come se il figlio parlasse per la sua bocca:
come se il figlio parlasse per la sua bocca:
Che l’amore di lui non le mancò mai, fino all’ultimo momento.
Don Giorgio
Sì. Ma facendoglielo sapere con tutte le debite cautele, scrivendone alla madre di lei, là.
Donn’Anna
c. s.
c. s.
Che non le mancherà mai, mai quest’amore!
Don Giorgio
stordito:
stordito:
Come?
Donn’Anna
con la massima naturalezza:
con la massima naturalezza:
Se ella saprà tenerselo vivo nel cuore, aspettandone di qua il ritorno, com’io lo aspetto di là. — Seella lo ama, m’intenderà. E il loro amore, per fortuna, era tale che non aveva bisogno per vivere della presenza del corpo. Si sono amati così. Possono, possono seguitare ad amarsi ancora.
Donna Fiorina
costernata:
costernata:
Ma che dici, Anna?
Donn’Anna
Che possono! Nel cuore di lei. Se ella saprà dargli ancora vita col suo amore, come certo in questo momento gliela dà, se lo pensa qua vivo com’io lo penso vivo là.
Don Giorgio
Ma crede, signora mia, che si possa, così, passar sopra la morte?
Donn’Anna
No, è vero? «Così» non si deve! La vita, sì, ha messo sempre sui morti una pietra, per passarci sopra. Ma dev’essere la nostra vita, non quella di chi muore. I morti li vogliamo proprio morti, per poterla vivere in pace la nostra vita. E così va bene passar sopra la morte!
Don Giorgio
Ma no. Altro è dimenticare i morti, signora (che non si deve), altro pensarli vivi come lei dice —
Donna Fiorina
— aspettarne il ritorno —
Don Giorgio
— che non può più avvenire!
Donn’Anna
E allora pensarlo morto, è vero? com’è là —
Don Giorgio
— purtroppo! —
Donn’Anna
— ed esser certi che non può più ritornare! Piangere molto, molto; e poi quietarsi a poco a poco —
Donna Fiorina
— consolarsi in qualche modo!
Donn’Anna
E poi, come da lontano, ogni tanto, ricordarsi di lui: — «Era così» — «Diceva questo» — Va bene?
Donna Fiorina
Come tutti hanno sempre fatto, Anna mia!
Donn’Anna
Insomma, ecco, farlo morire, farlo morire anche in noi; non così d’un tratto com’è morto lui là, ma a poco a poco; dimenticandolo; negandogli quella vita che prima gli davano, perchè egli non può piùdarne nessuna a noi. Si fa così? — Tanto e tanto. Più niente tu a me; più niente io a te. — O al più, considerando che se non me ne dài più è perchè proprio non me ne puoi più dare, non avendone più neanche un poco, neanche una briciola per te; ecco, di quella che potrà avanzarne a me, di tanto in tanto, io te ne darò ancora un pochino, ricordandoti — così, da lontano. Ah, da lontano lontano, badiamo! per modo che non ti possa più avvenire di ritornare. Dio sa, altrimenti, che spavento! — Questa è la perfetta morte. E la vita, quale anche una madre, se vuol esser saggia, deve seguitare a viverla, quando il figlio le sia morto.
Si ripresenterà a questo punto sulla soglia dell’uscio in fondo Giovanni, il vecchio giardiniere, sbigottito, con una lettera in mano. Vedendo Donn’Anna, si tratterrà d’entrare e farà cenno a donna Fiorina della lettera, badando di non farsi scorgere. Ma Donn’Anna, vedendo voltare la sorella e Don Giorgio, si volterà anche lei e, notando lo sbigottimento del vecchio, gli domanderà:
Si ripresenterà a questo punto sulla soglia dell’uscio in fondo Giovanni, il vecchio giardiniere, sbigottito, con una lettera in mano. Vedendo Donn’Anna, si tratterrà d’entrare e farà cenno a donna Fiorina della lettera, badando di non farsi scorgere. Ma Donn’Anna, vedendo voltare la sorella e Don Giorgio, si volterà anche lei e, notando lo sbigottimento del vecchio, gli domanderà:
Donn’Anna
Giovanni — che cos’è?
Giovanni
nascondendo la lettera:
nascondendo la lettera:
Niente. Volevo.... volevo dire alla signora....
Don Giorgio
che avrà scorto la lettera nelle mani del vecchio, domanderà con ansia costernata:
che avrà scorto la lettera nelle mani del vecchio, domanderà con ansia costernata:
Che sia la lettera ch’egli aspettava?
Donn’Anna
a Giovanni:
a Giovanni:
Hai una lettera?
Giovanni
titubante:
titubante:
Sì, ma —
Donn’Anna
Da’ qua. So che è per lui!
Il vecchio giardiniere porgerà la lettera a Donn’Anna e andrà via.
Il vecchio giardiniere porgerà la lettera a Donn’Anna e andrà via.
Don Giorgio
La aspettava con tanta ansia —
Donn’Anna
— sì, da due giorni! — Ne parlò anche a lei? —
Don Giorgio
Sì, per dirmi che lei doveva aprirla, appena fosse arrivata.
Donn’Anna
Aprirla? io?
Don Giorgio
Sì, per scongiurare a tempo, se mai, un pericolo che lo tenne fino all’ultimo angosciato —
Donn’Anna
— ah sì, lo so! lo so! —
Don Giorgio
— ch’ella commettesse la follia —
Donn’Anna
— di venire a raggiungerlo qua — lo so! — Se l’aspettava! S’aspettava ch’ella abbandonasse là i figli, il marito, la madre!
Don Giorgio
E a scongiurare questa follia mi disse, anzi, che aveva già cominciato una lettera —
Donn’Anna
— per lei?
Don Giorgio
Sì.
Donn’Anna
Allora è là!
Indicherà la tavola da scrivere.
Indicherà la tavola da scrivere.
Don Giorgio
Forse. Ma da distruggere ormai, per seguire invece l’altro suo suggerimento, di scrivere alla madre di lei. Ma veda, veda prima che cosa ella gli scrive.
Donn’Anna
aprirà con mani convulse la lettera.
aprirà con mani convulse la lettera.
Sì, sì!
Don Giorgio
M’ero trattenuto per lasciarle detto questo; e la lettera è arrivata.
Donn’Anna
traendola fuori dalla busta:
traendola fuori dalla busta:
Eccola, eccola.
Donna Fiorina
A lui che non c’è più!
Donn’Anna
No! È qua! è qua!
E si metterà a leggere la lettera con gli occhi soltanto esprimendo durante la lettura, con gli atteggiamenti del volto, col tremore delle mani, con le esclamazioni che a mano a mano le scatteranno dal cuore, la gioja di sentir vivere il figlio nella passione dell’amante lontana:
E si metterà a leggere la lettera con gli occhi soltanto esprimendo durante la lettura, con gli atteggiamenti del volto, col tremore delle mani, con le esclamazioni che a mano a mano le scatteranno dal cuore, la gioja di sentir vivere il figlio nella passione dell’amante lontana:
Sì — sì — gli dice che vuol venire — che viene, che viene!
Don Giorgio
Bisognerà allora impedirlo —
Donna Fiorina
— subito!
Donn’Anna
seguitando a leggere senza prestare ascolto:
seguitando a leggere senza prestare ascolto:
Non resiste più! — Finchè lo aveva là con lei... —
Poi con scatto improvviso di tenerezza:
Poi con scatto improvviso di tenerezza:
Come gli scrive! come gli scrive! —
Seguiterà a leggere, e poi con un altro scatto che sarà grido e riso insieme, quasi lucente di lagrime:
Seguiterà a leggere, e poi con un altro scatto che sarà grido e riso insieme, quasi lucente di lagrime:
Sì? sì? E allora anche tu potrai!
Poi dolente:
Poi dolente:
Eh, ma se ne dispera!
E ancora seguitando a leggere:
E ancora seguitando a leggere:
Questo tormento, sì —
Breve sospensione: seguiterà a leggere ancora un tratto, poi esclamerà:
Breve sospensione: seguiterà a leggere ancora un tratto, poi esclamerà:
Sì, tanto, tanto amore! —
Con altra espressione, poco dopo:
Con altra espressione, poco dopo:
Ah! ah no, no!
Poi, come rispondendo alla lettera:
Poi, come rispondendo alla lettera:
Ma anche, lui, anche lui, qua, sì, sempre per te!
Con uno scatto di gioja:
Con uno scatto di gioja:
Lo vede: lo vede! —
Poi, turbandosi improvvisamente:
Poi, turbandosi improvvisamente:
Ah Dio — ma ne è disperata, disperata. — No! ah, no!
Troncando la lettura e rivolgendosi a Don Giorgio e alla sorella:
Troncando la lettura e rivolgendosi a Don Giorgio e alla sorella:
Non è possibile, non è possibile farle sapere in questo momento ch’egli non le può più dare il conforto del suo amore, della sua vita!
Don Giorgio
Suggerì egli stesso per questo —
Donna Fiorina
— di non farglielo sapere direttamente!
Don Giorgio
Penserà la madre a —
Donn’Anna
Impossibile! Ne impazzirebbe o ne morrebbe! — No! no!
Donna Fiorina
Ma pure, per forza, Anna, bisognerà —
Donn’Anna
Ma che! Se sentissi com’egli è vivo, vivo qua, in questa disperazione di lei! — Come gli parla, come gli grida il suo amore! — Minaccia d’uccidersi! — Guai se non fosse così vivo per lei in questo momento!
Donna Fiorina
Ma come, Anna mia? come?
Donn’Anna
C’è lì la sua lettera cominciata!
Andrà alla tavola da scrivere; aprirà la cartella che vi sta sopra; ne trarrà la lettera del figlio:
Andrà alla tavola da scrivere; aprirà la cartella che vi sta sopra; ne trarrà la lettera del figlio:
Eccola!
Don Giorgio
E che vorrebbe farne, signora?
Donn’Anna
Avrà trovato lui le parole, qua vive, per riconfortarla, per trattenerla, per distoglierla da questo proposito disperato di venire!
Don Giorgio
E vorrebbe mandarle codesta lettera?
Donn’Anna
Gliela manderò!
Don Giorgio
No, signora!
Donna Fiorina
Pensa a quello che fai, Anna!
Donn’Anna
Vi dico che la sua vita bisogna ancora a lei! — Volete ch’io glielo uccida in questo momento, uccidendo anche lei?
Donna Fiorina
Ma scriverai alla madre nello stesso tempo?
Donn’Anna
Scriverò anche alla madre per scongiurarla che glielo lasci vivo! — Lasciatemi, lasciatemi!
Don Giorgio
La lettera non è nemmeno finita!
Donn’Anna
Io la finirò! Aveva la mia stessa mano. Scriveva come me! — La finirò io!
Donna Fiorina
No, Anna!
Don Giorgio
Non lo faccia, signora!
Donn’Anna
Lasciatemi sola! — Ha ancora questa mano per scriverle, e le scriverà! le scriverà!
TELA