AVVERTENZA.
Ecco un libro, che, speriamo, si potrà dir popolare, nel senso più sano e più schietto della parola. Per lungo tempo i libri fra noi furono scritti da chi studiava perchè fossero letti solo da chi studiava. La letteratura era lusso, passatempo o mestiere. I tempi nuovi domandano una letteratura nuova, che ritragga le idee operative della società moderna, risponda alle aspirazioni più vivacemente sentite, e insegni il modo di adempierle, noti i vizi dei contemporanei e si studi di correggerli; sia scuola, educazione, apostolato.
Quando nella nazione, non viva ancora, si svegliò potente il desiderio e la volontà determinata di essere, l’Italia cominciò ad avere una letteratura più pratica. Manzoni, Grossi, Azeglio dipinsero il passato per educare l’avvenire. Ora che abbiamo un presente, cominciano gli scrittori ad esercitarvi intorno l’opera loro.
Giovanni Visconti Venosta è fra questi. Le vicende ch’egli racconta sono di ieri, e saranno pur troppo anche di domani: i personaggi che vi hannoparte, voi gl’incontrate tutti i giorni, e ciascuno di voi potrebbe dare a ciascuno di essi un nome proprio. Non angosce di grandi passioni, non pompa di declamazioni, non sfoggio di stile: non usciamo mai dalla vita quotidiana, dall’eloquio e dai costumi casalinghi; ma dalla bonomia ironica e tutta manzoniana del racconto scaturiscono spontanei gli alti insegnamenti, e al riso sano ed allegro provocato dalla barzelletta ingenua, talora si mesce una lagrima involontaria spremuta dai più nobili movimenti del cuore.
Questi pregi, che ci hanno raccomandato il libro del Visconti Venosta, confidiamo che lo raccomanderanno del pari ai lettori.
Gli Editori.