574.Constant.Oratio ad Them.(inThemist.Orationes, ed.Dindorf, p. 21 sgg.) pp. 20a-21c.575.Themist.Or.4, 61a-b.; cfr. anche p. 54d.576.Cod. th.13, 3, 4.577.Cod. th.12, 1, 36; 41; 42; 44.578.Cfr. il commento delGothofredusaCod. th.13, 3, 4.579.Cod. th.13, 3, 2; cfr. 6, 21, 1.580.Cod. th.13, 3, 4; cfr. il commento delGothofredus — Iulian.Ep.26, ed.Hertlein.581.Cfr. pp. 236-237 del pres. scritto.582.Kuhn.o. c.I, 89 —Iulian.Ep.45.583.Zosim.3, 11, 3.584.Iulian.Epist. ad S. P. Q. Athen.p. 277 c.585.Iulian.Ep.9; 36.586.Cod. th.13, 3, 5. NelC. I.10, 53, 7, che la riproduce, manca, grazie alla libertà dei compilatori, l’ultima parte, relativa all’autorizzazione del principe.587.Negri,Giuliano l’Apostata, Milano, 1902, 2ª ed., p. 327 —Allard,Julien l’Apostat, Paris, 1903; II, 354 epassim, e così la maggior parte degli storici. Fra le poche eccezioni parmi debbano annoverarsi ilMücke,Flavius Claudius Julianus, Gotha, 1867-1869, 2, 81 sgg. e ilGothofredusnel suo commento.588.IlRode,Gesch. d. Reaction Kaiser Iulianusetc., Jena, 1877, p. 64 —Largaiolli,Della politica religiosa di G. imperatore, Piacenza, 1887, pp. 110-111. —Negri,o. c.p. 329.589.Cod. th.13, 3, 6.590.Mücke,o. c.2, 81.591.Iulian.Ep.42; cfr. ancheAmm. Marc.22, 10, 7-25, 4, 20.592.Questa mi pare la più ragionevole interpretazione di questo passo, che vedo invece reso da altri diversamente: πῶς οὐ τοῦτο ἐκεῖνο καπήλων ἐστὶν, οὔτι χρησῶτν, ἀλλὰ παμπονήρων ἀνθρώπων, οἴ μάλιστα παιδεύουσι ὄσα μάλιστα φαῦλα νομίζουσι, ἐξαπατῶντες καὶ δελεάζοντες τοῖς ἐπαίνοις εὶς οὕς μετατιθέναι τὰ σφέτερα ἐθέλουσι οἴμαι κακά.593.Greg. Naz.4, 5-6; 101 sgg. —August.De civ. Dei, 18, 52 —Rufin.H. E.10, 33, edMommsen—Socrat.H. E.3, 16c.—Sozom.5, 18b.594.Cfr. su ciò ancheRode,o. c.66, n. 8.595.κακουργία (In Iuvent. et Maxim.1).596.Socrat.H. E.3, 16.597.Negrio. c.p. 335.598.Eun.V. S.p. 482, ed.Boissonade: τοῖς τῆς Ἑλλάδος ἱεροῖς εῖς μακρὸν τι γῆρας ανύσας.599.Or.18, p. 574.600.De Broglie,L’Église et l’empire romain au IV. siècle, Paris, 1862, IV, pp. 209-210; 213; 217.601.Allard,o. c.II, 357 agg.602.Hergenröther-Kirsch,Storia universale della Chiesa, (trad. it.), Firenze, 1904, I, 14.603.De Broglie,o. c.IV, 217.604.Largaiolli,o. c.110-111.605.Gibbon,The history of decline and fall of the roman Empire, 1829, IV, pp. 92 sgg. —Bartenstein,Zur Beurteilung d. Kaisers Iulianus, Bayreuth, 1891 (progr.) 23-24. È questa la tesi ampiamente svolta da S. Gregorio di Nazianzo (Or.4, 5, sgg.), il teologo di quel tempo più violento contro Giuliano. Ma — (singolare contradizione!) — le due orazioni di S. Gregario contro Giuliano sono per buona parte un attacco vivacissimo contro la cultura classica e la immoralitè dell’insegnamento, che è possibile ritrarre dagli scrittori pagani.606.De Marchi,La libertà di riunione; di associaz.etc. inRendiconti dell’Istituto lombardo di sc. e lett., 1900, p. 851.607.Ad es. ilMartha,Études morales, Paris, 1883, p. 294.608.Mücke,o. c.2, 84.609.Naville,Julian l’Apostat et sa philosophie du polythéisme, Paris, 1877, pp. 170-172.610.Gardner,Iulian philosopher and Emperor, New-York, 1895, p. 239-240.611.Negri,o. c.344 sgg.612.Plat.Protag.15.613.Sui criteri pedagogici, informatori delle scuole di retorica, cfr.Boissier,Fin du paganismeI, 218 sgg. e le acute osservazioni, di cui è cosparso uno scritto, che gli storici di solito non leggono,Sorel,La ruine du monde antique, Paris, 1901, pp. 69 sgg.614.Per le scuole famose di Port-Royal, cfr.Carré,Les pédagogues de Port-Royal, Paris, 1887, pp. XVII-XVIII; 60-61; 61, nn. 1 e 2; 272 sgg.615.Si potrebbe dire di più: il passo dell’editto di Giuliano (Ep.42 c.), che richiedeva che i maestri non nudrissero opinioni contrarie a quelle da loro professate in pubblico (μὴ μαχόμενα τοῖς δηποσίᾳ τὰἐν τῇ ψυχῇ φέρεν δοξάσματα) è stato con cecità partigiana, anche dai migliori (cfr.Allard,o. c.II, 357), interpretato come recante l’imposizione di una conformità di vedute tra i maestri e l’opinione pubblica. Tale interpretazione, se stenta ad accordarsi con la grammatica, termina certamente per attribuire a Giuliano il più illogico e il più sbagliato dei ragionamenti.616.Negri,o. c.344 sgg.617.Cfr. i Cap. VIII e IX del pres. scritto.618.Socrat.H. E.3, 16.619.È stato da più di un moderno ricordato che, anche ai nostri giorni, degli ecclesiastici hanno chiesto il bando degli autori classici dalle scuole (Boissier,o. c.I, 353). Ma essi non hanno rilevata la singolare, ma non istrana, coincidenza, per cui le scuole cattoliche, che sono tutte confessionali, e il cui grande pregio è di inculcare una fede, e di farne il fuoco centrale ispiratore dell’educazione e dell’insegnamento, ripetono, con le opportune, o necessarie, mutazioni di mezzi e di fini, la loro natura dal criterio fondamentale dell’editto di Giuliano.620.De Broglie,o. c.IV, 213.621.Aug.Confess.8, 5, 10.622.Eun.V. S.p. 492.623.Iulian.Ep.2.624.Hieron.Chron. ad. a.366 (II, 196 ed.Schöne).625.Hieron.l. c.—Eun.V. S.p. 493. Non ho potuto vedere ilLalanne,Influence des Pères de l’Église sur l’éducation, ove, secondo trovo riferito, si sostiene che Proeresio non sarebbe stato cristiano.626.Oros.7, 30, 3 —Ioann. Chrys.In Iuv. et Maxim.1.627.Mücke,o. c.2, 82 —Bartenstein,o. c.22.628.De Broglie,o. c.IV, 216 e n. 1 —Gibbon,Decline and fall of the rom. empire, IV, 93 —Lasaulx,Der Untergang d. Hellenismus, München, 1854, p. 64, n. 184 —Rode,o. c.66 —Allard,o. c.II, 363-364.629.Socrat.H. E.2, 46, 3, 16a—Sozom.H. E.5, 18c.630.Greg. Naz.Orat.4, 111-112; cfr.Sozom.H. E.5, 16.631.14, 6, 18.632.Cfr. ancheHarrent,Les écoles d’Antioche,Paris, 1898, 114 sgg.633.pari aca. l.64. Sull’arruffata questione della capacità dell’artaba, nell’età imperiale romana, cfr.Hultsch,Beiträge zur Aegyptischen Metrologie, inArchiv f. Papyrusforschungetc. II, 283 sgg. —Grenfell-Hunt, inTebt. Pap.I, 232-233 —Barbagallo,Contributo alla storia economica dell’antichità, Roma, 1907, pp. 57-59.634.Ep.56.635.Ep.71.636.Com’è noto, l’autorità delle lettere di Giamblico a Giuliano è stata più volte posta in dubbio (Schwarcz,De vita et scriptis Iuliani imperatoris, Bonn, 1888, pp. 23 sgg. —Zeller,o. c.III4, 2, 736-8, n. 3); ma quei dubbi non hanno in verità fondamenta troppo solide (Croiset,Hist. de la litter. grecque, Paris 1899, V, 888 e n. 1 —Negri,o. c.451, n. 1).637.Ep.3.638.Ep.40.639.Ep.4.640.Ep.15.641.22, 7, 3, — cfr.Liban.Or.18, p. 574.642.Amm. Marc.25, 3, 15 sgg.643.Cod. th.13, 3, 6.644.Così mutilata la ritroviamo nelC. I.10, 53, 7.645.Amm. Marc.23, 5, 11.646.Cod. th.14, 9, 1.647.Questeconsociationesdebbono essere state le corporazioni degli studenti, i cui atti — talora criminosi — sono più volte censurati dagli scrittori contemporanei.648.Icorporatierano persone, facenti parte di associazioni speciali, riconosciute dallo Stato, le quali, nel IV. e nel V. secolo di C., ebbero una importanza massima nella vita dell’impero, segnatamente in Roma e in Costantinopoli, e vennero incaricate di speciali servizi pubblici, in cambio dei quali godevano determinati privilegi; cfr.Waltzing,Les corporations professionelles chez les Romains, Louvain, 1896, II, 139 sgg.; 193 sgg. epassim.649.Cfr., oltre a quello delGothofredus, il bel commento alla legge delConring, inDe Sallengre,Novus thesaurus antiquitatum, III, Venetiis, 1735, pp. 1199-1232, nonchè le osservazioni delKruffel, o. c. § 12-16 e delVigneaux,Essai sur l’histoire de lapraefectura urbisà Rome, Paris, 1896, pp. 305; 118.650.Le fonti sono Libanio, S. Gregorio di Nazianzo, S. Agostino. Per un quadro generale di quella vita e di quell’ambiente, cfr.Hertzberg,o. c.III, 349 sgg. —Harrent,Les écoles d’Antioches, pp. 205 sgg. —Monceaux,Les Africains, Paris, 1894, 66 sgg. —Rauschen,o. c.29.651.Aug.Confess.5, 8, 14:quietius studere adulescentes et ordinatiore disciplinae coercitione sedari.652.Cod. th.13, 3, 10.653.Cod. th.13, 4, 4. Il testo dàpicturae professores.Tale epiteto non basterebbe a designare dei maestri. Ma la legge è richiamata in un’altra di Teodosio II. (Cod. th.13, 3, 18; cfr.C. I.12, 40, 8), rubricata sotto il titolode professoribus, che questa volta sono realmente insegnanti pubblici e privati.654.Era un’imposta che gravava sui mercanti.655.Amm. Marc.30, 9, 4.656.Mommsen,Röm. Strafrecht, Leipzig, 1899, 249-250.657.Questa è la più probabile interpretazione della seconda tra le clausole da noi enumerate della legge di Valentiniano. Essa dette luogo a un’interessante discussione tra ilSavigny(Römische Steuerverfassung unter d. Kaisern in Verm. Schriften, II, 83-84) e loZachariak von Liedenthal(Zur Gesch. d. röm. Steuerwesen in d. Kaiserzeit, estr. dalleMémoires de l’Académie imper. des sciences de S. Pétersbourg, 1863, pp. 5 sgg). Cfr. anchePlaton,o. c.95 sgg.658.Cod. th.13. 4, 1; 2.659.Orat.9, p. 123b.660.Cod. th.14, 9, 2.661.Era questa la forma di rimunerazione, adottata ora anche per i pubblici docenti; cfr., ad es.,Themist.Or.23, p. 292asgg.662.Cardinali, inDe Ruggiero,Diz. ep.III, 282 sgg.663.Zosim.4, 14-15.664.Amm. Marc.29, 1, 41. Perchè, ad es., i libri di diritto?665.Cfr. ancheSozom.H. E.6, 35 eBernays,Ueber die Chronik d. Sulpicius SeverusinGesammelte Abhandlungen, Berlin, 1885, II, 102.666.Orat.10, p. 129d-130a.667.Cod. th.13, 3, 11.668.Questa singolare modestia di stipendio del grammatico greco di Treviri si può spiegare col fatto che, in questa città, l’uso del greco era raro, l’apprendimento svogliato (cfr.Auson.16, 9 ed.Schenkl) e l’insegnamento, quindi, negletto come cosa superflua.669.Bucher,Die Diokletianische Taxordnung vom Jahre 301, inZeitschrift für die gesammte Staatswissenschaft.1894, p. 197 —Meyer,Die wirtschaftl. Entwickelungetc. inJahrb. f. N. Ö.1895, p. 742 e nota.670.Leges novellae ad Theodosianum pertin.; Val. 13, 3, edMommsen-Meyer; cfr.Barbagallo, inVierteljahrschrift für Social — u. Wirtschaftsgesch.1906, pp. 659 sgg.671.I, 27, 1, 22 sgg.672.CIL.3suppl.2, p. 235828,l.1a.673.Gran. Lic.p. 34, ed.Flemisch.674.Themist.Or.23, p. 292a.675.Edict. de pretiisetc. 3, 3, edMommsen-Blumner.676.Secondo l’Edictum de pretiis(2, 1 sgg.), il vino, nell’impero romano, era uno dei prodotti più costosi.677.Cfr.Cardinali, inDe Ruggiero,Diz. ep.III, 285 sgg.678.16, 9, 6:fructus exilis tennisque sermo.679.Cod. th.13, 3, 8 (=C. I.10, 53, 9); 9 —Symmach.Ep.10, 27 (= 10, 40= 10, 47) 2 sgg. —Vercouter, inRevue arch.1880 (39) p. 355 sgg.680.Cod. th.13, 3, 10; 12.681.Cod. th.15, 1, 14. Cfr.Amm. Marc.27, 3, 10.682.Cod. th.15, 1, 19.683.Auson.Gratian act.17 epassim.Su Ausonio precettore di Graziano, cfr.Iullian,Ausone et son temps, inRevue histor.1891 (47) 256 sgg.684.Croiset,Hist. de la litt. grecque, V, p. 863.685.Boissier,Fin du paganisme, II, 209-210.686.Così suona il lamento degli Ellenofili; cfr.Liban.Orat.1, p. 133.687.Boissier,o. c.II, 437.688.Themist.Or.5, p. 63c; 9, p. 123.689.Sulla reazione religiosa di Teodosio, cfr.LasaulxDer Untergang d. Hellenismus, München, 1854, pp. 98 sgg. —Schultze,Gesch. d. Untergangs d. Heidentums, Jena, 1887, I, 257 sgg.690.Schultz,o. c.I, 259; 276 sgg. e fonti ivi cit.691.Cod. th.12, 1, 98 (=C. I.10, 32, 35).692.Cod. th.12, 1, 86; 87; 90; 91; 93; 94.693.Cod. th.12, 1, 98:ne quid patriae periisse videatur.694.Symmach.5, 35 (= 33). Noi conosciamo il destinatario solo attraverso le poche lettere indirizzategli da Simmaco, che vanno dal 382 al 389. D’altra parte, fino al 380, il diritto a cotali stipendii non era stato messo in discussione (cfr.Symm.1, 79 (= 73).)695.Cfr.Petit de Julleville,L’école d’Athènes, p. 128.696.Cod. th.13, 3, 13; 14; 15.697.Cod. th.16, 10, 8.698.Ad es. ilMüller,o. c.p. 47.699.Ep.10, 27 (= 40 = 47).700.IlGothofreduse, sulla sua fede, anche loSchultze(o. c.I, 256 e n. 1) pensa sia stato un tempio della metropoli di quella regione, Edessa, quello stesso, che Libanio celebra nella sua orazionePro templis, 10. IlDuchesne(Hist. ancienne de l’Église, Paris, 1906-07, II, 631, n. 2) pensa che si tratti invece della città di Harran, l’anticaCharrae.701.Amm. Marc.14, 6, 12 sgg. Ammiano compose le sueIstorieverso il 390; cfr.Teuffel,Gesch. d. röm. Litt., II5, 1093.702.Intendi le biblioteche private, come il testo chiarisce.703.Amm. Marc.14, 6, 18-19.704.Cod. th.15, 1, 37 (=C. I.8, 11, 13) —C. I.1, 24, 1.705.I due editti sono indirizzati a un Teodosio, allorapraefectus praetoriodelle Gallie (Claudian.17, vv. 50 sgg.).706.Cod. th.16, 10, 15; 18 (=C. I.1, 11, 3). Circa i paesi, cui il primo si riferirà, cfr. il commento delGothofredus.707.Cod. th.16, 10, 16.708.Ebert,Histoire générale de la littérature du Moyen âge en Occident(trad. fr.) Paris, 1883, I, 298.709.Advers. Symmachum.I, vv. 501-505.710.Gregorovius,Atenaide, storia di un’imperatrice bisantina(trad. it.), Torino, 1882, pp. 47 sgg.; 55 sgg. —Guldenpenning,Geschichte d. öström. Reiches,II, 223.711.Cod. th.13, 3, 16 (=C. I.10, 53, 11); 17.712.Cod. th.15, 1, 53. 14, 9, 3 (=C. I.11, 19, 1-2). 6. 21, 1 (=C. I.12, 15, 1).
574.Constant.Oratio ad Them.(inThemist.Orationes, ed.Dindorf, p. 21 sgg.) pp. 20a-21c.
574.Constant.Oratio ad Them.(inThemist.Orationes, ed.Dindorf, p. 21 sgg.) pp. 20a-21c.
575.Themist.Or.4, 61a-b.; cfr. anche p. 54d.
575.Themist.Or.4, 61a-b.; cfr. anche p. 54d.
576.Cod. th.13, 3, 4.
576.Cod. th.13, 3, 4.
577.Cod. th.12, 1, 36; 41; 42; 44.
577.Cod. th.12, 1, 36; 41; 42; 44.
578.Cfr. il commento delGothofredusaCod. th.13, 3, 4.
578.Cfr. il commento delGothofredusaCod. th.13, 3, 4.
579.Cod. th.13, 3, 2; cfr. 6, 21, 1.
579.Cod. th.13, 3, 2; cfr. 6, 21, 1.
580.Cod. th.13, 3, 4; cfr. il commento delGothofredus — Iulian.Ep.26, ed.Hertlein.
580.Cod. th.13, 3, 4; cfr. il commento delGothofredus — Iulian.Ep.26, ed.Hertlein.
581.Cfr. pp. 236-237 del pres. scritto.
581.Cfr. pp. 236-237 del pres. scritto.
582.Kuhn.o. c.I, 89 —Iulian.Ep.45.
582.Kuhn.o. c.I, 89 —Iulian.Ep.45.
583.Zosim.3, 11, 3.
583.Zosim.3, 11, 3.
584.Iulian.Epist. ad S. P. Q. Athen.p. 277 c.
584.Iulian.Epist. ad S. P. Q. Athen.p. 277 c.
585.Iulian.Ep.9; 36.
585.Iulian.Ep.9; 36.
586.Cod. th.13, 3, 5. NelC. I.10, 53, 7, che la riproduce, manca, grazie alla libertà dei compilatori, l’ultima parte, relativa all’autorizzazione del principe.
586.Cod. th.13, 3, 5. NelC. I.10, 53, 7, che la riproduce, manca, grazie alla libertà dei compilatori, l’ultima parte, relativa all’autorizzazione del principe.
587.Negri,Giuliano l’Apostata, Milano, 1902, 2ª ed., p. 327 —Allard,Julien l’Apostat, Paris, 1903; II, 354 epassim, e così la maggior parte degli storici. Fra le poche eccezioni parmi debbano annoverarsi ilMücke,Flavius Claudius Julianus, Gotha, 1867-1869, 2, 81 sgg. e ilGothofredusnel suo commento.
587.Negri,Giuliano l’Apostata, Milano, 1902, 2ª ed., p. 327 —Allard,Julien l’Apostat, Paris, 1903; II, 354 epassim, e così la maggior parte degli storici. Fra le poche eccezioni parmi debbano annoverarsi ilMücke,Flavius Claudius Julianus, Gotha, 1867-1869, 2, 81 sgg. e ilGothofredusnel suo commento.
588.IlRode,Gesch. d. Reaction Kaiser Iulianusetc., Jena, 1877, p. 64 —Largaiolli,Della politica religiosa di G. imperatore, Piacenza, 1887, pp. 110-111. —Negri,o. c.p. 329.
588.IlRode,Gesch. d. Reaction Kaiser Iulianusetc., Jena, 1877, p. 64 —Largaiolli,Della politica religiosa di G. imperatore, Piacenza, 1887, pp. 110-111. —Negri,o. c.p. 329.
589.Cod. th.13, 3, 6.
589.Cod. th.13, 3, 6.
590.Mücke,o. c.2, 81.
590.Mücke,o. c.2, 81.
591.Iulian.Ep.42; cfr. ancheAmm. Marc.22, 10, 7-25, 4, 20.
591.Iulian.Ep.42; cfr. ancheAmm. Marc.22, 10, 7-25, 4, 20.
592.Questa mi pare la più ragionevole interpretazione di questo passo, che vedo invece reso da altri diversamente: πῶς οὐ τοῦτο ἐκεῖνο καπήλων ἐστὶν, οὔτι χρησῶτν, ἀλλὰ παμπονήρων ἀνθρώπων, οἴ μάλιστα παιδεύουσι ὄσα μάλιστα φαῦλα νομίζουσι, ἐξαπατῶντες καὶ δελεάζοντες τοῖς ἐπαίνοις εὶς οὕς μετατιθέναι τὰ σφέτερα ἐθέλουσι οἴμαι κακά.
592.Questa mi pare la più ragionevole interpretazione di questo passo, che vedo invece reso da altri diversamente: πῶς οὐ τοῦτο ἐκεῖνο καπήλων ἐστὶν, οὔτι χρησῶτν, ἀλλὰ παμπονήρων ἀνθρώπων, οἴ μάλιστα παιδεύουσι ὄσα μάλιστα φαῦλα νομίζουσι, ἐξαπατῶντες καὶ δελεάζοντες τοῖς ἐπαίνοις εὶς οὕς μετατιθέναι τὰ σφέτερα ἐθέλουσι οἴμαι κακά.
593.Greg. Naz.4, 5-6; 101 sgg. —August.De civ. Dei, 18, 52 —Rufin.H. E.10, 33, edMommsen—Socrat.H. E.3, 16c.—Sozom.5, 18b.
593.Greg. Naz.4, 5-6; 101 sgg. —August.De civ. Dei, 18, 52 —Rufin.H. E.10, 33, edMommsen—Socrat.H. E.3, 16c.—Sozom.5, 18b.
594.Cfr. su ciò ancheRode,o. c.66, n. 8.
594.Cfr. su ciò ancheRode,o. c.66, n. 8.
595.κακουργία (In Iuvent. et Maxim.1).
595.κακουργία (In Iuvent. et Maxim.1).
596.Socrat.H. E.3, 16.
596.Socrat.H. E.3, 16.
597.Negrio. c.p. 335.
597.Negrio. c.p. 335.
598.Eun.V. S.p. 482, ed.Boissonade: τοῖς τῆς Ἑλλάδος ἱεροῖς εῖς μακρὸν τι γῆρας ανύσας.
598.Eun.V. S.p. 482, ed.Boissonade: τοῖς τῆς Ἑλλάδος ἱεροῖς εῖς μακρὸν τι γῆρας ανύσας.
599.Or.18, p. 574.
599.Or.18, p. 574.
600.De Broglie,L’Église et l’empire romain au IV. siècle, Paris, 1862, IV, pp. 209-210; 213; 217.
600.De Broglie,L’Église et l’empire romain au IV. siècle, Paris, 1862, IV, pp. 209-210; 213; 217.
601.Allard,o. c.II, 357 agg.
601.Allard,o. c.II, 357 agg.
602.Hergenröther-Kirsch,Storia universale della Chiesa, (trad. it.), Firenze, 1904, I, 14.
602.Hergenröther-Kirsch,Storia universale della Chiesa, (trad. it.), Firenze, 1904, I, 14.
603.De Broglie,o. c.IV, 217.
603.De Broglie,o. c.IV, 217.
604.Largaiolli,o. c.110-111.
604.Largaiolli,o. c.110-111.
605.Gibbon,The history of decline and fall of the roman Empire, 1829, IV, pp. 92 sgg. —Bartenstein,Zur Beurteilung d. Kaisers Iulianus, Bayreuth, 1891 (progr.) 23-24. È questa la tesi ampiamente svolta da S. Gregorio di Nazianzo (Or.4, 5, sgg.), il teologo di quel tempo più violento contro Giuliano. Ma — (singolare contradizione!) — le due orazioni di S. Gregario contro Giuliano sono per buona parte un attacco vivacissimo contro la cultura classica e la immoralitè dell’insegnamento, che è possibile ritrarre dagli scrittori pagani.
605.Gibbon,The history of decline and fall of the roman Empire, 1829, IV, pp. 92 sgg. —Bartenstein,Zur Beurteilung d. Kaisers Iulianus, Bayreuth, 1891 (progr.) 23-24. È questa la tesi ampiamente svolta da S. Gregorio di Nazianzo (Or.4, 5, sgg.), il teologo di quel tempo più violento contro Giuliano. Ma — (singolare contradizione!) — le due orazioni di S. Gregario contro Giuliano sono per buona parte un attacco vivacissimo contro la cultura classica e la immoralitè dell’insegnamento, che è possibile ritrarre dagli scrittori pagani.
606.De Marchi,La libertà di riunione; di associaz.etc. inRendiconti dell’Istituto lombardo di sc. e lett., 1900, p. 851.
606.De Marchi,La libertà di riunione; di associaz.etc. inRendiconti dell’Istituto lombardo di sc. e lett., 1900, p. 851.
607.Ad es. ilMartha,Études morales, Paris, 1883, p. 294.
607.Ad es. ilMartha,Études morales, Paris, 1883, p. 294.
608.Mücke,o. c.2, 84.
608.Mücke,o. c.2, 84.
609.Naville,Julian l’Apostat et sa philosophie du polythéisme, Paris, 1877, pp. 170-172.
609.Naville,Julian l’Apostat et sa philosophie du polythéisme, Paris, 1877, pp. 170-172.
610.Gardner,Iulian philosopher and Emperor, New-York, 1895, p. 239-240.
610.Gardner,Iulian philosopher and Emperor, New-York, 1895, p. 239-240.
611.Negri,o. c.344 sgg.
611.Negri,o. c.344 sgg.
612.Plat.Protag.15.
612.Plat.Protag.15.
613.Sui criteri pedagogici, informatori delle scuole di retorica, cfr.Boissier,Fin du paganismeI, 218 sgg. e le acute osservazioni, di cui è cosparso uno scritto, che gli storici di solito non leggono,Sorel,La ruine du monde antique, Paris, 1901, pp. 69 sgg.
613.Sui criteri pedagogici, informatori delle scuole di retorica, cfr.Boissier,Fin du paganismeI, 218 sgg. e le acute osservazioni, di cui è cosparso uno scritto, che gli storici di solito non leggono,Sorel,La ruine du monde antique, Paris, 1901, pp. 69 sgg.
614.Per le scuole famose di Port-Royal, cfr.Carré,Les pédagogues de Port-Royal, Paris, 1887, pp. XVII-XVIII; 60-61; 61, nn. 1 e 2; 272 sgg.
614.Per le scuole famose di Port-Royal, cfr.Carré,Les pédagogues de Port-Royal, Paris, 1887, pp. XVII-XVIII; 60-61; 61, nn. 1 e 2; 272 sgg.
615.Si potrebbe dire di più: il passo dell’editto di Giuliano (Ep.42 c.), che richiedeva che i maestri non nudrissero opinioni contrarie a quelle da loro professate in pubblico (μὴ μαχόμενα τοῖς δηποσίᾳ τὰἐν τῇ ψυχῇ φέρεν δοξάσματα) è stato con cecità partigiana, anche dai migliori (cfr.Allard,o. c.II, 357), interpretato come recante l’imposizione di una conformità di vedute tra i maestri e l’opinione pubblica. Tale interpretazione, se stenta ad accordarsi con la grammatica, termina certamente per attribuire a Giuliano il più illogico e il più sbagliato dei ragionamenti.
615.Si potrebbe dire di più: il passo dell’editto di Giuliano (Ep.42 c.), che richiedeva che i maestri non nudrissero opinioni contrarie a quelle da loro professate in pubblico (μὴ μαχόμενα τοῖς δηποσίᾳ τὰἐν τῇ ψυχῇ φέρεν δοξάσματα) è stato con cecità partigiana, anche dai migliori (cfr.Allard,o. c.II, 357), interpretato come recante l’imposizione di una conformità di vedute tra i maestri e l’opinione pubblica. Tale interpretazione, se stenta ad accordarsi con la grammatica, termina certamente per attribuire a Giuliano il più illogico e il più sbagliato dei ragionamenti.
616.Negri,o. c.344 sgg.
616.Negri,o. c.344 sgg.
617.Cfr. i Cap. VIII e IX del pres. scritto.
617.Cfr. i Cap. VIII e IX del pres. scritto.
618.Socrat.H. E.3, 16.
618.Socrat.H. E.3, 16.
619.È stato da più di un moderno ricordato che, anche ai nostri giorni, degli ecclesiastici hanno chiesto il bando degli autori classici dalle scuole (Boissier,o. c.I, 353). Ma essi non hanno rilevata la singolare, ma non istrana, coincidenza, per cui le scuole cattoliche, che sono tutte confessionali, e il cui grande pregio è di inculcare una fede, e di farne il fuoco centrale ispiratore dell’educazione e dell’insegnamento, ripetono, con le opportune, o necessarie, mutazioni di mezzi e di fini, la loro natura dal criterio fondamentale dell’editto di Giuliano.
619.È stato da più di un moderno ricordato che, anche ai nostri giorni, degli ecclesiastici hanno chiesto il bando degli autori classici dalle scuole (Boissier,o. c.I, 353). Ma essi non hanno rilevata la singolare, ma non istrana, coincidenza, per cui le scuole cattoliche, che sono tutte confessionali, e il cui grande pregio è di inculcare una fede, e di farne il fuoco centrale ispiratore dell’educazione e dell’insegnamento, ripetono, con le opportune, o necessarie, mutazioni di mezzi e di fini, la loro natura dal criterio fondamentale dell’editto di Giuliano.
620.De Broglie,o. c.IV, 213.
620.De Broglie,o. c.IV, 213.
621.Aug.Confess.8, 5, 10.
621.Aug.Confess.8, 5, 10.
622.Eun.V. S.p. 492.
622.Eun.V. S.p. 492.
623.Iulian.Ep.2.
623.Iulian.Ep.2.
624.Hieron.Chron. ad. a.366 (II, 196 ed.Schöne).
624.Hieron.Chron. ad. a.366 (II, 196 ed.Schöne).
625.Hieron.l. c.—Eun.V. S.p. 493. Non ho potuto vedere ilLalanne,Influence des Pères de l’Église sur l’éducation, ove, secondo trovo riferito, si sostiene che Proeresio non sarebbe stato cristiano.
625.Hieron.l. c.—Eun.V. S.p. 493. Non ho potuto vedere ilLalanne,Influence des Pères de l’Église sur l’éducation, ove, secondo trovo riferito, si sostiene che Proeresio non sarebbe stato cristiano.
626.Oros.7, 30, 3 —Ioann. Chrys.In Iuv. et Maxim.1.
626.Oros.7, 30, 3 —Ioann. Chrys.In Iuv. et Maxim.1.
627.Mücke,o. c.2, 82 —Bartenstein,o. c.22.
627.Mücke,o. c.2, 82 —Bartenstein,o. c.22.
628.De Broglie,o. c.IV, 216 e n. 1 —Gibbon,Decline and fall of the rom. empire, IV, 93 —Lasaulx,Der Untergang d. Hellenismus, München, 1854, p. 64, n. 184 —Rode,o. c.66 —Allard,o. c.II, 363-364.
628.De Broglie,o. c.IV, 216 e n. 1 —Gibbon,Decline and fall of the rom. empire, IV, 93 —Lasaulx,Der Untergang d. Hellenismus, München, 1854, p. 64, n. 184 —Rode,o. c.66 —Allard,o. c.II, 363-364.
629.Socrat.H. E.2, 46, 3, 16a—Sozom.H. E.5, 18c.
629.Socrat.H. E.2, 46, 3, 16a—Sozom.H. E.5, 18c.
630.Greg. Naz.Orat.4, 111-112; cfr.Sozom.H. E.5, 16.
630.Greg. Naz.Orat.4, 111-112; cfr.Sozom.H. E.5, 16.
631.14, 6, 18.
631.14, 6, 18.
632.Cfr. ancheHarrent,Les écoles d’Antioche,Paris, 1898, 114 sgg.
632.Cfr. ancheHarrent,Les écoles d’Antioche,Paris, 1898, 114 sgg.
633.pari aca. l.64. Sull’arruffata questione della capacità dell’artaba, nell’età imperiale romana, cfr.Hultsch,Beiträge zur Aegyptischen Metrologie, inArchiv f. Papyrusforschungetc. II, 283 sgg. —Grenfell-Hunt, inTebt. Pap.I, 232-233 —Barbagallo,Contributo alla storia economica dell’antichità, Roma, 1907, pp. 57-59.
633.pari aca. l.64. Sull’arruffata questione della capacità dell’artaba, nell’età imperiale romana, cfr.Hultsch,Beiträge zur Aegyptischen Metrologie, inArchiv f. Papyrusforschungetc. II, 283 sgg. —Grenfell-Hunt, inTebt. Pap.I, 232-233 —Barbagallo,Contributo alla storia economica dell’antichità, Roma, 1907, pp. 57-59.
634.Ep.56.
634.Ep.56.
635.Ep.71.
635.Ep.71.
636.Com’è noto, l’autorità delle lettere di Giamblico a Giuliano è stata più volte posta in dubbio (Schwarcz,De vita et scriptis Iuliani imperatoris, Bonn, 1888, pp. 23 sgg. —Zeller,o. c.III4, 2, 736-8, n. 3); ma quei dubbi non hanno in verità fondamenta troppo solide (Croiset,Hist. de la litter. grecque, Paris 1899, V, 888 e n. 1 —Negri,o. c.451, n. 1).
636.Com’è noto, l’autorità delle lettere di Giamblico a Giuliano è stata più volte posta in dubbio (Schwarcz,De vita et scriptis Iuliani imperatoris, Bonn, 1888, pp. 23 sgg. —Zeller,o. c.III4, 2, 736-8, n. 3); ma quei dubbi non hanno in verità fondamenta troppo solide (Croiset,Hist. de la litter. grecque, Paris 1899, V, 888 e n. 1 —Negri,o. c.451, n. 1).
637.Ep.3.
637.Ep.3.
638.Ep.40.
638.Ep.40.
639.Ep.4.
639.Ep.4.
640.Ep.15.
640.Ep.15.
641.22, 7, 3, — cfr.Liban.Or.18, p. 574.
641.22, 7, 3, — cfr.Liban.Or.18, p. 574.
642.Amm. Marc.25, 3, 15 sgg.
642.Amm. Marc.25, 3, 15 sgg.
643.Cod. th.13, 3, 6.
643.Cod. th.13, 3, 6.
644.Così mutilata la ritroviamo nelC. I.10, 53, 7.
644.Così mutilata la ritroviamo nelC. I.10, 53, 7.
645.Amm. Marc.23, 5, 11.
645.Amm. Marc.23, 5, 11.
646.Cod. th.14, 9, 1.
646.Cod. th.14, 9, 1.
647.Questeconsociationesdebbono essere state le corporazioni degli studenti, i cui atti — talora criminosi — sono più volte censurati dagli scrittori contemporanei.
647.Questeconsociationesdebbono essere state le corporazioni degli studenti, i cui atti — talora criminosi — sono più volte censurati dagli scrittori contemporanei.
648.Icorporatierano persone, facenti parte di associazioni speciali, riconosciute dallo Stato, le quali, nel IV. e nel V. secolo di C., ebbero una importanza massima nella vita dell’impero, segnatamente in Roma e in Costantinopoli, e vennero incaricate di speciali servizi pubblici, in cambio dei quali godevano determinati privilegi; cfr.Waltzing,Les corporations professionelles chez les Romains, Louvain, 1896, II, 139 sgg.; 193 sgg. epassim.
648.Icorporatierano persone, facenti parte di associazioni speciali, riconosciute dallo Stato, le quali, nel IV. e nel V. secolo di C., ebbero una importanza massima nella vita dell’impero, segnatamente in Roma e in Costantinopoli, e vennero incaricate di speciali servizi pubblici, in cambio dei quali godevano determinati privilegi; cfr.Waltzing,Les corporations professionelles chez les Romains, Louvain, 1896, II, 139 sgg.; 193 sgg. epassim.
649.Cfr., oltre a quello delGothofredus, il bel commento alla legge delConring, inDe Sallengre,Novus thesaurus antiquitatum, III, Venetiis, 1735, pp. 1199-1232, nonchè le osservazioni delKruffel, o. c. § 12-16 e delVigneaux,Essai sur l’histoire de lapraefectura urbisà Rome, Paris, 1896, pp. 305; 118.
649.Cfr., oltre a quello delGothofredus, il bel commento alla legge delConring, inDe Sallengre,Novus thesaurus antiquitatum, III, Venetiis, 1735, pp. 1199-1232, nonchè le osservazioni delKruffel, o. c. § 12-16 e delVigneaux,Essai sur l’histoire de lapraefectura urbisà Rome, Paris, 1896, pp. 305; 118.
650.Le fonti sono Libanio, S. Gregorio di Nazianzo, S. Agostino. Per un quadro generale di quella vita e di quell’ambiente, cfr.Hertzberg,o. c.III, 349 sgg. —Harrent,Les écoles d’Antioches, pp. 205 sgg. —Monceaux,Les Africains, Paris, 1894, 66 sgg. —Rauschen,o. c.29.
650.Le fonti sono Libanio, S. Gregorio di Nazianzo, S. Agostino. Per un quadro generale di quella vita e di quell’ambiente, cfr.Hertzberg,o. c.III, 349 sgg. —Harrent,Les écoles d’Antioches, pp. 205 sgg. —Monceaux,Les Africains, Paris, 1894, 66 sgg. —Rauschen,o. c.29.
651.Aug.Confess.5, 8, 14:quietius studere adulescentes et ordinatiore disciplinae coercitione sedari.
651.Aug.Confess.5, 8, 14:quietius studere adulescentes et ordinatiore disciplinae coercitione sedari.
652.Cod. th.13, 3, 10.
652.Cod. th.13, 3, 10.
653.Cod. th.13, 4, 4. Il testo dàpicturae professores.Tale epiteto non basterebbe a designare dei maestri. Ma la legge è richiamata in un’altra di Teodosio II. (Cod. th.13, 3, 18; cfr.C. I.12, 40, 8), rubricata sotto il titolode professoribus, che questa volta sono realmente insegnanti pubblici e privati.
653.Cod. th.13, 4, 4. Il testo dàpicturae professores.Tale epiteto non basterebbe a designare dei maestri. Ma la legge è richiamata in un’altra di Teodosio II. (Cod. th.13, 3, 18; cfr.C. I.12, 40, 8), rubricata sotto il titolode professoribus, che questa volta sono realmente insegnanti pubblici e privati.
654.Era un’imposta che gravava sui mercanti.
654.Era un’imposta che gravava sui mercanti.
655.Amm. Marc.30, 9, 4.
655.Amm. Marc.30, 9, 4.
656.Mommsen,Röm. Strafrecht, Leipzig, 1899, 249-250.
656.Mommsen,Röm. Strafrecht, Leipzig, 1899, 249-250.
657.Questa è la più probabile interpretazione della seconda tra le clausole da noi enumerate della legge di Valentiniano. Essa dette luogo a un’interessante discussione tra ilSavigny(Römische Steuerverfassung unter d. Kaisern in Verm. Schriften, II, 83-84) e loZachariak von Liedenthal(Zur Gesch. d. röm. Steuerwesen in d. Kaiserzeit, estr. dalleMémoires de l’Académie imper. des sciences de S. Pétersbourg, 1863, pp. 5 sgg). Cfr. anchePlaton,o. c.95 sgg.
657.Questa è la più probabile interpretazione della seconda tra le clausole da noi enumerate della legge di Valentiniano. Essa dette luogo a un’interessante discussione tra ilSavigny(Römische Steuerverfassung unter d. Kaisern in Verm. Schriften, II, 83-84) e loZachariak von Liedenthal(Zur Gesch. d. röm. Steuerwesen in d. Kaiserzeit, estr. dalleMémoires de l’Académie imper. des sciences de S. Pétersbourg, 1863, pp. 5 sgg). Cfr. anchePlaton,o. c.95 sgg.
658.Cod. th.13. 4, 1; 2.
658.Cod. th.13. 4, 1; 2.
659.Orat.9, p. 123b.
659.Orat.9, p. 123b.
660.Cod. th.14, 9, 2.
660.Cod. th.14, 9, 2.
661.Era questa la forma di rimunerazione, adottata ora anche per i pubblici docenti; cfr., ad es.,Themist.Or.23, p. 292asgg.
661.Era questa la forma di rimunerazione, adottata ora anche per i pubblici docenti; cfr., ad es.,Themist.Or.23, p. 292asgg.
662.Cardinali, inDe Ruggiero,Diz. ep.III, 282 sgg.
662.Cardinali, inDe Ruggiero,Diz. ep.III, 282 sgg.
663.Zosim.4, 14-15.
663.Zosim.4, 14-15.
664.Amm. Marc.29, 1, 41. Perchè, ad es., i libri di diritto?
664.Amm. Marc.29, 1, 41. Perchè, ad es., i libri di diritto?
665.Cfr. ancheSozom.H. E.6, 35 eBernays,Ueber die Chronik d. Sulpicius SeverusinGesammelte Abhandlungen, Berlin, 1885, II, 102.
665.Cfr. ancheSozom.H. E.6, 35 eBernays,Ueber die Chronik d. Sulpicius SeverusinGesammelte Abhandlungen, Berlin, 1885, II, 102.
666.Orat.10, p. 129d-130a.
666.Orat.10, p. 129d-130a.
667.Cod. th.13, 3, 11.
667.Cod. th.13, 3, 11.
668.Questa singolare modestia di stipendio del grammatico greco di Treviri si può spiegare col fatto che, in questa città, l’uso del greco era raro, l’apprendimento svogliato (cfr.Auson.16, 9 ed.Schenkl) e l’insegnamento, quindi, negletto come cosa superflua.
668.Questa singolare modestia di stipendio del grammatico greco di Treviri si può spiegare col fatto che, in questa città, l’uso del greco era raro, l’apprendimento svogliato (cfr.Auson.16, 9 ed.Schenkl) e l’insegnamento, quindi, negletto come cosa superflua.
669.Bucher,Die Diokletianische Taxordnung vom Jahre 301, inZeitschrift für die gesammte Staatswissenschaft.1894, p. 197 —Meyer,Die wirtschaftl. Entwickelungetc. inJahrb. f. N. Ö.1895, p. 742 e nota.
669.Bucher,Die Diokletianische Taxordnung vom Jahre 301, inZeitschrift für die gesammte Staatswissenschaft.1894, p. 197 —Meyer,Die wirtschaftl. Entwickelungetc. inJahrb. f. N. Ö.1895, p. 742 e nota.
670.Leges novellae ad Theodosianum pertin.; Val. 13, 3, edMommsen-Meyer; cfr.Barbagallo, inVierteljahrschrift für Social — u. Wirtschaftsgesch.1906, pp. 659 sgg.
670.Leges novellae ad Theodosianum pertin.; Val. 13, 3, edMommsen-Meyer; cfr.Barbagallo, inVierteljahrschrift für Social — u. Wirtschaftsgesch.1906, pp. 659 sgg.
671.I, 27, 1, 22 sgg.
671.I, 27, 1, 22 sgg.
672.CIL.3suppl.2, p. 235828,l.1a.
672.CIL.3suppl.2, p. 235828,l.1a.
673.Gran. Lic.p. 34, ed.Flemisch.
673.Gran. Lic.p. 34, ed.Flemisch.
674.Themist.Or.23, p. 292a.
674.Themist.Or.23, p. 292a.
675.Edict. de pretiisetc. 3, 3, edMommsen-Blumner.
675.Edict. de pretiisetc. 3, 3, edMommsen-Blumner.
676.Secondo l’Edictum de pretiis(2, 1 sgg.), il vino, nell’impero romano, era uno dei prodotti più costosi.
676.Secondo l’Edictum de pretiis(2, 1 sgg.), il vino, nell’impero romano, era uno dei prodotti più costosi.
677.Cfr.Cardinali, inDe Ruggiero,Diz. ep.III, 285 sgg.
677.Cfr.Cardinali, inDe Ruggiero,Diz. ep.III, 285 sgg.
678.16, 9, 6:fructus exilis tennisque sermo.
678.16, 9, 6:fructus exilis tennisque sermo.
679.Cod. th.13, 3, 8 (=C. I.10, 53, 9); 9 —Symmach.Ep.10, 27 (= 10, 40= 10, 47) 2 sgg. —Vercouter, inRevue arch.1880 (39) p. 355 sgg.
679.Cod. th.13, 3, 8 (=C. I.10, 53, 9); 9 —Symmach.Ep.10, 27 (= 10, 40= 10, 47) 2 sgg. —Vercouter, inRevue arch.1880 (39) p. 355 sgg.
680.Cod. th.13, 3, 10; 12.
680.Cod. th.13, 3, 10; 12.
681.Cod. th.15, 1, 14. Cfr.Amm. Marc.27, 3, 10.
681.Cod. th.15, 1, 14. Cfr.Amm. Marc.27, 3, 10.
682.Cod. th.15, 1, 19.
682.Cod. th.15, 1, 19.
683.Auson.Gratian act.17 epassim.Su Ausonio precettore di Graziano, cfr.Iullian,Ausone et son temps, inRevue histor.1891 (47) 256 sgg.
683.Auson.Gratian act.17 epassim.Su Ausonio precettore di Graziano, cfr.Iullian,Ausone et son temps, inRevue histor.1891 (47) 256 sgg.
684.Croiset,Hist. de la litt. grecque, V, p. 863.
684.Croiset,Hist. de la litt. grecque, V, p. 863.
685.Boissier,Fin du paganisme, II, 209-210.
685.Boissier,Fin du paganisme, II, 209-210.
686.Così suona il lamento degli Ellenofili; cfr.Liban.Orat.1, p. 133.
686.Così suona il lamento degli Ellenofili; cfr.Liban.Orat.1, p. 133.
687.Boissier,o. c.II, 437.
687.Boissier,o. c.II, 437.
688.Themist.Or.5, p. 63c; 9, p. 123.
688.Themist.Or.5, p. 63c; 9, p. 123.
689.Sulla reazione religiosa di Teodosio, cfr.LasaulxDer Untergang d. Hellenismus, München, 1854, pp. 98 sgg. —Schultze,Gesch. d. Untergangs d. Heidentums, Jena, 1887, I, 257 sgg.
689.Sulla reazione religiosa di Teodosio, cfr.LasaulxDer Untergang d. Hellenismus, München, 1854, pp. 98 sgg. —Schultze,Gesch. d. Untergangs d. Heidentums, Jena, 1887, I, 257 sgg.
690.Schultz,o. c.I, 259; 276 sgg. e fonti ivi cit.
690.Schultz,o. c.I, 259; 276 sgg. e fonti ivi cit.
691.Cod. th.12, 1, 98 (=C. I.10, 32, 35).
691.Cod. th.12, 1, 98 (=C. I.10, 32, 35).
692.Cod. th.12, 1, 86; 87; 90; 91; 93; 94.
692.Cod. th.12, 1, 86; 87; 90; 91; 93; 94.
693.Cod. th.12, 1, 98:ne quid patriae periisse videatur.
693.Cod. th.12, 1, 98:ne quid patriae periisse videatur.
694.Symmach.5, 35 (= 33). Noi conosciamo il destinatario solo attraverso le poche lettere indirizzategli da Simmaco, che vanno dal 382 al 389. D’altra parte, fino al 380, il diritto a cotali stipendii non era stato messo in discussione (cfr.Symm.1, 79 (= 73).)
694.Symmach.5, 35 (= 33). Noi conosciamo il destinatario solo attraverso le poche lettere indirizzategli da Simmaco, che vanno dal 382 al 389. D’altra parte, fino al 380, il diritto a cotali stipendii non era stato messo in discussione (cfr.Symm.1, 79 (= 73).)
695.Cfr.Petit de Julleville,L’école d’Athènes, p. 128.
695.Cfr.Petit de Julleville,L’école d’Athènes, p. 128.
696.Cod. th.13, 3, 13; 14; 15.
696.Cod. th.13, 3, 13; 14; 15.
697.Cod. th.16, 10, 8.
697.Cod. th.16, 10, 8.
698.Ad es. ilMüller,o. c.p. 47.
698.Ad es. ilMüller,o. c.p. 47.
699.Ep.10, 27 (= 40 = 47).
699.Ep.10, 27 (= 40 = 47).
700.IlGothofreduse, sulla sua fede, anche loSchultze(o. c.I, 256 e n. 1) pensa sia stato un tempio della metropoli di quella regione, Edessa, quello stesso, che Libanio celebra nella sua orazionePro templis, 10. IlDuchesne(Hist. ancienne de l’Église, Paris, 1906-07, II, 631, n. 2) pensa che si tratti invece della città di Harran, l’anticaCharrae.
700.IlGothofreduse, sulla sua fede, anche loSchultze(o. c.I, 256 e n. 1) pensa sia stato un tempio della metropoli di quella regione, Edessa, quello stesso, che Libanio celebra nella sua orazionePro templis, 10. IlDuchesne(Hist. ancienne de l’Église, Paris, 1906-07, II, 631, n. 2) pensa che si tratti invece della città di Harran, l’anticaCharrae.
701.Amm. Marc.14, 6, 12 sgg. Ammiano compose le sueIstorieverso il 390; cfr.Teuffel,Gesch. d. röm. Litt., II5, 1093.
701.Amm. Marc.14, 6, 12 sgg. Ammiano compose le sueIstorieverso il 390; cfr.Teuffel,Gesch. d. röm. Litt., II5, 1093.
702.Intendi le biblioteche private, come il testo chiarisce.
702.Intendi le biblioteche private, come il testo chiarisce.
703.Amm. Marc.14, 6, 18-19.
703.Amm. Marc.14, 6, 18-19.
704.Cod. th.15, 1, 37 (=C. I.8, 11, 13) —C. I.1, 24, 1.
704.Cod. th.15, 1, 37 (=C. I.8, 11, 13) —C. I.1, 24, 1.
705.I due editti sono indirizzati a un Teodosio, allorapraefectus praetoriodelle Gallie (Claudian.17, vv. 50 sgg.).
705.I due editti sono indirizzati a un Teodosio, allorapraefectus praetoriodelle Gallie (Claudian.17, vv. 50 sgg.).
706.Cod. th.16, 10, 15; 18 (=C. I.1, 11, 3). Circa i paesi, cui il primo si riferirà, cfr. il commento delGothofredus.
706.Cod. th.16, 10, 15; 18 (=C. I.1, 11, 3). Circa i paesi, cui il primo si riferirà, cfr. il commento delGothofredus.
707.Cod. th.16, 10, 16.
707.Cod. th.16, 10, 16.
708.Ebert,Histoire générale de la littérature du Moyen âge en Occident(trad. fr.) Paris, 1883, I, 298.
708.Ebert,Histoire générale de la littérature du Moyen âge en Occident(trad. fr.) Paris, 1883, I, 298.
709.Advers. Symmachum.I, vv. 501-505.
709.Advers. Symmachum.I, vv. 501-505.
710.Gregorovius,Atenaide, storia di un’imperatrice bisantina(trad. it.), Torino, 1882, pp. 47 sgg.; 55 sgg. —Guldenpenning,Geschichte d. öström. Reiches,II, 223.
710.Gregorovius,Atenaide, storia di un’imperatrice bisantina(trad. it.), Torino, 1882, pp. 47 sgg.; 55 sgg. —Guldenpenning,Geschichte d. öström. Reiches,II, 223.
711.Cod. th.13, 3, 16 (=C. I.10, 53, 11); 17.
711.Cod. th.13, 3, 16 (=C. I.10, 53, 11); 17.
712.Cod. th.15, 1, 53. 14, 9, 3 (=C. I.11, 19, 1-2). 6. 21, 1 (=C. I.12, 15, 1).
712.Cod. th.15, 1, 53. 14, 9, 3 (=C. I.11, 19, 1-2). 6. 21, 1 (=C. I.12, 15, 1).