Chapter 6

quasi tra sè, guardando nel vuoto:

quasi tra sè, guardando nel vuoto:

Non l’avrebbe fatto... È certo che non l’avrebbe fatto...

Lucia

si volterà di scatto a guardarla:

si volterà di scatto a guardarla:

C’è dunque una ragione per cui l’ha fatto?

Donn’Anna

quasi senza voce:

quasi senza voce:

Sì.

E sorriderà squallidamente.

E sorriderà squallidamente.

Lucia

Che ragione? Mi dica!

Donn’Anna

Mi permetti di chiamarti Lucia?

Lucia

Mi chiami Lucia, sì. Anzi, gliene sono grata!

Donn’Anna

E di dirti che egli non intese offenderti se, dovendo partire —

Lucia

— ma mi dica perchè? la ragione! —

Donn’Anna

Ecco: te la dirò — ma prima questo: che non intese offenderti, affidandoti a me —

Lucia

— no! ah, mi comprenda! — io.... — io so che —

Donn’Anna

— che lui mi confidò sempre tutto — come vi siete amati —

Lucia

infoscandosi:

infoscandosi:

Tutto?

Donn’Anna

Poteva confidarmelo, perchè —

Lucia

come colta da un brivido si nasconderà di nuovo la faccia e, spasimando, negherà col capo.

come colta da un brivido si nasconderà di nuovo la faccia e, spasimando, negherà col capo.

Donn’Anna

guardandola, allibita:

guardandola, allibita:

No?

Lucia

più col gesto del capo che con la voce, la quale sarà pianto prossimo a prorompere:

più col gesto del capo che con la voce, la quale sarà pianto prossimo a prorompere:

No — no —

Donn’Anna

c. s.

c. s.

Come? — Allora....

Lucia

prorompendo:

prorompendo:

Mi perdoni! mi perdoni! Sia madre anche per me! — Io sono qua per questo!

Donn’Anna

Ma allora, egli —

Lucia

— partì di là per questo!

Donn’Anna

Ma lo forzasti tu a partire!

Lucia

Io, sì! Dopo! dopo! — All’ultimo, a tradimento, quest’amore, durato puro tant’anni, ci vinse!

Donn’Anna

Ah, per questo —?

Lucia

Sconvolta, atterrita, lo spinsi a partire. — Non avrei più potuto guardare i miei bambini. — Ma fu inutile, inutile. — Non potei più guardarli. Mi son sentita morire.

La guarderà con occhi atroci.

La guarderà con occhi atroci.

Comprende perchè? — Ne ho un altro!

E si nasconderà la faccia.

E si nasconderà la faccia.

Donn’Anna

Suo?

Lucia

Sono qua per questo.

Donn’Anna

Suo? Suo?

Lucia

Egli ancora non lo sa! Bisogna che lo sappia! — Mi dica dov’è!

Donn’Anna

Oh figlia mia! figlia mia! — Egli vive allora in te veramente? — Partendo, lasciò in te una vita — sua?

Lucia

Sì, sì — bisogna che lo sappia subito! Dov’è? Me lo dica! Dovè?

Donn’Anna

E come faccio ora a dirtelo? Oh Dio! oh Dio! Come faccio ora a dirtelo?

Lucia

Perchè? Non lo sa?

Donn’Anna

Partito —

Lucia

— non le disse dove andava?

Donn’Anna

Non me lo disse.

Lucia

Ha sospettato — lo vedo — che solo per....

troncherà con un’esclamazione di sdegno.

troncherà con un’esclamazione di sdegno.

Ma non aveva ragione di sospettar questo di me! — Sono stata anch’io, sì; com’è stato lui; ma io lo spinsi poi a partire, e non sarei venuta, ora, per questo! — È che non posso più, ora, staccarmi da lui; tornare là — come sono — non posso — ne ho orrore!

Donn’Anna

Sì, sì, è giusto!

Lucia

Non mi può dire proprio dov’è? Non lo sa davvero? Come gli si può far sapere?

Donn’Anna

Aspetta, aspetta: gli si farà sapere, sì —

Lucia

— e come? dove, se lei non sa dov’è? Non sarà mica partito per un lungo viaggio, senza dirglielo, senz’avvertirmene!

Donn’Anna

No, no — non sarà lontano — non può essere lontano....

Lucia

Temette che anche a lasciarlo detto a lei, dove andava.... — Ma forse glielo consigliò anche lei di partire —?

Donn’Anna

Io non sapevo —

Lucia

si premerà una mano sugli occhi:

si premerà una mano sugli occhi:

Divento così sospettosa! Oh com’è triste! — Lo so: avrei dovuto scriverglielo. Ma non volli disperdere in parole le forze che mi bisognavano tutte per la risoluzione già presa. — Gli è parsa una follia, una frenesia —

Donn’Anna

per calmarla:

per calmarla:

— ecco, ecco —

Lucia

— ed è fuggito per farmi trovare qua in lei la ragione che avevo perduta. — Capisco, capisco. —

Staccando:

Staccando:

Tornerà? le scriverà? farà sapere dov’è? —

Donn’Anna

Sì, sì, certo — calmati — siedi, siedi qua accanto a me — e lasciati chiamare figlia —

Lucia

— sì, sì —

Donn’Anna

— Lucia —

Lucia

— sì —

Donn’Anna

— figlia mia! —

Lucia

— sì, mamma! mamma! — Ora sento che è meglio così; ch’io abbia trovato lei qua, prima, e non lui —

Donn’Anna

— figlia mia bella — bella! — questi occhi — questa bocca — quest’odore dei tuoi capelli — e l’alito del tuo corpo! — Comprendo, comprendo! — Ah, egli doveva — ma fin da prima, fin da prima doveva farti sua! Questa gioja me la doveva dare, d’avere in te un’altra mia figlia, così! — così! —

Lucia

— senza tutto il male — oh Dio, il male che abbiamo fatto!

Donn’Anna

Ora non ci pensare! — Quelli che non ne hanno fatto, figlia, chi sa di quanto male sono stati cagione agli altri, a quelli che lo fanno, e che forse saranno i soli ad averne poi bene. Tu più di me.

Lucia

Ho tagliata in due la mia vita — io —

Donn’Anna

— ne hai una in te —

Lucia

— ma quegli altri, là? — Son dovuta fuggire qua, con questa, che ancora è nulla e che pure subito è diventata tutto — tutto l’amore precipitato d’un tratto così, diventato d’un tratto ciò che non doveva mai diventare!

Donn’Anna

La vita!

Lucia

Ah quello che ho patito, lei non lo sa, non lo potrà mai immaginare! — Il letto, Dio mio, dove si riposa, diventato un orrore! — Certi patti con me stessa.... — Sa, sa il bruciore di certi tagli? — Così! Là, a tenermi coi denti finchè potevo, per impedirmi che il corpo finisse d’appartenermi e cedesse!E ogni qual volta scattavo da quell’orribile incubo dove per un attimo, cieca, era stata costretta a mancarmi — ah — liberata — potevo essere di lui, pura, per il martirio subìto — senza rimorsi. — Non dovevamo cedere anche noi! Il patto poteva valere soltanto così. — Perchè, anche quegli altri là — che crede? — (lei è madre, e con lei posso parlare) —

Donn’Anna

— sì, parla, parla —

Lucia

— quegli altri là (è vero) non erano amore che si fosse fatto carne: — erano di quello, carne — ma l’amore che ci avevo messo io, l’amore che avevo dato io anche a quegli altri — io, io così col cuore pieno di lui — li aveva fatti, anche quelli, quasi di lui. L’amore è uno! — E ora.... ora questo non è più possibile! — Di due io non posso essere. Piuttosto m’uccido.

Donn’Anna

Non solo per te, ma anche per non dare a quell’altro «questo» che è tuo solamente e di lui — non puoi —

Lucia

— è vero? è vero? —

Donn’Anna

Non devi!

E smarrendosi un poco:

E smarrendosi un poco:

Io lo domando a te —

Lucia

— l’ha detto lei! —

Donn’Anna

— sì — per sapere se hai pensato anche a questo! —

Lucia

dopo una breve pausa, ripigliandosi e infoscandosi:

dopo una breve pausa, ripigliandosi e infoscandosi:

La violenza che ho fatto a me stessa per tanti anni — quei due bambini che mi sono nati ad onta di questa violenza —

Resterà improvvisamente in tronco.

Resterà improvvisamente in tronco.

Donn’Anna

Che vuoi dire?

Lucia

Nulla, nulla contro di loro! Ah, ma contro quell’uomo — è un così intimo e oscuro sentimento d’odio, che non lo so dire. — Sento che io sono stata madre due volte così, senza la mia minima cooperazione, per opera d’un estraneo a me — e badi, nella mia carne viva e con tutto lo strazio dell’anima — mentre lui — oh, lui non lo saprebbe nemmeno!

Donn’Anna

Ma lo sai tu!

Lucia

Sì, e allora per rispetto a me, non per rispetto a lui! Avrebbe reso da me un male assai minore di quello che mi ha fatto.

Donn’Anna

Non lo conosco: non posso giudicare.

Lucia

Solo perchè moglie m’ha reso madre, per potersene poi andare spensierato con altre donne — tante! — cinico e sprezzante; solo attento agli affari; e poi, levato di lì, fatuo, frigido — guarda la vita per riderne, e le donne per prenderle, e gli uomini per ingannarli. — Ho potuto resistere a stare ancora con lui, solo perchè avevo chi mi teneva su, chi mi dava aria da respirare fuori di quella bruttura. — Non dovevano bruttarci anche noi! Le giuro, le giuro che non è stata una gioja — e la prova (è orribile dirlo, ma per me è così) — la prova è in questa mia nuova maternità.

Donn’Anna

No, Dio! che dici?

Lucia

Sono venuta qua, perchè mi faccia lui, se può, sentire che non è vero! Avevo fatto di tutto là, tre anni,per non essere più madre. Lo credo, lo credo anch’io che dev’essere una gioja; e non voglio altro, le giuro che non voglio altro che questo: che veramente diventi ora per me questa gioja che non ho provata mai!

Donn’Anna

Ma devi averla tu nel cuore, figlia mia! Se non l’hai tu, chi te la può dare?

Lucia

Lui! Lui!

Donn’Anna

Sì, lui; ma per come tu hai nel cuore anche lui! Solo così. È sempre così. Non cercare nulla che non ti venga da te.

Lucia

Che vuole che mi venga da me in questo momento! Sono così smarrita — sospesa. — Questo tradimento di non farsi trovare.... — Ho bisogno di lui, di vederlo, di parlargli, di sentirne la voce! — Dov’è? dove sarà? come si farà a saperlo? — Finchè non lo saprò, io non avrò requie! — Possibile che lei non supponga nemmeno dove se ne sia potuto andare?

Donn’Anna

Non lo so, figlia. — Ma bisogna che tu te le dia, ora, un po’ di pace —

Lucia

— non posso! —

Donn’Anna

— tremi tutta — sarai così stanca! — Il lungo viaggio!

Lucia

Mi rombano le orecchie — la testa mi vaneggia —

Donn’Anna

— vedi, dunque?

Lucia

— tanta ansia, tanta ansia —

Donn’Anna

— bisogna che tu vada a riposare —

Lucia

— e poi non trovarlo! — Credo di aver la febbre. —

Donn’Anna

— hai bisogno di riposo. — Vedremo domani come si deve fare.

Lucia

Impazzirò stanotte!

Donn’Anna

No — guarda — t’insegnerò io a non impazzire — come si fa quando uno è lontano — come feciio tanto tempo, finchè egli fu con te, là: — me lo sentii vicino, perchè io col cuore me lo facevo vicino. — Altro che vicino! Lo avevo io nel cuore! — Fai così, e questa notte passerà. — Pensa che queste sono le sue stanze; e che egli è di là —

Lucia

Dorme di là?

Donn’Anna

Là, sì. — E che su questa tavola ti scrive —

Lucia

Cose cattive m’ha scritto! —

Donn’Anna

E qua, vedi? su questa panca qua, fino a jeri, m’ha parlato tanto, tanto di te —

Lucia

— e poi se n’è partito —

Donn’Anna

— non sapeva! — Quante cose mi disse, perchè io ti facessi intendere senza offenderti e senza farti soffrire il male di questo suo allontanamento per il tuo bene.

Lucia

Ma ora —

Donn’Anna

— ah ora — certo — cambia tutto — con te così! —

Lucia

— e ritornerà! —

Donn’Anna

— e ritornerà, stai tranquilla — ritornerà. Ma ora vieni, vieni su, con me. — Ti ho preparato su la stanza.

Lucia

Voglio vedere la sua.

Donn’Anna

Sì, sì, vieni — entra.

Lucia

E non mi vorrebbe lasciare qua?

Donn’Anna

Vuoi — qua da lui?

Lucia

Ora posso. — E pure con me.

Donn’Anna

Vedi, vedi che tu già lo senti? — Sì, se tu vuoi, dormi qua, figlia mia.

Lucia

entrando:

entrando:

Forse è meglio: «più vicino»!

Donn’Anna

— nel tuo cuore, sì! nel tuo cuore!

La seguirà.La scena resterà per un momento vuota. Si sentiranno in confuso le due voci parlare di là, ma non tristi, anzi gaje; e Lucia fors’anche riderà, come per una sorpresa. Poi Donna Anna verrà fuori, ma rivolta verso l’interno, a parlare con la giovine che l’accompagnerà fino alla soglia.

La seguirà.

La scena resterà per un momento vuota. Si sentiranno in confuso le due voci parlare di là, ma non tristi, anzi gaje; e Lucia fors’anche riderà, come per una sorpresa. Poi Donna Anna verrà fuori, ma rivolta verso l’interno, a parlare con la giovine che l’accompagnerà fino alla soglia.

Lucia

dalla soglia, lieta:

dalla soglia, lieta:

— sì, con questa bella luna!

Donn’Anna

Buona notte, cara. A domani. Chiudo l’uscio.

Lucia

ritirandosi:

ritirandosi:

Buona notte.

Donn’Anna

sola, richiuso l’uscio, resterà lì davanti come esausta per un istante; ma poi splenderà nel viso d’un ilare divino spasimo, e più con gli occhi che con le labbra dirà:

sola, richiuso l’uscio, resterà lì davanti come esausta per un istante; ma poi splenderà nel viso d’un ilare divino spasimo, e più con gli occhi che con le labbra dirà:

Vive!

TELA


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