Agli Anziani della Repubblica di Lucca
Magnifici et excelsi domini.Ho visto quanto le V. eccelse S. mi scriveno circa la differenza delli uomini di Cardoso, sudditi di quelle, e li nostri di Valico. Mi rincresce della loro insolenza; farò chiamare le parti, e per quanto a me si aspetta, non mancherò di ragioni; e se li nostri aranno fallito, non mancherò di punirli; perchè ancora noi desideriamo, che li uni e l'altri de' vostri e nostri sudditi vivino in concordia e pace: e alle prefate Vostre eccelse Signorie del continuo mi raccomando.
Ex Castronovo Carfagnane, die 15 iulii 1524.
Ai medesimi
Magnifici ac potentes domini mei observandissimi.Da questi vostri di Cardoso intenderanno le V. eccelse Signorie, a quello sia rimaso in la loro causa con quelli nostri di Valico: io non sono per fare altra differenza fra li sudditi di quelle e li nostri, nè patirò, per quanto potrò, li sia fatto torto nè violenza; e alle prefate V. eccelse Signorie del continuo mi raccomando.
Ex Castronovo Carfagnane, die 18 iulii 1524.
Al duca di Ferrara
Ill. ed Ecc. Signor mio. Quando io venivo in qua ed a Montefiorino,gli uominidel Sig. Giovannino erano in Carfignana. Comen'ebbi l'avviso, a V. Ecc. spacciai tre messi, l'uno a Minozzo, l'altro a Quaro, l'altro a Toano, li quali mi diede ilpotestà, e uno ne mandai a Reggio, che pagai del mio; poi quando fui qui, il detto potestà mi mandò per uno de li suoi uomini alcune lettere di V. Ecc. che a lui erano state rimesse da Sestola, e mi scrisse ch'io fessi pagare il messo. Per quella prima volta io feci pagare quel messo, ma con gran fatica e lamentazione di questi uomini di Castelnovo, che allegavano che ad essi non tocca pagare li messi che a servizio di V. Ecc. sono mandati in qua, eche ben debbe bastare che paghino quelli che essi mandano o a Ferrara o a Reggio o in altro luogo in servizio di V. Ecc. Parendomi che avessino ragione non volsi che pagassino un altro messo che di poi detto potestà m'avea mandato pur con lettere di V. Ecc. a lui rimesse da Reggio, e gli scrissi che facesse che li suoi uomini lo pagassino, o vero se ne dolesse a V. Ecc. acciò che quella determinasse chi avesse a pagare talmesso. Esso potestà m'ha risposto quanto quella potrà vedere ne la sua qui inclusa; e perchè stando la cosa in controversia potria accadere che anderebbon lettere a Montefiorino che sariano d'importanza per dover essere portate qui, e li uomini di Montefiorino non le vorrebbon mandare, mi è parso di avvisarne V. Ecc. acciò che quella faccia vedere chi debba pagare questi messi...
A me pare chegli uomini di Montefiorino abbiano gran torto, che a loro non sta di giudicare se le lettere che V. Ecc. loro manda perchè le portino qui sieno a utilità di questa provincia, o particolarmente di V. Ecc.; chè se 'l Capitano di Reggio o Signori Lucchesi o altri mandasse qui una lettera perchè la mandassi a Montefiorino per importanza di V. Ecc., questi uomini pagheriano il messo, e non cercheriano che quelli di Montefiorino lo pagassino. Prego quella che determini questa controversia, e parendole che gli uomini di Montefiorino abbiano torto, gli faccia con sue lettere capaci del loro errore; ed in buona grazia sua mi raccomando.
Castelnovi, XX julij 1524.
Al medesimo
Ill. Sig. mio. Io non so quello che V. Ecc. avrà disposto circaquellischioppettieri che gli uomini di questa terra m'hanno detto aver domandato a quella, e per questo effetto aver mandato BigoCamonchiellacavalleggiero qui che le ne faccia instanza abocca; avvenga ch'io creda che l'animo di questi che sono stati principali a ricercar questo da lei, non sia che V. Ecc. li compiaccia, ma più presto che negando dia loro buona escusa che un'altra volta, accadendo il bisogno, si possano rendere a chi li vorrà per sudditi; perchè publicamente dicono, che almeno, poi che quella non li vuol difendere, gli desse licenza e li ponesse in libertà, che si potesson dare a chi fosse atto a poterli difendere e tener in pace. E V. Ecc. non creda che se a questa poca di guerra si sono tenuti, e hanno mandato a tôrre persone forestiere a lor spese, che sia stato per amore sì grande che portino a quella; ma l'hanno fatto per lor difensione e per aver scorta da fuggire e da salvarsi, accadendo il bisogno, ed anco, se venía lor ben fatto, per tagliare a pezzi li lor nimici. La parte italiana è stata quella c'ha fatto questa ragunanza, e con essi Aconzio, avvenga che sia francioso di parte, per il nuovo parentado c'hanno fatto insieme, imperò che vedevano che queste genti del Sig. Giovannino avevano con loro li figlioli di Pier Madalena e il Cornacchiae Olivo, che sono di fazione francese: e se li fanti del Signor Giovannino fusson stati in più numero che non erano, e se anco così pochi com'erano davano l'assalto alla terra, V. Ecc. stia sicura che tutti fuggivano, e la terra si abbandonava; e di questo n'ho argomento, chè tutti e tutti affatto avevano fuggite le donne e li fanciulli e tutta la lor roba, nè in questa terra era rimasa altra roba che la mia che avevo in rôcca; io dico non ne eccettuando alcuno. Io soncerto che PierinoMagnano procurerà di fare grandi li meriti di BattistinoMagnano suo fratelloe de li altri banditi e assassini suoi seguaci, perchè V. Ecc. faccia lor grazia.... sono in circa XII o XV, e vanno rubando intorno ilbestiame, e fanno qui la beccarìa e vendono la carne a gran denari, poi si lievano e vanno alle ville vicine e mettono taglie a chi lor pare, e fra l'altre a un Cappellano d'un prete hanno tirato tanto li c..... che gli hanno fatto pagare otto ducati: poi hanno trovato il padrone; ma quello si è posto su le gambe, e fuggì fin a Castiglione; e se gli uomini di Castiglione non saltavan fuor in suo soccorso lo ammazzavano. Un altro prete hanno preso e dicevano che lo volevano menare al suo potestade in Camporeggiano, cioè a Battistino Magnano, e quel poveruomo per paura si ha posto taglia e pagato certi ducati, sicchè l'hanno lasciato. Io anderei troppo in lungo s'io volessi scrivere a V. Ecc. tutti li richiami ch'io n'ho, ma più ad agio ne farò una lista e la manderò a quella. Non tacerò questo ancora, che uomini di Salacagnana sonovenuti in quattro insieme mostrando di venire per altro, e quando sono stati a me hanno cominciato a piangere, e non m'hanno voluto dire altro. Io ho lor domandato che voglion da me: m'hanno risposto che non ponno parlare per essere minacciati della vita se parlano, e per l'amor di Dio che non dica che di questo m'abbiano fatto motto........
Ser Costantino notaro di Camporeggiano è fuggito in questa terra,e non è pertornare all'officio, chè questi nuovi officialinon lo voglionoin casa sua. Il Capitano con suo poco onoreancoracredo che faccia quanto essi gli comandano. Io ho desiderio di avere questi ribaldi e di farli subito, senzaudirealtro, impiccare; ma io non son sufficiente, parte perchè non ho se non dieci balestrieri, ed anco perchè di essi non mi fido, che per il lungo tempo che sono stati in questo paese non sono meno parziali de li Grafagnini, chè la maggior parte v'ha moglie e parentado, e per questo ho scritto e pregato il Capitano di Reggio e il Commissario di Sestola, che mi servino di 30 fanti per uno. Non so quello che mi risponderanno. Se 'l presente mio scrivere parrà differente a quello che a' dì passati, cioè subito ch'io fui giunto, io scrissi a V. Ecc., chè allora lodai alcuni di Castelnovo che a salvazione e stato di quella si erano portati benissimo, quella non si maravigli nè m'imputi per uomo incostante e leggiero; ma allora io scrissi quello che mi parea e ch'io credeva: ma il veder succedere mali effetti, mi fa credere e toccare con mano questo che ora io scrivo. Ed anco m'ho da lamentare di Pierino,che di qui si partì con parecchi fanti, e andò a Camporeggiano a parlar a questi ribaldi, e in quella povera terra, secondo che mi riferîro quelli di Camporeggiano, volse alloggiare a discrezione, e dar lor questa giunta, oltra li danni che aveano patito. Io l'ho detto altre volte e sono stato male inteso, pur io lo dirò anco di nuovo, che la salute di questa terra, senza dare altra spesa a V. Ecc., saria di tenere confinatilungi di quiin perpetuo e in eterno quelli che sono banditi..............
Io sempre scrissie son per scrivere liberamente a V. Ecc. tuttiquantili andamenti ch'io veggo, sì per mutar proposito,sì ora a lodeed ora a biasimo, secondo li portamenti: ben prego V. Ecc. e li Secretarî, che di quello ch'io scrivo o male o bene mitenganosecreto, chè Dio mi è testimonio, che non affezione,non odio ch'ioporti più a l'uno che a l'altro, ma l'amore de la giustizia mi spinge a scrivere e dire quello che accade.
Appresso, questo ferito Capitano de le genti del Sig. Giovannino credo che risanerà: quando è stato un poco meglio io l'ho interrogato da luisoloe da me, e poi ho fatto una nota di quanto m'ha risposto, copia de la quale mando a V. Ecc. Credo che in parte dicail veroe in parte anco lo taccia: non di meno quella può fare congiettura del resto. Io le manderò anco alcuni altri testificati ad agio. Il prete da Soraggio de li Bosi che ad instanza del Commissario di papa Clemente era stato preso, cioè che diede quandovenne qui, or ora è morto dopo un mese ch'era stato ammalato. Nonho mancato, poi ch'io son stato qui, ch'io non gli avessi fatto levare li ferri e andare li medici e li parenti, e padre e fratello per sua cura, e fargli tutte quelle provvisioni che mi sian state possibili; tuttavolta è morto, e sta ben morto, perchè era una malabestia, e teneva in grandissima paura tutto Soraggio, e stuprava uomini, e dava ferite e bastonate, e ogni dì n'avevo reclami. Altro non accade: a V. Ecc. sempre mi raccomando.
Castelnovi,[291]XX iulij 1524.
Al medesimo
Ill. Sig. Sig. mio osseq. Benchè io creda che non abbiadi bisogno, pure perchè alle volte interviene de le cose ch'altri non pensa,nonsarìa fora di proposito che V. Ecc. facesse provvedereuna somadi polvere in queste fortezze, fra qui in Castelnovo, Camporgiano e le Verucole, in ogni caso che potesse avvenire,perchèla polvere qua è molto cara: e avendone V. Ecc.in Rubiera,quando quella ne volesse mandare una soma di là, io comanderò da qui a qualche giorni di farla pagare de li denari de la gabella qui. Al presente non ci è ordine dipagarla, per avere la gabella debito per altre occorrenze. V. Ecc. farà cosa grata a questi uomini, e ancora li inanimerà; chè a non farlo, queste fortezze non hanno provvisione alcuna quando accadesse alcuna cosa; sicchè V. Ecc. pigli quello più espediente le pare: alla bona grazia de la quale del continuo mi raccomando.
Ex Castelnovo Carfignanae, die 24 iulij 1524.
Excellentiae Vestrae
Servitor,Ludovicos Ariostus.
Servitor,Ludovicos Ariostus.
Al medesimo
Ill. ed Ecc. Signor mio. Chi facesse impiccare quattro o cinque che sono in questa provincia, basteria, senza bisogno di mandare quialtri balestrieri, nèfare altra spesa: e questi sono Battistino Magnano e Donatello e certi suoi compagni da una parte e l'altra, e quel Cornacchia da Sommacologna, de li quali tutti n'ho fatto più volte querela a V. Ecc. Circa al Cornacchia ho scritto già il modo come si potria avere per la via de' Lucchesi: ma questi altri che sono di più importanza, adesso è accaduta la occasione che V. Ecc., volendoli, li potrà avere. È accaduto per quel prete de li Bosi che è morto qui prigione, che Mess. Nicolò cognato di Pierino Magnano ha mandato a pigliare la possessione a suo nome de la chiesa di Soraggio, e v'ha mandato e vi fa stare continuamente Battistino prefatoe Donatello e li compagni che sono in tutto circa XII, tutti banditi e assassini. Questo Soraggio confina con Reggiana, e da Castelnovo di Reggiana vi si può ire in un tratto: bisogneria a mio giudicio che V. Ecc. commettesse al Capitano di Reggio che mandasse segretamente li suoi balestrieri con buon numero di genti a piedi che arrivassino una notte a questa chiesa, che tutti li pigliarebbono a man salva, e questa provincia resteria netta. Sarìa anco bene che 'l Capitano de' balestrieri avesse una patente di V. Ecc. acciò che potesse comandare nel paese che se gli movesse contra, e quando non si potesson pigliare, s'assediarìa la chiesa, che si avriano ogni modo. A questo effetto avevo scritto al Commissario diPietrasanta chemi mandasse fin a 30 uomini: si è escusato che sono occupati ne li ricolti, e anco me ne dissuade perchè sono villani, e per conseguenza cattiva gente. Avevo scritto al Capitano di Reggio, ma il prolungare che fa a darmi risposta, mi fa dubitare che non sia per fara miainstanza cosa alcuna. Ora io ricorro a V. Ecc., in buona grazia de la quale mi raccomando.
Castelnovi, 24 iulij 1524.
Al medesimo
Ill. Sig. mio. Gli uomini di Cicerana or ora m'hanno riferito che Donatello con parecchi banditi è in quella terra, eieri usòcerta violenza a un poveruomo,che messero tagliaad essopoveruomo, e, non la potendo pagare, lo battêro. Se quelli dal Sillico che vorriano la grazia da V. S. facessino quello che già s'hanno profferto, di cacciar li altri banditi, questi ribaldi non si ardiriano di stare in Cicerana.
Appresso, li balestrieri oggi erano iti così a solazzo a piedi alla Pieve, che qui a un miglio è lontana, e volendo andare alla canonica, fu loro asserrato l'uscio incontro da questi fratelli del Moro dal Sillico banditi, e facendo punta li balestrieri d'entrare dentro, si affacciò un di loro, e disse alli balestrieri che se non si levavano li taglieriano a pezzi. Il Capitano mandò subito ad avvisare. Io m'ero mosso con questialtri balestrieriper andarlo a soccorrere, e quando son stato fuori del paese mi è venuto un balestriero all'incontra, che mi ha detto che il prete per un uscio di drieto li ha fatto fuggire. Io sono tornato indrieto, ed ho scritto questa perchè ho un messo ch'or ora parte, nè posso sapere questa cosa in tutto, perchè il Capitano de' balestrieri non si èancora veduto, masolo per avvisare V. S...............
Al medesimo
Ill. Signor mio. Io credo che l'esibitore di questa Mess. Giacomo pisanosi lagnerà che lacausa che già molto tempo pende fra lui e Pier Morellonon siastata condotta a fine; e perchè V. Ecc. non creda che lacolpa siamia, io le fo intendere,come avendo io chiamato liquattrodeputati sopra la gabella, alli quali e insieme a me la causa fu commessa, e ben veduti e considerati li capitoli de la gabella, e pigliato informazione da tutti quelli che per li tempi innanzi erano stati conduttori di essa gabella, e da quelli ch'avevano ricordo di poi che tal gabella fu constituita fin al dì d'oggi: ed essendo bencerti chese Mess. Giacomo doveva essere assoluto o nonda la parte di essoPier Morello, solo ne restava un dubbiose la parte perdentedovea essere condennata ne le spese o non; nè essendo li prefati quattro nè io giurisperito, ci accordammo di domandare sopra questo dubbio consiglio: e perchè li Capitani giurisperiti della provincia vedevamo sospetti alle parti, deliberai di mandare il processo a Lucca, siccome in luogodove piùpresto avessimo risposta che da Ferrara, la quale ci pareva troppo rimota. In questo tempo Pier Morello, o diffidandosidi Luccae che il consiglio venisse per lui o pur desiderando di mandare la cosa in lungo, ebbe ricorso a Ferrara, e fecevenire una letterala quale commetteva che per modo alcuno io nonavessi a risolveresecondo il consiglio di Lucca, ma che volendo consiglio l'avessi a domandare a Ferrara. Per questo iodomandai il processo alleparti per mandarlo a Ferrara, e prima questo pisano rispose che non voleva dar la sua copia fuorinè permettereche la sua causa fosse veduta da altri, ma che fusse giudicata secondo il Sig. l'aveva commessa, cioè da me e da li quattro. Pier Morello non voleva dare se non quelli atti che erano stati fattidai predecessori............ per questo io non ho fatto altro, se non che mi sono assunto di accordarli; ma Pier Morello non volse veniread accordo. Gliuomini di Castelnovo mal volentieri vengono a darsentenza controli quattro che erano l'anno passato, per non far danno a l'una parte o a l'altra. Pur quando V. Ecc. mi liberi ch'io sentenzîsecondola prima commissione, cioè secondo il parere de li quattro, ioespediròla cosa subito. Quando anco le paia che si pigli consiglio a Ferrara, mi commetta ch'io astringa l'una de le parti o amendue insieme a far levare il processo, ch'io lo manderò aV. Ecc.,in buona grazia de la quale mi raccomando.
Castelnovi ......... 1524.[293]
Agli Anziani della Repubblica di Lucca
Magnifici ac potentes domini mei observandissimi. Anco per altra mia vi abbia scritto il medesimo, per questa ancora avviso le eccelse S. V., che non mancherò di fare satisfare quelli vostri di Cardosodelle loro capre; e anco circa il fieno, che loro dicono esserli stato tolto da questi di Valico, non mancherò loro di ragione: e a V. eccelse S. mi raccomando.
Ex Castronovo Carfagnane, 25 iulii 1524.
Al duca di Ferrara
Ill. ed Ecc. Signor mio. La lettera di V. Ecc. dì XXI di questo mese, appresso il buono effetto venuto con quella de li 25 schioppettieri, e così il Castellano mandato per le rôcche de le Verugole, sono stati tanto grati agli uomini da bene ed amatori di pace di questo paese, che di nuovo quella può far conto di aversegli acquistati per fidelissimi sudditi. Alla lor giunta tutta li banditi hanno sgombrato il paese, nè credo, finchè ci stiano, che se ne senta alcuno. Io ho messo di questi schioppettieri una parte a Camporeggiano e una parte a Castelnovo, ma nè a Castelnovo nè a Camporeggiano li lascierò fermare, perchè vorrò che vadano in volta per il paese; e così ieri cominciai, e ne menai meco una parte a Sassi, per far provvisione a quella rôcca, come V. Ecc. per la sua mi commette, de la qual rôcca, non so se quella n'abbia ricordo, ma sappia che gli è luogo molto più forte de le Verugole, e di manco guardia assai, e fra gli altri Cristoforo Casanuova ne potria dare cognizioni a V. Ecc. che già l'ha veduta e parlatone meco. È situata in luogo importante perchè è alle confine de' Fiorentini ede' Lucchesi, e tanto vicina a Castelnovo, che quando accadesse un bisogno, e vi fosse un Castellano, questi uomini più volentieri vi fuggiriano le sue robe e le sue brigate, che non fariano a Barga e ne l'altre terre vicine, come hanno fatto a questi dì. E perchè V. Ecc. mi scrive, ch'io veda di aver questa rôcca in le mani e ch'io vi ponga un Castellano a mio modo, io fo congiettura che a quella sia stato scritto che qualche bandito la tenesse e qualche nimico di V. Ecc. Quella sappia che in quella rôcca non stà alcuno, nè anco vi può stare perchè è tutta discoperta: gli è ben vero che in questi sospetti il Casaia e alcuni de la parte francese che avean sospetto de li banditi, e la parte italiana che daRocca e da S. Romanoha fatto venire Pierin Magnano si erano ridotti a Sassiperchèla chiesa di quella terra la quale è congiunta con la rôcca è d'un Antonino nipote del quondam Ser Ferdiano, e la più parte de la terra di Sassi è de la parte francese; e per questo non solo adesso, ma anco in gli altri tempi li banditi che sono de la parte francese spesso danno di capo a Sassi, con grandissimo dispiacere de la parte taliana che non vorria che li nimici avessino ridotto alcuno; e non pongono all'incontro che essi taliani tengono la rôcca di Cicerana e quella del Sillico, che son qui in su gli occhi a Castelnovo, e con molta più querela del paese, perchè nè a Sassi, nè a quella via è mai stato fatto assassinamento alcuno, ma di quello che sia stato fatto da quest'altro canto V. Ecc. si debbe ricordare: ancora li pover uomini di Cicerana stannel danno de li cento ducati che pagâro al prete. Sarìa ogni modo ben fatto che ne la rôcca di Sassi stesse un Castellano col suo salario, che sono undici lire al mese che paga questa gabella di Castelnovo, e credo che abbia certo poco ancora di condennagione.Forseun uomo con un famiglio basteria a guardarla per tempo di pace, e li banditi sapendo che ci fosse un Castellano non capitariano a Sassi, e il prete medesimo nipote di Ser Ferdiano e questi uomini me ne pregano, perchè il venire che fanno li banditi e seguaci in quel luogo non è lor se non dannoso; ma non li ponnonegare,per averli essi già serviti ne li lor bisogni, di dar lormangiaree bere. E perchè V. Ecc. mi scrive ch'io vi ponga un Castellano a mio modo, secondo che mi pare il bisogno, avevo pensato di porvi due di questi schioppettieri mandati, ma vedendo che non c'è alcun coperto, ho lasciato stare ed ho fatto chiamare li uomini de le Terre nove per domani a parlamento, li quali uomini sono obbligati a riparare questa rôcca, perchè V. Ecc. donala tassadella metade de le lor condennagioni, e farò che subitosia riparata e che il Castellano vi possa abitare, perchè non avessero a farloqueste genti del Sig. Giovannino. So chePierino ritiene che ilCasaia e prete Bartolomeo da Gragnanellonon sianodi questa parte francese, ma io non hodi ciò alcun sentorenè indicio alcuno: e se ben il Casaia e il detto prete si partì e andò a Sassi, il Capitano de la Ragione mifarà fedeche fu di suo consiglio e commissione, e questo perchè avendoPierino fatto venire questi banditi, e da l'altra parte avendo il Casaia fatto venire degli altri forestieri, de la contraria parte, e dubitando che l'una parte e l'altra si attaccasse insieme, perchè ne vedeva di manifesti segni, consigliò li detti Casaia e il prete più presto a levarsi che a tener qui pericolo di voltare ogni cosa sottosopra, e così feceno. Ora Pierino quanto può s'affatica di voler mostrar che la partita di questi sia stata una ribellione, e quando questo Capitano del Sig. Giovannino rimase ferito a Camporeggiano, Pierino, oltra che io avessi mandato li balestrieri, mandò una quantità de li suoi a torlo, e se lo voleva far portare in casa, e poi ch'io l'ho avuto in rôcca, ogni dì veniva o mandava a persuaderlo che si levasse di qui e andasse a casa sua perchè staria meglio, di modo che ho avuto fatica a far che questo ferito aspettasse la risposta di V. Ecc. E questo Pierino facea tutto perchè avendolo in casa sperava di farlo dire a suo modo. Ultimamente poi c'ho avuto la risposta di V. Ecc. l'ho lasciato partire; ma prima l'ho persuaso, e così è stato contento di farsi portare in l'alloggiamento del Capitano de' balestrieri, come loco che non sia sospetto nè all'una parte nè all'altra, ma dubito che non camperà: pur se campa oggi, il medico dice che n'averà speranza. E quanto Pierino si affatica a voler far conoscere che il Casaia abbia colpa di questo movimento, fa altrettanto il Casaia per farmi vedere che se hosospetto che in ciòv'ha colpa, ch'ella sia di Pierino.............e che poi quando il tamburino venne a domandare la terra, venne seco un parente di Pierino pur da Fivizzano e parlò con un altro parente di Pierino da Barga che era qui lungamente, e poi quel da Barga parlò con Pierino, e Pierino gli fe' mandare da mangiare e da bere per sei compagni: e che poi che questa gente si fu ritirata a Camporeggiano, in Camporeggiano Pierino parlò lungamente col Capitano Todeschino che ora è qui ferito e ancora parlò con altri suoi parenti che erano nel campo di là. Queste cose son ben vere, ma non credo già che Pierino le facesse a male effetto; pur li suoi nimici le interpretano del modo che esso fa la lor partita, sicchè l'una parte e l'altra ha che dire, e così è come la intendo io. Voglio anche che V. Ecc. le sappia, perchè ne possa far quel giudicio che le pare, e come ho fatto pel passato sarò per far per l'avvenire, di avvisar sempre V. Ecc. di tutto quello che sento, e dir male e bene de l'una parte e de l'altra secondo i lor portamenti. Fin ch'io starò in questo officio non sono per avervi alcuno amico, se non la giustizia.
Ho fatto a Pierino e agli altri li ringraziamenti o comendamenti che V. Ecc. mi commette, chè ho lor letto la lettera di V. Ecc. ne le parti che appartengono a loro, avvenga che per una lettera di quella già serà fatto il medesimo.
Ho scrittoal Capitano di Fivizzano, e a quelli officialiin Lunigiana, e ho fatto far una grida publica che gliuominidi Fivizzano e d'ogni altro luogo possano venire sicuramente in questa provincia.Ho fatto chiamare il parlamento per liuominide la Vicaria di Castelnovo, dove parlerò delle cose de li uomini di Silicagnana, et etiam di por sul generale la spesa fatta per questo movimento, secondo che V. Ecc. mi comanda. E lunedì anderò a far il medesimo a Camporeggiano, chè per quel dì ho fatto chiamare quelli altri a parlamento, dove parlerò e mi sforzerò che sia fatto provvisione alle rôcche de le Verugole. Del successo avviserò poi V. Ecc., in buona grazia de la quale mi raccomando intanto.
Castelnovi, penultimo iulij 1524.
Or ora son venuti due del paese di Lucca, che dicon tornare di Lunigiana, e riferiscono che le genti del Sig. Giovannino hanno presa una fortezza detta la Bastia ch'era tenuta inespugnabile, e questo per mezzo de li mastri che l'avean fatta, con certialtri, e che sono a campo a un altro luogo detto Monti del marchese Spinetta, e che quelli fanti dicono che avuti questi anderanno a Fossadinovo, ovvero torneranno in Carfagnana.[294]
Agli Anziani della Repubblica di Lucca
Magnifici ac potentes domini mei observandissimi. Perchè ho inteso che a Gurfigliano, in casa di quello prete Michele, sono alcune robe della buona memoria del conte Giovanni da Santo Donnino, rubate da quello Giovanni Maddalena; prego le V. eccelse S. voglino sequestrare quelle robe in mano a quello prete per inventario, acciocchè quelli che le ruborno non l'abbino a godere, e che le possino avere coloro a chi pervengano di ragione: e alla buona grazia delle prefate V. eccelse S. mi raccomando.
Ex Castronovo Carfagnane, die primo augusti 1524.
Al duca di Ferrara
Ill. ed Ecc. Sig. mio. Ebbi da V. Ecc. l'avviso come ella avea commesso al Capitano di Reggio che mandasse a Soraggio per pigliar quelli banditich'eran nella chiesa, ed io per essergli più presso a dar soccorso se bisognasse, mi mossi con li schioppettieri verso Camporeggiano e allora incontrai uno che mi diede una lettera di Giacomo di Pasino Capitano de li cavalleggieri di Reggio, per la quale mi avvisava che la sera dinanzi era giunto a Soraggio e avea trovato in la chiesa un figliolo e un nipote di Bastian Coiaio e altri compagni, circa X, e tutti li avea presi, e che li menava verso Reggio: ma il medesimo messo che mi diè la lettera mi disse che alla giunta di questo Giacomo di Pasino a Soraggio, Battistino Magnano e Margutte da Camporeggiano banditi e assassini pubblici eran con gli altri, ma che facendo lor spalle quest'altri che non eran banditi, se n'erano fuggiti, e che ci avean avuto tempo perchè avean veduto venire li balestrieri da lungi, imperocchè questa compagnia era giunta a Soraggio su le XXII ore: de la qual cosa ho avuto dispiacere che questo Giacomo non sia stato tanto avveduto, che non abbia saputo giungere di notte, o su l'alba, sicchè non s'abbia lasciato vedere prima che sia stato lor addosso. Io non so se l'abbia fatto scioccamente, o pur d'industria, perchè di poi m'è stato detto che la moglie di Bastiano Coiaio è parente di Giacomo di Pasino.Sit quomodocumque, io sento grandissimo dispiacere che quelli due ribaldi sieno campati. Donatello con un altro bandito detto Venturello s'era partito poco prima. Io non so che farà il Capitano di Reggio di questi che son statimenatiprigioni: non sarìa male di dar loro qualche ricordo, chè sempre nonavessino a favorire e star con banditi: e forse chi li esaminasse intenderia da loro qualche andamento di questi ribaldi. V. Ecc. farà quello che gli parrà.
Ier sera fui alle Verugole, e trovai quella rôcca fornitasolo di tuttili disagi: ho detto al Castellano che mi mandi lanota di quanto gli bisogna...... Io non mi partirò da Camporeggiano dove sono ora, che gli farò provvisione di tutto quello cheoccorrerà; ma ho da far con mali villani. Ieri feci chiamare a parlamento perchè facessino provvisione di quattro guardie daporreogni notte in le Verugole: mi risposeno che non lo volevano fare perchè non erano obbligati, e che pagavano per quelle rôcche 4 bolognini il dì, e che toccava a V. Ecc. farle guardare, e non già ad essi: pur impetrai dopo molte parole che ne mandassino due per quindici giorni, tanto ch'io avessi scritto e avuto da V. Ecc. risposta, e difficilmente furon contenti. Come già quella può sapere, il luogo è grande e col suo salario compito si vi solea tenere 14 persone, sette per rôcca. Ora che la cosa è ridotta a cinque, male si potranno guardare, cioè quando accadesse qualche novità di guerra; ma quando fossimo liberi da quel sospetto, credo sieno assai: pur Bernardino dal Doccie non sta molto sicuro, mentre che queste genti del Signor Giovannino stanno in Lunigiana, che partendosi la sera potriano essere all'alba alle Verugole; e per questo m'ha pregato ed io son stato contento di dargli due di questi schioppettieri appresso. La provvisione più necessaria, che è di far murare una porta che non è molto importante,che serà più sicura che far di novo perchè è marza e guasta, e far conciar la cisterna, farò prima ch'io mi parta di qui; e ho pur disposto gli uomini che questo faranno a sue spese. Circa il resto io vederò li suoi capitoli, e quello che saranno obbligati vorrò che facciano. Del resto V. Ecc. serà prima avvisata che si faccia altra spesa. Qui ne la rôcca di Camporeggiano ho posto Santo Giacomello Castellano, la quale similmente è senza provvisione alcuna: di questa similmente, come di quell'altre, farò poi ch'avrò veduti li capitoli di questa Vicarìa: ma poca spesa farebbe questa Vicarìa non molto forte; e fortificata questa cognoscoche in queste partinon sariano di bisognoaltre fortezze nè di fare altra spesa, e poi vi porrò due fanti finchè V. Ecc. mi avviseràdiversamente. Altra persona non saprei che porvi, perchè nessuno del paese saria buono, nè nessuno vi vorria entrare, se non sapesse d'avere la provvigione di che V. Ecc. non me ne dà avviso alcuno. V. Ecc. scrive che manderà anco un Capitano a Camporeggiano, e non ha mandato se non quello de le Verugole. Non so quanto abbia determinato, ma dico ben secondo il mio parere che stava meglio un Castellano in la rôcca di Camporeggiano che in le Verugole per essere più utile a quelli uomini che in Camporeggiano stesse un poco di guardia che in le Verugole che è lor più lungi, ed anco mi pare che con poca poca spesa la rôcca di Camporeggiano si farìa molto più forte che quella de le Verugole, ed è di minor guardia assai; pur a quella stà di fare il parer suo. Mariparato e provvisto a queste tre rôcche, Verugole, Camporeggiano e Sassi, meglio saria minar l'altre, o smantellare e aprire di sorte che banditi o altri nimici non vi potesson alloggiar dentro; ma meglio e più pace del paese saria a guardarle. Ecci anco la rôcca di Trassilico, che quando V. Ecc. non vi voglia porre altro Castellano, non sarìa forse mal fatto che il potestade vi stesse dentro, poi che a quella pare che 'l podestà abbia da stare a Trassilico, perchè vi starìa esso più sicuro e sarìa causa che quelli uomini la terrìano riparata, come sono obbligati; e intendo che è condotta a tal ruina, che forse il volere ripararla sarebbe oramai tardi: pur quando questa fosse volontà di V. Ecc. la anderei o manderei a vedere. Circa alle rôcche sia per ora detto assai.
Di quanto V. E. mi scrive di far salvo condotto a quelli banditi che per la lettera venuta da parte di questi uominiera stata pregata, dirò a quella.... che l'intenzione delpaese è stata di supplicare V. Ecc. che abbia per raccomandata questa provincia e per sua salute faccia le provvisioni necessarie, ma dimandare salvo condotto o grazia per Bastiano Magnano e Donatello e Venturello e certi altri assassini o di pessima sorte, V. Ecc. sappia che nè il Comune, nè uomo da bene è stato chiamato a questo, ma Pierin Magnano e Maestro Gian Piero e Aconzio, c'hanno fatto una lega insieme e voglion guidare ogni cosa a lor modo con Ser Evangelista or Cancelliero de la Comunità, hanno fatto questa lettera a V. Ecc., senza chiamar consiglio, e senzaparticipazione d'alcun altro. Se questi ribaldi fosson banditi per uno omicidio o due soli, V. Ecc. potria compiacere, non dico il Comune, chè esso non domanda questo, ma ciascun di questi particolari: ma voler far grazia ad ammazzatori, publici assassini, e che non vivon se non di porre taglie, se tutto il mondo ne pregasse V. Ecc., quella non lo dovria fare. Il balestriero che fu mandato di qui con lettera di credenza è uomo da bene per soldato, ma è tanto di questa parte taliana per aver moglie una parente di Ser Evangelista, ch'io dubito ch'abbia detto a V. Ecc. a favor d'una de le parti e a biasimo de l'altra più che non richiede il dovere, e massime ch'abbia fatto grandi li meriti di questi banditi, li quali se son venuti in favore di questo paese V. Ecc. non creda che sia stato perchè gli siano tanto affezionati più degli altri, ma per difensione de la lor fazione, vedendo che con li nimici veniva il Cornacchia e li figlioli di Pier Madalena, e quelli da Pontecchio, cioè Ulivo e il fratelloche sonolor nimici capitali: pur e di questa come de l'altre cose mi rimetto a V. Ecc......
Or ora ho avuto avviso che 'l Capitano Todeschino che fu ferito è morto. Un che gli attendeva ne la sua infermitade e a chi io aveva commesso che meglio che potea si sforzasse di cavarne quel che l'avea mosso a venir in qua, mi ha riferito che sino alla morte è stato nel fermo proposito che 'l Sig. Giannino nulla ne sapea, ma che quel giudice da Fivizzano l'avea mosso, con speranza che, succedendo le cosead vota, il Sig. Giannino dovesseessere contento e pigliar questa escusa che li uomini l'avesson chiamato. Io scrissi a V. Ecc. che la Bastia era perduta; di poi hanno avuto monte di Simone dove hanno preso il marchese Spinetta e moglie e figlioli. Si dice che v'è stato tradimento. Son per ire a Fosdinovo, dove il marchese Lorenzo si fa forte ed ha aiuto da San Giorgio.[295]Altro non occorre. A V. Ecc. mi raccomando.
Camporegiani, 2 augusti 1524.
Agli Anziani della Repubblica di Lucca
Magnifici ac potentes domini etc. Ho visto quanto le V. eccelse S. scriveno: le ringrazio del buonoanimo. È ben vero che io prego quelle, che la medesima commissione hanno dato al suo vicario di Castiglione, la voglino ancora dare al vicario del Borgo, di Camaiore, ed altri suoi officiali; che scadendo che quelli tali li capitasseno alle mani, tengano via di averli e pigliarli. Circa quello che le prefate V. eccelse S. mi scriveno della commissione data al suo bargello di venire dove accaderà, per adesso la grazia del mio illustrissimo Signore mi ha dato braccio, che se capitano in queste parti, da poterli castigare. Ho parlato a bocca con il suo vicario di Castiglione, e conferito l'ordine si ha a tenere acciò la cosa abbi effetto: e alle V. S. di continuo mi raccomando.
Ex arce Camporeggiani, die 2 augusti 1524.
Ai medesimi
Magnifici ac potentes domini mei observandissimi. Ieri, essendo a Carreggine, mi venne un messo di V. S. con sue lettere, per le quali mi avvisano, come li cavalli e fanti mandati dal governatore di Reggio avevano preso a Soraggio alcuni banditi di V. S., e che io facessi intendere al detto governatore le convenzioni e capitoli che sono fra V. S. e il mio illustrissimo signore; e io, come sempre, desideroso di fare piacere e servizio a quelle, per il medesimo messo scrissi al governatore in buona forma, e non dubito che non faccia il medesimo ch'io ho fatto per il passato e sempre sono per fare, purchè sitrovi essere vero che in questi, che il capitano del governatore ha menato a Reggio, siano quelli banditi di V. S.; ma nella lista che mi mandò il detto capitano, quando si partì da Soraggio, già non era nominato quel Jeronimo. Pure credo cheoculata fideil governatore di Reggio farà vedere al messo di V. S. tutti questi prigioni, acciò che conoschi li suoi banditi, se vi sono; ed essendovi, e non li volendo il governatore dare (il che però non credo), io sono per scrivere cento lettere non che una all'illustrissimo Signore mio, acciò che V. S. abbino il suo intento. Bene le prego, che per fare la volontà mia, che ho verso quelle di buona optima[296]che l'officio c'ho sempre fatto e sono per fare per quelle, esse all'incontro vogliano fare per me, di porre qualche industria di far pigliare e darmi nelle mani Battistino Magnano di Castelnovo e Margutte da Camporeggiano suo compagno, li quali intendo che spesso si riducano in Tramonte e su quel di Castiglioni, e vanno villeggiando per le terre di V. S.; che più facilmente riusciria a V. S., delle quali non hanno sospetto, a farli pigliare, che a me dal quale si guardano con troppo vigilanza, massimamente al presente che il signore mio m'ha mandato 25 stioppettieri a piedi, oltra li cavalli ci ho per ordinario. Quando V. S. mi faccino uno piacere di questa sorte, stiano secure, che quello c'hanno di me in maggior parte al presente, averanno poi in tutto, sì che non meno potranno disporredi me e di questa provincia in cosa di giustizia, che possa lo illustrissimo Signor mio. In buona grazia di V. S. sempre mi raccomando.
Camporeggiani, 5 augusti 1524.
Agli Otto di Pratica in Firenze
Magnifici et excelsi domini mihi observandissimi. Li esibitori di questa, Barone e Corsetto da Vagli di sopra, vengono a V. S. per far loro intendere, in nome del suo Comune, di certe bestie che fur lor tolte dagli uomini de la Cappella del capitaneato di Pietra Santa; di che esse forse debbono essere informate, chè di questo anco l'anno passato, quando fu il caso, lo Ill.moSignor mio scrisse a Vostre Signorie, o fosse alli predecessori suoi; e quelle mi par che commettessino, che a questi nostri di Vagli fosson le bestie restituite, o che essi fosson soddisfatti del prezzo: ma tal commission non fu però eseguita. Ma che ne fosse causa, li detti uomini mandati riguaglieranno Vostre Signorie, le quali prego dieno lor buona udienza e indubitata fede, perchè non sono per esporre se non la verità; e che appresso nella differenza c'hanno per certi lor paschi con detti uomini de la Cappella, che sia lor servato quello che per antiqua composizione (come appare per li contratti che son fra l'un Comune e l'altro) è stato lungamente in uso, e le parole del contratto sieno interpretate per la equità e non con cavillazioni, sì che tranquillamentepossano vicinare insieme. Ho fede nella benignità di Vostre Signorie che si degneranno ascoltare le ragioni di questi nostri, e non tollereranno che sieno trattati con tal violenza da questi de la Cappella; li quali per esser sotto la protezione e favore di Vostre Signorie si arrogano più di autorità, che non credo che sia volontà di quelle ch'abbiano. Che se bene per essere suoi sudditi li hanno cari, non credo che però abbiano men cara la giustizia. Credo che di questo anco a Vostre Signorie scriva il capitano suo di Pietra Santa, il quale è assai informato della cosa, e mi confido nella prudenza e bontà sua, che farà relazione della verità. E in buona grazia di Vostre Signorie sempre mi raccomando.
Castelnovi Carfignanae, 29 augusti 1524.
Ai medesimi
Magnifici et excelsi Domini mihi observandissimi.Io ho dato commissione agli esibitori di questa, che poi che delle sue faccende, per che vengono, avranno parlato a Vostre Signorie, che anco da mia parte faccian loro intendere uno assassinamento fatto ieri a un pover uomo di questa provincia (appresso gli altri grandissimi, che a' dì passati gli avevan fatto) da alcuni ribaldi da Barga, e in specialità da uno detto Matteo del Mazone. Prego Vostre Signorie che circa questo prestino lor fede, quanto a me proprio; e che appresso, intesa la cosa, nefaccian quella dimostrazione che merita la giustizia, e io ho fede che sieno per fare, sì che questi da Barga ne piglino tal esempio, ch'ogni dì non abbiano questa provincia in preda. In buona grazia delle quali sempre mi raccomando.
Castelnovi, 29 augusti 1524.
Ho preso informazione, e intendo che col detto Matteo era un detto il Moro del Pazaglia, Luchino di Paolo d'Ochi e un detto Coietto, e altri, di chi non so il nome.
Agli Anziani della Repubblica di Lucca
Magnifici ac potentes domini, domini observandissimi etc.A' giorni passati scrissi a V. S. di certe robe e forzieri sono appresso quel don Michele rettore della terra vostra di Gurfigliano; le quali sono robe tolseno quelli tristi che assassinorno quella povera donna del conte Gian Maria da Santo Donnino e il figliuolo, che le portorono là; e V. S., per sua grazia, per sue lettere commisseno a detto prete le tenesse appresso di sè, nè le dovesse dare senza licenza di quelle. Il perchè queste robe, se sono di quelle del conte, si spettano alli frati e monache qui di Santo Francesco, che sono eredi, e a uno altare: se anco sono di quelle di quelli assassini, si spettano alla camera del mio illustrissimo Signore. E perchè quelli ribaldi su ciò molestano ilprete, e le vorrebbeno; per tanto, acciò non si possino gloriare di avere la roba e morte le persone, e che la sia data a chi si spetta, V. S. siano pregate, e anco per la giustizia, commettere al suo magnifico vicario di Castiglioni, mandi per dette robe per parte di quelle, e me le facci portare qui a me; e io molto bene farò pagare li portatori; e a V. S. mi raccomando, offerendomiad similia etc.
Castelnovi Carfagnane, 7 septembris 1524.
Ai medesimi
Magnifici ac potentes domini mei observandissimi.Io ebbi grandissima allegrezza, quando io viddi passare di qui le genti di V. S.; ma maggiore, quando per lettere di quelle, e per una del suo magnifico commissario mandato a Castiglioni, ho inteso che sono mandati ad effetto di reprimere la temerità di alcuni omicidiali sudditi suoi, e anco di questa provincia, che sono tutti una lega. Io sarò insieme con il commissario di V. S. spesso, e con lettere e in persona; e in tutto quello che io potrò, per operare che la violenza non possa più della giustizia, non mancherò; e V. S. stiano sicure, che non meno ponno disporre di me che di uno suo deditissimo, perchè così è la volontà dello illustrissimo Signor mio, e appresso la inclinazione mia e osservanza che ho verso quelle, in buona grazia delle quali mi raccomando.
Castelnovi, 19 septembris 1524.
Ai medesimi
Magnifici ac potentes domini, domini observandissimi etc.Per altre mie quali scrissi pochi giorni fa a V. S., e circa quelle robe furono tolte a Santo Donnino per quelli che assassinorno quella povera donna del conte Giovanni e il suo figliuolo, le quali robe si ritrovano in Gurfigliano, terra di V. S., appresso di quello prete Michele rettore lì, e pregai V. prefate S. volessero commettere al suo magnifico vicario di Castiglioni, che mandasse per dette robe, e me le facesse condurre qui a me, che io farei satisfare alli portatori; e questo per essere robe tolte in el mio commissariato, e che si spettano a frati, monache, e uno altare lì in Santo Domenico; e per quanto mi hanno riferito li frati qui, dicono aver avuto da V. S. che quelle risponderebbeno a me, e che si contentavano veder le ragioni di detti frati, monache e altare: pertanto per questa mia faccio noto a V. S. che io ho visto li testamenti e del conte Carlo vecchio e del conte Giovanni suo figliuolo ultimamente fatti per cadauno di loro, abbenchè per certi altri vostri cittadini costì e della casa di Santo Donnino mi fusse mostrato un altro testamento di detto conte Carlo, il quale per l'ultimo suo prefato fu ed è annullato; e per adesso mando a V. S. la copia dell'ultimo testamento del conte Giovanni, per virtù del quale dette robe si spettano a detto altare, frati e monache,acciò quelle siano chiare, che senza causa licita e onesta non mi sono mosso a così richiedere V. S., le quali so che per giustizia e conscienza non sono per mancare alle giuste domande: e così le prego di nuovo, voglino fare ordinare, per quel miglior modo a loro parerà, che io abbi queste robe per distribuirle a chi giustamente si pervengano. E a quelle mi raccomando e offero.
Castelnovi Carfagnane, 20 septembris 1524.
Ai medesimi
(inedita)[297]
Magnifici ac potentes Domini mei observandissimi.Hercole Saltarello, nostro gentilhomo ferrarese, per sue lectere et per homo mandatomi a posta, mi pregha con grandissima instantia ch'io facci opera di acconciarlo con Y. S. per soldato, overo per capo di qualche cavalli leggieri o fantarie, et nel suo scrivere monstra che crede V. S. siano per fare molto per me. Io perchè non posso negare alli amici, maximamente che siano homini da bene, alcuna cosa che mi ricerchino, ancora che la mia domanda mi paia un poco temeraria, ho più presto voluto incorrere in colpa di presumptione che di ingratitudine verso di amici et compatrioti mei, sì che V. S.mi perdoneranno s'io parrò troppo audace, et per loro humanità più che per miei meriti saranno contente, potendolo fare senza loro incommodo, di dare ricapito per mio amore a questo homo da bene, per il quale io prometto che sarà fedelissimo, et lo conosco per valente et discreto et per fare honore a chi l'havrà a V. S. rachomandato: in buona gratia delle quali mi rachomando sempre.
Castelnovi, XIII oct. 1524.
D. V. S. obser.mo