V.

V.Chi era io?La storia della mia famiglia si confonde con quella del mio paese.Due giorni dopo quel macello d'uomini, di donne, di fanciulli e di vecchi, fatto dai soldati d'Antioco nelle caverne del deserto che si stendono dalle vicinanze di Betlemme al Giordano, — perchè gli Ebrei, essendo giorno di Sabato, non si difesero — un adolescente di sedici anni si presentò a Mattatia, il padre dei Maccabei, e domandò di battersi contro il nemico d'Israele. Quell'adolescente si chiamava Gad, e veniva da Kariot. Suo padre l'inviava, ma era troppo povero per dargli delle armi. Mattatia lo provvide di una spada.— È troppo brutta, disse il giovincello al gran sacerdote, non la voglio.— Ma allora, ragazzo mio, con che cosa ti batterai?— Con questo, rispose Gad, tirando di sotto la sua tunica una specie di coltellaccio, un lungo pugnale, fino a tanto che io mi abbia conquistato delle armi che mi vadano a genio.L'occasione non si fece aspettare.Mattatia morì poco stante. Giuda gli succedette, e il suo primo scontro con Apollonius, generale dei Samaritani, ebbe luogo. L'esercito nemico fu battuto.Apollonius ed alcuni dei suoi luogotenenti cercarono di arrestare gli Ebrei, ma Giuda Maccabeo e Gad si gettarono sopra di loro come due leoni e li uccisero[5]. Gad prese le armi bellissime d'uno dei capi dell'esercito di Apollonius, che sono sempre state di poi le armi dei miei antenati, e sono tutt'ora le mie.Da quell'istante, in tutti i campi di battaglia, Gad si trovò alla diritta di Giuda. Egli era con lui allorchè Saron e ottocento dei suoi furono uccisi a Bethoron: quando Gorgias fu sconfitto a Emmaus, ed in seguito fino ad Ashdod, a Jenina e nelle pianure dell'Idumea. Egli era con lui quando Lisias fu battuto a Bethsur, ed ebbe cinque mila uomini uccisi. Gad accompagnò Giuda a Gerusalemme, che fu restituita al culto di Jehovah ed al popolo ebreo. Gad partecipò poscia a tutte le gesta, a tutte le glorie dei figli di Mattatia. Con Giuda egli concorse a domare i discendenti di Esaù, gl'Idumei, a Acrabattene, poi gli Ammoniti, di cui prese e distrusse la città di Jazer, e di cui condusse prigionieri i figli e le donne. Con Simone Maccabeo, Gad prese Tiro e Tolemaide. Aiutò Giuda e suo fratello Gionata a distruggere il paese di Gilead, e percorse il deserto, spianando le città di Bosar, Malle, Casphore, uccidendo tutti, aggiungendo all'orrore del deserto della natura, l'orrore del deserto dell'uomo[6].Timoteo, il comandante degli Ammoniti e degli Arabi, soccombette, come tutti i generali dei re Siriaci; giacchè Naim ed il suo tempio furono distrutti: tutto fu ucciso. A Ephon i maschi soli furono ammazzati; dopo di che, si ritornò a Gerusalemme cantandosalmi! Se a Dio piace lo sterminio, doveva essere ben contento.Ora si trattava di prendere la cittadella di Gerusalemme ancora in mano dei partigiani di Antioco, che era morto in allora nell'età di cento quarantanove anni, lasciando la corona ad Antioco Eupator, suo giovane figlio. Gli assediati domandarono aiuto al nuovo re. Antioco partì da Antiochia con un esercito di circa 100,000 fanti, 20,000 cavalli e 32 elefanti. Giuda gli venne incontro e si fermò a Batzachaviah, ove si impegnò la battaglia.Gad era con Eleazar, fratello di Giuda, allorchè, vedendo un magnifico elefante, che egli credette portasse il re, si cacciò sotto il suo ventre e lo uccise. Eleazar ne restò schiacciato. Gad potè salvarsi, e seguì Giuda nella sua ritirata verso Gerusalemme, poichè il numero dei nemici l'aveva spaventato.Antioco assediò Gerusalemme. Giuda sostenne l'assedio con grande valore e costanza. La fame, — tutto il paese era distrutto ed incolto a causa dell'anno sabatico, — obbligò ben presto Antioco a levar l'assedio ed a ritirarsi, tanto più che le faccende del suo regno lo richiamavano ad Antiochia. Egli fu poi vinto ed ucciso da Demetrius figlio di Seleucus, che s'impadronì del regno, ed inviò Bacchides per abbattere la potenza dei Maccabei.Bacchides ritornò senza aver fatto nulla contro l'inimico, Demetrio inviò allora Nicanor. Questi tentò di impadronirsi di Giuda col tradimento in un finto convegno. Gad scoprì il tranello da un movimento fatto da Nicanor, ed ambi riuscirono a scampare. Nicanor fu battuto ed ucciso ad Adassa, e il suo esercito fu disperso. In pari tempo Alcimus, il primo gran sacerdote scelto dal re fuori della famiglia di Aron, fuavvelenato dagli altri preti e morì. Giuda fu nominato allora dal popolo a quel posto, riunendo così nella sua persona il potere politico ed il potere religioso.Gad accompagnò l'ambasciata che Giuda inviò a Roma per invocare l'amicizia e l'appoggio del popolo Romano. Ma Giuda non ebbe il tempo di goderne i beneficii. Demetrio lanciò di nuovo Bacchides sul nostro paese per vendicare Nicanor, ed alla fine Giuda fu vinto ed ucciso sulla montagna di Aza. Gad era stato gravemente ferito. Quando si rialzò dalla sua lunga malattia egli prese per moglie Oldah, la primogenita delle figlie di Simone, terzo fratello di Giuda.Giuda aveva liberato la nazione dal giogo dei Macedoni, ma la sua opera non era consolidata.Gionata, che gli succedette nel doppio potere, lo vendicò, battendo Bacchides e obbligandolo a levar l'assedio di Bethagla, dopo varie vicende. Bacchides gli accordò alla fine la pace, ma Gionata dovette rinunziare a Gerusalemme e ritirarsi a Michmash.L'alleanza di Gionata fu più tardi domandata dai due re rivali: Alessandro Bela e Demetrius, che ambi gli facevano grandi promesse. Gad, che godeva di grande influenza sopra il suocero Simone, lo decise per l'alleanza di Alessandro, ed egli a sua volta decise Gionata in questo senso. Demetrio non ebbe il tempo di vendicarsene; fu ucciso in battaglia essendo caduto col suo cavallo in un fosso. Alessandro permise a Gionata d'indossare la porpora come i re.Apollonius Daus, governatore della Celesiria per conto di Alessandro, non si rassegnò al vedere Gionata sì libero e sì onorato. Gli cercò briga. Gionata non indietreggiò dinanzi la guerra, e dopo aver maltrattato l'esercito di Alessandro, prese e distrusse Ashdod, Ascalon, ed altre città. Alessandro gli inviòin regalo il bottone d'oro per aver battuto il suo governatore, il quale aveva dichiarato la guerra agli Ebrei contro la sua intenzione.La Giudea era divenuta un principato teocratico sotto la protezione dei re di Siria, ai quali pagava un tributo di trecento talenti, le tre toparchie di Samaria, Perea, e Galilea incluse. Gionata stette senza decidersi apertamente e con abilità fra i due pretendenti al trono siriaco. Dopo aver aiutato Alessandro Bela, aiutò Demetrius Nicanor suo avversario, e quando Trypho, generale d'Antioco, figlio di Bela, attaccò Demetrius, Gionata l'assistette ancora.Lo scopo del governatore della Giudea era di sbarazzare della guarnigione straniera la cittadella di Gerusalemme, che dominava il Tempio e la città inferiore. Non ottenendo ciò da uno, sperava nell'altro: egli tentò anche l'alleanza coi Romani; la cittadella era la sua indipendenza. Egli non doveva assistere alla sua liberazione. Trypho aveva concepito il progetto di uccidere Antioco suo padrone ed impadronirsi del trono. Egli vide in Gionata un ostacolo, sapendolo affezionato al re. Marciò quindi verso Gerusalemme. Gionata gli venne incontro con un esercito di 40,000 uomini. Trypho dissimulò, ed ingannò così bene il gran sacerdote, ch'egli licenziò il suo esercito e accompagnò Trypho a Tolemaide con soli mille uomini. Una volta nella città, Trypho ne fa chiudere le porte, uccide i mille uomini di Gionata e lo ritiene prigione insieme con Gad.Il popolo Ebreo nominò Simone gran sacerdote e successore di Gionata. Trypho, chiamato dalla guarnigione di Gerusalemme assediata, accorse; ma la gran quantità di neve caduta lo forzò a ritornare in Antiochia. Arrivato a Gilead fa uccidere Gionata eGad. Simone diede ordine che il corpo di suo fratello fosse riunito a quelli di suo padre e di Giuda a Modin, ove eresse il magnifico sepolcro che Claudia volle visitare. Alla fine Simone liberò la cittadella dalla presenza dei soldati stranieri, e redense il popolo Ebreo dal tributo ai Macedoni, dopo cento e settant'anni di dominazione assira[7], da Seleucus Nicanor in poi. La cittadella fu demolita, il Tempio fu riedificato più alto e dominò la città. Il carattere del governo dei Maccabei si delineava sempre più.Il governo di Simone, l'ultimo dei cinque figli di Mattatia, fu meno turbato che quello di suo padre, ma la sua fine fu altrettanto tragica. Sorpreso in una festa dal suo genero Ptolomeo, Simone fu ucciso, e sua moglie e due dei suoi figli fatti prigionieri. Ptolomeo inviò anche due assassini per uccidere Hircanus, il terzo figlio di Simone; ma avvertito da Nahum figlio di Gad, egli potè salvarsi e rifugiarsi a Gerusalemme, che lo riconobbe come successore di suo padre e rifiutò l'entrata a Ptolomeo.Hircanus, come i suoi antenati, ebbe lunghe contestazioni con i re di Siria, e profittò dei loro dissensi per saccheggiare Samaria e stendere e consolidare le sue provincie. Egli organizzò una guardia di soldati stranieri, per pagarla mise la mano nel tesoro della tomba del re Davide, fortificò la sua lega coi Romani, ond'essere più sicuro contro i re Siriaci. Hircanus finalmente abbandonò il partito dei Farisei che l'aveva sostenuto fino allora, ed ecco per quale causa.Hircanus, essendo di buon umore, in un festino disse ai farisei:— Se mai v'accorgete che io non camminonella via della legge, avvertitemene, e ritornerò indietro.Un certo Eleazar, ch'era presente, gli rispose:— Poichè tu vuoi conoscere la verità, eccola: Se vuoi essere un uomo giusto, rinunzia al gran sacerdozio e contentati del governo civile.— E per qual ragione dovrei io rinunziare, figlio mio, al gran sacerdozio? domandò Hircanus.— Perchè, rispose Eleazar, abbiamo udito dire dai nostri anziani che tua madre era stata schiava sotto Antioco Epifanio.Hircanus, punto da questa rivelazione, divenne malinconico, poichè amava l'eroica madre sua: quella stessa che dall'alto delle torri di Dagon, ove Ptolomeo la flagellava insieme agli altri fratelli d'Hircanus, gli aveva fatto segno di non rallentare l'assedio, di prender la fortezza e di castigare Ptolomeo, dovesse questi ucciderli tutti. Nahum[8]osservò:— Ciò che Eleazar ti ha detto, gli è stato consigliato dai Farisei.— È impossibile, rispose Hircanus.— Ebbene, domanda loro che castigo merita Eleazar per l'insulto che ti ha fatto.Hircanus seguì questo consiglio. Gli fu risposto: Le verghe. Hircanus, offeso, passò al partito dei Sadducei, e poco dopo morì.Aristobulo, che succedette a Hircanus suo padre, fece il primo tentativo per cangiare il governo in reame, e cinse la corona, 481 anni dopo il ritorno degli Ebrei dalla cattività di Babilonia. Quest'uomo fu crudele. Egli gettò in prigione i suoi fratelli, fecemorir di fame la madre, ed uccise per gelosia politica il fratello Antigono.Ad istigazione di Alessandra, moglie di Aristobulo, Nahum l'avvelenò. Alessandra era stata minacciata dell'istessa sorte.Alessandro Inneus, fratello d'Aristobulo, gli succedette.Questo re non ebbe un sol giorno di riposo. Gli intrighi delle alleanze concluse al mattino e rotte alla sera, le continue guerre coi Parti, cogli Arabi, coi Siriaci e cogli Egiziani, le insurrezioni interne, gli dettero sempre da fare. Egli trucidò più di 30,000 dei suoi sudditi, che durante sei anni sostennero la rivolta. Essi avevano cominciato ad insultarlo a Gerusalemme, alla festa dei Tabernacoli, lapidandolo con dei cedri[9].Nahum fu una delle vittime di Alessandro Inneus. I Farisei eccitavano il popolo. In una sola esecuzione egli ne fece crocifiggere 800, e fece scannare le loro donne ed i loro figli appiedi di quelle croci, mentre egli s'immergeva nell'orgie del suo palazzo colle sue concubine. Ottomila dei suoi soldati abbandonarono la bandiera e si gettarono nelle montagne per saccheggiare. Finalmente, dopo aver aggiunto diverse città degli Stati vicini al proprio, consumato da una febbre ostinata e dall'eccesso del vino, e' morì, dando il consiglio ad Alessandra, sua moglie, di riavvicinarsi ai Farisei se voleva regnare tranquilla.Alessandra seguì il consiglio, e col titolo di reggente, ma in realtà lasciando governare i Farisei, tenne il potere per nove anni. Essa aveva investito il figlio primogenito, Hircanus, della dignità di gransacerdote, conservando la corona pel secondogenito Aristobulo. Ella morì a tempo, giacchè Aristobulo, aiutato dal mio bisavolo Amon, era riuscito a scappare di notte dal palazzo e si era impadronito della maggior parte delle fortezze del regno. L'avrebbe egli deposta, se la non fosse morta a tempo. Il mio bisavolo, sadduceo come i suoi padri, aveva abbandonato Alessandra quando ella si era gettata ciecamente nelle braccia dei Farisei.Hircanus, che era stato relegato nel Tempio da sua madre, non si rassegnò a lasciare il trono al fratello Aristobulo. Essi principiarono col farsi la guerra, ma poi vennero ad un accordo. Poco dopo però Hircanus si rifugiò presso Aretas, capo dell'Arabia. Essi levarono insieme un esercito, e vennero a mettere l'assedio a Gerusalemme. Essi contavano senza i padroni che erano di già in Asia: i Romani.Un luogotenente di Pompeo, il quale batteva Tigrane nell'Armenia, fu inviato in Giudea. Scaurus ricevette l'offerta dei due fratelli — quattrocento talenti — ma siccome egli riteneva che Aristobulo, essendo più ricco e più generoso, fosse più solvente, rigettò le proposizioni di Hircanus, e forzò Aretas a levar l'assedio del Tempio, ove Aristobulo si era barricato.Non era sufficiente l'aver comperato quei pirati Romani, l'essersi in seguito fatta la guerra, e che Aristobulo avesse battuto Aretas e Hircanus. I due fratelli portarono davanti a Pompeo stesso la loro querela. Pompeo si spiegò in maniera ambigua. Aristobulo marciò col suo esercito sopra la Giudea, e Pompeo gli tenne dietro. A Gerico, egli fece prigioniero Aristobulo e salì verso Gerusalemme. Amon, mio avo, e Absalon, zio e avolo di Aristobulo, chiuserole porte della città. Gerusalemme ed il Tempio furono presi d'assalto, e la Giudea divenne tributaria dei Romani, provincia della Siria, e diminuita di tutte le città che i nostri antenati avevano conquistate sugli Stati vicini.Pompeo si mostrò moderato. Egli ristaurò le città ch'erano state danneggiate dalla guerra. Aristobulo ed i suoi figli furono inviati a Roma. Gabinus, comandante delle forze romane nella Siria, abbattè poco alla volta tutti i partigiani dei due fratelli, e divise la Giudea in cinque provincie, ognuna amministrata da un consiglio.Hircanus era restato gran sacerdote. Aristobulo riuscì a fuggire di Roma: ma Gabinus lo riprese ben tosto e lo rinviò in ischiavitù. Il mio bisavo Amon divise la sua sorte; mentre che Ozias, il padre di mio padre, restava a preparare la sommossa che fu affrettata da Alessandro, fratello di Aristobulo.Alessandro si trovò ben presto alla testa di una forza di trenta mila Ebrei. Ma Gabinus lo raggiunse presso il monte Thabor, lo sconfisse e gli uccise dieci mila uomini.Crassus, che succedette a Gabinus, saccheggiò le immense ricchezze del Tempio, quantunque Eleazar, per salvarle, gli avesse scoperto e consegnato ilbalsamo d'oroche le valeva tutte.Cesare, dopo aver trionfato di Pompeo, liberò Aristobulo e l'inviò in Giudea con due legioni. Ma i partigiani di Pompeo lo avvelenarono, e tagliarono la testa ad Alessandro, suo figlio, in Antiochia. La discendenza dei Maccabei si trovava così, se non distrutta, avvilita; e quell'Idumeo Antipater, che era stato l'amico ed il consigliere di Hircanus, e che fu il padre d'Erode, insinuandosi nell'amicizia di Cesare, divenne l'arbitro degli affari della Giudea.Antipater, per ordine di Hircanus, assistette Cesare nella sua guerra contro l'Egitto. Gli è per questo che alla fine della guerra, Hircanus fu confermato da costui nella sua dignità di gran sacerdote, ed Antipater venne nominato procuratore della Giudea, malgrado le proteste di Antigonus, altro figlio di Aristobulo. Antipater, profittando della sua autorità sopra il debole Hircanus, s'affrettò ad elevare i suoi figli, l'uno, Phaselus, il primogenito, a governatore di Gerusalemme, e l'altro, Erode, il minore, appena quindicenne, a governatore di Galilea.Questo adolescente esordì coll'impadronirsi di Hezekiah, capo di briganti e dei suoi complici, e col farli sterminare. Il sanhedrin si commosse di questa infrazione alla legge; perocchè, presso di noi, nessuno può essere messo a morte senza essere stato giudicato dal sanhedrin. Hircanus, spinto da questo corpo, citò Erode a venire a render conto della sua condotta. Erode si presentò dinanzi ai suoi giudici circondato da una guardia così forte che li ridusse al silenzio. Nondimeno, alla fine, il sanhedrin avrebbe pronunziato la sentenza di morte d'Erode, se Hircanus non l'avesse salvo, consigliandogli di uscire da Gerusalemme. Il governatore della Siria nominò Erode generale dell'esercito di Celesiria. Ed egli avanzavasi verso Gerusalemme per vendicarsi quando suo padre e suo fratello lo impegnarono a tornare indietro.La storia della Giudea principia da questo momento ad essere quella di quest'uomo, e fu il più grande della nostra nazione, allato di Salomone e di Giuda Maccabeo. La Siria divenne il campo delle lotte delle depredazioni dei partigiani di Cesare e di Pompeo. Erode non si mise a tutta prima con i partigiani diCesare. Cassius lo protesse, Marco Antonio lo ingrandì, Antipater era stato avvelenato. Erode lo vendicò facendo uccidere l'assassino. Il mio avolo Oziaz restò fedele alla discendenza dei Maccabei; mio padre si legò ad Erode, sedotto dalla sua audacia. Erode era stato confermato da Cassius nel comando della Celesiria.Erode si trovava di fronte a tre pericoli: la vendetta di Antonio che aveva vinto Cassius protettore di lui; la gelosia di Hircanus, che altri cercavan sempre di eccitare; e le imprese di Antigonus, figlio di Aristobulus. Erode comperò Antonio, che non solo gli perdonò, ma nominò lui e suo fratello Phaselus a tetrarchi, e diede loro in mano gli affari della Giudea. Erode sposò la figlia di Hircanus, avendo già un'altra moglie della Idumea, Davis, che lo fece padre di Antipater. Egli si preparava a calmare i partigiani di Aristobulus, sposando Mariamne, figlia di Alessandro, uno dei figli di Aristobulus. Tutto ciò, per altro, non stornò la tempesta. Antigonus, aiutato dai Parti, si impadronì di Gerusalemme, prese per tradimento Hircanus e Phaselus, ed obbligò Erode a fuggire in mezzo ai più grandi pericoli, con sua madre, le sue mogli, sua sorella e i suoi amici. Egli li rinchiuse nella fortezza di Masada, a fine di sottrarli alla vendetta di Antigono, che aveva tagliato le orecchie al vecchio gran sacerdote Hircanus, ed avvelenate le ferite che Phaselus s'era fatte battendo della testa contro le mura della sua prigione per suicidarsi. Erode pure si sarebbe data la morte dalla disperazione, se mio padre non l'avesse fatto arrossire della sua viltà, e non avesse rialzato il suo coraggio[10].Dopo aver messo al sicuro nella fortezza la famiglia, i parenti ed ottocento dei suoi amici, e dato congedo ad altri otto mila ch'egli non poteva proteggere, Erode s'accinse a restaurare la sua fortuna. Mio padre l'accompagnò presso Malchus re d'Arabia, che era stato colmato di favori dal padre di Erode. Malchus gli rifiutò ogni aiuto. Allora Erode si salvò in Egitto, ove Cleopatra si prese d'amore per lui. Mio padre lo strappò dalle braccia di quella sirena, che aveva perduto tanti Romani. Erode s'imbarcò in Alessandria onde andare a Roma, e venne a Pamphilica, di dove una terribile tempesta lo sbalestrò in Rodi.La città era rovinata dalla guerra contro Cassius. Erode l'ajutò a riedificarsi. Egli si fece costruire una trireme, e approdò a Brundusium, e di là si recò a Roma. Erode, sempre accompagnato da mio padre, restò a Roma sette giorni, e furono bastanti. Egli ricomperò da Marco Antonio il regno di Giudea, come aveva comperato la dignità di tetrarca. Il senato pubblicò il decreto. Ottavio ed Antonio lo colmarono di feste, ma egli partì immediatamente. La sua famiglia era assediata, i suoi amici perseguitati. Sbarcò a Tolomaide, vicino a Joppa, s'impadronì di tutte le città della Galilea, liberò la sua famiglia da Masada, presso Gerico, saccheggiò la piazza, e dopo tre anni di combattimenti, di avventure, di fortune e di rovesci, condusse il suo esercito sotto le mura di Gerusalemme.Antigonus era stato dichiarato nemico dei Romani, ed Antonio, allora nella Siria, aveva inviato Sosius con diverse legioni per ajutare Erode. Gerusalemme fu assediata dallo stesso lato nord, donde Pompeo l'aveva presa. La resistenza degli assediati fu grande,ma alla fine le truppe di Erode e le romane presero la città d'assalto. La strage fu sì enorme che Erode intervenne, e domandò a Sosius se intendesse non lasciargli che un deserto per regno. Ottenne in fine dai Romani che Gerusalemme fosse risparmiata, pagando una taglia onde liberarsi dal saccheggio e dallo sterminio. Antigonus andò a gettarsi ai piedi di Sosius, che lo chiamò Antigono, ma lo trattò da uomo, ritenendolo prigioniero. Egli lo presentò ad Antonio. Questi lo riserbava pel suo trionfo, ma Erode lo comperò e gli fece tagliar il capo in Antiochia. E così finì, dopo cento e ventisei anni, il regno degli Asamonei — famiglia di preti, illustrata da tanti fatti coraggiosi, lasciando il regno ad un Idumeo, un mezzo ebreo, di nascita volgare, ma di cuor forte.Parlerò altrove d'Erode.I Maccabei sono stati dipinti come tipi d'eroi. Cosa hanno fatto essi pel loro paese?Liberarono gli Ebrei dai Macedoni, e li diedero in mano ai Romani. Si francarono dai re di Siria, per cadere sotto la protezione dei proconsoli imperiali. Ma liberarono essi l'anima della nazione? L'Ebreo restò ebreo — cioè al di fuori del movimento del mondo, suddito d'un prete, allorchè si sarebbe dovuto alzarlo a cittadino libero. Ora il giogo della dottrina farisea abbrutiva il popolo ben più che il giogo della dominazione greca. Poichè si violava la legge di Mosè, non si doveva sostituirle la legge orale delle sinagoghe e del gran collegio. Il patto di Mosè era pesante; lo si fece più grave ancora con un'aggiunta di ridicole ordinanze. I Maccabei avevano cumulate le funzioni di gran sacerdote con quelle di re, ed avevano creato la monarchia teocraticache è una tirannia sovrapposta ad un'altra tirannia. Mosè aveva nel gran sacerdote abbozzato un sorvegliante del re; i Maccabei ne fecero il complice e la ripetizione.Coi Maccabei, la classe di mezzo trionfò. Questa era ritornata dalla cattività di Babilonia non già istrutta dalla civiltà fastosa, splendida, voluttuosa, attiva degli Assiri, ma turbata, spaventata dall'idea che il popolo, sedotto da quell'esca, potesse sfuggirle di mano, e invidiosa delle classi aristocratiche che tendono a dare al popolo la libertà del benessere e quella della coscienza. L'esiglio per questa parte degli Ebrei — l'aristocrazia sadducea — che godeva e pensava, non era a Babilonia, ma in Gerusalemme. Il Fariseo era il carceriere dell'anima di questo popolo, di cui Mosè aveva voluto fare non lo schiavo di Dio, ma il suo sacerdote. Che aveva guadagnato questo popolo ad essere liberato dai Macedoni? L'intolleranza, la miseria, la solitudine. Il mondo si chiudeva intorno a lui; questo mondo era il peccato, l'inimico, l'impurità, peggio ancora che sotto le leggi del grande legislatore; la riserva che egli aveva imposto, aveva preso sotto i Farisei le proporzioni di un delitto. I Maccabei non emanciparono la nazione ebrea; la fecero soltanto cangiare di giogo.Ecco da quali antenati io discendeva; ecco a qual setta io apparteneva. La mia famiglia, sadducea e gente da guerra, aveva nelle vene una goccia di sangue degli Asamonei; mio padre le infuse poi una goccia di sangue straniero.

Chi era io?

La storia della mia famiglia si confonde con quella del mio paese.

Due giorni dopo quel macello d'uomini, di donne, di fanciulli e di vecchi, fatto dai soldati d'Antioco nelle caverne del deserto che si stendono dalle vicinanze di Betlemme al Giordano, — perchè gli Ebrei, essendo giorno di Sabato, non si difesero — un adolescente di sedici anni si presentò a Mattatia, il padre dei Maccabei, e domandò di battersi contro il nemico d'Israele. Quell'adolescente si chiamava Gad, e veniva da Kariot. Suo padre l'inviava, ma era troppo povero per dargli delle armi. Mattatia lo provvide di una spada.

— È troppo brutta, disse il giovincello al gran sacerdote, non la voglio.

— Ma allora, ragazzo mio, con che cosa ti batterai?

— Con questo, rispose Gad, tirando di sotto la sua tunica una specie di coltellaccio, un lungo pugnale, fino a tanto che io mi abbia conquistato delle armi che mi vadano a genio.

L'occasione non si fece aspettare.

Mattatia morì poco stante. Giuda gli succedette, e il suo primo scontro con Apollonius, generale dei Samaritani, ebbe luogo. L'esercito nemico fu battuto.Apollonius ed alcuni dei suoi luogotenenti cercarono di arrestare gli Ebrei, ma Giuda Maccabeo e Gad si gettarono sopra di loro come due leoni e li uccisero[5]. Gad prese le armi bellissime d'uno dei capi dell'esercito di Apollonius, che sono sempre state di poi le armi dei miei antenati, e sono tutt'ora le mie.

Da quell'istante, in tutti i campi di battaglia, Gad si trovò alla diritta di Giuda. Egli era con lui allorchè Saron e ottocento dei suoi furono uccisi a Bethoron: quando Gorgias fu sconfitto a Emmaus, ed in seguito fino ad Ashdod, a Jenina e nelle pianure dell'Idumea. Egli era con lui quando Lisias fu battuto a Bethsur, ed ebbe cinque mila uomini uccisi. Gad accompagnò Giuda a Gerusalemme, che fu restituita al culto di Jehovah ed al popolo ebreo. Gad partecipò poscia a tutte le gesta, a tutte le glorie dei figli di Mattatia. Con Giuda egli concorse a domare i discendenti di Esaù, gl'Idumei, a Acrabattene, poi gli Ammoniti, di cui prese e distrusse la città di Jazer, e di cui condusse prigionieri i figli e le donne. Con Simone Maccabeo, Gad prese Tiro e Tolemaide. Aiutò Giuda e suo fratello Gionata a distruggere il paese di Gilead, e percorse il deserto, spianando le città di Bosar, Malle, Casphore, uccidendo tutti, aggiungendo all'orrore del deserto della natura, l'orrore del deserto dell'uomo[6].

Timoteo, il comandante degli Ammoniti e degli Arabi, soccombette, come tutti i generali dei re Siriaci; giacchè Naim ed il suo tempio furono distrutti: tutto fu ucciso. A Ephon i maschi soli furono ammazzati; dopo di che, si ritornò a Gerusalemme cantandosalmi! Se a Dio piace lo sterminio, doveva essere ben contento.

Ora si trattava di prendere la cittadella di Gerusalemme ancora in mano dei partigiani di Antioco, che era morto in allora nell'età di cento quarantanove anni, lasciando la corona ad Antioco Eupator, suo giovane figlio. Gli assediati domandarono aiuto al nuovo re. Antioco partì da Antiochia con un esercito di circa 100,000 fanti, 20,000 cavalli e 32 elefanti. Giuda gli venne incontro e si fermò a Batzachaviah, ove si impegnò la battaglia.

Gad era con Eleazar, fratello di Giuda, allorchè, vedendo un magnifico elefante, che egli credette portasse il re, si cacciò sotto il suo ventre e lo uccise. Eleazar ne restò schiacciato. Gad potè salvarsi, e seguì Giuda nella sua ritirata verso Gerusalemme, poichè il numero dei nemici l'aveva spaventato.

Antioco assediò Gerusalemme. Giuda sostenne l'assedio con grande valore e costanza. La fame, — tutto il paese era distrutto ed incolto a causa dell'anno sabatico, — obbligò ben presto Antioco a levar l'assedio ed a ritirarsi, tanto più che le faccende del suo regno lo richiamavano ad Antiochia. Egli fu poi vinto ed ucciso da Demetrius figlio di Seleucus, che s'impadronì del regno, ed inviò Bacchides per abbattere la potenza dei Maccabei.

Bacchides ritornò senza aver fatto nulla contro l'inimico, Demetrio inviò allora Nicanor. Questi tentò di impadronirsi di Giuda col tradimento in un finto convegno. Gad scoprì il tranello da un movimento fatto da Nicanor, ed ambi riuscirono a scampare. Nicanor fu battuto ed ucciso ad Adassa, e il suo esercito fu disperso. In pari tempo Alcimus, il primo gran sacerdote scelto dal re fuori della famiglia di Aron, fuavvelenato dagli altri preti e morì. Giuda fu nominato allora dal popolo a quel posto, riunendo così nella sua persona il potere politico ed il potere religioso.

Gad accompagnò l'ambasciata che Giuda inviò a Roma per invocare l'amicizia e l'appoggio del popolo Romano. Ma Giuda non ebbe il tempo di goderne i beneficii. Demetrio lanciò di nuovo Bacchides sul nostro paese per vendicare Nicanor, ed alla fine Giuda fu vinto ed ucciso sulla montagna di Aza. Gad era stato gravemente ferito. Quando si rialzò dalla sua lunga malattia egli prese per moglie Oldah, la primogenita delle figlie di Simone, terzo fratello di Giuda.

Giuda aveva liberato la nazione dal giogo dei Macedoni, ma la sua opera non era consolidata.

Gionata, che gli succedette nel doppio potere, lo vendicò, battendo Bacchides e obbligandolo a levar l'assedio di Bethagla, dopo varie vicende. Bacchides gli accordò alla fine la pace, ma Gionata dovette rinunziare a Gerusalemme e ritirarsi a Michmash.

L'alleanza di Gionata fu più tardi domandata dai due re rivali: Alessandro Bela e Demetrius, che ambi gli facevano grandi promesse. Gad, che godeva di grande influenza sopra il suocero Simone, lo decise per l'alleanza di Alessandro, ed egli a sua volta decise Gionata in questo senso. Demetrio non ebbe il tempo di vendicarsene; fu ucciso in battaglia essendo caduto col suo cavallo in un fosso. Alessandro permise a Gionata d'indossare la porpora come i re.

Apollonius Daus, governatore della Celesiria per conto di Alessandro, non si rassegnò al vedere Gionata sì libero e sì onorato. Gli cercò briga. Gionata non indietreggiò dinanzi la guerra, e dopo aver maltrattato l'esercito di Alessandro, prese e distrusse Ashdod, Ascalon, ed altre città. Alessandro gli inviòin regalo il bottone d'oro per aver battuto il suo governatore, il quale aveva dichiarato la guerra agli Ebrei contro la sua intenzione.

La Giudea era divenuta un principato teocratico sotto la protezione dei re di Siria, ai quali pagava un tributo di trecento talenti, le tre toparchie di Samaria, Perea, e Galilea incluse. Gionata stette senza decidersi apertamente e con abilità fra i due pretendenti al trono siriaco. Dopo aver aiutato Alessandro Bela, aiutò Demetrius Nicanor suo avversario, e quando Trypho, generale d'Antioco, figlio di Bela, attaccò Demetrius, Gionata l'assistette ancora.

Lo scopo del governatore della Giudea era di sbarazzare della guarnigione straniera la cittadella di Gerusalemme, che dominava il Tempio e la città inferiore. Non ottenendo ciò da uno, sperava nell'altro: egli tentò anche l'alleanza coi Romani; la cittadella era la sua indipendenza. Egli non doveva assistere alla sua liberazione. Trypho aveva concepito il progetto di uccidere Antioco suo padrone ed impadronirsi del trono. Egli vide in Gionata un ostacolo, sapendolo affezionato al re. Marciò quindi verso Gerusalemme. Gionata gli venne incontro con un esercito di 40,000 uomini. Trypho dissimulò, ed ingannò così bene il gran sacerdote, ch'egli licenziò il suo esercito e accompagnò Trypho a Tolemaide con soli mille uomini. Una volta nella città, Trypho ne fa chiudere le porte, uccide i mille uomini di Gionata e lo ritiene prigione insieme con Gad.

Il popolo Ebreo nominò Simone gran sacerdote e successore di Gionata. Trypho, chiamato dalla guarnigione di Gerusalemme assediata, accorse; ma la gran quantità di neve caduta lo forzò a ritornare in Antiochia. Arrivato a Gilead fa uccidere Gionata eGad. Simone diede ordine che il corpo di suo fratello fosse riunito a quelli di suo padre e di Giuda a Modin, ove eresse il magnifico sepolcro che Claudia volle visitare. Alla fine Simone liberò la cittadella dalla presenza dei soldati stranieri, e redense il popolo Ebreo dal tributo ai Macedoni, dopo cento e settant'anni di dominazione assira[7], da Seleucus Nicanor in poi. La cittadella fu demolita, il Tempio fu riedificato più alto e dominò la città. Il carattere del governo dei Maccabei si delineava sempre più.

Il governo di Simone, l'ultimo dei cinque figli di Mattatia, fu meno turbato che quello di suo padre, ma la sua fine fu altrettanto tragica. Sorpreso in una festa dal suo genero Ptolomeo, Simone fu ucciso, e sua moglie e due dei suoi figli fatti prigionieri. Ptolomeo inviò anche due assassini per uccidere Hircanus, il terzo figlio di Simone; ma avvertito da Nahum figlio di Gad, egli potè salvarsi e rifugiarsi a Gerusalemme, che lo riconobbe come successore di suo padre e rifiutò l'entrata a Ptolomeo.

Hircanus, come i suoi antenati, ebbe lunghe contestazioni con i re di Siria, e profittò dei loro dissensi per saccheggiare Samaria e stendere e consolidare le sue provincie. Egli organizzò una guardia di soldati stranieri, per pagarla mise la mano nel tesoro della tomba del re Davide, fortificò la sua lega coi Romani, ond'essere più sicuro contro i re Siriaci. Hircanus finalmente abbandonò il partito dei Farisei che l'aveva sostenuto fino allora, ed ecco per quale causa.

Hircanus, essendo di buon umore, in un festino disse ai farisei:

— Se mai v'accorgete che io non camminonella via della legge, avvertitemene, e ritornerò indietro.

Un certo Eleazar, ch'era presente, gli rispose:

— Poichè tu vuoi conoscere la verità, eccola: Se vuoi essere un uomo giusto, rinunzia al gran sacerdozio e contentati del governo civile.

— E per qual ragione dovrei io rinunziare, figlio mio, al gran sacerdozio? domandò Hircanus.

— Perchè, rispose Eleazar, abbiamo udito dire dai nostri anziani che tua madre era stata schiava sotto Antioco Epifanio.

Hircanus, punto da questa rivelazione, divenne malinconico, poichè amava l'eroica madre sua: quella stessa che dall'alto delle torri di Dagon, ove Ptolomeo la flagellava insieme agli altri fratelli d'Hircanus, gli aveva fatto segno di non rallentare l'assedio, di prender la fortezza e di castigare Ptolomeo, dovesse questi ucciderli tutti. Nahum[8]osservò:

— Ciò che Eleazar ti ha detto, gli è stato consigliato dai Farisei.

— È impossibile, rispose Hircanus.

— Ebbene, domanda loro che castigo merita Eleazar per l'insulto che ti ha fatto.

Hircanus seguì questo consiglio. Gli fu risposto: Le verghe. Hircanus, offeso, passò al partito dei Sadducei, e poco dopo morì.

Aristobulo, che succedette a Hircanus suo padre, fece il primo tentativo per cangiare il governo in reame, e cinse la corona, 481 anni dopo il ritorno degli Ebrei dalla cattività di Babilonia. Quest'uomo fu crudele. Egli gettò in prigione i suoi fratelli, fecemorir di fame la madre, ed uccise per gelosia politica il fratello Antigono.

Ad istigazione di Alessandra, moglie di Aristobulo, Nahum l'avvelenò. Alessandra era stata minacciata dell'istessa sorte.

Alessandro Inneus, fratello d'Aristobulo, gli succedette.

Questo re non ebbe un sol giorno di riposo. Gli intrighi delle alleanze concluse al mattino e rotte alla sera, le continue guerre coi Parti, cogli Arabi, coi Siriaci e cogli Egiziani, le insurrezioni interne, gli dettero sempre da fare. Egli trucidò più di 30,000 dei suoi sudditi, che durante sei anni sostennero la rivolta. Essi avevano cominciato ad insultarlo a Gerusalemme, alla festa dei Tabernacoli, lapidandolo con dei cedri[9].

Nahum fu una delle vittime di Alessandro Inneus. I Farisei eccitavano il popolo. In una sola esecuzione egli ne fece crocifiggere 800, e fece scannare le loro donne ed i loro figli appiedi di quelle croci, mentre egli s'immergeva nell'orgie del suo palazzo colle sue concubine. Ottomila dei suoi soldati abbandonarono la bandiera e si gettarono nelle montagne per saccheggiare. Finalmente, dopo aver aggiunto diverse città degli Stati vicini al proprio, consumato da una febbre ostinata e dall'eccesso del vino, e' morì, dando il consiglio ad Alessandra, sua moglie, di riavvicinarsi ai Farisei se voleva regnare tranquilla.

Alessandra seguì il consiglio, e col titolo di reggente, ma in realtà lasciando governare i Farisei, tenne il potere per nove anni. Essa aveva investito il figlio primogenito, Hircanus, della dignità di gransacerdote, conservando la corona pel secondogenito Aristobulo. Ella morì a tempo, giacchè Aristobulo, aiutato dal mio bisavolo Amon, era riuscito a scappare di notte dal palazzo e si era impadronito della maggior parte delle fortezze del regno. L'avrebbe egli deposta, se la non fosse morta a tempo. Il mio bisavolo, sadduceo come i suoi padri, aveva abbandonato Alessandra quando ella si era gettata ciecamente nelle braccia dei Farisei.

Hircanus, che era stato relegato nel Tempio da sua madre, non si rassegnò a lasciare il trono al fratello Aristobulo. Essi principiarono col farsi la guerra, ma poi vennero ad un accordo. Poco dopo però Hircanus si rifugiò presso Aretas, capo dell'Arabia. Essi levarono insieme un esercito, e vennero a mettere l'assedio a Gerusalemme. Essi contavano senza i padroni che erano di già in Asia: i Romani.

Un luogotenente di Pompeo, il quale batteva Tigrane nell'Armenia, fu inviato in Giudea. Scaurus ricevette l'offerta dei due fratelli — quattrocento talenti — ma siccome egli riteneva che Aristobulo, essendo più ricco e più generoso, fosse più solvente, rigettò le proposizioni di Hircanus, e forzò Aretas a levar l'assedio del Tempio, ove Aristobulo si era barricato.

Non era sufficiente l'aver comperato quei pirati Romani, l'essersi in seguito fatta la guerra, e che Aristobulo avesse battuto Aretas e Hircanus. I due fratelli portarono davanti a Pompeo stesso la loro querela. Pompeo si spiegò in maniera ambigua. Aristobulo marciò col suo esercito sopra la Giudea, e Pompeo gli tenne dietro. A Gerico, egli fece prigioniero Aristobulo e salì verso Gerusalemme. Amon, mio avo, e Absalon, zio e avolo di Aristobulo, chiuserole porte della città. Gerusalemme ed il Tempio furono presi d'assalto, e la Giudea divenne tributaria dei Romani, provincia della Siria, e diminuita di tutte le città che i nostri antenati avevano conquistate sugli Stati vicini.

Pompeo si mostrò moderato. Egli ristaurò le città ch'erano state danneggiate dalla guerra. Aristobulo ed i suoi figli furono inviati a Roma. Gabinus, comandante delle forze romane nella Siria, abbattè poco alla volta tutti i partigiani dei due fratelli, e divise la Giudea in cinque provincie, ognuna amministrata da un consiglio.

Hircanus era restato gran sacerdote. Aristobulo riuscì a fuggire di Roma: ma Gabinus lo riprese ben tosto e lo rinviò in ischiavitù. Il mio bisavo Amon divise la sua sorte; mentre che Ozias, il padre di mio padre, restava a preparare la sommossa che fu affrettata da Alessandro, fratello di Aristobulo.

Alessandro si trovò ben presto alla testa di una forza di trenta mila Ebrei. Ma Gabinus lo raggiunse presso il monte Thabor, lo sconfisse e gli uccise dieci mila uomini.

Crassus, che succedette a Gabinus, saccheggiò le immense ricchezze del Tempio, quantunque Eleazar, per salvarle, gli avesse scoperto e consegnato ilbalsamo d'oroche le valeva tutte.

Cesare, dopo aver trionfato di Pompeo, liberò Aristobulo e l'inviò in Giudea con due legioni. Ma i partigiani di Pompeo lo avvelenarono, e tagliarono la testa ad Alessandro, suo figlio, in Antiochia. La discendenza dei Maccabei si trovava così, se non distrutta, avvilita; e quell'Idumeo Antipater, che era stato l'amico ed il consigliere di Hircanus, e che fu il padre d'Erode, insinuandosi nell'amicizia di Cesare, divenne l'arbitro degli affari della Giudea.

Antipater, per ordine di Hircanus, assistette Cesare nella sua guerra contro l'Egitto. Gli è per questo che alla fine della guerra, Hircanus fu confermato da costui nella sua dignità di gran sacerdote, ed Antipater venne nominato procuratore della Giudea, malgrado le proteste di Antigonus, altro figlio di Aristobulo. Antipater, profittando della sua autorità sopra il debole Hircanus, s'affrettò ad elevare i suoi figli, l'uno, Phaselus, il primogenito, a governatore di Gerusalemme, e l'altro, Erode, il minore, appena quindicenne, a governatore di Galilea.

Questo adolescente esordì coll'impadronirsi di Hezekiah, capo di briganti e dei suoi complici, e col farli sterminare. Il sanhedrin si commosse di questa infrazione alla legge; perocchè, presso di noi, nessuno può essere messo a morte senza essere stato giudicato dal sanhedrin. Hircanus, spinto da questo corpo, citò Erode a venire a render conto della sua condotta. Erode si presentò dinanzi ai suoi giudici circondato da una guardia così forte che li ridusse al silenzio. Nondimeno, alla fine, il sanhedrin avrebbe pronunziato la sentenza di morte d'Erode, se Hircanus non l'avesse salvo, consigliandogli di uscire da Gerusalemme. Il governatore della Siria nominò Erode generale dell'esercito di Celesiria. Ed egli avanzavasi verso Gerusalemme per vendicarsi quando suo padre e suo fratello lo impegnarono a tornare indietro.

La storia della Giudea principia da questo momento ad essere quella di quest'uomo, e fu il più grande della nostra nazione, allato di Salomone e di Giuda Maccabeo. La Siria divenne il campo delle lotte delle depredazioni dei partigiani di Cesare e di Pompeo. Erode non si mise a tutta prima con i partigiani diCesare. Cassius lo protesse, Marco Antonio lo ingrandì, Antipater era stato avvelenato. Erode lo vendicò facendo uccidere l'assassino. Il mio avolo Oziaz restò fedele alla discendenza dei Maccabei; mio padre si legò ad Erode, sedotto dalla sua audacia. Erode era stato confermato da Cassius nel comando della Celesiria.

Erode si trovava di fronte a tre pericoli: la vendetta di Antonio che aveva vinto Cassius protettore di lui; la gelosia di Hircanus, che altri cercavan sempre di eccitare; e le imprese di Antigonus, figlio di Aristobulus. Erode comperò Antonio, che non solo gli perdonò, ma nominò lui e suo fratello Phaselus a tetrarchi, e diede loro in mano gli affari della Giudea. Erode sposò la figlia di Hircanus, avendo già un'altra moglie della Idumea, Davis, che lo fece padre di Antipater. Egli si preparava a calmare i partigiani di Aristobulus, sposando Mariamne, figlia di Alessandro, uno dei figli di Aristobulus. Tutto ciò, per altro, non stornò la tempesta. Antigonus, aiutato dai Parti, si impadronì di Gerusalemme, prese per tradimento Hircanus e Phaselus, ed obbligò Erode a fuggire in mezzo ai più grandi pericoli, con sua madre, le sue mogli, sua sorella e i suoi amici. Egli li rinchiuse nella fortezza di Masada, a fine di sottrarli alla vendetta di Antigono, che aveva tagliato le orecchie al vecchio gran sacerdote Hircanus, ed avvelenate le ferite che Phaselus s'era fatte battendo della testa contro le mura della sua prigione per suicidarsi. Erode pure si sarebbe data la morte dalla disperazione, se mio padre non l'avesse fatto arrossire della sua viltà, e non avesse rialzato il suo coraggio[10].

Dopo aver messo al sicuro nella fortezza la famiglia, i parenti ed ottocento dei suoi amici, e dato congedo ad altri otto mila ch'egli non poteva proteggere, Erode s'accinse a restaurare la sua fortuna. Mio padre l'accompagnò presso Malchus re d'Arabia, che era stato colmato di favori dal padre di Erode. Malchus gli rifiutò ogni aiuto. Allora Erode si salvò in Egitto, ove Cleopatra si prese d'amore per lui. Mio padre lo strappò dalle braccia di quella sirena, che aveva perduto tanti Romani. Erode s'imbarcò in Alessandria onde andare a Roma, e venne a Pamphilica, di dove una terribile tempesta lo sbalestrò in Rodi.

La città era rovinata dalla guerra contro Cassius. Erode l'ajutò a riedificarsi. Egli si fece costruire una trireme, e approdò a Brundusium, e di là si recò a Roma. Erode, sempre accompagnato da mio padre, restò a Roma sette giorni, e furono bastanti. Egli ricomperò da Marco Antonio il regno di Giudea, come aveva comperato la dignità di tetrarca. Il senato pubblicò il decreto. Ottavio ed Antonio lo colmarono di feste, ma egli partì immediatamente. La sua famiglia era assediata, i suoi amici perseguitati. Sbarcò a Tolomaide, vicino a Joppa, s'impadronì di tutte le città della Galilea, liberò la sua famiglia da Masada, presso Gerico, saccheggiò la piazza, e dopo tre anni di combattimenti, di avventure, di fortune e di rovesci, condusse il suo esercito sotto le mura di Gerusalemme.

Antigonus era stato dichiarato nemico dei Romani, ed Antonio, allora nella Siria, aveva inviato Sosius con diverse legioni per ajutare Erode. Gerusalemme fu assediata dallo stesso lato nord, donde Pompeo l'aveva presa. La resistenza degli assediati fu grande,ma alla fine le truppe di Erode e le romane presero la città d'assalto. La strage fu sì enorme che Erode intervenne, e domandò a Sosius se intendesse non lasciargli che un deserto per regno. Ottenne in fine dai Romani che Gerusalemme fosse risparmiata, pagando una taglia onde liberarsi dal saccheggio e dallo sterminio. Antigonus andò a gettarsi ai piedi di Sosius, che lo chiamò Antigono, ma lo trattò da uomo, ritenendolo prigioniero. Egli lo presentò ad Antonio. Questi lo riserbava pel suo trionfo, ma Erode lo comperò e gli fece tagliar il capo in Antiochia. E così finì, dopo cento e ventisei anni, il regno degli Asamonei — famiglia di preti, illustrata da tanti fatti coraggiosi, lasciando il regno ad un Idumeo, un mezzo ebreo, di nascita volgare, ma di cuor forte.

Parlerò altrove d'Erode.

I Maccabei sono stati dipinti come tipi d'eroi. Cosa hanno fatto essi pel loro paese?

Liberarono gli Ebrei dai Macedoni, e li diedero in mano ai Romani. Si francarono dai re di Siria, per cadere sotto la protezione dei proconsoli imperiali. Ma liberarono essi l'anima della nazione? L'Ebreo restò ebreo — cioè al di fuori del movimento del mondo, suddito d'un prete, allorchè si sarebbe dovuto alzarlo a cittadino libero. Ora il giogo della dottrina farisea abbrutiva il popolo ben più che il giogo della dominazione greca. Poichè si violava la legge di Mosè, non si doveva sostituirle la legge orale delle sinagoghe e del gran collegio. Il patto di Mosè era pesante; lo si fece più grave ancora con un'aggiunta di ridicole ordinanze. I Maccabei avevano cumulate le funzioni di gran sacerdote con quelle di re, ed avevano creato la monarchia teocraticache è una tirannia sovrapposta ad un'altra tirannia. Mosè aveva nel gran sacerdote abbozzato un sorvegliante del re; i Maccabei ne fecero il complice e la ripetizione.

Coi Maccabei, la classe di mezzo trionfò. Questa era ritornata dalla cattività di Babilonia non già istrutta dalla civiltà fastosa, splendida, voluttuosa, attiva degli Assiri, ma turbata, spaventata dall'idea che il popolo, sedotto da quell'esca, potesse sfuggirle di mano, e invidiosa delle classi aristocratiche che tendono a dare al popolo la libertà del benessere e quella della coscienza. L'esiglio per questa parte degli Ebrei — l'aristocrazia sadducea — che godeva e pensava, non era a Babilonia, ma in Gerusalemme. Il Fariseo era il carceriere dell'anima di questo popolo, di cui Mosè aveva voluto fare non lo schiavo di Dio, ma il suo sacerdote. Che aveva guadagnato questo popolo ad essere liberato dai Macedoni? L'intolleranza, la miseria, la solitudine. Il mondo si chiudeva intorno a lui; questo mondo era il peccato, l'inimico, l'impurità, peggio ancora che sotto le leggi del grande legislatore; la riserva che egli aveva imposto, aveva preso sotto i Farisei le proporzioni di un delitto. I Maccabei non emanciparono la nazione ebrea; la fecero soltanto cangiare di giogo.

Ecco da quali antenati io discendeva; ecco a qual setta io apparteneva. La mia famiglia, sadducea e gente da guerra, aveva nelle vene una goccia di sangue degli Asamonei; mio padre le infuse poi una goccia di sangue straniero.


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