Chapter 110

disdegno

Allor s'udì concorde tintinnared'un lungo riso l'eco del vicinobosco. Ciascuna un gelo repentinolungo le vene si sentì guizzare.Parea vibrante d'ironie amare,freddo di sdegni il riso cristallino.Ripigliaron le Amate il lor cammino,ma un dubbio errava su le fronti chiare.L'ombra io esplorai. Sorpresi le ridentidisdegnose riunite a' piè d'un faggio,intente ad intrecciar fiori e comenti.Le udii: — Di un'aspra schiavitù si vantaquel folle stuolo. Il nostro cuor più saggio,ebro di libertà, ilare canta.

Allor s'udì concorde tintinnared'un lungo riso l'eco del vicinobosco. Ciascuna un gelo repentinolungo le vene si sentì guizzare.

Allor s'udì concorde tintinnare

d'un lungo riso l'eco del vicino

bosco. Ciascuna un gelo repentino

lungo le vene si sentì guizzare.

Parea vibrante d'ironie amare,freddo di sdegni il riso cristallino.Ripigliaron le Amate il lor cammino,ma un dubbio errava su le fronti chiare.

Parea vibrante d'ironie amare,

freddo di sdegni il riso cristallino.

Ripigliaron le Amate il lor cammino,

ma un dubbio errava su le fronti chiare.

L'ombra io esplorai. Sorpresi le ridentidisdegnose riunite a' piè d'un faggio,intente ad intrecciar fiori e comenti.

L'ombra io esplorai. Sorpresi le ridenti

disdegnose riunite a' piè d'un faggio,

intente ad intrecciar fiori e comenti.

Le udii: — Di un'aspra schiavitù si vantaquel folle stuolo. Il nostro cuor più saggio,ebro di libertà, ilare canta.

Le udii: — Di un'aspra schiavitù si vanta

quel folle stuolo. Il nostro cuor più saggio,

ebro di libertà, ilare canta.


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