CANTO QUINDICESIMO

CANTO QUINDICESIMO

1

Fu il vincer sempremai laudabil cosa,vincasi o per fortuna o per ingegno:gli è ver che la vittoria sanguinosaspesso far suole il capitan men degno;e quella eternamente è gloriosa,e dei divini onori arriva al segno,quando servando i suoi senza alcun danno,si fa che gl'inimici in rotta vanno.

Fu il vincer sempremai laudabil cosa,vincasi o per fortuna o per ingegno:gli è ver che la vittoria sanguinosaspesso far suole il capitan men degno;e quella eternamente è gloriosa,e dei divini onori arriva al segno,quando servando i suoi senza alcun danno,si fa che gl'inimici in rotta vanno.

Fu il vincer sempremai laudabil cosa,

vincasi o per fortuna o per ingegno:

gli è ver che la vittoria sanguinosa

spesso far suole il capitan men degno;

e quella eternamente è gloriosa,

e dei divini onori arriva al segno,

quando servando i suoi senza alcun danno,

si fa che gl'inimici in rotta vanno.

2

La vostra, Signor mio, fu degna loda,quando al Leone, in mar tanto feroce,ch'avea occupata l'una e l'altra prodadel Po, da Francolin sin alla foce,faceste sì, ch'ancor che ruggir l'oda,s'io vedrò voi, non tremerò alla voce.Come vincer si de', ne dimostraste;ch'uccideste i nemici, e noi salvaste.

La vostra, Signor mio, fu degna loda,quando al Leone, in mar tanto feroce,ch'avea occupata l'una e l'altra prodadel Po, da Francolin sin alla foce,faceste sì, ch'ancor che ruggir l'oda,s'io vedrò voi, non tremerò alla voce.Come vincer si de', ne dimostraste;ch'uccideste i nemici, e noi salvaste.

La vostra, Signor mio, fu degna loda,

quando al Leone, in mar tanto feroce,

ch'avea occupata l'una e l'altra proda

del Po, da Francolin sin alla foce,

faceste sì, ch'ancor che ruggir l'oda,

s'io vedrò voi, non tremerò alla voce.

Come vincer si de', ne dimostraste;

ch'uccideste i nemici, e noi salvaste.

3

Questo il pagan, troppo in suo danno audace,non seppe far; che i suoi nel fosso spinse,dove la fiamma subita e voracenon perdonò ad alcun, ma tutti estinse.A tanti non saria stato capacetutto il gran fosso, ma il fuoco restrinse,restrinse i corpi e in polve li ridusse,acciò ch'abile a tutti il luogo fusse.

Questo il pagan, troppo in suo danno audace,non seppe far; che i suoi nel fosso spinse,dove la fiamma subita e voracenon perdonò ad alcun, ma tutti estinse.A tanti non saria stato capacetutto il gran fosso, ma il fuoco restrinse,restrinse i corpi e in polve li ridusse,acciò ch'abile a tutti il luogo fusse.

Questo il pagan, troppo in suo danno audace,

non seppe far; che i suoi nel fosso spinse,

dove la fiamma subita e vorace

non perdonò ad alcun, ma tutti estinse.

A tanti non saria stato capace

tutto il gran fosso, ma il fuoco restrinse,

restrinse i corpi e in polve li ridusse,

acciò ch'abile a tutti il luogo fusse.

4

Undicimila ed otto sopra ventisi ritrovar ne l'affocata buca,che v'erano discesi malcontenti;ma così volle il poco saggio duca.Quivi fra tanto lume or sono spenti,e la vorace fiamma li manuca:e Rodomonte, causa del mal loro,se ne va esente da tanto martoro:

Undicimila ed otto sopra ventisi ritrovar ne l'affocata buca,che v'erano discesi malcontenti;ma così volle il poco saggio duca.Quivi fra tanto lume or sono spenti,e la vorace fiamma li manuca:e Rodomonte, causa del mal loro,se ne va esente da tanto martoro:

Undicimila ed otto sopra venti

si ritrovar ne l'affocata buca,

che v'erano discesi malcontenti;

ma così volle il poco saggio duca.

Quivi fra tanto lume or sono spenti,

e la vorace fiamma li manuca:

e Rodomonte, causa del mal loro,

se ne va esente da tanto martoro:

5

che tra' nemici alla ripa più internaera passato d'un mirabil salto.Se con gli altri scendea ne la caverna,questo era ben il fin d'ogni suo assalto.Rivolge gli occhi a quella valle inferna;e quando vede il fuoco andar tant'alto,e di sua gente il pianto ode e lo strido,bestemmia il ciel con spaventoso grido.

che tra' nemici alla ripa più internaera passato d'un mirabil salto.Se con gli altri scendea ne la caverna,questo era ben il fin d'ogni suo assalto.Rivolge gli occhi a quella valle inferna;e quando vede il fuoco andar tant'alto,e di sua gente il pianto ode e lo strido,bestemmia il ciel con spaventoso grido.

che tra' nemici alla ripa più interna

era passato d'un mirabil salto.

Se con gli altri scendea ne la caverna,

questo era ben il fin d'ogni suo assalto.

Rivolge gli occhi a quella valle inferna;

e quando vede il fuoco andar tant'alto,

e di sua gente il pianto ode e lo strido,

bestemmia il ciel con spaventoso grido.

6

Intanto il re Agramante mosso aveaimpetuoso assalto ad una porta;che, mentre la crudel battaglia ardeaquivi ove è tanta gente afflitta e morta,quella sprovista forse esser credeadi guardia, che bastasse alla sua scorta.Seco era il re d'Arzilla Bambirago,e Baliverzo, d'ogni vizio vago;

Intanto il re Agramante mosso aveaimpetuoso assalto ad una porta;che, mentre la crudel battaglia ardeaquivi ove è tanta gente afflitta e morta,quella sprovista forse esser credeadi guardia, che bastasse alla sua scorta.Seco era il re d'Arzilla Bambirago,e Baliverzo, d'ogni vizio vago;

Intanto il re Agramante mosso avea

impetuoso assalto ad una porta;

che, mentre la crudel battaglia ardea

quivi ove è tanta gente afflitta e morta,

quella sprovista forse esser credea

di guardia, che bastasse alla sua scorta.

Seco era il re d'Arzilla Bambirago,

e Baliverzo, d'ogni vizio vago;

7

e Corineo di Mulga, e Prusione,il ricco re dell'Isole beate;Malabuferso che la regionetien di Fizan, sotto continua estate;altri signori, ed altre assai personeesperte ne la guerra e bene armate;e molti ancor senza valore e nudi,che 'l cor non s'armerian con mille scudi.

e Corineo di Mulga, e Prusione,il ricco re dell'Isole beate;Malabuferso che la regionetien di Fizan, sotto continua estate;altri signori, ed altre assai personeesperte ne la guerra e bene armate;e molti ancor senza valore e nudi,che 'l cor non s'armerian con mille scudi.

e Corineo di Mulga, e Prusione,

il ricco re dell'Isole beate;

Malabuferso che la regione

tien di Fizan, sotto continua estate;

altri signori, ed altre assai persone

esperte ne la guerra e bene armate;

e molti ancor senza valore e nudi,

che 'l cor non s'armerian con mille scudi.

8

Trovò tutto il contrario al suo pensieroin questa parte il re de' Saracini:perché in persona il capo de l'Imperov'era, re Carlo, e de' suoi paladini,re Salamone ed il danese Ugiero,ed ambo i Guidi ed ambo gli Angelini,e 'l duca di Bavera e Ganelone,e Berlengier e Avolio e Avino e Otone;

Trovò tutto il contrario al suo pensieroin questa parte il re de' Saracini:perché in persona il capo de l'Imperov'era, re Carlo, e de' suoi paladini,re Salamone ed il danese Ugiero,ed ambo i Guidi ed ambo gli Angelini,e 'l duca di Bavera e Ganelone,e Berlengier e Avolio e Avino e Otone;

Trovò tutto il contrario al suo pensiero

in questa parte il re de' Saracini:

perché in persona il capo de l'Impero

v'era, re Carlo, e de' suoi paladini,

re Salamone ed il danese Ugiero,

ed ambo i Guidi ed ambo gli Angelini,

e 'l duca di Bavera e Ganelone,

e Berlengier e Avolio e Avino e Otone;

9

gente infinita poi di minor conto,de' Franchi, de' Tedeschi e de' Lombardi,presente il suo signor, ciascuno prontoa farsi riputar fra i più gagliardi.Di questo altrove io vo' rendervi conto;ch'ad un gran duca è forza ch'io riguardi,il qual mi grida, e di lontano accenna,e priega ch'io nol lasci ne la penna.

gente infinita poi di minor conto,de' Franchi, de' Tedeschi e de' Lombardi,presente il suo signor, ciascuno prontoa farsi riputar fra i più gagliardi.Di questo altrove io vo' rendervi conto;ch'ad un gran duca è forza ch'io riguardi,il qual mi grida, e di lontano accenna,e priega ch'io nol lasci ne la penna.

gente infinita poi di minor conto,

de' Franchi, de' Tedeschi e de' Lombardi,

presente il suo signor, ciascuno pronto

a farsi riputar fra i più gagliardi.

Di questo altrove io vo' rendervi conto;

ch'ad un gran duca è forza ch'io riguardi,

il qual mi grida, e di lontano accenna,

e priega ch'io nol lasci ne la penna.

10

Gli è tempo ch'io ritorni ove lasciail'aventuroso Astolfo d'Inghilterra,che 'l lungo esilio avendo in odio ormai,di desiderio ardea de la sua terra;come gli n'avea data pur assaispeme colei ch'Alcina vinse in guerra.Ella di rimandarvilo avea curaper la via più espedita e più sicura.

Gli è tempo ch'io ritorni ove lasciail'aventuroso Astolfo d'Inghilterra,che 'l lungo esilio avendo in odio ormai,di desiderio ardea de la sua terra;come gli n'avea data pur assaispeme colei ch'Alcina vinse in guerra.Ella di rimandarvilo avea curaper la via più espedita e più sicura.

Gli è tempo ch'io ritorni ove lasciai

l'aventuroso Astolfo d'Inghilterra,

che 'l lungo esilio avendo in odio ormai,

di desiderio ardea de la sua terra;

come gli n'avea data pur assai

speme colei ch'Alcina vinse in guerra.

Ella di rimandarvilo avea cura

per la via più espedita e più sicura.

11

E così una galea fu apparechiata,di che miglior mai non solcò marina;e perché ha dubbio per tutta fiata,che non gli turbi il suo viaggio Alcina,vuol Logistilla che con forte armataAndronica ne vada e Sofrosina,tanto che nel mar d'Arabi, o nel golfode' Persi, giunga a salvamento Astolfo.

E così una galea fu apparechiata,di che miglior mai non solcò marina;e perché ha dubbio per tutta fiata,che non gli turbi il suo viaggio Alcina,vuol Logistilla che con forte armataAndronica ne vada e Sofrosina,tanto che nel mar d'Arabi, o nel golfode' Persi, giunga a salvamento Astolfo.

E così una galea fu apparechiata,

di che miglior mai non solcò marina;

e perché ha dubbio per tutta fiata,

che non gli turbi il suo viaggio Alcina,

vuol Logistilla che con forte armata

Andronica ne vada e Sofrosina,

tanto che nel mar d'Arabi, o nel golfo

de' Persi, giunga a salvamento Astolfo.

12

Più tosto vuol che volteggiando radagli Sciti e gl'Indi e i regni nabatei,e torni poi per così lunga stradaa ritrovar i Persi e gli Eritrei;che per quel boreal pelago vada,che turban sempre iniqui venti e rei,e sì, qualche stagion, pover di sole,che starne senza alcuni mesi suole.

Più tosto vuol che volteggiando radagli Sciti e gl'Indi e i regni nabatei,e torni poi per così lunga stradaa ritrovar i Persi e gli Eritrei;che per quel boreal pelago vada,che turban sempre iniqui venti e rei,e sì, qualche stagion, pover di sole,che starne senza alcuni mesi suole.

Più tosto vuol che volteggiando rada

gli Sciti e gl'Indi e i regni nabatei,

e torni poi per così lunga strada

a ritrovar i Persi e gli Eritrei;

che per quel boreal pelago vada,

che turban sempre iniqui venti e rei,

e sì, qualche stagion, pover di sole,

che starne senza alcuni mesi suole.

13

La fata, poi che vide acconcio il tutto,diede licenza al duca di partire,avendol prima ammaestrato e istruttodi cose assai, che fôra lungo a dire;e per schivar che non sia più riduttoper arte maga, onde non possa uscire,un bello ed util libro gli avea dato,che per suo amore avesse ognora allato.

La fata, poi che vide acconcio il tutto,diede licenza al duca di partire,avendol prima ammaestrato e istruttodi cose assai, che fôra lungo a dire;e per schivar che non sia più riduttoper arte maga, onde non possa uscire,un bello ed util libro gli avea dato,che per suo amore avesse ognora allato.

La fata, poi che vide acconcio il tutto,

diede licenza al duca di partire,

avendol prima ammaestrato e istrutto

di cose assai, che fôra lungo a dire;

e per schivar che non sia più ridutto

per arte maga, onde non possa uscire,

un bello ed util libro gli avea dato,

che per suo amore avesse ognora allato.

14

Come l'uom riparar debba agl'incantimostra il libretto che costei gli diede:dove ne tratta o più dietro o più inanti,per rubrica e per indice si vede.Un altro don gli fece ancor, che quantidoni fur mai, di gran vantaggio eccede:e questo fu d'orribil suono un corno,che fa fugire ognun che l'ode intorno.

Come l'uom riparar debba agl'incantimostra il libretto che costei gli diede:dove ne tratta o più dietro o più inanti,per rubrica e per indice si vede.Un altro don gli fece ancor, che quantidoni fur mai, di gran vantaggio eccede:e questo fu d'orribil suono un corno,che fa fugire ognun che l'ode intorno.

Come l'uom riparar debba agl'incanti

mostra il libretto che costei gli diede:

dove ne tratta o più dietro o più inanti,

per rubrica e per indice si vede.

Un altro don gli fece ancor, che quanti

doni fur mai, di gran vantaggio eccede:

e questo fu d'orribil suono un corno,

che fa fugire ognun che l'ode intorno.

15

Dico che 'l corno è di sì orribil suono,ch'ovunque s'oda, fa fuggir la gente:non può trovarsi al mondo un cor sì buono,che possa non fuggir come lo sente:rumor di vento e di termuoto, e 'l tuono,a par del suon di questo, era niente.Con molto riferir di grazie, preseda la fata licenza il buono Inglese.

Dico che 'l corno è di sì orribil suono,ch'ovunque s'oda, fa fuggir la gente:non può trovarsi al mondo un cor sì buono,che possa non fuggir come lo sente:rumor di vento e di termuoto, e 'l tuono,a par del suon di questo, era niente.Con molto riferir di grazie, preseda la fata licenza il buono Inglese.

Dico che 'l corno è di sì orribil suono,

ch'ovunque s'oda, fa fuggir la gente:

non può trovarsi al mondo un cor sì buono,

che possa non fuggir come lo sente:

rumor di vento e di termuoto, e 'l tuono,

a par del suon di questo, era niente.

Con molto riferir di grazie, prese

da la fata licenza il buono Inglese.

16

Lasciando il porto e l'onde più tranquille,con felice aura ch'alla poppa spira,sopra le ricche e populose villede l'odorifera India il duca gira,scoprendo a destra ed a sinistra milleisole sparse; e tanto va, che mirala terra di Tomaso, onde il nocchieropiù a tramontana poi volge il sentiero.

Lasciando il porto e l'onde più tranquille,con felice aura ch'alla poppa spira,sopra le ricche e populose villede l'odorifera India il duca gira,scoprendo a destra ed a sinistra milleisole sparse; e tanto va, che mirala terra di Tomaso, onde il nocchieropiù a tramontana poi volge il sentiero.

Lasciando il porto e l'onde più tranquille,

con felice aura ch'alla poppa spira,

sopra le ricche e populose ville

de l'odorifera India il duca gira,

scoprendo a destra ed a sinistra mille

isole sparse; e tanto va, che mira

la terra di Tomaso, onde il nocchiero

più a tramontana poi volge il sentiero.

17

Quasi radendo l'aurea Chersonesso,la bella armata il gran pelago frange:e costeggiando i ricchi liti, spessovede come nel mar biancheggi il Gange;e Traprobane vede e Cori appresso;e vede il mar che fra i duo liti s'ange.Dopo gran via furo a Cochino, e quindiusciro fuor dei termini degl'Indi.

Quasi radendo l'aurea Chersonesso,la bella armata il gran pelago frange:e costeggiando i ricchi liti, spessovede come nel mar biancheggi il Gange;e Traprobane vede e Cori appresso;e vede il mar che fra i duo liti s'ange.Dopo gran via furo a Cochino, e quindiusciro fuor dei termini degl'Indi.

Quasi radendo l'aurea Chersonesso,

la bella armata il gran pelago frange:

e costeggiando i ricchi liti, spesso

vede come nel mar biancheggi il Gange;

e Traprobane vede e Cori appresso;

e vede il mar che fra i duo liti s'ange.

Dopo gran via furo a Cochino, e quindi

usciro fuor dei termini degl'Indi.

18

Scorrendo il duca il mar con sì fedelee sì sicura scorta, intender vuole,e ne domanda Andronica, se de leparti c'han nome dal cader del sole,mai legno alcun che vada a remi e a vele,nel mare orientale apparir suole;e s'andar può senza toccar mai terra,chi d'India scioglia, in Francia o in Inghilterra.

Scorrendo il duca il mar con sì fedelee sì sicura scorta, intender vuole,e ne domanda Andronica, se de leparti c'han nome dal cader del sole,mai legno alcun che vada a remi e a vele,nel mare orientale apparir suole;e s'andar può senza toccar mai terra,chi d'India scioglia, in Francia o in Inghilterra.

Scorrendo il duca il mar con sì fedele

e sì sicura scorta, intender vuole,

e ne domanda Andronica, se de le

parti c'han nome dal cader del sole,

mai legno alcun che vada a remi e a vele,

nel mare orientale apparir suole;

e s'andar può senza toccar mai terra,

chi d'India scioglia, in Francia o in Inghilterra.

19

— Tu déi sapere (Andronica risponde)che d'ogn'intorno il mar la terra abbraccia;e van l'una ne l'altra tutte l'onde,sia dove bolle o dove il mar s'aggiaccia;ma perché qui davante si difonde,e sotto il mezzodì molto si cacciala terra d'Etiopia, alcuno ha dettoch'a Nettuno ir più inanzi ivi è interdetto.

— Tu déi sapere (Andronica risponde)che d'ogn'intorno il mar la terra abbraccia;e van l'una ne l'altra tutte l'onde,sia dove bolle o dove il mar s'aggiaccia;ma perché qui davante si difonde,e sotto il mezzodì molto si cacciala terra d'Etiopia, alcuno ha dettoch'a Nettuno ir più inanzi ivi è interdetto.

— Tu déi sapere (Andronica risponde)

che d'ogn'intorno il mar la terra abbraccia;

e van l'una ne l'altra tutte l'onde,

sia dove bolle o dove il mar s'aggiaccia;

ma perché qui davante si difonde,

e sotto il mezzodì molto si caccia

la terra d'Etiopia, alcuno ha detto

ch'a Nettuno ir più inanzi ivi è interdetto.

20

Per questo del nostro indico levantenave non è che per Europa scioglia;né si muove d'Europa navigantech'in queste nostre parti arrivar voglia.Il ritrovarsi questa terra avante,e questi e quelli al ritornare invoglia;che credono, veggendola sì lunga,che con l'altro emisperio si congiunga.

Per questo del nostro indico levantenave non è che per Europa scioglia;né si muove d'Europa navigantech'in queste nostre parti arrivar voglia.Il ritrovarsi questa terra avante,e questi e quelli al ritornare invoglia;che credono, veggendola sì lunga,che con l'altro emisperio si congiunga.

Per questo del nostro indico levante

nave non è che per Europa scioglia;

né si muove d'Europa navigante

ch'in queste nostre parti arrivar voglia.

Il ritrovarsi questa terra avante,

e questi e quelli al ritornare invoglia;

che credono, veggendola sì lunga,

che con l'altro emisperio si congiunga.

21

Ma volgendosi gli anni, io veggio uscireda l'estreme contrade di ponentenuovi Argonauti e nuovi Tifi, e aprirela strada ignota infin al dì presente:altri volteggiar l'Africa, e seguiretanto la costa de la negra gente,che passino quel segno onde ritornofa il sole a noi, lasciando il Capricorno;

Ma volgendosi gli anni, io veggio uscireda l'estreme contrade di ponentenuovi Argonauti e nuovi Tifi, e aprirela strada ignota infin al dì presente:altri volteggiar l'Africa, e seguiretanto la costa de la negra gente,che passino quel segno onde ritornofa il sole a noi, lasciando il Capricorno;

Ma volgendosi gli anni, io veggio uscire

da l'estreme contrade di ponente

nuovi Argonauti e nuovi Tifi, e aprire

la strada ignota infin al dì presente:

altri volteggiar l'Africa, e seguire

tanto la costa de la negra gente,

che passino quel segno onde ritorno

fa il sole a noi, lasciando il Capricorno;

22

e ritrovar del lungo tratto il fine,che questo fa parer dui mar diversi;e scorrer tutti i liti e le vicineisole d'Indi, d'Arabi e di Persi:altri lasciar le destre e le mancinerive che due per opra Erculea fersi;e del sole imitando il camin tondo,ritrovar nuove terre e nuovo mondo.

e ritrovar del lungo tratto il fine,che questo fa parer dui mar diversi;e scorrer tutti i liti e le vicineisole d'Indi, d'Arabi e di Persi:altri lasciar le destre e le mancinerive che due per opra Erculea fersi;e del sole imitando il camin tondo,ritrovar nuove terre e nuovo mondo.

e ritrovar del lungo tratto il fine,

che questo fa parer dui mar diversi;

e scorrer tutti i liti e le vicine

isole d'Indi, d'Arabi e di Persi:

altri lasciar le destre e le mancine

rive che due per opra Erculea fersi;

e del sole imitando il camin tondo,

ritrovar nuove terre e nuovo mondo.

23

Veggio la santa croce, e veggio i segniimperial nel verde lito eretti:veggio altri a guardia dei battuti legni,altri all'acquisto del paese eletti:veggio da dieci cacciar mille, e i regnidi là da l'India ad Aragon suggetti;e veggio i capitan di Carlo quinto,dovunque vanno, aver per tutto vinto.

Veggio la santa croce, e veggio i segniimperial nel verde lito eretti:veggio altri a guardia dei battuti legni,altri all'acquisto del paese eletti:veggio da dieci cacciar mille, e i regnidi là da l'India ad Aragon suggetti;e veggio i capitan di Carlo quinto,dovunque vanno, aver per tutto vinto.

Veggio la santa croce, e veggio i segni

imperial nel verde lito eretti:

veggio altri a guardia dei battuti legni,

altri all'acquisto del paese eletti:

veggio da dieci cacciar mille, e i regni

di là da l'India ad Aragon suggetti;

e veggio i capitan di Carlo quinto,

dovunque vanno, aver per tutto vinto.

24

Dio vuol ch'ascosa antiquamente questastrada sia stata, e ancor gran tempo stia;né che prima si sappia, che la sestae la settima età passata sia:e serba a farla al tempo manifesta,che vorrà porre il mondo a monarchia,sotto il più saggio imperatore e giusto,che sia stato o sarà mai dopo Augusto.

Dio vuol ch'ascosa antiquamente questastrada sia stata, e ancor gran tempo stia;né che prima si sappia, che la sestae la settima età passata sia:e serba a farla al tempo manifesta,che vorrà porre il mondo a monarchia,sotto il più saggio imperatore e giusto,che sia stato o sarà mai dopo Augusto.

Dio vuol ch'ascosa antiquamente questa

strada sia stata, e ancor gran tempo stia;

né che prima si sappia, che la sesta

e la settima età passata sia:

e serba a farla al tempo manifesta,

che vorrà porre il mondo a monarchia,

sotto il più saggio imperatore e giusto,

che sia stato o sarà mai dopo Augusto.

25

Del sangue d'Austria e d'Aragon io veggionascer sul Reno alla sinistra rivaun principe, al valor del qual pareggionessun valor, di cui si parli o scriva.Astrea veggio per lui riposta in seggio,anzi di morta ritornata viva;e le virtù che cacciò il mondo, quandolei cacciò ancora, uscir per lui di bando.

Del sangue d'Austria e d'Aragon io veggionascer sul Reno alla sinistra rivaun principe, al valor del qual pareggionessun valor, di cui si parli o scriva.Astrea veggio per lui riposta in seggio,anzi di morta ritornata viva;e le virtù che cacciò il mondo, quandolei cacciò ancora, uscir per lui di bando.

Del sangue d'Austria e d'Aragon io veggio

nascer sul Reno alla sinistra riva

un principe, al valor del qual pareggio

nessun valor, di cui si parli o scriva.

Astrea veggio per lui riposta in seggio,

anzi di morta ritornata viva;

e le virtù che cacciò il mondo, quando

lei cacciò ancora, uscir per lui di bando.

26

Per questi merti la Bontà supremanon solamente di quel grande imperoha disegnato ch'abbia diademach'ebbe Augusto, Traian, Marco e Severo;ma d'ogni terra e quinci e quindi estrema,che mai né al sol né all'anno apre il sentiero:e vuol che sotto a questo imperatoresolo un ovile sia, solo un pastore.

Per questi merti la Bontà supremanon solamente di quel grande imperoha disegnato ch'abbia diademach'ebbe Augusto, Traian, Marco e Severo;ma d'ogni terra e quinci e quindi estrema,che mai né al sol né all'anno apre il sentiero:e vuol che sotto a questo imperatoresolo un ovile sia, solo un pastore.

Per questi merti la Bontà suprema

non solamente di quel grande impero

ha disegnato ch'abbia diadema

ch'ebbe Augusto, Traian, Marco e Severo;

ma d'ogni terra e quinci e quindi estrema,

che mai né al sol né all'anno apre il sentiero:

e vuol che sotto a questo imperatore

solo un ovile sia, solo un pastore.

27

E perch'abbian più facile successogli ordini in cielo eternamente scritti,gli pon la somma Providenza appressoin mare e in terra capitani invitti.Veggio Hernando Cortese, il qualo ha messonuove città sotto i cesarei editti,e regni in Oriente sì remoti,ch'a noi, che siamo in India, non son noti.

E perch'abbian più facile successogli ordini in cielo eternamente scritti,gli pon la somma Providenza appressoin mare e in terra capitani invitti.Veggio Hernando Cortese, il qualo ha messonuove città sotto i cesarei editti,e regni in Oriente sì remoti,ch'a noi, che siamo in India, non son noti.

E perch'abbian più facile successo

gli ordini in cielo eternamente scritti,

gli pon la somma Providenza appresso

in mare e in terra capitani invitti.

Veggio Hernando Cortese, il qualo ha messo

nuove città sotto i cesarei editti,

e regni in Oriente sì remoti,

ch'a noi, che siamo in India, non son noti.

28

Veggio Prosper Colonna, e di Pescaraveggio un marchese, e veggio dopo loroun giovene del Vasto, che fan caraparer la bella Italia ai Gigli d'oro:veggio ch'entrare inanzi si preparaquel terzo agli altri a guadagnar l'alloro:come buon corridor ch'ultimo lassale mosse, e giunge, e inanzi a tutti passa.

Veggio Prosper Colonna, e di Pescaraveggio un marchese, e veggio dopo loroun giovene del Vasto, che fan caraparer la bella Italia ai Gigli d'oro:veggio ch'entrare inanzi si preparaquel terzo agli altri a guadagnar l'alloro:come buon corridor ch'ultimo lassale mosse, e giunge, e inanzi a tutti passa.

Veggio Prosper Colonna, e di Pescara

veggio un marchese, e veggio dopo loro

un giovene del Vasto, che fan cara

parer la bella Italia ai Gigli d'oro:

veggio ch'entrare inanzi si prepara

quel terzo agli altri a guadagnar l'alloro:

come buon corridor ch'ultimo lassa

le mosse, e giunge, e inanzi a tutti passa.

29

Veggio tanto il valor, veggio la fedetanta d'Alfonso (che 'l suo nome è questo),ch'in così acerba età, che non eccededopo il vigesimo anno ancora il sesto,l'imperator l'esercito gli crede,il qual salvando, salvar non che 'l resto,ma farsi tutto il mondo ubidientecon questo capitan sarà possente.

Veggio tanto il valor, veggio la fedetanta d'Alfonso (che 'l suo nome è questo),ch'in così acerba età, che non eccededopo il vigesimo anno ancora il sesto,l'imperator l'esercito gli crede,il qual salvando, salvar non che 'l resto,ma farsi tutto il mondo ubidientecon questo capitan sarà possente.

Veggio tanto il valor, veggio la fede

tanta d'Alfonso (che 'l suo nome è questo),

ch'in così acerba età, che non eccede

dopo il vigesimo anno ancora il sesto,

l'imperator l'esercito gli crede,

il qual salvando, salvar non che 'l resto,

ma farsi tutto il mondo ubidiente

con questo capitan sarà possente.

30

Come con questi, ovunque andar per terrasi possa, accrescerà l'imperio antico;così per tutto il mar, ch'in mezzo serradi là l'Europa e di qua l'Afro aprico,sarà vittorioso in ogni guerra,poi ch'Andrea Doria s'avrà fatto amico.Questo è quel Doria che fa dai piratisicuro il vostro mar per tutti i lati.

Come con questi, ovunque andar per terrasi possa, accrescerà l'imperio antico;così per tutto il mar, ch'in mezzo serradi là l'Europa e di qua l'Afro aprico,sarà vittorioso in ogni guerra,poi ch'Andrea Doria s'avrà fatto amico.Questo è quel Doria che fa dai piratisicuro il vostro mar per tutti i lati.

Come con questi, ovunque andar per terra

si possa, accrescerà l'imperio antico;

così per tutto il mar, ch'in mezzo serra

di là l'Europa e di qua l'Afro aprico,

sarà vittorioso in ogni guerra,

poi ch'Andrea Doria s'avrà fatto amico.

Questo è quel Doria che fa dai pirati

sicuro il vostro mar per tutti i lati.

31

Non fu Pompeio a par di costui degno,se ben vinse e cacciò tutti i corsari;però che quelli al più possente regnoche fosse mai, non poteano esser pari:ma questo Doria, sol col proprio ingegnoe proprie forze purgherà quei mari;sì che da Calpe al Nilo, ovunque s'odail nome suo, tremar veggio ogni proda.

Non fu Pompeio a par di costui degno,se ben vinse e cacciò tutti i corsari;però che quelli al più possente regnoche fosse mai, non poteano esser pari:ma questo Doria, sol col proprio ingegnoe proprie forze purgherà quei mari;sì che da Calpe al Nilo, ovunque s'odail nome suo, tremar veggio ogni proda.

Non fu Pompeio a par di costui degno,

se ben vinse e cacciò tutti i corsari;

però che quelli al più possente regno

che fosse mai, non poteano esser pari:

ma questo Doria, sol col proprio ingegno

e proprie forze purgherà quei mari;

sì che da Calpe al Nilo, ovunque s'oda

il nome suo, tremar veggio ogni proda.

32

Sotto la fede entrar, sotto la scortadi questo capitan di ch'io ti parlo,veggio in Italia, ove da lui la portagli sarà aperta, alla corona Carlo.Veggio che 'l premio che di ciò riporta,non tien per sé, ma fa alla patria darlo:con prieghi ottien ch'in libertà la metta,dove altri a sé l'avria forse suggetta.

Sotto la fede entrar, sotto la scortadi questo capitan di ch'io ti parlo,veggio in Italia, ove da lui la portagli sarà aperta, alla corona Carlo.Veggio che 'l premio che di ciò riporta,non tien per sé, ma fa alla patria darlo:con prieghi ottien ch'in libertà la metta,dove altri a sé l'avria forse suggetta.

Sotto la fede entrar, sotto la scorta

di questo capitan di ch'io ti parlo,

veggio in Italia, ove da lui la porta

gli sarà aperta, alla corona Carlo.

Veggio che 'l premio che di ciò riporta,

non tien per sé, ma fa alla patria darlo:

con prieghi ottien ch'in libertà la metta,

dove altri a sé l'avria forse suggetta.

33

Questa pietà, ch'egli alla patria mostra,è degna di più onor d'ogni battagliach'in Francia o in Spagna o ne la terra vostravincesse Iulio, o in Africa o in Tessaglia.Né il grande Ottavio, né chi seco giostradi par, Antonio, in più onoranza sagliapei gesti suoi; ch'ogni lor laude amorzal'avere usato alla lor patria forza.

Questa pietà, ch'egli alla patria mostra,è degna di più onor d'ogni battagliach'in Francia o in Spagna o ne la terra vostravincesse Iulio, o in Africa o in Tessaglia.Né il grande Ottavio, né chi seco giostradi par, Antonio, in più onoranza sagliapei gesti suoi; ch'ogni lor laude amorzal'avere usato alla lor patria forza.

Questa pietà, ch'egli alla patria mostra,

è degna di più onor d'ogni battaglia

ch'in Francia o in Spagna o ne la terra vostra

vincesse Iulio, o in Africa o in Tessaglia.

Né il grande Ottavio, né chi seco giostra

di par, Antonio, in più onoranza saglia

pei gesti suoi; ch'ogni lor laude amorza

l'avere usato alla lor patria forza.

34

Questi ed ogn'altro che la patria tentadi libera far serva, si arrosisca;né dove il nome d'Andrea Doria senta,di levar gli occhi in viso d'uomo ardisca.Veggio Carlo che 'l premio gli augumenta;ch'oltre quel ch'in commun vuol che fruisca,gli dà la ricca terra ch'ai Normandisarà principio a farli in Puglia grandi.

Questi ed ogn'altro che la patria tentadi libera far serva, si arrosisca;né dove il nome d'Andrea Doria senta,di levar gli occhi in viso d'uomo ardisca.Veggio Carlo che 'l premio gli augumenta;ch'oltre quel ch'in commun vuol che fruisca,gli dà la ricca terra ch'ai Normandisarà principio a farli in Puglia grandi.

Questi ed ogn'altro che la patria tenta

di libera far serva, si arrosisca;

né dove il nome d'Andrea Doria senta,

di levar gli occhi in viso d'uomo ardisca.

Veggio Carlo che 'l premio gli augumenta;

ch'oltre quel ch'in commun vuol che fruisca,

gli dà la ricca terra ch'ai Normandi

sarà principio a farli in Puglia grandi.

35

A questo capitan non pur corteseil magnanimo Carlo ha da mostrarsi,ma a quanti avrà ne le cesaree impresedel sangue lor non ritrovati scarsi.D'aver città, d'aver tutto un paesedonato a un suo fedel, più ralegrarsilo veggio, e a tutti quei che ne son degni,che d'acquistar nuov'altri imperi e regni. —

A questo capitan non pur corteseil magnanimo Carlo ha da mostrarsi,ma a quanti avrà ne le cesaree impresedel sangue lor non ritrovati scarsi.D'aver città, d'aver tutto un paesedonato a un suo fedel, più ralegrarsilo veggio, e a tutti quei che ne son degni,che d'acquistar nuov'altri imperi e regni. —

A questo capitan non pur cortese

il magnanimo Carlo ha da mostrarsi,

ma a quanti avrà ne le cesaree imprese

del sangue lor non ritrovati scarsi.

D'aver città, d'aver tutto un paese

donato a un suo fedel, più ralegrarsi

lo veggio, e a tutti quei che ne son degni,

che d'acquistar nuov'altri imperi e regni. —

36

Così de le vittorie, le qual, poich'un gran numero d'anni sarà corso,daranno a Carlo i capitani suoi,facea col duca Andronica discorso:e la compagna intanto ai venti eoiviene allentando e raccogliendo il morso;e fa ch'or questo or quel propizio l'esce,e come vuol li minuisce e cresce.

Così de le vittorie, le qual, poich'un gran numero d'anni sarà corso,daranno a Carlo i capitani suoi,facea col duca Andronica discorso:e la compagna intanto ai venti eoiviene allentando e raccogliendo il morso;e fa ch'or questo or quel propizio l'esce,e come vuol li minuisce e cresce.

Così de le vittorie, le qual, poi

ch'un gran numero d'anni sarà corso,

daranno a Carlo i capitani suoi,

facea col duca Andronica discorso:

e la compagna intanto ai venti eoi

viene allentando e raccogliendo il morso;

e fa ch'or questo or quel propizio l'esce,

e come vuol li minuisce e cresce.

37

Veduto aveano intanto il mar de' Persicome in sì largo spazio si dilaghi;onde vicini in pochi giorni fersial golfo che nomar gli antiqui Maghi.Quivi pigliaro il porto, e fur conversicon la poppa alla ripa i legni vaghi;quindi sicur d'Alcina e di sua guerra,Astolfo il suo camin prese per terra.

Veduto aveano intanto il mar de' Persicome in sì largo spazio si dilaghi;onde vicini in pochi giorni fersial golfo che nomar gli antiqui Maghi.Quivi pigliaro il porto, e fur conversicon la poppa alla ripa i legni vaghi;quindi sicur d'Alcina e di sua guerra,Astolfo il suo camin prese per terra.

Veduto aveano intanto il mar de' Persi

come in sì largo spazio si dilaghi;

onde vicini in pochi giorni fersi

al golfo che nomar gli antiqui Maghi.

Quivi pigliaro il porto, e fur conversi

con la poppa alla ripa i legni vaghi;

quindi sicur d'Alcina e di sua guerra,

Astolfo il suo camin prese per terra.

38

Passò per più d'un campo e più d'un bosco,per più d'un monte e per più d'una valle;ove ebbe spesso, all'aer chiaro e al fosco,i ladroni or inanzi or alle spalle.Vide leoni, e draghi pien di tosco,ed altre fere attraversarsi il calle;ma non sì tosto avea la bocca al corno,che spaventati gli fuggian d'intorno.

Passò per più d'un campo e più d'un bosco,per più d'un monte e per più d'una valle;ove ebbe spesso, all'aer chiaro e al fosco,i ladroni or inanzi or alle spalle.Vide leoni, e draghi pien di tosco,ed altre fere attraversarsi il calle;ma non sì tosto avea la bocca al corno,che spaventati gli fuggian d'intorno.

Passò per più d'un campo e più d'un bosco,

per più d'un monte e per più d'una valle;

ove ebbe spesso, all'aer chiaro e al fosco,

i ladroni or inanzi or alle spalle.

Vide leoni, e draghi pien di tosco,

ed altre fere attraversarsi il calle;

ma non sì tosto avea la bocca al corno,

che spaventati gli fuggian d'intorno.

39

Vien per l'Arabia ch'è detta Felice,ricca di mirra e d'odorato incenso,che per suo albergo l'unica feniceeletto s'ha di tutto il mondo immenso;fin che l'onda trovò vendicatricegià d'Israel, che per divin consensoFaraone sommerse e tutti i suoi:e poi venne alla terra degli Eroi.

Vien per l'Arabia ch'è detta Felice,ricca di mirra e d'odorato incenso,che per suo albergo l'unica feniceeletto s'ha di tutto il mondo immenso;fin che l'onda trovò vendicatricegià d'Israel, che per divin consensoFaraone sommerse e tutti i suoi:e poi venne alla terra degli Eroi.

Vien per l'Arabia ch'è detta Felice,

ricca di mirra e d'odorato incenso,

che per suo albergo l'unica fenice

eletto s'ha di tutto il mondo immenso;

fin che l'onda trovò vendicatrice

già d'Israel, che per divin consenso

Faraone sommerse e tutti i suoi:

e poi venne alla terra degli Eroi.

40

Lungo il fiume Traiano egli cavalcasu quel destrier ch'al mondo è senza pare,che tanto leggiermente e corre e valca,che ne l'arena l'orma non n'appare:l'erba non pur, non pur la nieve calca;coi piedi asciutti andar potria sul mare;e sì si stende al corso, e sì s'affretta,che passa e vento e folgore e saetta.

Lungo il fiume Traiano egli cavalcasu quel destrier ch'al mondo è senza pare,che tanto leggiermente e corre e valca,che ne l'arena l'orma non n'appare:l'erba non pur, non pur la nieve calca;coi piedi asciutti andar potria sul mare;e sì si stende al corso, e sì s'affretta,che passa e vento e folgore e saetta.

Lungo il fiume Traiano egli cavalca

su quel destrier ch'al mondo è senza pare,

che tanto leggiermente e corre e valca,

che ne l'arena l'orma non n'appare:

l'erba non pur, non pur la nieve calca;

coi piedi asciutti andar potria sul mare;

e sì si stende al corso, e sì s'affretta,

che passa e vento e folgore e saetta.

41

Questo è il destrier che fu de l'Argalia,che di fiamma e di vento era concetto;e senza fieno e biada, si nutriade l'aria pura, e Rabican fu detto.Venne, seguendo il Duca la sua via,dove dà il Nilo a quel fiume ricetto;e prima che giugnesse in su la foce,vide un legno venire a sé veloce.

Questo è il destrier che fu de l'Argalia,che di fiamma e di vento era concetto;e senza fieno e biada, si nutriade l'aria pura, e Rabican fu detto.Venne, seguendo il Duca la sua via,dove dà il Nilo a quel fiume ricetto;e prima che giugnesse in su la foce,vide un legno venire a sé veloce.

Questo è il destrier che fu de l'Argalia,

che di fiamma e di vento era concetto;

e senza fieno e biada, si nutria

de l'aria pura, e Rabican fu detto.

Venne, seguendo il Duca la sua via,

dove dà il Nilo a quel fiume ricetto;

e prima che giugnesse in su la foce,

vide un legno venire a sé veloce.

42

Naviga in su la poppa uno eremitacon bianca barba, a mezzo il petto lunga,che sopra il legno il paladino invita,e: — Figliuol mio (gli grida da la lunga),se non t'è in odio la tua propria vita,se non brami che morte oggi ti giunga,venir ti piaccia su quest'altra arena;ch'a morir quella via dritto ti mena.

Naviga in su la poppa uno eremitacon bianca barba, a mezzo il petto lunga,che sopra il legno il paladino invita,e: — Figliuol mio (gli grida da la lunga),se non t'è in odio la tua propria vita,se non brami che morte oggi ti giunga,venir ti piaccia su quest'altra arena;ch'a morir quella via dritto ti mena.

Naviga in su la poppa uno eremita

con bianca barba, a mezzo il petto lunga,

che sopra il legno il paladino invita,

e: — Figliuol mio (gli grida da la lunga),

se non t'è in odio la tua propria vita,

se non brami che morte oggi ti giunga,

venir ti piaccia su quest'altra arena;

ch'a morir quella via dritto ti mena.

43

Tu non andrai più che sei miglia inante,che troverai la saguinosa stanzadove s'alberga un orribil giganteche d'otto piedi ogni statura avanza.Non abbia cavallier né viandantedi partirsi da lui, vivo, speranza:ch'altri il crudel ne scanna, altri ne scuoia,molti ne squarta, e vivo alcun ne 'ngoia.

Tu non andrai più che sei miglia inante,che troverai la saguinosa stanzadove s'alberga un orribil giganteche d'otto piedi ogni statura avanza.Non abbia cavallier né viandantedi partirsi da lui, vivo, speranza:ch'altri il crudel ne scanna, altri ne scuoia,molti ne squarta, e vivo alcun ne 'ngoia.

Tu non andrai più che sei miglia inante,

che troverai la saguinosa stanza

dove s'alberga un orribil gigante

che d'otto piedi ogni statura avanza.

Non abbia cavallier né viandante

di partirsi da lui, vivo, speranza:

ch'altri il crudel ne scanna, altri ne scuoia,

molti ne squarta, e vivo alcun ne 'ngoia.

44

Piacer, fra tanta crudeltà, si prended'una rete ch'egli ha, molto ben fatta:poco lontana al tetto suo la tende,e ne la trita polve in modo appiatta,che chi prima nol sa, non la comprende,tanto è sottil, tanto egli ben l'adatta:e con tai gridi i peregrin minaccia,che spaventati dentro ve li caccia.

Piacer, fra tanta crudeltà, si prended'una rete ch'egli ha, molto ben fatta:poco lontana al tetto suo la tende,e ne la trita polve in modo appiatta,che chi prima nol sa, non la comprende,tanto è sottil, tanto egli ben l'adatta:e con tai gridi i peregrin minaccia,che spaventati dentro ve li caccia.

Piacer, fra tanta crudeltà, si prende

d'una rete ch'egli ha, molto ben fatta:

poco lontana al tetto suo la tende,

e ne la trita polve in modo appiatta,

che chi prima nol sa, non la comprende,

tanto è sottil, tanto egli ben l'adatta:

e con tai gridi i peregrin minaccia,

che spaventati dentro ve li caccia.

45

E con gran risa, aviluppati in quellase li strascina sotto il suo coperto;né cavallier riguarda né donzella,o sia di grande o sia di picciol merto:e mangiata la carne, e la cervellasucchiate e 'l sangue, dà l'ossa al deserto;e de l'umane pelli intorno intornofa il suo palazzo orribilmente adorno.

E con gran risa, aviluppati in quellase li strascina sotto il suo coperto;né cavallier riguarda né donzella,o sia di grande o sia di picciol merto:e mangiata la carne, e la cervellasucchiate e 'l sangue, dà l'ossa al deserto;e de l'umane pelli intorno intornofa il suo palazzo orribilmente adorno.

E con gran risa, aviluppati in quella

se li strascina sotto il suo coperto;

né cavallier riguarda né donzella,

o sia di grande o sia di picciol merto:

e mangiata la carne, e la cervella

succhiate e 'l sangue, dà l'ossa al deserto;

e de l'umane pelli intorno intorno

fa il suo palazzo orribilmente adorno.

46

Prendi quest'altra via, prendila, figlio,che fin al mar ti fia tutta sicura. —— Io ti ringrazio, padre, del consiglio(rispose il cavallier senza paura),ma non istimo per l'onor periglio,di ch'assai più che de la vita ho cura.Per far ch'io passi, invan tu parli meco;anzi vo al dritto a ritrovar lo speco.

Prendi quest'altra via, prendila, figlio,che fin al mar ti fia tutta sicura. —— Io ti ringrazio, padre, del consiglio(rispose il cavallier senza paura),ma non istimo per l'onor periglio,di ch'assai più che de la vita ho cura.Per far ch'io passi, invan tu parli meco;anzi vo al dritto a ritrovar lo speco.

Prendi quest'altra via, prendila, figlio,

che fin al mar ti fia tutta sicura. —

— Io ti ringrazio, padre, del consiglio

(rispose il cavallier senza paura),

ma non istimo per l'onor periglio,

di ch'assai più che de la vita ho cura.

Per far ch'io passi, invan tu parli meco;

anzi vo al dritto a ritrovar lo speco.

47

Fuggendo, posso con disnor salvarmi;ma tal salute ho più che morte a schivo.S'io vi vo, al peggio che potrà incontrarmi,fra molti resterò di vita privo;ma quando Dio così mi drizzi l'armi,che colui morto, ed io rimanga vivo,sicura a mille renderò la via:sì che l'util maggior che 'l danno fia.

Fuggendo, posso con disnor salvarmi;ma tal salute ho più che morte a schivo.S'io vi vo, al peggio che potrà incontrarmi,fra molti resterò di vita privo;ma quando Dio così mi drizzi l'armi,che colui morto, ed io rimanga vivo,sicura a mille renderò la via:sì che l'util maggior che 'l danno fia.

Fuggendo, posso con disnor salvarmi;

ma tal salute ho più che morte a schivo.

S'io vi vo, al peggio che potrà incontrarmi,

fra molti resterò di vita privo;

ma quando Dio così mi drizzi l'armi,

che colui morto, ed io rimanga vivo,

sicura a mille renderò la via:

sì che l'util maggior che 'l danno fia.

48

Metto all'incontro la morte d'un soloalla salute di gente infinita. —— Vattene in pace (rispose), figliuolo;Dio mandi in difension de la tua vital'arcangelo Michel dal sommo polo: —e benedillo il semplice eremita.Astolfo lungo il Nil tenne la strada,sperando più nel suon che ne la spada.

Metto all'incontro la morte d'un soloalla salute di gente infinita. —— Vattene in pace (rispose), figliuolo;Dio mandi in difension de la tua vital'arcangelo Michel dal sommo polo: —e benedillo il semplice eremita.Astolfo lungo il Nil tenne la strada,sperando più nel suon che ne la spada.

Metto all'incontro la morte d'un solo

alla salute di gente infinita. —

— Vattene in pace (rispose), figliuolo;

Dio mandi in difension de la tua vita

l'arcangelo Michel dal sommo polo: —

e benedillo il semplice eremita.

Astolfo lungo il Nil tenne la strada,

sperando più nel suon che ne la spada.

49

Giace tra l'alto fiume e la paludepicciol sentier nell'arenosa riva:la solitaria casa lo richiude,d'umanitade e di commercio priva.Son fisse intorno teste e membra nudede l'infelice gente che v'arriva.Non v'è finestra, non v'è merlo alcuno,onde penderne almen non si veggia uno.

Giace tra l'alto fiume e la paludepicciol sentier nell'arenosa riva:la solitaria casa lo richiude,d'umanitade e di commercio priva.Son fisse intorno teste e membra nudede l'infelice gente che v'arriva.Non v'è finestra, non v'è merlo alcuno,onde penderne almen non si veggia uno.

Giace tra l'alto fiume e la palude

picciol sentier nell'arenosa riva:

la solitaria casa lo richiude,

d'umanitade e di commercio priva.

Son fisse intorno teste e membra nude

de l'infelice gente che v'arriva.

Non v'è finestra, non v'è merlo alcuno,

onde penderne almen non si veggia uno.

50

Qual ne le alpine ville o ne' castellisuol cacciator che gran perigli ha scorsi,su le porte attaccar l'irsute pelli,l'orride zampe e i grossi capi d'orsi;tal dimostrava il fier gigante quelliche di maggior virtù gli erano occorsi.D'altri infiniti sparse appaion l'ossa;ed è di sangue uman piena ogni fossa.

Qual ne le alpine ville o ne' castellisuol cacciator che gran perigli ha scorsi,su le porte attaccar l'irsute pelli,l'orride zampe e i grossi capi d'orsi;tal dimostrava il fier gigante quelliche di maggior virtù gli erano occorsi.D'altri infiniti sparse appaion l'ossa;ed è di sangue uman piena ogni fossa.

Qual ne le alpine ville o ne' castelli

suol cacciator che gran perigli ha scorsi,

su le porte attaccar l'irsute pelli,

l'orride zampe e i grossi capi d'orsi;

tal dimostrava il fier gigante quelli

che di maggior virtù gli erano occorsi.

D'altri infiniti sparse appaion l'ossa;

ed è di sangue uman piena ogni fossa.

51

Stassi Caligorante in su la porta;che così ha nome il dispietato mostroch'orna la sua magion di gente morta,come alcun suol di panni d'oro o d'ostro.Costui per gaudio a pena si comporta,come il duca lontan se gli è dimostro;ch'eran duo mesi, e il terzo ne venìa,che non fu cavallier per quella via.

Stassi Caligorante in su la porta;che così ha nome il dispietato mostroch'orna la sua magion di gente morta,come alcun suol di panni d'oro o d'ostro.Costui per gaudio a pena si comporta,come il duca lontan se gli è dimostro;ch'eran duo mesi, e il terzo ne venìa,che non fu cavallier per quella via.

Stassi Caligorante in su la porta;

che così ha nome il dispietato mostro

ch'orna la sua magion di gente morta,

come alcun suol di panni d'oro o d'ostro.

Costui per gaudio a pena si comporta,

come il duca lontan se gli è dimostro;

ch'eran duo mesi, e il terzo ne venìa,

che non fu cavallier per quella via.

52

Vêr la palude, ch'era scura e foltadi verdi canne, in gran fretta ne viene;che disegnato avea correre in volta,e uscir al paladin dietro alle schene;che ne la rete, che tenea sepoltasotto la polve, di cacciarlo ha spene,come avea fatto gli altri peregriniche quivi tratto avean lor rei destini.

Vêr la palude, ch'era scura e foltadi verdi canne, in gran fretta ne viene;che disegnato avea correre in volta,e uscir al paladin dietro alle schene;che ne la rete, che tenea sepoltasotto la polve, di cacciarlo ha spene,come avea fatto gli altri peregriniche quivi tratto avean lor rei destini.

Vêr la palude, ch'era scura e folta

di verdi canne, in gran fretta ne viene;

che disegnato avea correre in volta,

e uscir al paladin dietro alle schene;

che ne la rete, che tenea sepolta

sotto la polve, di cacciarlo ha spene,

come avea fatto gli altri peregrini

che quivi tratto avean lor rei destini.

53

Come venire il paladin lo vede,ferma il destrier, non senza gran sospettoche vada in quelli lacci a dar del piede,di che il buon vecchiarel gli avea predetto.Quivi il soccorso del suo corno chiede,e quel sonando fa l'usato effetto:nel cor fere il gigante che l'ascolta,di tal timor, ch'a dietro i passi volta.

Come venire il paladin lo vede,ferma il destrier, non senza gran sospettoche vada in quelli lacci a dar del piede,di che il buon vecchiarel gli avea predetto.Quivi il soccorso del suo corno chiede,e quel sonando fa l'usato effetto:nel cor fere il gigante che l'ascolta,di tal timor, ch'a dietro i passi volta.

Come venire il paladin lo vede,

ferma il destrier, non senza gran sospetto

che vada in quelli lacci a dar del piede,

di che il buon vecchiarel gli avea predetto.

Quivi il soccorso del suo corno chiede,

e quel sonando fa l'usato effetto:

nel cor fere il gigante che l'ascolta,

di tal timor, ch'a dietro i passi volta.

54

Astolfo suona, e tuttavolta bada;che gli par sempre che la rete scocchi.Fugge il fellon, né vede ove si vada;che, come il core, avea perduti gli occhi.Tanta è la tema, che non sa far strada,che ne li propri aguati non trabocchi:va ne la rete; e quella si disserra,tutto l'annoda, e lo distende in terra.

Astolfo suona, e tuttavolta bada;che gli par sempre che la rete scocchi.Fugge il fellon, né vede ove si vada;che, come il core, avea perduti gli occhi.Tanta è la tema, che non sa far strada,che ne li propri aguati non trabocchi:va ne la rete; e quella si disserra,tutto l'annoda, e lo distende in terra.

Astolfo suona, e tuttavolta bada;

che gli par sempre che la rete scocchi.

Fugge il fellon, né vede ove si vada;

che, come il core, avea perduti gli occhi.

Tanta è la tema, che non sa far strada,

che ne li propri aguati non trabocchi:

va ne la rete; e quella si disserra,

tutto l'annoda, e lo distende in terra.

55

Astolfo, ch'andar giù vede il gran peso,già sicuro per sé, v'accorre in fretta;e con la spada in man, d'arcion disceso,va per far di mill'anime vendetta.Poi gli par che s'uccide un che sia preso,viltà, più che virtù, ne sarà detta;che legate le braccia, i piedi e il collogli vede sì, che non può dare un crollo.

Astolfo, ch'andar giù vede il gran peso,già sicuro per sé, v'accorre in fretta;e con la spada in man, d'arcion disceso,va per far di mill'anime vendetta.Poi gli par che s'uccide un che sia preso,viltà, più che virtù, ne sarà detta;che legate le braccia, i piedi e il collogli vede sì, che non può dare un crollo.

Astolfo, ch'andar giù vede il gran peso,

già sicuro per sé, v'accorre in fretta;

e con la spada in man, d'arcion disceso,

va per far di mill'anime vendetta.

Poi gli par che s'uccide un che sia preso,

viltà, più che virtù, ne sarà detta;

che legate le braccia, i piedi e il collo

gli vede sì, che non può dare un crollo.

56

Avea la rete già fatta Vulcanodi sottil fil d'acciar, ma con tal arte,che saria stata ogni fatica invanoper ismagliarne la più debol parte;ed era quella che già piedi e manoavea legate a Venere ed a Marte.La fe' il geloso, e non ad altro effetto,che per pigliarli insieme ambi nel letto.

Avea la rete già fatta Vulcanodi sottil fil d'acciar, ma con tal arte,che saria stata ogni fatica invanoper ismagliarne la più debol parte;ed era quella che già piedi e manoavea legate a Venere ed a Marte.La fe' il geloso, e non ad altro effetto,che per pigliarli insieme ambi nel letto.

Avea la rete già fatta Vulcano

di sottil fil d'acciar, ma con tal arte,

che saria stata ogni fatica invano

per ismagliarne la più debol parte;

ed era quella che già piedi e mano

avea legate a Venere ed a Marte.

La fe' il geloso, e non ad altro effetto,

che per pigliarli insieme ambi nel letto.

57

Mercurio al fabbro poi la rete invola;che Cloride pigliar con essa vuole,Cloride bella che per l'aria voladietro all'Aurora, all'apparir del sole,e dal raccolto lembo de la stolagigli spargendo va, rose e viole.Mercurio tanto questa ninfa attese,che con la rete in aria un dì la prese.

Mercurio al fabbro poi la rete invola;che Cloride pigliar con essa vuole,Cloride bella che per l'aria voladietro all'Aurora, all'apparir del sole,e dal raccolto lembo de la stolagigli spargendo va, rose e viole.Mercurio tanto questa ninfa attese,che con la rete in aria un dì la prese.

Mercurio al fabbro poi la rete invola;

che Cloride pigliar con essa vuole,

Cloride bella che per l'aria vola

dietro all'Aurora, all'apparir del sole,

e dal raccolto lembo de la stola

gigli spargendo va, rose e viole.

Mercurio tanto questa ninfa attese,

che con la rete in aria un dì la prese.

58

Dove entra in mare il gran fiume etiopo,par che la dea presa volando fosse.Poi nei tempio d'Anubide a Canopola rete molti seculi serbosse.Caligorante tremila anni dopo,di là, dove era sacra, la rimosse:se ne portò la rete il ladrone empio,ed arse la cittade, e rubò il tempio.

Dove entra in mare il gran fiume etiopo,par che la dea presa volando fosse.Poi nei tempio d'Anubide a Canopola rete molti seculi serbosse.Caligorante tremila anni dopo,di là, dove era sacra, la rimosse:se ne portò la rete il ladrone empio,ed arse la cittade, e rubò il tempio.

Dove entra in mare il gran fiume etiopo,

par che la dea presa volando fosse.

Poi nei tempio d'Anubide a Canopo

la rete molti seculi serbosse.

Caligorante tremila anni dopo,

di là, dove era sacra, la rimosse:

se ne portò la rete il ladrone empio,

ed arse la cittade, e rubò il tempio.

59

Quivi adattolla in modo in su l'arena,che tutti quei ch'avean da lui la cacciavi davan dentro; ed era tocca a pena,che lor legava e collo e piedi e braccia.Di questa levò Astolfo una catena,e le man dietro a quel fellon n'allaccia;le braccia e 'l petto in guisa gli ne fascia,che non può sciorsi: indi levar lo lascia,

Quivi adattolla in modo in su l'arena,che tutti quei ch'avean da lui la cacciavi davan dentro; ed era tocca a pena,che lor legava e collo e piedi e braccia.Di questa levò Astolfo una catena,e le man dietro a quel fellon n'allaccia;le braccia e 'l petto in guisa gli ne fascia,che non può sciorsi: indi levar lo lascia,

Quivi adattolla in modo in su l'arena,

che tutti quei ch'avean da lui la caccia

vi davan dentro; ed era tocca a pena,

che lor legava e collo e piedi e braccia.

Di questa levò Astolfo una catena,

e le man dietro a quel fellon n'allaccia;

le braccia e 'l petto in guisa gli ne fascia,

che non può sciorsi: indi levar lo lascia,

60

dagli altri nodi avendol sciolto prima,ch'era tornato uman più che donzella.Di trarlo seco e di mostrarlo stimaper ville, per cittadi e per castella.Vuol la rete anco aver, di che né limané martel fece mai cosa più bella:ne fa somier colui ch'alla catenacon pompa trionfal dietro si mena.

dagli altri nodi avendol sciolto prima,ch'era tornato uman più che donzella.Di trarlo seco e di mostrarlo stimaper ville, per cittadi e per castella.Vuol la rete anco aver, di che né limané martel fece mai cosa più bella:ne fa somier colui ch'alla catenacon pompa trionfal dietro si mena.

dagli altri nodi avendol sciolto prima,

ch'era tornato uman più che donzella.

Di trarlo seco e di mostrarlo stima

per ville, per cittadi e per castella.

Vuol la rete anco aver, di che né lima

né martel fece mai cosa più bella:

ne fa somier colui ch'alla catena

con pompa trionfal dietro si mena.

61

L'elmo e lo scudo anche a portar gli diede,come a valletto, e seguitò il camino,di gaudio empiendo, ovunque metta il piede,ch'ir possa ormai sicuro il peregrino.Astolfo se ne va tanto, che vedech'ai sepolcri di Memfi è già vicino,Memfi per le piramidi famoso:vede all'incontro il Cairo populoso.

L'elmo e lo scudo anche a portar gli diede,come a valletto, e seguitò il camino,di gaudio empiendo, ovunque metta il piede,ch'ir possa ormai sicuro il peregrino.Astolfo se ne va tanto, che vedech'ai sepolcri di Memfi è già vicino,Memfi per le piramidi famoso:vede all'incontro il Cairo populoso.

L'elmo e lo scudo anche a portar gli diede,

come a valletto, e seguitò il camino,

di gaudio empiendo, ovunque metta il piede,

ch'ir possa ormai sicuro il peregrino.

Astolfo se ne va tanto, che vede

ch'ai sepolcri di Memfi è già vicino,

Memfi per le piramidi famoso:

vede all'incontro il Cairo populoso.

62

Tutto il popul correndo si traeaper vedere il gigante smisurato.— Come è possibil (l'un l'altro dicea)che quel piccolo il grande abbia legato? —Astolfo a pena inanzi andar potea,tanto la calca il preme da ogni lato:e come cavallier d'alto valoreognun l'ammira, e gli fa grande onore.

Tutto il popul correndo si traeaper vedere il gigante smisurato.— Come è possibil (l'un l'altro dicea)che quel piccolo il grande abbia legato? —Astolfo a pena inanzi andar potea,tanto la calca il preme da ogni lato:e come cavallier d'alto valoreognun l'ammira, e gli fa grande onore.

Tutto il popul correndo si traea

per vedere il gigante smisurato.

— Come è possibil (l'un l'altro dicea)

che quel piccolo il grande abbia legato? —

Astolfo a pena inanzi andar potea,

tanto la calca il preme da ogni lato:

e come cavallier d'alto valore

ognun l'ammira, e gli fa grande onore.

63

Non era grande il Cairo così allora,come se ne ragiona a nostra etade:che 'l populo capir, che vi dimora,non puon diciottomila gran contrade;e che le case hanno tre palchi, e ancorane dormono infiniti in su le strade;e che 'l soldano v'abita un castellomirabil di grandezza, e ricco e bello;

Non era grande il Cairo così allora,come se ne ragiona a nostra etade:che 'l populo capir, che vi dimora,non puon diciottomila gran contrade;e che le case hanno tre palchi, e ancorane dormono infiniti in su le strade;e che 'l soldano v'abita un castellomirabil di grandezza, e ricco e bello;

Non era grande il Cairo così allora,

come se ne ragiona a nostra etade:

che 'l populo capir, che vi dimora,

non puon diciottomila gran contrade;

e che le case hanno tre palchi, e ancora

ne dormono infiniti in su le strade;

e che 'l soldano v'abita un castello

mirabil di grandezza, e ricco e bello;

64

e che quindicimila suoi vasalli,che son cristiani rinegati tutti,con mogli, con famiglie e con cavalliha sotto un tetto sol quivi ridutti.Astolfo veder vuole ove s'avalli,e quanto il Nilo entri nei salsi fluttia Damiata; ch'avea quivi inteso,qualunque passa restar morto o preso.

e che quindicimila suoi vasalli,che son cristiani rinegati tutti,con mogli, con famiglie e con cavalliha sotto un tetto sol quivi ridutti.Astolfo veder vuole ove s'avalli,e quanto il Nilo entri nei salsi fluttia Damiata; ch'avea quivi inteso,qualunque passa restar morto o preso.

e che quindicimila suoi vasalli,

che son cristiani rinegati tutti,

con mogli, con famiglie e con cavalli

ha sotto un tetto sol quivi ridutti.

Astolfo veder vuole ove s'avalli,

e quanto il Nilo entri nei salsi flutti

a Damiata; ch'avea quivi inteso,

qualunque passa restar morto o preso.

65

Però ch'in ripa al Nilo in su la focesi ripara un ladron dentro una torre,ch'a paesani e a peregrini nuoce,e fin al Cairo, ognun rubando scorre.Non gli può alcun resistere; ed ha voceche l'uom gli cerca invan la vita torre:centomila ferite egli ha già avuto,né ucciderlo però mai s'è potuto.

Però ch'in ripa al Nilo in su la focesi ripara un ladron dentro una torre,ch'a paesani e a peregrini nuoce,e fin al Cairo, ognun rubando scorre.Non gli può alcun resistere; ed ha voceche l'uom gli cerca invan la vita torre:centomila ferite egli ha già avuto,né ucciderlo però mai s'è potuto.

Però ch'in ripa al Nilo in su la foce

si ripara un ladron dentro una torre,

ch'a paesani e a peregrini nuoce,

e fin al Cairo, ognun rubando scorre.

Non gli può alcun resistere; ed ha voce

che l'uom gli cerca invan la vita torre:

centomila ferite egli ha già avuto,

né ucciderlo però mai s'è potuto.

66

Per veder se può far rompere il filoalla Parca di lui, sì che non viva,Astolfo viene a ritrovare Orrilo(così avea nome), e a Damiata arriva;ed indi passa ove entra in mare il Nilo,e vede la gran torre in su la riva,dove s'alberga l'anima incantatache d'un folletto nacque e d'una fata.

Per veder se può far rompere il filoalla Parca di lui, sì che non viva,Astolfo viene a ritrovare Orrilo(così avea nome), e a Damiata arriva;ed indi passa ove entra in mare il Nilo,e vede la gran torre in su la riva,dove s'alberga l'anima incantatache d'un folletto nacque e d'una fata.

Per veder se può far rompere il filo

alla Parca di lui, sì che non viva,

Astolfo viene a ritrovare Orrilo

(così avea nome), e a Damiata arriva;

ed indi passa ove entra in mare il Nilo,

e vede la gran torre in su la riva,

dove s'alberga l'anima incantata

che d'un folletto nacque e d'una fata.

67

Quivi ritruova che crudel battagliaera tra Orrilo e dui guerrieri accesa.Orrilo è solo; e sì que' dui travaglia,ch'a gran fatica gli puon far difesa:e quando in arme l'uno e l'altro vaglia,a tutto il mondo la fama palesa.Questi erano i dui figli d'Oliviero,Grifone il bianco ed Aquilante il nero.

Quivi ritruova che crudel battagliaera tra Orrilo e dui guerrieri accesa.Orrilo è solo; e sì que' dui travaglia,ch'a gran fatica gli puon far difesa:e quando in arme l'uno e l'altro vaglia,a tutto il mondo la fama palesa.Questi erano i dui figli d'Oliviero,Grifone il bianco ed Aquilante il nero.

Quivi ritruova che crudel battaglia

era tra Orrilo e dui guerrieri accesa.

Orrilo è solo; e sì que' dui travaglia,

ch'a gran fatica gli puon far difesa:

e quando in arme l'uno e l'altro vaglia,

a tutto il mondo la fama palesa.

Questi erano i dui figli d'Oliviero,

Grifone il bianco ed Aquilante il nero.

68

Gli è ver che 'l negromante venuto eraalla battaglia con vantaggio grande;che seco tratto in campo avea una fera,la qual si truova solo in quelle bande:vive sul lito e dentro alla rivera;e i corpi umani son le sue vivande,de le persone misere ed incautede viandanti e d'infelici naute.

Gli è ver che 'l negromante venuto eraalla battaglia con vantaggio grande;che seco tratto in campo avea una fera,la qual si truova solo in quelle bande:vive sul lito e dentro alla rivera;e i corpi umani son le sue vivande,de le persone misere ed incautede viandanti e d'infelici naute.

Gli è ver che 'l negromante venuto era

alla battaglia con vantaggio grande;

che seco tratto in campo avea una fera,

la qual si truova solo in quelle bande:

vive sul lito e dentro alla rivera;

e i corpi umani son le sue vivande,

de le persone misere ed incaute

de viandanti e d'infelici naute.

69

La bestia ne l'arena appresso al portoper man dei duo fratei morta giacea;e per questo ad Orril non si fa torto,s'a un tempo l'uno e l'altro gli nocea.Più volte l'han smembrato e non mai morto,né, per smembrarlo, uccider si potea;che se tagliato o mano o gamba gli era,la rapiccava, che parea di cera.

La bestia ne l'arena appresso al portoper man dei duo fratei morta giacea;e per questo ad Orril non si fa torto,s'a un tempo l'uno e l'altro gli nocea.Più volte l'han smembrato e non mai morto,né, per smembrarlo, uccider si potea;che se tagliato o mano o gamba gli era,la rapiccava, che parea di cera.

La bestia ne l'arena appresso al porto

per man dei duo fratei morta giacea;

e per questo ad Orril non si fa torto,

s'a un tempo l'uno e l'altro gli nocea.

Più volte l'han smembrato e non mai morto,

né, per smembrarlo, uccider si potea;

che se tagliato o mano o gamba gli era,

la rapiccava, che parea di cera.

70

Or fin a' denti il capo gli divideGrifone, or Aquilante fin al petto.Egli dei colpi lor sempre si ride:s'adiran essi, che non hanno effetto.Chi mai d'alto cader l'argento vide,che gli alchimisti hanno mercurio detto,e sparger e raccor tutti i suo' membri,sentendo di costui, se ne rimembri.

Or fin a' denti il capo gli divideGrifone, or Aquilante fin al petto.Egli dei colpi lor sempre si ride:s'adiran essi, che non hanno effetto.Chi mai d'alto cader l'argento vide,che gli alchimisti hanno mercurio detto,e sparger e raccor tutti i suo' membri,sentendo di costui, se ne rimembri.

Or fin a' denti il capo gli divide

Grifone, or Aquilante fin al petto.

Egli dei colpi lor sempre si ride:

s'adiran essi, che non hanno effetto.

Chi mai d'alto cader l'argento vide,

che gli alchimisti hanno mercurio detto,

e sparger e raccor tutti i suo' membri,

sentendo di costui, se ne rimembri.

71

Se gli spiccano il capo, Orrilo scende,né cessa brancolar fin che lo truovi;ed or pel crine ed or pel naso il prende,lo salda al collo, e non so con che chiovi.Piglial talor Grifone, e 'l braccio stende,nel fiume il getta, e non par ch'anco giovi;che nuota Orrilo al fondo come un pesce,e col suo capo salvo alla ripa esce.

Se gli spiccano il capo, Orrilo scende,né cessa brancolar fin che lo truovi;ed or pel crine ed or pel naso il prende,lo salda al collo, e non so con che chiovi.Piglial talor Grifone, e 'l braccio stende,nel fiume il getta, e non par ch'anco giovi;che nuota Orrilo al fondo come un pesce,e col suo capo salvo alla ripa esce.

Se gli spiccano il capo, Orrilo scende,

né cessa brancolar fin che lo truovi;

ed or pel crine ed or pel naso il prende,

lo salda al collo, e non so con che chiovi.

Piglial talor Grifone, e 'l braccio stende,

nel fiume il getta, e non par ch'anco giovi;

che nuota Orrilo al fondo come un pesce,

e col suo capo salvo alla ripa esce.

72

Due belle donne onestamente ornate,l'una vestita a bianco e l'altra a nero,che de la pugna causa erano state,stavano a riguardar l'assalto fiero.Queste eran quelle due benigne fatech'avean notriti i figli d'Oliviero,poi che li trasson teneri citellidai curvi artigli di duo grandi augelli,

Due belle donne onestamente ornate,l'una vestita a bianco e l'altra a nero,che de la pugna causa erano state,stavano a riguardar l'assalto fiero.Queste eran quelle due benigne fatech'avean notriti i figli d'Oliviero,poi che li trasson teneri citellidai curvi artigli di duo grandi augelli,

Due belle donne onestamente ornate,

l'una vestita a bianco e l'altra a nero,

che de la pugna causa erano state,

stavano a riguardar l'assalto fiero.

Queste eran quelle due benigne fate

ch'avean notriti i figli d'Oliviero,

poi che li trasson teneri citelli

dai curvi artigli di duo grandi augelli,

73

che rapiti gli avevano a Gismonda,e portati lontan dal suo paese.Ma non bisogna in ciò ch'io mi diffonda,ch'a tutto il mondo è l'istoria palese;ben che l'autor nel padre si confonda,ch'un per un altro (io non so come) prese.Or la battaglia i duo gioveni fanno,che le due donne ambi pregati n'hanno.

che rapiti gli avevano a Gismonda,e portati lontan dal suo paese.Ma non bisogna in ciò ch'io mi diffonda,ch'a tutto il mondo è l'istoria palese;ben che l'autor nel padre si confonda,ch'un per un altro (io non so come) prese.Or la battaglia i duo gioveni fanno,che le due donne ambi pregati n'hanno.

che rapiti gli avevano a Gismonda,

e portati lontan dal suo paese.

Ma non bisogna in ciò ch'io mi diffonda,

ch'a tutto il mondo è l'istoria palese;

ben che l'autor nel padre si confonda,

ch'un per un altro (io non so come) prese.

Or la battaglia i duo gioveni fanno,

che le due donne ambi pregati n'hanno.

74

Era in quel clima già sparito il giorno,all'isole ancor alto di Fortuna;l'ombre avean tolto ogni vedere a tornosotto l'incerta e mal compresa luna;quando alla rocca Orril fece ritorno,poi ch'alla bianca e alla sorella brunapiacque di differir l'aspra battagliafin che 'l sol nuovo all'orizzonte saglia.

Era in quel clima già sparito il giorno,all'isole ancor alto di Fortuna;l'ombre avean tolto ogni vedere a tornosotto l'incerta e mal compresa luna;quando alla rocca Orril fece ritorno,poi ch'alla bianca e alla sorella brunapiacque di differir l'aspra battagliafin che 'l sol nuovo all'orizzonte saglia.

Era in quel clima già sparito il giorno,

all'isole ancor alto di Fortuna;

l'ombre avean tolto ogni vedere a torno

sotto l'incerta e mal compresa luna;

quando alla rocca Orril fece ritorno,

poi ch'alla bianca e alla sorella bruna

piacque di differir l'aspra battaglia

fin che 'l sol nuovo all'orizzonte saglia.

75

Astolfo, che Grifone ed Aquilante,ed all'insegne e più al ferir gagliardo,riconosciuto avea gran pezzo inante,lor non fu altiero a salutar né tardo.Essi vedendo che quel che 'l gigantetraea legato, era il baron dal pardo(che così in corte era quel duca detto),raccolser lui con non minore affetto.

Astolfo, che Grifone ed Aquilante,ed all'insegne e più al ferir gagliardo,riconosciuto avea gran pezzo inante,lor non fu altiero a salutar né tardo.Essi vedendo che quel che 'l gigantetraea legato, era il baron dal pardo(che così in corte era quel duca detto),raccolser lui con non minore affetto.

Astolfo, che Grifone ed Aquilante,

ed all'insegne e più al ferir gagliardo,

riconosciuto avea gran pezzo inante,

lor non fu altiero a salutar né tardo.

Essi vedendo che quel che 'l gigante

traea legato, era il baron dal pardo

(che così in corte era quel duca detto),

raccolser lui con non minore affetto.

76

Le donne a riposare i cavallierimenaro a un lor palagio indi vicino.Donzelle incontra vennero e scudiericon torchi accesi, a mezzo del camino.Diero a chi n'ebbe cura i lor destrieri,trassonsi l'arme; e dentro un bel giardinotrovar ch'apparechiata era la cenaad una fonte limpida ed amena.

Le donne a riposare i cavallierimenaro a un lor palagio indi vicino.Donzelle incontra vennero e scudiericon torchi accesi, a mezzo del camino.Diero a chi n'ebbe cura i lor destrieri,trassonsi l'arme; e dentro un bel giardinotrovar ch'apparechiata era la cenaad una fonte limpida ed amena.

Le donne a riposare i cavallieri

menaro a un lor palagio indi vicino.

Donzelle incontra vennero e scudieri

con torchi accesi, a mezzo del camino.

Diero a chi n'ebbe cura i lor destrieri,

trassonsi l'arme; e dentro un bel giardino

trovar ch'apparechiata era la cena

ad una fonte limpida ed amena.

77

Fan legare il gigante alla verduraCon un'altra catena molto grossaad una quercia di molt'anni dura,che non si romperà per una scossa;e da dieci sergenti averne cura,che la notte discior non se ne possa,ed assalirli, e forse far lor danno,mentre sicuri e senza guardia stanno.

Fan legare il gigante alla verduraCon un'altra catena molto grossaad una quercia di molt'anni dura,che non si romperà per una scossa;e da dieci sergenti averne cura,che la notte discior non se ne possa,ed assalirli, e forse far lor danno,mentre sicuri e senza guardia stanno.

Fan legare il gigante alla verdura

Con un'altra catena molto grossa

ad una quercia di molt'anni dura,

che non si romperà per una scossa;

e da dieci sergenti averne cura,

che la notte discior non se ne possa,

ed assalirli, e forse far lor danno,

mentre sicuri e senza guardia stanno.

78

All'abondante e sontuosa mensa,dove il manco piacer fur le vivande,del ragionar gran parte si dispensasopra d'Orrilo e del miracol grande,che quasi par un sogno a chi vi pensa,ch'or capo or braccio a terra se gli mande,ed egli lo raccolga e lo raggiugna,e più feroce ognor torni alla pugna.

All'abondante e sontuosa mensa,dove il manco piacer fur le vivande,del ragionar gran parte si dispensasopra d'Orrilo e del miracol grande,che quasi par un sogno a chi vi pensa,ch'or capo or braccio a terra se gli mande,ed egli lo raccolga e lo raggiugna,e più feroce ognor torni alla pugna.

All'abondante e sontuosa mensa,

dove il manco piacer fur le vivande,

del ragionar gran parte si dispensa

sopra d'Orrilo e del miracol grande,

che quasi par un sogno a chi vi pensa,

ch'or capo or braccio a terra se gli mande,

ed egli lo raccolga e lo raggiugna,

e più feroce ognor torni alla pugna.

79

Astolfo nel suo libro avea già letto(quel ch'agl'incanti riparare insegna)ch'ad Orril non trarrà l'alma del pettofin ch'un crine fatal nel capo tegna;ma, se lo svelle o tronca, fia costrettoche suo mal grado fuor l'alma ne vegna.Questo ne dice il libro; ma non comeconosca il crine in così folte chiome.

Astolfo nel suo libro avea già letto(quel ch'agl'incanti riparare insegna)ch'ad Orril non trarrà l'alma del pettofin ch'un crine fatal nel capo tegna;ma, se lo svelle o tronca, fia costrettoche suo mal grado fuor l'alma ne vegna.Questo ne dice il libro; ma non comeconosca il crine in così folte chiome.

Astolfo nel suo libro avea già letto

(quel ch'agl'incanti riparare insegna)

ch'ad Orril non trarrà l'alma del petto

fin ch'un crine fatal nel capo tegna;

ma, se lo svelle o tronca, fia costretto

che suo mal grado fuor l'alma ne vegna.

Questo ne dice il libro; ma non come

conosca il crine in così folte chiome.

80

Non men de la vittoria si godea,che se n'avesse Astolfo già la palma;come chi speme in pochi colpi aveasvellere il crine al negromante e l'alma.Però di quella impresa prometteator su gli omeri suoi tutta la salma:Orril farà morir, quando non spiacciaai duo fratei, ch'egli la pugna faccia.

Non men de la vittoria si godea,che se n'avesse Astolfo già la palma;come chi speme in pochi colpi aveasvellere il crine al negromante e l'alma.Però di quella impresa prometteator su gli omeri suoi tutta la salma:Orril farà morir, quando non spiacciaai duo fratei, ch'egli la pugna faccia.

Non men de la vittoria si godea,

che se n'avesse Astolfo già la palma;

come chi speme in pochi colpi avea

svellere il crine al negromante e l'alma.

Però di quella impresa promettea

tor su gli omeri suoi tutta la salma:

Orril farà morir, quando non spiaccia

ai duo fratei, ch'egli la pugna faccia.

81

Ma quei gli danno volentier l'impresa,certi che debbia affaticarsi invano.Era già l'altra aurora in cielo ascesa,quando calò dai muri Orrilo al piano.Tra il duca e lui fu la battaglia accesa:la mazza l'un, l'altro ha la spada in mano.Di mille attende Astolfo un colpo trarne,che lo spirto gli sciolga da la carne.

Ma quei gli danno volentier l'impresa,certi che debbia affaticarsi invano.Era già l'altra aurora in cielo ascesa,quando calò dai muri Orrilo al piano.Tra il duca e lui fu la battaglia accesa:la mazza l'un, l'altro ha la spada in mano.Di mille attende Astolfo un colpo trarne,che lo spirto gli sciolga da la carne.

Ma quei gli danno volentier l'impresa,

certi che debbia affaticarsi invano.

Era già l'altra aurora in cielo ascesa,

quando calò dai muri Orrilo al piano.

Tra il duca e lui fu la battaglia accesa:

la mazza l'un, l'altro ha la spada in mano.

Di mille attende Astolfo un colpo trarne,

che lo spirto gli sciolga da la carne.

82

Or cader gli fa il pugno con la mazza,or l'uno or l'altro braccio con la mano;quando taglia a traverso la corazza,e quando il va troncando a brano a brano:ma ricogliendo sempre de la piazzava le sue membra Orrilo, e si fa sano.S'in cento pezzi ben l'avesse fatto,redintegrarsi il vedea Astolfo a un tratto.

Or cader gli fa il pugno con la mazza,or l'uno or l'altro braccio con la mano;quando taglia a traverso la corazza,e quando il va troncando a brano a brano:ma ricogliendo sempre de la piazzava le sue membra Orrilo, e si fa sano.S'in cento pezzi ben l'avesse fatto,redintegrarsi il vedea Astolfo a un tratto.

Or cader gli fa il pugno con la mazza,

or l'uno or l'altro braccio con la mano;

quando taglia a traverso la corazza,

e quando il va troncando a brano a brano:

ma ricogliendo sempre de la piazza

va le sue membra Orrilo, e si fa sano.

S'in cento pezzi ben l'avesse fatto,

redintegrarsi il vedea Astolfo a un tratto.

83

Al fin di mille colpi un gli ne colsesopra le spalle ai termini del mento:la testa e l'elmo dal capo gli tolse,né fu d'Orrilo a dismontar più lento.La sanguinosa chioma in man s'avolse,e risalse a cavallo in un momento;e la portò correndo incontra 'l Nilo,che riaver non la potesse Orrilo.

Al fin di mille colpi un gli ne colsesopra le spalle ai termini del mento:la testa e l'elmo dal capo gli tolse,né fu d'Orrilo a dismontar più lento.La sanguinosa chioma in man s'avolse,e risalse a cavallo in un momento;e la portò correndo incontra 'l Nilo,che riaver non la potesse Orrilo.

Al fin di mille colpi un gli ne colse

sopra le spalle ai termini del mento:

la testa e l'elmo dal capo gli tolse,

né fu d'Orrilo a dismontar più lento.

La sanguinosa chioma in man s'avolse,

e risalse a cavallo in un momento;

e la portò correndo incontra 'l Nilo,

che riaver non la potesse Orrilo.

84

Quel sciocco, che del fatto non s'accorse,per la polve cercando iva la testa:ma come intese il corridor via torse,portare il capo suo per la foresta;immantinente al suo destrier ricorse,sopra vi sale, e di seguir non resta.Volea gridare: — Aspetta, volta, volta! —ma gli avea il duca già la bocca tolta.

Quel sciocco, che del fatto non s'accorse,per la polve cercando iva la testa:ma come intese il corridor via torse,portare il capo suo per la foresta;immantinente al suo destrier ricorse,sopra vi sale, e di seguir non resta.Volea gridare: — Aspetta, volta, volta! —ma gli avea il duca già la bocca tolta.

Quel sciocco, che del fatto non s'accorse,

per la polve cercando iva la testa:

ma come intese il corridor via torse,

portare il capo suo per la foresta;

immantinente al suo destrier ricorse,

sopra vi sale, e di seguir non resta.

Volea gridare: — Aspetta, volta, volta! —

ma gli avea il duca già la bocca tolta.

85

Pur, che non gli ha tolto anco le calcagnasi riconforta, e segue a tutta briglia.Dietro il lascia gran spazio di campagnaquel Rabican che corre a maraviglia.Astolfo intanto per la cuticagnava da la nuca fin sopra le cigliacercando in fretta, se 'l crine fataleconoscer può, ch'Orril tiene immortale.

Pur, che non gli ha tolto anco le calcagnasi riconforta, e segue a tutta briglia.Dietro il lascia gran spazio di campagnaquel Rabican che corre a maraviglia.Astolfo intanto per la cuticagnava da la nuca fin sopra le cigliacercando in fretta, se 'l crine fataleconoscer può, ch'Orril tiene immortale.

Pur, che non gli ha tolto anco le calcagna

si riconforta, e segue a tutta briglia.

Dietro il lascia gran spazio di campagna

quel Rabican che corre a maraviglia.

Astolfo intanto per la cuticagna

va da la nuca fin sopra le ciglia

cercando in fretta, se 'l crine fatale

conoscer può, ch'Orril tiene immortale.

86

Fra tanti e innumerabili capelli,un più de l'altro non si stende o torce:qual dunque Astolfo sceglierà di quelli,che per dar morte al rio ladron raccorce?— Meglio è (disse) che tutti io tagli o svelli: —né si trovando aver rasoi né force,ricorse immantinente alla sua spada,che taglia sì, che si può dir che rada.

Fra tanti e innumerabili capelli,un più de l'altro non si stende o torce:qual dunque Astolfo sceglierà di quelli,che per dar morte al rio ladron raccorce?— Meglio è (disse) che tutti io tagli o svelli: —né si trovando aver rasoi né force,ricorse immantinente alla sua spada,che taglia sì, che si può dir che rada.

Fra tanti e innumerabili capelli,

un più de l'altro non si stende o torce:

qual dunque Astolfo sceglierà di quelli,

che per dar morte al rio ladron raccorce?

— Meglio è (disse) che tutti io tagli o svelli: —

né si trovando aver rasoi né force,

ricorse immantinente alla sua spada,

che taglia sì, che si può dir che rada.

87

E tenendo quel capo per lo naso,dietro e dinanzi lo dischioma tutto.Trovò fra gli altri quel fatale a caso:si fece il viso allor pallido e brutto,travolse gli occhi, e dimostrò all'occaso,per manifesti segni, esser condutto;e 'l busto che seguia troncato al collo,di sella cadde, e diè l'ultimo crollo.

E tenendo quel capo per lo naso,dietro e dinanzi lo dischioma tutto.Trovò fra gli altri quel fatale a caso:si fece il viso allor pallido e brutto,travolse gli occhi, e dimostrò all'occaso,per manifesti segni, esser condutto;e 'l busto che seguia troncato al collo,di sella cadde, e diè l'ultimo crollo.

E tenendo quel capo per lo naso,

dietro e dinanzi lo dischioma tutto.

Trovò fra gli altri quel fatale a caso:

si fece il viso allor pallido e brutto,

travolse gli occhi, e dimostrò all'occaso,

per manifesti segni, esser condutto;

e 'l busto che seguia troncato al collo,

di sella cadde, e diè l'ultimo crollo.

88

Astolfo, ove le donne e i cavallierilasciato avea, tornò col capo in mano,che tutti avea di morte i segni veri,e mostrò il tronco ove giacea lontano.Non so ben se lo vider volentieri,ancor che gli mostrasser viso umano;che la intercetta lor vittoria forsed'invidia ai duo germani il petto morse.

Astolfo, ove le donne e i cavallierilasciato avea, tornò col capo in mano,che tutti avea di morte i segni veri,e mostrò il tronco ove giacea lontano.Non so ben se lo vider volentieri,ancor che gli mostrasser viso umano;che la intercetta lor vittoria forsed'invidia ai duo germani il petto morse.

Astolfo, ove le donne e i cavallieri

lasciato avea, tornò col capo in mano,

che tutti avea di morte i segni veri,

e mostrò il tronco ove giacea lontano.

Non so ben se lo vider volentieri,

ancor che gli mostrasser viso umano;

che la intercetta lor vittoria forse

d'invidia ai duo germani il petto morse.

89

Né che tal fin quella battuglia avesse,credo più fosse alle due donne grato.Queste, perché più in lungo si traessede' duo fratelli il doloroso fatoch'in Francia par ch'in breve esser dovesse,con loro Orrilo avean quivi azzuffato,con speme di tenerli tanto a bada,che la trista influenza se ne vada.

Né che tal fin quella battuglia avesse,credo più fosse alle due donne grato.Queste, perché più in lungo si traessede' duo fratelli il doloroso fatoch'in Francia par ch'in breve esser dovesse,con loro Orrilo avean quivi azzuffato,con speme di tenerli tanto a bada,che la trista influenza se ne vada.

Né che tal fin quella battuglia avesse,

credo più fosse alle due donne grato.

Queste, perché più in lungo si traesse

de' duo fratelli il doloroso fato

ch'in Francia par ch'in breve esser dovesse,

con loro Orrilo avean quivi azzuffato,

con speme di tenerli tanto a bada,

che la trista influenza se ne vada.

90

Tosto che 'l castellan di Damiatacertificossi ch'era morto Orrilo,la columba lasciò, ch'avea legatasotto l'ala la lettera col filo.Quella andò al Cairo; ed indi fu lasciataun'altra altrove, come quivi è stilo:sì che in pochissime ore andò l'avisoper tutto Egitto, ch'era Orrilo ucciso.

Tosto che 'l castellan di Damiatacertificossi ch'era morto Orrilo,la columba lasciò, ch'avea legatasotto l'ala la lettera col filo.Quella andò al Cairo; ed indi fu lasciataun'altra altrove, come quivi è stilo:sì che in pochissime ore andò l'avisoper tutto Egitto, ch'era Orrilo ucciso.

Tosto che 'l castellan di Damiata

certificossi ch'era morto Orrilo,

la columba lasciò, ch'avea legata

sotto l'ala la lettera col filo.

Quella andò al Cairo; ed indi fu lasciata

un'altra altrove, come quivi è stilo:

sì che in pochissime ore andò l'aviso

per tutto Egitto, ch'era Orrilo ucciso.

91

Il duca, come al fin trasse l'impresa,confortò molto i nobili garzoni,ben che da sé v'avean la voglia intesa,né bisognavan stimuli né sproni,che per difender de la santa Chiesae del romano Imperio le ragioni,lasciasser le battaglie d'Oriente,e cercassino onor ne la lor gente.

Il duca, come al fin trasse l'impresa,confortò molto i nobili garzoni,ben che da sé v'avean la voglia intesa,né bisognavan stimuli né sproni,che per difender de la santa Chiesae del romano Imperio le ragioni,lasciasser le battaglie d'Oriente,e cercassino onor ne la lor gente.

Il duca, come al fin trasse l'impresa,

confortò molto i nobili garzoni,

ben che da sé v'avean la voglia intesa,

né bisognavan stimuli né sproni,

che per difender de la santa Chiesa

e del romano Imperio le ragioni,

lasciasser le battaglie d'Oriente,

e cercassino onor ne la lor gente.

92

Così Grifone ed Aquilante tolseciascuno da la sua donna licenza;le quali, ancor che lor ne 'ncrebbe e dolse,non vi seppon però far resistenza.Con essi Astolfo a man destra si volse;che si deliberar far riverenzaai santi luoghi ove Dio in carne visse,prima che verso Francia si venisse.

Così Grifone ed Aquilante tolseciascuno da la sua donna licenza;le quali, ancor che lor ne 'ncrebbe e dolse,non vi seppon però far resistenza.Con essi Astolfo a man destra si volse;che si deliberar far riverenzaai santi luoghi ove Dio in carne visse,prima che verso Francia si venisse.

Così Grifone ed Aquilante tolse

ciascuno da la sua donna licenza;

le quali, ancor che lor ne 'ncrebbe e dolse,

non vi seppon però far resistenza.

Con essi Astolfo a man destra si volse;

che si deliberar far riverenza

ai santi luoghi ove Dio in carne visse,

prima che verso Francia si venisse.

93

Potuto avrian pigliar la via mancina,ch'era più dilettevole e più piana,e mai non si scostar da la marina;ma per la destra andaro orrida e strana,perché l'alta città di Palestinaper questa sei giornate è men lontana.Acqua si truova ed erba in questa via:di tutti gli altri ben v'è carestia.

Potuto avrian pigliar la via mancina,ch'era più dilettevole e più piana,e mai non si scostar da la marina;ma per la destra andaro orrida e strana,perché l'alta città di Palestinaper questa sei giornate è men lontana.Acqua si truova ed erba in questa via:di tutti gli altri ben v'è carestia.

Potuto avrian pigliar la via mancina,

ch'era più dilettevole e più piana,

e mai non si scostar da la marina;

ma per la destra andaro orrida e strana,

perché l'alta città di Palestina

per questa sei giornate è men lontana.

Acqua si truova ed erba in questa via:

di tutti gli altri ben v'è carestia.

94

Sì che prima ch'entrassero in viaggio,ciò che lor bisognò, fecion raccorre,e carcar sul gigante il carriaggio,ch'avria portato in collo anco una torre.Al finir del camino aspro e selvaggio,da l'alto monte alla lor vista occorrela santa terra, ove il superno Amorelavò col proprio sangue il nostro errore.

Sì che prima ch'entrassero in viaggio,ciò che lor bisognò, fecion raccorre,e carcar sul gigante il carriaggio,ch'avria portato in collo anco una torre.Al finir del camino aspro e selvaggio,da l'alto monte alla lor vista occorrela santa terra, ove il superno Amorelavò col proprio sangue il nostro errore.

Sì che prima ch'entrassero in viaggio,

ciò che lor bisognò, fecion raccorre,

e carcar sul gigante il carriaggio,

ch'avria portato in collo anco una torre.

Al finir del camino aspro e selvaggio,

da l'alto monte alla lor vista occorre

la santa terra, ove il superno Amore

lavò col proprio sangue il nostro errore.

95

Trovano in su l'entrar de la cittadeun giovene gentil, lor conoscente,Sansonetto da Meca, oltre l'etade,ch'era nel primo fior, molto prudente;d'alta cavalleria, d'alta bontadefamoso, e riverito fra la gente.Orlando lo converse a nostra fede,e di sua man battesmo anco gli diede.

Trovano in su l'entrar de la cittadeun giovene gentil, lor conoscente,Sansonetto da Meca, oltre l'etade,ch'era nel primo fior, molto prudente;d'alta cavalleria, d'alta bontadefamoso, e riverito fra la gente.Orlando lo converse a nostra fede,e di sua man battesmo anco gli diede.

Trovano in su l'entrar de la cittade

un giovene gentil, lor conoscente,

Sansonetto da Meca, oltre l'etade,

ch'era nel primo fior, molto prudente;

d'alta cavalleria, d'alta bontade

famoso, e riverito fra la gente.

Orlando lo converse a nostra fede,

e di sua man battesmo anco gli diede.

96

Quivi lo trovan che disegna a frontedel calife d'Egitto una fortezza;e circondar vuole il Calvario montedi muro di duo miglia di lunghezza.Da lui raccolti fur con quella fronteche può d'interno amor dar più chiarezza,e dentro accompagnati, e con grande agiofatti alloggiar nel suo real palagio.

Quivi lo trovan che disegna a frontedel calife d'Egitto una fortezza;e circondar vuole il Calvario montedi muro di duo miglia di lunghezza.Da lui raccolti fur con quella fronteche può d'interno amor dar più chiarezza,e dentro accompagnati, e con grande agiofatti alloggiar nel suo real palagio.

Quivi lo trovan che disegna a fronte

del calife d'Egitto una fortezza;

e circondar vuole il Calvario monte

di muro di duo miglia di lunghezza.

Da lui raccolti fur con quella fronte

che può d'interno amor dar più chiarezza,

e dentro accompagnati, e con grande agio

fatti alloggiar nel suo real palagio.

97

Avea in governo egli la terra, e in vecedi Carlo vi reggea l'imperio giusto.Il duca Astolfo a costui dono fecedi quel sì grande e smisurato busto,ch'a portar pesi gli varrà per diecebestie da soma, tanto era robusto.Diegli Astolfo il gigante, e diegli appressola rete ch'in sua forza l'avea messo.

Avea in governo egli la terra, e in vecedi Carlo vi reggea l'imperio giusto.Il duca Astolfo a costui dono fecedi quel sì grande e smisurato busto,ch'a portar pesi gli varrà per diecebestie da soma, tanto era robusto.Diegli Astolfo il gigante, e diegli appressola rete ch'in sua forza l'avea messo.

Avea in governo egli la terra, e in vece

di Carlo vi reggea l'imperio giusto.

Il duca Astolfo a costui dono fece

di quel sì grande e smisurato busto,

ch'a portar pesi gli varrà per diece

bestie da soma, tanto era robusto.

Diegli Astolfo il gigante, e diegli appresso

la rete ch'in sua forza l'avea messo.

98

Sansonetto all'incontro al duca diedeper la spada una cinta ricca e bella;e diede spron per l'uno e l'altro piede,che d'oro avean la fibbia e la girella;ch'esser del cavallier stati si crede,che liberò dal drago la donzella:al Zaffo avuti con molt'altro arneseSansonetto gli avea, quando lo prese.

Sansonetto all'incontro al duca diedeper la spada una cinta ricca e bella;e diede spron per l'uno e l'altro piede,che d'oro avean la fibbia e la girella;ch'esser del cavallier stati si crede,che liberò dal drago la donzella:al Zaffo avuti con molt'altro arneseSansonetto gli avea, quando lo prese.

Sansonetto all'incontro al duca diede

per la spada una cinta ricca e bella;

e diede spron per l'uno e l'altro piede,

che d'oro avean la fibbia e la girella;

ch'esser del cavallier stati si crede,

che liberò dal drago la donzella:

al Zaffo avuti con molt'altro arnese

Sansonetto gli avea, quando lo prese.

99

Purgati de lor colpe a un monasterioche dava di sé odor di buoni esempi,de la passion di Cristo ogni misteriocontemplando n'andar per tutti i tempich'or con eterno obbrobrio e vituperioagli cristiani usurpano i Mori empi.L'Europa è in arme, e di far guerra agognain ogni parte, fuor ch'ove bisogna.

Purgati de lor colpe a un monasterioche dava di sé odor di buoni esempi,de la passion di Cristo ogni misteriocontemplando n'andar per tutti i tempich'or con eterno obbrobrio e vituperioagli cristiani usurpano i Mori empi.L'Europa è in arme, e di far guerra agognain ogni parte, fuor ch'ove bisogna.

Purgati de lor colpe a un monasterio

che dava di sé odor di buoni esempi,

de la passion di Cristo ogni misterio

contemplando n'andar per tutti i tempi

ch'or con eterno obbrobrio e vituperio

agli cristiani usurpano i Mori empi.

L'Europa è in arme, e di far guerra agogna

in ogni parte, fuor ch'ove bisogna.

100

Mentre avean quivi l'animo divoto,a perdonanze e a cerimonie intenti,un peregrin di Grecia, a Grifon noto,novelle gli arrecò gravi e pungenti,dal suo primo disegno e lungo vototroppo diverse e troppo differenti;e quelle il petto gl'infiammaron tanto,che gli scacciar l'orazion da canto.

Mentre avean quivi l'animo divoto,a perdonanze e a cerimonie intenti,un peregrin di Grecia, a Grifon noto,novelle gli arrecò gravi e pungenti,dal suo primo disegno e lungo vototroppo diverse e troppo differenti;e quelle il petto gl'infiammaron tanto,che gli scacciar l'orazion da canto.

Mentre avean quivi l'animo divoto,

a perdonanze e a cerimonie intenti,

un peregrin di Grecia, a Grifon noto,

novelle gli arrecò gravi e pungenti,

dal suo primo disegno e lungo voto

troppo diverse e troppo differenti;

e quelle il petto gl'infiammaron tanto,

che gli scacciar l'orazion da canto.

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