CAPO V.IL FUTURO.
La curiosità che alcuni vogliono imputare solo alle donne, è un privilegio del genere umano; è forse un organo del cervello, un sesto senso dell'animo, una forma dell'intelletto,pari a quelle create dai frenologi e dai filosofi scozzesi e trascendentali. Gli uomini sono curiosi, ma non solo del passato e del presente, anche del futuro. Fu la curiosità che inventò gli oracoli e le sibille, le divinazioni de' sacrifici, e doveva certamente consigliare ai maghi ed alle streghe di rivelare il futuro. Essi se ne vantavano, profetavano largamente sugli uomini e sulle cose, e si conciliavano la venerazione più per questa facoltà che per le loro malìe.
L'arte magica poneva ne' suoi elementi la divinazione; ammetteva che l'animo dell'uomo sortì dalla natura una virtù quasi divina, la quale comprende ed è capace di ogni cosa, e da tutto sa argomentare al conoscimento di quanto ne circonda. Da questa formola inducevano i maghi che chiunque potrebbe avere facoltà di conoscere le presenti e le future cose, ove fossero governate soltanto dall'umana saviezza; ma siccome sovente si conducono pel ministero degli spiriti, così a raggiungerle fra il bujo che le involge, voleano che fosserodi necessità il sussidio delle potenze occulte. Quindi per rivelare il futuro i maghi o le streghe non pretendevano avere inspirazioni come le sacerdotesse, ma ritrarle dall'arte loro, perchè prendesse maggior credito. Vedevano essi il futuro o per l'evocazione degli spiriti, o leggendolo negli astri, o deducendolo dalle particolari forme e circostanze delle persone che cercavano la rivelazione: usavano i due primi modi più sublimi i maghi, l'ultimo specialmente le streghe.
Rade volte i maghi s'inducevano a tentare il futuro coll'evocazione degli spiriti: però vi erano dei casi in cui potevano essere costretti dai postulanti a questa evocazione, propiziandoli con offerte e sacrifici che legavano quasi la loro volontà. Allora i maghi si apparecchiavano a rendere quegli oracoli congrande apparato; si ponevano in mezzo del circolo magico, ardevano aromi ai genj del mese, del giorno, dell'ora; scongiuravano i demoni perchè apparissero loro innanzi. Finalmente il mago impallidiva, sudava, capitavano gli esseri misteriosi intorno al circolo del suo potere; egli o sedeva sul tripode, o girava la temuta bacchetta, interrogava, ascoltava, e dava quindi le udite risposte; sentiva e vedeva quanto operavasi altrove o preparava il temuto avvenire.
Lunga era la cerimonia e strana che, come attesta Scheffer, usavasi in Lapponia allorchè un mago o un fattucchiero era sollecitato a rivelare quanto succedeva altrove, o seguire dovesse in avvenire. Poneano i chiedenti un tamburo in terra e vi spargevano sopra alcuni anelli di ottone legati a un filo dello stesso metallo; indi con un martello di osso forcuto batteano il tamburo, sicchè gli anelli ne saltellavano, e intanto intorno ad esso il mago e i circostanti cantavano una canzone e nominavano sovente il luogo di cui intendevanoconoscere gli avvenimenti. Dopo avere menata a lungo questa carola e percosso il tamburo, il fattucchiero se lo adattava in testa, e poco dopo cadeva a terra come corpo morto. Non restavano però gli altri nè dal canto, nè dalla danza, ma avevano somma cura di non toccare, nè destare l'indovino, perchè ne sarebbe subito seguita la morte di lui, ed anzi erano solleciti di allontanare le mosche o gli insetti che potessero svegliarlo. Ripetevano le stesse cure per lungo tempo e talvolta fino a ventiquattr'ore, finché il mago, ritornando in sensi, rispondea degli avvenimenti futuri o di quanto avveniva nel paese a cui era stato inviato, e recava in testimonianza del suo viaggio un anello, e talora una scarpa dei popoli che aveva visitati.
La più grande fra le arti della divinazione era quella che partiva dallo studio della posizionee dell'influenza de' corpi celesti: l'astrologìa è antica quasi come l'epoca in cui l'uomo alzò la mente a considerare il cielo. I maghi e le streghe cominciavano dal fare l'oroscopo di un uomo dalle varie costellazioni sotto cui era nato.
Dare le teorie dell'astrologìa giudiziaria sarebbe accrescere con troppa tara di noja la derrata già astrusa onde aggravai i lettori. Gli astrologi, perchè cavassero delle predizioni, accomodavano a loro modo il cielo e le sfere, e l'astrologìa, come osserva Voltaire, è sempre in contraddizione coll'astronomia.
Ora come ricordare tutte le profezìe e vere e false dei maghi? ne dirò alcune. Bonato si dava vanto dall'osservare la congiunzione di alcuni pianeti, avere scoperta una congiura che tenevasi in Grosseto contro Federico II, e gli riuscì questa scoperta a maggior gloria, perchè nessuno dei maghi di quel re ne avea avuto sentore. Nè Bonato pretendeva solo vedere le cose presenti, ma ascose; si millantava di avere predetti molti futuri avvenimentiad Ezzelino, l'esito di varie battaglie a Guido Novello, e ai Guelfi di Firenze il sanguinoso fine di quella di Monteaperto.
Però talvolta quelle predizioni andavano un po' male. L'imperatore Manuel che pretendeva sapere d'astrologia, dopo avere consultate le stelle, mise in mare una flotta, dalla quale ei presagiva grandi vittorie; fu vinta, incendiata, sommersa. Un giovane rubò, fuggì: un mago disse che si sarebbe salvato, perchè quando nacque, Venere era in congiunzione con Mercurio: intanto il ladro fu preso.
Anche le profezìe de' maghi bisognavano d'una interpretazione come quelle degli oracoli, e allora sovente coglievano nel vero. Si predisse ad un uomo che sarebbe stato ucciso da un cavallo, e ricovrò in Venezia, ove non ve n'erano; gli cascò un'insegna di osteria sul capo e lo uccise: questa recava dipinto un cavallo nero.
Però i maghi non ebbero a fare sempre cogli stessi umori e ne accaddero di lieti etristi casi. Uno scioperato a cui si aveva predetto il dì della morte, si mangiò tutto: visse di più: cercava la carità, pregando d'aver misericordia per un uomo che era vissuto più lungamente che non credeva. Fu più amaro lo scherno che fece un contadino a Guido Bonato: interrogato sul tempo che ne farebbe alla domane, e avendo egli dopo l'osservazione delle stelle asseverato che non sarebbe caduta alcuna pioggia, un petulante contadino ivi presente glielo disdisse, sostenendo che alcuni movimenti del suo asino gli pronosticavano invece che dovesse cadere molta pioggia, ciò che infatti seguì, e quel villano andò in molta vanità per la sapienza della sua bestia: perciò non è nuovo che gli asini s'abbiano più merito de' saggi.
Ma sciagure maggiori incolsero talora ai maghi, che o volontarj o forzati predissero il futuro ai grandi che poi fallò, a mostrare che se torcono a loro capriccio il presente, almeno non possono sull'avvenire. Heggiage, generale arabo sotto il califfo Valid, consultònella sua prima malattia un astrologo che gli predisse una prossima morte. — Io conto tanto sulla vostra abilità, gli rispose Heggiage, che voglio avervi con me all'altro mondo, e vi spedirò innanzi, perchè possa servirmi di voi tosto arrivatovi. — E gli fe' tagliar la testa, benchè il tempo stabilito alla guarigione non fosse ancora giunto: questa era barbarie da capriccio.
Il meglio è non impacciarsi con grandi, perchè non si coglie mai bene: Enrico VII re d'Inghilterra, domandava a un astrologo se sapesse dove passerebbe le feste dell'anno nuovo: questi rispose di no, e il capriccioso re: — Dunque io sono più abile indovino di te, perchè so che tu le passerai nella torre di Londra — e ve lo fece chiudere.
Boulainvilliers e Colonne che aveano molta riputazione a Parigi in fatto di astrologia, predissero a Voltaire che morrebbe a trentadue anni. — Io ebbi la malizia, scriveva il grande nel 1757, d'ingannarli già da trent'anni, e ne domando loro umilmente perdono. — Eglili ingannò più di vent'anni ancora.
Fu più imprudente il mago che squadrato il viso di Giovan Galeazzo duca di Milano, gli predisse: — Signore, date ricapito alle vostre faccende, perchè non avete gran tempo da vivere. — Come lo sai? — gli chiese il Duca. — Colla conoscenza degli astri. — E tu quanto devi vivere? — Il mio pianeta mi promette lunga vita. — Or bene, vedi che non bisogna affidarsi ai pianeti — e lo fece impiccare.
Ben vedevano le streghe che questo alzarsi in cielo aveva un po' di pericolo, e le meglio accorte si ridussero a profezìe più generali ed a consultare le cose terrene. Esse però per non apparire affatto sprovviste di soccorsi misteriosi, dicevano di avere certi spiriti famigliari,buoni diavoletti, sotto forma di piccoli uomini senza barba, co' capelli sparsi. Tenevano quindi dei piccoli fantocci, ne' quali dicevano che entrava un demone e dava loro consiglio. Erano i Lari degli antichi, gli Alruni dei Germani; erano figurette, spesso rappresentanti donne, fatte colle radici di piante dure, sovente di mandragora: le lavavano ogni settimana con acqua e vino, le vestivano con eleganza, le adagiavano su molli coltrici, e imbandivano loro la mensa, altrimenti i poveretti mandavano grida disperate per fame. Questi genj erano di sussidio nelle malattie, di consiglio nelle cose dubbie, e rivelavano il futuro o con movimenti di capo o con parole: pajono i fantocci dei nostri fanciulli.
Anche i maghi più antichi tenevano questi sussidj, e Filippo Villani racconta che Guido Bonato aveva formata una statua di bronzo, che interrogata del futuro, rendeva fedeli e indubitate le risposte. L'autore delPiccolo Albertonarra, che viaggiando perLilla fu condotto a vedere una vecchia strega, che in un gabinetto illuminato da una lanterna, teneva sur un tavolo una statua seduta sopra un tripode, la quale con un martelletto che stringeva in mano batteva un bicchiere di cristallo per dare risposta alle fattele domande. Omai non v'ha giuocatore di bussolotti che non presenti questi automi, i quali si muovono per due maniere... eh, non voglio dire di più, perchè altrimenti guasto il mio mestiere, e tengo ancora i bussolotti per ultima mia risorsa; buoni amici, forse mi produrranno meglio dei giornali e degli almanacchi.
Le streghe e le frivolezze delle donnicciuole presero partito da ogni cosa per indovinare tutto ciò che è quaggiù dal destino dell'uomo fino ai numeri del lotto, si tolsero divinazioni dagli animali domestici, dalle forme diverse di una persona, fino dalla sua scrittura,e se ne fecero al solito tante scienze: enumerarle tutte sarebbe lungo e nojoso; dirò solo della più importante usata da tutte le indovine e dalle zingare, cioè la chiromanzìa o indovinamento dedotto dallo studio della mano. Non vo' farne mistero, ma riprodurne gli elementi come li ridusse Collin, perchè possiate apprendere quest'arte innocente.
Or via, amabili lettrici, stendete la bella mano, svestitela dell'invido guanto, consentite che la vediamo. Oh come è vezzosa! pare scolpita da Canova: prima un bacio, perchè accenda la fantasìa, ridesti lo spirito profetico. Ora badate a me: nella mano bisogna distinguere varie parti: la palma al di dentro, il pugno al di fuori, quando è chiusa: le dita, le unghie, le articolazioni, le linee e le montagne. Lo sapete, cinque sono le dita: pollice, indice, medio, anulare, auricolare o mignolo: quindici le articolazioni: due al pollice, tre per ciascuno nelle altre dita, ed una fra la mano ed il braccio. Or nella mano convien notare quattro linee principali. Lalinea della vitache è la più importante, comincia dall'alto della mano fra il pollice e l'indice, e si prolunga sotto alla radice dell'ultimo fino in mezzo all'articolazione che unisce la mano al braccio. Lalinea della salute e dello spirito, che ha pure origine come quella della vita, fra l'indice e il pollice, taglia in mezzo la mano e finisce alla base di lei fra la giuntura del polso e il principio del dito mignolo. Lalinea della felicità o della fortunanasce alla radice dell'indice e termina sotto la base della mano al di qua della radice del dito mignolo. Finalmente lalinea della giuntura, la meno importante, è quella che segna il passaggio dal braccio alla mano; è piuttosto una ruga che una linea. Vi è pure una quinta linea che non si trova in tutte le mani, e si dice deltriangolo, perchè cominciando nel mezzo della giuntura sotto la radice del pollice, ha fine sotto quella del dito mignolo.
Vi sono anche sette tuberosità o montagne, nominate dai sette pianeti. Si avvertache per la chiromanzìa si usa sempre la mano sinistra, perchè la destra essendo più affaticata, presenta qualche volta nelle linee delle irregolarità che non sono naturali.
La mano va presa quando è riposata, un po' fresca e senza convulsione, per vedere con precisione il colore delle linee e la forma dei tratti che ha improntati.
La sola forma della mano può dare una idea se non della sorte futura delle persone, almeno del loro naturale e spirito. In generale una mano grossa, annuncia uno spirito ottuso, a meno che le dita non siano lunghe ed ossee. Una mano carnosa con dita affusolate, come si usa augurare alle donne, non accenna uno spirito vasto. Le dita che rientrano nella mano sono segno sicuro d'uno spirito lento, qualche volta inclinato alla furberìa; le dita rialzate all'insù, annunziano le qualità contrarie. Le dita grosse egualmente all'estremità ed al principio, annunciano nulla di cattivo: quelle più grosse alla giuntura di mezzo che alla radice, indicano nulla di buono.
Una mano larga val meglio che una troppo stretta: perchè una mano sia bella, bisogna che sia larga quanto è lungo il dito medio.
Se lalinea della giuntura, che è qualche volta doppia, è viva e colorata, indica un buon temperamento; se è dritta, tracciata egualmente in tutto il suo viaggio, promette ricchezza e felicità. Se la giuntura presentasse quattro linee, si può promettersi onori, dignità e ricche successioni: se la linea è attraversata da tre altre piccole perpendicolari, o segnata da alcuni punti molto visibili, presagisce certamente all'uomo che sarà tradito dalle donne, ed alle donne qualche sfregio dell'amante.
Quando dalla giuntura escono piccole linee che si perdono sotto la radice del pollice, è certo presagio che si sarà tradito da' proprj congiunti; quando esce una linea che giunga alla radice del dito medio, è segno di felicità e di fortuna; questa linea non indica disgrazia che quando va a perdersi sotto la radice del dito mignolo. Le linee che partono dalla giunturae si perdono lungo il braccio, profetizzano l'esiglio dalla patria: se queste invece si perdono nel palmo della mano, presagiscono lunghi viaggi per terra e per mare e una vita sempre burrascosa.
Se nella giuntura della mano di una giovenetta si trovano tre linee, delle quali una scompare sotto la radice del dito mignolo, l'altra sotto quella del medio e la terza verso quella del pollice, si può dedurre ch'essa si abbandonerà a' vizj nella più tenera età. Una donna invece che abbia impressa una croce sulla linea della giuntura, è casta, dolce, fregiata d'onore e di saviezza, e formerà la felicità del proprio sposo.
Se lalinea della vita, che si chiama anchelinea del cuore, è lunga, profonda, eguale, vivamente colorata, annuncia una vita senza mali ed una vecchiezza prosperosa; se è senza colore, tortuosa, corta, superficiale, intersecata da piccole linee trasversali, è presagio di una vita breve, di una cattiva salute e di un carattere dappoco. Se questalinea è stretta, ma lunga e ben colorata, esprime la saviezza, lo spirito ingegnoso, la generosità di cuore: se è larga e pallida, è segno di rozzezza e qualche volta di stolidità: se è profonda e d'un colore ineguale, cioè segnata di macchie rosse e livide, dinota malizia, doppiezza, ciarlerìa, gelosìa, presunzione.
Quando lalinea della vitaè profonda, larga, rossa, indica un temperamento lascivo, il naturale di un beone, l'inclinazione alla furberìa: ove il colore di questa linea sia misto da un capo all'altro di livido e di un rosso carico, annuncia un naturale collerico, impetuoso, facile al furore. Quando al suo principio, fra l'indice ed il pollice, essa si separa in due, in modo da formare la forca, è segno d'incostanza: una croce sulla stessa linea nella mano d'una donna, accenna l'impudenza e l'inclinazione al vizio.
Se questa linea è tagliata verso il mezzo da due altre piccole trasversali, è segno di prossima morte; quand'essa è circondata dapiccole rughe che le danno la forma d'un arbusto carico di rami, purchè questi siano vôlti all'insù della mano, è presagio di ricchezze e di onori. Secondo la chiromanzìa, questo è il segno più fortunato; ma se quelle rughe son vôlte verso il basso della mano, indicano povertà e una prossima ruina.
Se queste rughe sono strette e dividono trasversalmente la linea della vita, promettono un misto di bene e di male. Ogni volta che la linea della vita è interrotta, spezzata, si può esser certi di una malattia: seminata di punti o di piccoli buchi, segna un temperamento impudico; e se questi punti sono rossi, annunciano un gran pericolo in una avventura galante; quando lungo la linea si trova un punto circondato da un piccolo cerchio, si diverrà guercio, perchè questa figura indica la perdita di un occhio: se questo marchio è doppio fa temere la cecità. Una croce posta all'alto della linea fra il pollice e l'indice indica, sì in un uomo che in una donna, una determinata inclinazione alla lussuria edalle dissolutezze; se invece questa croce è alla fine della linea della vita, presso la giuntura, profetizza la morte sul patibolo.
Lalinea della salute e dello spiritoè anche chiamata linea di mezzo. Questa diritta, ben segnata, d'un colore naturale, indica salute e spirito, sano giudizio, buona memoria e vivace concepimento; lunga, si godrà d'una salute perfetta fino all'estrema vecchiezza; corta, da non giungere che alla metà della mano, si avrà timidità, debolezza, testardaggine, avarizia; livida, perfidia. Curvata verso il dito mignolo, presagisce una vecchiaja povera; se la curvatura forma una specie di uncino, è segno di malvagità.
Ove la linea della salute e dello spirito si volga verso la giuntura della mano, rivela sciocchezza e rustichezza; ove sia tortuosa, l'inclinazione al furto; se al contrario è dritta e d'un colore brillante, accenna una coscienza pura e un cuor giusto. Larga, profonda e d'un rosso carico, questa linea annuncia la rozzezza e l'impudenza; sparsa dipiccoli cerchi, ognuno di questi cerchj accenna un omicidio che si commetterà, se non si sta in guardia; se s'interrompe a metà per formare una specie di semicerchio, è presagio che si correranno grandi pericoli con bestie feroci.
Ove in mezzo alla linea della salute si alzi una piccola croce, si è quasi certo di morire in quell'anno: forcuta all'origine, rivela uno spirito precoce, ma che s'indebolirà presto; forcuta all'estremità, o che si divida in più rami verso la base della mano, annuncia uno spirito tardo, ma che si fortificherà cogli anni. Questo segno promette anche una vita lunga, e spesso una vecchiaja povera.
Lalinea della fortuna o della felicitàcomincia, come fu detto, sotto la radice dell'indice, e termina al di qua della radice del dito mignolo; è quasi paralella alla linea della salute. Questa linea eguale a dritta, molto lunga e ben segnata scopre un naturale eccellente, la forza, la modestia e la costanzanel bene. Se invece di cominciare sotto la radice dell'indice, fra questo dito e il medio, ha principio all'alto della mano, è presagio di orgoglio e crudeltà; molto rossa nella sua parte superiore, indica invidia, svela un delatore, pronto a nuocere, beato del male altrui.
Quando la linea della fortuna è sparsa di piccole linee a rami elevantisi verso l'alto della mano, profetizza dignità, felicità, potenza e ricchezze; ma se è assolutamente unita, senza rami, prepara miseria e infortunio. Se dei rami ond'è ordinariamente fornita, tre sono vôlti verso l'alto della mano dalla parte della salute, dinotano uno spirito piacevole, un cuor generoso; sono il segno della modestia e dell'amabilità. È raro che un uomo con questi tre rami non piaccia alle donne, e una donna possa mancare d'amanti, s'intende purché non sia brutta come il diavolo.
Una piccola croce sulla linea della fortuna, significa cuore liberale, amico della verità, buono, affabile, ornato di tutte le virtù.
Se la linea della felicità o della fortuna, invece di nascere ove si disse, ha principio fra il pollice e l'indice allo stesso luogo ove comincia quella della salute, in modo che queste due formino insieme un angolo acuto, è forza aspettarsi gravi pericoli, afflizioni, noja della vita; se questa non si trovasse in mezzo alla mano e vi fosse solo quella della vita, e quella della fortuna o della felicità riunite alla loro origine a forma d'angolo, si perderà la vita in battaglia, o si sarà mortalmente ferito in qualche avvenimento; in ogni modo, certezza di non finire di morte naturale.
La linea della fortuna dritta e libera nella parte superiore, palesa il talento di governare la propria casa e onestamente i proprj affari; interrotta verso la metà da piccole linee trasversali, svela l'adulazione e la doppiezza, vizj che attirano l'odio generale.
La linea della fortuna pallida in tutta la sua larghezza promette pudore, castità, un temperamento freddo, ma una gran debolezza di corpo e di spirito; se manca totalmentenella mano, è di cattivo augurio; la persona priva di questa linea non ha alcun carattere; travestita, sarebbe difficile conoscere a qual sesso appartenga, perchè partecipa dell'uomo e della donna; è inclinata più al male che al bene; poca costanza e molta tendenza a rattristarsi per la più lieve cosa. Le piccole linee trasversali poi che appajono su quella della fortuna, annunziano parecchi matrimonj o fatti o futuri.
Lalinea del triangolomanca in molte mani senza che si sia perciò sfortunati. Se essa è dritta, appariscente, perchè ordinariamente si vede poco, e si stende fino alla linea di salute, promette grandi ricchezze; se si prolunga fin verso la radice del dito medio, accenna buone avventure, ma ove si perda sotto la radice del dito mignolo, verso il basso della mano, arreca sventura, rivalità, odj; tortuosa, ineguale, da qualunque parte si volga, annuncia sempre che non si uscirà di povertà.
L'eminenza che si trova alla radice del pollice, e si stende fino alla linea della salute,si dicemontagna di Venere; quando questa tuberosità è dolce, unita, senza rughe, gradevolmente colorata, è segno d'un temperamento buono e di grande inclinazione alle avventure amorose. Se questa montagna è fornita di una piccola linea parallela a quella della vita e ad essa vicina, è segno di una foga insaziabile per i piaceri di Venere; è anche presagio di ricchezze. Se l'eminenza che si trova sotto il pollice è segnata da parecchie piccole linee paralelle a quella della vita, si sarà ricco in gioventù e povero in età avanzata; se però queste linee si dirigono in altro senso, cioè se vengono dalla giuntura del pollice alla linea della vita, si sarà povero in gioventù e ricco nella canizie. Quando questa eminenza ha molte linee che s'incrocicchiano in lungo e in largo, si sarà ricco per tutta la vita o per lo meno si godrà di una dolce agiatezza. Il pollice, attraversato nella sua lunghezza da piccole linee che vanno dall'unghia alla giuntura, promette una grande eredità. Ma se il pollice è tagliato da linee trasversali, comela piega delle articolazioni, è segno che si faranno viaggi lunghi e pericolosi. Quando il pollice o la sua radice presentano dei punti o delle stelle, vi è gajezza.
La figura di un piccolo cerchio sul pollice annuncia un temperamento dedito all'amore: una o alcune croci, dinotano la pietà, la divozione e l'inclinazione pel ritiro.
L'eminenza che si trova alla radice dell'indice, si dicemontagna di Giove. Quando questa tuberosità è unita e bellamente colorata, indica un buon naturale e un cuore inclinato alla virtù. Se è coperta di piccole linee poco profonde, si avranno onori e dignità importanti; ove queste linee siano numerose e spesse, e si segua lo stato ecclesiastico, si può sperare al cardinalato. Ove le pieghe formate dalla seconda giuntura dell'indice siano larghe e d'un rosso carico, indicano nell'uomo impotenza in amore, nella donna un parto pericoloso. Se il di sotto dell'indice è attraversato da una linea in tutta la sua lunghezza, si morrà di morte violenta: la giuntura cheunisce l'unghia coll'indice dolcemente increspata e naturalmente colorata, accenna un carattere affabile, una voce sonora: la stessa persona avrà i due primi denti della mascella superiore un po' lunghi senza essere brutta. Alcune piccole linee fra la seconda giuntura e la radice dell'indice presagiscono ricche successioni da parte di lontani parenti, dai quali non si aspettava nulla.
La tuberosità che si alza nel palmo della mano alla radice del dito medio, si chiamamontagna di Saturno. Questa eminenza uguale e di colore naturale, annunzia semplicità e amore al lavoro; ma se la coprono piccole rughe, è segno d'inquietudine e d'un carattere facile a turbarsi.
Quando la giuntura che separa la mano dal dito medio presenta delle pieghe tortuose, si ha un intelletto tardo, uno spirito lento, una concezione faticosa. Una piccola linea per ciascun lato della radice del dito medio nella mano di una donna, annuncia una buona madre; se le linee sono profonde, che darà alla lucedei figli maschi. Una piccola croce sotto il dito medio, fra la seconda giuntura e quella vicina all'unghia, annunzia a una donna prosperità futura, a un uomo una disgrazia. La donna che avrà fra quelle due giunture cinque o sei piccole linee disposte in lungo, avrà un figlio che diverrà prete; e le sarà ucciso se si trovano fra queste linee un punto o la figura di una stella.
La tuberosità sporgente alla radice del dito anulare è lamontagna del Sole: sparsa di piccole linee naturali, accenna uno spirito forte, vivace; eloquenza, talenti fra gl'impieghi politici ed ecclesiastici, forse un po' di orgoglio: vi è meno eloquenza, ma anche più modestia e probità quando queste linee sono soltanto due. La radice sparsa di linee incrocicchiate le une sulle altre, manifesta un individuo che sarà vittorioso dei proprj nemici e rivali; se ha queste linee slegate e di un colore un po' vivo, sarà allegro e piacevole; inclinerà a tutti i vizj e malattie, se sono tortuose e d'un rosso carico; se formala croce di sant'Andrea, sarà moderato, previdente; una donna che avrà sotto il dito anulare presso la seconda giuntura alcune linee disposte in lungo, verrà arricchita dal marito; ma se queste linee sono presso la giuntura vicino all'unghia, essa invece sarà divota, e forse si chiuderà in un monastero.
L'eminenza posta alla radice del dito mignolo è lamontagna di Mercurio; unita, senza rughe, colorata con uguaglianza, palesa un buon temperamento, costanza nello spirito e nel cuore, negli uomini modestia, nelle donne una virtù invariabile. Se questa tuberosità è attraversata da due piccole linee che si dirigono verso il dito mignolo, è segno di liberalità; se le linee sono d'un rosso oscuro, interrotte da macchie livide, in qualunque numero, scoprono la tendenza alla menzogna e l'istinto del furto. La giuntura che unisce il dito piccolo, sparsa di linee tortuose, dà grandi speranze e promette almeno i favori della fortuna. Una donna che ha all'estremità del dito mignolo una croce più o meno formata,è insolente e ciarliera. Due linee formanti un angolo al di sopra della seconda giuntura del dito mignolo, indicano l'amore allo studio, uno spirito ardito e un cuore altiero. Una croce fra la seconda giuntura e quella vicino all'unghia, annuncia tumultuose passioni, un sonno penoso, e una coscienza agitata; un cerchio sul dito mignolo, dignità e potenza.
Lo spazio che si trova sul confine inferiore della mano, al di sotto della montagna di Mercurio, dalla linea della felicità fino all'estremo di quella dello spirito, si dicemontagna della Luna.
Questo spazio uguale e liscio, si associa alla pace dell'anima e a uno spirito naturalmente tranquillo; quando è molto colorato, si ha tristezza, uno spirito inquieto, un temperamento melanconico. Se questo spazio è sparso di rughe, si avranno viaggi e pericoli sul mare.
Lo spazio posto sulla estremità inferiore della mano, al di qua della montagna dellaLuna, dall'estremità inferiore della linea dello spirito fino a quella della giuntura, è denominato lamontagna di Marte. Quando questo spazio è uguale e liscio, svela vero coraggio e prudenza che sempre si accompagnano alla bravura. Se è molto colorato, disegna audacia e temerità. Molte e grandi rughe sulla montagna di Marte indicano altrettanti pericoli più o meno grandi, secondo la profondità e la lunghezza delle rughe: è anche il presagio di morte fra i briganti, se le linee sono livide; è indizio d'una morte funesta, se sono molte rosse; d'una morte gloriosa in campo di battaglia, se dritte; di una morte obbrobriosa, se tortuose. Alcune croci sulla montagna di Marte promettono dignità e comando.
Anche le giunture hanno i loro presagi: quando quella che separa il pollice della mano, forma una linea profonda, semplice e ben segnata, manifesta un temperamento forte e una costituzione ben organizzata: se è ineguale, tagliata da altre linee, indica debolezza. Quando si trovano nella giuntura che dividein due il pollice, tre linee inferiori più o meno congiunte, più o meno segnate, felicità certa.
La prima giuntura dell'indice sparsa di piccoli rami, annunzia probità e un buon naturale; la linea dell'estrema giuntura dell'indice, semplice, unita, ben segnata, promette una perfetta salute.
La prima giuntura del dito medio sparsa di linee, dinota uno spirito credulo, una persona un po' semplice e di buoni costumi; la seconda con molte linee, un cuore ambizioso e uno spirito inquieto; la terza segnata di tre linee più o meno pronunciate, un'anima schietta, abborrimento alla frode.
La prima articolazione del dito anulare, sparsa di linee e di rami, rivela una grande immaginazione. Se la seconda giuntura porta tre linee, fra le quali quella di mezzo sia spezzata uno spirito giocondo; se l'estrema giuntura è composta d'una sola linea unita, semplice e ben segnata, abbiamo un buon cuore.
Quando le tre articolazioni del dito mignolo sono sparse di linee, rami e tratti, indicano spirito, talento, eloquenza.
Anche le unghie avevano la loro parte divinatoria. Piccoli segni biancastri sulle unghie presagiscono timori; neri, spaventi e pericoli; rossi, cosa però molto rara, sventure ed ingiurie; d'un bianco puro, speranza e felicità.
Quando questi segni si trovano alla radice dell'unghia, il compimento di quanto presagiscono è lontano; salgono alla sommità dell'unghia quando i timori e le speranze si avverano.
Perchè una mano sia perfetta, bisogna che non sia troppo grassa, ma piuttosto lunga, le dita non troppo rotonde, e distinti i nodi delle giunture. Il colore di essa dev'essere fresco e naturale; le unghie più lunghe che larghe, la linea della vita ben segnata, eguale, fresca, non sarà interrotta, e si protenderà nella linea della giuntura.
Quella della salute occuperà i tre quarti dell'estensione della mano, quella della fortunasarà sparsa di rami e ben colorata. Avventurato chi con queste linee, con una mano di tal forma, unirà anche alcuni dei benefici segni che abbiamo indicati! il suo carattere farà la sua felicità, il destino la sua fortuna, e la sua stella gli renderà amico il genio che conduce la gloria. —
Avete ben inteso, amabili leggitrici, che amate farvi astrologare? Per maggiore facilità vi si offre in una tavola una mano colla topografia delle linee principali: al nostro tempo la topografia che è incerta fra gli stati, divenne sicura sul cervello con Gall, sulle mani colla chiromanzìa: è tutto progresso. Però esaminando la mano, nel cercare quelle linee cui i chiromanti diedero sì bei nomi, badate a non isbigottirvi, perchè potrebbero essere quelle benedette rughe che vengono cogli anni a molestare parti più nobili che non sia la mano. Quando volete fare l'indovina sugli altri, prima di pigliar la mano, badate all'età, e se è già matura, siate certe di trovarvi tutte le linee che vi aggradano: del resto, destrezza,uno sguardo indagatore, e i segreti si apriranno; se poi siete belle, e indovinate gli affetti di un giovane, anche d'un autor d'almanacchi, non sarete mai smentite.
Gli uomini vanno sì pazzi per la divinazione, che quando non trovano persone che predicano per arte il futuro, si creano la buona o mala ventura dalle cose fortuite che li circondano, o da esseri invisibili: la prima arte è la gettatura creduta ancora dal popolo in varie parti d'Italia e specialmente a Napoli, e intorno alla quale si sono stampati grossi volumi a conforto dei curiosi. Credono adunque alcuni, che certi uomini abbiano il potere di dare la buona o mala sorte, ne temono l'incontro, o studiano ogni modo per rimediare al loro malevolo influsso. Come li conoscano non è facile determinarlo, perchè molte volte ha parte la simpatìa e l'antipatìa: ne sono poi segni in alcuni il cappello a teserialzate o a tre punte, in altri fibbie larghissime alle scarpe, in chi gli occhiali armati non di metallo, ma di osso, in chi la condizione, l'abito, la divisa. Quindi i creduli per farsi schermo al loro sinistro influsso, portano al collo, nelle dita, ai ciondoli degli orologi, mille minuterìe e talismani, e appena avvisano di vedere qualche gettatore, li toccano, li mettono in movimento a propria difesa; ed ove questi mancano, corrono colle mani a certe parti del corpo. Non vi ha azione nella vita che non sia computata nella gettatura; regole perchè non sia fatale non ne mancano, ma non accade ripeterle per non aggiungere alla noja del passato capitolo
Quante volte dal popolo d'Italia o di Francia non si ode maledire e invocare nel primo paese ilMalarbetto, nel secondo laMalebête? non è parola a caso perchè nei popoli non si hanno senza motivo, non dirò credenze ed usi, mafino le espressioni. Volete conoscere il Malarbetto? è un mostro scappato dall'averno che corre le contrade di notte, e porta la malavventura a quelli che incontra, sovente la morte al prossimo giorno, e propriamente si chiama Malabestio. Questa opinione era viva nel popolo di Tolosa, ed anche fra di noi in alcune campagne si teme questo fantasma notturno, sicchè i fanciulli, sentendo rumore o il fragore di qualche cocchio, credono che giunga. Sebbene tolta questa opinione in altri luoghi, resta ancora l'abbreviatura del nome siccome esclamazione d'impazienza o di ammirazione: in Lombardia suona sovente fra le grazie della lingua milanese ilMalarbetto.