Pietro Aresu.“Sacra al candido cuore degli Europei i quali, per avere attraversata la terra nostra, ci giudicarono benevolmente come i piccoli giullari del mondo.„
“Sacra al candido cuore degli Europei i quali, per avere attraversata la terra nostra, ci giudicarono benevolmente come i piccoli giullari del mondo.„
“Sacra al candido cuore degli Europei i quali, per avere attraversata la terra nostra, ci giudicarono benevolmente come i piccoli giullari del mondo.„
Non si era udita che la voce degli ultimogeniti.
Si era lavorato negli anni a rompere ogni confine. Una volgare gazzarra aveva riempito le scialbe giornate. Tutto non era che interesse: anche la patria.
Ogni più alta vita, per non esser compresa, soffriva la beffa dei meschini. Si voleva un’unica misura, un solo livello, una sola volgarità. Il guadagno regnava oltre ogni opera. Le idealità o vivevano nel silenzio dei cuori, o si erano imbastardite, o erano irriconoscibili fra i pantani. La spiritualità di cui si era animato il primo moto operaio era caduta nella bassezza plebea. Ogni aristocrazia era muta. Le passioni tramutate in vizi. Gli istinti della moltitudine imperavano.
Il nuovo brivido solare attraversò quest’ombra.
Nacque il prodigio. Ogni fatto sconfinò da’ suoi termini, assunse un significato d’eccezione, s’illuminò di giovine luce, fu pervaso di ardore, non bastò all’ansia comune. Era la resurrezione. La gente umiliata levava la fronte e il cuore e l’anima; i taciturni trovarono unavoce; le virtù assopite si rivelarono d’impeto; la vita ebbe una ragione più alta; la bellezza delle cose e degli uomini rivisse nelle moltitudini.
E in questo prodigio, idimenticati,coloro che non erano stati intesi nella loro vecchiaia, che avevan sentito deridere la loro età, i loro ideali, i loro sacrifici respirarono; i superstiti delle cento battaglie, che avevan vissuto nel pensiero e nell’azione dei nostri due uomini maggiori: Mazzini e Garibaldi, si sentirono ringiovanire. La morta gora era superata!
Così il fato gettò un ponte di luce fra le due età lontane. Il vespero sorrise alla subita aurora.