Chapter 103

colei che tace

Allora io vidi alcuna alzare il ditoal labbro ed implorar con occhi mesti.Onde: — Sorella, — io l'ammonii, — con questimiei detti io forse un duolo oscuro irrito.Ma non ti turbi s'anche paia arditoil mio parlar. Ben più te ne dorrestis'io mascherassi sotto gaie vestil'aspro mal ch'ogni gioia ci ha rapito.La voce mia la persuase a un risolievissimo d'assenso. La sua diacciamano mi porse reclinando il viso.— Sorella, — disse, — d'uopo è pur celarlaquesta ferita. È ben che occulta io giaccia:ma tu, per quel ch'io tacqui e piansi, parla.

Allora io vidi alcuna alzare il ditoal labbro ed implorar con occhi mesti.Onde: — Sorella, — io l'ammonii, — con questimiei detti io forse un duolo oscuro irrito.

Allora io vidi alcuna alzare il dito

al labbro ed implorar con occhi mesti.

Onde: — Sorella, — io l'ammonii, — con questi

miei detti io forse un duolo oscuro irrito.

Ma non ti turbi s'anche paia arditoil mio parlar. Ben più te ne dorrestis'io mascherassi sotto gaie vestil'aspro mal ch'ogni gioia ci ha rapito.

Ma non ti turbi s'anche paia ardito

il mio parlar. Ben più te ne dorresti

s'io mascherassi sotto gaie vesti

l'aspro mal ch'ogni gioia ci ha rapito.

La voce mia la persuase a un risolievissimo d'assenso. La sua diacciamano mi porse reclinando il viso.

La voce mia la persuase a un riso

lievissimo d'assenso. La sua diaccia

mano mi porse reclinando il viso.

— Sorella, — disse, — d'uopo è pur celarlaquesta ferita. È ben che occulta io giaccia:ma tu, per quel ch'io tacqui e piansi, parla.

— Sorella, — disse, — d'uopo è pur celarla

questa ferita. È ben che occulta io giaccia:

ma tu, per quel ch'io tacqui e piansi, parla.


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