ATTO PRIMO

Salotto in casa di Delfina. Porte ai lati e al fondo. Sul davanti, a destra una tavola e due poltrone, a sinistra un divano. In fondo, in un angolo, il pianoforte coi lumi accesi. Sulla tavola pure una lucerna accesa. Arredo semplice, senza distinzione.

Salotto in casa di Delfina. Porte ai lati e al fondo. Sul davanti, a destra una tavola e due poltrone, a sinistra un divano. In fondo, in un angolo, il pianoforte coi lumi accesi. Sulla tavola pure una lucerna accesa. Arredo semplice, senza distinzione.

Vercellini, DelfinapoiNinì.

VERCELLINI(seduto, legge un giornale)

DELFINA(entra dalla sinistra)

VERCELLINI

Oh brava, è qua? Così la saluto e me ne vado.

DELFINA

Digià? Scusi sa, se l'ò lasciato solo. Avevo tante faccenduole... Noi siamo in confidenza, nevvero? Ma perchè va già via?

VERCELLINI

Che vuol che ci faccia qui? Ora verranno i suoi invitati...

DELFINA

No no, gli è che lei non è più il nostro buon amico d'una volta. Si lascia veder raramente, di sfuggita... Si direbbe che lo fa per dovere...

VERCELLINI

La sua casa è cambiata, cara signora Delfina... Ora si è messa in grande, riceve molta gente, molta gioventù... Io mi ci troverei a disagio...

DELFINA

Ma lei è pur sempre il nostro vecchio amico Vercellini, il collega del mio povero Benedetto, che mi à assistita nei brutti momenti della vita... Io non dimentico i suoi benefici... Caro cielo... ora le figliole sono grandi, bisogna che mi dia un pò d'attorno per maritarle...

VERCELLINI

Già, già... E Paolina?

DELFINA

Paolina sta facendo un pò di toilette...

VERCELLINI

Non mi vuol vedere più, assolutamente.

DELFINA

È il suo carattere... è una selvaggia, proprio.

VERCELLINI

Però quando arrivano i vostri nuovi amici, allora...

DELFINA

Che che! Ci vogliono delle lunghe preghiere per indurla a lasciarsi vedere un poco; e se usciamo, ella rimane in casa... Infine, pare lei la mamma ed io la figlia...

VERCELLINI

E la lasci fare...

DELFINA

Ma no perchè si può credere che io abbia delle preferenze.... E poi compromette la riuscita dei miei disegni, l'avvenire delle sue sorelle, della Ninì specialmente che à tanto ingegno...

NINÌ(fa capolino alla porta di sinistra, in corsetto bianco, mezzo svestita)

Mamma... Oh! buona sera signor Vercellini, buona sera!

VERCELLINI

Avanti, avanti, piccina, vieni a stringermi la mano...

NINÌ

Le pare! Sono ancora in deshabillé. Mamma, non trovo il mio pettine di tartaruga. Sai dov'è?

DELFINA

Ma cara mia, non lo so. Ài chiesto a Teresa?

NINÌ(sempre sulla soglia nascondendosi a mezzo)

No. Teresa? Teresa?

DELFINA(accorrendo a lei)

E intanto stai lì, così svestita... Ti prenderai un raffreddore... Non ài proprio nessuna cura della tua voce...

(Suono di campanello)

NINÌ

Uh! qualcuno di già. Buona sera, signor Vercellini, buona sera. (Scompare)

VERCELLINI

Addio, piccina.

DELFINA

Che testolina sventata! Ma c'è un tesoro in quella testolina...

VERCELLINI

Arrivederci dunque.

DELFINA

Se ne va proprio? Mi raccomando, si lasci vedere un pò più di frequente.

(Si avviano verso la comune, a destra, e s'incontrano in Vittorio e Cantoni che entrano. Vercellini s'inchina ed esce).

Delfina, Vittorio, Cantoni.

DELFINA

Oh! il signor Olgiati!

VITTORIO

E non solo. Valendomi del permesso che ella mi à dato tante volte, ò condotto con me e le presento un mio carissimo amico: il Dott. Corrado Cantoni.

DELFINA(goffamente)

Ben felice! ben felice!

VITTORIO

È arrivato jeri l'altro da Berlino dopo varî anni d'assenza... ò il compito di introdurlo nella buona società e, naturalmente, (ironico) ò pensato subito a lei...

DELFINA

Troppo buono, signor Olgiati... (a Cantoni) È venuto ad annoiarsi... vorrà compatire...

CANTONI(un pò stupito)

Signora, la prego anzi di perdonare l'ardire: ma Vittorio mi assicurò che mi verrebbe scusata questa mancanza alle più elementari regole...

VITTORIO(piano, toccandogli il gomito)

(Tira via, tira via, dàlle i dolci...)

CANTONI(sempre più stupito)

So che à delle belle signorine: mi sono permesso di portar loro dei dolci... (le porge una scatola).

DELFINA

Sono veramente confusa... (va a posar la scatola).

VITTORIO

E serviranno da carta da visita per la Selene e la Ninì.

CANTONI(piano a Vittorio)

(Se io ci capisco un'acca...)

VITTORIO(piano a Cantoni)

(Stai buono, capirai dopo...)

DELFINA

Debbo far loro tante scuse... Le mie figliole sono ancora occupate alla loro toilette...

VITTORIO

E lei faccia come se noi non ci fossimo. Eravamo diretti alla Scala. Ma poi abbiamo trovato che improvvisamente, e come di solito, si fa riposo. Allora ò detto al Cantoni: Vieni con me qui vicino, dalla signora Tossi. Ecco perchè siamo qui un pò prestino. Ma noi sappiamo fare tutte le debite concessioni alla toilette femminile. Ed anche lei signora Delfina, non si disturbi per causa nostra. Io già sono di casa, nevvero? e Cantoni deve considerarlo come un vecchio amico, poichè è amico mio e amicone di Dario mio cugino.

DELFINA

Ah sì? del signor Dario?

CANTONI

Abbiamo vissuto insieme, lungamente, a Berlino. Fummo compagni di studï...

DELFINA

Ah, è ingegnere, anche lei?

CANTONI

No, medico...

VITTORIO

Famoso!

DELFINA

Allora approfitto del permesso e vado ad avvertire le mie figliole... Qui ci sono dei sigari, dei giornali, facciano come in casa loro... (si avvia)

VITTORIO

E i dolci??

DELFINA(ritornando)

Ah sì!

VITTORIO

Ma perbacco!

DELFINA(prende la scatola ed esce)

Vittorio, Cantoni.

VITTORIO

I dolci, capisci, è necessarïssimo che vengano presentati insieme al tuo nome. Ti renderanno subito simpatico.

CANTONI

Oh, adesso mi darai qualche spiegazione: perchè tu mi ài preso per mano come una fata del buon tempo antico, e mi ài condotto qui, senza dirmi nulla, come in un palazzo incantato.

VITTORIO

Ti ò però detto che non ti saresti annojato... (accende un sigaro).

CANTONI

Questo lo vedrò...

VITTORIO

Devi averlo già capito, dal modo come ti ò presentato, e dall'aspetto della padrona di casa. Lo vedi: ti ò condotto qui, senza essere preannunciato... (si sdraja su di una poltrona).

CANTONI

E dunque?

VITTORIO

Che vuoi che ti dica? È una casa sui generis...

CANTONI

Il che non significa nulla.

VITTORIO

Significa che non è una casa come tutte le altre... Quello poi che à di diverso dalle altre è... più difficile a spiegarsi.

CANTONI

La famiglia è composta?...

VITTORIO

Dalla madre, che ài visto, vedova...

CANTONI

Vedova?

VITTORIO

Autenticamente vedova, perchè c'è chi ricorda l'ottimo e defunto signor Tossi, impiegato al catasto. Quello che usciva quando noi entrammo, per esempio, è un certo Vercellini, un vecchio amico di casa, collega del defunto, che viene qui qualche volta a prendere il caffè, dopo pranzo, e se ne va appena arrivano i frequentatori più... moderni della casa. Dunque la madre, ò detto; poi ci sono tre figliole: la maggiore, Paolina, à tutte le caratteristiche esteriori di quelle fanciulle che si dicono comunemente dibuona famiglia. Riservata, modesta, taciturna...

CANTONI

Genere nojoso.

VITTORIO

Sì; ma c'è di buono che non si vede quasi mai: è come non esistesse: è la massaja di casa. Non interessa, ma non disturba...

CANTONI

Le altre due?...

VITTORIO

Le altre due, Selene e Ninì, sono la parte tipica della famiglia, la Ninì specialmente, un folletto di diciassette anni, bellissima, simpaticissima, allegra, piena d'ingegno. Queste due sono... le vergini... Non spaventarti... è un nomignolo...

CANTONI

Oh, e perchè gliel'ànno dato?

VITTORIO

Perchè... se lo meritano...

CANTONI(stupito, senza capire)

Che bella ragione!

VITTORIO

Già, se lo meritano... quantunque non paja.

CANTONI

?

VITTORIO

Ecco: tu devi considerarle come due signorine da marito — come ce ne sono tante, pur troppo! — ma aver ben presente invece, sempre, che viceversa sono di quelle signorine...

CANTONI

Che non si sposano.

VITTORIO

Già, che non si sposano! Ma, bada, solo perchè le convenienze, i riguardi sociali, impongono di non sposarle. Che, effettivamente, nessuno può dire, o dice, o direbbe alcunchè sul loro conto, dal lato della loro onestà... dirò meglio, dal lato della loro... purezza.

CANTONI

Sì, ma...

VITTORIO

D'accordo! Sì, ma. In questo ma sta la vera ragione del perchè non si sposano le sorelle Tossi.

CANTONI

Vale a dire?

VITTORIO

Vale a dire nulla. È unmacon dei puntolini, che non à nè può avere continuazione. Il più ardito, o il più pettegolo, o il più maligno tra gli uomini, io per esempio, ti dirà tutt'al più: ma... sono ragazze che vanno attorno sole (e bada, parlo sempre della Ninì e della Selene, chè Paolina non fa neppurquesto); che ricevono in casa soltanto uomini, anzi soltanto giovanotti; che vanno in teatro accompagnate sempre dalla mamma, è vero, ma col terzo e col quarto; che si susurra di aver riconosciute all'ultimo veglione sotto un domino cilestre non abbastanza impenetrabile... E così? ribatterai tu: si sa che queste ragazze abbiano un amante? No. Si sa che qualcuno possa dire o abbia detto di averne ottenute le grazie? No. Oh! e allora?... Allora il mondo che è un gran filosofo e un grande aristarco, conclude: è appunto per questo che nella mia grande bontà e indulgenza le chiamole vergini, ma sposatene una e ne rideranno anche i comignoli!

CANTONI

Ma tutti quelli che vengono per casa non ànno che dei rapporti di pura amicizia?

VITTORIO

O di gran confidenza. Sai, si vien qui, si passa la sera, allegramente, come diversivo ai ricevimenti d'etichetta. Sei presentato oggi; domani, se non ti accomoda, non ci torni più; o ci torni dopo tre mesi, e sei ricevuto a braccia aperte, purchè porti una scatola di dolci o una chiave di palco.

CANTONI

E la madre?

VITTORIO

La madre cerca un marito alle figliuole, in buona fede, convinta di trovarlo un dì o l'altro, specialmente per le due maggiori: disposta tutt'al più a concedere alla Ninì di dedicarsi all'arte del canto, per non privare le scene di una nuova Patti.

CANTONI

In buona fede, dici tu?

VITTORIO

Certo! Poichè dopo tutto ella considera che la condotta delle sue figliole è regolare e illibata. E infatti, se dài un bacio, ti guarderai bene dal darlo altro che sulla mano... a meno che ti riesca di darlo quando nessuno ti vede. Se porti un regalo, saranno unicamente dei fiori o dei dolci: potrai anche offrire una veste, ma a patto tu dica che si tratta di una stoffa speciale che un amico ti à mandato dalla China. Se inviti a pranzo, per non avere un rifiuto, devi dichiarare che si festeggia il tuo compleanno, non importa poi se si ripete due volte in un mese. E così, come vedi, si salvano le apparenze. E se la signora Tossi non osa di andare in società colle sue figliole, à il diritto però di essere rispettata e trattata bene dalla società che riceve. Ti convince?... Di' fuma pure, sai! metti di essere in casa tua.

CANTONI(vedendo avvicinarsi Delfina)

Oh! la vecchia.

VITTORIO

Eh, non scomodarti.

CANTONI

Ma c'è una delle figliole. (Entrano Delfina e Selene)

Delfina, Selene, Vittorio, Cantoni.

DELFINA

Quante scuse dobbiam loro! Li abbiamo fatti attendere molto.

VITTORIO(sempre sdrajato sulla poltrona)

Le pare!

DELFINA

Signor Cantoni, le presento una delle mie figlie: Selene.

CANTONI(s'inchina)

Signorina...

SELENE(disinvolta ma un po' sostenuta, gli porge la mano con fare molto distinto. È abbigliata elegantemente)

VITTORIO

Buona sera, Selene.

SELENE

Ah! siete qui? Buona sera...

VITTORIO

Come siete bellina...

SELENE

Sì?

DELFINA(a Selene)

Bada. (Le si avvicina e le raggiusta un nastro) Signor Olgiati, non à uno spillo?

VITTORIO(si toglie uno spillo dal risvolto dell'abito e glielo porge senza alzarsi)

Ò sempre con me ciò che può occorrere alle signore...

DELFINA

È un tesoro lei! Che buon marito sarebbe...

VITTORIO(ridendo)

Crede? E chissà che non mi decida ad ammogliarmi!...

DELFINA(piano a Selene mentre le raggiusta la gala)

(Dio volesse!)

SELENE(piano a Delfina)

(Sì, aspettalo quello lì. L'altro cos'è?)

DELFINA(c. s.)

(È un medico. Non so se sia ricco).

CANTONI(piano a Vittorio)

(Mi par molto sostenuta questa!)

VITTORIO

(Aspetta, lascia che si riscaldi l'ambiente).

DELFINA

Ecco fatto. Ed ora vado in cerca di Ninì.

(Esce)

SELENE(si reca dietro la poltrona di Vittorio e si appoggia coi gomiti allo schienale)

E così, che c'è di nuovo?

VITTORIO(sollevando la testa a guardarla)

L'amico mio, ch'è un ragazzo simpaticone, e mi à già susurrato che siete bella come un amore... E voi che avete di nuovo?

SELENE

Nulla.

VITTORIO

Troppo poco. E la Ninì dov'è?

SELENE

Non so. Scrive, credo.

VITTORIO

La sua piccola corrispondenza. E la Paolina?

SELENE

Chi ne sa niente della Paolina? Fa l'innamorata...

VITTORIO

E lo è, probabilmente!

SELENE

Di chi?

VITTORIO

Non so; di me, per esempio.

SELENE(si stacca dalla poltrona e si avvicina al Cantoni)

Lei è amico del signor Dario?

CANTONI

Molto amico.

SELENE

E arriva anche lei da Berlino?

CANTONI

Da jeri, signorina. Dario mi aveva preceduto, ma ci ritorneremo assieme...

VITTORIO(a parte)

(«Signorina!» Malgrado il mio discorso non à ancora capito niente!) (Entra Ninì).

Ninì, Selene, Vittorio, Cantoni.

NINÌ(entra dal fondo, affrettata, colla bocca piena di dolci, mangiucchiando. È in veste chiassosa, un po' scollata)

Oh! signor Vittorio! (Gli dà una forte stretta di mano) Che buoni marrons mi avete portati.

VITTORIO(alzandosi)

Pardon! Li à portati l'amico mio, il dott. Cantoni, che vi presento.

NINÌ(stringendogli la mano)

Buonasera. (Gli dà un'occhiata, lunga, esaminatrice, poi si volge a Vittorio) Che ne dite della mia toilette?

VITTORIO

Molto graziosa. È un gran ricevimento dunque, stasera?

NINÌ

Ò una gran voglia di ballare. (Al Cantoni) Suona il piano lei?

CANTONI

Un pochino.

NINÌ

Abbastanza per far ballare? (Intanto si è messa a cercare sul tavolino, tra i giornali). Di tutti quelli che vengono qui non c'è che il Cozzi che sappia suonare; è una disperazione...

VITTORIO(piano)

(Che cosa cercate?)

NINÌ

IlSecolo. Volevo veder una cosa... Non c'è.

SELENE(come assalita da un'idea cerca il «Corriere» e trovatolo si mette a leggere in quarta pagina)

NINÌ(al Cantoni)

Non à ilSecolo, signor Cantoni?

CANTONI

Credo, nella mia pelliccia... (Esce)

VITTORIO(alla Ninì)

IlPungoloo l'Italianon vi servono?

NINÌ

No...

VITTORIO

Ah! ah! bada, son geloso, Giovannina...

NINÌ

Non mi chiamate così!

CANTONI(rientrando, porge un giornale alla Ninì)

Ecco, signorina.

NINÌ(lo fissa un momento, stupita)

Grazie. (Prende il giornale e cerca in quarta pagina).

VITTORIO(piano al Cantoni)

(Insomma, vuoi smetterla di chiamarlesignorina?)

CANTONI

(O come debbo dire?)

VITTORIO

(Ninì, Selene, tout court. Ti vuoi compromettere!)

CANTONI

(Come?!)

VITTORIO

(Ma già: a sentirsi chiamarsignorina, crederanno che tu le prenda troppo sul serio, si faranno delle illusioni, vedranno in te un marito... Non è quello che vuoi, spero!)

CANTONI

(No davvero! Ma che cosa cercava sulSecolo?)

VITTORIO

(Ciò che l'altra cercava sulCorriere. Una corrispondenza amorosa. Quella è più aristocratica: questa è più borghese, anzi più repubblicana... in amore!)

(Intanto sono entrati: Cozzi, Merati e Dellago. Ninì e Selene ànno risalita la scena e parlano con essi al fondo. Poi entra il Marchese Zoppi, vecchio tinto, una caricatura).

NINÌ

Oh! buona sera Marchese, buona sera Marchese!! (Gli porge le due mani e gli saltella davanti).

VITTORIO

Comincia a venir gente...

CANTONI

Oh oh! quel vecchietto lì chi è?

VITTORIO

Un curioso tipo. Un eterno giovinetto che non à ancora rinunciato a corteggiare le donne. Ormai è tornato agli amori platonici e, capirai, questo è il luogo per lui.

CANTONI

Come si chiama?

VITTORIO

È il marchese Zoppi. Qui è la seconda o la terza volta che ci viene... ma, come vedi, per la Ninì è già un vecchio amico. Vieni che ti presento alla società.

(Il gruppo del fondo s'è posto attorno al piano: le discussioni sono animatissime. Risa, ecc. Qualcuno accompagna col canto la canzone di Carulì che il Cozzi accenna sul pianoforte. Vittorio e Cantoni si recano al fondo e si vede il primo presentare il secondo agli altri. Entrano: Dario dalla comune e Delfina dalla sinistra).

Delfina, Ninì, Selene, Dario, Vittorio, Il Marchese, Cozzi, Merati, Dellago, poiPaolina.

DARIO(entra e si guarda attorno un momento)

DELFINA(dalla sinistra, andandogli incontro)

Oh signor Dario, come sta?

DARIO

Bene, grazie. Quanta gente! E le sue figliole?

DELFINA

Sono là...

DARIO

Anche la Paolina?

DELFINA

No, è ancora nella sua stanza. Ora la chiamo.

DARIO

Non la disturbi.

DELFINA

Che! Quando c'è lei, ci viene volentieri qui. Loro due ànno un carattere che si rassomiglia. Stanno bene assieme. (Esce).

DARIO(si reca al fondo, saluta Vittorio, Cantoni e gli altri)

MERATI(discendendo la scena col Dellago)

(E così, sei riuscito?)

DELLAGO

(Un poco: ma il mio scopo sarebbe di fare unapartie carrée. Se venissero tutte due ci si divertirebbe un mondo).

MERATI

(È difficile: perchè l'una fa ogni cosa sua di nascosto dell'altra...)

DELLAGO

(E poi quella madre sempre alle costole... è insoffribile!...) (Seguitano a parlare tra di loro e risalgono la scena).

PAOLINA(entra dalla sinistra e si sofferma un momento ad osservare)

DARIO(la scorge subito, ridiscende la scena e le vien vicino, premuroso)

Come va, Paolina?

PAOLINA

Buona sera signor Carocci.

DARIO

Come siete bella, stasera.

PAOLINA

Per carità!...

(Entra anche Delfina e rimane al fondo a discorrere cogli altri).

DARIO

Non è un complimento. (Le prende le mani, siedono entrambi sul divano). Vi dico che siete molto bella perchè trovo che la siete. Così, quando vi dico di volervi bene potete crederlo, che non è una delle solite banalità...

PAOLINA

Perchè sa dirlo con belle parole...

DARIO

No: perchè dico quello che penso. Da un mese soltanto io vengo in casa vostra: macome io credo di avervi conosciuta bene, e perciò vi apprezzo e vi stimo, così dovreste aver conosciuto me, e stimarmi un pochino. Dovreste aver capito che non sono come tutti gli altri... Non per merito mio, non ch'io sia migliore degli altri: ma perchè ò avuta una giovinezza molto triste che mi à dato una grande serietà anzitempo...

PAOLINA

Me la racconterà qualche giorno la sua vita...

DARIO

Sì... è una storia poco allegra: la storia di quelli che rimangono orfani bambini, che son cresciuti senza il sorriso della mamma, in un collegio, poi lontano dalla patria, volontariamente, per togliersi dai luoghi che ricordano orribili sciagure... Forse c'è qualche punto di contatto tra la mia giovinezza e la vostra...

(Al fondo scoppiano grandi risate, discussioni animatissime).

DARIO(come ridestandosi)

È Vittorio che tien pulpito, sempre...

PAOLINA

È tanto allegro: ne à sempre qualcuna di nuove.

DELFINA(al fondo in tuono di rimprovero)

Signor Vittorio, signor Vittorio, via, mi raccomando!...

VITTORIO

Ma si parla dell'amore, nulla di più morale dell'amore.

NINÌ

E nulla di più morale del matrimonio!

VITTORIO(avanzandosi, seguito dagli altri)

Ecco qua: sentiamo il parere di Dario, che è un uomo serio. Dimmi: il prender moglie non è una grande sciocchezza?

DARIO

Forse! ma quante sciocchezze non si commettono più quando si è ammogliati!...

VITTORIO

Lo credi? Però, bada, c'è questo inconveniente: che qualche volta l'uomo cessa di far delle sciocchezze quando prende moglie: ma la donna, molto spesso, comincia a farne quando prende marito...

MARCHESE

Un momento, un momento: su questo punto lasciate giudicare a me che delle mogli ne ò avute due...

NINÌ

O poveretto!

MARCHESE

Sicuro, sono vedovo due volte. Ebbene... non chiedetemi di più...

VITTORIO(a parte, ma abbastanza forte per essere udito)

Che bestia!

MARCHESE(lo guarda colla coda dell'occhio un po' dubbioso, poi continua)

Credete a me, figliuoli, finchè siete in tempo, non prendete moglie. (Tutti ridono).

DARIO

Tuttavia l'amore...

NINÌ

Oh per carità non la mi cominci una delle solite sue discussioni tedesche. Io voglio ballare... Signor Vittorio, mi faccia ballare... Chi ci suona una polka? Ah! il signor Cantoni...

CANTONI

Se mi riesce...

NINÌ

Sì, sì... (lo trascina al piano; tutti li seguano fuorchè Dario e Paolina).

MARCHESE(trattenendo Vittorio, bonariamente)

Scusi: un momento fa, quando io parlavo, ella à esclamato: che bestia! — Non lo diceva a me, nevvero?

VITTORIO

Le pare, marchese! Lo pensassi anche non oserei mai di dirglielo.

MARCHESE(soddisfatto)

Ah! (Gli stringe la mano). Poichè lei è tanto gentile, senta, vorrei chiederle uno schiarimento. Lei è pratico della casa, nevvero? conosce a fondo questa famiglia...

VITTORIO

Oh Dio... a fondo... relativamente.

MARCHESE

Le dirò, in confidenza: Selene è una bellissima ragazza...

VITTORIO

Ma sicuro... ed ella à un debole per lei... lo confessi marchese...

MARCHESE

Perchè no? Vorrei sapere... Ecco... è difficile a dirsi... non vorrei che interpretasse male la mia domanda...

VITTORIO

Dica, dica...

MARCHESE

Vorrei sapere... Ripeto, lo domando a lei, perchè conosce meglio di me la famiglia... Io mi ci raccapezzo poco...

VITTORIO

Credo di essere entrato nello spirito della cosa. Permetta una domanda. Lei è molto lontano dall'idea di ammogliarsi una terza volta?...

MARCHESE

Oh Dio, secondo. La primissima gioventù è passata: d'altronde... la solitudine non mi va; se si trattasse di accasarmi, per far una vita quieta, tranquilla...

VITTORIO

È l'affar suo, allora...

MARCHESE

Crede proprio? Da amico?

VITTORIO

Da amico! Selene è fatta apposta per lei.

NINÌ(al fondo)

Signor Olgiati...

VITTORIO

Vengo, vengo...

MARCHESE(porge la mano a Vittorio)

VITTORIO(al marchese)

Ci pensi. (Il Marchese si allontana).

VITTORIO(lo osserva in aria canzonatoria, poi si dirige a Paolina)

Si può salutarvi? Ma davvero che mio cugino, se à il merito di avervi ricondotta un poco tra di noi, in società, dove non vi lasciavate veder mai, à poi il gran torto di ipotecarvi tutta a suo favore...

(Cantoni tocca i primi accordi di una polka).

PAOLINA

Si discorreva...

VITTORIO

Oh! naturalmente; e di cose molto serie... non c'è da essere in pensiero: ma ciò non toglie che in un modo o nell'altro vi rendete terribilmente preziosa...

NINÌ(dal fondo)

Olgiati!

VITTORIO

Vengo, vengo. (Alla Paolina) Voi, già, non ballate?

PAOLINA(si schermisce)

VITTORIO

Suvvia: un solo giro non fosse che per non lasciarvi compromettere troppo da Dario...

PAOLINA(aderisce a malincuore, si alza e dà il braccio a Vittorio)

VITTORIO(piano a Dario)

(Te la riporto subito).

(Vittorio e Paolina si avviano al fondo).

NINÌ(accanto al piano, al Cantoni)

No, no, suona anche lei come un tedesco. Ci suonerà Beethoven, dopo, quando saremo stanchi. Cozzi, suonate voi un pochino.

(Il Cozzi si mette al piano e suona. Il Cantoni ridiscende la scena e viene accanto a Dario. Le coppie si mettono in attesa).

DELFINA(accorrendo)

No, no, siete matti? Qui che non c'è posto neppur per muoversi! Chi vuol ballare, in anticamera, che è grande e non c'è pericolo di romper nulla...

NINÌ

Ma non si sente il piano, allora! Trasportiamolo accanto alla porta... Su, su... (Tutti trascinano il piano vicino alla comune. Il Cozzi si mette a suonare e tutti escono. Però la scena al fondo è sempre mossa, qualcuno va e viene, e dalla porta ogni tanto si vedono le coppie che passano).

(Rimangono sul dinanzi della scena Dario e il Cantoni).

CANTONI

Che famiglia bizzarra!

DARIO

Ti sei già formato un giudizio?

CANTONI

Vittorio mi à spiegato l'ambiente...

DARIO

Oh! mio cugino è un gran pessimista. Te ne avrà detto un mondo di male...

CANTONI

Ma quello che ò potuto constatare sinora non è nulla di meglio. Quelle due ragazze...

DARIO

Quali?

CANTONI

Selene e Ninì...

DARIO

Ah! Ma Paolina è tutt'altra cosa...

CANTONI

Non l'ò ancora osservata bene... Però anche Vittorio mi diceva...

DARIO

Meno male che le rende questa giustizia!

CANTONI

Sì, ma finirà per sentire anche lei l'influenza....

DARIO

Non c'è questo pericolo! È troppo buona, è troppo saggia...

CANTONI

Mi pare che tu le faccia una corte molto assidua...

DARIO

Ti confesso che provo una grande simpatia per lei. Mi fa compassione vedendola qui in questa casa. Come ne soffre! Guarda: ò pensato già più d'una volta, seriamente, se io non potrei fare qualcosa per lei... toglierla di qui...

CANTONI

Eh! non ci sarebbero che due mezzi. Farne la propria amante... o sposarla.

DARIO

Farne la propria amante? Come si vede che non la conosci! Una sola parola che le venga rivolta meno che rispettosa...

CANTONI

Se ne offende? Può essere unarusecome un'altra.

DARIO

Ecco la differenza! Non se ne offende; capisce, poveretta, che non può farlo, che non à il diritto di farlo: ma se ne accora, se ne cruccia sino a muovere compassione. La vita che conduce ne è una prova, del resto!

CANTONI

E allora... non c'è che sposarla... Bada, scherzo, veh!

DARIO(indifferente)

Oh! si può anche dirlo sul serio...

CANTONI(stupito)

Che?...

(Entra Vittorio)

NINÌ(di dentro, batte le mani e grida)

Allaqueue, allaqueue!

VITTORIO

Divento vecchio... non so più ballare...

DARIO

E la Paolina?

VITTORIO

Non à potuto rifiutare un giro di polka a quel Merati che le fa una corte spietata, con nessun successo però, non spaventarti.

CANTONI

Ma sai che Dario è davvero innamorato della Paolina?

VITTORIO

Eh se lo so! Gli è che la piglia da un lato molto falso. Ma ditemi un po': vojaltri, là in Germania, lo prendete sempre così sul serio l'amore?

CANTONI

Ma davvero che Dario lo piglia troppo sul serio. Figurati che or ora mi diceva come capirebbe che si potesse sposare la Paolina!

VITTORIO

Bè... fin là, spero che non spingerebbe la sua serietà!

DARIO

Perchè no?

CANTONI

Ci canzoni?

DARIO

Niente affatto. Io non ò detto di volerla sposare: ma penso che alla fin fine non c'è una ragione, buona, convincente, che m'impedirebbe di farlo.

VITTORIO

Ma bisogna essere un bambino o un visionario come te, dai subitanei esaltamenti, per pensare di quelle baggianate lì....

DARIO

Non divagare... Dimmi perchè uno che s'innamorasse della Paolina non dovrebbe farne sua moglie. Perchè non à dote?

VITTORIO

Oh! Ma Cantoni, che non vive nelle nuvole come te l'à capito subito il perchè.

DARIO

E dimmelo.

VITTORIO

Ma... guardati attorno...

DARIO

Ebbene?

VITTORIO

Questa casa...

DARIO

Non è la casa di Paolina: è la casa di sua madre...

VITTORIO

E questa madre, e le sorelle?...

DARIO

Parlo di Paolina, non delle sorelle...

VITTORIO(a Cantoni)

Ài inteso? Che filosofo me ne ànno fatto lassù, nella terra d'Arminio? Là, là, non discorriamone che è meglio. Sappiate dunque che ò invitato la Signora Tossi, Ninì e Selene, a venir a pranzo domani da me. Inauguro così allegramente la mia nuova casa. (Al Cantoni) Naturalmente tu sei della partita.

DARIO

E la Paolina?

VITTORIO

Eh! quella lì non ci viene. Se vuoi provare tu... Non esce mai...

CANTONI

E le altre ci verranno?!

VITTORIO

Sicuro che ci verranno. E perchè no? La signora Delfina trova che non c'è nulla di male in questo.

CANTONI

Accettare un pranzo in casa di un giovinotto?

VITTORIO

Mi sarei offeso se non avessero accettato: e per non offendermi!... Del resto, la signora conta su questi inviti, per il pareggio del suo bilancio. Ne à due o tre per settimana. Sai, tra onomastici e compleanni, conoscendo tanta gente, si ànno a disposizione tutte le date e tutti i santi del calendario! E per essa è un'economia. Così, quando invita lei, prepara la zuppa: tutto il resto lo portano gli invitati... e ce ne avanza pel dì dopo... Sempre la questione delle apparenze: denaro mai, ma generi in natura puoi offrirne fin che vuoi!

(Intanto la Paolina è rientrata, Dario, appena vistala, le si è avvicinato).

VITTORIO(volgendosi)

(Eccolo là! Decisamente è innamorato!)

NINÌ(rientrando)

Signor Vittorio, ci à abbandonati completamente?... (piano) Venite venite di là tutti, che voglio far ballare il Marchese. Dev'essere una bellezza!

(Tutti escono fuorchè Dario e Paolina)

DARIO

Come siete pallida... quasi agitata... State poco bene?... Vi ànno forse detto qualcosa che vi è spiaciuto?

PAOLINA

No, no, sto poco bene... Forse sarà meglio che mi ritiri...

DARIO

Volete che me ne vada io?

PAOLINA

Perchè mai?... No, no...

DARIO

Ò una preghiera da rivolgervi...

PAOLINA

A me?

DARIO

Sì... Vittorio à invitato per domani vostra madre e le vostre sorelle... a pranzo...

PAOLINA(si turba)

DARIO

Non à osato d'invitare anche voi, perchè sa che non andate mai da nessuno, voi... Se ve ne pregassi io?...

PAOLINA

Oh! no, signor Dario, non mi dia la pena di doverglielo rifiutare...

DARIO

Sentite... la casa di mio cugino è come fosse la mia casa... E se io vi pregassi di venire da me, con vostra madre, ricevuta nell'istesso modo con cui sempre vi parlo, cioè con tutto il rispetto che meritate, o tutt'al più con quell'affetto che vi porto e che non è più un mistero per nessuno?... Non rispondete?...

PAOLINA

Signor Dario... Ella forse s'inganna sul conto mio... o per lo meno sui sentimenti che prova a mio riguardo...

DARIO(sicuro di sè)

Non credo! Ad ogni modo, volete venire domani in casa di mio cugino? Avremo campo di spiegarci meglio, da solo a sola... Non merito, almeno, la vostra confidenza?...

PAOLINA(commossa, gli sorride, quasi annuendo)

DARIO

Ci verrete?

PAOLINA

Sì.

(Entra Delfina e rimane al fondo occupata all'apparecchio del thè).

DARIO

Grazie.

VITTORIO(dal fondo, a Dario)

Questa è sovranamente nojosa!

DARIO

Che?

VITTORIO

Selene m'infligge per il pranzo di domani quel nojosissimo marchese! Mi scongiura d'invitarlo, altrimenti...

DARIO(ridendo)

Vuoi che gli faccia io l'invito?

VITTORIO

Sì, bravo, faglielo tu. (Dario esce).

PAOLINA(intanto à preso un giornale ch'era sul tavolo e legge in quarta pagina)

VITTORIO(l'osserva un momento, poi le si avvicina adagio, dietro le spalle)

Anche voi...

PAOLINA(spaventata si volge)

VITTORIO

Anche voi avete la vostra piccola corrispondenza in quarta pagina? Via, via, non fatevi rossa... non è un delitto... io poi sarò discretissimo.

(Intanto la scena si ripopola. Il pianoforte tace).

PAOLINA(alle parole di Vittorio à un impeto di commozione così viva, così intensa, che anche Vittorio ne è colpito)

Anche lei, Signor Vittorio, mi giudica così male! Anche lei!

DELFINA(al fondo)

Ninì, occupati un poco del thè...

NINÌ

Sì; signor Merati mi ajuta? (Eseguisce in fondo alla scena, versando il thè nelle tazze.)

VITTORIO(a Paolina)

Ma per carità, non vi affliggete adesso...

PAOLINA

Ah! come è triste, come è doloroso di trovarsi in situazioni come la mia...

VITTORIO(benevolo)

Oh, Paolina, non giustificatevi... non ò nessuno diritto... sono veramente addolorato di avervi causata una pena... non ne avevo proprio l'intenzione...

PAOLINA

Eh no! io lo capisco bene... lei mi spia da qualche tempo, cerca di cogliermi in fallo... è la sua missione...

VITTORIO(dissimulando)

Ma che dite mai!

PAOLINA

Oh! io la apprezzo: à capito che suo cugino forse sta per commettere una pazzia e vuole impedirglielo. Le occorre qualcosa di concreto per convincerlo, e va cercando... Ebbene signor Olgiati... non si dia più questa briga...

NINÌ(viene colla tazza di thè e la porge a Vittorio poi si allontana)

Signor Vittorio...

VITTORIO


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