CANTO TRENTANOVESIMO

CANTO TRENTANOVESIMO

1

L'affanno di Ruggier ben veramenteè sopra ogn'altro duro, acerbo e forte,di cui travaglia il corpo, e più la mente,poi che di due fuggir non può una morte;o da Rinaldo, se di lui possentefia meno, o se fia più, da la consorte:che se 'l fratel le uccide, sa ch'incorrene l'odio suo, che più che morte aborre.

L'affanno di Ruggier ben veramenteè sopra ogn'altro duro, acerbo e forte,di cui travaglia il corpo, e più la mente,poi che di due fuggir non può una morte;o da Rinaldo, se di lui possentefia meno, o se fia più, da la consorte:che se 'l fratel le uccide, sa ch'incorrene l'odio suo, che più che morte aborre.

L'affanno di Ruggier ben veramente

è sopra ogn'altro duro, acerbo e forte,

di cui travaglia il corpo, e più la mente,

poi che di due fuggir non può una morte;

o da Rinaldo, se di lui possente

fia meno, o se fia più, da la consorte:

che se 'l fratel le uccide, sa ch'incorre

ne l'odio suo, che più che morte aborre.

2

Rinaldo, che non ha simil pensiero,in tutti i modi alla vittoria aspira:mena de l'azza dispettoso e fiero;quando alle braccia e quando al capo mira.Volteggiando con l'asta il buon Ruggieroribatte il colpo, e quinci e quindi gìra;e se percuote pur, disegna locoove possa a Rinaldo nuocer poco.

Rinaldo, che non ha simil pensiero,in tutti i modi alla vittoria aspira:mena de l'azza dispettoso e fiero;quando alle braccia e quando al capo mira.Volteggiando con l'asta il buon Ruggieroribatte il colpo, e quinci e quindi gìra;e se percuote pur, disegna locoove possa a Rinaldo nuocer poco.

Rinaldo, che non ha simil pensiero,

in tutti i modi alla vittoria aspira:

mena de l'azza dispettoso e fiero;

quando alle braccia e quando al capo mira.

Volteggiando con l'asta il buon Ruggiero

ribatte il colpo, e quinci e quindi gìra;

e se percuote pur, disegna loco

ove possa a Rinaldo nuocer poco.

3

Alla più parte dei signor paganitroppo par disegual esser la zuffa:troppo è Ruggier pigro a menar le mani,troppo Rinaldo il giovine ribuffa.Smarrito in faccia il re degli Africanimira l'assalto, e ne sospira e sbuffa:ed accusa Sobrin, da cui procedetutto l'error, che 'l mal consiglio diede.

Alla più parte dei signor paganitroppo par disegual esser la zuffa:troppo è Ruggier pigro a menar le mani,troppo Rinaldo il giovine ribuffa.Smarrito in faccia il re degli Africanimira l'assalto, e ne sospira e sbuffa:ed accusa Sobrin, da cui procedetutto l'error, che 'l mal consiglio diede.

Alla più parte dei signor pagani

troppo par disegual esser la zuffa:

troppo è Ruggier pigro a menar le mani,

troppo Rinaldo il giovine ribuffa.

Smarrito in faccia il re degli Africani

mira l'assalto, e ne sospira e sbuffa:

ed accusa Sobrin, da cui procede

tutto l'error, che 'l mal consiglio diede.

4

Melissa in questo tempo, ch'era fontedi quanto sappia incantatore o mago,avea cangiata la feminil fronte,e del gran re d'Algier presa l'imago:sembrava al viso, ai gesti Rodomonte,e parea armata di pelle di drago;e tal lo scudo e tal la spada al fiancoavea, quale usava egli, e nulla manco.

Melissa in questo tempo, ch'era fontedi quanto sappia incantatore o mago,avea cangiata la feminil fronte,e del gran re d'Algier presa l'imago:sembrava al viso, ai gesti Rodomonte,e parea armata di pelle di drago;e tal lo scudo e tal la spada al fiancoavea, quale usava egli, e nulla manco.

Melissa in questo tempo, ch'era fonte

di quanto sappia incantatore o mago,

avea cangiata la feminil fronte,

e del gran re d'Algier presa l'imago:

sembrava al viso, ai gesti Rodomonte,

e parea armata di pelle di drago;

e tal lo scudo e tal la spada al fianco

avea, quale usava egli, e nulla manco.

5

Spinse il demonio inanzi al mesto figliodel re Troiano, in forma di cavallo;e con gran voce e con turbato cigliodisse: — Signor, questo è pur troppo fallo,ch'un giovene inesperto a far periglio,contra un sì forte e sì famoso Galloabbiate eletto in cosa di tal sorte,che 'l regno e l'onor d'Africa n'importe.

Spinse il demonio inanzi al mesto figliodel re Troiano, in forma di cavallo;e con gran voce e con turbato cigliodisse: — Signor, questo è pur troppo fallo,ch'un giovene inesperto a far periglio,contra un sì forte e sì famoso Galloabbiate eletto in cosa di tal sorte,che 'l regno e l'onor d'Africa n'importe.

Spinse il demonio inanzi al mesto figlio

del re Troiano, in forma di cavallo;

e con gran voce e con turbato ciglio

disse: — Signor, questo è pur troppo fallo,

ch'un giovene inesperto a far periglio,

contra un sì forte e sì famoso Gallo

abbiate eletto in cosa di tal sorte,

che 'l regno e l'onor d'Africa n'importe.

6

Non si lassi seguir questa battaglia,che ne sarebbe in troppo detrimento.Su Rodomonte sia, né ve ne caglia,l'avere il patto rotto e 'l giuramento.Dimostri ognun come sua spada taglia:poi ch'io ci sono, ognun di voi val cento. —Poté questo parlar sì in Agramante,che senza più pensar si cacciò inante.

Non si lassi seguir questa battaglia,che ne sarebbe in troppo detrimento.Su Rodomonte sia, né ve ne caglia,l'avere il patto rotto e 'l giuramento.Dimostri ognun come sua spada taglia:poi ch'io ci sono, ognun di voi val cento. —Poté questo parlar sì in Agramante,che senza più pensar si cacciò inante.

Non si lassi seguir questa battaglia,

che ne sarebbe in troppo detrimento.

Su Rodomonte sia, né ve ne caglia,

l'avere il patto rotto e 'l giuramento.

Dimostri ognun come sua spada taglia:

poi ch'io ci sono, ognun di voi val cento. —

Poté questo parlar sì in Agramante,

che senza più pensar si cacciò inante.

7

Il creder d'aver seco il re d'Algierifece che si curò poco del patto;e non avria di mille cavallierigiunti in suo aiuto sì gran stima fatto.Perciò lance abbassar, spronar destrieridi qua di là veduto fu in un tratto.Melissa, poi che con sue finte larvela battaglia attaccò, subito sparve.

Il creder d'aver seco il re d'Algierifece che si curò poco del patto;e non avria di mille cavallierigiunti in suo aiuto sì gran stima fatto.Perciò lance abbassar, spronar destrieridi qua di là veduto fu in un tratto.Melissa, poi che con sue finte larvela battaglia attaccò, subito sparve.

Il creder d'aver seco il re d'Algieri

fece che si curò poco del patto;

e non avria di mille cavallieri

giunti in suo aiuto sì gran stima fatto.

Perciò lance abbassar, spronar destrieri

di qua di là veduto fu in un tratto.

Melissa, poi che con sue finte larve

la battaglia attaccò, subito sparve.

8

I duo campion che vedeno turbarsicontra ogni accordo, contra ogni promessa,senza più l'un con l'altro travagliarsi,anzi ogni ingiuria avendosi rimessa,fede si dàn né qua né là impacciarsi,fin che la cosa non sia meglio espressa,chi stato sia che i patti ha rotto inante,o 'l vecchio Carlo, o 'l giovene Agramante.

I duo campion che vedeno turbarsicontra ogni accordo, contra ogni promessa,senza più l'un con l'altro travagliarsi,anzi ogni ingiuria avendosi rimessa,fede si dàn né qua né là impacciarsi,fin che la cosa non sia meglio espressa,chi stato sia che i patti ha rotto inante,o 'l vecchio Carlo, o 'l giovene Agramante.

I duo campion che vedeno turbarsi

contra ogni accordo, contra ogni promessa,

senza più l'un con l'altro travagliarsi,

anzi ogni ingiuria avendosi rimessa,

fede si dàn né qua né là impacciarsi,

fin che la cosa non sia meglio espressa,

chi stato sia che i patti ha rotto inante,

o 'l vecchio Carlo, o 'l giovene Agramante.

9

E replican con nuovi giuramentid'esser nimici a chi mancò di fede.Sozzopra se ne van tutte le genti:chi porta inanzi e chi ritorna il piede.Chi sia fra i vili, e chi tra i più valentiin un atto medesimo si vede:son tutti parimente al correr presti;ma quei corrono inanzi, e indietro questi.

E replican con nuovi giuramentid'esser nimici a chi mancò di fede.Sozzopra se ne van tutte le genti:chi porta inanzi e chi ritorna il piede.Chi sia fra i vili, e chi tra i più valentiin un atto medesimo si vede:son tutti parimente al correr presti;ma quei corrono inanzi, e indietro questi.

E replican con nuovi giuramenti

d'esser nimici a chi mancò di fede.

Sozzopra se ne van tutte le genti:

chi porta inanzi e chi ritorna il piede.

Chi sia fra i vili, e chi tra i più valenti

in un atto medesimo si vede:

son tutti parimente al correr presti;

ma quei corrono inanzi, e indietro questi.

10

Come levrier che la fugace feracorrere intorno ed aggirarsi mira,né può con gli altri cani andare in schiera,che 'l cacciator lo tien, si strugge d'ira,si tormenta, s'affligge e si dispera,schiattisce indarno, e si dibatte e tira;così sdegnosa infin allora stataMarfisa era quel dì con la cognata.

Come levrier che la fugace feracorrere intorno ed aggirarsi mira,né può con gli altri cani andare in schiera,che 'l cacciator lo tien, si strugge d'ira,si tormenta, s'affligge e si dispera,schiattisce indarno, e si dibatte e tira;così sdegnosa infin allora stataMarfisa era quel dì con la cognata.

Come levrier che la fugace fera

correre intorno ed aggirarsi mira,

né può con gli altri cani andare in schiera,

che 'l cacciator lo tien, si strugge d'ira,

si tormenta, s'affligge e si dispera,

schiattisce indarno, e si dibatte e tira;

così sdegnosa infin allora stata

Marfisa era quel dì con la cognata.

11

Fin a quell'ora avean quel dì vedutesì ricche prede in spazioso piano;e che fosser dal patto ritenutedi non poter seguirle e porvi mano,ramaricate s'erano e dolute,e n'avean molto sospirato invano.Or che i patti e le triegue vider rotte,liete saltar ne l'africane frotte.

Fin a quell'ora avean quel dì vedutesì ricche prede in spazioso piano;e che fosser dal patto ritenutedi non poter seguirle e porvi mano,ramaricate s'erano e dolute,e n'avean molto sospirato invano.Or che i patti e le triegue vider rotte,liete saltar ne l'africane frotte.

Fin a quell'ora avean quel dì vedute

sì ricche prede in spazioso piano;

e che fosser dal patto ritenute

di non poter seguirle e porvi mano,

ramaricate s'erano e dolute,

e n'avean molto sospirato invano.

Or che i patti e le triegue vider rotte,

liete saltar ne l'africane frotte.

12

Marfisa cacciò l'asta per lo pettoal primo che scontrò, due braccia dietro:poi trasse il brando, e in men che non l'ho detto,spezzò quattro elmi, che sembrar di vetro.Bradamante non fe' minore effetto;ma l'asta d'or tenne diverso metro:tutti quei che toccò, per terra mise;duo tanti fur, né però alcuno uccise.

Marfisa cacciò l'asta per lo pettoal primo che scontrò, due braccia dietro:poi trasse il brando, e in men che non l'ho detto,spezzò quattro elmi, che sembrar di vetro.Bradamante non fe' minore effetto;ma l'asta d'or tenne diverso metro:tutti quei che toccò, per terra mise;duo tanti fur, né però alcuno uccise.

Marfisa cacciò l'asta per lo petto

al primo che scontrò, due braccia dietro:

poi trasse il brando, e in men che non l'ho detto,

spezzò quattro elmi, che sembrar di vetro.

Bradamante non fe' minore effetto;

ma l'asta d'or tenne diverso metro:

tutti quei che toccò, per terra mise;

duo tanti fur, né però alcuno uccise.

13

Questo sì presso l'una all'altra fero,che testimonie se ne fur tra loro;poi si scostaro, ed a ferir si diero,ove le trasse l'ira, il popul Moro.Chi potrà conto aver d'ogni guerrieroch'a terra mandi quella lancia d'oro?o d'ogni testa che tronca o divisasia da la orribil spada di Marfisa?

Questo sì presso l'una all'altra fero,che testimonie se ne fur tra loro;poi si scostaro, ed a ferir si diero,ove le trasse l'ira, il popul Moro.Chi potrà conto aver d'ogni guerrieroch'a terra mandi quella lancia d'oro?o d'ogni testa che tronca o divisasia da la orribil spada di Marfisa?

Questo sì presso l'una all'altra fero,

che testimonie se ne fur tra loro;

poi si scostaro, ed a ferir si diero,

ove le trasse l'ira, il popul Moro.

Chi potrà conto aver d'ogni guerriero

ch'a terra mandi quella lancia d'oro?

o d'ogni testa che tronca o divisa

sia da la orribil spada di Marfisa?

14

Come al soffiar de' più benigni venti,quando Apennin scuopre l'erbose spalle,muovonsi a par duo turbidi torrentiche nel cader fan poi diverso calle;svellono i sassi e gli arbori eminentida l'alte ripe, e portan ne la vallele biade e i campi; e quasi a gara fannoa chi far può nel suo camin più danno:

Come al soffiar de' più benigni venti,quando Apennin scuopre l'erbose spalle,muovonsi a par duo turbidi torrentiche nel cader fan poi diverso calle;svellono i sassi e gli arbori eminentida l'alte ripe, e portan ne la vallele biade e i campi; e quasi a gara fannoa chi far può nel suo camin più danno:

Come al soffiar de' più benigni venti,

quando Apennin scuopre l'erbose spalle,

muovonsi a par duo turbidi torrenti

che nel cader fan poi diverso calle;

svellono i sassi e gli arbori eminenti

da l'alte ripe, e portan ne la valle

le biade e i campi; e quasi a gara fanno

a chi far può nel suo camin più danno:

15

così le due magnanime guerriere,scorrendo il campo per diversa strada,gran strage fan ne l'africane schiere,l'una con l'asta, e l'altra con la spada.Tiene Agramante a pena alle bandierela gente sua, ch'in fuga non ne vada.Invan domanda, invan volge la fronte;né può saper che sia di Rodomonte.

così le due magnanime guerriere,scorrendo il campo per diversa strada,gran strage fan ne l'africane schiere,l'una con l'asta, e l'altra con la spada.Tiene Agramante a pena alle bandierela gente sua, ch'in fuga non ne vada.Invan domanda, invan volge la fronte;né può saper che sia di Rodomonte.

così le due magnanime guerriere,

scorrendo il campo per diversa strada,

gran strage fan ne l'africane schiere,

l'una con l'asta, e l'altra con la spada.

Tiene Agramante a pena alle bandiere

la gente sua, ch'in fuga non ne vada.

Invan domanda, invan volge la fronte;

né può saper che sia di Rodomonte.

16

A conforto di lui rotto avea il patto(così credea) che fu solennemente,i dei chiamando in testimonio, fatto;poi s'era dileguato sì repente.Né Sobrin vede ancor: Sobrin ritrattoin Arli s'era, e dettosi innocente;perché di quel pergiuro aspra vendettasopra Agramante il dì medesmo aspetta.

A conforto di lui rotto avea il patto(così credea) che fu solennemente,i dei chiamando in testimonio, fatto;poi s'era dileguato sì repente.Né Sobrin vede ancor: Sobrin ritrattoin Arli s'era, e dettosi innocente;perché di quel pergiuro aspra vendettasopra Agramante il dì medesmo aspetta.

A conforto di lui rotto avea il patto

(così credea) che fu solennemente,

i dei chiamando in testimonio, fatto;

poi s'era dileguato sì repente.

Né Sobrin vede ancor: Sobrin ritratto

in Arli s'era, e dettosi innocente;

perché di quel pergiuro aspra vendetta

sopra Agramante il dì medesmo aspetta.

17

Marsilio anco è fuggito ne la terra:sì la religion gli preme il core.Perciò male Agramante il passo serraa quei che mena Carlo imperatore,d'Italia, di Lamagna e d'Inghilterra,che tutte gente son d'alto valore;ed hanno i paladin sparsi tra loro,come le gemme in un riccamo d'oro:

Marsilio anco è fuggito ne la terra:sì la religion gli preme il core.Perciò male Agramante il passo serraa quei che mena Carlo imperatore,d'Italia, di Lamagna e d'Inghilterra,che tutte gente son d'alto valore;ed hanno i paladin sparsi tra loro,come le gemme in un riccamo d'oro:

Marsilio anco è fuggito ne la terra:

sì la religion gli preme il core.

Perciò male Agramante il passo serra

a quei che mena Carlo imperatore,

d'Italia, di Lamagna e d'Inghilterra,

che tutte gente son d'alto valore;

ed hanno i paladin sparsi tra loro,

come le gemme in un riccamo d'oro:

18

e presso ai paladini alcun perfettoquanto esser possa al mondo cavalliero,Guidon Selvaggio, l'intrepido petto,e i duo famosi figli d'Oliviero.Io non voglio ridir, ch'io l'ho già detto,di quel par di donzelle ardito e fiero.Questi uccidean di genti saracinetanto, che non v'è numero né fine.

e presso ai paladini alcun perfettoquanto esser possa al mondo cavalliero,Guidon Selvaggio, l'intrepido petto,e i duo famosi figli d'Oliviero.Io non voglio ridir, ch'io l'ho già detto,di quel par di donzelle ardito e fiero.Questi uccidean di genti saracinetanto, che non v'è numero né fine.

e presso ai paladini alcun perfetto

quanto esser possa al mondo cavalliero,

Guidon Selvaggio, l'intrepido petto,

e i duo famosi figli d'Oliviero.

Io non voglio ridir, ch'io l'ho già detto,

di quel par di donzelle ardito e fiero.

Questi uccidean di genti saracine

tanto, che non v'è numero né fine.

19

Ma differendo questa pugna alquanto,io vo' passar senza navilio il mare.Non ho con quei di Francia da far tanto,ch'io non m'abbia d'Astolfo a ricordare.La grazia che gli diè l'apostol santoio v'ho già detto, e detto aver mi pare,che 'l re Branzardo e il re de l'Algazeraper girli incontra armasse ogni sua schiera.

Ma differendo questa pugna alquanto,io vo' passar senza navilio il mare.Non ho con quei di Francia da far tanto,ch'io non m'abbia d'Astolfo a ricordare.La grazia che gli diè l'apostol santoio v'ho già detto, e detto aver mi pare,che 'l re Branzardo e il re de l'Algazeraper girli incontra armasse ogni sua schiera.

Ma differendo questa pugna alquanto,

io vo' passar senza navilio il mare.

Non ho con quei di Francia da far tanto,

ch'io non m'abbia d'Astolfo a ricordare.

La grazia che gli diè l'apostol santo

io v'ho già detto, e detto aver mi pare,

che 'l re Branzardo e il re de l'Algazera

per girli incontra armasse ogni sua schiera.

20

Furon di quei ch'aver poteano in fretta,le schiere di tutta Africa raccolte,non men d'inferma età che di perfetta;quasi ch'ancor le femine fur tolte.Agramante ostinato alla vendettaavea già vota l'Africa due volte.Poche genti rimase erano, e quelleesercito facean timido e imbelle.

Furon di quei ch'aver poteano in fretta,le schiere di tutta Africa raccolte,non men d'inferma età che di perfetta;quasi ch'ancor le femine fur tolte.Agramante ostinato alla vendettaavea già vota l'Africa due volte.Poche genti rimase erano, e quelleesercito facean timido e imbelle.

Furon di quei ch'aver poteano in fretta,

le schiere di tutta Africa raccolte,

non men d'inferma età che di perfetta;

quasi ch'ancor le femine fur tolte.

Agramante ostinato alla vendetta

avea già vota l'Africa due volte.

Poche genti rimase erano, e quelle

esercito facean timido e imbelle.

21

Ben lo mostrar; che gli nimici a penavider lontan, che se n'andaron rotti.Astolfo, come pecore, li menadinanzi ai suoi di guerreggiar più dotti,e fa restarne la campagna piena:pochi a Biserta se ne son ridotti.Prigion rimase Bucifar gagliardo;salvossi ne la terra il re Branzardo,

Ben lo mostrar; che gli nimici a penavider lontan, che se n'andaron rotti.Astolfo, come pecore, li menadinanzi ai suoi di guerreggiar più dotti,e fa restarne la campagna piena:pochi a Biserta se ne son ridotti.Prigion rimase Bucifar gagliardo;salvossi ne la terra il re Branzardo,

Ben lo mostrar; che gli nimici a pena

vider lontan, che se n'andaron rotti.

Astolfo, come pecore, li mena

dinanzi ai suoi di guerreggiar più dotti,

e fa restarne la campagna piena:

pochi a Biserta se ne son ridotti.

Prigion rimase Bucifar gagliardo;

salvossi ne la terra il re Branzardo,

22

via più dolente sol di Bucifaro,che se tutto perduto avesse il resto.Biserta è grande, e farle gran riparobisogna, e senza lui mal può far questo:poterlo riscattar molto avria caro.Mentre vi pensa e ne sta afflitto e mesto,gli viene in mente come tien prigionegià molti mesi il paladin Dudone.

via più dolente sol di Bucifaro,che se tutto perduto avesse il resto.Biserta è grande, e farle gran riparobisogna, e senza lui mal può far questo:poterlo riscattar molto avria caro.Mentre vi pensa e ne sta afflitto e mesto,gli viene in mente come tien prigionegià molti mesi il paladin Dudone.

via più dolente sol di Bucifaro,

che se tutto perduto avesse il resto.

Biserta è grande, e farle gran riparo

bisogna, e senza lui mal può far questo:

poterlo riscattar molto avria caro.

Mentre vi pensa e ne sta afflitto e mesto,

gli viene in mente come tien prigione

già molti mesi il paladin Dudone.

23

Lo prese sotto a Monaco in rivierail re di Sarza nel primo passaggio.Da indi in qua prigion sempre stato eraDudon che del Danese fu lignaggio.Mutar costui col re de l'Algazerapensò Branzardo, e ne mandò messaggioal capitan de' Nubi, perché inteseper vera spia, ch'egli era Astolfo inglese.

Lo prese sotto a Monaco in rivierail re di Sarza nel primo passaggio.Da indi in qua prigion sempre stato eraDudon che del Danese fu lignaggio.Mutar costui col re de l'Algazerapensò Branzardo, e ne mandò messaggioal capitan de' Nubi, perché inteseper vera spia, ch'egli era Astolfo inglese.

Lo prese sotto a Monaco in riviera

il re di Sarza nel primo passaggio.

Da indi in qua prigion sempre stato era

Dudon che del Danese fu lignaggio.

Mutar costui col re de l'Algazera

pensò Branzardo, e ne mandò messaggio

al capitan de' Nubi, perché intese

per vera spia, ch'egli era Astolfo inglese.

24

Essendo Astolfo paladin, comprendeche dee aver caro un paladino sciorre.Il gentil duca, come il caso intende,col re Branzardo in un voler concorre.Liberato Dudon, grazie ne rendeal duca, e seco si mette a disporrele cose che appertengono alla guerra,così quelle da mar, come da terra.

Essendo Astolfo paladin, comprendeche dee aver caro un paladino sciorre.Il gentil duca, come il caso intende,col re Branzardo in un voler concorre.Liberato Dudon, grazie ne rendeal duca, e seco si mette a disporrele cose che appertengono alla guerra,così quelle da mar, come da terra.

Essendo Astolfo paladin, comprende

che dee aver caro un paladino sciorre.

Il gentil duca, come il caso intende,

col re Branzardo in un voler concorre.

Liberato Dudon, grazie ne rende

al duca, e seco si mette a disporre

le cose che appertengono alla guerra,

così quelle da mar, come da terra.

25

Avendo Astolfo esercito infinitoda non gli far sette Afriche difesa;e rammentando come fu ammonitodal santo vecchio che gli diè l'impresadi tor Provenza e d'Acquamorta il litodi man di Saracin che l'avean presa;d'una gran turba fece nuova eletta,quella ch'al mar gli parve manco inetta.

Avendo Astolfo esercito infinitoda non gli far sette Afriche difesa;e rammentando come fu ammonitodal santo vecchio che gli diè l'impresadi tor Provenza e d'Acquamorta il litodi man di Saracin che l'avean presa;d'una gran turba fece nuova eletta,quella ch'al mar gli parve manco inetta.

Avendo Astolfo esercito infinito

da non gli far sette Afriche difesa;

e rammentando come fu ammonito

dal santo vecchio che gli diè l'impresa

di tor Provenza e d'Acquamorta il lito

di man di Saracin che l'avean presa;

d'una gran turba fece nuova eletta,

quella ch'al mar gli parve manco inetta.

26

Ed avendosi piene ambe le palme,quanto potean capir, di varie frondea lauri, a cedri tolte, a olive, a palme,venne sul mare, e le gittò ne l'onde.Oh felici, e dal ciel ben dilette alme!Grazia che Dio raro a' mortali infonde!Oh stupendo miracolo che nacquedi quelle frondi, come fur ne l'acque!

Ed avendosi piene ambe le palme,quanto potean capir, di varie frondea lauri, a cedri tolte, a olive, a palme,venne sul mare, e le gittò ne l'onde.Oh felici, e dal ciel ben dilette alme!Grazia che Dio raro a' mortali infonde!Oh stupendo miracolo che nacquedi quelle frondi, come fur ne l'acque!

Ed avendosi piene ambe le palme,

quanto potean capir, di varie fronde

a lauri, a cedri tolte, a olive, a palme,

venne sul mare, e le gittò ne l'onde.

Oh felici, e dal ciel ben dilette alme!

Grazia che Dio raro a' mortali infonde!

Oh stupendo miracolo che nacque

di quelle frondi, come fur ne l'acque!

27

Crebbero in quantità fuor d'ogni stima;si feron curve e grosse e lunghe e gravi;le vene ch'attraverso aveano prima,mutaro in dure spranghe e in grosse travi:e rimanendo acute inver la cima,tutte in un tratto diventaro navidi differenti qualitadi, e tante,quante raccolte fur da varie piante.

Crebbero in quantità fuor d'ogni stima;si feron curve e grosse e lunghe e gravi;le vene ch'attraverso aveano prima,mutaro in dure spranghe e in grosse travi:e rimanendo acute inver la cima,tutte in un tratto diventaro navidi differenti qualitadi, e tante,quante raccolte fur da varie piante.

Crebbero in quantità fuor d'ogni stima;

si feron curve e grosse e lunghe e gravi;

le vene ch'attraverso aveano prima,

mutaro in dure spranghe e in grosse travi:

e rimanendo acute inver la cima,

tutte in un tratto diventaro navi

di differenti qualitadi, e tante,

quante raccolte fur da varie piante.

28

Miracol fu veder le fronde sparteprodur fuste, galee, navi da gabbia.Fu mirabile ancor, che vele e sartee remi avean, quanto alcun legno n'abbia.Non mancò al duca poi chi avesse l'artedi governarsi alla ventosa rabbia;che di Sardi e di Corsi non remoti,nocchier, padron, pennesi ebbe e piloti.

Miracol fu veder le fronde sparteprodur fuste, galee, navi da gabbia.Fu mirabile ancor, che vele e sartee remi avean, quanto alcun legno n'abbia.Non mancò al duca poi chi avesse l'artedi governarsi alla ventosa rabbia;che di Sardi e di Corsi non remoti,nocchier, padron, pennesi ebbe e piloti.

Miracol fu veder le fronde sparte

produr fuste, galee, navi da gabbia.

Fu mirabile ancor, che vele e sarte

e remi avean, quanto alcun legno n'abbia.

Non mancò al duca poi chi avesse l'arte

di governarsi alla ventosa rabbia;

che di Sardi e di Corsi non remoti,

nocchier, padron, pennesi ebbe e piloti.

29

Quelli che entraro in mar, contati foroventiseimila, e gente d'ogni sorte.Dudon andò per capitano loro,cavallier saggio, e in terra e in acqua forte.Stava l'armata ancora al lito moro,miglior vento aspettando, che la porte,quando un navilio giunse a quella riva,che di presi guerrier carco veniva.

Quelli che entraro in mar, contati foroventiseimila, e gente d'ogni sorte.Dudon andò per capitano loro,cavallier saggio, e in terra e in acqua forte.Stava l'armata ancora al lito moro,miglior vento aspettando, che la porte,quando un navilio giunse a quella riva,che di presi guerrier carco veniva.

Quelli che entraro in mar, contati foro

ventiseimila, e gente d'ogni sorte.

Dudon andò per capitano loro,

cavallier saggio, e in terra e in acqua forte.

Stava l'armata ancora al lito moro,

miglior vento aspettando, che la porte,

quando un navilio giunse a quella riva,

che di presi guerrier carco veniva.

30

Portava quei ch'al periglioso ponte,ove alla giostre il campo era sì stretto,pigliato avea l'audace Rodomonte,come più volte io v'ho di sopra detto.Il cognato tra questi era del conte,e 'l fedel Brandimarte e Sansonetto,ed altri ancor, che dir non mi bisogna,d'Alemagna, d'Italia e di Guascogna.

Portava quei ch'al periglioso ponte,ove alla giostre il campo era sì stretto,pigliato avea l'audace Rodomonte,come più volte io v'ho di sopra detto.Il cognato tra questi era del conte,e 'l fedel Brandimarte e Sansonetto,ed altri ancor, che dir non mi bisogna,d'Alemagna, d'Italia e di Guascogna.

Portava quei ch'al periglioso ponte,

ove alla giostre il campo era sì stretto,

pigliato avea l'audace Rodomonte,

come più volte io v'ho di sopra detto.

Il cognato tra questi era del conte,

e 'l fedel Brandimarte e Sansonetto,

ed altri ancor, che dir non mi bisogna,

d'Alemagna, d'Italia e di Guascogna.

31

Quivi il nocchier, ch'ancor non s'era accortodegli inimici, entrò con la galea,lasciando molte miglia a dietro il portod'Algieri, ove calar prima volea,per un vento gagliardo ch'era sorto,e spinto oltre il dover la poppa avea.Venir tra i suoi credette e in loco fido,come vien Progne al suo loquace nido.

Quivi il nocchier, ch'ancor non s'era accortodegli inimici, entrò con la galea,lasciando molte miglia a dietro il portod'Algieri, ove calar prima volea,per un vento gagliardo ch'era sorto,e spinto oltre il dover la poppa avea.Venir tra i suoi credette e in loco fido,come vien Progne al suo loquace nido.

Quivi il nocchier, ch'ancor non s'era accorto

degli inimici, entrò con la galea,

lasciando molte miglia a dietro il porto

d'Algieri, ove calar prima volea,

per un vento gagliardo ch'era sorto,

e spinto oltre il dover la poppa avea.

Venir tra i suoi credette e in loco fido,

come vien Progne al suo loquace nido.

32

Ma come poi l'imperiale augello,i gigli d'oro e i pardi vide appresso,restò pallido in faccia, come quelloche 'l piede incauto d'improviso ha messosopra il serpente venenoso e fello,dal pigro sonno in mezzo l'erbe oppresso;che spaventato e smorto si ritira,fuggendo quel, ch'è pien di tosco e d'ira.

Ma come poi l'imperiale augello,i gigli d'oro e i pardi vide appresso,restò pallido in faccia, come quelloche 'l piede incauto d'improviso ha messosopra il serpente venenoso e fello,dal pigro sonno in mezzo l'erbe oppresso;che spaventato e smorto si ritira,fuggendo quel, ch'è pien di tosco e d'ira.

Ma come poi l'imperiale augello,

i gigli d'oro e i pardi vide appresso,

restò pallido in faccia, come quello

che 'l piede incauto d'improviso ha messo

sopra il serpente venenoso e fello,

dal pigro sonno in mezzo l'erbe oppresso;

che spaventato e smorto si ritira,

fuggendo quel, ch'è pien di tosco e d'ira.

33

Già non poté fuggir quindi il nocchiero,né tener seppe i prigion suoi di piatto.Con Brandimarte fu, con Oliviero,con Sansonetto e con molti altri trattoove dal duca e dal figliuol d'Uggierofu lieto viso agli suo' amici fatto;e per mercede lui che li condusse,volson che condannato al remo fusse.

Già non poté fuggir quindi il nocchiero,né tener seppe i prigion suoi di piatto.Con Brandimarte fu, con Oliviero,con Sansonetto e con molti altri trattoove dal duca e dal figliuol d'Uggierofu lieto viso agli suo' amici fatto;e per mercede lui che li condusse,volson che condannato al remo fusse.

Già non poté fuggir quindi il nocchiero,

né tener seppe i prigion suoi di piatto.

Con Brandimarte fu, con Oliviero,

con Sansonetto e con molti altri tratto

ove dal duca e dal figliuol d'Uggiero

fu lieto viso agli suo' amici fatto;

e per mercede lui che li condusse,

volson che condannato al remo fusse.

34

Come io vi dico, dal figliuol d'Otonei cavallier cristian furon ben visti,e di mensa onorati al padiglione,d'arme e di ciò che bisognò provisti.Per amor d'essi differì Dudonel'andata sua; che non minori acquistidi ragionar con tai baroni estima,che d'esser gito uno o duo giorni prima.

Come io vi dico, dal figliuol d'Otonei cavallier cristian furon ben visti,e di mensa onorati al padiglione,d'arme e di ciò che bisognò provisti.Per amor d'essi differì Dudonel'andata sua; che non minori acquistidi ragionar con tai baroni estima,che d'esser gito uno o duo giorni prima.

Come io vi dico, dal figliuol d'Otone

i cavallier cristian furon ben visti,

e di mensa onorati al padiglione,

d'arme e di ciò che bisognò provisti.

Per amor d'essi differì Dudone

l'andata sua; che non minori acquisti

di ragionar con tai baroni estima,

che d'esser gito uno o duo giorni prima.

35

In che stato, in che termine si trovee Francia e Carlo, istruzion vera ebbe;e dove più sicuramente, e dove,per far miglior effetto, calar debbe.Mentre da lor venìa intendendo nuove,s'udì un rumor che tuttavia più crebbe;e un dar all'arme ne seguì sì fiero,che fece a tutti far più d'un pensiero.

In che stato, in che termine si trovee Francia e Carlo, istruzion vera ebbe;e dove più sicuramente, e dove,per far miglior effetto, calar debbe.Mentre da lor venìa intendendo nuove,s'udì un rumor che tuttavia più crebbe;e un dar all'arme ne seguì sì fiero,che fece a tutti far più d'un pensiero.

In che stato, in che termine si trove

e Francia e Carlo, istruzion vera ebbe;

e dove più sicuramente, e dove,

per far miglior effetto, calar debbe.

Mentre da lor venìa intendendo nuove,

s'udì un rumor che tuttavia più crebbe;

e un dar all'arme ne seguì sì fiero,

che fece a tutti far più d'un pensiero.

36

Il duca Astolfo e la compagnia bella,che ragionando insieme si trovaro,in un momento armati furo e in sella,e verso il maggior grido in fretta andaro,di qua di là cercando pur novelladi quel romore; e in loco capitaro,ove videro un uom tanto feroce,che nudo e solo a tutto 'l campo nuoce.

Il duca Astolfo e la compagnia bella,che ragionando insieme si trovaro,in un momento armati furo e in sella,e verso il maggior grido in fretta andaro,di qua di là cercando pur novelladi quel romore; e in loco capitaro,ove videro un uom tanto feroce,che nudo e solo a tutto 'l campo nuoce.

Il duca Astolfo e la compagnia bella,

che ragionando insieme si trovaro,

in un momento armati furo e in sella,

e verso il maggior grido in fretta andaro,

di qua di là cercando pur novella

di quel romore; e in loco capitaro,

ove videro un uom tanto feroce,

che nudo e solo a tutto 'l campo nuoce.

37

Menava un suo baston di legno in volta,che era sì duro e sì grave e sì fermo,che declinando quel, facea ogni voltacader in terra un uom peggio ch'infermo.Già a più di cento avea la vita tolta;né più se gli facea riparo o schermo,se non tirando di lontan saette:d'appresso non è alcun già che l'aspette.

Menava un suo baston di legno in volta,che era sì duro e sì grave e sì fermo,che declinando quel, facea ogni voltacader in terra un uom peggio ch'infermo.Già a più di cento avea la vita tolta;né più se gli facea riparo o schermo,se non tirando di lontan saette:d'appresso non è alcun già che l'aspette.

Menava un suo baston di legno in volta,

che era sì duro e sì grave e sì fermo,

che declinando quel, facea ogni volta

cader in terra un uom peggio ch'infermo.

Già a più di cento avea la vita tolta;

né più se gli facea riparo o schermo,

se non tirando di lontan saette:

d'appresso non è alcun già che l'aspette.

38

Dudone, Astolfo, Brandimarte, essendocorsi in fretta al romore, ed Oliviero,de la gran forza e del valor stupendostavan maravigliosi di quel fiero;quando venir s'un palafren correndovidero una donzella in vestir nero,che corse a Brandimarte e salutollo,e gli alzò a un tempo ambe le braccia al collo.

Dudone, Astolfo, Brandimarte, essendocorsi in fretta al romore, ed Oliviero,de la gran forza e del valor stupendostavan maravigliosi di quel fiero;quando venir s'un palafren correndovidero una donzella in vestir nero,che corse a Brandimarte e salutollo,e gli alzò a un tempo ambe le braccia al collo.

Dudone, Astolfo, Brandimarte, essendo

corsi in fretta al romore, ed Oliviero,

de la gran forza e del valor stupendo

stavan maravigliosi di quel fiero;

quando venir s'un palafren correndo

videro una donzella in vestir nero,

che corse a Brandimarte e salutollo,

e gli alzò a un tempo ambe le braccia al collo.

39

Questa era Fiordiligi, che sì accesoavea d'amor per Brandimarte il core,che quando al ponte stretto il lasciò preso,vicina ad impazzar fu di dolore.Di là dal mare era passata, intesoavendo dal pagan che ne fu autore,che mandato con molti cavallieriera prigion ne la città d'Algieri.

Questa era Fiordiligi, che sì accesoavea d'amor per Brandimarte il core,che quando al ponte stretto il lasciò preso,vicina ad impazzar fu di dolore.Di là dal mare era passata, intesoavendo dal pagan che ne fu autore,che mandato con molti cavallieriera prigion ne la città d'Algieri.

Questa era Fiordiligi, che sì acceso

avea d'amor per Brandimarte il core,

che quando al ponte stretto il lasciò preso,

vicina ad impazzar fu di dolore.

Di là dal mare era passata, inteso

avendo dal pagan che ne fu autore,

che mandato con molti cavallieri

era prigion ne la città d'Algieri.

40

Quando fu per passare, avea trovatoa Marsilia una nave di Levante,ch'un vecchio cavalliero avea portatode la famiglia del re Monodante;il qual molte province avea cercato,quando per mar, quando per terra errante,per trovar Brandimarte; che nuova ebbetra via di lui, ch'in Francia il troverebbe.

Quando fu per passare, avea trovatoa Marsilia una nave di Levante,ch'un vecchio cavalliero avea portatode la famiglia del re Monodante;il qual molte province avea cercato,quando per mar, quando per terra errante,per trovar Brandimarte; che nuova ebbetra via di lui, ch'in Francia il troverebbe.

Quando fu per passare, avea trovato

a Marsilia una nave di Levante,

ch'un vecchio cavalliero avea portato

de la famiglia del re Monodante;

il qual molte province avea cercato,

quando per mar, quando per terra errante,

per trovar Brandimarte; che nuova ebbe

tra via di lui, ch'in Francia il troverebbe.

41

Ed ella, conosciuto che Bardinoera costui, Bardino che rapitoal padre Brandimarte piccolino,ed a Rocca Silvana avea notrito,e la cagione intesa del camino,seco fatto l'avea scioglier dal lito,avendogli narrato in che manieraBrandimarte passato in Africa era.

Ed ella, conosciuto che Bardinoera costui, Bardino che rapitoal padre Brandimarte piccolino,ed a Rocca Silvana avea notrito,e la cagione intesa del camino,seco fatto l'avea scioglier dal lito,avendogli narrato in che manieraBrandimarte passato in Africa era.

Ed ella, conosciuto che Bardino

era costui, Bardino che rapito

al padre Brandimarte piccolino,

ed a Rocca Silvana avea notrito,

e la cagione intesa del camino,

seco fatto l'avea scioglier dal lito,

avendogli narrato in che maniera

Brandimarte passato in Africa era.

42

Tosto che furo a terra, udir le nuove,ch'assediata d'Astolfo era Biserta:che seco Brandimarte si ritroveudito avean, ma non per cosa certa.Or Fiordiligi in tal fretta si muove,come lo vede, che ben mostra apertaquella allegrezza ch'i precessi guaile fero la maggior ch'avesse mai.

Tosto che furo a terra, udir le nuove,ch'assediata d'Astolfo era Biserta:che seco Brandimarte si ritroveudito avean, ma non per cosa certa.Or Fiordiligi in tal fretta si muove,come lo vede, che ben mostra apertaquella allegrezza ch'i precessi guaile fero la maggior ch'avesse mai.

Tosto che furo a terra, udir le nuove,

ch'assediata d'Astolfo era Biserta:

che seco Brandimarte si ritrove

udito avean, ma non per cosa certa.

Or Fiordiligi in tal fretta si muove,

come lo vede, che ben mostra aperta

quella allegrezza ch'i precessi guai

le fero la maggior ch'avesse mai.

43

Il gentil cavallier, non men giocondodi veder la diletta e fida mogliech'amava più che cosa altra del mondo,l'abraccia e stringe e dolcemente accoglie:né per saziare al primo né al secondoné al terzo bacio era l'accese voglie;se non ch'alzando gli occhi ebbe vedutoBardin che con la donna era venuto.

Il gentil cavallier, non men giocondodi veder la diletta e fida mogliech'amava più che cosa altra del mondo,l'abraccia e stringe e dolcemente accoglie:né per saziare al primo né al secondoné al terzo bacio era l'accese voglie;se non ch'alzando gli occhi ebbe vedutoBardin che con la donna era venuto.

Il gentil cavallier, non men giocondo

di veder la diletta e fida moglie

ch'amava più che cosa altra del mondo,

l'abraccia e stringe e dolcemente accoglie:

né per saziare al primo né al secondo

né al terzo bacio era l'accese voglie;

se non ch'alzando gli occhi ebbe veduto

Bardin che con la donna era venuto.

44

Stese le mani, ed abbracciar lo volle,e insieme domandar perché venìa;ma di poterlo far tempo gli tolleil campo ch'in disordine fuggiadinanzi a quel baston che 'l nudo follemenava intorno, e gli facea dar via.Fiordiligi mirò quel nudo in fronte,e gridò a Brandimarte: — Eccovi il conte! —

Stese le mani, ed abbracciar lo volle,e insieme domandar perché venìa;ma di poterlo far tempo gli tolleil campo ch'in disordine fuggiadinanzi a quel baston che 'l nudo follemenava intorno, e gli facea dar via.Fiordiligi mirò quel nudo in fronte,e gridò a Brandimarte: — Eccovi il conte! —

Stese le mani, ed abbracciar lo volle,

e insieme domandar perché venìa;

ma di poterlo far tempo gli tolle

il campo ch'in disordine fuggia

dinanzi a quel baston che 'l nudo folle

menava intorno, e gli facea dar via.

Fiordiligi mirò quel nudo in fronte,

e gridò a Brandimarte: — Eccovi il conte! —

45

Astolfo tutto a un tempo, ch'era quivi,che questo Orlando fosse, ebbe paleseper alcun segno che dai vecchi divisu nel terrestre paradiso intese.Altrimente restavan tutti prividi cognizion di quel signor cortese;che per lungo sprezzarsi, come stolto,avea di fera, più che d'uomo, il volto.

Astolfo tutto a un tempo, ch'era quivi,che questo Orlando fosse, ebbe paleseper alcun segno che dai vecchi divisu nel terrestre paradiso intese.Altrimente restavan tutti prividi cognizion di quel signor cortese;che per lungo sprezzarsi, come stolto,avea di fera, più che d'uomo, il volto.

Astolfo tutto a un tempo, ch'era quivi,

che questo Orlando fosse, ebbe palese

per alcun segno che dai vecchi divi

su nel terrestre paradiso intese.

Altrimente restavan tutti privi

di cognizion di quel signor cortese;

che per lungo sprezzarsi, come stolto,

avea di fera, più che d'uomo, il volto.

46

Astolfo per pietà che gli traffisseil petto e il cor, si volse lacrimando;ed a Dudon (che gli era appresso) disse,ed indi ad Oliviero: — Eccovi Orlando! —Quei gli occhi alquanto e le palpèbre fissetenendo in lui, l'andar raffigurando;e 'l ritrovarlo in tal calamitade,gli empì di meraviglie e di pietade.

Astolfo per pietà che gli traffisseil petto e il cor, si volse lacrimando;ed a Dudon (che gli era appresso) disse,ed indi ad Oliviero: — Eccovi Orlando! —Quei gli occhi alquanto e le palpèbre fissetenendo in lui, l'andar raffigurando;e 'l ritrovarlo in tal calamitade,gli empì di meraviglie e di pietade.

Astolfo per pietà che gli traffisse

il petto e il cor, si volse lacrimando;

ed a Dudon (che gli era appresso) disse,

ed indi ad Oliviero: — Eccovi Orlando! —

Quei gli occhi alquanto e le palpèbre fisse

tenendo in lui, l'andar raffigurando;

e 'l ritrovarlo in tal calamitade,

gli empì di meraviglie e di pietade.

47

Piangeano quei signor per la più parte:sì lor ne dolse, e lor ne 'ncrebbe tanto.— Tempo è (lor disse Astolfo) trovar artedi risanarlo, e non di fargli il pianto. —E saltò a piedi, e così Brandimarte,Sansonetto, Oliviero e Dudon santo;e s'aventaro al nipote di Carlotutti in un tempo; che volean pigliarlo.

Piangeano quei signor per la più parte:sì lor ne dolse, e lor ne 'ncrebbe tanto.— Tempo è (lor disse Astolfo) trovar artedi risanarlo, e non di fargli il pianto. —E saltò a piedi, e così Brandimarte,Sansonetto, Oliviero e Dudon santo;e s'aventaro al nipote di Carlotutti in un tempo; che volean pigliarlo.

Piangeano quei signor per la più parte:

sì lor ne dolse, e lor ne 'ncrebbe tanto.

— Tempo è (lor disse Astolfo) trovar arte

di risanarlo, e non di fargli il pianto. —

E saltò a piedi, e così Brandimarte,

Sansonetto, Oliviero e Dudon santo;

e s'aventaro al nipote di Carlo

tutti in un tempo; che volean pigliarlo.

48

Orlando che si vide fare il cerchio,menò il baston da disperato e folle;ed a Dudon che si facea coperchioal capo de lo scudo ed entrar volle,fe' sentir ch'era grave di soperchio:e se non che Olivier col brando tolleparte del colpo, avria il bastone ingiustorotto lo scudo, l'elmo, il capo e il busto.

Orlando che si vide fare il cerchio,menò il baston da disperato e folle;ed a Dudon che si facea coperchioal capo de lo scudo ed entrar volle,fe' sentir ch'era grave di soperchio:e se non che Olivier col brando tolleparte del colpo, avria il bastone ingiustorotto lo scudo, l'elmo, il capo e il busto.

Orlando che si vide fare il cerchio,

menò il baston da disperato e folle;

ed a Dudon che si facea coperchio

al capo de lo scudo ed entrar volle,

fe' sentir ch'era grave di soperchio:

e se non che Olivier col brando tolle

parte del colpo, avria il bastone ingiusto

rotto lo scudo, l'elmo, il capo e il busto.

49

Lo scudo roppe solo, e su l'elmettotempestò sì, che Dudon cadde in terra.Menò la spada a un tempo Sansonetto;e del baston più di duo braccia afferracon valor tal, che tutto il taglia netto.Brandimarte ch'addosso se gli serra,gli cinge i fianchi, quanto può, con ambele braccia, e Astolfo il piglia ne le gambe.

Lo scudo roppe solo, e su l'elmettotempestò sì, che Dudon cadde in terra.Menò la spada a un tempo Sansonetto;e del baston più di duo braccia afferracon valor tal, che tutto il taglia netto.Brandimarte ch'addosso se gli serra,gli cinge i fianchi, quanto può, con ambele braccia, e Astolfo il piglia ne le gambe.

Lo scudo roppe solo, e su l'elmetto

tempestò sì, che Dudon cadde in terra.

Menò la spada a un tempo Sansonetto;

e del baston più di duo braccia afferra

con valor tal, che tutto il taglia netto.

Brandimarte ch'addosso se gli serra,

gli cinge i fianchi, quanto può, con ambe

le braccia, e Astolfo il piglia ne le gambe.

50

Scuotesi Orlando, e lungi dieci passida sé l'Inglese fe' cader riverso:non fa però che Brandimarte il lassi,che con più forza l'ha preso a traverso.Ad Olivier che troppo inanzi fassi,menò un pugno sì duro e sì perverso,che lo fe' cader pallido ed esangue,e dal naso e dagli occhi uscirgli il sangue.

Scuotesi Orlando, e lungi dieci passida sé l'Inglese fe' cader riverso:non fa però che Brandimarte il lassi,che con più forza l'ha preso a traverso.Ad Olivier che troppo inanzi fassi,menò un pugno sì duro e sì perverso,che lo fe' cader pallido ed esangue,e dal naso e dagli occhi uscirgli il sangue.

Scuotesi Orlando, e lungi dieci passi

da sé l'Inglese fe' cader riverso:

non fa però che Brandimarte il lassi,

che con più forza l'ha preso a traverso.

Ad Olivier che troppo inanzi fassi,

menò un pugno sì duro e sì perverso,

che lo fe' cader pallido ed esangue,

e dal naso e dagli occhi uscirgli il sangue.

51

E se non era l'elmo più che buono,ch'avea Olivier, l'avria quel pugno ucciso:cadde però, come se fatto donoavesse de lo spirto al paradiso.Dudone e Astolfo che levati sono,ben che Dudone abbia gonfiato il viso,e Sansonetto che 'l bel colpo ha fatto,adosso a Orlando son tutti in un tratto.

E se non era l'elmo più che buono,ch'avea Olivier, l'avria quel pugno ucciso:cadde però, come se fatto donoavesse de lo spirto al paradiso.Dudone e Astolfo che levati sono,ben che Dudone abbia gonfiato il viso,e Sansonetto che 'l bel colpo ha fatto,adosso a Orlando son tutti in un tratto.

E se non era l'elmo più che buono,

ch'avea Olivier, l'avria quel pugno ucciso:

cadde però, come se fatto dono

avesse de lo spirto al paradiso.

Dudone e Astolfo che levati sono,

ben che Dudone abbia gonfiato il viso,

e Sansonetto che 'l bel colpo ha fatto,

adosso a Orlando son tutti in un tratto.

52

Dudon con gran vigor dietro l'abbraccia,pur tentando col piè farlo cadere:Astolfo e gli altri gli han prese le braccia,né lo puon tutti insieme anco tenere.C'ha visto toro a cui si dia la caccia,e ch'alle orecchie abbia le zanne fiere,correr mugliando, e trarre ovunque correi cani seco, e non potersi sciorre;

Dudon con gran vigor dietro l'abbraccia,pur tentando col piè farlo cadere:Astolfo e gli altri gli han prese le braccia,né lo puon tutti insieme anco tenere.C'ha visto toro a cui si dia la caccia,e ch'alle orecchie abbia le zanne fiere,correr mugliando, e trarre ovunque correi cani seco, e non potersi sciorre;

Dudon con gran vigor dietro l'abbraccia,

pur tentando col piè farlo cadere:

Astolfo e gli altri gli han prese le braccia,

né lo puon tutti insieme anco tenere.

C'ha visto toro a cui si dia la caccia,

e ch'alle orecchie abbia le zanne fiere,

correr mugliando, e trarre ovunque corre

i cani seco, e non potersi sciorre;

53

imagini ch'Orlando fosse tale,che tutti quei guerrier seco traea.In quel tempo Olivier di terra sale,là dove steso il gran pugno l'avea;e visto che così si potea malefar di lui quel ch'Astolfo far volea,si pensò un modo, ed ad effetto il messe,di far cader Orlando, e gli successe.

imagini ch'Orlando fosse tale,che tutti quei guerrier seco traea.In quel tempo Olivier di terra sale,là dove steso il gran pugno l'avea;e visto che così si potea malefar di lui quel ch'Astolfo far volea,si pensò un modo, ed ad effetto il messe,di far cader Orlando, e gli successe.

imagini ch'Orlando fosse tale,

che tutti quei guerrier seco traea.

In quel tempo Olivier di terra sale,

là dove steso il gran pugno l'avea;

e visto che così si potea male

far di lui quel ch'Astolfo far volea,

si pensò un modo, ed ad effetto il messe,

di far cader Orlando, e gli successe.

54

Si fe' quivi arrecar più d'una fune,e con nodi correnti adattò presto;ed alle gambe ed alle braccia alcunefe' porre al conte, ed a traverso il resto.Di quelle i capi poi partì in commune,e li diede a tenere a quello e a questo.Per quella via che maniscalco atterracavallo o bue, fu tratto Orlando in terra.

Si fe' quivi arrecar più d'una fune,e con nodi correnti adattò presto;ed alle gambe ed alle braccia alcunefe' porre al conte, ed a traverso il resto.Di quelle i capi poi partì in commune,e li diede a tenere a quello e a questo.Per quella via che maniscalco atterracavallo o bue, fu tratto Orlando in terra.

Si fe' quivi arrecar più d'una fune,

e con nodi correnti adattò presto;

ed alle gambe ed alle braccia alcune

fe' porre al conte, ed a traverso il resto.

Di quelle i capi poi partì in commune,

e li diede a tenere a quello e a questo.

Per quella via che maniscalco atterra

cavallo o bue, fu tratto Orlando in terra.

55

Come egli è in terra, gli son tutti adosso,e gli legan più forte e piedi e mani.Assai di qua di là s'è Orlando scosso,ma sono i suoi risforzi tutti vani.Commanda Astolfo che sia quindi mosso,che dice voler far che si risani.Dudon ch'è grande, il leva in su le schene,e porta al mar sopra l'estreme arene.

Come egli è in terra, gli son tutti adosso,e gli legan più forte e piedi e mani.Assai di qua di là s'è Orlando scosso,ma sono i suoi risforzi tutti vani.Commanda Astolfo che sia quindi mosso,che dice voler far che si risani.Dudon ch'è grande, il leva in su le schene,e porta al mar sopra l'estreme arene.

Come egli è in terra, gli son tutti adosso,

e gli legan più forte e piedi e mani.

Assai di qua di là s'è Orlando scosso,

ma sono i suoi risforzi tutti vani.

Commanda Astolfo che sia quindi mosso,

che dice voler far che si risani.

Dudon ch'è grande, il leva in su le schene,

e porta al mar sopra l'estreme arene.

56

Lo fa lavar Astolfo sette volte;e sette volte sotto acqua l'attuffa;sì che dal viso e da le membra stolteleva la brutta rugine e la muffa:poi con certe erbe, a questo effetto colte,la bocca chiuder fa, che soffia e buffa;che non volea ch'avesse altro meatoonde spirar, che per lo naso, il fiato.

Lo fa lavar Astolfo sette volte;e sette volte sotto acqua l'attuffa;sì che dal viso e da le membra stolteleva la brutta rugine e la muffa:poi con certe erbe, a questo effetto colte,la bocca chiuder fa, che soffia e buffa;che non volea ch'avesse altro meatoonde spirar, che per lo naso, il fiato.

Lo fa lavar Astolfo sette volte;

e sette volte sotto acqua l'attuffa;

sì che dal viso e da le membra stolte

leva la brutta rugine e la muffa:

poi con certe erbe, a questo effetto colte,

la bocca chiuder fa, che soffia e buffa;

che non volea ch'avesse altro meato

onde spirar, che per lo naso, il fiato.

57

Aveasi Astolfo apparecchiato il vasoin che il senno d'Orlando era rinchiuso;e quello in modo appropinquogli al naso,che nel tirar che fece il fiato in suso,tutto il votò: maraviglioso caso!che ritornò la mente al primier uso;e ne' suoi bei discorsi l'intellettorivenne, più che mai lucido e netto.

Aveasi Astolfo apparecchiato il vasoin che il senno d'Orlando era rinchiuso;e quello in modo appropinquogli al naso,che nel tirar che fece il fiato in suso,tutto il votò: maraviglioso caso!che ritornò la mente al primier uso;e ne' suoi bei discorsi l'intellettorivenne, più che mai lucido e netto.

Aveasi Astolfo apparecchiato il vaso

in che il senno d'Orlando era rinchiuso;

e quello in modo appropinquogli al naso,

che nel tirar che fece il fiato in suso,

tutto il votò: maraviglioso caso!

che ritornò la mente al primier uso;

e ne' suoi bei discorsi l'intelletto

rivenne, più che mai lucido e netto.

58

Come chi da noioso e grave sonno,ove o vedere abominevol formedi mostri che non son, né ch'esser ponno,o gli par cosa far strana ed enorme,ancor si maraviglia, poi che donnoè fatto de' suoi sensi, e che non dorme;così, poi che fu Orlando d'error tratto,restò maraviglioso e stupefatto.

Come chi da noioso e grave sonno,ove o vedere abominevol formedi mostri che non son, né ch'esser ponno,o gli par cosa far strana ed enorme,ancor si maraviglia, poi che donnoè fatto de' suoi sensi, e che non dorme;così, poi che fu Orlando d'error tratto,restò maraviglioso e stupefatto.

Come chi da noioso e grave sonno,

ove o vedere abominevol forme

di mostri che non son, né ch'esser ponno,

o gli par cosa far strana ed enorme,

ancor si maraviglia, poi che donno

è fatto de' suoi sensi, e che non dorme;

così, poi che fu Orlando d'error tratto,

restò maraviglioso e stupefatto.

59

E Brandimarte, e il fratel d'Aldabella,e quel che 'l senno in capo gli ridusse,pur pensando riguarda, e non favella,come egli quivi e quando si condusse.Girava gli occhi in questa parte e in quella,né sapea imaginar dove si fusse.Si maraviglia che nudo si vede,e tante funi ha da le spalle al piede.

E Brandimarte, e il fratel d'Aldabella,e quel che 'l senno in capo gli ridusse,pur pensando riguarda, e non favella,come egli quivi e quando si condusse.Girava gli occhi in questa parte e in quella,né sapea imaginar dove si fusse.Si maraviglia che nudo si vede,e tante funi ha da le spalle al piede.

E Brandimarte, e il fratel d'Aldabella,

e quel che 'l senno in capo gli ridusse,

pur pensando riguarda, e non favella,

come egli quivi e quando si condusse.

Girava gli occhi in questa parte e in quella,

né sapea imaginar dove si fusse.

Si maraviglia che nudo si vede,

e tante funi ha da le spalle al piede.

60

Poi disse, come già disse Silenoa quei che lo legar nel cavo speco:Solvite me, con viso sì sereno,con guardo sì men de l'usato bieco,che fu slegato; e de' panni ch'avienofatti arrecar participaron seco,consolandolo tutti del dolore,che lo premea, di quel passato errore.

Poi disse, come già disse Silenoa quei che lo legar nel cavo speco:Solvite me, con viso sì sereno,con guardo sì men de l'usato bieco,che fu slegato; e de' panni ch'avienofatti arrecar participaron seco,consolandolo tutti del dolore,che lo premea, di quel passato errore.

Poi disse, come già disse Sileno

a quei che lo legar nel cavo speco:

Solvite me, con viso sì sereno,

con guardo sì men de l'usato bieco,

che fu slegato; e de' panni ch'avieno

fatti arrecar participaron seco,

consolandolo tutti del dolore,

che lo premea, di quel passato errore.

61

Poi che fu all'esser primo ritornatoOrlando più che mai saggio e virile,d'amor si trovò insieme liberato;sì che colei, che sì bella e gentilegli parve dianzi, e ch'avea tanto amato,non stima più se non per cosa vile.Ogni suo studio, ogni disio rivolsea racquistar quanto già amor gli tolse.

Poi che fu all'esser primo ritornatoOrlando più che mai saggio e virile,d'amor si trovò insieme liberato;sì che colei, che sì bella e gentilegli parve dianzi, e ch'avea tanto amato,non stima più se non per cosa vile.Ogni suo studio, ogni disio rivolsea racquistar quanto già amor gli tolse.

Poi che fu all'esser primo ritornato

Orlando più che mai saggio e virile,

d'amor si trovò insieme liberato;

sì che colei, che sì bella e gentile

gli parve dianzi, e ch'avea tanto amato,

non stima più se non per cosa vile.

Ogni suo studio, ogni disio rivolse

a racquistar quanto già amor gli tolse.

62

Narrò Bardino intanto a Brandimarte,che morto era il suo padre Monodante;e che a chiamarlo al regno egli da parteveniva prima del fratel Gigliante,poi de le genti ch'abitan le sparteisole in mare, e l'ultime in Levante;di che non era un altro regno al mondosì ricco, populoso, o sì giocondo.

Narrò Bardino intanto a Brandimarte,che morto era il suo padre Monodante;e che a chiamarlo al regno egli da parteveniva prima del fratel Gigliante,poi de le genti ch'abitan le sparteisole in mare, e l'ultime in Levante;di che non era un altro regno al mondosì ricco, populoso, o sì giocondo.

Narrò Bardino intanto a Brandimarte,

che morto era il suo padre Monodante;

e che a chiamarlo al regno egli da parte

veniva prima del fratel Gigliante,

poi de le genti ch'abitan le sparte

isole in mare, e l'ultime in Levante;

di che non era un altro regno al mondo

sì ricco, populoso, o sì giocondo.

63

Disse, tra più ragion che dovea farlo,che dolce cosa era la patria; e quandosi disponesse di voler gustarlo,avria poi sempre in odio andare errando.Brandimarte rispose voler Carloservir per tutta questa guerra e Orlando;e se potea vederne il fin, che poipenseria meglio sopra i casi suoi.

Disse, tra più ragion che dovea farlo,che dolce cosa era la patria; e quandosi disponesse di voler gustarlo,avria poi sempre in odio andare errando.Brandimarte rispose voler Carloservir per tutta questa guerra e Orlando;e se potea vederne il fin, che poipenseria meglio sopra i casi suoi.

Disse, tra più ragion che dovea farlo,

che dolce cosa era la patria; e quando

si disponesse di voler gustarlo,

avria poi sempre in odio andare errando.

Brandimarte rispose voler Carlo

servir per tutta questa guerra e Orlando;

e se potea vederne il fin, che poi

penseria meglio sopra i casi suoi.

64

Il dì seguente la sua armata spinseverso Provenza il figlio del Danese.Indi Orlando col duca si ristrinse,ed in che stato era la guerra, intese:tutta Biserta poi d'assedio cinse,dando però l'onore al duca inglesed'ogni vittoria; ma quel duca il tuttofacea, come dal conte venìa istrutto.

Il dì seguente la sua armata spinseverso Provenza il figlio del Danese.Indi Orlando col duca si ristrinse,ed in che stato era la guerra, intese:tutta Biserta poi d'assedio cinse,dando però l'onore al duca inglesed'ogni vittoria; ma quel duca il tuttofacea, come dal conte venìa istrutto.

Il dì seguente la sua armata spinse

verso Provenza il figlio del Danese.

Indi Orlando col duca si ristrinse,

ed in che stato era la guerra, intese:

tutta Biserta poi d'assedio cinse,

dando però l'onore al duca inglese

d'ogni vittoria; ma quel duca il tutto

facea, come dal conte venìa istrutto.

65

Ch'ordine abbian tra lor, come s'assagliala gran Biserta, e da che lato e quando,come fu presa alla prima battaglia,chi ne l'onor parte ebbe con Orlando,s'io non vi séguito ora, non vi caglia;ch'io non me ne vo molto dilungando.In questo mezzo di saper vi piaccia,come dai Franchi i Mori hanno la caccia.

Ch'ordine abbian tra lor, come s'assagliala gran Biserta, e da che lato e quando,come fu presa alla prima battaglia,chi ne l'onor parte ebbe con Orlando,s'io non vi séguito ora, non vi caglia;ch'io non me ne vo molto dilungando.In questo mezzo di saper vi piaccia,come dai Franchi i Mori hanno la caccia.

Ch'ordine abbian tra lor, come s'assaglia

la gran Biserta, e da che lato e quando,

come fu presa alla prima battaglia,

chi ne l'onor parte ebbe con Orlando,

s'io non vi séguito ora, non vi caglia;

ch'io non me ne vo molto dilungando.

In questo mezzo di saper vi piaccia,

come dai Franchi i Mori hanno la caccia.

66

Fu quasi il re Agramante abbandonatonel pericol maggior di quella guerra;che con molti pagani era tornatoMarsilio e 'l re Sobrin dentro alla terra,poi su l'armata è questo e quel montato,che dubbio avean di non salvarsi in terra;e duci e cavallier del popul Moromolti seguito avean l'esempio loro.

Fu quasi il re Agramante abbandonatonel pericol maggior di quella guerra;che con molti pagani era tornatoMarsilio e 'l re Sobrin dentro alla terra,poi su l'armata è questo e quel montato,che dubbio avean di non salvarsi in terra;e duci e cavallier del popul Moromolti seguito avean l'esempio loro.

Fu quasi il re Agramante abbandonato

nel pericol maggior di quella guerra;

che con molti pagani era tornato

Marsilio e 'l re Sobrin dentro alla terra,

poi su l'armata è questo e quel montato,

che dubbio avean di non salvarsi in terra;

e duci e cavallier del popul Moro

molti seguito avean l'esempio loro.

67

Pure Agramante la pugna sostiene;e quando finalmente più non puote,volta le spalle, e la via dritta tienealle porte non troppo indi remote.Rabican dietro in gran fretta gli viene,che Bradamante stimola e percuote:d'ucciderlo era disiosa molto;che tante volte il suo Ruggier le ha tolto.

Pure Agramante la pugna sostiene;e quando finalmente più non puote,volta le spalle, e la via dritta tienealle porte non troppo indi remote.Rabican dietro in gran fretta gli viene,che Bradamante stimola e percuote:d'ucciderlo era disiosa molto;che tante volte il suo Ruggier le ha tolto.

Pure Agramante la pugna sostiene;

e quando finalmente più non puote,

volta le spalle, e la via dritta tiene

alle porte non troppo indi remote.

Rabican dietro in gran fretta gli viene,

che Bradamante stimola e percuote:

d'ucciderlo era disiosa molto;

che tante volte il suo Ruggier le ha tolto.

68

Il medesmo desir Marfisa avea,per far del padre suo tarda vendetta;e con gli sproni, quanto più potea,facea il destrier sentir ch'ella avea fretta.Ma né l'una né l'altra vi giungeasì a tempo, che la via fosse intercettaal re d'entrar ne la città serrata,ed indi poi salvarsi in su l'armata.

Il medesmo desir Marfisa avea,per far del padre suo tarda vendetta;e con gli sproni, quanto più potea,facea il destrier sentir ch'ella avea fretta.Ma né l'una né l'altra vi giungeasì a tempo, che la via fosse intercettaal re d'entrar ne la città serrata,ed indi poi salvarsi in su l'armata.

Il medesmo desir Marfisa avea,

per far del padre suo tarda vendetta;

e con gli sproni, quanto più potea,

facea il destrier sentir ch'ella avea fretta.

Ma né l'una né l'altra vi giungea

sì a tempo, che la via fosse intercetta

al re d'entrar ne la città serrata,

ed indi poi salvarsi in su l'armata.

69

Come due belle e generose pardeche fuor del lascio sien di pari uscite,poscia ch'i cervi o le capre gagliardeindarno aver si veggano seguite,vergognandosi quasi, che fur tarde,sdegnose se ne tornano e pentite;così tornar le due donzelle, quandovidero il pagan salvo, sospirando.

Come due belle e generose pardeche fuor del lascio sien di pari uscite,poscia ch'i cervi o le capre gagliardeindarno aver si veggano seguite,vergognandosi quasi, che fur tarde,sdegnose se ne tornano e pentite;così tornar le due donzelle, quandovidero il pagan salvo, sospirando.

Come due belle e generose parde

che fuor del lascio sien di pari uscite,

poscia ch'i cervi o le capre gagliarde

indarno aver si veggano seguite,

vergognandosi quasi, che fur tarde,

sdegnose se ne tornano e pentite;

così tornar le due donzelle, quando

videro il pagan salvo, sospirando.

70

Non però si fermar; ma ne la frottadegli altri che fuggivano, cacciarsi,di qua di là facendo ad ogni bottamolti cader senza mai più levarsi.A mal partito era la gente rotta,che per fuggir non potea ancor salvarsi;ch'Agramante avea fatto per suo scampochiuder la porta ch'uscia verso il campo,

Non però si fermar; ma ne la frottadegli altri che fuggivano, cacciarsi,di qua di là facendo ad ogni bottamolti cader senza mai più levarsi.A mal partito era la gente rotta,che per fuggir non potea ancor salvarsi;ch'Agramante avea fatto per suo scampochiuder la porta ch'uscia verso il campo,

Non però si fermar; ma ne la frotta

degli altri che fuggivano, cacciarsi,

di qua di là facendo ad ogni botta

molti cader senza mai più levarsi.

A mal partito era la gente rotta,

che per fuggir non potea ancor salvarsi;

ch'Agramante avea fatto per suo scampo

chiuder la porta ch'uscia verso il campo,

71

e fatto sopra il Rodano tagliarei ponti tutti. Ah sfortunata plebe,che dove del tiranno utile appare,sempre è in conto di pecore e di zebe!Chi s'affoga nel fiume e chi nel mare,chi sanguinose fa di sé le glebe.Molti perir, pochi restar prigioni;che pochi a farsi taglia erano buoni.

e fatto sopra il Rodano tagliarei ponti tutti. Ah sfortunata plebe,che dove del tiranno utile appare,sempre è in conto di pecore e di zebe!Chi s'affoga nel fiume e chi nel mare,chi sanguinose fa di sé le glebe.Molti perir, pochi restar prigioni;che pochi a farsi taglia erano buoni.

e fatto sopra il Rodano tagliare

i ponti tutti. Ah sfortunata plebe,

che dove del tiranno utile appare,

sempre è in conto di pecore e di zebe!

Chi s'affoga nel fiume e chi nel mare,

chi sanguinose fa di sé le glebe.

Molti perir, pochi restar prigioni;

che pochi a farsi taglia erano buoni.

72

De la gran moltitudine ch'uccisafu da ogni parte in questa ultima guerra(ben che la cosa non fu ugual divisa;ch'assai più andar dei Saracin sotterraper man di Bradamante e di Marfisa),se ne vede ancor segno in quella terra;che presso ad Arli, ove il Rodano stagna,piena di sepolture è la campagna.

De la gran moltitudine ch'uccisafu da ogni parte in questa ultima guerra(ben che la cosa non fu ugual divisa;ch'assai più andar dei Saracin sotterraper man di Bradamante e di Marfisa),se ne vede ancor segno in quella terra;che presso ad Arli, ove il Rodano stagna,piena di sepolture è la campagna.

De la gran moltitudine ch'uccisa

fu da ogni parte in questa ultima guerra

(ben che la cosa non fu ugual divisa;

ch'assai più andar dei Saracin sotterra

per man di Bradamante e di Marfisa),

se ne vede ancor segno in quella terra;

che presso ad Arli, ove il Rodano stagna,

piena di sepolture è la campagna.

73

Fatto avea intanto il re Agramante sciorree ritirar in alto i legni gravi,lasciando alcuni, e i più leggieri, a torrequei che volean salvarsi in su le navi.Vi ste' duo dì per chi fuggia raccorre,e perché venti eran contrari e pravi.Fece lor dar le vele il terzo giorno;ch'in Africa credea di far ritorno.

Fatto avea intanto il re Agramante sciorree ritirar in alto i legni gravi,lasciando alcuni, e i più leggieri, a torrequei che volean salvarsi in su le navi.Vi ste' duo dì per chi fuggia raccorre,e perché venti eran contrari e pravi.Fece lor dar le vele il terzo giorno;ch'in Africa credea di far ritorno.

Fatto avea intanto il re Agramante sciorre

e ritirar in alto i legni gravi,

lasciando alcuni, e i più leggieri, a torre

quei che volean salvarsi in su le navi.

Vi ste' duo dì per chi fuggia raccorre,

e perché venti eran contrari e pravi.

Fece lor dar le vele il terzo giorno;

ch'in Africa credea di far ritorno.

74

Il re Marsilio che sta in gran paurach'alla sua Spagna il fio pagar non tocche,e la tempesta orribilmente oscurasopra suoi campi all'ultimo non scocche;si fe' porre a Valenza, e con gran curacominciò a riparar castella e rocche,e preparar la guerra che fu poila sua ruina e degli amici suoi.

Il re Marsilio che sta in gran paurach'alla sua Spagna il fio pagar non tocche,e la tempesta orribilmente oscurasopra suoi campi all'ultimo non scocche;si fe' porre a Valenza, e con gran curacominciò a riparar castella e rocche,e preparar la guerra che fu poila sua ruina e degli amici suoi.

Il re Marsilio che sta in gran paura

ch'alla sua Spagna il fio pagar non tocche,

e la tempesta orribilmente oscura

sopra suoi campi all'ultimo non scocche;

si fe' porre a Valenza, e con gran cura

cominciò a riparar castella e rocche,

e preparar la guerra che fu poi

la sua ruina e degli amici suoi.

75

Verso Africa Agramante alzò le velede' legni male armati, e voti quasi;d'uomini voti, e pieni di querele,perch'in Francia i tre quarti eran rimasi.Chi chiama il re superbo, chi crudele,chi stolto; e come avviene in simil casi,tutti gli voglion mal ne' lor secreti;ma timor n'hanno, e stan per forza cheti.

Verso Africa Agramante alzò le velede' legni male armati, e voti quasi;d'uomini voti, e pieni di querele,perch'in Francia i tre quarti eran rimasi.Chi chiama il re superbo, chi crudele,chi stolto; e come avviene in simil casi,tutti gli voglion mal ne' lor secreti;ma timor n'hanno, e stan per forza cheti.

Verso Africa Agramante alzò le vele

de' legni male armati, e voti quasi;

d'uomini voti, e pieni di querele,

perch'in Francia i tre quarti eran rimasi.

Chi chiama il re superbo, chi crudele,

chi stolto; e come avviene in simil casi,

tutti gli voglion mal ne' lor secreti;

ma timor n'hanno, e stan per forza cheti.

76

Pur duo talora o tre schiudon le labbia,ch'amici sono, e che tra lor s'han fede,e sfogano la colera e la rabbia;e 'l misero Agramante ancor si credech'ognun gli porti amore, e pietà gli abbia:e questo gl'intervien, perché non vedemai visi se non finti, e mai non odese non adulazion, menzogne e frode.

Pur duo talora o tre schiudon le labbia,ch'amici sono, e che tra lor s'han fede,e sfogano la colera e la rabbia;e 'l misero Agramante ancor si credech'ognun gli porti amore, e pietà gli abbia:e questo gl'intervien, perché non vedemai visi se non finti, e mai non odese non adulazion, menzogne e frode.

Pur duo talora o tre schiudon le labbia,

ch'amici sono, e che tra lor s'han fede,

e sfogano la colera e la rabbia;

e 'l misero Agramante ancor si crede

ch'ognun gli porti amore, e pietà gli abbia:

e questo gl'intervien, perché non vede

mai visi se non finti, e mai non ode

se non adulazion, menzogne e frode.

77

Erasi consigliato il re africanodi non smontar nel porto di Biserta,però ch'avea del popul nubiano,che quel lito tenea, novella certa;ma tenersi di sopra sì lontano,che non fosse acre la discesa ed erta;mettersi in terra, e ritornare al drittoa dar soccorso al suo populo afflitto.

Erasi consigliato il re africanodi non smontar nel porto di Biserta,però ch'avea del popul nubiano,che quel lito tenea, novella certa;ma tenersi di sopra sì lontano,che non fosse acre la discesa ed erta;mettersi in terra, e ritornare al drittoa dar soccorso al suo populo afflitto.

Erasi consigliato il re africano

di non smontar nel porto di Biserta,

però ch'avea del popul nubiano,

che quel lito tenea, novella certa;

ma tenersi di sopra sì lontano,

che non fosse acre la discesa ed erta;

mettersi in terra, e ritornare al dritto

a dar soccorso al suo populo afflitto.

78

Ma il suo fiero destin che non rispondea quella intenzion provida e saggia,vuol che l'armata che nacque di frondemiracolosamente ne la spiaggia,e vien solcando inverso Francia l'onde,con questa ad incontrar di notte s'aggia,a nubiloso tempo, oscuro e tristo,perché sia in più disordine sprovisto.

Ma il suo fiero destin che non rispondea quella intenzion provida e saggia,vuol che l'armata che nacque di frondemiracolosamente ne la spiaggia,e vien solcando inverso Francia l'onde,con questa ad incontrar di notte s'aggia,a nubiloso tempo, oscuro e tristo,perché sia in più disordine sprovisto.

Ma il suo fiero destin che non risponde

a quella intenzion provida e saggia,

vuol che l'armata che nacque di fronde

miracolosamente ne la spiaggia,

e vien solcando inverso Francia l'onde,

con questa ad incontrar di notte s'aggia,

a nubiloso tempo, oscuro e tristo,

perché sia in più disordine sprovisto.

79

Non ha avuto Agramante ancora spia,ch'Astolfo mandi una armata sì grossa;né creduto anco a chi 'l dicesse, avria,che cento navi un ramuscel far possa:e vien senza temer ch'intorno siache contra lui s'ardisca di far mossa;né pone guardie né veletta in gabbia,che di ciò che si scuopre avisar abbia.

Non ha avuto Agramante ancora spia,ch'Astolfo mandi una armata sì grossa;né creduto anco a chi 'l dicesse, avria,che cento navi un ramuscel far possa:e vien senza temer ch'intorno siache contra lui s'ardisca di far mossa;né pone guardie né veletta in gabbia,che di ciò che si scuopre avisar abbia.

Non ha avuto Agramante ancora spia,

ch'Astolfo mandi una armata sì grossa;

né creduto anco a chi 'l dicesse, avria,

che cento navi un ramuscel far possa:

e vien senza temer ch'intorno sia

che contra lui s'ardisca di far mossa;

né pone guardie né veletta in gabbia,

che di ciò che si scuopre avisar abbia.

80

Sì che i navili che d'Astolfo avutiavea Dudon, di buona gente armati,e che la sera avean questi veduti,ed alla volta lor s'eran drizzati,assalir gli nimici sproveduti,gittaro i ferri, e sonsi incatenati,poi ch'al parlar certificati foro,ch'erano Mori e gli nimici loro.

Sì che i navili che d'Astolfo avutiavea Dudon, di buona gente armati,e che la sera avean questi veduti,ed alla volta lor s'eran drizzati,assalir gli nimici sproveduti,gittaro i ferri, e sonsi incatenati,poi ch'al parlar certificati foro,ch'erano Mori e gli nimici loro.

Sì che i navili che d'Astolfo avuti

avea Dudon, di buona gente armati,

e che la sera avean questi veduti,

ed alla volta lor s'eran drizzati,

assalir gli nimici sproveduti,

gittaro i ferri, e sonsi incatenati,

poi ch'al parlar certificati foro,

ch'erano Mori e gli nimici loro.

81

Ne l'arrivar i gran navili fenno(spirando il vento a' lor desir secondo),nei Saracin con tale impeto denno,che molti legni ne cacciaro al fondo.Poi cominciaro oprar le mani e il senno,e ferro e fuoco e sassi di gran pondotirar con tanta e sì fiera tempesta,che mai non ebbe il mar simile a questa.

Ne l'arrivar i gran navili fenno(spirando il vento a' lor desir secondo),nei Saracin con tale impeto denno,che molti legni ne cacciaro al fondo.Poi cominciaro oprar le mani e il senno,e ferro e fuoco e sassi di gran pondotirar con tanta e sì fiera tempesta,che mai non ebbe il mar simile a questa.

Ne l'arrivar i gran navili fenno

(spirando il vento a' lor desir secondo),

nei Saracin con tale impeto denno,

che molti legni ne cacciaro al fondo.

Poi cominciaro oprar le mani e il senno,

e ferro e fuoco e sassi di gran pondo

tirar con tanta e sì fiera tempesta,

che mai non ebbe il mar simile a questa.

82

Quei di Dudone, a cui possanza e ardirepiù del solito è lor dato di sopra(che venuto era il tempo di punirei Saracin di più d'una mal'opra),sanno appresso e lontan sì ben ferire,che non trova Agramante ove si cuopra.Gli cade sopra un nembo di saette;da lato ha spade e graffi e picche e accette.

Quei di Dudone, a cui possanza e ardirepiù del solito è lor dato di sopra(che venuto era il tempo di punirei Saracin di più d'una mal'opra),sanno appresso e lontan sì ben ferire,che non trova Agramante ove si cuopra.Gli cade sopra un nembo di saette;da lato ha spade e graffi e picche e accette.

Quei di Dudone, a cui possanza e ardire

più del solito è lor dato di sopra

(che venuto era il tempo di punire

i Saracin di più d'una mal'opra),

sanno appresso e lontan sì ben ferire,

che non trova Agramante ove si cuopra.

Gli cade sopra un nembo di saette;

da lato ha spade e graffi e picche e accette.

83

D'alto cader sente gran sassi e gravida machine cacciati e da tormenti;e prore e poppe fraccassar de navi,ed aprire usci al mar larghi e patenti;e 'l maggior danno è de l'incendi pravi,a nascer presti, ad ammorzarsi lenti.La sfortunata ciurma si vuol torredel gran periglio, e via più ognor vi corre.

D'alto cader sente gran sassi e gravida machine cacciati e da tormenti;e prore e poppe fraccassar de navi,ed aprire usci al mar larghi e patenti;e 'l maggior danno è de l'incendi pravi,a nascer presti, ad ammorzarsi lenti.La sfortunata ciurma si vuol torredel gran periglio, e via più ognor vi corre.

D'alto cader sente gran sassi e gravi

da machine cacciati e da tormenti;

e prore e poppe fraccassar de navi,

ed aprire usci al mar larghi e patenti;

e 'l maggior danno è de l'incendi pravi,

a nascer presti, ad ammorzarsi lenti.

La sfortunata ciurma si vuol torre

del gran periglio, e via più ognor vi corre.

84

Altri che 'l ferro e l'inimico caccia,nel mar si getta, e vi s'affoga e resta:altri che muove a tempo piedi e braccia,va per salvarsi o in quella barca o in questa;ma quella, grave oltre il dover, lo scaccia,e la man, per salir troppo molesta,fa restare attaccata ne la sponda:ritorna il resto a far sanguigna l'onda.

Altri che 'l ferro e l'inimico caccia,nel mar si getta, e vi s'affoga e resta:altri che muove a tempo piedi e braccia,va per salvarsi o in quella barca o in questa;ma quella, grave oltre il dover, lo scaccia,e la man, per salir troppo molesta,fa restare attaccata ne la sponda:ritorna il resto a far sanguigna l'onda.

Altri che 'l ferro e l'inimico caccia,

nel mar si getta, e vi s'affoga e resta:

altri che muove a tempo piedi e braccia,

va per salvarsi o in quella barca o in questa;

ma quella, grave oltre il dover, lo scaccia,

e la man, per salir troppo molesta,

fa restare attaccata ne la sponda:

ritorna il resto a far sanguigna l'onda.

85

Altri che spera in mar salvar la vita,o perderlavi almen con minor pena,poi che notando non ritrova aita,e mancar sente l'animo e la lena,alla vorace fiamma c'ha fuggita,la tema di annegarsi anco rimena:s'abbraccia a un legno ch'arde, e per timorec'ha di due morte, in ambe se ne muore.

Altri che spera in mar salvar la vita,o perderlavi almen con minor pena,poi che notando non ritrova aita,e mancar sente l'animo e la lena,alla vorace fiamma c'ha fuggita,la tema di annegarsi anco rimena:s'abbraccia a un legno ch'arde, e per timorec'ha di due morte, in ambe se ne muore.

Altri che spera in mar salvar la vita,

o perderlavi almen con minor pena,

poi che notando non ritrova aita,

e mancar sente l'animo e la lena,

alla vorace fiamma c'ha fuggita,

la tema di annegarsi anco rimena:

s'abbraccia a un legno ch'arde, e per timore

c'ha di due morte, in ambe se ne muore.

86

Altri per tema di spiedo o d'accettache vede appresso, al mar ricorre invano,perché dietro gli vien pietra o saettache non lo lascia andar troppo lontano.Ma saria forse, mentre che dilettail mio cantar, consiglio utile e sanodi finirlo, più tosto che seguiretanto, che v'annoiasse il troppo dire.

Altri per tema di spiedo o d'accettache vede appresso, al mar ricorre invano,perché dietro gli vien pietra o saettache non lo lascia andar troppo lontano.Ma saria forse, mentre che dilettail mio cantar, consiglio utile e sanodi finirlo, più tosto che seguiretanto, che v'annoiasse il troppo dire.

Altri per tema di spiedo o d'accetta

che vede appresso, al mar ricorre invano,

perché dietro gli vien pietra o saetta

che non lo lascia andar troppo lontano.

Ma saria forse, mentre che diletta

il mio cantar, consiglio utile e sano

di finirlo, più tosto che seguire

tanto, che v'annoiasse il troppo dire.


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