un grido
Fui per chiamarlo: — O mio fratello, vieni!Non piangere per me quello ch'io piangoper altri. Lascia ch'io ti rassereni.Ti tergerò le lacrime ed il fangocon mani indugïanti in puri gesti.— Non t'amo, — ti dirò, ma: — ti compiango.Lascia che dal tuo incubo ti desti,per risvegliarmi io pure a poco a poco,fin che in noi di dolore orma non resti.Fui per dire: — Ed allor ci parrà un giocodegno di riso questo mal vorace...Ma in lui o in me non so che grido roconegò: — Non voglio! Il mio soffrir mi piace!
Fui per chiamarlo: — O mio fratello, vieni!Non piangere per me quello ch'io piangoper altri. Lascia ch'io ti rassereni.
Fui per chiamarlo: — O mio fratello, vieni!
Non piangere per me quello ch'io piango
per altri. Lascia ch'io ti rassereni.
Ti tergerò le lacrime ed il fangocon mani indugïanti in puri gesti.— Non t'amo, — ti dirò, ma: — ti compiango.
Ti tergerò le lacrime ed il fango
con mani indugïanti in puri gesti.
— Non t'amo, — ti dirò, ma: — ti compiango.
Lascia che dal tuo incubo ti desti,per risvegliarmi io pure a poco a poco,fin che in noi di dolore orma non resti.
Lascia che dal tuo incubo ti desti,
per risvegliarmi io pure a poco a poco,
fin che in noi di dolore orma non resti.
Fui per dire: — Ed allor ci parrà un giocodegno di riso questo mal vorace...Ma in lui o in me non so che grido roco
Fui per dire: — Ed allor ci parrà un gioco
degno di riso questo mal vorace...
Ma in lui o in me non so che grido roco
negò: — Non voglio! Il mio soffrir mi piace!
negò: — Non voglio! Il mio soffrir mi piace!