CANTO VENTIDUESIMO

CANTO VENTIDUESIMO

1

Cortesi donne e grate al vostro amante,voi che d'un solo amor sète contente,come che certo sia, fra tante e tante,che rarissime siate in questa mente;non vi dispiaccia quel ch'io dissi inante,quando contra Gabrina fui sì ardente,e s'ancor son per spendervi alcun verso,di lei biasmando l'animo perverso.

Cortesi donne e grate al vostro amante,voi che d'un solo amor sète contente,come che certo sia, fra tante e tante,che rarissime siate in questa mente;non vi dispiaccia quel ch'io dissi inante,quando contra Gabrina fui sì ardente,e s'ancor son per spendervi alcun verso,di lei biasmando l'animo perverso.

Cortesi donne e grate al vostro amante,

voi che d'un solo amor sète contente,

come che certo sia, fra tante e tante,

che rarissime siate in questa mente;

non vi dispiaccia quel ch'io dissi inante,

quando contra Gabrina fui sì ardente,

e s'ancor son per spendervi alcun verso,

di lei biasmando l'animo perverso.

2

Ella era tale; e come imposto fummida chi può in me, non preterisco il vero.Per questo io non oscuro gli onor summid'una e d'un'altra ch'abbia il cor sincero.Quel che 'l Maestro suo per trenta nummidiede a' Iudei, non nocque a Ianni o a Piero;né d'Ipermestra è la fama men bella,se ben di tante inique era sorella.

Ella era tale; e come imposto fummida chi può in me, non preterisco il vero.Per questo io non oscuro gli onor summid'una e d'un'altra ch'abbia il cor sincero.Quel che 'l Maestro suo per trenta nummidiede a' Iudei, non nocque a Ianni o a Piero;né d'Ipermestra è la fama men bella,se ben di tante inique era sorella.

Ella era tale; e come imposto fummi

da chi può in me, non preterisco il vero.

Per questo io non oscuro gli onor summi

d'una e d'un'altra ch'abbia il cor sincero.

Quel che 'l Maestro suo per trenta nummi

diede a' Iudei, non nocque a Ianni o a Piero;

né d'Ipermestra è la fama men bella,

se ben di tante inique era sorella.

3

Per una che biasmar cantando ardisco(che l'ordinata istoria così vuole),lodarne cento incontra m'offerisco,e far lor virtù chiara più che 'l sole.Ma tornando al lavor che vario ordisco,ch'a molti, lor mercé, grato esser suole,del cavallier di Scozia io vi dicea,ch'un alto grido appresso udito avea.

Per una che biasmar cantando ardisco(che l'ordinata istoria così vuole),lodarne cento incontra m'offerisco,e far lor virtù chiara più che 'l sole.Ma tornando al lavor che vario ordisco,ch'a molti, lor mercé, grato esser suole,del cavallier di Scozia io vi dicea,ch'un alto grido appresso udito avea.

Per una che biasmar cantando ardisco

(che l'ordinata istoria così vuole),

lodarne cento incontra m'offerisco,

e far lor virtù chiara più che 'l sole.

Ma tornando al lavor che vario ordisco,

ch'a molti, lor mercé, grato esser suole,

del cavallier di Scozia io vi dicea,

ch'un alto grido appresso udito avea.

4

Fra due montagne entrò in un stretto calleonde uscia il grido, e non fu molto inante,che giunse dove in una chiusa vallesi vide un cavallier morto davante.Chi sia dirò; ma prima dar le spallea Francia voglio, e girmene in Levante,tanto ch'io trovi Astolfo paladino,che per Ponente avea preso il camino.

Fra due montagne entrò in un stretto calleonde uscia il grido, e non fu molto inante,che giunse dove in una chiusa vallesi vide un cavallier morto davante.Chi sia dirò; ma prima dar le spallea Francia voglio, e girmene in Levante,tanto ch'io trovi Astolfo paladino,che per Ponente avea preso il camino.

Fra due montagne entrò in un stretto calle

onde uscia il grido, e non fu molto inante,

che giunse dove in una chiusa valle

si vide un cavallier morto davante.

Chi sia dirò; ma prima dar le spalle

a Francia voglio, e girmene in Levante,

tanto ch'io trovi Astolfo paladino,

che per Ponente avea preso il camino.

5

Io lo lasciai ne la città crudele,onde col suon del formidabil cornoavea cacciato il populo infedele,e gran periglio toltosi d'intorno,ed a' compagni fatto alzar le vele,e dal lito fuggir con grave scorno.Or seguendo di lui, dico che presela via d'Armenia, e uscì di quel paese.

Io lo lasciai ne la città crudele,onde col suon del formidabil cornoavea cacciato il populo infedele,e gran periglio toltosi d'intorno,ed a' compagni fatto alzar le vele,e dal lito fuggir con grave scorno.Or seguendo di lui, dico che presela via d'Armenia, e uscì di quel paese.

Io lo lasciai ne la città crudele,

onde col suon del formidabil corno

avea cacciato il populo infedele,

e gran periglio toltosi d'intorno,

ed a' compagni fatto alzar le vele,

e dal lito fuggir con grave scorno.

Or seguendo di lui, dico che prese

la via d'Armenia, e uscì di quel paese.

6

E dopo alquanti giorni in Nataliatrovossi, e inverso Bursia il camin tenne;onde, continuando la sua viadi qua dal mare, in Tracia se ne venne.Lungo il Danubio andò per l'Ungaria;e come avesse il suo destrier le penne,i Moravi e i Boemi passò in menodi venti giorni e la Franconia e il Reno.

E dopo alquanti giorni in Nataliatrovossi, e inverso Bursia il camin tenne;onde, continuando la sua viadi qua dal mare, in Tracia se ne venne.Lungo il Danubio andò per l'Ungaria;e come avesse il suo destrier le penne,i Moravi e i Boemi passò in menodi venti giorni e la Franconia e il Reno.

E dopo alquanti giorni in Natalia

trovossi, e inverso Bursia il camin tenne;

onde, continuando la sua via

di qua dal mare, in Tracia se ne venne.

Lungo il Danubio andò per l'Ungaria;

e come avesse il suo destrier le penne,

i Moravi e i Boemi passò in meno

di venti giorni e la Franconia e il Reno.

7

Per la selva d'Ardenna in Aquisgranagiunse e in Barbante, e in Fiandra al fin s'imbarca.L'aura che soffia verso tramontana,la vela in guisa in su la prora carca,ch'a mezzo giorno Astolfo non lontanavede Inghilterra, ove nel lito varca.Salta a cavallo, e in tal modo lo punge,ch'a Londra quella sera ancora giunge.

Per la selva d'Ardenna in Aquisgranagiunse e in Barbante, e in Fiandra al fin s'imbarca.L'aura che soffia verso tramontana,la vela in guisa in su la prora carca,ch'a mezzo giorno Astolfo non lontanavede Inghilterra, ove nel lito varca.Salta a cavallo, e in tal modo lo punge,ch'a Londra quella sera ancora giunge.

Per la selva d'Ardenna in Aquisgrana

giunse e in Barbante, e in Fiandra al fin s'imbarca.

L'aura che soffia verso tramontana,

la vela in guisa in su la prora carca,

ch'a mezzo giorno Astolfo non lontana

vede Inghilterra, ove nel lito varca.

Salta a cavallo, e in tal modo lo punge,

ch'a Londra quella sera ancora giunge.

8

Quivi sentendo poi che 'l vecchio Otonegià molti mesi inanzi era in Parigi,e che di nuovo quasi ogni baroneavea imitato i suoi degni vestigi;d'andar subito in Francia si dispone:e così torna al porto di Tamigi,onde con le vele alte uscendo fuora,verso Calessio fe' drizzar la prora.

Quivi sentendo poi che 'l vecchio Otonegià molti mesi inanzi era in Parigi,e che di nuovo quasi ogni baroneavea imitato i suoi degni vestigi;d'andar subito in Francia si dispone:e così torna al porto di Tamigi,onde con le vele alte uscendo fuora,verso Calessio fe' drizzar la prora.

Quivi sentendo poi che 'l vecchio Otone

già molti mesi inanzi era in Parigi,

e che di nuovo quasi ogni barone

avea imitato i suoi degni vestigi;

d'andar subito in Francia si dispone:

e così torna al porto di Tamigi,

onde con le vele alte uscendo fuora,

verso Calessio fe' drizzar la prora.

9

Un ventolin che leggiermente all'orzaferendo, avea adescato il legno all'onda,a poco a poco cresce e si rinforza;poi vien sì, ch'al nocchier ne soprabonda.Che li volti la poppa al fine è forza;se non, gli caccerà sotto la sponda.Per la schena del mar tien dritto il legno,e fa camin diverso al suo disegno.

Un ventolin che leggiermente all'orzaferendo, avea adescato il legno all'onda,a poco a poco cresce e si rinforza;poi vien sì, ch'al nocchier ne soprabonda.Che li volti la poppa al fine è forza;se non, gli caccerà sotto la sponda.Per la schena del mar tien dritto il legno,e fa camin diverso al suo disegno.

Un ventolin che leggiermente all'orza

ferendo, avea adescato il legno all'onda,

a poco a poco cresce e si rinforza;

poi vien sì, ch'al nocchier ne soprabonda.

Che li volti la poppa al fine è forza;

se non, gli caccerà sotto la sponda.

Per la schena del mar tien dritto il legno,

e fa camin diverso al suo disegno.

10

Or corre a destra, or a sinistra mano,di qua di là, dove fortuna spinge,e piglia terra al fin presso a Roano;e come prima il dolce lito attinge,fa rimetter la sella a Rabicano,e tutto s'arma e la spada si cinge.Prende il camino, ed ha seco quel cornoche gli val più che mille uomini intorno.

Or corre a destra, or a sinistra mano,di qua di là, dove fortuna spinge,e piglia terra al fin presso a Roano;e come prima il dolce lito attinge,fa rimetter la sella a Rabicano,e tutto s'arma e la spada si cinge.Prende il camino, ed ha seco quel cornoche gli val più che mille uomini intorno.

Or corre a destra, or a sinistra mano,

di qua di là, dove fortuna spinge,

e piglia terra al fin presso a Roano;

e come prima il dolce lito attinge,

fa rimetter la sella a Rabicano,

e tutto s'arma e la spada si cinge.

Prende il camino, ed ha seco quel corno

che gli val più che mille uomini intorno.

11

E giunse, traversando una foresta,a piè d'un colle ad una chiara fonte,ne l'ora che 'l monton di pascer resta,chiuso in capanna, o sotto un cavo monte.E dal gran caldo e da la sete infestavinto, si trasse l'elmo da la fronte;legò il destrier tra le più spesse fronde,e poi venne per bere alle fresche onde.

E giunse, traversando una foresta,a piè d'un colle ad una chiara fonte,ne l'ora che 'l monton di pascer resta,chiuso in capanna, o sotto un cavo monte.E dal gran caldo e da la sete infestavinto, si trasse l'elmo da la fronte;legò il destrier tra le più spesse fronde,e poi venne per bere alle fresche onde.

E giunse, traversando una foresta,

a piè d'un colle ad una chiara fonte,

ne l'ora che 'l monton di pascer resta,

chiuso in capanna, o sotto un cavo monte.

E dal gran caldo e da la sete infesta

vinto, si trasse l'elmo da la fronte;

legò il destrier tra le più spesse fronde,

e poi venne per bere alle fresche onde.

12

Non avea messo ancor le labra in molle,ch'un villanel che v'era ascoso appresso,sbuca fuor d'una macchia, e il destrier tolle,sopra vi sale, e se ne va con esso.Astolfo il rumor sente, e'l capo estolle;e poi che 'l danno suo vede sì espresso,lascia la fonte, e sazio senza bere,gli va dietro correndo a più potere.

Non avea messo ancor le labra in molle,ch'un villanel che v'era ascoso appresso,sbuca fuor d'una macchia, e il destrier tolle,sopra vi sale, e se ne va con esso.Astolfo il rumor sente, e'l capo estolle;e poi che 'l danno suo vede sì espresso,lascia la fonte, e sazio senza bere,gli va dietro correndo a più potere.

Non avea messo ancor le labra in molle,

ch'un villanel che v'era ascoso appresso,

sbuca fuor d'una macchia, e il destrier tolle,

sopra vi sale, e se ne va con esso.

Astolfo il rumor sente, e'l capo estolle;

e poi che 'l danno suo vede sì espresso,

lascia la fonte, e sazio senza bere,

gli va dietro correndo a più potere.

13

Quel ladro non si stende a tutto corso,che dileguato si saria di botto;ma or lentando or raccogliendo il morso,se ne va di galoppo e di buon trotto.Escon del bosco dopo un gran discorso;e l'uno e l'altro al fin si fu ridottolà dove tanti nobili baronieran senza prigion più che prigioni.

Quel ladro non si stende a tutto corso,che dileguato si saria di botto;ma or lentando or raccogliendo il morso,se ne va di galoppo e di buon trotto.Escon del bosco dopo un gran discorso;e l'uno e l'altro al fin si fu ridottolà dove tanti nobili baronieran senza prigion più che prigioni.

Quel ladro non si stende a tutto corso,

che dileguato si saria di botto;

ma or lentando or raccogliendo il morso,

se ne va di galoppo e di buon trotto.

Escon del bosco dopo un gran discorso;

e l'uno e l'altro al fin si fu ridotto

là dove tanti nobili baroni

eran senza prigion più che prigioni.

14

Dentro il palagio il villanel si cacciacon quel destrier che i venti al corso adegua.Forza è ch'Astolfo, il qual lo scudo impaccia,l'elmo e l'altr'arme, di lontan lo segua.Pur giunge anch'egli, e tutta quella tracciache fin qui avea seguita, si dilegua;che più né Rabican né 'l ladro vede,e gira gli occhi, e indarno affretta il piede;

Dentro il palagio il villanel si cacciacon quel destrier che i venti al corso adegua.Forza è ch'Astolfo, il qual lo scudo impaccia,l'elmo e l'altr'arme, di lontan lo segua.Pur giunge anch'egli, e tutta quella tracciache fin qui avea seguita, si dilegua;che più né Rabican né 'l ladro vede,e gira gli occhi, e indarno affretta il piede;

Dentro il palagio il villanel si caccia

con quel destrier che i venti al corso adegua.

Forza è ch'Astolfo, il qual lo scudo impaccia,

l'elmo e l'altr'arme, di lontan lo segua.

Pur giunge anch'egli, e tutta quella traccia

che fin qui avea seguita, si dilegua;

che più né Rabican né 'l ladro vede,

e gira gli occhi, e indarno affretta il piede;

15

affretta il piede e va cercando invanoe le logge e le camere e le sale;ma per trovare il perfido villano,di sua fatica nulla si prevale.Non sa dove abbia ascoso Rabicano,quel suo veloce sopra ogni animale;e senza frutto alcun tutto quel giornocercò di su di giù, dentro e d'intorno.

affretta il piede e va cercando invanoe le logge e le camere e le sale;ma per trovare il perfido villano,di sua fatica nulla si prevale.Non sa dove abbia ascoso Rabicano,quel suo veloce sopra ogni animale;e senza frutto alcun tutto quel giornocercò di su di giù, dentro e d'intorno.

affretta il piede e va cercando invano

e le logge e le camere e le sale;

ma per trovare il perfido villano,

di sua fatica nulla si prevale.

Non sa dove abbia ascoso Rabicano,

quel suo veloce sopra ogni animale;

e senza frutto alcun tutto quel giorno

cercò di su di giù, dentro e d'intorno.

16

Confuso e lasso d'aggirarsi tanto,s'avvide che quel loco era incantato;e del libretto ch'avea sempre a canto,che Logistilla in India gli avea dato,acciò che, ricadendo in nuovo incanto,potessi aitarsi, si fu ricordato:all'indice ricorse, e vide tostoa quante carte era il rimedio posto.

Confuso e lasso d'aggirarsi tanto,s'avvide che quel loco era incantato;e del libretto ch'avea sempre a canto,che Logistilla in India gli avea dato,acciò che, ricadendo in nuovo incanto,potessi aitarsi, si fu ricordato:all'indice ricorse, e vide tostoa quante carte era il rimedio posto.

Confuso e lasso d'aggirarsi tanto,

s'avvide che quel loco era incantato;

e del libretto ch'avea sempre a canto,

che Logistilla in India gli avea dato,

acciò che, ricadendo in nuovo incanto,

potessi aitarsi, si fu ricordato:

all'indice ricorse, e vide tosto

a quante carte era il rimedio posto.

17

Del palazzo incantato era difusoscritto nel libro; e v'eran scritti i modidi fare il mago rimaner confuso,e a tutti quei prigion di sciorre i nodi.Sotto la soglia era uno spirto chiuso,che facea questi inganni e queste frodi:e levata la pietra ov'è sepolto,per lui sarà il palazzo in fumo sciolto.

Del palazzo incantato era difusoscritto nel libro; e v'eran scritti i modidi fare il mago rimaner confuso,e a tutti quei prigion di sciorre i nodi.Sotto la soglia era uno spirto chiuso,che facea questi inganni e queste frodi:e levata la pietra ov'è sepolto,per lui sarà il palazzo in fumo sciolto.

Del palazzo incantato era difuso

scritto nel libro; e v'eran scritti i modi

di fare il mago rimaner confuso,

e a tutti quei prigion di sciorre i nodi.

Sotto la soglia era uno spirto chiuso,

che facea questi inganni e queste frodi:

e levata la pietra ov'è sepolto,

per lui sarà il palazzo in fumo sciolto.

18

Desideroso di condurre a fineil paladin sì gloriosa impresa,non tarda più che 'l braccio non inchinea provar quanto il grave marmo pesa.Come Atlante le man vede vicineper far che l'arte sua sia vilipesa,sospettoso di quel che può avvenire,lo va con nuovi incanti ad assalire.

Desideroso di condurre a fineil paladin sì gloriosa impresa,non tarda più che 'l braccio non inchinea provar quanto il grave marmo pesa.Come Atlante le man vede vicineper far che l'arte sua sia vilipesa,sospettoso di quel che può avvenire,lo va con nuovi incanti ad assalire.

Desideroso di condurre a fine

il paladin sì gloriosa impresa,

non tarda più che 'l braccio non inchine

a provar quanto il grave marmo pesa.

Come Atlante le man vede vicine

per far che l'arte sua sia vilipesa,

sospettoso di quel che può avvenire,

lo va con nuovi incanti ad assalire.

19

Lo fa con diaboliche sue larveparer da quel diverso, che solea:gigante ad altri, ad altri un villan parve,ad altri un cavallier di faccia rea.Ognuno in quella forma in che gli apparvenel bosco il mago, il paladin vedea;sì che per riaver quel che gli tolseil mago, ognuno al paladin si volse.

Lo fa con diaboliche sue larveparer da quel diverso, che solea:gigante ad altri, ad altri un villan parve,ad altri un cavallier di faccia rea.Ognuno in quella forma in che gli apparvenel bosco il mago, il paladin vedea;sì che per riaver quel che gli tolseil mago, ognuno al paladin si volse.

Lo fa con diaboliche sue larve

parer da quel diverso, che solea:

gigante ad altri, ad altri un villan parve,

ad altri un cavallier di faccia rea.

Ognuno in quella forma in che gli apparve

nel bosco il mago, il paladin vedea;

sì che per riaver quel che gli tolse

il mago, ognuno al paladin si volse.

20

Ruggier, Gradasso, Iroldo, Bradamante,Brandimarte, Prasildo, altri guerrieriin questo nuovo error si fero inante,per distruggere il duca accesi e fieri.Ma ricordossi il corno in quello istante,che fe' loro abbassar gli animi altieri.Se non si soccorrea col grave suono,morto era il paladin senza perdono.

Ruggier, Gradasso, Iroldo, Bradamante,Brandimarte, Prasildo, altri guerrieriin questo nuovo error si fero inante,per distruggere il duca accesi e fieri.Ma ricordossi il corno in quello istante,che fe' loro abbassar gli animi altieri.Se non si soccorrea col grave suono,morto era il paladin senza perdono.

Ruggier, Gradasso, Iroldo, Bradamante,

Brandimarte, Prasildo, altri guerrieri

in questo nuovo error si fero inante,

per distruggere il duca accesi e fieri.

Ma ricordossi il corno in quello istante,

che fe' loro abbassar gli animi altieri.

Se non si soccorrea col grave suono,

morto era il paladin senza perdono.

21

Ma tosto che si pon quel corno a boccae fa sentire intorno il suono orrendo,a guisa dei colombi, quando scoccalo scoppio, vanno i cavallier fuggendo.Non meno al negromante fuggir tocca,non men fuor de la tana esce temendopallido e sbigottito, e se ne slungatanto, che 'l suono orribil non lo giunga.

Ma tosto che si pon quel corno a boccae fa sentire intorno il suono orrendo,a guisa dei colombi, quando scoccalo scoppio, vanno i cavallier fuggendo.Non meno al negromante fuggir tocca,non men fuor de la tana esce temendopallido e sbigottito, e se ne slungatanto, che 'l suono orribil non lo giunga.

Ma tosto che si pon quel corno a bocca

e fa sentire intorno il suono orrendo,

a guisa dei colombi, quando scocca

lo scoppio, vanno i cavallier fuggendo.

Non meno al negromante fuggir tocca,

non men fuor de la tana esce temendo

pallido e sbigottito, e se ne slunga

tanto, che 'l suono orribil non lo giunga.

22

Fuggì il guardian coi suo' prigioni; e dopode le stalle fuggir molti cavalli,ch'altro che fune a ritenerli era uopo,e seguiro i patron per vari calli.In casa non restò gatta né topoal suon che par che dica: Dàlli, dàlli.Sarebbe ito con gli altri Rabicano,se non ch'all'uscir venne al duca in mano.

Fuggì il guardian coi suo' prigioni; e dopode le stalle fuggir molti cavalli,ch'altro che fune a ritenerli era uopo,e seguiro i patron per vari calli.In casa non restò gatta né topoal suon che par che dica: Dàlli, dàlli.Sarebbe ito con gli altri Rabicano,se non ch'all'uscir venne al duca in mano.

Fuggì il guardian coi suo' prigioni; e dopo

de le stalle fuggir molti cavalli,

ch'altro che fune a ritenerli era uopo,

e seguiro i patron per vari calli.

In casa non restò gatta né topo

al suon che par che dica: Dàlli, dàlli.

Sarebbe ito con gli altri Rabicano,

se non ch'all'uscir venne al duca in mano.

23

Astolfo, poi ch'ebbe cacciato il mago,levò di su la soglia il grave sasso,e vi ritrovò sotto alcuna imago,ed altre cose che di scriver lasso:e di distrugger quello incanto vago,di ciò che vi trovò, fece fraccasso,come gli mostra il libro che far debbia;e si sciolse il palazzo in fumo e in nebbia.

Astolfo, poi ch'ebbe cacciato il mago,levò di su la soglia il grave sasso,e vi ritrovò sotto alcuna imago,ed altre cose che di scriver lasso:e di distrugger quello incanto vago,di ciò che vi trovò, fece fraccasso,come gli mostra il libro che far debbia;e si sciolse il palazzo in fumo e in nebbia.

Astolfo, poi ch'ebbe cacciato il mago,

levò di su la soglia il grave sasso,

e vi ritrovò sotto alcuna imago,

ed altre cose che di scriver lasso:

e di distrugger quello incanto vago,

di ciò che vi trovò, fece fraccasso,

come gli mostra il libro che far debbia;

e si sciolse il palazzo in fumo e in nebbia.

24

Quivi trovò che di catena d'orodi Ruggiero il cavallo era legato,parlo di quel che 'l negromante moroper mandarlo ad Alcina gli avea dato;a cui poi Logistilla fe' il lavorodel freno, ond'era in Francia ritornato,e girato da l'India all'Inghilterratutto avea il lato destro de la terra.

Quivi trovò che di catena d'orodi Ruggiero il cavallo era legato,parlo di quel che 'l negromante moroper mandarlo ad Alcina gli avea dato;a cui poi Logistilla fe' il lavorodel freno, ond'era in Francia ritornato,e girato da l'India all'Inghilterratutto avea il lato destro de la terra.

Quivi trovò che di catena d'oro

di Ruggiero il cavallo era legato,

parlo di quel che 'l negromante moro

per mandarlo ad Alcina gli avea dato;

a cui poi Logistilla fe' il lavoro

del freno, ond'era in Francia ritornato,

e girato da l'India all'Inghilterra

tutto avea il lato destro de la terra.

25

Non so se vi ricorda che la briglialasciò attaccata all'arbore quel giornoche nuda da Ruggier sparì la figliadi Galafrone, e gli fe' l'alto scorno.Fe' il volante destrier, con maravigliadi chi lo vide, al mastro suo ritorno;e con lui stette infin al giorno sempre,che de l'incanto fur rotte le tempre.

Non so se vi ricorda che la briglialasciò attaccata all'arbore quel giornoche nuda da Ruggier sparì la figliadi Galafrone, e gli fe' l'alto scorno.Fe' il volante destrier, con maravigliadi chi lo vide, al mastro suo ritorno;e con lui stette infin al giorno sempre,che de l'incanto fur rotte le tempre.

Non so se vi ricorda che la briglia

lasciò attaccata all'arbore quel giorno

che nuda da Ruggier sparì la figlia

di Galafrone, e gli fe' l'alto scorno.

Fe' il volante destrier, con maraviglia

di chi lo vide, al mastro suo ritorno;

e con lui stette infin al giorno sempre,

che de l'incanto fur rotte le tempre.

26

Non potrebbe esser stato più giocondod'altra aventura Astolfo, che di questa;che per cercar la terra e il mar, secondoch'avea desir, quel ch'a cercar gli resta,e girar tutto in pochi giorni il mondo,troppo venìa questo ippogrifo a sesta.Sapea egli ben quanto a portarlo era atto,che l'avea altrove assai provato in fatto.

Non potrebbe esser stato più giocondod'altra aventura Astolfo, che di questa;che per cercar la terra e il mar, secondoch'avea desir, quel ch'a cercar gli resta,e girar tutto in pochi giorni il mondo,troppo venìa questo ippogrifo a sesta.Sapea egli ben quanto a portarlo era atto,che l'avea altrove assai provato in fatto.

Non potrebbe esser stato più giocondo

d'altra aventura Astolfo, che di questa;

che per cercar la terra e il mar, secondo

ch'avea desir, quel ch'a cercar gli resta,

e girar tutto in pochi giorni il mondo,

troppo venìa questo ippogrifo a sesta.

Sapea egli ben quanto a portarlo era atto,

che l'avea altrove assai provato in fatto.

27

Quel giorno in India lo provò, che toltoda la savia Melissa fu di manoa quella scelerata che travoltogli avea in mirto silvestre il viso umano:e ben vide e notò come raccoltogli fu sotto la briglia il capo vanoda Logistilla, e vide come istruttofosse Ruggier di farlo andar per tutto.

Quel giorno in India lo provò, che toltoda la savia Melissa fu di manoa quella scelerata che travoltogli avea in mirto silvestre il viso umano:e ben vide e notò come raccoltogli fu sotto la briglia il capo vanoda Logistilla, e vide come istruttofosse Ruggier di farlo andar per tutto.

Quel giorno in India lo provò, che tolto

da la savia Melissa fu di mano

a quella scelerata che travolto

gli avea in mirto silvestre il viso umano:

e ben vide e notò come raccolto

gli fu sotto la briglia il capo vano

da Logistilla, e vide come istrutto

fosse Ruggier di farlo andar per tutto.

28

Fatto disegno l'ippogrifo torsi,la sella sua, ch'appresso avea, gli messe;e gli fece, levando da più morsiuna cosa ed un'altra, un che lo resse;che dei destrier ch'in fuga erano corsi,quivi attaccate eran le briglie spesse.Ora un pensier di Rabicano sololo fa tardar che non si leva a volo.

Fatto disegno l'ippogrifo torsi,la sella sua, ch'appresso avea, gli messe;e gli fece, levando da più morsiuna cosa ed un'altra, un che lo resse;che dei destrier ch'in fuga erano corsi,quivi attaccate eran le briglie spesse.Ora un pensier di Rabicano sololo fa tardar che non si leva a volo.

Fatto disegno l'ippogrifo torsi,

la sella sua, ch'appresso avea, gli messe;

e gli fece, levando da più morsi

una cosa ed un'altra, un che lo resse;

che dei destrier ch'in fuga erano corsi,

quivi attaccate eran le briglie spesse.

Ora un pensier di Rabicano solo

lo fa tardar che non si leva a volo.

29

D'amar quel Rabicano avea ragione;che non v'era un miglior per correr lancia,e l'avea da l'estrema regionede l'India cavalcato insin in Francia.Pensa egli molto; e in somma si disponedarne più tosto ad un suo amico mancia,che, lasciandolo quivi in su la strada,se l'abbia il primo ch'a passarvi accada.

D'amar quel Rabicano avea ragione;che non v'era un miglior per correr lancia,e l'avea da l'estrema regionede l'India cavalcato insin in Francia.Pensa egli molto; e in somma si disponedarne più tosto ad un suo amico mancia,che, lasciandolo quivi in su la strada,se l'abbia il primo ch'a passarvi accada.

D'amar quel Rabicano avea ragione;

che non v'era un miglior per correr lancia,

e l'avea da l'estrema regione

de l'India cavalcato insin in Francia.

Pensa egli molto; e in somma si dispone

darne più tosto ad un suo amico mancia,

che, lasciandolo quivi in su la strada,

se l'abbia il primo ch'a passarvi accada.

30

Stava mirando se vedea venirepel bosco o cacciatore o alcun villano,da cui far si potesse indi seguirea qualche terra, e trarvi Rabicano.Tutto quel giorno e sin all'apparirede l'altro stette riguardando invano.L'altro matin, ch'era ancor l'aer fosco,veder gli parve un cavallier pel bosco.

Stava mirando se vedea venirepel bosco o cacciatore o alcun villano,da cui far si potesse indi seguirea qualche terra, e trarvi Rabicano.Tutto quel giorno e sin all'apparirede l'altro stette riguardando invano.L'altro matin, ch'era ancor l'aer fosco,veder gli parve un cavallier pel bosco.

Stava mirando se vedea venire

pel bosco o cacciatore o alcun villano,

da cui far si potesse indi seguire

a qualche terra, e trarvi Rabicano.

Tutto quel giorno e sin all'apparire

de l'altro stette riguardando invano.

L'altro matin, ch'era ancor l'aer fosco,

veder gli parve un cavallier pel bosco.

31

Ma mi bisogna, s'io vo' dirvi il resto,ch'io trovi Ruggier prima e Bradamante.Poi che si tacque il corno, e che da questoloco la bella coppia fu distante,guardò Ruggiero, e fu a conoscer prestoquel che fin qui gli avea nascoso Atlante:fatto avea Atlante che fin a quell'oratra lor non s'eran conosciuti ancora.

Ma mi bisogna, s'io vo' dirvi il resto,ch'io trovi Ruggier prima e Bradamante.Poi che si tacque il corno, e che da questoloco la bella coppia fu distante,guardò Ruggiero, e fu a conoscer prestoquel che fin qui gli avea nascoso Atlante:fatto avea Atlante che fin a quell'oratra lor non s'eran conosciuti ancora.

Ma mi bisogna, s'io vo' dirvi il resto,

ch'io trovi Ruggier prima e Bradamante.

Poi che si tacque il corno, e che da questo

loco la bella coppia fu distante,

guardò Ruggiero, e fu a conoscer presto

quel che fin qui gli avea nascoso Atlante:

fatto avea Atlante che fin a quell'ora

tra lor non s'eran conosciuti ancora.

32

Ruggier riguarda Bradamante, ed ellariguarda lui con alta maraviglia,che tanti dì l'abbia offuscato quellaillusion sì l'animo e le ciglia.Ruggiero abbraccia la sua donna bella,che più che rosa ne divien vermiglia;e poi di su la bocca i primi fioricogliendo vien dei suoi beati amori.

Ruggier riguarda Bradamante, ed ellariguarda lui con alta maraviglia,che tanti dì l'abbia offuscato quellaillusion sì l'animo e le ciglia.Ruggiero abbraccia la sua donna bella,che più che rosa ne divien vermiglia;e poi di su la bocca i primi fioricogliendo vien dei suoi beati amori.

Ruggier riguarda Bradamante, ed ella

riguarda lui con alta maraviglia,

che tanti dì l'abbia offuscato quella

illusion sì l'animo e le ciglia.

Ruggiero abbraccia la sua donna bella,

che più che rosa ne divien vermiglia;

e poi di su la bocca i primi fiori

cogliendo vien dei suoi beati amori.

33

Tornaro ad iterar gli abbracciamentimille fiate, ed a tenersi strettii duo felici amanti, e sì contenti,ch'a pena i gaudi lor capiano i petti.Molto lor duol che per incantamenti,mentre che fur negli errabondi tetti,tra lor non s'eran mai riconosciuti,e tanti lieti giorni eran perduti.

Tornaro ad iterar gli abbracciamentimille fiate, ed a tenersi strettii duo felici amanti, e sì contenti,ch'a pena i gaudi lor capiano i petti.Molto lor duol che per incantamenti,mentre che fur negli errabondi tetti,tra lor non s'eran mai riconosciuti,e tanti lieti giorni eran perduti.

Tornaro ad iterar gli abbracciamenti

mille fiate, ed a tenersi stretti

i duo felici amanti, e sì contenti,

ch'a pena i gaudi lor capiano i petti.

Molto lor duol che per incantamenti,

mentre che fur negli errabondi tetti,

tra lor non s'eran mai riconosciuti,

e tanti lieti giorni eran perduti.

34

Bradamante, disposta di far tuttii piaceri che far vergine saggiadebbia ad un suo amator, sì che di lutti,senza il suo onore offendere, il sottraggia;dice a Ruggier, se a dar gli ultimi fruttilei non vuol sempre aver dura e selvaggia,la faccia domandar per buoni mezzial padre Amon: ma prima si battezzi.

Bradamante, disposta di far tuttii piaceri che far vergine saggiadebbia ad un suo amator, sì che di lutti,senza il suo onore offendere, il sottraggia;dice a Ruggier, se a dar gli ultimi fruttilei non vuol sempre aver dura e selvaggia,la faccia domandar per buoni mezzial padre Amon: ma prima si battezzi.

Bradamante, disposta di far tutti

i piaceri che far vergine saggia

debbia ad un suo amator, sì che di lutti,

senza il suo onore offendere, il sottraggia;

dice a Ruggier, se a dar gli ultimi frutti

lei non vuol sempre aver dura e selvaggia,

la faccia domandar per buoni mezzi

al padre Amon: ma prima si battezzi.

35

Ruggier, che tolto avria non solamenteviver cristiano per amor di questa,com'era stato il padre, e antiquamentel'avolo e tutta la sua stirpe onesta;ma, per farle piacere, immantinentedata le avria la vita che gli resta:— Non che ne l'acqua (disse), ma nel fuocoper tuo amor porre il capo mi fia poco. —

Ruggier, che tolto avria non solamenteviver cristiano per amor di questa,com'era stato il padre, e antiquamentel'avolo e tutta la sua stirpe onesta;ma, per farle piacere, immantinentedata le avria la vita che gli resta:— Non che ne l'acqua (disse), ma nel fuocoper tuo amor porre il capo mi fia poco. —

Ruggier, che tolto avria non solamente

viver cristiano per amor di questa,

com'era stato il padre, e antiquamente

l'avolo e tutta la sua stirpe onesta;

ma, per farle piacere, immantinente

data le avria la vita che gli resta:

— Non che ne l'acqua (disse), ma nel fuoco

per tuo amor porre il capo mi fia poco. —

36

Per battezzarsi dunque, indi per sposala donna aver, Ruggier si messe in via,guidando Bradamante a Vallombrosa(così fu nominata una badiaricca e bella, né men religiosa,e cortese a chiunque vi venìa);e trovaro all'uscir de la forestadonna che molto era nel viso mesta.

Per battezzarsi dunque, indi per sposala donna aver, Ruggier si messe in via,guidando Bradamante a Vallombrosa(così fu nominata una badiaricca e bella, né men religiosa,e cortese a chiunque vi venìa);e trovaro all'uscir de la forestadonna che molto era nel viso mesta.

Per battezzarsi dunque, indi per sposa

la donna aver, Ruggier si messe in via,

guidando Bradamante a Vallombrosa

(così fu nominata una badia

ricca e bella, né men religiosa,

e cortese a chiunque vi venìa);

e trovaro all'uscir de la foresta

donna che molto era nel viso mesta.

37

Ruggier, che sempre uman, sempre corteseera a ciascun, ma più alle donne molto,come le belle lacrime compresecader rigando il delicato volto,n'ebbe pietade, e di disir s'accesedi saper il suo affanno; ed a lei volto,dopo onesto saluto, domandolleperch'avea sì di pianto il viso molle.

Ruggier, che sempre uman, sempre corteseera a ciascun, ma più alle donne molto,come le belle lacrime compresecader rigando il delicato volto,n'ebbe pietade, e di disir s'accesedi saper il suo affanno; ed a lei volto,dopo onesto saluto, domandolleperch'avea sì di pianto il viso molle.

Ruggier, che sempre uman, sempre cortese

era a ciascun, ma più alle donne molto,

come le belle lacrime comprese

cader rigando il delicato volto,

n'ebbe pietade, e di disir s'accese

di saper il suo affanno; ed a lei volto,

dopo onesto saluto, domandolle

perch'avea sì di pianto il viso molle.

38

Ed ella, alzando i begli umidi rai,umanissimamente gli rispose,e la cagion de' suoi penosi guai,poi che le domandò, tutta gli espose.— Gentil signor (disse ella), intenderaiche queste guance son sì lacrimoseper la pietà ch'a un giovinetto porto,ch'in un castel qui presso oggi fia morto.

Ed ella, alzando i begli umidi rai,umanissimamente gli rispose,e la cagion de' suoi penosi guai,poi che le domandò, tutta gli espose.— Gentil signor (disse ella), intenderaiche queste guance son sì lacrimoseper la pietà ch'a un giovinetto porto,ch'in un castel qui presso oggi fia morto.

Ed ella, alzando i begli umidi rai,

umanissimamente gli rispose,

e la cagion de' suoi penosi guai,

poi che le domandò, tutta gli espose.

— Gentil signor (disse ella), intenderai

che queste guance son sì lacrimose

per la pietà ch'a un giovinetto porto,

ch'in un castel qui presso oggi fia morto.

39

Amando una gentil giovane e bella,che di Marsilio re di Spagna è figlia,sotto un vel bianco e in feminil gonella,finta la voce e il volger de le ciglia,egli ogni notte si giacea con quella,senza darne sospetto alla famiglia:ma sì secreto alcuno esser non puote,ch'al lungo andar non sia chi 'l vegga e note.

Amando una gentil giovane e bella,che di Marsilio re di Spagna è figlia,sotto un vel bianco e in feminil gonella,finta la voce e il volger de le ciglia,egli ogni notte si giacea con quella,senza darne sospetto alla famiglia:ma sì secreto alcuno esser non puote,ch'al lungo andar non sia chi 'l vegga e note.

Amando una gentil giovane e bella,

che di Marsilio re di Spagna è figlia,

sotto un vel bianco e in feminil gonella,

finta la voce e il volger de le ciglia,

egli ogni notte si giacea con quella,

senza darne sospetto alla famiglia:

ma sì secreto alcuno esser non puote,

ch'al lungo andar non sia chi 'l vegga e note.

40

Se n'accorse uno, e ne parlò con dui;gli dui con altri, insin ch'al re fu detto.Venne un fedel del re l'altr'ieri a nui,che questi amanti fe' pigliar nel letto;e ne la rocca gli ha fatto ambeduidivisamente chiudere in distretto:né credo per tutto oggi ch'abbia spazioil gioven, che non mora in pena e in strazio.

Se n'accorse uno, e ne parlò con dui;gli dui con altri, insin ch'al re fu detto.Venne un fedel del re l'altr'ieri a nui,che questi amanti fe' pigliar nel letto;e ne la rocca gli ha fatto ambeduidivisamente chiudere in distretto:né credo per tutto oggi ch'abbia spazioil gioven, che non mora in pena e in strazio.

Se n'accorse uno, e ne parlò con dui;

gli dui con altri, insin ch'al re fu detto.

Venne un fedel del re l'altr'ieri a nui,

che questi amanti fe' pigliar nel letto;

e ne la rocca gli ha fatto ambedui

divisamente chiudere in distretto:

né credo per tutto oggi ch'abbia spazio

il gioven, che non mora in pena e in strazio.

41

Fuggita me ne son per non vederetal crudeltà; che vivo l'arderanno:né cosa mi potrebbe più dolere,che faccia di sì bel giovine il danno;né potrò aver giamai tanto piacere,che non si volga subito in affanno,che de la crudel fiamma mi rimembri,ch'abbia arsi i belli e delicati membri. —

Fuggita me ne son per non vederetal crudeltà; che vivo l'arderanno:né cosa mi potrebbe più dolere,che faccia di sì bel giovine il danno;né potrò aver giamai tanto piacere,che non si volga subito in affanno,che de la crudel fiamma mi rimembri,ch'abbia arsi i belli e delicati membri. —

Fuggita me ne son per non vedere

tal crudeltà; che vivo l'arderanno:

né cosa mi potrebbe più dolere,

che faccia di sì bel giovine il danno;

né potrò aver giamai tanto piacere,

che non si volga subito in affanno,

che de la crudel fiamma mi rimembri,

ch'abbia arsi i belli e delicati membri. —

42

Bradamante ode, e par ch'assai le premaquesta novella, e molto il cor l'annoi;né par che men per quel dannato tema,che se fosse uno dei fratelli suoi.Né certo la paura in tutto scemaera di causa, come io dirò poi.Si volse ella a Ruggiero, e disse: — Parmech'in favor di costui sien le nostr'arme. —

Bradamante ode, e par ch'assai le premaquesta novella, e molto il cor l'annoi;né par che men per quel dannato tema,che se fosse uno dei fratelli suoi.Né certo la paura in tutto scemaera di causa, come io dirò poi.Si volse ella a Ruggiero, e disse: — Parmech'in favor di costui sien le nostr'arme. —

Bradamante ode, e par ch'assai le prema

questa novella, e molto il cor l'annoi;

né par che men per quel dannato tema,

che se fosse uno dei fratelli suoi.

Né certo la paura in tutto scema

era di causa, come io dirò poi.

Si volse ella a Ruggiero, e disse: — Parme

ch'in favor di costui sien le nostr'arme. —

43

E disse a quella mesta: — Io ti confortoche tu vegga di porci entro alle mura,che se 'l giovine ancor non avran morto,più non l'uccideran, stanne sicura. —Ruggiero, avendo il cor benigno scortode la sua donna e la pietosa cura,sentì tutto infiammarsi di desiredi non lasciare il giovine morire.

E disse a quella mesta: — Io ti confortoche tu vegga di porci entro alle mura,che se 'l giovine ancor non avran morto,più non l'uccideran, stanne sicura. —Ruggiero, avendo il cor benigno scortode la sua donna e la pietosa cura,sentì tutto infiammarsi di desiredi non lasciare il giovine morire.

E disse a quella mesta: — Io ti conforto

che tu vegga di porci entro alle mura,

che se 'l giovine ancor non avran morto,

più non l'uccideran, stanne sicura. —

Ruggiero, avendo il cor benigno scorto

de la sua donna e la pietosa cura,

sentì tutto infiammarsi di desire

di non lasciare il giovine morire.

44

Ed alla donna, a cui dagli occhi cadeun rio di pianto, dice: — Or che s'aspetta?Soccorrer qui, non lacrimare accade:fa ch'ove è questo tuo, pur tu ci metta.Di mille lance trar, di mille spadetel promettian, pur che ci meni in fretta:ma studia il passo più che puoi, che tardanon sia l'aita, e intanto il fuoco l'arda. —

Ed alla donna, a cui dagli occhi cadeun rio di pianto, dice: — Or che s'aspetta?Soccorrer qui, non lacrimare accade:fa ch'ove è questo tuo, pur tu ci metta.Di mille lance trar, di mille spadetel promettian, pur che ci meni in fretta:ma studia il passo più che puoi, che tardanon sia l'aita, e intanto il fuoco l'arda. —

Ed alla donna, a cui dagli occhi cade

un rio di pianto, dice: — Or che s'aspetta?

Soccorrer qui, non lacrimare accade:

fa ch'ove è questo tuo, pur tu ci metta.

Di mille lance trar, di mille spade

tel promettian, pur che ci meni in fretta:

ma studia il passo più che puoi, che tarda

non sia l'aita, e intanto il fuoco l'arda. —

45

L'alto parlare e la fiera sembianzadi quella coppia a maraviglia ardita,ebbon di tornar forza la speranzacolà dond'era già tutta fuggita;ma perch'ancor, più che la lontananza,temeva il ritrovar la via impedita,e che saria per questo indarno presa,stava la donna in sé tutta sospesa.

L'alto parlare e la fiera sembianzadi quella coppia a maraviglia ardita,ebbon di tornar forza la speranzacolà dond'era già tutta fuggita;ma perch'ancor, più che la lontananza,temeva il ritrovar la via impedita,e che saria per questo indarno presa,stava la donna in sé tutta sospesa.

L'alto parlare e la fiera sembianza

di quella coppia a maraviglia ardita,

ebbon di tornar forza la speranza

colà dond'era già tutta fuggita;

ma perch'ancor, più che la lontananza,

temeva il ritrovar la via impedita,

e che saria per questo indarno presa,

stava la donna in sé tutta sospesa.

46

Poi disse lor: — Facendo noi la viache dritta e piana va fin a quel loco,credo ch'a tempo vi si giungeria,che non sarebbe ancora acceso il fuoco:ma gir convien per così torta e ria,che 'l termine d'un giorno saria pocoa riuscirne; e quando vi saremo,che troviam morto il giovine mi temo. —

Poi disse lor: — Facendo noi la viache dritta e piana va fin a quel loco,credo ch'a tempo vi si giungeria,che non sarebbe ancora acceso il fuoco:ma gir convien per così torta e ria,che 'l termine d'un giorno saria pocoa riuscirne; e quando vi saremo,che troviam morto il giovine mi temo. —

Poi disse lor: — Facendo noi la via

che dritta e piana va fin a quel loco,

credo ch'a tempo vi si giungeria,

che non sarebbe ancora acceso il fuoco:

ma gir convien per così torta e ria,

che 'l termine d'un giorno saria poco

a riuscirne; e quando vi saremo,

che troviam morto il giovine mi temo. —

47

— E perché non andian (disse Ruggiero)per la più corta? — E la donna rispose:— Perché un castel de' conti da Pontierotra via si trova, ove un costume pose,non son tre giorni ancora, iniquo e fieroa cavallieri e a donne aventurose,Pinabello, il peggior uomo che viva,figliuol del conte Anselmo d'Altariva.

— E perché non andian (disse Ruggiero)per la più corta? — E la donna rispose:— Perché un castel de' conti da Pontierotra via si trova, ove un costume pose,non son tre giorni ancora, iniquo e fieroa cavallieri e a donne aventurose,Pinabello, il peggior uomo che viva,figliuol del conte Anselmo d'Altariva.

— E perché non andian (disse Ruggiero)

per la più corta? — E la donna rispose:

— Perché un castel de' conti da Pontiero

tra via si trova, ove un costume pose,

non son tre giorni ancora, iniquo e fiero

a cavallieri e a donne aventurose,

Pinabello, il peggior uomo che viva,

figliuol del conte Anselmo d'Altariva.

48

Quindi né cavallier né donna passa,che se ne vada senza ingiuria e danni:l'uno e l'altro a piè resta; ma vi lassail guerrier l'arme, e la donzella i panni.Miglior cavallier lancia non abbassa,e non abbassò in Francia già molt'anni,di quattro che giurato hanno al castellola legge mantener di Pinabello.

Quindi né cavallier né donna passa,che se ne vada senza ingiuria e danni:l'uno e l'altro a piè resta; ma vi lassail guerrier l'arme, e la donzella i panni.Miglior cavallier lancia non abbassa,e non abbassò in Francia già molt'anni,di quattro che giurato hanno al castellola legge mantener di Pinabello.

Quindi né cavallier né donna passa,

che se ne vada senza ingiuria e danni:

l'uno e l'altro a piè resta; ma vi lassa

il guerrier l'arme, e la donzella i panni.

Miglior cavallier lancia non abbassa,

e non abbassò in Francia già molt'anni,

di quattro che giurato hanno al castello

la legge mantener di Pinabello.

49

Come l'usanza (che non è più antiquadi tre dì) cominciò, vi vo' narrare;e sentirete se fu dritta o obliquacagion che i cavallier fece giurare.Pinabello ha una donna così iniqua,così bestial, ch'al mondo è senza pare;che con lui, non so dove, andando un giorno,ritrovò un cavallier che le fe' scorno.

Come l'usanza (che non è più antiquadi tre dì) cominciò, vi vo' narrare;e sentirete se fu dritta o obliquacagion che i cavallier fece giurare.Pinabello ha una donna così iniqua,così bestial, ch'al mondo è senza pare;che con lui, non so dove, andando un giorno,ritrovò un cavallier che le fe' scorno.

Come l'usanza (che non è più antiqua

di tre dì) cominciò, vi vo' narrare;

e sentirete se fu dritta o obliqua

cagion che i cavallier fece giurare.

Pinabello ha una donna così iniqua,

così bestial, ch'al mondo è senza pare;

che con lui, non so dove, andando un giorno,

ritrovò un cavallier che le fe' scorno.

50

Il cavallier, perché da lei beffatofu d'una vecchia che portava in groppa,giostrò con Pinabel ch'era dotatodi poca forza e di superbia troppa;ed abbattello, e lei smontar nel pratofece, e provò s'andava dritta o zoppa:lasciolla a piede, e fe' de la gonelladi lei vestir l'antiqua damigella.

Il cavallier, perché da lei beffatofu d'una vecchia che portava in groppa,giostrò con Pinabel ch'era dotatodi poca forza e di superbia troppa;ed abbattello, e lei smontar nel pratofece, e provò s'andava dritta o zoppa:lasciolla a piede, e fe' de la gonelladi lei vestir l'antiqua damigella.

Il cavallier, perché da lei beffato

fu d'una vecchia che portava in groppa,

giostrò con Pinabel ch'era dotato

di poca forza e di superbia troppa;

ed abbattello, e lei smontar nel prato

fece, e provò s'andava dritta o zoppa:

lasciolla a piede, e fe' de la gonella

di lei vestir l'antiqua damigella.

51

Quella ch'a piè rimase, dispettosa,e di vendetta ingorda e sitibonda,congiunta a Pinabel che d'ogni cosadove sia da mal far, ben la seconda,né giorno mai, né notte mai riposa,e dice che non fia mai più gioconda,se mille cavallieri e mille donnenon mette a piedi, e lor tolle arme e gonne.

Quella ch'a piè rimase, dispettosa,e di vendetta ingorda e sitibonda,congiunta a Pinabel che d'ogni cosadove sia da mal far, ben la seconda,né giorno mai, né notte mai riposa,e dice che non fia mai più gioconda,se mille cavallieri e mille donnenon mette a piedi, e lor tolle arme e gonne.

Quella ch'a piè rimase, dispettosa,

e di vendetta ingorda e sitibonda,

congiunta a Pinabel che d'ogni cosa

dove sia da mal far, ben la seconda,

né giorno mai, né notte mai riposa,

e dice che non fia mai più gioconda,

se mille cavallieri e mille donne

non mette a piedi, e lor tolle arme e gonne.

52

Giunsero il dì medesmo, come accade,quattro gran cavallieri ad un suo loco,li quai di rimotissime contradevenuti a queste parti eran di poco;di tal valor, che non ha nostra etadetant'altri buoni al bellicoso gioco:Aquilante, Grifone e Sansonetto,ed un Guidon Selvaggio giovinetto.

Giunsero il dì medesmo, come accade,quattro gran cavallieri ad un suo loco,li quai di rimotissime contradevenuti a queste parti eran di poco;di tal valor, che non ha nostra etadetant'altri buoni al bellicoso gioco:Aquilante, Grifone e Sansonetto,ed un Guidon Selvaggio giovinetto.

Giunsero il dì medesmo, come accade,

quattro gran cavallieri ad un suo loco,

li quai di rimotissime contrade

venuti a queste parti eran di poco;

di tal valor, che non ha nostra etade

tant'altri buoni al bellicoso gioco:

Aquilante, Grifone e Sansonetto,

ed un Guidon Selvaggio giovinetto.

53

Pinabel con sembiante assai corteseal castel ch'io v'ho detto gli raccolse.La notte poi tutti nel letto prese,e presi tenne; e prima non li sciolse,che li fece giurar ch'un anno e un mese(questo fu a punto il termine che tolse)stariano quivi, e spogliarebbon quantivi capitasson cavallieri erranti;

Pinabel con sembiante assai corteseal castel ch'io v'ho detto gli raccolse.La notte poi tutti nel letto prese,e presi tenne; e prima non li sciolse,che li fece giurar ch'un anno e un mese(questo fu a punto il termine che tolse)stariano quivi, e spogliarebbon quantivi capitasson cavallieri erranti;

Pinabel con sembiante assai cortese

al castel ch'io v'ho detto gli raccolse.

La notte poi tutti nel letto prese,

e presi tenne; e prima non li sciolse,

che li fece giurar ch'un anno e un mese

(questo fu a punto il termine che tolse)

stariano quivi, e spogliarebbon quanti

vi capitasson cavallieri erranti;

54

e le donzelle ch'avesson con loroporriano a piedi, e torrian lor le vesti.Così giurar, così costretti foroad osservar, ben che turbati e mesti.Non par che fin a qui contra costoroalcun possa giostrar, ch'a piè non resti:e capitati vi sono infiniti,ch'a piè e senz'arme se ne son partiti.

e le donzelle ch'avesson con loroporriano a piedi, e torrian lor le vesti.Così giurar, così costretti foroad osservar, ben che turbati e mesti.Non par che fin a qui contra costoroalcun possa giostrar, ch'a piè non resti:e capitati vi sono infiniti,ch'a piè e senz'arme se ne son partiti.

e le donzelle ch'avesson con loro

porriano a piedi, e torrian lor le vesti.

Così giurar, così costretti foro

ad osservar, ben che turbati e mesti.

Non par che fin a qui contra costoro

alcun possa giostrar, ch'a piè non resti:

e capitati vi sono infiniti,

ch'a piè e senz'arme se ne son partiti.

55

È ordine tra lor, che chi per sorteesce fuor prima, vada a correr solo:ma se trova il nimico così forte,che resti in sella, e getti lui nel suolo,sono ubligati gli altri infin a mortepigliar l'impresa tutti in uno stuolo.Vedi or, se ciascun d'essi è così buono,quel ch'esser de', se tutti insieme sono.

È ordine tra lor, che chi per sorteesce fuor prima, vada a correr solo:ma se trova il nimico così forte,che resti in sella, e getti lui nel suolo,sono ubligati gli altri infin a mortepigliar l'impresa tutti in uno stuolo.Vedi or, se ciascun d'essi è così buono,quel ch'esser de', se tutti insieme sono.

È ordine tra lor, che chi per sorte

esce fuor prima, vada a correr solo:

ma se trova il nimico così forte,

che resti in sella, e getti lui nel suolo,

sono ubligati gli altri infin a morte

pigliar l'impresa tutti in uno stuolo.

Vedi or, se ciascun d'essi è così buono,

quel ch'esser de', se tutti insieme sono.

56

Poi non conviene all'importanza nostrache ne vieta ogni indugio, ogni dimora,che punto vi fermiate a quella giostra;e presuppongo che vinciate ancora,che vostra alta presenza lo dimostra,ma non è cosa da fare in un'ora;ed è gran dubbio che 'l giovine s'arda,se tutto oggi a soccorrerlo si tarda. —

Poi non conviene all'importanza nostrache ne vieta ogni indugio, ogni dimora,che punto vi fermiate a quella giostra;e presuppongo che vinciate ancora,che vostra alta presenza lo dimostra,ma non è cosa da fare in un'ora;ed è gran dubbio che 'l giovine s'arda,se tutto oggi a soccorrerlo si tarda. —

Poi non conviene all'importanza nostra

che ne vieta ogni indugio, ogni dimora,

che punto vi fermiate a quella giostra;

e presuppongo che vinciate ancora,

che vostra alta presenza lo dimostra,

ma non è cosa da fare in un'ora;

ed è gran dubbio che 'l giovine s'arda,

se tutto oggi a soccorrerlo si tarda. —

57

Disse Ruggier: — Non riguardiamo a questo:facciàn nui quel che si può far per nui;abbia chi regge il ciel cura del resto,o la Fortuna, se non tocca a lui.Ti fia per questa giostra manifesto,se buoni siamo d'aiutar coluiche per cagion sì debole e sì lieve,come n'hai detto, oggi bruciar si deve. —

Disse Ruggier: — Non riguardiamo a questo:facciàn nui quel che si può far per nui;abbia chi regge il ciel cura del resto,o la Fortuna, se non tocca a lui.Ti fia per questa giostra manifesto,se buoni siamo d'aiutar coluiche per cagion sì debole e sì lieve,come n'hai detto, oggi bruciar si deve. —

Disse Ruggier: — Non riguardiamo a questo:

facciàn nui quel che si può far per nui;

abbia chi regge il ciel cura del resto,

o la Fortuna, se non tocca a lui.

Ti fia per questa giostra manifesto,

se buoni siamo d'aiutar colui

che per cagion sì debole e sì lieve,

come n'hai detto, oggi bruciar si deve. —

58

Senza risponder altro, la donzellasi messe per la via ch'era più corta.Più di tre miglia non andar per quella,che si trovaro al ponte ed alla portadove si perdon l'arme e la gonnella,e de la vita gran dubbio si porta.Al primo apparir lor, di su la roccaè chi duo botti la campana tocca.

Senza risponder altro, la donzellasi messe per la via ch'era più corta.Più di tre miglia non andar per quella,che si trovaro al ponte ed alla portadove si perdon l'arme e la gonnella,e de la vita gran dubbio si porta.Al primo apparir lor, di su la roccaè chi duo botti la campana tocca.

Senza risponder altro, la donzella

si messe per la via ch'era più corta.

Più di tre miglia non andar per quella,

che si trovaro al ponte ed alla porta

dove si perdon l'arme e la gonnella,

e de la vita gran dubbio si porta.

Al primo apparir lor, di su la rocca

è chi duo botti la campana tocca.

59

Ed ecco de la porta con gran fretta,trottando s'un ronzino, un vecchio uscìo;e quel venìa gridando: — Aspetta aspetta:restate olà, che qui si paga il fio:e se l'usanza non v'è stata detta,che qui si tiene, or ve la vo' dir io. —E contar loro incominciò di quellocostume, che servar fa Pinabello.

Ed ecco de la porta con gran fretta,trottando s'un ronzino, un vecchio uscìo;e quel venìa gridando: — Aspetta aspetta:restate olà, che qui si paga il fio:e se l'usanza non v'è stata detta,che qui si tiene, or ve la vo' dir io. —E contar loro incominciò di quellocostume, che servar fa Pinabello.

Ed ecco de la porta con gran fretta,

trottando s'un ronzino, un vecchio uscìo;

e quel venìa gridando: — Aspetta aspetta:

restate olà, che qui si paga il fio:

e se l'usanza non v'è stata detta,

che qui si tiene, or ve la vo' dir io. —

E contar loro incominciò di quello

costume, che servar fa Pinabello.

60

Poi seguitò, volendo dar consigli,com'era usato agli altri cavallieri:— Fate spogliar la donna (dicea), figli,e voi l'arme lasciateci e i destrieri;e non vogliate mettervi a periglid'andare incontra a tai quattro guerrieri.Per tutto vesti, arme e cavalli s'hanno:la vita sol mai non ripara il danno. —

Poi seguitò, volendo dar consigli,com'era usato agli altri cavallieri:— Fate spogliar la donna (dicea), figli,e voi l'arme lasciateci e i destrieri;e non vogliate mettervi a periglid'andare incontra a tai quattro guerrieri.Per tutto vesti, arme e cavalli s'hanno:la vita sol mai non ripara il danno. —

Poi seguitò, volendo dar consigli,

com'era usato agli altri cavallieri:

— Fate spogliar la donna (dicea), figli,

e voi l'arme lasciateci e i destrieri;

e non vogliate mettervi a perigli

d'andare incontra a tai quattro guerrieri.

Per tutto vesti, arme e cavalli s'hanno:

la vita sol mai non ripara il danno. —

61

— Non più (disse Ruggier), non più; ch'io sonodel tutto informatissimo, e qui venniper far prova di me, se così buonoin fatti son, come nel cor mi tenni.Arme, vesti e cavallo altrui non dono,s'altro non sento che minacce e cenni;e son ben certo ancor, che per paroleil mio compagno le sue dar non vuole.

— Non più (disse Ruggier), non più; ch'io sonodel tutto informatissimo, e qui venniper far prova di me, se così buonoin fatti son, come nel cor mi tenni.Arme, vesti e cavallo altrui non dono,s'altro non sento che minacce e cenni;e son ben certo ancor, che per paroleil mio compagno le sue dar non vuole.

— Non più (disse Ruggier), non più; ch'io sono

del tutto informatissimo, e qui venni

per far prova di me, se così buono

in fatti son, come nel cor mi tenni.

Arme, vesti e cavallo altrui non dono,

s'altro non sento che minacce e cenni;

e son ben certo ancor, che per parole

il mio compagno le sue dar non vuole.

62

Ma, per Dio, fa ch'io vegga tosto in frontequei che ne voglion torre arme e cavallo;ch'abbiamo da passar anco quel monte,e qui non si può far troppo intervallo. —Rispose il vecchio: — Eccoti fuor del pontechi vien per farlo: — e non lo disse in fallo;ch'un cavallier n'uscì, che sopravestevermiglie avea, di bianchi fior conteste.

Ma, per Dio, fa ch'io vegga tosto in frontequei che ne voglion torre arme e cavallo;ch'abbiamo da passar anco quel monte,e qui non si può far troppo intervallo. —Rispose il vecchio: — Eccoti fuor del pontechi vien per farlo: — e non lo disse in fallo;ch'un cavallier n'uscì, che sopravestevermiglie avea, di bianchi fior conteste.

Ma, per Dio, fa ch'io vegga tosto in fronte

quei che ne voglion torre arme e cavallo;

ch'abbiamo da passar anco quel monte,

e qui non si può far troppo intervallo. —

Rispose il vecchio: — Eccoti fuor del ponte

chi vien per farlo: — e non lo disse in fallo;

ch'un cavallier n'uscì, che sopraveste

vermiglie avea, di bianchi fior conteste.

63

Bradamante pregò molto Ruggieroche le lasciasse in cortesia l'assuntodi gittar de la sella il cavalliero,ch'avea di fiori il bel vestir trapunto;ma non poté impetrarlo, e fu mestieroa lei far ciò che Ruggier volse a punto.Egli volse l'impresa tutta avere,e Bradamante si stesse a vedere.

Bradamante pregò molto Ruggieroche le lasciasse in cortesia l'assuntodi gittar de la sella il cavalliero,ch'avea di fiori il bel vestir trapunto;ma non poté impetrarlo, e fu mestieroa lei far ciò che Ruggier volse a punto.Egli volse l'impresa tutta avere,e Bradamante si stesse a vedere.

Bradamante pregò molto Ruggiero

che le lasciasse in cortesia l'assunto

di gittar de la sella il cavalliero,

ch'avea di fiori il bel vestir trapunto;

ma non poté impetrarlo, e fu mestiero

a lei far ciò che Ruggier volse a punto.

Egli volse l'impresa tutta avere,

e Bradamante si stesse a vedere.

64

Ruggiero al vecchio domandò chi fossequesto primo ch'uscia fuor de la porta.— È Sansonetto (disse); che le rosseveste conosco e i bianchi fior che porta. —L'uno di qua, l'altro di là si mossesenza parlarsi, e fu l'indugia corta;che s'andaro a trovar coi ferri bassi,molto affrettando i lor destrieri i passi.

Ruggiero al vecchio domandò chi fossequesto primo ch'uscia fuor de la porta.— È Sansonetto (disse); che le rosseveste conosco e i bianchi fior che porta. —L'uno di qua, l'altro di là si mossesenza parlarsi, e fu l'indugia corta;che s'andaro a trovar coi ferri bassi,molto affrettando i lor destrieri i passi.

Ruggiero al vecchio domandò chi fosse

questo primo ch'uscia fuor de la porta.

— È Sansonetto (disse); che le rosse

veste conosco e i bianchi fior che porta. —

L'uno di qua, l'altro di là si mosse

senza parlarsi, e fu l'indugia corta;

che s'andaro a trovar coi ferri bassi,

molto affrettando i lor destrieri i passi.

65

In questo mezzo de la rocca uscitieran con Pinabel molti pedoni,presti per levar l'arme ed espeditiai cavallier ch'uscian fuor degli arcioni.Veniansi incontra i cavallieri arditi,fermando in su le reste i gran lancioni,grossi duo palmi, di nativo cerro,che quasi erano uguali insino al ferro.

In questo mezzo de la rocca uscitieran con Pinabel molti pedoni,presti per levar l'arme ed espeditiai cavallier ch'uscian fuor degli arcioni.Veniansi incontra i cavallieri arditi,fermando in su le reste i gran lancioni,grossi duo palmi, di nativo cerro,che quasi erano uguali insino al ferro.

In questo mezzo de la rocca usciti

eran con Pinabel molti pedoni,

presti per levar l'arme ed espediti

ai cavallier ch'uscian fuor degli arcioni.

Veniansi incontra i cavallieri arditi,

fermando in su le reste i gran lancioni,

grossi duo palmi, di nativo cerro,

che quasi erano uguali insino al ferro.

66

Di tali n'avea più d'una decinafatto tagliar di su lor ceppi viviSansonetto a una selva indi vicina,e portatone duo per giostrar quivi.Aver scudo e corazza adamantinabisogna ben, che le percosse schivi.Aveane fatto dar, tosto che venne,l'uno a Ruggier, l'altro per sé ritenne.

Di tali n'avea più d'una decinafatto tagliar di su lor ceppi viviSansonetto a una selva indi vicina,e portatone duo per giostrar quivi.Aver scudo e corazza adamantinabisogna ben, che le percosse schivi.Aveane fatto dar, tosto che venne,l'uno a Ruggier, l'altro per sé ritenne.

Di tali n'avea più d'una decina

fatto tagliar di su lor ceppi vivi

Sansonetto a una selva indi vicina,

e portatone duo per giostrar quivi.

Aver scudo e corazza adamantina

bisogna ben, che le percosse schivi.

Aveane fatto dar, tosto che venne,

l'uno a Ruggier, l'altro per sé ritenne.

67

Con questi, che passar dovean gl'incudi(sì ben ferrate avean le punte estreme),di qua e di là fermandoli agli scudi,a mezzo il corso si scontraro insieme.Quel di Ruggiero, che i demòni ignudifece sudar, poco del colpo teme:de lo scudo vo' dir che fece Atlante,de le cui forze io v'ho già detto inante.

Con questi, che passar dovean gl'incudi(sì ben ferrate avean le punte estreme),di qua e di là fermandoli agli scudi,a mezzo il corso si scontraro insieme.Quel di Ruggiero, che i demòni ignudifece sudar, poco del colpo teme:de lo scudo vo' dir che fece Atlante,de le cui forze io v'ho già detto inante.

Con questi, che passar dovean gl'incudi

(sì ben ferrate avean le punte estreme),

di qua e di là fermandoli agli scudi,

a mezzo il corso si scontraro insieme.

Quel di Ruggiero, che i demòni ignudi

fece sudar, poco del colpo teme:

de lo scudo vo' dir che fece Atlante,

de le cui forze io v'ho già detto inante.

68

Io v'ho già detto che con tanta forzal'incantato splendor negli occhi fere,ch'al discoprirsi ogni veduta ammorza,e tramortito l'uom fa rimanere:perciò, s'un gran bisogno non lo sforza,d'un vel coperto lo solea tenere.Si crede ch'anco impenetrabil fosse,poi ch'a questo incontrar nulla si mosse.

Io v'ho già detto che con tanta forzal'incantato splendor negli occhi fere,ch'al discoprirsi ogni veduta ammorza,e tramortito l'uom fa rimanere:perciò, s'un gran bisogno non lo sforza,d'un vel coperto lo solea tenere.Si crede ch'anco impenetrabil fosse,poi ch'a questo incontrar nulla si mosse.

Io v'ho già detto che con tanta forza

l'incantato splendor negli occhi fere,

ch'al discoprirsi ogni veduta ammorza,

e tramortito l'uom fa rimanere:

perciò, s'un gran bisogno non lo sforza,

d'un vel coperto lo solea tenere.

Si crede ch'anco impenetrabil fosse,

poi ch'a questo incontrar nulla si mosse.

69

L'altro, ch'ebbe l'artefice men dotto,il gravissimo colpo non sofferse.Come tocco da fulmine, di bottodiè loco al ferro, e pel mezzo s'aperse;diè loco al ferro, e quel trovò di sottoil braccio ch'assai mal si ricoperse;sì che ne fu ferito Sansonetto,e de la sella tratto al suo dispetto.

L'altro, ch'ebbe l'artefice men dotto,il gravissimo colpo non sofferse.Come tocco da fulmine, di bottodiè loco al ferro, e pel mezzo s'aperse;diè loco al ferro, e quel trovò di sottoil braccio ch'assai mal si ricoperse;sì che ne fu ferito Sansonetto,e de la sella tratto al suo dispetto.

L'altro, ch'ebbe l'artefice men dotto,

il gravissimo colpo non sofferse.

Come tocco da fulmine, di botto

diè loco al ferro, e pel mezzo s'aperse;

diè loco al ferro, e quel trovò di sotto

il braccio ch'assai mal si ricoperse;

sì che ne fu ferito Sansonetto,

e de la sella tratto al suo dispetto.

70

E questo il primo fu di quei compagniche quivi mantenean l'usanza fella,che de le spoglie altrui non fe' guadagni,e ch'alla giostra uscì fuor de la sella.Convien chi ride, anco talor si lagni,e Fortuna talor trovi ribella.Quel da la rocca, replicando il botto,ne fece agli altri cavallieri motto.

E questo il primo fu di quei compagniche quivi mantenean l'usanza fella,che de le spoglie altrui non fe' guadagni,e ch'alla giostra uscì fuor de la sella.Convien chi ride, anco talor si lagni,e Fortuna talor trovi ribella.Quel da la rocca, replicando il botto,ne fece agli altri cavallieri motto.

E questo il primo fu di quei compagni

che quivi mantenean l'usanza fella,

che de le spoglie altrui non fe' guadagni,

e ch'alla giostra uscì fuor de la sella.

Convien chi ride, anco talor si lagni,

e Fortuna talor trovi ribella.

Quel da la rocca, replicando il botto,

ne fece agli altri cavallieri motto.

71

S'era accostato Pinabello intantoa Bradamante, per saper chi fussecolui che con prodezza e valor tantoil cavallier del suo castel percusse.La giustizia di Dio, per dargli quantoera il merito suo, vi lo condussesu quel destrier medesimo ch'inantetolto avea per inganno a Bradamante.

S'era accostato Pinabello intantoa Bradamante, per saper chi fussecolui che con prodezza e valor tantoil cavallier del suo castel percusse.La giustizia di Dio, per dargli quantoera il merito suo, vi lo condussesu quel destrier medesimo ch'inantetolto avea per inganno a Bradamante.

S'era accostato Pinabello intanto

a Bradamante, per saper chi fusse

colui che con prodezza e valor tanto

il cavallier del suo castel percusse.

La giustizia di Dio, per dargli quanto

era il merito suo, vi lo condusse

su quel destrier medesimo ch'inante

tolto avea per inganno a Bradamante.

72

Fornito a punto era l'ottavo meseche, con lei ritrovandosi a camino,(se 'l vi raccorda) questo Maganzesela gittò ne la tomba di Merlino,quando da morte un ramo la difese,che seco cadde, anzi il suo buon destino;e trassene, credendo ne lo specoch'ella fosse sepolta, il destrier seco.

Fornito a punto era l'ottavo meseche, con lei ritrovandosi a camino,(se 'l vi raccorda) questo Maganzesela gittò ne la tomba di Merlino,quando da morte un ramo la difese,che seco cadde, anzi il suo buon destino;e trassene, credendo ne lo specoch'ella fosse sepolta, il destrier seco.

Fornito a punto era l'ottavo mese

che, con lei ritrovandosi a camino,

(se 'l vi raccorda) questo Maganzese

la gittò ne la tomba di Merlino,

quando da morte un ramo la difese,

che seco cadde, anzi il suo buon destino;

e trassene, credendo ne lo speco

ch'ella fosse sepolta, il destrier seco.

73

Bradamante conosce il suo cavallo,e conosce per lui l'iniquo conte;e poi ch'ode la voce, e vicino hallocon maggiore attenzion mirato in fronte:— Questo è il traditor (disse), senza fallo,che procacciò di farmi oltraggio ed onte:ecco il peccato suo, che l'ha conduttoove avrà de' suoi merti il premio tutto. —

Bradamante conosce il suo cavallo,e conosce per lui l'iniquo conte;e poi ch'ode la voce, e vicino hallocon maggiore attenzion mirato in fronte:— Questo è il traditor (disse), senza fallo,che procacciò di farmi oltraggio ed onte:ecco il peccato suo, che l'ha conduttoove avrà de' suoi merti il premio tutto. —

Bradamante conosce il suo cavallo,

e conosce per lui l'iniquo conte;

e poi ch'ode la voce, e vicino hallo

con maggiore attenzion mirato in fronte:

— Questo è il traditor (disse), senza fallo,

che procacciò di farmi oltraggio ed onte:

ecco il peccato suo, che l'ha condutto

ove avrà de' suoi merti il premio tutto. —

74

Il minacciare e il por mano alla spadafu tutto a un tempo, e lo aventarsi a quello;ma inanzi tratto gli levò la strada,che non poté fuggir verso il castello.Tolta è la speme ch'a salvar si vada,come volpe alla tana, Pinabello.Egli gridando e senza mai far testa,fuggendo si cacciò ne la foresta.

Il minacciare e il por mano alla spadafu tutto a un tempo, e lo aventarsi a quello;ma inanzi tratto gli levò la strada,che non poté fuggir verso il castello.Tolta è la speme ch'a salvar si vada,come volpe alla tana, Pinabello.Egli gridando e senza mai far testa,fuggendo si cacciò ne la foresta.

Il minacciare e il por mano alla spada

fu tutto a un tempo, e lo aventarsi a quello;

ma inanzi tratto gli levò la strada,

che non poté fuggir verso il castello.

Tolta è la speme ch'a salvar si vada,

come volpe alla tana, Pinabello.

Egli gridando e senza mai far testa,

fuggendo si cacciò ne la foresta.

75

Pallido e sbigottito il miser sprona,che posto ha nel fuggir l'ultima speme.L'animosa donzella di Dordonagli ha il ferro ai fianchi, e lo percuote e preme:vien con lui sempre, e mai non l'abbandona.Grande è il rumore, e il bosco intorno geme.Nulla al castel di questo ancor s'intende,però ch'ognuno a Ruggier solo attende.

Pallido e sbigottito il miser sprona,che posto ha nel fuggir l'ultima speme.L'animosa donzella di Dordonagli ha il ferro ai fianchi, e lo percuote e preme:vien con lui sempre, e mai non l'abbandona.Grande è il rumore, e il bosco intorno geme.Nulla al castel di questo ancor s'intende,però ch'ognuno a Ruggier solo attende.

Pallido e sbigottito il miser sprona,

che posto ha nel fuggir l'ultima speme.

L'animosa donzella di Dordona

gli ha il ferro ai fianchi, e lo percuote e preme:

vien con lui sempre, e mai non l'abbandona.

Grande è il rumore, e il bosco intorno geme.

Nulla al castel di questo ancor s'intende,

però ch'ognuno a Ruggier solo attende.

76

Gli altri tre cavallier de la fortezzaintanto erano usciti in su la via;ed avean seco quella male avezzache v'avea posta la costuma ria.A ciascun di lor tre, che 'l morir prezzapiù ch'aver vita che con biasmo sia,di vergogna arde il viso, e il cor di duolo,che tanti ad assalir vadano un solo.

Gli altri tre cavallier de la fortezzaintanto erano usciti in su la via;ed avean seco quella male avezzache v'avea posta la costuma ria.A ciascun di lor tre, che 'l morir prezzapiù ch'aver vita che con biasmo sia,di vergogna arde il viso, e il cor di duolo,che tanti ad assalir vadano un solo.

Gli altri tre cavallier de la fortezza

intanto erano usciti in su la via;

ed avean seco quella male avezza

che v'avea posta la costuma ria.

A ciascun di lor tre, che 'l morir prezza

più ch'aver vita che con biasmo sia,

di vergogna arde il viso, e il cor di duolo,

che tanti ad assalir vadano un solo.

77

La crudel meretrice ch'avea fattopor quella iniqua usanza ed osservarla,il giuramento lor ricorda e il pattoch'essi fatti l'avean, di vendicarla.— Se sol con questa lancia te gli abbatto,perché mi vòi con altre accompagnarla?(dicea Guidon Selvaggio): e s'io ne mento,levami il capo poi, ch'io son contento. —

La crudel meretrice ch'avea fattopor quella iniqua usanza ed osservarla,il giuramento lor ricorda e il pattoch'essi fatti l'avean, di vendicarla.— Se sol con questa lancia te gli abbatto,perché mi vòi con altre accompagnarla?(dicea Guidon Selvaggio): e s'io ne mento,levami il capo poi, ch'io son contento. —

La crudel meretrice ch'avea fatto

por quella iniqua usanza ed osservarla,

il giuramento lor ricorda e il patto

ch'essi fatti l'avean, di vendicarla.

— Se sol con questa lancia te gli abbatto,

perché mi vòi con altre accompagnarla?

(dicea Guidon Selvaggio): e s'io ne mento,

levami il capo poi, ch'io son contento. —

78

Così dicea Grifon, così Aquilante.Giostrar da sol a sol volea ciascuno,e preso e morto rimanere inantech'incontra un sol volere andar più d'uno.La donna dicea loro: — A che far tanteparole qui senza profitto alcuno?Per torre a colui l'arme io v'ho qui tratti,non per far nuove leggi e nuovi patti.

Così dicea Grifon, così Aquilante.Giostrar da sol a sol volea ciascuno,e preso e morto rimanere inantech'incontra un sol volere andar più d'uno.La donna dicea loro: — A che far tanteparole qui senza profitto alcuno?Per torre a colui l'arme io v'ho qui tratti,non per far nuove leggi e nuovi patti.

Così dicea Grifon, così Aquilante.

Giostrar da sol a sol volea ciascuno,

e preso e morto rimanere inante

ch'incontra un sol volere andar più d'uno.

La donna dicea loro: — A che far tante

parole qui senza profitto alcuno?

Per torre a colui l'arme io v'ho qui tratti,

non per far nuove leggi e nuovi patti.

79

Quando io v'avea in prigione, era da farmequeste escuse, e non ora, che son tarde.Voi dovete il preso ordine servarme,non vostre lingue far vane e bugiarde. —Ruggier gridava lor: — Eccovi l'arme,ecco il destrier c'ha nuovo e sella e barde;i panni de la donna eccovi ancora:se li volete, a che più far dimora? —

Quando io v'avea in prigione, era da farmequeste escuse, e non ora, che son tarde.Voi dovete il preso ordine servarme,non vostre lingue far vane e bugiarde. —Ruggier gridava lor: — Eccovi l'arme,ecco il destrier c'ha nuovo e sella e barde;i panni de la donna eccovi ancora:se li volete, a che più far dimora? —

Quando io v'avea in prigione, era da farme

queste escuse, e non ora, che son tarde.

Voi dovete il preso ordine servarme,

non vostre lingue far vane e bugiarde. —

Ruggier gridava lor: — Eccovi l'arme,

ecco il destrier c'ha nuovo e sella e barde;

i panni de la donna eccovi ancora:

se li volete, a che più far dimora? —

80

La donna del castel da un lato preme,Ruggier da l'altro li chiama e rampogna,tanto ch'a forza si spiccaro insieme,ma nel viso infiammati di vergogna.Dinanzi apparve l'uno e l'altro semedel marchese onorato di Borgogna;ma Guidon, che più grave ebbe il cavallo,venìa lor dietro con poco intervallo.

La donna del castel da un lato preme,Ruggier da l'altro li chiama e rampogna,tanto ch'a forza si spiccaro insieme,ma nel viso infiammati di vergogna.Dinanzi apparve l'uno e l'altro semedel marchese onorato di Borgogna;ma Guidon, che più grave ebbe il cavallo,venìa lor dietro con poco intervallo.

La donna del castel da un lato preme,

Ruggier da l'altro li chiama e rampogna,

tanto ch'a forza si spiccaro insieme,

ma nel viso infiammati di vergogna.

Dinanzi apparve l'uno e l'altro seme

del marchese onorato di Borgogna;

ma Guidon, che più grave ebbe il cavallo,

venìa lor dietro con poco intervallo.

81

Con la medesima asta con che aveaSansonetto abbattuto, Ruggier viene,coperto da lo scudo che soleaAtlante aver sui monti di Pirene:dico quello incantato, che splendeatanto, ch'umana vista nol sostiene;a cui Ruggier per l'ultimo soccorsonei più gravi perigli avea ricorso.

Con la medesima asta con che aveaSansonetto abbattuto, Ruggier viene,coperto da lo scudo che soleaAtlante aver sui monti di Pirene:dico quello incantato, che splendeatanto, ch'umana vista nol sostiene;a cui Ruggier per l'ultimo soccorsonei più gravi perigli avea ricorso.

Con la medesima asta con che avea

Sansonetto abbattuto, Ruggier viene,

coperto da lo scudo che solea

Atlante aver sui monti di Pirene:

dico quello incantato, che splendea

tanto, ch'umana vista nol sostiene;

a cui Ruggier per l'ultimo soccorso

nei più gravi perigli avea ricorso.

82

Ben che sol tre fiate bisognolli,e certo in gran perigli, usarne il lume:le prime due, quando dai regni mollisi trasse a più lodevole costume;la terza, quando i denti mal satollilasciò de l'orca alle marine spume,che dovean devorar la bella nudache fu a chi la campò poi così cruda.

Ben che sol tre fiate bisognolli,e certo in gran perigli, usarne il lume:le prime due, quando dai regni mollisi trasse a più lodevole costume;la terza, quando i denti mal satollilasciò de l'orca alle marine spume,che dovean devorar la bella nudache fu a chi la campò poi così cruda.

Ben che sol tre fiate bisognolli,

e certo in gran perigli, usarne il lume:

le prime due, quando dai regni molli

si trasse a più lodevole costume;

la terza, quando i denti mal satolli

lasciò de l'orca alle marine spume,

che dovean devorar la bella nuda

che fu a chi la campò poi così cruda.

83

Fuor che queste tre volte, tutto 'l restolo tenea sotto un velo in modo ascoso,ch'a discoprirlo esser potea ben presto,che del suo aiuto fosse bisognoso.Quivi alla giostra ne venìa con questo,come io v'ho detto ancora, sì animoso,che quei tre cavallier che vedea inanti,manco temea che pargoletti infanti.

Fuor che queste tre volte, tutto 'l restolo tenea sotto un velo in modo ascoso,ch'a discoprirlo esser potea ben presto,che del suo aiuto fosse bisognoso.Quivi alla giostra ne venìa con questo,come io v'ho detto ancora, sì animoso,che quei tre cavallier che vedea inanti,manco temea che pargoletti infanti.

Fuor che queste tre volte, tutto 'l resto

lo tenea sotto un velo in modo ascoso,

ch'a discoprirlo esser potea ben presto,

che del suo aiuto fosse bisognoso.

Quivi alla giostra ne venìa con questo,

come io v'ho detto ancora, sì animoso,

che quei tre cavallier che vedea inanti,

manco temea che pargoletti infanti.

84

Ruggier scontra Grifone, ove la pennade lo scudo alla vista si congiunge.Quel di cader da ciascun lato accenna,ed al fin cade, e resta al destrier lunge.Mette allo scudo a lui Grifon l'antenna;ma pel traverso e non pel dritto giunge:e perché lo trovò forbito e netto,l'andò strisciando, e fe' contrario effetto.

Ruggier scontra Grifone, ove la pennade lo scudo alla vista si congiunge.Quel di cader da ciascun lato accenna,ed al fin cade, e resta al destrier lunge.Mette allo scudo a lui Grifon l'antenna;ma pel traverso e non pel dritto giunge:e perché lo trovò forbito e netto,l'andò strisciando, e fe' contrario effetto.

Ruggier scontra Grifone, ove la penna

de lo scudo alla vista si congiunge.

Quel di cader da ciascun lato accenna,

ed al fin cade, e resta al destrier lunge.

Mette allo scudo a lui Grifon l'antenna;

ma pel traverso e non pel dritto giunge:

e perché lo trovò forbito e netto,

l'andò strisciando, e fe' contrario effetto.

85

Roppe il velo e squarciò, che gli coprialo spaventoso ed incantato lampo,al cui splendor cader si conveniacon gli occhi ciechi, e non vi s'ha alcun scampo.Aquilante, ch'a par seco venìa,stracciò l'avanzo, e fe' lo scudo vampo.Lo splendor ferì gli occhi ai duo fratellied a Guidon, che correa dopo quelli.

Roppe il velo e squarciò, che gli coprialo spaventoso ed incantato lampo,al cui splendor cader si conveniacon gli occhi ciechi, e non vi s'ha alcun scampo.Aquilante, ch'a par seco venìa,stracciò l'avanzo, e fe' lo scudo vampo.Lo splendor ferì gli occhi ai duo fratellied a Guidon, che correa dopo quelli.

Roppe il velo e squarciò, che gli copria

lo spaventoso ed incantato lampo,

al cui splendor cader si convenia

con gli occhi ciechi, e non vi s'ha alcun scampo.

Aquilante, ch'a par seco venìa,

stracciò l'avanzo, e fe' lo scudo vampo.

Lo splendor ferì gli occhi ai duo fratelli

ed a Guidon, che correa dopo quelli.

86

Chi di qua, chi di là cade per terra:lo scudo non pur lor gli occhi abbarbaglia,ma fa che ogn'altro senso attonito erra.Ruggier, che non sa il fin de la battaglia,volta il cavallo; e nel voltare afferrala spada sua che sì ben punge e taglia:e nessun vede che gli sia all'incontro,che tutti eran caduti a quello scontro.

Chi di qua, chi di là cade per terra:lo scudo non pur lor gli occhi abbarbaglia,ma fa che ogn'altro senso attonito erra.Ruggier, che non sa il fin de la battaglia,volta il cavallo; e nel voltare afferrala spada sua che sì ben punge e taglia:e nessun vede che gli sia all'incontro,che tutti eran caduti a quello scontro.

Chi di qua, chi di là cade per terra:

lo scudo non pur lor gli occhi abbarbaglia,

ma fa che ogn'altro senso attonito erra.

Ruggier, che non sa il fin de la battaglia,

volta il cavallo; e nel voltare afferra

la spada sua che sì ben punge e taglia:

e nessun vede che gli sia all'incontro,

che tutti eran caduti a quello scontro.

87

I cavallieri e insieme quei ch'a piedeerano usciti, e così le donne anco,e non meno i destrieri in guisa vede,che par che per morir battano il fianco.Prima si maraviglia, e poi s'avvedeche 'l velo ne pendea dal lato manco:dico il velo di seta, in che soleachiuder la luce di quel caso rea.

I cavallieri e insieme quei ch'a piedeerano usciti, e così le donne anco,e non meno i destrieri in guisa vede,che par che per morir battano il fianco.Prima si maraviglia, e poi s'avvedeche 'l velo ne pendea dal lato manco:dico il velo di seta, in che soleachiuder la luce di quel caso rea.

I cavallieri e insieme quei ch'a piede

erano usciti, e così le donne anco,

e non meno i destrieri in guisa vede,

che par che per morir battano il fianco.

Prima si maraviglia, e poi s'avvede

che 'l velo ne pendea dal lato manco:

dico il velo di seta, in che solea

chiuder la luce di quel caso rea.

88

Presto si volge, e nel voltar, cercandocon gli occhi va l'amata sua guerriera;e vien là dove era rimasa, quandola prima giostra cominciata s'era.Pensa ch'andata sia (non la trovando)a vietar che quel giovine non pera,per dubbio ch'ella ha forse che non s'ardain questo mezzo ch'a giostrar si tarda.

Presto si volge, e nel voltar, cercandocon gli occhi va l'amata sua guerriera;e vien là dove era rimasa, quandola prima giostra cominciata s'era.Pensa ch'andata sia (non la trovando)a vietar che quel giovine non pera,per dubbio ch'ella ha forse che non s'ardain questo mezzo ch'a giostrar si tarda.

Presto si volge, e nel voltar, cercando

con gli occhi va l'amata sua guerriera;

e vien là dove era rimasa, quando

la prima giostra cominciata s'era.

Pensa ch'andata sia (non la trovando)

a vietar che quel giovine non pera,

per dubbio ch'ella ha forse che non s'arda

in questo mezzo ch'a giostrar si tarda.

89

Fra gli altri che giacean vede la donna,la donna che l'avea quivi guidato.Dinanzi se la pon, sì come assonna,e via cavalca tutto conturbato.D'un manto ch'essa avea sopra la gonna,poi ricoperse lo scudo incantato;e i sensi riaver le fece, tostoche 'l nocivo splendore ebbe nascosto.

Fra gli altri che giacean vede la donna,la donna che l'avea quivi guidato.Dinanzi se la pon, sì come assonna,e via cavalca tutto conturbato.D'un manto ch'essa avea sopra la gonna,poi ricoperse lo scudo incantato;e i sensi riaver le fece, tostoche 'l nocivo splendore ebbe nascosto.

Fra gli altri che giacean vede la donna,

la donna che l'avea quivi guidato.

Dinanzi se la pon, sì come assonna,

e via cavalca tutto conturbato.

D'un manto ch'essa avea sopra la gonna,

poi ricoperse lo scudo incantato;

e i sensi riaver le fece, tosto

che 'l nocivo splendore ebbe nascosto.

90

Via se ne va Ruggier con faccia rossache, per vergogna, di levar non osa:gli par ch'ognuno improverar gli possaquella vittoria poco gloriosa.— Ch'emenda poss'io fare, onde rimossami sia una colpa tanto obbrobriosa?che ciò ch'io vinsi mai, fu per favore,diran, d'incanti, e non per mio valore. —

Via se ne va Ruggier con faccia rossache, per vergogna, di levar non osa:gli par ch'ognuno improverar gli possaquella vittoria poco gloriosa.— Ch'emenda poss'io fare, onde rimossami sia una colpa tanto obbrobriosa?che ciò ch'io vinsi mai, fu per favore,diran, d'incanti, e non per mio valore. —

Via se ne va Ruggier con faccia rossa

che, per vergogna, di levar non osa:

gli par ch'ognuno improverar gli possa

quella vittoria poco gloriosa.

— Ch'emenda poss'io fare, onde rimossa

mi sia una colpa tanto obbrobriosa?

che ciò ch'io vinsi mai, fu per favore,

diran, d'incanti, e non per mio valore. —

91

Mentre così pensando seco giva,venne in quel che cercava a dar di cozzo;che 'n mezzo de la strada soprarrivadove profondo era cavato un pozzo.Quivi l'armento alla calda ora estivasi ritraea, poi ch'avea pieno il gozzo.Disse Ruggiero: — Or proveder bisogna,che non mi facci, o scudo, più vergogna.

Mentre così pensando seco giva,venne in quel che cercava a dar di cozzo;che 'n mezzo de la strada soprarrivadove profondo era cavato un pozzo.Quivi l'armento alla calda ora estivasi ritraea, poi ch'avea pieno il gozzo.Disse Ruggiero: — Or proveder bisogna,che non mi facci, o scudo, più vergogna.

Mentre così pensando seco giva,

venne in quel che cercava a dar di cozzo;

che 'n mezzo de la strada soprarriva

dove profondo era cavato un pozzo.

Quivi l'armento alla calda ora estiva

si ritraea, poi ch'avea pieno il gozzo.

Disse Ruggiero: — Or proveder bisogna,

che non mi facci, o scudo, più vergogna.

92

Più non starai tu meco; e questo sial'ultimo biasmo c'ho d'averne al mondo. —Così dicendo, smonta ne la via:piglia una grossa pietra e di gran pondo,e la lega allo scudo, ed ambi inviaper l'alto pozzo a ritrovarne il fondo;e dice: — Costà giù statti sepulto,e teco stia sempre il mio obbrobrio occulto. —

Più non starai tu meco; e questo sial'ultimo biasmo c'ho d'averne al mondo. —Così dicendo, smonta ne la via:piglia una grossa pietra e di gran pondo,e la lega allo scudo, ed ambi inviaper l'alto pozzo a ritrovarne il fondo;e dice: — Costà giù statti sepulto,e teco stia sempre il mio obbrobrio occulto. —

Più non starai tu meco; e questo sia

l'ultimo biasmo c'ho d'averne al mondo. —

Così dicendo, smonta ne la via:

piglia una grossa pietra e di gran pondo,

e la lega allo scudo, ed ambi invia

per l'alto pozzo a ritrovarne il fondo;

e dice: — Costà giù statti sepulto,

e teco stia sempre il mio obbrobrio occulto. —

93

Il pozzo è cavo, e pieno al sommo d'acque:grieve è lo scudo, e quella pietra grieve.Non si fermò fin che nel fondo giacque:sopra si chiuse il liquor molle e lieve.Il nobil atto e di splendor non tacquela vaga Fama, e divulgollo in breve;e di rumor n'empì, suonando il corno,e Francia e Spagna e le province intorno.

Il pozzo è cavo, e pieno al sommo d'acque:grieve è lo scudo, e quella pietra grieve.Non si fermò fin che nel fondo giacque:sopra si chiuse il liquor molle e lieve.Il nobil atto e di splendor non tacquela vaga Fama, e divulgollo in breve;e di rumor n'empì, suonando il corno,e Francia e Spagna e le province intorno.

Il pozzo è cavo, e pieno al sommo d'acque:

grieve è lo scudo, e quella pietra grieve.

Non si fermò fin che nel fondo giacque:

sopra si chiuse il liquor molle e lieve.

Il nobil atto e di splendor non tacque

la vaga Fama, e divulgollo in breve;

e di rumor n'empì, suonando il corno,

e Francia e Spagna e le province intorno.

94

Poi che di voce in voce si fe' questastrana aventura in tutto il mondo nota,molti guerrier si missero all'inchiestae di parte vicina e di remota:ma non sapean qual fosse la forestadove nel pozzo il sacro scudo nuota;che la donna che fe' l'atto palese,dir mai non volse il pozzo né il paese.

Poi che di voce in voce si fe' questastrana aventura in tutto il mondo nota,molti guerrier si missero all'inchiestae di parte vicina e di remota:ma non sapean qual fosse la forestadove nel pozzo il sacro scudo nuota;che la donna che fe' l'atto palese,dir mai non volse il pozzo né il paese.

Poi che di voce in voce si fe' questa

strana aventura in tutto il mondo nota,

molti guerrier si missero all'inchiesta

e di parte vicina e di remota:

ma non sapean qual fosse la foresta

dove nel pozzo il sacro scudo nuota;

che la donna che fe' l'atto palese,

dir mai non volse il pozzo né il paese.

95

Al partir che Ruggier fe' dal castello,dove avea vinto con poca battaglia;che i quattro gran campion di Pinabellofece restar come uomini di paglia;tolto lo scudo, avea levato quellolume che gli occhi e gli animi abbarbaglia:e quei che giaciuti eran come morti,pieni di meraviglia eran risorti.

Al partir che Ruggier fe' dal castello,dove avea vinto con poca battaglia;che i quattro gran campion di Pinabellofece restar come uomini di paglia;tolto lo scudo, avea levato quellolume che gli occhi e gli animi abbarbaglia:e quei che giaciuti eran come morti,pieni di meraviglia eran risorti.

Al partir che Ruggier fe' dal castello,

dove avea vinto con poca battaglia;

che i quattro gran campion di Pinabello

fece restar come uomini di paglia;

tolto lo scudo, avea levato quello

lume che gli occhi e gli animi abbarbaglia:

e quei che giaciuti eran come morti,

pieni di meraviglia eran risorti.

96

Né per tutto quel giorno si favellaaltro fra lor, che de lo strano caso,e come fu che ciascun d'essi a quellaorribil luce vinto era rimaso.Mentre parlan di questo, la novellavien lor di Pinabel giunto all'occaso:che Pinabello è morto hanno l'aviso,ma non sanno però chi l'abbia ucciso.

Né per tutto quel giorno si favellaaltro fra lor, che de lo strano caso,e come fu che ciascun d'essi a quellaorribil luce vinto era rimaso.Mentre parlan di questo, la novellavien lor di Pinabel giunto all'occaso:che Pinabello è morto hanno l'aviso,ma non sanno però chi l'abbia ucciso.

Né per tutto quel giorno si favella

altro fra lor, che de lo strano caso,

e come fu che ciascun d'essi a quella

orribil luce vinto era rimaso.

Mentre parlan di questo, la novella

vien lor di Pinabel giunto all'occaso:

che Pinabello è morto hanno l'aviso,

ma non sanno però chi l'abbia ucciso.

97

L'ardita Bradamante in questo mezzogiunto avea Pinabello a un passo stretto;e cento volte gli avea fin a mezzomesso il brando pei fianchi e per lo petto.Tolto ch'ebbe dal mondo il puzzo e 'l lezzoche tutto intorno avea il paese infetto,le spalle al bosco testimonio volsecon quel destrier che già il fellon le tolse.

L'ardita Bradamante in questo mezzogiunto avea Pinabello a un passo stretto;e cento volte gli avea fin a mezzomesso il brando pei fianchi e per lo petto.Tolto ch'ebbe dal mondo il puzzo e 'l lezzoche tutto intorno avea il paese infetto,le spalle al bosco testimonio volsecon quel destrier che già il fellon le tolse.

L'ardita Bradamante in questo mezzo

giunto avea Pinabello a un passo stretto;

e cento volte gli avea fin a mezzo

messo il brando pei fianchi e per lo petto.

Tolto ch'ebbe dal mondo il puzzo e 'l lezzo

che tutto intorno avea il paese infetto,

le spalle al bosco testimonio volse

con quel destrier che già il fellon le tolse.

98

Volse tornar dove lasciato aveaRuggier; né seppe mai trovar la strada.Or per valle or per monte s'avvolgea:tutta quasi cercò quella contrada.Non volse mai la sua fortuna rea,che via trovasse onde a Ruggier si vada.Questo altro canto ad ascoltare aspettochi de l'istoria mia prende diletto.

Volse tornar dove lasciato aveaRuggier; né seppe mai trovar la strada.Or per valle or per monte s'avvolgea:tutta quasi cercò quella contrada.Non volse mai la sua fortuna rea,che via trovasse onde a Ruggier si vada.Questo altro canto ad ascoltare aspettochi de l'istoria mia prende diletto.

Volse tornar dove lasciato avea

Ruggier; né seppe mai trovar la strada.

Or per valle or per monte s'avvolgea:

tutta quasi cercò quella contrada.

Non volse mai la sua fortuna rea,

che via trovasse onde a Ruggier si vada.

Questo altro canto ad ascoltare aspetto

chi de l'istoria mia prende diletto.


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