Grazie piccina. (A Paolina) Non vi capisco...
PAOLINA
Sarò io stessa che, nel caso, glielo impedirà...
DARIO(viene con una tazza di thè e la porge a Paolina)
Paolina...
PAOLINA
Grazie, non ne prendo...
DARIO
Neppur un sorso?
PAOLINA
No, grazie...
DARIO(torna al fondo per posare la tazza)
PAOLINA(a Vittorio)
Su quel giornale, cercavo semplicemente di scoprire, se mi riesce, le pazzie delle mie sorelle, per rimediarvi, o evitarne le conseguenze, se è possibile... Ecco tutto... glie lo giuro, signor Vittorio...
VITTORIO
Ma... vi assicuro Paolina...
PAOLINA
Non mi spii più... non scoprirebbe nulla... Le prometto che saprò evitare a Dario e a lei qualunque pena, qualunque dispiacere... (commossa ognor più) Glielo prometto...Soltanto... non dica nulla a Dario... non gli dica nulla... Egli potrebbe interrogarmi... potrebbe affrettare una decisione... e allora forse mi mancherebbe il coraggio... E, glielo giuro, ò bisogno di tutto il mio coraggio... (Sul punto di scoppiare in un singhiozzo, si allontana per nascondere la propria emozione).
VITTORIO(a parte)
(Via! o sa fingere alla meraviglia... o è davvero una gran disgraziata!)
(Intanto, e cioè al principio del dialogo tra Paolina e Vittorio, Delfina è venuta a sedersi su una poltrona, e a poco a poco si è addormentata. A questo punto, al fondo, dove tutti, fuorchè Paolina e Dario, sono raccolti attorno al piano, scoppiano di nuovo le risate e un vocìo generale).
VITTORIO(osserva la scena, poi Delfina addormentata)
Che madre... romana! (Poi siede, mentre al fondo s'intuona la canzone di Carulì: egli accende una sigaretta, allunga le gambe, e si accompagna al coro, sottovoce. Cala la tela).
Fine del Primo Atto.