LICENZA
AD EMILIA
S'io salgo il ripido colle che dominaDi Garda gli umili tetti, e col bellicoNome anco appellasi di rocca, subitoQuivi m'appar l'imagineTua bella, e balzano memorie gaieQuasi dagli alberi, come un dì usaronoLe ninfe, e simile tu a Dea, l'amabileCoro sembri dirigere:Perocchè indizio di te qui al memorePensiero affacciasi dovunque; e l'eremoSpoglio, e la rustica casa, e le compliciPiante di te mi parlano.Dell'adorabile tuo nume è l'aereQui pieno, e intendere parmi il tuo piccioloGrido là erompere dov'eri solitaPer gioco a me nasconderti:Tosto a sorprenderli venivo, e scoppioDi baci fervidi mescevo all'ilariTue risa. — Oh risero qui molto i giovaniAmori nostri e corseroQui vispi e liberi di freno, ai tacitiRecessi scandalo forse, che avevanoD'altri spettacoli men lieto esempio:Perchè qui surse ai secoliDi ferro il vigile manier, che carcereFu d'Adelaide. L'occhiuta invidiaDi Berengario qui fece chiudereLa giovinetta vedovaDi re Lotario, finchè l'astuziaD'un umil chierico seppe sottrarnela.Dal capo roseo discese a toglierleOtton la benda funebre,E fu l'Italia poder del CesareTedesco. Oh il chierico s'ero io medesimoE tu Adelaide, non io pel sassoneLetto t'avrei dal carcereSottratta, o vedova gentil. — Ma brucanoLe capre or l'arida gramigna ov'eranoLe torri e i solidi muri che sparvero:Seppe all'età resistereIl nome, l'unico nome. Alla validaRocca succedere fu visto l'eremoDi poi. Si mostrano tuttor le squallideCelle e il brev'orto annessoviMa niun più v'abita, ma niun le piccioleAiuole semina sparse di triboli,E i ragni tendono la tela ai putridiPalchi che già ruinano:Sotterra gli ultimi frati dimorano.Di questi in cambio, qui far la monacaE il frate lecito fu a noi per celia.Te ne rammenti? dimmelo.Così passarono rocca e cenobio.Ma non quest'ampio divo spettacoloPassò di ceruli flutti, e il sol aureo,E il mite e limpid'aere,E il lido e i floridi colli. ImmutabileTu se', o vaghissima Natura; mutanoIn breve secolo le umane misereCose. Passò dell'empiaForza il dominio, passò il dominioDel pregiudizio cieco; passaronoLe rocche e gli èremi. Non il dominioDi voi belli femmineiOcchi per volgere d'eterni secoliSi potrà spegnere, chè inestinguibileIn voi la provvida Natura collocaVirtù che amore irradia.Or non più a bellici strumenti destansiQui gli echi o a nenie sacre, nè in seguitoRidesterannosi; ma spesso i tacitiPini soavi aneliti,Sospiri e murmure di baci ascoltano;Perocchè assidui gli amori alternansi,E qui ad accoglierli nido propizioNatura parve erigere.
S'io salgo il ripido colle che dominaDi Garda gli umili tetti, e col bellicoNome anco appellasi di rocca, subitoQuivi m'appar l'imagine
S'io salgo il ripido colle che domina
Di Garda gli umili tetti, e col bellico
Nome anco appellasi di rocca, subito
Quivi m'appar l'imagine
Tua bella, e balzano memorie gaieQuasi dagli alberi, come un dì usaronoLe ninfe, e simile tu a Dea, l'amabileCoro sembri dirigere:
Tua bella, e balzano memorie gaie
Quasi dagli alberi, come un dì usarono
Le ninfe, e simile tu a Dea, l'amabile
Coro sembri dirigere:
Perocchè indizio di te qui al memorePensiero affacciasi dovunque; e l'eremoSpoglio, e la rustica casa, e le compliciPiante di te mi parlano.
Perocchè indizio di te qui al memore
Pensiero affacciasi dovunque; e l'eremo
Spoglio, e la rustica casa, e le complici
Piante di te mi parlano.
Dell'adorabile tuo nume è l'aereQui pieno, e intendere parmi il tuo piccioloGrido là erompere dov'eri solitaPer gioco a me nasconderti:
Dell'adorabile tuo nume è l'aere
Qui pieno, e intendere parmi il tuo picciolo
Grido là erompere dov'eri solita
Per gioco a me nasconderti:
Tosto a sorprenderli venivo, e scoppioDi baci fervidi mescevo all'ilariTue risa. — Oh risero qui molto i giovaniAmori nostri e corsero
Tosto a sorprenderli venivo, e scoppio
Di baci fervidi mescevo all'ilari
Tue risa. — Oh risero qui molto i giovani
Amori nostri e corsero
Qui vispi e liberi di freno, ai tacitiRecessi scandalo forse, che avevanoD'altri spettacoli men lieto esempio:Perchè qui surse ai secoli
Qui vispi e liberi di freno, ai taciti
Recessi scandalo forse, che avevano
D'altri spettacoli men lieto esempio:
Perchè qui surse ai secoli
Di ferro il vigile manier, che carcereFu d'Adelaide. L'occhiuta invidiaDi Berengario qui fece chiudereLa giovinetta vedova
Di ferro il vigile manier, che carcere
Fu d'Adelaide. L'occhiuta invidia
Di Berengario qui fece chiudere
La giovinetta vedova
Di re Lotario, finchè l'astuziaD'un umil chierico seppe sottrarnela.Dal capo roseo discese a toglierleOtton la benda funebre,
Di re Lotario, finchè l'astuzia
D'un umil chierico seppe sottrarnela.
Dal capo roseo discese a toglierle
Otton la benda funebre,
E fu l'Italia poder del CesareTedesco. Oh il chierico s'ero io medesimoE tu Adelaide, non io pel sassoneLetto t'avrei dal carcere
E fu l'Italia poder del Cesare
Tedesco. Oh il chierico s'ero io medesimo
E tu Adelaide, non io pel sassone
Letto t'avrei dal carcere
Sottratta, o vedova gentil. — Ma brucanoLe capre or l'arida gramigna ov'eranoLe torri e i solidi muri che sparvero:Seppe all'età resistere
Sottratta, o vedova gentil. — Ma brucano
Le capre or l'arida gramigna ov'erano
Le torri e i solidi muri che sparvero:
Seppe all'età resistere
Il nome, l'unico nome. Alla validaRocca succedere fu visto l'eremoDi poi. Si mostrano tuttor le squallideCelle e il brev'orto annessovi
Il nome, l'unico nome. Alla valida
Rocca succedere fu visto l'eremo
Di poi. Si mostrano tuttor le squallide
Celle e il brev'orto annessovi
Ma niun più v'abita, ma niun le piccioleAiuole semina sparse di triboli,E i ragni tendono la tela ai putridiPalchi che già ruinano:
Ma niun più v'abita, ma niun le picciole
Aiuole semina sparse di triboli,
E i ragni tendono la tela ai putridi
Palchi che già ruinano:
Sotterra gli ultimi frati dimorano.Di questi in cambio, qui far la monacaE il frate lecito fu a noi per celia.Te ne rammenti? dimmelo.
Sotterra gli ultimi frati dimorano.
Di questi in cambio, qui far la monaca
E il frate lecito fu a noi per celia.
Te ne rammenti? dimmelo.
Così passarono rocca e cenobio.Ma non quest'ampio divo spettacoloPassò di ceruli flutti, e il sol aureo,E il mite e limpid'aere,
Così passarono rocca e cenobio.
Ma non quest'ampio divo spettacolo
Passò di ceruli flutti, e il sol aureo,
E il mite e limpid'aere,
E il lido e i floridi colli. ImmutabileTu se', o vaghissima Natura; mutanoIn breve secolo le umane misereCose. Passò dell'empia
E il lido e i floridi colli. Immutabile
Tu se', o vaghissima Natura; mutano
In breve secolo le umane misere
Cose. Passò dell'empia
Forza il dominio, passò il dominioDel pregiudizio cieco; passaronoLe rocche e gli èremi. Non il dominioDi voi belli femminei
Forza il dominio, passò il dominio
Del pregiudizio cieco; passarono
Le rocche e gli èremi. Non il dominio
Di voi belli femminei
Occhi per volgere d'eterni secoliSi potrà spegnere, chè inestinguibileIn voi la provvida Natura collocaVirtù che amore irradia.
Occhi per volgere d'eterni secoli
Si potrà spegnere, chè inestinguibile
In voi la provvida Natura colloca
Virtù che amore irradia.
Or non più a bellici strumenti destansiQui gli echi o a nenie sacre, nè in seguitoRidesterannosi; ma spesso i tacitiPini soavi aneliti,
Or non più a bellici strumenti destansi
Qui gli echi o a nenie sacre, nè in seguito
Ridesterannosi; ma spesso i taciti
Pini soavi aneliti,
Sospiri e murmure di baci ascoltano;Perocchè assidui gli amori alternansi,E qui ad accoglierli nido propizioNatura parve erigere.
Sospiri e murmure di baci ascoltano;
Perocchè assidui gli amori alternansi,
E qui ad accoglierli nido propizio
Natura parve erigere.