quasi tra sè, guardando nel vuoto:
quasi tra sè, guardando nel vuoto:
Non l’avrebbe fatto... È certo che non l’avrebbe fatto...
Lucia
si volterà di scatto a guardarla:
si volterà di scatto a guardarla:
C’è dunque una ragione per cui l’ha fatto?
Donn’Anna
quasi senza voce:
quasi senza voce:
Sì.
E sorriderà squallidamente.
E sorriderà squallidamente.
Lucia
Che ragione? Mi dica!
Donn’Anna
Mi permetti di chiamarti Lucia?
Lucia
Mi chiami Lucia, sì. Anzi, gliene sono grata!
Donn’Anna
E di dirti che egli non intese offenderti se, dovendo partire —
Lucia
— ma mi dica perchè? la ragione! —
Donn’Anna
Ecco: te la dirò — ma prima questo: che non intese offenderti, affidandoti a me —
Lucia
— no! ah, mi comprenda! — io.... — io so che —
Donn’Anna
— che lui mi confidò sempre tutto — come vi siete amati —
Lucia
infoscandosi:
infoscandosi:
Tutto?
Donn’Anna
Poteva confidarmelo, perchè —
Lucia
come colta da un brivido si nasconderà di nuovo la faccia e, spasimando, negherà col capo.
come colta da un brivido si nasconderà di nuovo la faccia e, spasimando, negherà col capo.
Donn’Anna
guardandola, allibita:
guardandola, allibita:
No?
Lucia
più col gesto del capo che con la voce, la quale sarà pianto prossimo a prorompere:
più col gesto del capo che con la voce, la quale sarà pianto prossimo a prorompere:
No — no —
Donn’Anna
c. s.
c. s.
Come? — Allora....
Lucia
prorompendo:
prorompendo:
Mi perdoni! mi perdoni! Sia madre anche per me! — Io sono qua per questo!
Donn’Anna
Ma allora, egli —
Lucia
— partì di là per questo!
Donn’Anna
Ma lo forzasti tu a partire!
Lucia
Io, sì! Dopo! dopo! — All’ultimo, a tradimento, quest’amore, durato puro tant’anni, ci vinse!
Donn’Anna
Ah, per questo —?
Lucia
Sconvolta, atterrita, lo spinsi a partire. — Non avrei più potuto guardare i miei bambini. — Ma fu inutile, inutile. — Non potei più guardarli. Mi son sentita morire.
La guarderà con occhi atroci.
La guarderà con occhi atroci.
Comprende perchè? — Ne ho un altro!
E si nasconderà la faccia.
E si nasconderà la faccia.
Donn’Anna
Suo?
Lucia
Sono qua per questo.
Donn’Anna
Suo? Suo?
Lucia
Egli ancora non lo sa! Bisogna che lo sappia! — Mi dica dov’è!
Donn’Anna
Oh figlia mia! figlia mia! — Egli vive allora in te veramente? — Partendo, lasciò in te una vita — sua?
Lucia
Sì, sì — bisogna che lo sappia subito! Dov’è? Me lo dica! Dovè?
Donn’Anna
E come faccio ora a dirtelo? Oh Dio! oh Dio! Come faccio ora a dirtelo?
Lucia
Perchè? Non lo sa?
Donn’Anna
Partito —
Lucia
— non le disse dove andava?
Donn’Anna
Non me lo disse.
Lucia
Ha sospettato — lo vedo — che solo per....
troncherà con un’esclamazione di sdegno.
troncherà con un’esclamazione di sdegno.
Ma non aveva ragione di sospettar questo di me! — Sono stata anch’io, sì; com’è stato lui; ma io lo spinsi poi a partire, e non sarei venuta, ora, per questo! — È che non posso più, ora, staccarmi da lui; tornare là — come sono — non posso — ne ho orrore!
Donn’Anna
Sì, sì, è giusto!
Lucia
Non mi può dire proprio dov’è? Non lo sa davvero? Come gli si può far sapere?
Donn’Anna
Aspetta, aspetta: gli si farà sapere, sì —
Lucia
— e come? dove, se lei non sa dov’è? Non sarà mica partito per un lungo viaggio, senza dirglielo, senz’avvertirmene!
Donn’Anna
No, no — non sarà lontano — non può essere lontano....
Lucia
Temette che anche a lasciarlo detto a lei, dove andava.... — Ma forse glielo consigliò anche lei di partire —?
Donn’Anna
Io non sapevo —
Lucia
si premerà una mano sugli occhi:
si premerà una mano sugli occhi:
Divento così sospettosa! Oh com’è triste! — Lo so: avrei dovuto scriverglielo. Ma non volli disperdere in parole le forze che mi bisognavano tutte per la risoluzione già presa. — Gli è parsa una follia, una frenesia —
Donn’Anna
per calmarla:
per calmarla:
— ecco, ecco —
Lucia
— ed è fuggito per farmi trovare qua in lei la ragione che avevo perduta. — Capisco, capisco. —
Staccando:
Staccando:
Tornerà? le scriverà? farà sapere dov’è? —
Donn’Anna
Sì, sì, certo — calmati — siedi, siedi qua accanto a me — e lasciati chiamare figlia —
Lucia
— sì, sì —
Donn’Anna
— Lucia —
Lucia
— sì —
Donn’Anna
— figlia mia! —
Lucia
— sì, mamma! mamma! — Ora sento che è meglio così; ch’io abbia trovato lei qua, prima, e non lui —
Donn’Anna
— figlia mia bella — bella! — questi occhi — questa bocca — quest’odore dei tuoi capelli — e l’alito del tuo corpo! — Comprendo, comprendo! — Ah, egli doveva — ma fin da prima, fin da prima doveva farti sua! Questa gioja me la doveva dare, d’avere in te un’altra mia figlia, così! — così! —
Lucia
— senza tutto il male — oh Dio, il male che abbiamo fatto!
Donn’Anna
Ora non ci pensare! — Quelli che non ne hanno fatto, figlia, chi sa di quanto male sono stati cagione agli altri, a quelli che lo fanno, e che forse saranno i soli ad averne poi bene. Tu più di me.
Lucia
Ho tagliata in due la mia vita — io —
Donn’Anna
— ne hai una in te —
Lucia
— ma quegli altri, là? — Son dovuta fuggire qua, con questa, che ancora è nulla e che pure subito è diventata tutto — tutto l’amore precipitato d’un tratto così, diventato d’un tratto ciò che non doveva mai diventare!
Donn’Anna
La vita!
Lucia
Ah quello che ho patito, lei non lo sa, non lo potrà mai immaginare! — Il letto, Dio mio, dove si riposa, diventato un orrore! — Certi patti con me stessa.... — Sa, sa il bruciore di certi tagli? — Così! Là, a tenermi coi denti finchè potevo, per impedirmi che il corpo finisse d’appartenermi e cedesse!E ogni qual volta scattavo da quell’orribile incubo dove per un attimo, cieca, era stata costretta a mancarmi — ah — liberata — potevo essere di lui, pura, per il martirio subìto — senza rimorsi. — Non dovevamo cedere anche noi! Il patto poteva valere soltanto così. — Perchè, anche quegli altri là — che crede? — (lei è madre, e con lei posso parlare) —
Donn’Anna
— sì, parla, parla —
Lucia
— quegli altri là (è vero) non erano amore che si fosse fatto carne: — erano di quello, carne — ma l’amore che ci avevo messo io, l’amore che avevo dato io anche a quegli altri — io, io così col cuore pieno di lui — li aveva fatti, anche quelli, quasi di lui. L’amore è uno! — E ora.... ora questo non è più possibile! — Di due io non posso essere. Piuttosto m’uccido.
Donn’Anna
Non solo per te, ma anche per non dare a quell’altro «questo» che è tuo solamente e di lui — non puoi —
Lucia
— è vero? è vero? —
Donn’Anna
Non devi!
E smarrendosi un poco:
E smarrendosi un poco:
Io lo domando a te —
Lucia
— l’ha detto lei! —
Donn’Anna
— sì — per sapere se hai pensato anche a questo! —
Lucia
dopo una breve pausa, ripigliandosi e infoscandosi:
dopo una breve pausa, ripigliandosi e infoscandosi:
La violenza che ho fatto a me stessa per tanti anni — quei due bambini che mi sono nati ad onta di questa violenza —
Resterà improvvisamente in tronco.
Resterà improvvisamente in tronco.
Donn’Anna
Che vuoi dire?
Lucia
Nulla, nulla contro di loro! Ah, ma contro quell’uomo — è un così intimo e oscuro sentimento d’odio, che non lo so dire. — Sento che io sono stata madre due volte così, senza la mia minima cooperazione, per opera d’un estraneo a me — e badi, nella mia carne viva e con tutto lo strazio dell’anima — mentre lui — oh, lui non lo saprebbe nemmeno!
Donn’Anna
Ma lo sai tu!
Lucia
Sì, e allora per rispetto a me, non per rispetto a lui! Avrebbe reso da me un male assai minore di quello che mi ha fatto.
Donn’Anna
Non lo conosco: non posso giudicare.
Lucia
Solo perchè moglie m’ha reso madre, per potersene poi andare spensierato con altre donne — tante! — cinico e sprezzante; solo attento agli affari; e poi, levato di lì, fatuo, frigido — guarda la vita per riderne, e le donne per prenderle, e gli uomini per ingannarli. — Ho potuto resistere a stare ancora con lui, solo perchè avevo chi mi teneva su, chi mi dava aria da respirare fuori di quella bruttura. — Non dovevano bruttarci anche noi! Le giuro, le giuro che non è stata una gioja — e la prova (è orribile dirlo, ma per me è così) — la prova è in questa mia nuova maternità.
Donn’Anna
No, Dio! che dici?
Lucia
Sono venuta qua, perchè mi faccia lui, se può, sentire che non è vero! Avevo fatto di tutto là, tre anni,per non essere più madre. Lo credo, lo credo anch’io che dev’essere una gioja; e non voglio altro, le giuro che non voglio altro che questo: che veramente diventi ora per me questa gioja che non ho provata mai!
Donn’Anna
Ma devi averla tu nel cuore, figlia mia! Se non l’hai tu, chi te la può dare?
Lucia
Lui! Lui!
Donn’Anna
Sì, lui; ma per come tu hai nel cuore anche lui! Solo così. È sempre così. Non cercare nulla che non ti venga da te.
Lucia
Che vuole che mi venga da me in questo momento! Sono così smarrita — sospesa. — Questo tradimento di non farsi trovare.... — Ho bisogno di lui, di vederlo, di parlargli, di sentirne la voce! — Dov’è? dove sarà? come si farà a saperlo? — Finchè non lo saprò, io non avrò requie! — Possibile che lei non supponga nemmeno dove se ne sia potuto andare?
Donn’Anna
Non lo so, figlia. — Ma bisogna che tu te le dia, ora, un po’ di pace —
Lucia
— non posso! —
Donn’Anna
— tremi tutta — sarai così stanca! — Il lungo viaggio!
Lucia
Mi rombano le orecchie — la testa mi vaneggia —
Donn’Anna
— vedi, dunque?
Lucia
— tanta ansia, tanta ansia —
Donn’Anna
— bisogna che tu vada a riposare —
Lucia
— e poi non trovarlo! — Credo di aver la febbre. —
Donn’Anna
— hai bisogno di riposo. — Vedremo domani come si deve fare.
Lucia
Impazzirò stanotte!
Donn’Anna
No — guarda — t’insegnerò io a non impazzire — come si fa quando uno è lontano — come feciio tanto tempo, finchè egli fu con te, là: — me lo sentii vicino, perchè io col cuore me lo facevo vicino. — Altro che vicino! Lo avevo io nel cuore! — Fai così, e questa notte passerà. — Pensa che queste sono le sue stanze; e che egli è di là —
Lucia
Dorme di là?
Donn’Anna
Là, sì. — E che su questa tavola ti scrive —
Lucia
Cose cattive m’ha scritto! —
Donn’Anna
E qua, vedi? su questa panca qua, fino a jeri, m’ha parlato tanto, tanto di te —
Lucia
— e poi se n’è partito —
Donn’Anna
— non sapeva! — Quante cose mi disse, perchè io ti facessi intendere senza offenderti e senza farti soffrire il male di questo suo allontanamento per il tuo bene.
Lucia
Ma ora —
Donn’Anna
— ah ora — certo — cambia tutto — con te così! —
Lucia
— e ritornerà! —
Donn’Anna
— e ritornerà, stai tranquilla — ritornerà. Ma ora vieni, vieni su, con me. — Ti ho preparato su la stanza.
Lucia
Voglio vedere la sua.
Donn’Anna
Sì, sì, vieni — entra.
Lucia
E non mi vorrebbe lasciare qua?
Donn’Anna
Vuoi — qua da lui?
Lucia
Ora posso. — E pure con me.
Donn’Anna
Vedi, vedi che tu già lo senti? — Sì, se tu vuoi, dormi qua, figlia mia.
Lucia
entrando:
entrando:
Forse è meglio: «più vicino»!
Donn’Anna
— nel tuo cuore, sì! nel tuo cuore!
La seguirà.La scena resterà per un momento vuota. Si sentiranno in confuso le due voci parlare di là, ma non tristi, anzi gaje; e Lucia fors’anche riderà, come per una sorpresa. Poi Donna Anna verrà fuori, ma rivolta verso l’interno, a parlare con la giovine che l’accompagnerà fino alla soglia.
La seguirà.
La scena resterà per un momento vuota. Si sentiranno in confuso le due voci parlare di là, ma non tristi, anzi gaje; e Lucia fors’anche riderà, come per una sorpresa. Poi Donna Anna verrà fuori, ma rivolta verso l’interno, a parlare con la giovine che l’accompagnerà fino alla soglia.
Lucia
dalla soglia, lieta:
dalla soglia, lieta:
— sì, con questa bella luna!
Donn’Anna
Buona notte, cara. A domani. Chiudo l’uscio.
Lucia
ritirandosi:
ritirandosi:
Buona notte.
Donn’Anna
sola, richiuso l’uscio, resterà lì davanti come esausta per un istante; ma poi splenderà nel viso d’un ilare divino spasimo, e più con gli occhi che con le labbra dirà:
sola, richiuso l’uscio, resterà lì davanti come esausta per un istante; ma poi splenderà nel viso d’un ilare divino spasimo, e più con gli occhi che con le labbra dirà:
Vive!
TELA