colei che tace
Allora io vidi alcuna alzare il ditoal labbro ed implorar con occhi mesti.Onde: — Sorella, — io l'ammonii, — con questimiei detti io forse un duolo oscuro irrito.Ma non ti turbi s'anche paia arditoil mio parlar. Ben più te ne dorrestis'io mascherassi sotto gaie vestil'aspro mal ch'ogni gioia ci ha rapito.La voce mia la persuase a un risolievissimo d'assenso. La sua diacciamano mi porse reclinando il viso.— Sorella, — disse, — d'uopo è pur celarlaquesta ferita. È ben che occulta io giaccia:ma tu, per quel ch'io tacqui e piansi, parla.
Allora io vidi alcuna alzare il ditoal labbro ed implorar con occhi mesti.Onde: — Sorella, — io l'ammonii, — con questimiei detti io forse un duolo oscuro irrito.
Allora io vidi alcuna alzare il dito
al labbro ed implorar con occhi mesti.
Onde: — Sorella, — io l'ammonii, — con questi
miei detti io forse un duolo oscuro irrito.
Ma non ti turbi s'anche paia arditoil mio parlar. Ben più te ne dorrestis'io mascherassi sotto gaie vestil'aspro mal ch'ogni gioia ci ha rapito.
Ma non ti turbi s'anche paia ardito
il mio parlar. Ben più te ne dorresti
s'io mascherassi sotto gaie vesti
l'aspro mal ch'ogni gioia ci ha rapito.
La voce mia la persuase a un risolievissimo d'assenso. La sua diacciamano mi porse reclinando il viso.
La voce mia la persuase a un riso
lievissimo d'assenso. La sua diaccia
mano mi porse reclinando il viso.
— Sorella, — disse, — d'uopo è pur celarlaquesta ferita. È ben che occulta io giaccia:ma tu, per quel ch'io tacqui e piansi, parla.
— Sorella, — disse, — d'uopo è pur celarla
questa ferita. È ben che occulta io giaccia:
ma tu, per quel ch'io tacqui e piansi, parla.