IL SIGNORE

IL SIGNORE

catene

Signore, tu venisti con catenepesanti, come un despota. Sapevich'io invocavo per me quelle sì greviche lunga impronta il polso ne mantiene.— Signore, — io allor ti dissi, — un qualche beneper questa dura servitù mi devi.E un riso schernitore tu ridevi,come chi vuol negar, ma si trattiene.Già m'avvinceva e mi turbava l'ombradinanzi a cui la fuga è salutare,tanto di dubbi e di viltà c'ingombra.Ma io le spalle per fuggir non volsi,il despota affrontai, vidi cerchiaredi sue catene i miei febbrili polsi.

Signore, tu venisti con catenepesanti, come un despota. Sapevich'io invocavo per me quelle sì greviche lunga impronta il polso ne mantiene.

Signore, tu venisti con catene

pesanti, come un despota. Sapevi

ch'io invocavo per me quelle sì grevi

che lunga impronta il polso ne mantiene.

— Signore, — io allor ti dissi, — un qualche beneper questa dura servitù mi devi.E un riso schernitore tu ridevi,come chi vuol negar, ma si trattiene.

— Signore, — io allor ti dissi, — un qualche bene

per questa dura servitù mi devi.

E un riso schernitore tu ridevi,

come chi vuol negar, ma si trattiene.

Già m'avvinceva e mi turbava l'ombradinanzi a cui la fuga è salutare,tanto di dubbi e di viltà c'ingombra.

Già m'avvinceva e mi turbava l'ombra

dinanzi a cui la fuga è salutare,

tanto di dubbi e di viltà c'ingombra.

Ma io le spalle per fuggir non volsi,il despota affrontai, vidi cerchiaredi sue catene i miei febbrili polsi.

Ma io le spalle per fuggir non volsi,

il despota affrontai, vidi cerchiare

di sue catene i miei febbrili polsi.


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