dio che guida i nostri destini!... Se non fosse stato scritto lassù io non sarei capitato qui in questa sera! Tu non mi avresti mostrato le tue piaghe...
ROMANO
Ma io non ti ho chiesto nulla!...
JACOPO
Lasciami dire. Non sei tu. Era scritto, ti dico!... M'è bastato di toccare questa pietra nera, per sentire che le radici mie son qua dentro. È ora ch'io mi ritiri nel mio angolo di rocca, come uno dei nostri vecchi capitani di ventura. Siamo gli ultimi veri Della Lizza, Romano; si deve morir qua dentro... tutti e due in piedi.Sacré Nom!Con l'ultima sfida sulla bocca!!... Che si provino a venire a comprare il palazzo, coi loro fogli da mille bisunti e puzzolenti! Si provino a toccarci. Si provino!... Li riceveremo a frustate!... Tutto quel che ho fatto mi fa ridere, in confronto a quel che mi sento di fare. Fino a ieri fu guerriglia. Da domani, incomincia la vera guerra! Guerra di grande stile, vivaddio!... E l'ho già tutta qui! (puntandosi l'indice nel mezzo della fronte) Tutta qui. Giornata per giornata. Vittoria per vittoria! Domani il porcaro Harlem. Posdomani il ciabattinoRicotti. Fidanzamento di Selvaggia! Sponsali di Gaia! I più belli che abbian visto in Siena!!... Che stoffa di generale per Dio!... Jacopino! Esulta! È nato dal tuo sangue chi offuscherà la tua gloria!!...
ROMANO
Jacopo!... Che cosa vuoi fare, insomma?
JACOPO
Ma non t'avvedi, Romano, che... per rinnegar me, dovresti rinnegare tutto il nostro passato?... Non è stato tutto: coraggio e astuzia... fermezza e tenerezza... rose per le donne, ferro per gli uomini... guerra dichiarata a chi ci si metteva fra i piedi, avesse ragione o torto... Un fine solo: tener alta l'Impresa della Casata: «Semper invictus!» «Semper invictus!»... A questo fine tutti i mezzi buoni!... È colpa nostra se eravamo una razza nata per imporre leggi, e non per obbedire a quelle degli altri?... La borghesia, Romano, s'è arricchita alle nostre spalle!... Quel poco che riusciamo a riprenderle è santamente ripreso!!...
Si spalanca a un tratto l'usciolo del fondo. Appare Gaia, in veste da camera, agitatissima.
Si spalanca a un tratto l'usciolo del fondo. Appare Gaia, in veste da camera, agitatissima.
GAIA
Babbo (si ritira subito alla vista di Jacopo).
ROMANO
Gaia! che cosa c'è? Vieni avanti!... La mamma sta male?
GAIA
No... no... è un'altra cosa...
ROMANO
Che cosa, Gaia? Ma entra, dunque!
JACOPO
(che è rimasto come incantato)
Gaia! Hai paura di me? Non ti ricordi più di una gran bambola bionda bionda... e le mettesti nome Elsa?
GAIA
Ah! è lo zio Jacopo... scusi... sono così stordita... come sta?...
JACOPO
Sto male... perchè ti vedo tutta in pena!
ROMANO
Ma insomma, Gaia, vuoi parlare sì o no? Che cos'è successo? Che cos'è quel biglietto che hai in mano?
JACOPO
Se fosse del tuo Piero...
ROMANO
Lui (indicando Jacopo) sa tutto... puoi dir tutto...
JACOPO
Del resto posso anche star da parte... (ritirandosi da un lato).
ROMANO
Dunque?
GAIA
(tutta vergognosa, a Romano)
È Piero... Ma che c'è, ch'io non so?... Mi par d'impazzire. L'ho lasciato alle cinque... È stato tutto come il solito. Adesso mi manda un biglietto... «Che non pianga... (piange) che il suo amore è così forte che vincerà tutto... cercherà lavoro... a Firenze... Bisogna aver la forza di aspettare un anno... forse due...»!
ROMANO
(furibondo)
È stato Lorenzo! Glie l'ha voluto dire... Havoluto dire a Piero che io non posso far la dote a Gaia... Capisci, Jacopo!!
GAIA
Ma dunque è vero?
JACOPO
Ah! Ah! Ah! (ridendo) Povera piccola Gaia... (Gaia lo guarda dapprima spaventata).
Ha corso un bel pericolo davvero il vostro bel sogno campestre!... Ma il Diavolo aveva fatto i conti senza lo zio Jacopo!... Il quale è qui, proprio per annunziare a tuo padre... indovina un po' che cosa?... Un'eredità.
GAIA
(saltando come una bimba)
Davvero?!
ROMANO
Jacopo!
JACOPO
Bravo! Non volevi che glie lo dicessi? Bel gusto a farla patire?
GAIA
Perchè non volevi che me lo dicesse, babbo?
JACOPO
E... vediamo un po' se indovini... da chi ci viene questa eredità.
GAIA
Ma!... Come vuol che faccia?...
JACOPO
Quel nostro prozio... che aveva girato tutto il mondo... e poi s'era fermato a Giava a piantar caffè...
GAIA
Quello ch'è morto l'anno scorso?
JACOPO
Sì, sì, alla tenera età di 99 anni!...
GAIA
(mezza pazza d'allegria)
Lo zio Tom, babbo?!
JACOPO
Ecco! Ecco! precisamente lo zio Tom!... È lui che vi fa sposare!...
GAIA
Ma se non m'ha mai mandato nemmeno una cartolina illustrata!
JACOPO
Che c'entra? Lui non ha avuto altro gentile pensiero che quello di morire. Ma siccome ha lasciato un po' di denaro, quel denaro... finalmente...dopo un anno... viene a noi... Lo devo riscuotere domani a Roma.
GAIA
Oh Dio! Dio! Che bellezza! Babbo! Babbino mio! perchè non ridi? Perchè non ci mettiamo a saltare tutti e due?
JACOPO
Vedi che lo zio Jacopo non è soltanto buono a portar delle bambole?!
GAIA
Ma perchè il babbo non è contento? Perchè tremi?... Oh! Dio ti senti male! (aiutandolo a sedere) Babbo?!
ROMANO
No, no.
JACOPO
È commosso! Sfido io! La troppa felicità! Io non svengo... perchè non è mia abitudine... Ma credi che sto per far capriole dalla gran gioia! Povera, cara, Gaiuccia nostra!...
GAIA
Grazie, zio Jacopo!... Senti com'è buono lo zio Jacopo?... E tu perchè stai così, e non mi dici nulla di bello?... Perchè non sei contento?... Oh! Se ci fosse qua Piero!
JACOPO
Bisogna scrivergli subito! Una bella letterina! La manderemo dal servo.
Gaia ha uno scatto gioioso.
Gaia ha uno scatto gioioso.
ROMANO
(afferrandola)
No!... (raddolcendo modi e voce) Meglio no... ancora Gaia.
JACOPO
Ma perchè?
ROMANO
(carezzandola)
Sii buona... abbi pietà... Gaia... Amore mio!
GAIA
Ma pietà di che? di che? Io impazzisco!...
JACOPO
Vaneggia!... Ma che diavolo dici, Romano? Perchè non vuoi che la nostra Gaiuccia scriva al suo Piero?
ROMANO
(con un urlo terribile)
Ma perchè non è vero!!
GAIA
(sbiancando di terrore)
Che cosa non è vero? Oh Dio! che cosa, babbo? (Romano ricade affranto) Tu mi fai paura!... Mi fai morire!... L'eredità è troppo piccola... non basta... di', è questo?
JACOPO
Ma basta e n'avanza! Vaneggia! ti dico che vaneggia!... Romano... Rientra in te... Abbi compassione di questo piccolo cuoricino che piange... e sei tu che lo fai piangere... e senza un perchè al mondo!... Ma se avevamo già perfin fissato quando vi sposeremo... figurati, Gaia!
GAIA
(alzando gli occhi pieni di lagrime)
Davvero?... Quando?...
JACOPO
Il tempo di preparare le carte: il 1º d'ottobre! (consultando un calendarietto tascabile) Cioè no, no, pardon, è venerdì... il 2, ecco!
GAIA
(pazza di gioia, stringendogli le ginocchia)
Babbo!... E tu non mi dici nulla... nulla!
Romano afferra a un tratto la testolina di Gaia, se la stringe al petto scoppiando in un pianto dirotto.
Romano afferra a un tratto la testolina di Gaia, se la stringe al petto scoppiando in un pianto dirotto.
JACOPO
Oooh! Vedi? Vedi? Ecco!... Sei contenta?... Ora ti dice tutto!
GAIA
M'avevi fatto tanto paura, babbo! Quando hai gridato così forte!... Oh! che male, babbo, m'hai fatto qui... (segna il cuore) M'è parso a un tratto d'essere come sotto una scure che mi scendesse sul collo...
La mano tremante di Romano corre quasi a proteggere, carezzando la nuca minacciata.
La mano tremante di Romano corre quasi a proteggere, carezzando la nuca minacciata.
Sì, sì, M'è parso come se tutto il mondo finisse... come se non lo dovessi mai più rivedere! mai più! mai più! mai più! (piange).
ROMANO
No! no! Gaia! (con disperata preghiera) Non piangere!
JACOPO
(asciugandosi in fretta una lagrima)
Sacré Nom de Dieu!... Vedo che bisogna fare una parte di forza qua, se non vogliamo allagare la stanza!... Signorina Gaia!!! Sarebbe lecito sapere per quale ragione non correte immantinenti a scrivere al vostro Piero la meravigliosa storia dello zio Tom, invece di obbligare le nostrevenerande canizie, nere o bianche che siano, a lagrimare sulla vostra felicità?
GAIA
(un facile sorriso le riappare sul volto rosso di pianto, ma sul punto di alzarsi guarda il padre come oscurata da un'ombra di paura)
Non me lo dirai più, che non devo scrivergli?...
Romano sa soltanto guardarla con un sorriso trasognato.
Romano sa soltanto guardarla con un sorriso trasognato.
JACOPO
No! no! Non aver paura. Non te lo dice più. Garantisco io!... È stata un po' di gelosia paterna... Dopo tutto come si fa a non essere un po' gelosi di Piero. Anch'io, vedi, sono geloso... Sei troppo bella... sei troppo un angelo!! (prendendole una mano e baciandogliela) Via! Via! Di corsa!... Senza più voltarsi indietro!
GAIA
(indugiandosi nell'andare)
Buona sera.
JACOPO
(pieno di commozione)
Niente «buona sera»! Niente «buona sera»! Via! Via! Ho detto! Via!
Gaiaesce sorridendo.JacopoeRomanorestano ancora un poco a guardare verso l'usciolo del fondo con gli occhi lucidi e la bocca sorridente.
Gaiaesce sorridendo.JacopoeRomanorestano ancora un poco a guardare verso l'usciolo del fondo con gli occhi lucidi e la bocca sorridente.
JACOPO
Grazie, Romano! Era giusto che la provassi anch'io una gioia come questa, una volta nella vita! Mi sembra d'esser ribenedetto!... Mi sembra d'esser tutto anima! tutto forza! Tutto volontà!... Ah!... Addio, Romano. Domenica: fidanzamento. Siamo intesi.
ROMANO
(dopo averlo guardato come inebetito avviarsi verso l'usciolo del fondo, a un tratto si slancia a fermarlo)
Jacopo!
JACOPO
Romano?
ROMANO
Dove vai?
JACOPO
All'albergo. Anzi alla Posta prima di tutto. Voglio imbucarla con le mie mani la lettera all'amico contrabbandiere! (levandola di tasca e mostrandola) Troppo importante!
ROMANO
No! No! Devi restare. Mi devi dire...
JACOPO
Che cosa?
ROMANO
E... domattina... partirete insieme?...
JACOPO
(sospirando comicamente)
Domattina mi caricherò quella balena... Povere gomme! Speriamo bene! Ba'. Addio, Romano!
ROMANO
(riafferrandolo)
No. No. No. No! Voglio sapere! Gli ti siederai accanto... parlerai del più e del meno... lo divertirai... come un sicario che gode accarezzando la sua vittima?...
JACOPO
Ma tu sei matto. Gli farò l'onore di trattarlo da pari mio!Voila tout!
ROMANO
No. Ancora. Voglio sapere: a Roma?...
JACOPO
Ci divertiremo... Mi sembri un ragazzo... parola d'onore!
ROMANO
Lo stordirai eh? di vino... di bagordi?...
JACOPO
Ah! Ah! Ah! Questa è buona! Gli insegno io a bere il vino!... Corruzione di minorenne! Ma davvero credete che tutti i suoi viaggetti a Roma, li faccia soltanto per comperare sassi? I sassi etruschi sono incaricati di conservare la pace coniugale, ma se vedessi che pezzo d'amante che si tiene a Frascati! Fa piangere, te lo giuro, a vederla in quelle mani!... Ba! ba! ba! Qua un bell'abbraccio!... e lasciami andare a dormire. Non ti ricordi nel decalogo del nostro Jacopino: «Inante la battaglia, dormir bene ti vaglia!»
ROMANO
(aggrappandosi e trascinandolo verso il banco)
No, per Dio! No, per Dio! Devi dir tutto, fino in fondo, fino in fondo! Giocherete?...
JACOPO
(seccatissimo, alzando gli occhi al cielo)
Giocheremo.
ROMANO
Tutto! Tutto! Mi devi sputare in faccia tutto il tuo marcio... Mi devi insegnare!
JACOPO
Eh?... Professore dibaccarat!... (ride cercando di liberarsi da Romano).
ROMANO
Non ridere!! Siamo o non siamo due ladri?
JACOPO
Eh?!!!
ROMANO
Credi d'esser solo a saper rischiare tutto per Gaia... Credi che io non sia buono da niente... credi ch'io ti voglia aspettare qui?... come un vile?... Ci devo essere anch'io là!... Perchè Gaia è mia! È mia Gaia!!... Insegnami... Jacopo... Insegnami!!
FINE DEL SECONDO ATTO.