SONETTODI LODOVICO ARIOSTOA GIULIANO DELLA ROVEREeletto papa nel 1503 col nome di Giulio II[345]
L'arbor ch'al viver prisco porse aita,Poi si converse a miglior tempo in oro,Or ha prodotto un sì soave alloro,Che la fragranza in fino al ciel n'è gita.Oh fra' mortali e fra gli Dei gradita,Felice pianta! oh vivo e bel tesoro!Per te s'allunga il seme di coloroChe per cosa divina il mondo addita.Quinci i rami gentil, quinci i rampolliCh'empìo di gloria e di trionfo il mondo,E fan Roma superba e li suoi colli.Godi, sacra colonna, e scorgi a tondo:Alta sei d'ogni parte e senza crolli,Nè del tuo stato mai fu il più giocondo.
L'arbor ch'al viver prisco porse aita,Poi si converse a miglior tempo in oro,Or ha prodotto un sì soave alloro,Che la fragranza in fino al ciel n'è gita.Oh fra' mortali e fra gli Dei gradita,Felice pianta! oh vivo e bel tesoro!Per te s'allunga il seme di coloroChe per cosa divina il mondo addita.Quinci i rami gentil, quinci i rampolliCh'empìo di gloria e di trionfo il mondo,E fan Roma superba e li suoi colli.Godi, sacra colonna, e scorgi a tondo:Alta sei d'ogni parte e senza crolli,Nè del tuo stato mai fu il più giocondo.
L'arbor ch'al viver prisco porse aita,
Poi si converse a miglior tempo in oro,
Or ha prodotto un sì soave alloro,
Che la fragranza in fino al ciel n'è gita.
Oh fra' mortali e fra gli Dei gradita,
Felice pianta! oh vivo e bel tesoro!
Per te s'allunga il seme di coloro
Che per cosa divina il mondo addita.
Quinci i rami gentil, quinci i rampolli
Ch'empìo di gloria e di trionfo il mondo,
E fan Roma superba e li suoi colli.
Godi, sacra colonna, e scorgi a tondo:
Alta sei d'ogni parte e senza crolli,
Nè del tuo stato mai fu il più giocondo.