Chapter 111

mistiche

Simili a gru, migranti ad oriente,trasvolavan le Mistiche, in sì mite,in sì celestial sogno rapite,ch'ogni atto lor ne sorridea eloquente.Del passato obliose, del presenteinconscie, già viventi delle viteserafiche, già assunte alle infinitepromesse, il cui promettitor non mente.Già le fronti raggianti, quasi inclusenell'aureola. Già le lunghe ciglia,quasi abbagliate dal fulgor, socchiuse.Già presso al limitar della valleasacra, ove il re in clamide vermigliadirà a ciascuna: — Veni Sponsa mea.

Simili a gru, migranti ad oriente,trasvolavan le Mistiche, in sì mite,in sì celestial sogno rapite,ch'ogni atto lor ne sorridea eloquente.

Simili a gru, migranti ad oriente,

trasvolavan le Mistiche, in sì mite,

in sì celestial sogno rapite,

ch'ogni atto lor ne sorridea eloquente.

Del passato obliose, del presenteinconscie, già viventi delle viteserafiche, già assunte alle infinitepromesse, il cui promettitor non mente.

Del passato obliose, del presente

inconscie, già viventi delle vite

serafiche, già assunte alle infinite

promesse, il cui promettitor non mente.

Già le fronti raggianti, quasi inclusenell'aureola. Già le lunghe ciglia,quasi abbagliate dal fulgor, socchiuse.

Già le fronti raggianti, quasi incluse

nell'aureola. Già le lunghe ciglia,

quasi abbagliate dal fulgor, socchiuse.

Già presso al limitar della valleasacra, ove il re in clamide vermigliadirà a ciascuna: — Veni Sponsa mea.

Già presso al limitar della vallea

sacra, ove il re in clamide vermiglia

dirà a ciascuna: — Veni Sponsa mea.


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