SOMMARIO

SOMMARIOINTRODUZIONEpag. 5CAPITOLO I. —Gli imperatori di casa Giulio-Claudia e l’istruzione nell’Impero Romano (30 a. C. — 68 d. C.)11I. La politica scolastica degli Imperatori di casa Giulio-Claudia. I privilegi di Augusto aipraeceptores.Una scuola di Stato per la nuova aristocrazia imperiale — II. Le biblioteche pubbliche augustee. — III. Il governo di Augusto e la custodia delle opere d’arte. — IV. Augusto e l’immunità dai carichi pubblici ai medici e ai docenti di medicina. — V. Augusto e la nuova educazione della gioventù. — VI. Contenuto religioso e morale di questa educazione. — VII. Augusto istituisce un ufficio di sovrintendenza generale su l’istruzione e l’educazione della gioventù romana. — VIII. Augusto e l’istruzione pubblica nelle provincie: la biblioteca delSebasteum; l’impero assume l’amministrazione e la direzione delMuseoalessandrino. — IX. L’istruzione pubblica e il governo centrale da Augusto a Nerone. Caligola e i concorsi di eloquenza. IlMuseum Claudium.— X. La Corte e la sua influenza sulla nuova aristocrazia. I concorsi di eloquenza istituiti da Nerone e l’incremento degli studi di retorica. Il governo di Nerone e gli studi di filosofia. — XI. Le immunità agli insegnanti datano probabilmente da Nerone. — XII. Rassegna e ampiezza di queste immunità. — XIII.Casi di immunità speciali a favore degli insegnanti primarii. — XIV. Nerone e l’ellenizzarsi della educazione fisica in Roma. — XV. Nerone e l’incremento dell’istruzione musicale. XVI. — I successori di Augusto e le organizzazioni giovanili a Roma e in Italia. — XVII. Nerone ricompone le biblioteche perite nell’incendio del 64. — XVIII. Gli imperatori di casa Giulio-Claudia e gli studii di giurisprudenza. — XIX. Il nuovo regime e l’istruzione pubblica.CAPITOLO II. —Gl’imperatori di casa Flavia e l’istruzione nell’Impero romano (69-96)81I. Vespasiano e la fondazione di nuove biblioteche. Riconferma delle immunità ai maestri di grammatica, di retorica e di filosofia. Stipendio ai principali insegnanti di retorica in Roma. Non si tratta di una statizzazione delle scuole di retorica. — II. Motivi della innovazione. Condizioni economiche dei maestri di retorica. Il provvedimento di Vespasiano quale misura della considerazione sociale dei retori. — III. Trascuranza del governo imperiale verso i grammatici e gli insegnanti elementari; loro condizioni economiche. — IV. Rapporti amministrativi e giuridici dei retori stipendiati con lo Stato. Giudizio dei contemporanei. — V. Quintiliano primo retore stipendiato, come maestro e come pedagogista. — VI. Tito rimane fedele alla politica scolastica del padre. Domiziano riedifica le biblioteche distrutte. La ripercussione della operosità imperiale sulla diffusione e sul regime delle biblioteche. — VII. Domiziano inaugura nuovi concorsi di eloquenza. — VIII. Domiziano e il trionfo della educazione fisica a tipo ellenico. Vespasiano, Domiziano e l’istruzione musicale. Il nuovo indirizzo dei collegi giovanili. — IX. Il rovescio della medaglia: Vespasiano contro le scuole filosofiche ateniesi. — X. Il governo dei Flavii e l’istruzione pubblica nell’impero romano.CAPITOLO III.Gli imperatori da Nerva a M. Aurelio e l’istruzione pubblica nell’Impero romano (96-180)113I. Reazione di Nerva e di Traiano alla politica dei Flavii; gli stipendi ai retori interrotti; esitanze nella riconferma delle immunità. — II. Reazione all’educazione fisica e musicale ellenizzante. — III. La biblioteca Ulpia Traiana. — IV. Ipueri alimentariie i provvedimenti relativi in Roma, in Italia e nelle province. — V. Traiano e i maestri; rifiorimento della coltura. — VI. P. Elio Adriano — VII. Adriano, le immunità, gli onori e i benefici largiti ai maestri. — VIII. L’Athenaeume la biblioteca Capitolina. Adriano e gli studii di giurisprudenza. — IX. Adriano e l’istruzione pubblica nelle provincie: in Atene; riforme nella scuola degli Epicurei; innovazioni nelMuseoalessandrino. — X. Le nuove norme di Antonino Pio circa le immunità dei maestri. — XI. Antonino Pio non inaugura scuole di Stato in provincia, ma vi promuove l’istituzione di scuole municipali di retorica e di filosofia. — XII. Marco Aurelio e la fondazione delle prime cattedre imperiali universitarie in Atene. — XIII. I concorsi universitarii. — XIV. Le cattedre di fondazione imperiale nell’Athenaeum romano. — XV. Gli Antonini, le istituzioni alimentari e la istruzione primaria. — XVI. Gli imperatori da Traiano a Marco Aurelio e l’istruzione musicale. — XVII. Il governo ed i collegi giovanili. La cura delle belle arti. L’amministrazione delle biblioteche. L’età degli imperatori da Nerva a Traiano, la scuola e la coltura nell’impero romano.CAPITOLO IV. —Lo Stato e l’istruzione pubblica da Commodo all’abdicazione di Diocleziano (180-305)177I. La cultura e l’istruzione pubblica in questo periodo — II. Il nuovo carattere militare deicollegia iuvenumsotto i Severi. — III. La nuova legislazione a tutela dei maestri e degli studenti. Il governo centrale e l’istruzione pubblica nei comuni. — IV.Le nuove istituzioni scolastiche di Alessandro Severo. — V. La decadenza delle istituzioni alimentari nel III. secolo. La politica del governo e l’istruzione pubblica da Alessandro Severo a Diocleziano. La imposta municipalizzazione delle scuole di Antiochia. — VI. Diocleziano e l’insegnamento del diritto. L’edittode pretiis rerum venaliume gli onorari degli insegnanti. — VII. La soppressione delle cattedre di astrologia. La distruzione delle biblioteche cristiane. — VIII. Costanzo Cloro e l’istruzione pubblica nelle Gallie. Le Gallie nel III. e nel IV. secolo. La nomina del retore Eumenio in Augustodunum.CAPITOLO V. —L’istruzione pubblica nell’Impero romano, Costantino il Grande e i suoi figli (312-361)211I. La monarchia Dioclezianea-Costantiniana e il trasporto della capitale a Costantinopoli. Ripercussione di ciò sulle sorti della istruzione pubblica nell’impero. — II. Costantino e la coltura. L’Università Costantinopolitana. — III. Una nuova biblioteca pubblica. Costantino e l’istruzione professionale. L’istruzione primaria; fine delle fondazioni alimentari. — IV. Privilegi e garanzie ai docenti privati e pubblici nelle città di provincia. Ampliamento delle immunità e suoi motivi. Immunità ai professionisti delle arti edilizie e industriali. — V. Costantino e la cura delle opere d’arte. — VI. I figli di Costantino ne continuano la politica; gl’imperatori, il Senato e i governatori nella scelta dei maestri. Riforme nell’Università ateniese. Dichiarazione dei nuovi criterii di governo in fatto di istruzione pubblica. — VII. I figli di Costantino e probabile limitazione delle immunità.CAPITOLO VI. —Le innovazioni scolastiche di Giuliano l’Apostata (361-363)239I. Giuliano e gli atti più notevoli della sua legislazione scolastica. Reintegrazione dell’antica larghezza di immunità; sua bibliofilia. La legge del 362su l’insegnamento pubblico e privato. — II. L’editto su l’insegnamento classico. Un secondo editto? — III. Giudizio sulla legge del 362. Gli antichi e l’editto; l’approvazione dei cristiani intransigenti; la disapprovazione dei cristiani moderati, dei pagani e degli indifferenti. — IV. Giudizio dei moderni. — V. Il merito e la portata dell’editto. — VI. L’applicazione e gli effetti. — VII. Disegni di nuove scuole e di riforme a vantaggio dell’istruzione classica e musicale. Giuliano e il favore accordato ai retori e ai filosofi. Il valore dell’opera dei Costantiniani nei rispetti della istruzione pubblica.CAPITOLO VII. —La dinastia Valentiniana e l’istruzione pubblica nell’Impero romano (364-383)281I. La reazione alla politica scolastica di Giuliano. — II. Un regolamento disciplinare per gli studenti stranieri in Roma — III. Valentiniano riconferma le immunità; nuove immunità ai maestri di pittura. — IV. Valente e la biblioteca costantinopolitana; Valente contro l’astrologia; distruzione di opere scientifiche classiche; giudizio che di lui fa Temistio. — V. Le riforme scolastiche di Graziano; l’ordinamento delle scuole in Gallia; gli stipendii dei maestri. — VI. Valentiniano, Graziano e i medici di Roma e della Corte; la cura dei monumenti antichi e delle opere d’arte. — VII. La rinascita intellettuale in tutto l’impero.CAPITOLO VIII. —La dinastia dei Teodosii e la pubblica istruzione (383-450)309I. La reazione cattolica di Teodosio I. e l’istruzione pubblica: la soppressione degli stipendi ai docenti pubblici in Roma e in Atene. — II. Eccezioni a favore dei medici; cura delle opere d’arte. Ripresa della decadenza intellettuale del III. secolo. — III. I due figli di Teodosio continuano la politica del padre. — IV. Teodosio II. riconferma le immunità ai maestri. I provvedimenti di Teodosio relativialla Università costantinopolitana. — V. Carattere di quest’opera. L’Università costantinopolitana e quella ateniese. La distribuzione delle cattedre. L’abolizione dell’insegnamento privato-pubblico. — VI. Il nuovo ordinamento e le altre scuole medie e superiori, creato dallo Stato. — VII. Teodosio conferma di nuovo le immunità ai maestri. La compilazione delCodex Theodosianus; la scienza e l’insegnamento giuridico.CAPITOLO IX. —L’impero e l’istruzione pubblica dalla morte di Teodosio II. alla fine del governo di Giustiniano (450-565)337I. Necessità di estendere il presente studio fino al VI. secolo. — II. Il governo di Teodorico, la cultura e l’istruzione pubblica in Italia. — III. Prosecuzione della politica di Teodorico sotto Atalarico e Teodato, Atalarico e le scuole di Roma. Rinascita intellettuale. — IV. Giustiniano, la sua reazione cristiana, e il divieto d’insegnamento ai pagani. — V. Soppressione dell’Università ateniese. — VI. Sospensione degli stipendi ai docenti di arti liberali. — VII. La compilazione delCodex iustinianeus, delDigestume delleInstitutiones.— VIII. Scopi e vantaggi di tale opera rispetto alla scuola e all’insegnamento. Riduzione delle scuole di giurisprudenza dell’impero; aumento del personale insegnante in Costantinopoli e in Berito; immunità ai professori di giurisprudenza; prolungamento del corso; la disciplina degli studenti. — IX. I nuovi programmi per l’insegnamento della giurisprudenza. — X. Giustiniano e l’istruzione pubblica negli ultimi anni del suo governo.CONCLUSIONE379I. La politica scolastica della repubblica e dello impero. Il governo centrale e le scuole di Stato. — II. Il governo e le scuole municipali e private. — III. Lo Stato, i maestri, gli studenti, la libertà dell’insegnamento. — IV.Lo Stato e gl’insegnamenti professionali. — V. Le biblioteche pubbliche e loro amministrazione. VI. Lo Stato, le accademie, i musei; la cura delle opere d’arte. — VII. L’imperatore, il senato, e la suprema direzione dell’istruzione pubblica. — VIII. L’amministrazione centrale e provinciale. — IX. Gli impulsi indiretti del governo alla istruzione pubblica; il tentativo di una educazione di Stato; l’educazione fisica. — X. La decadenza intellettuale e la vanità effettiva dell’opera dello Stato.


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