dalle nostre mentiSe mai cadesti ancor, s'unqua cadrai,Cresca, se crescer può, nostra sciaura,E in sempiterni guaiPianga tua stirpe a tutto il mondo oscura.
dalle nostre mentiSe mai cadesti ancor, s'unqua cadrai,Cresca, se crescer può, nostra sciaura,E in sempiterni guaiPianga tua stirpe a tutto il mondo oscura.
dalle nostre menti
Se mai cadesti ancor, s'unqua cadrai,
Cresca, se crescer può, nostra sciaura,
E in sempiterni guai
Pianga tua stirpe a tutto il mondo oscura.
Allo scongiuro magnanimo di Giacomo Leopardi la patria ha tenuto fede: e nell'Italia tornata, com'egli disperò di vederla, “per la terza volta regina„, il nome di Dante grandeggia come di genio tutelare. Nè è divinità che tema gli ardimenti della critica. Dalle pagine nelle quali egli vive immortale, esce qualche cosa che di per sè tende all'alto. Nel Poema di Dante cercar l'uomo non è detrarre al Poeta: perchè in quella immensa rappresentazione di ciò che “si squaderna per l'universo„ sovrastanno luminose le qualità compiute della natura italica, dell'umana: il pensiero e il sentimento, il concetto e l'ispirazione, l'azione e l'idealità.