LA PASSIONE

[1097]masso,[1098]a l’impeto[1099]romorosa[1100]calle,[1101]senza le virgole.[1102]riveggia[1103]De la[1104]Figliuol[1105]una ineffabile[1106]a l’imo[1107]Onde[1108]fra[1109]a l’odio,[1110]persona.[1111]Parvolo,[1112]tremano,[1113]A l’uom[1114]Da le[1115]eterie[1116]scende;[1117]dei[1118]senza la virgola.[1119]dei[1120]Da chi ’l[1121]Dond’era[1122]Figliuol[1123]ne l’umil[1124]L’Angiol[1125]a gli[1126]dei[1127]A le[1128]fra[1129]lui,[1130]volo,[1131]Fra[1132]Quei[1133]accolto[1134]Fanciul,[1135]su l’empia[1136]dinanzi[1137]ne la[1138]ascoso

[1097]masso,

[1097]masso,

[1098]a l’impeto

[1098]a l’impeto

[1099]romorosa

[1099]romorosa

[1100]calle,

[1100]calle,

[1101]senza le virgole.

[1101]senza le virgole.

[1102]riveggia

[1102]riveggia

[1103]De la

[1103]De la

[1104]Figliuol

[1104]Figliuol

[1105]una ineffabile

[1105]una ineffabile

[1106]a l’imo

[1106]a l’imo

[1107]Onde

[1107]Onde

[1108]fra

[1108]fra

[1109]a l’odio,

[1109]a l’odio,

[1110]persona.

[1110]persona.

[1111]Parvolo,

[1111]Parvolo,

[1112]tremano,

[1112]tremano,

[1113]A l’uom

[1113]A l’uom

[1114]Da le

[1114]Da le

[1115]eterie

[1115]eterie

[1116]scende;

[1116]scende;

[1117]dei

[1117]dei

[1118]senza la virgola.

[1118]senza la virgola.

[1119]dei

[1119]dei

[1120]Da chi ’l

[1120]Da chi ’l

[1121]Dond’era

[1121]Dond’era

[1122]Figliuol

[1122]Figliuol

[1123]ne l’umil

[1123]ne l’umil

[1124]L’Angiol

[1124]L’Angiol

[1125]a gli

[1125]a gli

[1126]dei

[1126]dei

[1127]A le

[1127]A le

[1128]fra

[1128]fra

[1129]lui,

[1129]lui,

[1130]volo,

[1130]volo,

[1131]Fra

[1131]Fra

[1132]Quei

[1132]Quei

[1133]accolto

[1133]accolto

[1134]Fanciul,

[1134]Fanciul,

[1135]su l’empia

[1135]su l’empia

[1136]dinanzi

[1136]dinanzi

[1137]ne la

[1137]ne la

[1138]ascoso

[1138]ascoso

O tementi dell’ira[1139]ventura,Cheti e gravi oggi al tempio moviamo,Come gente che pensi a sventura,Che improvviso s’intese annunziar.Non s’aspetti di squilla il richiamo;Nol concede il mestissimo rito:Qual di donna che piange il marito,È la veste[1140]del vedovo altar.Cessan gl’inni e i misteri beati,Tra[1141]cui scende, per mistica via,Sotto l’ombra de’[1142]pani mutati,L’ostia[1143]viva di pace e d’amor.S’ode un carme: l’intento IsaiaProferì[1144]questo sacro lamento,In quel dì che un divino spaventoGli affannava il fatidico cor.[1145]Di chi parli, o Veggente di Giuda?Chi è costui che, davanti all’Eterno,[1146]g)Spunterà come tallo da nudaTerra, lunge da fonte vital?Questo fiacco pasciuto di scherno,Che la faccia si copre d’un velo,Come fosse un percosso dal cielo,Il novissimo d’ogni mortal?Egli è il Giusto che i vili han trafitto,Ma tacente, ma senza tenzone;Egli è il Giusto; e di tutti il delittoh)Il Signor sul suo capo versò.Egli è il Santo, il[1147]predetto Sansone,Che morendo francheggia Israele;Che volente alla[1148]sposa infedeleLa fortissima chioma lasciò.Quei che siede sui cerchi[1149]divini,E d’Adamo si fece figliolo;[1150]Nè sdegnò coi fratelli tapiniIl funesto retaggio partir:[1151]Volle l’onte, e nell’anima[1152]il duolo,E l’angosce[1153]di morte sentire,E il terror che seconda il fallire,Ei che mai non conobbe il fallir.La repulsa al suo prego sommesso,L’abbandono del Padre sostenne:Oh spavento! l’orribile amplessoD’un amico spergiuro soffrì.Ma simile quell’alma divenneAlla[1154]notte dell’uomo[1155]omicida:Di quel Sangue[1156]sol ode le grida,E s’accorge che Sangue[1156]tradì.i)Oh spavento! lo stuol de’[1157]beffardiBaldo insulta a quel volto divino,Ove intender non osan gli sguardiGl’incolpabili figli del ciel.Come l’ebbro[1158]desidera il vino,Nell’offese[1159]quell’odio s’irrita;E al maggior dei delitti gl’incitaDel delitto la gioia[1160]crudel.Ma chi fosse quel tacito reo,Che davanti[1161]al suo seggio profanoStrascinava il protervo Giudeo,Come vittima innanzi a l’altar,Non lo seppe il superbo Romano;Ma fe’ stima il deliro potente,[1162]Che giovasse col sangue innocenteLa sua vil sicurtade comprar.Su nel cielo in sua doglia raccoltoGiunse il suono d’un prego esecrato:I celesti copersero il volto:Disse Iddio: Qual[1163]chiedete sarà.E quel Sangue dai padri imprecatoSulla[1164]misera prole ancor cade,Che mutata d’etade in etade,Scosso ancor dal suo capo non l’ha.Ecco appena sul letto nefandoQuell’Afflitto depose la fronte,E un altissimo grido levando,Il supremo sospiro mandò:[1165]Gli uccisori esultanti sul[1166]monteDi Dio l’ira già grande minaccia;Già dall’ardue[1167]vedette s’affaccia,Quasi accenni: Tra[1168]poco verrò.O gran Padre! per Lui che s’immola,Cessi alfine quell’ira tremenda;E de’[1169]ciechi l’insana parolaVolgi in meglio, pietoso Signor.Sì,[1170]quel Sangue sovr’essi discenda;j)Ma sia pioggia di mite lavacro:Tutti errammo;k)di tutti quel sacro-santo Sangue cancelli l’error.E tu, Madre, che immota vedestiUn tal Figlio morir sulla[1171]croce,Per noi prega, o regina de’[1172]mesti,Che il possiamo in sua gloria veder;Che i dolori, onde il secolo atroceFa de’ boni[1173]più tristo l’esiglio,Misti al santo patir del tuo Figlio,Ci sian[1174]pegno d’eterno goder.

O tementi dell’ira[1139]ventura,Cheti e gravi oggi al tempio moviamo,Come gente che pensi a sventura,Che improvviso s’intese annunziar.Non s’aspetti di squilla il richiamo;Nol concede il mestissimo rito:Qual di donna che piange il marito,È la veste[1140]del vedovo altar.Cessan gl’inni e i misteri beati,Tra[1141]cui scende, per mistica via,Sotto l’ombra de’[1142]pani mutati,L’ostia[1143]viva di pace e d’amor.S’ode un carme: l’intento IsaiaProferì[1144]questo sacro lamento,In quel dì che un divino spaventoGli affannava il fatidico cor.[1145]Di chi parli, o Veggente di Giuda?Chi è costui che, davanti all’Eterno,[1146]g)Spunterà come tallo da nudaTerra, lunge da fonte vital?Questo fiacco pasciuto di scherno,Che la faccia si copre d’un velo,Come fosse un percosso dal cielo,Il novissimo d’ogni mortal?Egli è il Giusto che i vili han trafitto,Ma tacente, ma senza tenzone;Egli è il Giusto; e di tutti il delittoh)Il Signor sul suo capo versò.Egli è il Santo, il[1147]predetto Sansone,Che morendo francheggia Israele;Che volente alla[1148]sposa infedeleLa fortissima chioma lasciò.Quei che siede sui cerchi[1149]divini,E d’Adamo si fece figliolo;[1150]Nè sdegnò coi fratelli tapiniIl funesto retaggio partir:[1151]Volle l’onte, e nell’anima[1152]il duolo,E l’angosce[1153]di morte sentire,E il terror che seconda il fallire,Ei che mai non conobbe il fallir.La repulsa al suo prego sommesso,L’abbandono del Padre sostenne:Oh spavento! l’orribile amplessoD’un amico spergiuro soffrì.Ma simile quell’alma divenneAlla[1154]notte dell’uomo[1155]omicida:Di quel Sangue[1156]sol ode le grida,E s’accorge che Sangue[1156]tradì.i)Oh spavento! lo stuol de’[1157]beffardiBaldo insulta a quel volto divino,Ove intender non osan gli sguardiGl’incolpabili figli del ciel.Come l’ebbro[1158]desidera il vino,Nell’offese[1159]quell’odio s’irrita;E al maggior dei delitti gl’incitaDel delitto la gioia[1160]crudel.Ma chi fosse quel tacito reo,Che davanti[1161]al suo seggio profanoStrascinava il protervo Giudeo,Come vittima innanzi a l’altar,Non lo seppe il superbo Romano;Ma fe’ stima il deliro potente,[1162]Che giovasse col sangue innocenteLa sua vil sicurtade comprar.Su nel cielo in sua doglia raccoltoGiunse il suono d’un prego esecrato:I celesti copersero il volto:Disse Iddio: Qual[1163]chiedete sarà.E quel Sangue dai padri imprecatoSulla[1164]misera prole ancor cade,Che mutata d’etade in etade,Scosso ancor dal suo capo non l’ha.Ecco appena sul letto nefandoQuell’Afflitto depose la fronte,E un altissimo grido levando,Il supremo sospiro mandò:[1165]Gli uccisori esultanti sul[1166]monteDi Dio l’ira già grande minaccia;Già dall’ardue[1167]vedette s’affaccia,Quasi accenni: Tra[1168]poco verrò.O gran Padre! per Lui che s’immola,Cessi alfine quell’ira tremenda;E de’[1169]ciechi l’insana parolaVolgi in meglio, pietoso Signor.Sì,[1170]quel Sangue sovr’essi discenda;j)Ma sia pioggia di mite lavacro:Tutti errammo;k)di tutti quel sacro-santo Sangue cancelli l’error.E tu, Madre, che immota vedestiUn tal Figlio morir sulla[1171]croce,Per noi prega, o regina de’[1172]mesti,Che il possiamo in sua gloria veder;Che i dolori, onde il secolo atroceFa de’ boni[1173]più tristo l’esiglio,Misti al santo patir del tuo Figlio,Ci sian[1174]pegno d’eterno goder.

O tementi dell’ira[1139]ventura,Cheti e gravi oggi al tempio moviamo,Come gente che pensi a sventura,Che improvviso s’intese annunziar.Non s’aspetti di squilla il richiamo;Nol concede il mestissimo rito:Qual di donna che piange il marito,È la veste[1140]del vedovo altar.

O tementi dell’ira[1139]ventura,

Cheti e gravi oggi al tempio moviamo,

Come gente che pensi a sventura,

Che improvviso s’intese annunziar.

Non s’aspetti di squilla il richiamo;

Nol concede il mestissimo rito:

Qual di donna che piange il marito,

È la veste[1140]del vedovo altar.

Cessan gl’inni e i misteri beati,Tra[1141]cui scende, per mistica via,Sotto l’ombra de’[1142]pani mutati,L’ostia[1143]viva di pace e d’amor.S’ode un carme: l’intento IsaiaProferì[1144]questo sacro lamento,In quel dì che un divino spaventoGli affannava il fatidico cor.[1145]

Cessan gl’inni e i misteri beati,

Tra[1141]cui scende, per mistica via,

Sotto l’ombra de’[1142]pani mutati,

L’ostia[1143]viva di pace e d’amor.

S’ode un carme: l’intento Isaia

Proferì[1144]questo sacro lamento,

In quel dì che un divino spavento

Gli affannava il fatidico cor.[1145]

Di chi parli, o Veggente di Giuda?Chi è costui che, davanti all’Eterno,[1146]g)Spunterà come tallo da nudaTerra, lunge da fonte vital?Questo fiacco pasciuto di scherno,Che la faccia si copre d’un velo,Come fosse un percosso dal cielo,Il novissimo d’ogni mortal?

Di chi parli, o Veggente di Giuda?

Chi è costui che, davanti all’Eterno,[1146]g)

Spunterà come tallo da nuda

Terra, lunge da fonte vital?

Questo fiacco pasciuto di scherno,

Che la faccia si copre d’un velo,

Come fosse un percosso dal cielo,

Il novissimo d’ogni mortal?

Egli è il Giusto che i vili han trafitto,Ma tacente, ma senza tenzone;Egli è il Giusto; e di tutti il delittoh)Il Signor sul suo capo versò.Egli è il Santo, il[1147]predetto Sansone,Che morendo francheggia Israele;Che volente alla[1148]sposa infedeleLa fortissima chioma lasciò.

Egli è il Giusto che i vili han trafitto,

Ma tacente, ma senza tenzone;

Egli è il Giusto; e di tutti il delittoh)

Il Signor sul suo capo versò.

Egli è il Santo, il[1147]predetto Sansone,

Che morendo francheggia Israele;

Che volente alla[1148]sposa infedele

La fortissima chioma lasciò.

Quei che siede sui cerchi[1149]divini,E d’Adamo si fece figliolo;[1150]Nè sdegnò coi fratelli tapiniIl funesto retaggio partir:[1151]Volle l’onte, e nell’anima[1152]il duolo,E l’angosce[1153]di morte sentire,E il terror che seconda il fallire,Ei che mai non conobbe il fallir.

Quei che siede sui cerchi[1149]divini,

E d’Adamo si fece figliolo;[1150]

Nè sdegnò coi fratelli tapini

Il funesto retaggio partir:[1151]

Volle l’onte, e nell’anima[1152]il duolo,

E l’angosce[1153]di morte sentire,

E il terror che seconda il fallire,

Ei che mai non conobbe il fallir.

La repulsa al suo prego sommesso,L’abbandono del Padre sostenne:Oh spavento! l’orribile amplessoD’un amico spergiuro soffrì.Ma simile quell’alma divenneAlla[1154]notte dell’uomo[1155]omicida:Di quel Sangue[1156]sol ode le grida,E s’accorge che Sangue[1156]tradì.i)

La repulsa al suo prego sommesso,

L’abbandono del Padre sostenne:

Oh spavento! l’orribile amplesso

D’un amico spergiuro soffrì.

Ma simile quell’alma divenne

Alla[1154]notte dell’uomo[1155]omicida:

Di quel Sangue[1156]sol ode le grida,

E s’accorge che Sangue[1156]tradì.i)

Oh spavento! lo stuol de’[1157]beffardiBaldo insulta a quel volto divino,Ove intender non osan gli sguardiGl’incolpabili figli del ciel.Come l’ebbro[1158]desidera il vino,Nell’offese[1159]quell’odio s’irrita;E al maggior dei delitti gl’incitaDel delitto la gioia[1160]crudel.

Oh spavento! lo stuol de’[1157]beffardi

Baldo insulta a quel volto divino,

Ove intender non osan gli sguardi

Gl’incolpabili figli del ciel.

Come l’ebbro[1158]desidera il vino,

Nell’offese[1159]quell’odio s’irrita;

E al maggior dei delitti gl’incita

Del delitto la gioia[1160]crudel.

Ma chi fosse quel tacito reo,Che davanti[1161]al suo seggio profanoStrascinava il protervo Giudeo,Come vittima innanzi a l’altar,Non lo seppe il superbo Romano;Ma fe’ stima il deliro potente,[1162]Che giovasse col sangue innocenteLa sua vil sicurtade comprar.

Ma chi fosse quel tacito reo,

Che davanti[1161]al suo seggio profano

Strascinava il protervo Giudeo,

Come vittima innanzi a l’altar,

Non lo seppe il superbo Romano;

Ma fe’ stima il deliro potente,[1162]

Che giovasse col sangue innocente

La sua vil sicurtade comprar.

Su nel cielo in sua doglia raccoltoGiunse il suono d’un prego esecrato:I celesti copersero il volto:Disse Iddio: Qual[1163]chiedete sarà.E quel Sangue dai padri imprecatoSulla[1164]misera prole ancor cade,Che mutata d’etade in etade,Scosso ancor dal suo capo non l’ha.

Su nel cielo in sua doglia raccolto

Giunse il suono d’un prego esecrato:

I celesti copersero il volto:

Disse Iddio: Qual[1163]chiedete sarà.

E quel Sangue dai padri imprecato

Sulla[1164]misera prole ancor cade,

Che mutata d’etade in etade,

Scosso ancor dal suo capo non l’ha.

Ecco appena sul letto nefandoQuell’Afflitto depose la fronte,E un altissimo grido levando,Il supremo sospiro mandò:[1165]Gli uccisori esultanti sul[1166]monteDi Dio l’ira già grande minaccia;Già dall’ardue[1167]vedette s’affaccia,Quasi accenni: Tra[1168]poco verrò.

Ecco appena sul letto nefando

Quell’Afflitto depose la fronte,

E un altissimo grido levando,

Il supremo sospiro mandò:[1165]

Gli uccisori esultanti sul[1166]monte

Di Dio l’ira già grande minaccia;

Già dall’ardue[1167]vedette s’affaccia,

Quasi accenni: Tra[1168]poco verrò.

O gran Padre! per Lui che s’immola,Cessi alfine quell’ira tremenda;E de’[1169]ciechi l’insana parolaVolgi in meglio, pietoso Signor.Sì,[1170]quel Sangue sovr’essi discenda;j)Ma sia pioggia di mite lavacro:Tutti errammo;k)di tutti quel sacro-santo Sangue cancelli l’error.

O gran Padre! per Lui che s’immola,

Cessi alfine quell’ira tremenda;

E de’[1169]ciechi l’insana parola

Volgi in meglio, pietoso Signor.

Sì,[1170]quel Sangue sovr’essi discenda;j)

Ma sia pioggia di mite lavacro:

Tutti errammo;k)di tutti quel sacro-

santo Sangue cancelli l’error.

E tu, Madre, che immota vedestiUn tal Figlio morir sulla[1171]croce,Per noi prega, o regina de’[1172]mesti,Che il possiamo in sua gloria veder;Che i dolori, onde il secolo atroceFa de’ boni[1173]più tristo l’esiglio,Misti al santo patir del tuo Figlio,Ci sian[1174]pegno d’eterno goder.

E tu, Madre, che immota vedesti

Un tal Figlio morir sulla[1171]croce,

Per noi prega, o regina de’[1172]mesti,

Che il possiamo in sua gloria veder;

Che i dolori, onde il secolo atroce

Fa de’ boni[1173]più tristo l’esiglio,

Misti al santo patir del tuo Figlio,

Ci sian[1174]pegno d’eterno goder.

[1139]de l’ira[1140]vesta[1141]Fra[1142]dei[1143]L’Ostia[1144]Profferì[1145]cuor.[1146]costui, che dinanzi a l’Eterno,[1147]il santo il[1148]a la[1149]cerchj[1150]figliuolo;[1151]partir.[1152]ne l’anima[1153]le angosce[1154]A la[1155]de l’uomo[1156]sangue[1157]dei[1158]l’ebro[1159]Ne le offese[1160]gioja[1161]dinanzi[1162]potente[1163]qual[1164]Su la[1165]mandò,[1166]in sul[1167]da l’ardue[1168]fra[1169]dei[1170]Sì[1171]su la[1172]dei[1173]dei buoni[1174]sien

[1139]de l’ira

[1139]de l’ira

[1140]vesta

[1140]vesta

[1141]Fra

[1141]Fra

[1142]dei

[1142]dei

[1143]L’Ostia

[1143]L’Ostia

[1144]Profferì

[1144]Profferì

[1145]cuor.

[1145]cuor.

[1146]costui, che dinanzi a l’Eterno,

[1146]costui, che dinanzi a l’Eterno,

[1147]il santo il

[1147]il santo il

[1148]a la

[1148]a la

[1149]cerchj

[1149]cerchj

[1150]figliuolo;

[1150]figliuolo;

[1151]partir.

[1151]partir.

[1152]ne l’anima

[1152]ne l’anima

[1153]le angosce

[1153]le angosce

[1154]A la

[1154]A la

[1155]de l’uomo

[1155]de l’uomo

[1156]sangue

[1156]sangue

[1157]dei

[1157]dei

[1158]l’ebro

[1158]l’ebro

[1159]Ne le offese

[1159]Ne le offese

[1160]gioja

[1160]gioja

[1161]dinanzi

[1161]dinanzi

[1162]potente

[1162]potente

[1163]qual

[1163]qual

[1164]Su la

[1164]Su la

[1165]mandò,

[1165]mandò,

[1166]in sul

[1166]in sul

[1167]da l’ardue

[1167]da l’ardue

[1168]fra

[1168]fra

[1169]dei

[1169]dei

[1170]Sì

[1170]Sì

[1171]su la

[1171]su la

[1172]dei

[1172]dei

[1173]dei buoni

[1173]dei buoni

[1174]sien

[1174]sien

È risorto: or come a morteLa sua preda fu ritolta?Come ha vinte l’atre porte,Come è salvo un’altra voltaQuei che giacque in forza altrui?Io lo giuro per ColuiChe da’ morti il suscitò,l)È risorto: il capo santoPiù non posa nel sudario:È risorto: dall’un[1175]cantoDell’avello[1176]solitarioSta il coperchio rovesciato:Come un forte inebbriato[1177]m)Il Signor si risvegliò.Come a mezzo del cammino,Riposato alla[1178]foresta,Si risente il pellegrino,E si scote dalla[1179]testaUna foglia inaridita,Che dal ramo dipartita,[1180]Lenta lenta vi ristè:Tale il marmo inoperoso,Che premea l’arca scavata,Gittò via quel Vigoroso,Quando l’anima tornataDalla[1181]squallida vallea,[1182]Al Divino che tacea:Sorgi, disse, io son con Te.[1183]Che parola si diffuseTra[1184]i sopiti d’Israele!Il Signor le porte ha schiuse!Il Signor, l’Emmanuele![1185]O sopiti in aspettando,È finito il vostro bando:Egli è desso, il Redentor.Pria di Lui nel regno eternoChe mortal sarebbe asceso?A rapirvi al muto inferno,Vecchi padri, Egli è disceso:Il sospir del tempo antico,Il terror dell’inimico,[1186]Il promesso Vincitor.Ai mirabili Veggenti,Che narrarono il futuro,Come il padre ai figli intentiNarra i casi che già furo,Si mostrò quel sommo Sole[1187]n)Che, parlando[1188]in lor parole,Alla terra[1189]Iddio giurò;Quando Aggeo, quando IsaiaMallevaro al mondo interoChe il Bramato un dì verria;o)Quando, assorto[1190]in suo pensiero,[1191]Lesse i giorni numerati,p)E degli[1192]anni ancor non natiDaniel si ricordò.Era l’alba;[1193]e molli il viso,[1194]Maddalena e l’altre donneFean lamento sull’Ucciso;[1195]q)Ecco tutta di SionneSi commosse la pendice,[1196]E la scolta insultatriceDi spavento tramortì.Un estranio giovinettoSi posò sul monumento:Era folgore l’aspetto,Era neve il vestimento:Alla[1197]mesta che ’l richieseDiè risposta quel cortese:È risorto; non è qui.Via co’ palii[1198]disadorniLo squallor della[1199]viola:L’oro usato a splender torni:Sacerdote, in bianca stola,Esci ai grandi ministeri,Tra[1200]la luce de’[1201]doppieri,Il Risorto ad annunziar.r)Dall’altar[1202]si mosse un grido:Godi, o Donna alma del cielo;s)Godi; il Dio cui fosti nidoA vestirsi il nostro velo,È risorto, come il disse:Per noi prega: Egli prescrisse,Che sia legge il tuo pregar.O fratelli, il santo ritoSol di gaudio oggi ragiona;Oggi è giorno di convito;Oggi esulta ogni persona:Non è madre che sia schivaDella[1203]spoglia più festivaI suoi bamboli vestir.Sia frugal del ricco il pasto;Ogni mensa abbia i suoi doni;E il tesor negato al fastoDi superbe imbandigioni,[1204]Scorra amico all’umil[1205]tetto,Faccia il desco poverettoPiù ridente oggi apparir.Lungo il grido e la tempestaDe’ tripudi[1206]inverecondi:L’allegrezza non è questaDi che i giusti son giocondi;Ma pacata in suo contegno,Ma celeste, come segnoDella gioia[1207]che verrà.Oh beati! a lor più belloSpunta il sol de’ giorni santi;[1208]Ma che fia di chi rubelloTorse, ahi stolto! i passi erranti[1209]Nel sentier che a morte guida?[1210]Nel Signor chi si confida[1211]Col Signor risorgerà.

È risorto: or come a morteLa sua preda fu ritolta?Come ha vinte l’atre porte,Come è salvo un’altra voltaQuei che giacque in forza altrui?Io lo giuro per ColuiChe da’ morti il suscitò,l)È risorto: il capo santoPiù non posa nel sudario:È risorto: dall’un[1175]cantoDell’avello[1176]solitarioSta il coperchio rovesciato:Come un forte inebbriato[1177]m)Il Signor si risvegliò.Come a mezzo del cammino,Riposato alla[1178]foresta,Si risente il pellegrino,E si scote dalla[1179]testaUna foglia inaridita,Che dal ramo dipartita,[1180]Lenta lenta vi ristè:Tale il marmo inoperoso,Che premea l’arca scavata,Gittò via quel Vigoroso,Quando l’anima tornataDalla[1181]squallida vallea,[1182]Al Divino che tacea:Sorgi, disse, io son con Te.[1183]Che parola si diffuseTra[1184]i sopiti d’Israele!Il Signor le porte ha schiuse!Il Signor, l’Emmanuele![1185]O sopiti in aspettando,È finito il vostro bando:Egli è desso, il Redentor.Pria di Lui nel regno eternoChe mortal sarebbe asceso?A rapirvi al muto inferno,Vecchi padri, Egli è disceso:Il sospir del tempo antico,Il terror dell’inimico,[1186]Il promesso Vincitor.Ai mirabili Veggenti,Che narrarono il futuro,Come il padre ai figli intentiNarra i casi che già furo,Si mostrò quel sommo Sole[1187]n)Che, parlando[1188]in lor parole,Alla terra[1189]Iddio giurò;Quando Aggeo, quando IsaiaMallevaro al mondo interoChe il Bramato un dì verria;o)Quando, assorto[1190]in suo pensiero,[1191]Lesse i giorni numerati,p)E degli[1192]anni ancor non natiDaniel si ricordò.Era l’alba;[1193]e molli il viso,[1194]Maddalena e l’altre donneFean lamento sull’Ucciso;[1195]q)Ecco tutta di SionneSi commosse la pendice,[1196]E la scolta insultatriceDi spavento tramortì.Un estranio giovinettoSi posò sul monumento:Era folgore l’aspetto,Era neve il vestimento:Alla[1197]mesta che ’l richieseDiè risposta quel cortese:È risorto; non è qui.Via co’ palii[1198]disadorniLo squallor della[1199]viola:L’oro usato a splender torni:Sacerdote, in bianca stola,Esci ai grandi ministeri,Tra[1200]la luce de’[1201]doppieri,Il Risorto ad annunziar.r)Dall’altar[1202]si mosse un grido:Godi, o Donna alma del cielo;s)Godi; il Dio cui fosti nidoA vestirsi il nostro velo,È risorto, come il disse:Per noi prega: Egli prescrisse,Che sia legge il tuo pregar.O fratelli, il santo ritoSol di gaudio oggi ragiona;Oggi è giorno di convito;Oggi esulta ogni persona:Non è madre che sia schivaDella[1203]spoglia più festivaI suoi bamboli vestir.Sia frugal del ricco il pasto;Ogni mensa abbia i suoi doni;E il tesor negato al fastoDi superbe imbandigioni,[1204]Scorra amico all’umil[1205]tetto,Faccia il desco poverettoPiù ridente oggi apparir.Lungo il grido e la tempestaDe’ tripudi[1206]inverecondi:L’allegrezza non è questaDi che i giusti son giocondi;Ma pacata in suo contegno,Ma celeste, come segnoDella gioia[1207]che verrà.Oh beati! a lor più belloSpunta il sol de’ giorni santi;[1208]Ma che fia di chi rubelloTorse, ahi stolto! i passi erranti[1209]Nel sentier che a morte guida?[1210]Nel Signor chi si confida[1211]Col Signor risorgerà.

È risorto: or come a morteLa sua preda fu ritolta?Come ha vinte l’atre porte,Come è salvo un’altra voltaQuei che giacque in forza altrui?Io lo giuro per ColuiChe da’ morti il suscitò,l)

È risorto: or come a morte

La sua preda fu ritolta?

Come ha vinte l’atre porte,

Come è salvo un’altra volta

Quei che giacque in forza altrui?

Io lo giuro per Colui

Che da’ morti il suscitò,l)

È risorto: il capo santoPiù non posa nel sudario:È risorto: dall’un[1175]cantoDell’avello[1176]solitarioSta il coperchio rovesciato:Come un forte inebbriato[1177]m)Il Signor si risvegliò.

È risorto: il capo santo

Più non posa nel sudario:

È risorto: dall’un[1175]canto

Dell’avello[1176]solitario

Sta il coperchio rovesciato:

Come un forte inebbriato[1177]m)

Il Signor si risvegliò.

Come a mezzo del cammino,Riposato alla[1178]foresta,Si risente il pellegrino,E si scote dalla[1179]testaUna foglia inaridita,Che dal ramo dipartita,[1180]Lenta lenta vi ristè:

Come a mezzo del cammino,

Riposato alla[1178]foresta,

Si risente il pellegrino,

E si scote dalla[1179]testa

Una foglia inaridita,

Che dal ramo dipartita,[1180]

Lenta lenta vi ristè:

Tale il marmo inoperoso,Che premea l’arca scavata,Gittò via quel Vigoroso,Quando l’anima tornataDalla[1181]squallida vallea,[1182]Al Divino che tacea:Sorgi, disse, io son con Te.[1183]

Tale il marmo inoperoso,

Che premea l’arca scavata,

Gittò via quel Vigoroso,

Quando l’anima tornata

Dalla[1181]squallida vallea,[1182]

Al Divino che tacea:

Sorgi, disse, io son con Te.[1183]

Che parola si diffuseTra[1184]i sopiti d’Israele!Il Signor le porte ha schiuse!Il Signor, l’Emmanuele![1185]O sopiti in aspettando,È finito il vostro bando:Egli è desso, il Redentor.

Che parola si diffuse

Tra[1184]i sopiti d’Israele!

Il Signor le porte ha schiuse!

Il Signor, l’Emmanuele![1185]

O sopiti in aspettando,

È finito il vostro bando:

Egli è desso, il Redentor.

Pria di Lui nel regno eternoChe mortal sarebbe asceso?A rapirvi al muto inferno,Vecchi padri, Egli è disceso:Il sospir del tempo antico,Il terror dell’inimico,[1186]Il promesso Vincitor.

Pria di Lui nel regno eterno

Che mortal sarebbe asceso?

A rapirvi al muto inferno,

Vecchi padri, Egli è disceso:

Il sospir del tempo antico,

Il terror dell’inimico,[1186]

Il promesso Vincitor.

Ai mirabili Veggenti,Che narrarono il futuro,Come il padre ai figli intentiNarra i casi che già furo,Si mostrò quel sommo Sole[1187]n)Che, parlando[1188]in lor parole,Alla terra[1189]Iddio giurò;

Ai mirabili Veggenti,

Che narrarono il futuro,

Come il padre ai figli intenti

Narra i casi che già furo,

Si mostrò quel sommo Sole[1187]n)

Che, parlando[1188]in lor parole,

Alla terra[1189]Iddio giurò;

Quando Aggeo, quando IsaiaMallevaro al mondo interoChe il Bramato un dì verria;o)Quando, assorto[1190]in suo pensiero,[1191]Lesse i giorni numerati,p)E degli[1192]anni ancor non natiDaniel si ricordò.

Quando Aggeo, quando Isaia

Mallevaro al mondo intero

Che il Bramato un dì verria;o)

Quando, assorto[1190]in suo pensiero,[1191]

Lesse i giorni numerati,p)

E degli[1192]anni ancor non nati

Daniel si ricordò.

Era l’alba;[1193]e molli il viso,[1194]Maddalena e l’altre donneFean lamento sull’Ucciso;[1195]q)Ecco tutta di SionneSi commosse la pendice,[1196]E la scolta insultatriceDi spavento tramortì.

Era l’alba;[1193]e molli il viso,[1194]

Maddalena e l’altre donne

Fean lamento sull’Ucciso;[1195]q)

Ecco tutta di Sionne

Si commosse la pendice,[1196]

E la scolta insultatrice

Di spavento tramortì.

Un estranio giovinettoSi posò sul monumento:Era folgore l’aspetto,Era neve il vestimento:Alla[1197]mesta che ’l richieseDiè risposta quel cortese:È risorto; non è qui.

Un estranio giovinetto

Si posò sul monumento:

Era folgore l’aspetto,

Era neve il vestimento:

Alla[1197]mesta che ’l richiese

Diè risposta quel cortese:

È risorto; non è qui.

Via co’ palii[1198]disadorniLo squallor della[1199]viola:L’oro usato a splender torni:Sacerdote, in bianca stola,Esci ai grandi ministeri,Tra[1200]la luce de’[1201]doppieri,Il Risorto ad annunziar.r)

Via co’ palii[1198]disadorni

Lo squallor della[1199]viola:

L’oro usato a splender torni:

Sacerdote, in bianca stola,

Esci ai grandi ministeri,

Tra[1200]la luce de’[1201]doppieri,

Il Risorto ad annunziar.r)

Dall’altar[1202]si mosse un grido:Godi, o Donna alma del cielo;s)Godi; il Dio cui fosti nidoA vestirsi il nostro velo,È risorto, come il disse:Per noi prega: Egli prescrisse,Che sia legge il tuo pregar.

Dall’altar[1202]si mosse un grido:

Godi, o Donna alma del cielo;s)

Godi; il Dio cui fosti nido

A vestirsi il nostro velo,

È risorto, come il disse:

Per noi prega: Egli prescrisse,

Che sia legge il tuo pregar.

O fratelli, il santo ritoSol di gaudio oggi ragiona;Oggi è giorno di convito;Oggi esulta ogni persona:Non è madre che sia schivaDella[1203]spoglia più festivaI suoi bamboli vestir.

O fratelli, il santo rito

Sol di gaudio oggi ragiona;

Oggi è giorno di convito;

Oggi esulta ogni persona:

Non è madre che sia schiva

Della[1203]spoglia più festiva

I suoi bamboli vestir.

Sia frugal del ricco il pasto;Ogni mensa abbia i suoi doni;E il tesor negato al fastoDi superbe imbandigioni,[1204]Scorra amico all’umil[1205]tetto,Faccia il desco poverettoPiù ridente oggi apparir.

Sia frugal del ricco il pasto;

Ogni mensa abbia i suoi doni;

E il tesor negato al fasto

Di superbe imbandigioni,[1204]

Scorra amico all’umil[1205]tetto,

Faccia il desco poveretto

Più ridente oggi apparir.

Lungo il grido e la tempestaDe’ tripudi[1206]inverecondi:L’allegrezza non è questaDi che i giusti son giocondi;Ma pacata in suo contegno,Ma celeste, come segnoDella gioia[1207]che verrà.

Lungo il grido e la tempesta

De’ tripudi[1206]inverecondi:

L’allegrezza non è questa

Di che i giusti son giocondi;

Ma pacata in suo contegno,

Ma celeste, come segno

Della gioia[1207]che verrà.

Oh beati! a lor più belloSpunta il sol de’ giorni santi;[1208]Ma che fia di chi rubelloTorse, ahi stolto! i passi erranti[1209]Nel sentier che a morte guida?[1210]Nel Signor chi si confida[1211]Col Signor risorgerà.

Oh beati! a lor più bello

Spunta il sol de’ giorni santi;[1208]

Ma che fia di chi rubello

Torse, ahi stolto! i passi erranti[1209]

Nel sentier che a morte guida?[1210]

Nel Signor chi si confida[1211]

Col Signor risorgerà.

[1175]da l’un[1176]De l’avello[1177]inebriato[1178]a la[1179]da la[1180]dipartita[1181]Da la[1182]vallea[1183]te.[1184]Fra[1185]l’Emanuele![1186]de l’inimico,[1187]Sole,[1188]Che parlando[1189]A la[1190]Quando assorto[1191]pensiero[1192]de gli[1193]l’alba,[1194]viso[1195]in su l’Ucciso;[1196]pendice;[1197]A la[1198]coi pallj[1199]de la[1200]Fra[1201]dei[1202]Da l’altar[1203]De la[1204]imbandigioni[1205]a l’umil[1206]tripudj[1207]De la gioja[1208]sacri;[1209]alacri[1210]Ne la strada de l’errore?[1211]Chi s’affida nel Signore

[1175]da l’un

[1175]da l’un

[1176]De l’avello

[1176]De l’avello

[1177]inebriato

[1177]inebriato

[1178]a la

[1178]a la

[1179]da la

[1179]da la

[1180]dipartita

[1180]dipartita

[1181]Da la

[1181]Da la

[1182]vallea

[1182]vallea

[1183]te.

[1183]te.

[1184]Fra

[1184]Fra

[1185]l’Emanuele!

[1185]l’Emanuele!

[1186]de l’inimico,

[1186]de l’inimico,

[1187]Sole,

[1187]Sole,

[1188]Che parlando

[1188]Che parlando

[1189]A la

[1189]A la

[1190]Quando assorto

[1190]Quando assorto

[1191]pensiero

[1191]pensiero

[1192]de gli

[1192]de gli

[1193]l’alba,

[1193]l’alba,

[1194]viso

[1194]viso

[1195]in su l’Ucciso;

[1195]in su l’Ucciso;

[1196]pendice;

[1196]pendice;

[1197]A la

[1197]A la

[1198]coi pallj

[1198]coi pallj

[1199]de la

[1199]de la

[1200]Fra

[1200]Fra

[1201]dei

[1201]dei

[1202]Da l’altar

[1202]Da l’altar

[1203]De la

[1203]De la

[1204]imbandigioni

[1204]imbandigioni

[1205]a l’umil

[1205]a l’umil

[1206]tripudj

[1206]tripudj

[1207]De la gioja

[1207]De la gioja

[1208]sacri;

[1208]sacri;

[1209]alacri

[1209]alacri

[1210]Ne la strada de l’errore?

[1210]Ne la strada de l’errore?

[1211]Chi s’affida nel Signore

[1211]Chi s’affida nel Signore


Back to IndexNext