LO SCROFOLOSO
Vien qui, divinabionda fanciulla dalla fronte pallida:vieni e ti chinasull'infelice che t'amava incognito.Dalla finestranon veggo il sol, ma sento che dilegua...Oh! la tua destrami pon sul capo, ancor morir non voglio;e se tramontail caldo sole e, qual nella miseriaamico, prontafuggi la giovinezza e sul giacigliodell'ospedaleimputridisco — tu, severa monaca,l'ultimo valedel poeta deliba ed egli un bacio.Lo so, che purocome la neve delle alpine guglieun sacro giurovuole il tuo corpo dall'amor degli uomini;che uno schifosomale mi cruccia e sul sembiante gonfioe sanguinosoabbuia l'idëal luce dell'anima.Ma sovrumanom'urge il bisogno di un tuo santo bacio:vergin, la manoponmi sul capo e vuo' parlarti. Splendidauna mattina,dalla triste soffitta uscivo all'ariapura; la brinadi ricami vestiva i nudi platanidel gran viale —ed io sognava una passione incognita,una spirtalebeltà di donna qual non era e d'angelo,candida, mestavoluttuosa e alteramente vergine.La bella testatua m'apparì, disparve in un patriziococchio elegante.Ed io t'amai d'immenso amor: quel rapidobeato istantefu la mia vita — e qui sul letto incommodo,che la insolentecarità dei felici mi elemosina,oh! finalmentequi ti riveggo dall'eccelsa immaginequanto mutata...Di gnomo il corpo con un volto d'angelo:o sciaguratavien qui ed amiamci, che la mia bell'animaval la tua faccia.Santo l'amore che consola il povero;fra le mie braccia,sposa di Cristo, ti rifugia e lagrima!Vuoi tu che il mondoper noi deformi non possegga un gaudio?Lacera al biondocrine le bende e sul guancial discioglilodel tuo morente,inutil vate e ci perdiam nell'estasimuta, fremented'un insaziato, interminabil bacio.Fuori all'apertocrescan le rose ed armonioso palpitiil gran concertodella vita: per noi brutti, ridicolinei corridoridi un ospedale fra strazianti gemiti,chiusi dolori,di un disperato amor solo il delirio,sol ci rimane.O bella santa! se la tua disgrazianon rese vanedegli afflitti le voci alle tue orecchie,e la malatavita sacrasti a consolar; se lagrimaunqua asciugatati fu rugiada all'arso fior dell'anima;e se la fedehai di un divino amor, che dove orribilela sferza fiededella natura ci soccorra un balsamo...m'ama: il tuo Diocerto il consente. Inorridita, trepidami fugge... Addio!Muori, ti aspetta il sol, poeta inutile!
Vien qui, divinabionda fanciulla dalla fronte pallida:vieni e ti chinasull'infelice che t'amava incognito.
Vien qui, divina
bionda fanciulla dalla fronte pallida:
vieni e ti china
sull'infelice che t'amava incognito.
Dalla finestranon veggo il sol, ma sento che dilegua...Oh! la tua destrami pon sul capo, ancor morir non voglio;
Dalla finestra
non veggo il sol, ma sento che dilegua...
Oh! la tua destra
mi pon sul capo, ancor morir non voglio;
e se tramontail caldo sole e, qual nella miseriaamico, prontafuggi la giovinezza e sul giaciglio
e se tramonta
il caldo sole e, qual nella miseria
amico, pronta
fuggi la giovinezza e sul giaciglio
dell'ospedaleimputridisco — tu, severa monaca,l'ultimo valedel poeta deliba ed egli un bacio.
dell'ospedale
imputridisco — tu, severa monaca,
l'ultimo vale
del poeta deliba ed egli un bacio.
Lo so, che purocome la neve delle alpine guglieun sacro giurovuole il tuo corpo dall'amor degli uomini;
Lo so, che puro
come la neve delle alpine guglie
un sacro giuro
vuole il tuo corpo dall'amor degli uomini;
che uno schifosomale mi cruccia e sul sembiante gonfioe sanguinosoabbuia l'idëal luce dell'anima.
che uno schifoso
male mi cruccia e sul sembiante gonfio
e sanguinoso
abbuia l'idëal luce dell'anima.
Ma sovrumanom'urge il bisogno di un tuo santo bacio:vergin, la manoponmi sul capo e vuo' parlarti. Splendida
Ma sovrumano
m'urge il bisogno di un tuo santo bacio:
vergin, la mano
ponmi sul capo e vuo' parlarti. Splendida
una mattina,dalla triste soffitta uscivo all'ariapura; la brinadi ricami vestiva i nudi platani
una mattina,
dalla triste soffitta uscivo all'aria
pura; la brina
di ricami vestiva i nudi platani
del gran viale —ed io sognava una passione incognita,una spirtalebeltà di donna qual non era e d'angelo,
del gran viale —
ed io sognava una passione incognita,
una spirtale
beltà di donna qual non era e d'angelo,
candida, mestavoluttuosa e alteramente vergine.La bella testatua m'apparì, disparve in un patrizio
candida, mesta
voluttuosa e alteramente vergine.
La bella testa
tua m'apparì, disparve in un patrizio
cocchio elegante.Ed io t'amai d'immenso amor: quel rapidobeato istantefu la mia vita — e qui sul letto incommodo,
cocchio elegante.
Ed io t'amai d'immenso amor: quel rapido
beato istante
fu la mia vita — e qui sul letto incommodo,
che la insolentecarità dei felici mi elemosina,oh! finalmentequi ti riveggo dall'eccelsa immagine
che la insolente
carità dei felici mi elemosina,
oh! finalmente
qui ti riveggo dall'eccelsa immagine
quanto mutata...Di gnomo il corpo con un volto d'angelo:o sciaguratavien qui ed amiamci, che la mia bell'anima
quanto mutata...
Di gnomo il corpo con un volto d'angelo:
o sciagurata
vien qui ed amiamci, che la mia bell'anima
val la tua faccia.Santo l'amore che consola il povero;fra le mie braccia,sposa di Cristo, ti rifugia e lagrima!
val la tua faccia.
Santo l'amore che consola il povero;
fra le mie braccia,
sposa di Cristo, ti rifugia e lagrima!
Vuoi tu che il mondoper noi deformi non possegga un gaudio?Lacera al biondocrine le bende e sul guancial discioglilo
Vuoi tu che il mondo
per noi deformi non possegga un gaudio?
Lacera al biondo
crine le bende e sul guancial discioglilo
del tuo morente,inutil vate e ci perdiam nell'estasimuta, fremented'un insaziato, interminabil bacio.
del tuo morente,
inutil vate e ci perdiam nell'estasi
muta, fremente
d'un insaziato, interminabil bacio.
Fuori all'apertocrescan le rose ed armonioso palpitiil gran concertodella vita: per noi brutti, ridicoli
Fuori all'aperto
crescan le rose ed armonioso palpiti
il gran concerto
della vita: per noi brutti, ridicoli
nei corridoridi un ospedale fra strazianti gemiti,chiusi dolori,di un disperato amor solo il delirio,
nei corridori
di un ospedale fra strazianti gemiti,
chiusi dolori,
di un disperato amor solo il delirio,
sol ci rimane.O bella santa! se la tua disgrazianon rese vanedegli afflitti le voci alle tue orecchie,
sol ci rimane.
O bella santa! se la tua disgrazia
non rese vane
degli afflitti le voci alle tue orecchie,
e la malatavita sacrasti a consolar; se lagrimaunqua asciugatati fu rugiada all'arso fior dell'anima;
e la malata
vita sacrasti a consolar; se lagrima
unqua asciugata
ti fu rugiada all'arso fior dell'anima;
e se la fedehai di un divino amor, che dove orribilela sferza fiededella natura ci soccorra un balsamo...
e se la fede
hai di un divino amor, che dove orribile
la sferza fiede
della natura ci soccorra un balsamo...
m'ama: il tuo Diocerto il consente. Inorridita, trepidami fugge... Addio!Muori, ti aspetta il sol, poeta inutile!
m'ama: il tuo Dio
certo il consente. Inorridita, trepida
mi fugge... Addio!
Muori, ti aspetta il sol, poeta inutile!
Casola Valsenio 1876 10 Settembre.