Chapter 147

frutti maturi

Venne al frutteto l'anima superbacui non pur anche amore avea sorriso:l'ombre assorte tacean, le fronde, l'erbaquasi in un orto muto dell'Eliso.Come colei che un suo mistero serbaella era grave. E col suo sguardo fiso,fosco d'un velo di tristezza acerbacontrastava il languor molle del viso.Poi ch'estate era al sommo, tra le foglieporgea ogni frutto la sua gota rosaalla man che carezza e che raccoglie.Ma il più perfetto, a un tenue tremoredel ramo, cadde a' piè della Pensosa:ella sentì cadere anche il suo cuore.

Venne al frutteto l'anima superbacui non pur anche amore avea sorriso:l'ombre assorte tacean, le fronde, l'erbaquasi in un orto muto dell'Eliso.

Venne al frutteto l'anima superba

cui non pur anche amore avea sorriso:

l'ombre assorte tacean, le fronde, l'erba

quasi in un orto muto dell'Eliso.

Come colei che un suo mistero serbaella era grave. E col suo sguardo fiso,fosco d'un velo di tristezza acerbacontrastava il languor molle del viso.

Come colei che un suo mistero serba

ella era grave. E col suo sguardo fiso,

fosco d'un velo di tristezza acerba

contrastava il languor molle del viso.

Poi ch'estate era al sommo, tra le foglieporgea ogni frutto la sua gota rosaalla man che carezza e che raccoglie.

Poi ch'estate era al sommo, tra le foglie

porgea ogni frutto la sua gota rosa

alla man che carezza e che raccoglie.

Ma il più perfetto, a un tenue tremoredel ramo, cadde a' piè della Pensosa:ella sentì cadere anche il suo cuore.

Ma il più perfetto, a un tenue tremore

del ramo, cadde a' piè della Pensosa:

ella sentì cadere anche il suo cuore.


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