l'antico male
Mortificai la mia anima schiava,ma sotto cruda sferza di sarcasmil'incatenata più s'umilïava,più inseguiva per vane ombre fantasmidolci d'amore, come chi per setesuccosi frutti col desio si plasmi.E fatta a me nemica, con inquetepupille e voce roca e gesto asprignosnudavo l'ansie e le viltà segrete.Freddo disdegno chiuso in freddo ghignom'oppose: — Donde vieni? E chi sei tu?Ed io invocai gemendo quel benignosonno per cui non v'ha risveglio più.
Mortificai la mia anima schiava,ma sotto cruda sferza di sarcasmil'incatenata più s'umilïava,
Mortificai la mia anima schiava,
ma sotto cruda sferza di sarcasmi
l'incatenata più s'umilïava,
più inseguiva per vane ombre fantasmidolci d'amore, come chi per setesuccosi frutti col desio si plasmi.
più inseguiva per vane ombre fantasmi
dolci d'amore, come chi per sete
succosi frutti col desio si plasmi.
E fatta a me nemica, con inquetepupille e voce roca e gesto asprignosnudavo l'ansie e le viltà segrete.
E fatta a me nemica, con inquete
pupille e voce roca e gesto asprigno
snudavo l'ansie e le viltà segrete.
Freddo disdegno chiuso in freddo ghignom'oppose: — Donde vieni? E chi sei tu?Ed io invocai gemendo quel benigno
Freddo disdegno chiuso in freddo ghigno
m'oppose: — Donde vieni? E chi sei tu?
Ed io invocai gemendo quel benigno
sonno per cui non v'ha risveglio più.
sonno per cui non v'ha risveglio più.