CANTO VENTISEIESIMO
1
Cortesi donne ebbe l'antiqua etade,che le virtù, non le ricchezze, amaro:al tempo nostro si ritrovan radea cui, più del guadagno, altro sia caro.Ma quelle che per lor vera bontadenon seguon de le più lo stile avaro,vivendo, degne son d'esser contente;gloriose e immortal poi che fian spente.
Cortesi donne ebbe l'antiqua etade,che le virtù, non le ricchezze, amaro:al tempo nostro si ritrovan radea cui, più del guadagno, altro sia caro.Ma quelle che per lor vera bontadenon seguon de le più lo stile avaro,vivendo, degne son d'esser contente;gloriose e immortal poi che fian spente.
Cortesi donne ebbe l'antiqua etade,
che le virtù, non le ricchezze, amaro:
al tempo nostro si ritrovan rade
a cui, più del guadagno, altro sia caro.
Ma quelle che per lor vera bontade
non seguon de le più lo stile avaro,
vivendo, degne son d'esser contente;
gloriose e immortal poi che fian spente.
2
Degna d'eterna laude è Bradamante,che non amò tesor, non amò impero,ma la virtù, ma l'animo prestante,ma l'alta gentilezza di Ruggiero;e meritò che ben le fosse amanteun così valoroso cavalliero,e per piacere a lei facesse cosenei secoli avenir miracolose.
Degna d'eterna laude è Bradamante,che non amò tesor, non amò impero,ma la virtù, ma l'animo prestante,ma l'alta gentilezza di Ruggiero;e meritò che ben le fosse amanteun così valoroso cavalliero,e per piacere a lei facesse cosenei secoli avenir miracolose.
Degna d'eterna laude è Bradamante,
che non amò tesor, non amò impero,
ma la virtù, ma l'animo prestante,
ma l'alta gentilezza di Ruggiero;
e meritò che ben le fosse amante
un così valoroso cavalliero,
e per piacere a lei facesse cose
nei secoli avenir miracolose.
3
Ruggier, come di sopra vi fu detto,coi duo di Chiaramonte era venuto,dico con Aldigier, con Ricciardetto,per dare ai duo fratei prigioni aiuto.Vi dissi ancor che di superbo aspettovenire un cavalliero avean veduto,che portava l'augel che si rinuova,e sempre unico al mondo si ritrova.
Ruggier, come di sopra vi fu detto,coi duo di Chiaramonte era venuto,dico con Aldigier, con Ricciardetto,per dare ai duo fratei prigioni aiuto.Vi dissi ancor che di superbo aspettovenire un cavalliero avean veduto,che portava l'augel che si rinuova,e sempre unico al mondo si ritrova.
Ruggier, come di sopra vi fu detto,
coi duo di Chiaramonte era venuto,
dico con Aldigier, con Ricciardetto,
per dare ai duo fratei prigioni aiuto.
Vi dissi ancor che di superbo aspetto
venire un cavalliero avean veduto,
che portava l'augel che si rinuova,
e sempre unico al mondo si ritrova.
4
Come di questi il cavallier s'accorse,che stavan per ferir quivi su l'ale,in prova disegnò di voler porse,s'alla sembianza avean virtude uguale.— È di voi (disse loro) alcuno forseche provar voglia chi di noi più valea' colpi o de la lancia o de la spada,fin che l'un resti in sella e l'altro cada? —
Come di questi il cavallier s'accorse,che stavan per ferir quivi su l'ale,in prova disegnò di voler porse,s'alla sembianza avean virtude uguale.— È di voi (disse loro) alcuno forseche provar voglia chi di noi più valea' colpi o de la lancia o de la spada,fin che l'un resti in sella e l'altro cada? —
Come di questi il cavallier s'accorse,
che stavan per ferir quivi su l'ale,
in prova disegnò di voler porse,
s'alla sembianza avean virtude uguale.
— È di voi (disse loro) alcuno forse
che provar voglia chi di noi più vale
a' colpi o de la lancia o de la spada,
fin che l'un resti in sella e l'altro cada? —
5
— Farei (disse Aldigier) teco, o volessimenar la spada a cerco, o correr l'asta;ma un'altra impresa che, se qui tu stessi,veder potresti, questa in modo guasta,ch'a parlar teco, non che ci traessia correr giostra, a pena tempo basta:seicento uomini al varco, o più, attendiamo,coi qua' d'oggi provarci obligo abbiamo.
— Farei (disse Aldigier) teco, o volessimenar la spada a cerco, o correr l'asta;ma un'altra impresa che, se qui tu stessi,veder potresti, questa in modo guasta,ch'a parlar teco, non che ci traessia correr giostra, a pena tempo basta:seicento uomini al varco, o più, attendiamo,coi qua' d'oggi provarci obligo abbiamo.
— Farei (disse Aldigier) teco, o volessi
menar la spada a cerco, o correr l'asta;
ma un'altra impresa che, se qui tu stessi,
veder potresti, questa in modo guasta,
ch'a parlar teco, non che ci traessi
a correr giostra, a pena tempo basta:
seicento uomini al varco, o più, attendiamo,
coi qua' d'oggi provarci obligo abbiamo.
6
Per tor lor duo de' nostri che prigioniquinci trarran, pietade e amor n'ha mosso. —E seguitò narrando le cagioniche li fece venir con l'arme indosso.— Sì giusta è questa escusa che m'opponi(disse il guerrier), che contradir non posso;e fo certo giudicio che voi siatetre cavallier che pochi pari abbiate.
Per tor lor duo de' nostri che prigioniquinci trarran, pietade e amor n'ha mosso. —E seguitò narrando le cagioniche li fece venir con l'arme indosso.— Sì giusta è questa escusa che m'opponi(disse il guerrier), che contradir non posso;e fo certo giudicio che voi siatetre cavallier che pochi pari abbiate.
Per tor lor duo de' nostri che prigioni
quinci trarran, pietade e amor n'ha mosso. —
E seguitò narrando le cagioni
che li fece venir con l'arme indosso.
— Sì giusta è questa escusa che m'opponi
(disse il guerrier), che contradir non posso;
e fo certo giudicio che voi siate
tre cavallier che pochi pari abbiate.
7
Io chiedea un colpo o dui con voi scontrarme,per veder quanto fosse il valor vostro;ma quando all'altrui spese dimostrarmelo vogliate, mi basta, e più non giostro.Vi priego ben, che por con le vostr'armequest'elmo io possa e questo scudo nostro;e spero dimostrar, se con voi vegno,che di tal compagnia non sono indegno. —
Io chiedea un colpo o dui con voi scontrarme,per veder quanto fosse il valor vostro;ma quando all'altrui spese dimostrarmelo vogliate, mi basta, e più non giostro.Vi priego ben, che por con le vostr'armequest'elmo io possa e questo scudo nostro;e spero dimostrar, se con voi vegno,che di tal compagnia non sono indegno. —
Io chiedea un colpo o dui con voi scontrarme,
per veder quanto fosse il valor vostro;
ma quando all'altrui spese dimostrarme
lo vogliate, mi basta, e più non giostro.
Vi priego ben, che por con le vostr'arme
quest'elmo io possa e questo scudo nostro;
e spero dimostrar, se con voi vegno,
che di tal compagnia non sono indegno. —
8
Parmi veder ch'alcun saper desiail nome di costui, che quivi giuntoa Ruggiero e a' compagni si offeriacompagno d'arme al periglioso punto.Costei (non più costui detto vi sia)era Marfisa che diede l'assuntoal misero Zerbin de la ribaldavecchia Gabrina ad ogni mal sì calda.
Parmi veder ch'alcun saper desiail nome di costui, che quivi giuntoa Ruggiero e a' compagni si offeriacompagno d'arme al periglioso punto.Costei (non più costui detto vi sia)era Marfisa che diede l'assuntoal misero Zerbin de la ribaldavecchia Gabrina ad ogni mal sì calda.
Parmi veder ch'alcun saper desia
il nome di costui, che quivi giunto
a Ruggiero e a' compagni si offeria
compagno d'arme al periglioso punto.
Costei (non più costui detto vi sia)
era Marfisa che diede l'assunto
al misero Zerbin de la ribalda
vecchia Gabrina ad ogni mal sì calda.
9
I duo di Chiaramonte e il buon Ruggierol'accettar volentier ne la lor schiera,ch'esser credeano certo un cavalliero,e non donzella, e non quella ch'ella era.Non molto dopo scoperse Aldigieroe veder fe' ai compagni una bandierache facea l'aura tremolare in volta,e molta gente intorno avea raccolta.
I duo di Chiaramonte e il buon Ruggierol'accettar volentier ne la lor schiera,ch'esser credeano certo un cavalliero,e non donzella, e non quella ch'ella era.Non molto dopo scoperse Aldigieroe veder fe' ai compagni una bandierache facea l'aura tremolare in volta,e molta gente intorno avea raccolta.
I duo di Chiaramonte e il buon Ruggiero
l'accettar volentier ne la lor schiera,
ch'esser credeano certo un cavalliero,
e non donzella, e non quella ch'ella era.
Non molto dopo scoperse Aldigiero
e veder fe' ai compagni una bandiera
che facea l'aura tremolare in volta,
e molta gente intorno avea raccolta.
10
E poi che più lor fur fatti vicini,e che meglio notar l'abito moro,conobbero che gli eran Saracini,e videro i prigioni in mezzo a lorolegati e tratti su piccol ronzinia' Maganzesi, per cambiarli in oro.Disse Marfisa agli altri: — Ora che resta,poi che son qui, di cominciar la festa? —
E poi che più lor fur fatti vicini,e che meglio notar l'abito moro,conobbero che gli eran Saracini,e videro i prigioni in mezzo a lorolegati e tratti su piccol ronzinia' Maganzesi, per cambiarli in oro.Disse Marfisa agli altri: — Ora che resta,poi che son qui, di cominciar la festa? —
E poi che più lor fur fatti vicini,
e che meglio notar l'abito moro,
conobbero che gli eran Saracini,
e videro i prigioni in mezzo a loro
legati e tratti su piccol ronzini
a' Maganzesi, per cambiarli in oro.
Disse Marfisa agli altri: — Ora che resta,
poi che son qui, di cominciar la festa? —
11
Ruggier rispose: — Gl'invitati ancoranon ci son tutti, e manca una gran parte.Gran ballo s'apparecchia di fare ora;e perché sia solenne, usiamo ogn'arte:ma far non ponno omai lunga dimora. —Così dicendo, veggono in dispartevenire i traditori di Maganza:sì ch'eran presso a cominciar la danza.
Ruggier rispose: — Gl'invitati ancoranon ci son tutti, e manca una gran parte.Gran ballo s'apparecchia di fare ora;e perché sia solenne, usiamo ogn'arte:ma far non ponno omai lunga dimora. —Così dicendo, veggono in dispartevenire i traditori di Maganza:sì ch'eran presso a cominciar la danza.
Ruggier rispose: — Gl'invitati ancora
non ci son tutti, e manca una gran parte.
Gran ballo s'apparecchia di fare ora;
e perché sia solenne, usiamo ogn'arte:
ma far non ponno omai lunga dimora. —
Così dicendo, veggono in disparte
venire i traditori di Maganza:
sì ch'eran presso a cominciar la danza.
12
Giungean da l'una parte i Maganzesi,e conducean con loro i muli carchid'oro e di vesti e d'altri ricchi arnesi;da l'altra in mezzo a lance, spade ed archi,venian dolenti i duo germani presi,che si vedeano essere attesi ai varchi:e Bertolagi, empio inimico loro,udian parlar col capitano Moro.
Giungean da l'una parte i Maganzesi,e conducean con loro i muli carchid'oro e di vesti e d'altri ricchi arnesi;da l'altra in mezzo a lance, spade ed archi,venian dolenti i duo germani presi,che si vedeano essere attesi ai varchi:e Bertolagi, empio inimico loro,udian parlar col capitano Moro.
Giungean da l'una parte i Maganzesi,
e conducean con loro i muli carchi
d'oro e di vesti e d'altri ricchi arnesi;
da l'altra in mezzo a lance, spade ed archi,
venian dolenti i duo germani presi,
che si vedeano essere attesi ai varchi:
e Bertolagi, empio inimico loro,
udian parlar col capitano Moro.
13
Né di Buovo il figliuol né quel d'Amone,veduto il Maganzese, indugiar puote:la lancia in resta l'uno e l'altro pone,e l'uno e l'altro il traditor percuote.L'un gli passa la pancia e 'l primo arcione,e l'altro il viso per mezzo le gote.Così n'andasser pur tutti i malvagi,come a quei colpi n'andò Bertolagi.
Né di Buovo il figliuol né quel d'Amone,veduto il Maganzese, indugiar puote:la lancia in resta l'uno e l'altro pone,e l'uno e l'altro il traditor percuote.L'un gli passa la pancia e 'l primo arcione,e l'altro il viso per mezzo le gote.Così n'andasser pur tutti i malvagi,come a quei colpi n'andò Bertolagi.
Né di Buovo il figliuol né quel d'Amone,
veduto il Maganzese, indugiar puote:
la lancia in resta l'uno e l'altro pone,
e l'uno e l'altro il traditor percuote.
L'un gli passa la pancia e 'l primo arcione,
e l'altro il viso per mezzo le gote.
Così n'andasser pur tutti i malvagi,
come a quei colpi n'andò Bertolagi.
14
Marfisa con Ruggiero a questo segnosi muove, e non aspetta altra trombetta;né prima rompe l'arrestato legno,che tre, l'un dopo l'altro, in terra getta.De l'asta di Ruggier fu il pagan degno,che guidò gli altri, e uscì di vita in fretta;e per quella medesima con luiuno ed un altro andò nei regni bui.
Marfisa con Ruggiero a questo segnosi muove, e non aspetta altra trombetta;né prima rompe l'arrestato legno,che tre, l'un dopo l'altro, in terra getta.De l'asta di Ruggier fu il pagan degno,che guidò gli altri, e uscì di vita in fretta;e per quella medesima con luiuno ed un altro andò nei regni bui.
Marfisa con Ruggiero a questo segno
si muove, e non aspetta altra trombetta;
né prima rompe l'arrestato legno,
che tre, l'un dopo l'altro, in terra getta.
De l'asta di Ruggier fu il pagan degno,
che guidò gli altri, e uscì di vita in fretta;
e per quella medesima con lui
uno ed un altro andò nei regni bui.
15
Di qui nacque un error tra gli assaliti,che lor causò lor ultima ruina.Da un lato i Maganzesi esser traditicredeansi da la squadra saracina;da l'altro i Mori in tal modo feriti,l'altra schiera chiamavano assassina:e tra lor cominciar con fiera cladea tirare archi e a menar lance e spade.
Di qui nacque un error tra gli assaliti,che lor causò lor ultima ruina.Da un lato i Maganzesi esser traditicredeansi da la squadra saracina;da l'altro i Mori in tal modo feriti,l'altra schiera chiamavano assassina:e tra lor cominciar con fiera cladea tirare archi e a menar lance e spade.
Di qui nacque un error tra gli assaliti,
che lor causò lor ultima ruina.
Da un lato i Maganzesi esser traditi
credeansi da la squadra saracina;
da l'altro i Mori in tal modo feriti,
l'altra schiera chiamavano assassina:
e tra lor cominciar con fiera clade
a tirare archi e a menar lance e spade.
16
Salta ora in questa squadra ed ora in quellaRuggiero, e via ne toglie or dieci or venti:altritanti per man de la donzelladi qua e di là ne son scemati e spenti.Tanti si veggon gir morti di sella,quanti ne toccan le spade taglienti,a cui dan gli elmi e le corazze loco,come nel bosco i secchi legni al fuoco.
Salta ora in questa squadra ed ora in quellaRuggiero, e via ne toglie or dieci or venti:altritanti per man de la donzelladi qua e di là ne son scemati e spenti.Tanti si veggon gir morti di sella,quanti ne toccan le spade taglienti,a cui dan gli elmi e le corazze loco,come nel bosco i secchi legni al fuoco.
Salta ora in questa squadra ed ora in quella
Ruggiero, e via ne toglie or dieci or venti:
altritanti per man de la donzella
di qua e di là ne son scemati e spenti.
Tanti si veggon gir morti di sella,
quanti ne toccan le spade taglienti,
a cui dan gli elmi e le corazze loco,
come nel bosco i secchi legni al fuoco.
17
Se mai d'aver veduto vi raccorda,o rapportato v'ha fama all'orecchie,come, allor che 'l collegio si discorda,e vansi in aria a far guerra le pecchie,entri fra lor la rondinella ingorda,e mangi e uccida e guastine parecchie;dovete imaginar che similmenteRuggier fosse e Marfisa in quella gente.
Se mai d'aver veduto vi raccorda,o rapportato v'ha fama all'orecchie,come, allor che 'l collegio si discorda,e vansi in aria a far guerra le pecchie,entri fra lor la rondinella ingorda,e mangi e uccida e guastine parecchie;dovete imaginar che similmenteRuggier fosse e Marfisa in quella gente.
Se mai d'aver veduto vi raccorda,
o rapportato v'ha fama all'orecchie,
come, allor che 'l collegio si discorda,
e vansi in aria a far guerra le pecchie,
entri fra lor la rondinella ingorda,
e mangi e uccida e guastine parecchie;
dovete imaginar che similmente
Ruggier fosse e Marfisa in quella gente.
18
Non così Ricciardetto e il suo cuginotra le due genti variavan danza,perché, lasciando il campo saracino,sol tenean l'occhio all'altro di Maganza.Il fratel di Rinaldo paladinocon molto animo avea molta possanza,e quivi raddoppiar glie la faceal'odio che contra ai Maganzesi avea.
Non così Ricciardetto e il suo cuginotra le due genti variavan danza,perché, lasciando il campo saracino,sol tenean l'occhio all'altro di Maganza.Il fratel di Rinaldo paladinocon molto animo avea molta possanza,e quivi raddoppiar glie la faceal'odio che contra ai Maganzesi avea.
Non così Ricciardetto e il suo cugino
tra le due genti variavan danza,
perché, lasciando il campo saracino,
sol tenean l'occhio all'altro di Maganza.
Il fratel di Rinaldo paladino
con molto animo avea molta possanza,
e quivi raddoppiar glie la facea
l'odio che contra ai Maganzesi avea.
19
Facea parer questa medesma causaun leon fiero il bastardo di Buovo,che con la spada senza indugio e pausafende ogn'elmo, o lo schiaccia come un ovo.E qual persona non saria stata ausa,non saria comparita un Ettor nuovo,Marfisa avendo in compagnia e Ruggiero,ch'eran la scelta e 'l fior d'ogni guerriero?
Facea parer questa medesma causaun leon fiero il bastardo di Buovo,che con la spada senza indugio e pausafende ogn'elmo, o lo schiaccia come un ovo.E qual persona non saria stata ausa,non saria comparita un Ettor nuovo,Marfisa avendo in compagnia e Ruggiero,ch'eran la scelta e 'l fior d'ogni guerriero?
Facea parer questa medesma causa
un leon fiero il bastardo di Buovo,
che con la spada senza indugio e pausa
fende ogn'elmo, o lo schiaccia come un ovo.
E qual persona non saria stata ausa,
non saria comparita un Ettor nuovo,
Marfisa avendo in compagnia e Ruggiero,
ch'eran la scelta e 'l fior d'ogni guerriero?
20
Marfisa tuttavolta combattendo,spesso ai compagni gli occhi rivoltava;e di lor forza paragon vedendo,con maraviglia tutti li lodava:ma di Ruggier pur il valor stupendoe senza pari al mondo le sembrava;e talor si credea che fosse Martesceso dal quinto cielo in quella parte.
Marfisa tuttavolta combattendo,spesso ai compagni gli occhi rivoltava;e di lor forza paragon vedendo,con maraviglia tutti li lodava:ma di Ruggier pur il valor stupendoe senza pari al mondo le sembrava;e talor si credea che fosse Martesceso dal quinto cielo in quella parte.
Marfisa tuttavolta combattendo,
spesso ai compagni gli occhi rivoltava;
e di lor forza paragon vedendo,
con maraviglia tutti li lodava:
ma di Ruggier pur il valor stupendo
e senza pari al mondo le sembrava;
e talor si credea che fosse Marte
sceso dal quinto cielo in quella parte.
21
Mirava quelle orribili percosse,miravale non mai calare in fallo:parea che contra Balisarda fosseil ferro carta e non duro metallo.Gli elmi tagliava e le corazze grosse,e gli uomini fendea fin sul cavallo,e li mandava in parte uguali al prato,tanto da l'un quanto da l'altro lato.
Mirava quelle orribili percosse,miravale non mai calare in fallo:parea che contra Balisarda fosseil ferro carta e non duro metallo.Gli elmi tagliava e le corazze grosse,e gli uomini fendea fin sul cavallo,e li mandava in parte uguali al prato,tanto da l'un quanto da l'altro lato.
Mirava quelle orribili percosse,
miravale non mai calare in fallo:
parea che contra Balisarda fosse
il ferro carta e non duro metallo.
Gli elmi tagliava e le corazze grosse,
e gli uomini fendea fin sul cavallo,
e li mandava in parte uguali al prato,
tanto da l'un quanto da l'altro lato.
22
Continuando la medesma botta,uccidea col signore il cavallo anche.I capi dalle spalle alzava in frotta,e spesso i busti dipartia da l'anche.Cinque e più a un colpo ne tagliò talotta:e se non che pur dubito che manchecredenza al ver c'ha faccia di menzogna,di più direi; ma di men dir bisogna.
Continuando la medesma botta,uccidea col signore il cavallo anche.I capi dalle spalle alzava in frotta,e spesso i busti dipartia da l'anche.Cinque e più a un colpo ne tagliò talotta:e se non che pur dubito che manchecredenza al ver c'ha faccia di menzogna,di più direi; ma di men dir bisogna.
Continuando la medesma botta,
uccidea col signore il cavallo anche.
I capi dalle spalle alzava in frotta,
e spesso i busti dipartia da l'anche.
Cinque e più a un colpo ne tagliò talotta:
e se non che pur dubito che manche
credenza al ver c'ha faccia di menzogna,
di più direi; ma di men dir bisogna.
23
Il buon Turpin, che sa che dice il vero,e lascia creder poi quel ch'a l'uom piace,narra mirabil cose di Ruggiero,ch'udendolo, il direste voi mendace.Così parea di ghiaccio ogni guerrierocontra Marfisa, ed ella ardente face;e non men di Ruggier gli occhi a sé trasse,ch'ella di lui l'alto valor mirasse.
Il buon Turpin, che sa che dice il vero,e lascia creder poi quel ch'a l'uom piace,narra mirabil cose di Ruggiero,ch'udendolo, il direste voi mendace.Così parea di ghiaccio ogni guerrierocontra Marfisa, ed ella ardente face;e non men di Ruggier gli occhi a sé trasse,ch'ella di lui l'alto valor mirasse.
Il buon Turpin, che sa che dice il vero,
e lascia creder poi quel ch'a l'uom piace,
narra mirabil cose di Ruggiero,
ch'udendolo, il direste voi mendace.
Così parea di ghiaccio ogni guerriero
contra Marfisa, ed ella ardente face;
e non men di Ruggier gli occhi a sé trasse,
ch'ella di lui l'alto valor mirasse.
24
E s'ella lui Marte stimato avea,stimato egli avria lei forse Bellona,se per donna così la conoscea,come parea il contrario alla persona.E forse emulazion tra lor nasceaper quella gente misera, non buona,ne la cui carne e sangue e nervi ed ossafan prova chi di loro abbia più possa.
E s'ella lui Marte stimato avea,stimato egli avria lei forse Bellona,se per donna così la conoscea,come parea il contrario alla persona.E forse emulazion tra lor nasceaper quella gente misera, non buona,ne la cui carne e sangue e nervi ed ossafan prova chi di loro abbia più possa.
E s'ella lui Marte stimato avea,
stimato egli avria lei forse Bellona,
se per donna così la conoscea,
come parea il contrario alla persona.
E forse emulazion tra lor nascea
per quella gente misera, non buona,
ne la cui carne e sangue e nervi ed ossa
fan prova chi di loro abbia più possa.
25
Bastò di quattro l'animo e il valorea far ch'un campo e l'altro andasse rotto.Non restava arme, a chi fuggia, miglioreche quella che si porta più di sotto.Beato chi il cavallo ha corridore,ch'in prezzo non è quivi ambio né trotto;e chi non ha destrier, quivi s'avede,quanto il mestier de l'arme è tristo a piede.
Bastò di quattro l'animo e il valorea far ch'un campo e l'altro andasse rotto.Non restava arme, a chi fuggia, miglioreche quella che si porta più di sotto.Beato chi il cavallo ha corridore,ch'in prezzo non è quivi ambio né trotto;e chi non ha destrier, quivi s'avede,quanto il mestier de l'arme è tristo a piede.
Bastò di quattro l'animo e il valore
a far ch'un campo e l'altro andasse rotto.
Non restava arme, a chi fuggia, migliore
che quella che si porta più di sotto.
Beato chi il cavallo ha corridore,
ch'in prezzo non è quivi ambio né trotto;
e chi non ha destrier, quivi s'avede,
quanto il mestier de l'arme è tristo a piede.
26
Riman la preda e 'l campo ai vincitoriche non è fante o mulatier che resti.Là Maganzesi, e qua fuggono i Mori:quei lasciano i prigion, le some questi.Furon, con lieti visi e più coi cori,Malagigi e Viviano a scioglier presti;non fur men diligenti a sciorre i paggi,e por le some in terra e i carriaggi.
Riman la preda e 'l campo ai vincitoriche non è fante o mulatier che resti.Là Maganzesi, e qua fuggono i Mori:quei lasciano i prigion, le some questi.Furon, con lieti visi e più coi cori,Malagigi e Viviano a scioglier presti;non fur men diligenti a sciorre i paggi,e por le some in terra e i carriaggi.
Riman la preda e 'l campo ai vincitori
che non è fante o mulatier che resti.
Là Maganzesi, e qua fuggono i Mori:
quei lasciano i prigion, le some questi.
Furon, con lieti visi e più coi cori,
Malagigi e Viviano a scioglier presti;
non fur men diligenti a sciorre i paggi,
e por le some in terra e i carriaggi.
27
Oltre una buona quantità d'argentoch'in diverse vasella era formato,ed alcun muliebre vestimentodi lavoro bellissimo fregiato,e per stanze reali un paramentod'oro e di seta in Fiandra lavorato,ed altre cose ricche in copia grande;fiaschi di vin trovar, pane e vivande.
Oltre una buona quantità d'argentoch'in diverse vasella era formato,ed alcun muliebre vestimentodi lavoro bellissimo fregiato,e per stanze reali un paramentod'oro e di seta in Fiandra lavorato,ed altre cose ricche in copia grande;fiaschi di vin trovar, pane e vivande.
Oltre una buona quantità d'argento
ch'in diverse vasella era formato,
ed alcun muliebre vestimento
di lavoro bellissimo fregiato,
e per stanze reali un paramento
d'oro e di seta in Fiandra lavorato,
ed altre cose ricche in copia grande;
fiaschi di vin trovar, pane e vivande.
28
Al trar degli elmi, tutti vider comeavea lor dato aiuto una donzella:fu conosciuta all'auree crespe chiomeed alla faccia delicata e bella.L'onoran molto, e pregano che 'l nomedi gloria degno non asconda; ed ella,che sempre tra gli amici era cortese,a dar di sé notizia non contese.
Al trar degli elmi, tutti vider comeavea lor dato aiuto una donzella:fu conosciuta all'auree crespe chiomeed alla faccia delicata e bella.L'onoran molto, e pregano che 'l nomedi gloria degno non asconda; ed ella,che sempre tra gli amici era cortese,a dar di sé notizia non contese.
Al trar degli elmi, tutti vider come
avea lor dato aiuto una donzella:
fu conosciuta all'auree crespe chiome
ed alla faccia delicata e bella.
L'onoran molto, e pregano che 'l nome
di gloria degno non asconda; ed ella,
che sempre tra gli amici era cortese,
a dar di sé notizia non contese.
29
Non si ponno saziar di riguardarla;che tal vista l'avean ne la battaglia.Sol mira ella Ruggier, sol con lui parla:altri non prezza, altri non par che vaglia.Vengono i servi intanto ad invitarlacoi compagni a goder la vettovaglia,ch'apparecchiata avean sopra una fonteche difendea dal raggio estivo un monte.
Non si ponno saziar di riguardarla;che tal vista l'avean ne la battaglia.Sol mira ella Ruggier, sol con lui parla:altri non prezza, altri non par che vaglia.Vengono i servi intanto ad invitarlacoi compagni a goder la vettovaglia,ch'apparecchiata avean sopra una fonteche difendea dal raggio estivo un monte.
Non si ponno saziar di riguardarla;
che tal vista l'avean ne la battaglia.
Sol mira ella Ruggier, sol con lui parla:
altri non prezza, altri non par che vaglia.
Vengono i servi intanto ad invitarla
coi compagni a goder la vettovaglia,
ch'apparecchiata avean sopra una fonte
che difendea dal raggio estivo un monte.
30
Era una de le fonti di Merlino,de le quattro di Francia da lui fatte,d'intorno cinta di bel marmo fino,lucido e terso, e bianco più che latte.Quivi d'intaglio con lavor divinoavea Merlino imagini ritratte:direste che spiravano, e, se privenon fossero di voce, ch'eran vive.
Era una de le fonti di Merlino,de le quattro di Francia da lui fatte,d'intorno cinta di bel marmo fino,lucido e terso, e bianco più che latte.Quivi d'intaglio con lavor divinoavea Merlino imagini ritratte:direste che spiravano, e, se privenon fossero di voce, ch'eran vive.
Era una de le fonti di Merlino,
de le quattro di Francia da lui fatte,
d'intorno cinta di bel marmo fino,
lucido e terso, e bianco più che latte.
Quivi d'intaglio con lavor divino
avea Merlino imagini ritratte:
direste che spiravano, e, se prive
non fossero di voce, ch'eran vive.
31
Quivi una bestia uscir de la forestaparea, di crudel vista, odiosa e brutta,ch'avea l'orecchie d'asino, e la testadi lupo e i denti, e per gran fame asciutta;branche avea di leon; l'altro che resta,tutto era volpe: e parea scorrer tuttae Francia e Italia e Spagna ed Inghelterra,l'Europa e l'Asia, e al fin tutta la terra.
Quivi una bestia uscir de la forestaparea, di crudel vista, odiosa e brutta,ch'avea l'orecchie d'asino, e la testadi lupo e i denti, e per gran fame asciutta;branche avea di leon; l'altro che resta,tutto era volpe: e parea scorrer tuttae Francia e Italia e Spagna ed Inghelterra,l'Europa e l'Asia, e al fin tutta la terra.
Quivi una bestia uscir de la foresta
parea, di crudel vista, odiosa e brutta,
ch'avea l'orecchie d'asino, e la testa
di lupo e i denti, e per gran fame asciutta;
branche avea di leon; l'altro che resta,
tutto era volpe: e parea scorrer tutta
e Francia e Italia e Spagna ed Inghelterra,
l'Europa e l'Asia, e al fin tutta la terra.
32
Per tutto avea genti ferite e morte,la bassa plebe e i più superbi capi:anzi nuocer parea molto più fortea re, a signori, a principi, a satrapi.Peggio facea ne la romana corte,che v'avea uccisi cardinali e papi:contaminato avea la bella sededi Pietro e messo scandol ne la fede.
Per tutto avea genti ferite e morte,la bassa plebe e i più superbi capi:anzi nuocer parea molto più fortea re, a signori, a principi, a satrapi.Peggio facea ne la romana corte,che v'avea uccisi cardinali e papi:contaminato avea la bella sededi Pietro e messo scandol ne la fede.
Per tutto avea genti ferite e morte,
la bassa plebe e i più superbi capi:
anzi nuocer parea molto più forte
a re, a signori, a principi, a satrapi.
Peggio facea ne la romana corte,
che v'avea uccisi cardinali e papi:
contaminato avea la bella sede
di Pietro e messo scandol ne la fede.
33
Par che dinanzi a questa bestia orrendacada ogni muro, ogni ripar che tocca.Non si vede città che si difenda:se l'apre incontra ogni castello e rocca.Par che agli onor divini anco s'estenda,e sia adorata da la gente sciocca,e che le chiavi s'arroghi d'averedel cielo e de l'abisso in suo potere.
Par che dinanzi a questa bestia orrendacada ogni muro, ogni ripar che tocca.Non si vede città che si difenda:se l'apre incontra ogni castello e rocca.Par che agli onor divini anco s'estenda,e sia adorata da la gente sciocca,e che le chiavi s'arroghi d'averedel cielo e de l'abisso in suo potere.
Par che dinanzi a questa bestia orrenda
cada ogni muro, ogni ripar che tocca.
Non si vede città che si difenda:
se l'apre incontra ogni castello e rocca.
Par che agli onor divini anco s'estenda,
e sia adorata da la gente sciocca,
e che le chiavi s'arroghi d'avere
del cielo e de l'abisso in suo potere.
34
Poi si vedea d'imperiale allorocinto le chiome un cavallier venirecon tre giovini a par, che i gigli d'orotessuti avean nel lor real vestire;e, con insegna simile, con loroparea un leon contra quel mostro uscire:avean lor nomi chi sopra la testa,e chi nel lembo scritto de la vesta.
Poi si vedea d'imperiale allorocinto le chiome un cavallier venirecon tre giovini a par, che i gigli d'orotessuti avean nel lor real vestire;e, con insegna simile, con loroparea un leon contra quel mostro uscire:avean lor nomi chi sopra la testa,e chi nel lembo scritto de la vesta.
Poi si vedea d'imperiale alloro
cinto le chiome un cavallier venire
con tre giovini a par, che i gigli d'oro
tessuti avean nel lor real vestire;
e, con insegna simile, con loro
parea un leon contra quel mostro uscire:
avean lor nomi chi sopra la testa,
e chi nel lembo scritto de la vesta.
35
L'un ch'avea fin a l'elsa ne la panciala spada immersa alla maligna fera,Francesco primo, avea scritto, di Francia;Massimigliano d'Austria a par seco era;e Carlo quinto imperator, di lanciaavea passato il mostro alla gorgiera;e l'altro, che di stral gli fige il petto,l'ottavo Enrigo d'Inghilterra è detto.
L'un ch'avea fin a l'elsa ne la panciala spada immersa alla maligna fera,Francesco primo, avea scritto, di Francia;Massimigliano d'Austria a par seco era;e Carlo quinto imperator, di lanciaavea passato il mostro alla gorgiera;e l'altro, che di stral gli fige il petto,l'ottavo Enrigo d'Inghilterra è detto.
L'un ch'avea fin a l'elsa ne la pancia
la spada immersa alla maligna fera,
Francesco primo, avea scritto, di Francia;
Massimigliano d'Austria a par seco era;
e Carlo quinto imperator, di lancia
avea passato il mostro alla gorgiera;
e l'altro, che di stral gli fige il petto,
l'ottavo Enrigo d'Inghilterra è detto.
36
Decimo ha quel Leon scritto sul dosso,ch'al brutto mostro i denti ha ne l'orecchi;e tanto l'ha già travagliato e scosso,che vi sono arrivati altri parecchi.Parea del mondo ogni timor rimosso;ed in emenda degli errori vecchinobil gente accorrea, non però molta,onde alla belva era la vita tolta.
Decimo ha quel Leon scritto sul dosso,ch'al brutto mostro i denti ha ne l'orecchi;e tanto l'ha già travagliato e scosso,che vi sono arrivati altri parecchi.Parea del mondo ogni timor rimosso;ed in emenda degli errori vecchinobil gente accorrea, non però molta,onde alla belva era la vita tolta.
Decimo ha quel Leon scritto sul dosso,
ch'al brutto mostro i denti ha ne l'orecchi;
e tanto l'ha già travagliato e scosso,
che vi sono arrivati altri parecchi.
Parea del mondo ogni timor rimosso;
ed in emenda degli errori vecchi
nobil gente accorrea, non però molta,
onde alla belva era la vita tolta.
37
I cavallieri stavano e Marfisacon desiderio di conoscer questiper le cui mani era la bestia uccisa,che fatti avea tanti luoghi atri e mesti.Avenga che la pietra fosse incisadei nomi lor, non eran manifesti.Si pregavan tra lor, che se sapessel'istoria alcuno, agli altri la dicesse.
I cavallieri stavano e Marfisacon desiderio di conoscer questiper le cui mani era la bestia uccisa,che fatti avea tanti luoghi atri e mesti.Avenga che la pietra fosse incisadei nomi lor, non eran manifesti.Si pregavan tra lor, che se sapessel'istoria alcuno, agli altri la dicesse.
I cavallieri stavano e Marfisa
con desiderio di conoscer questi
per le cui mani era la bestia uccisa,
che fatti avea tanti luoghi atri e mesti.
Avenga che la pietra fosse incisa
dei nomi lor, non eran manifesti.
Si pregavan tra lor, che se sapesse
l'istoria alcuno, agli altri la dicesse.
38
Voltò Viviano a Malagigi gli occhi,che stava a udire, e non facea lor motto:— A te (disse) narrar l'istoria tocchi,ch'esser ne déi, per quel ch'io vegga, dotto.Chi son costor che con saette e stocchie lance a morte han l'animal condotto? —Rispose Malagigi: — Non è istoriadi ch'abbia autor fin qui fatto memoria.
Voltò Viviano a Malagigi gli occhi,che stava a udire, e non facea lor motto:— A te (disse) narrar l'istoria tocchi,ch'esser ne déi, per quel ch'io vegga, dotto.Chi son costor che con saette e stocchie lance a morte han l'animal condotto? —Rispose Malagigi: — Non è istoriadi ch'abbia autor fin qui fatto memoria.
Voltò Viviano a Malagigi gli occhi,
che stava a udire, e non facea lor motto:
— A te (disse) narrar l'istoria tocchi,
ch'esser ne déi, per quel ch'io vegga, dotto.
Chi son costor che con saette e stocchi
e lance a morte han l'animal condotto? —
Rispose Malagigi: — Non è istoria
di ch'abbia autor fin qui fatto memoria.
39
Sappiate che costor che qui scritto hannonel marmo i nomi, al mondo mai non furo;ma fra settecento anni vi saranno,con grande onor del secolo futuro.Merlino, il savio incantator britanno,fe' far la fonte al tempo del re Arturo;e di cose ch'al mondo hanno a venire,la fe' da buoni artefici scolpire.
Sappiate che costor che qui scritto hannonel marmo i nomi, al mondo mai non furo;ma fra settecento anni vi saranno,con grande onor del secolo futuro.Merlino, il savio incantator britanno,fe' far la fonte al tempo del re Arturo;e di cose ch'al mondo hanno a venire,la fe' da buoni artefici scolpire.
Sappiate che costor che qui scritto hanno
nel marmo i nomi, al mondo mai non furo;
ma fra settecento anni vi saranno,
con grande onor del secolo futuro.
Merlino, il savio incantator britanno,
fe' far la fonte al tempo del re Arturo;
e di cose ch'al mondo hanno a venire,
la fe' da buoni artefici scolpire.
40
Questa bestia crudele uscì del fondode lo 'nferno a quel tempo che fur fattialle campagne i termini, e fu il pondotrovato e la misura, e scritti i patti.Ma non andò a principio in tutto 'l mondo:di sé lasciò molti paesi intatti.Al tempo nostro in molti lochi sturba;ma i populari offende e la vil turba.
Questa bestia crudele uscì del fondode lo 'nferno a quel tempo che fur fattialle campagne i termini, e fu il pondotrovato e la misura, e scritti i patti.Ma non andò a principio in tutto 'l mondo:di sé lasciò molti paesi intatti.Al tempo nostro in molti lochi sturba;ma i populari offende e la vil turba.
Questa bestia crudele uscì del fondo
de lo 'nferno a quel tempo che fur fatti
alle campagne i termini, e fu il pondo
trovato e la misura, e scritti i patti.
Ma non andò a principio in tutto 'l mondo:
di sé lasciò molti paesi intatti.
Al tempo nostro in molti lochi sturba;
ma i populari offende e la vil turba.
41
Dal suo principio infin al secol nostrosempre è cresciuto, e sempre andrà crescendo:sempre crescendo, al lungo andar fia il mostroil maggior che mai fosse e lo più orrendo.Quel Fiton che per carte e per inchiostros'ode che fu sì orribile e stupendo,alla metà di questo non fu tutto,né tanto abominevol né sì brutto.
Dal suo principio infin al secol nostrosempre è cresciuto, e sempre andrà crescendo:sempre crescendo, al lungo andar fia il mostroil maggior che mai fosse e lo più orrendo.Quel Fiton che per carte e per inchiostros'ode che fu sì orribile e stupendo,alla metà di questo non fu tutto,né tanto abominevol né sì brutto.
Dal suo principio infin al secol nostro
sempre è cresciuto, e sempre andrà crescendo:
sempre crescendo, al lungo andar fia il mostro
il maggior che mai fosse e lo più orrendo.
Quel Fiton che per carte e per inchiostro
s'ode che fu sì orribile e stupendo,
alla metà di questo non fu tutto,
né tanto abominevol né sì brutto.
42
Farà strage crudel, né sarà locoche non guasti, contamini ed infetti:e quanto mostra la scultura, è pocode' suoi nefandi e abominosi effetti.Al mondo, di gridar mercé già roco,questi, dei quali i nomi abbiamo letti,che chiari splenderan più che piropo,verranno a dare aiuto al maggior uopo.
Farà strage crudel, né sarà locoche non guasti, contamini ed infetti:e quanto mostra la scultura, è pocode' suoi nefandi e abominosi effetti.Al mondo, di gridar mercé già roco,questi, dei quali i nomi abbiamo letti,che chiari splenderan più che piropo,verranno a dare aiuto al maggior uopo.
Farà strage crudel, né sarà loco
che non guasti, contamini ed infetti:
e quanto mostra la scultura, è poco
de' suoi nefandi e abominosi effetti.
Al mondo, di gridar mercé già roco,
questi, dei quali i nomi abbiamo letti,
che chiari splenderan più che piropo,
verranno a dare aiuto al maggior uopo.
43
Alla fera crudele il più molestonon sarà di Francesco il re de' Franchi:e ben convien che molti ecceda in questo,e nessun prima e pochi n'abbia a' fianchi;quando in splendor real, quando nel restodi virtù farà molti parer manchi,che già parver compiuti; come cedetosto ogn'altro splendor, che 'l sol si vede.
Alla fera crudele il più molestonon sarà di Francesco il re de' Franchi:e ben convien che molti ecceda in questo,e nessun prima e pochi n'abbia a' fianchi;quando in splendor real, quando nel restodi virtù farà molti parer manchi,che già parver compiuti; come cedetosto ogn'altro splendor, che 'l sol si vede.
Alla fera crudele il più molesto
non sarà di Francesco il re de' Franchi:
e ben convien che molti ecceda in questo,
e nessun prima e pochi n'abbia a' fianchi;
quando in splendor real, quando nel resto
di virtù farà molti parer manchi,
che già parver compiuti; come cede
tosto ogn'altro splendor, che 'l sol si vede.
44
L'anno primier del fortunato regno,non ferma ancor ben la corona in fronte,passerà l'Alpe, e romperà il disegnodi chi all'incontro avrà occupato il monte,da giusto spinto e generoso sdegno,che vendicate ancor non sieno l'onteche dal furor da paschi e mandre uscitol'esercito di Francia avrà patito.
L'anno primier del fortunato regno,non ferma ancor ben la corona in fronte,passerà l'Alpe, e romperà il disegnodi chi all'incontro avrà occupato il monte,da giusto spinto e generoso sdegno,che vendicate ancor non sieno l'onteche dal furor da paschi e mandre uscitol'esercito di Francia avrà patito.
L'anno primier del fortunato regno,
non ferma ancor ben la corona in fronte,
passerà l'Alpe, e romperà il disegno
di chi all'incontro avrà occupato il monte,
da giusto spinto e generoso sdegno,
che vendicate ancor non sieno l'onte
che dal furor da paschi e mandre uscito
l'esercito di Francia avrà patito.
45
E quindi scenderà nel ricco pianodi Lombardia, col fior di Francia intorno,e sì l'Elvezio spezzerà, ch'invanofarà mai più pensier d'alzare il corno.Con grande e de la Chiesa e de l'ispanocampo e del fiorentin vergogna e scornoespugnerà il castel che prima statosarà non espugnabile stimato.
E quindi scenderà nel ricco pianodi Lombardia, col fior di Francia intorno,e sì l'Elvezio spezzerà, ch'invanofarà mai più pensier d'alzare il corno.Con grande e de la Chiesa e de l'ispanocampo e del fiorentin vergogna e scornoespugnerà il castel che prima statosarà non espugnabile stimato.
E quindi scenderà nel ricco piano
di Lombardia, col fior di Francia intorno,
e sì l'Elvezio spezzerà, ch'invano
farà mai più pensier d'alzare il corno.
Con grande e de la Chiesa e de l'ispano
campo e del fiorentin vergogna e scorno
espugnerà il castel che prima stato
sarà non espugnabile stimato.
46
Sopra ogn'altr'arme, ad espugnarlo, moltopiù gli varrà quella onorata spadacon la qual prima avrà di vita toltoil mostro corruttor d'ogni contrada.Convien ch'inanzi a quella sia rivoltoin fuga ogni stendardo, o a terra vada;né fossa, né ripar, né grosse murapossan da lei tener città sicura.
Sopra ogn'altr'arme, ad espugnarlo, moltopiù gli varrà quella onorata spadacon la qual prima avrà di vita toltoil mostro corruttor d'ogni contrada.Convien ch'inanzi a quella sia rivoltoin fuga ogni stendardo, o a terra vada;né fossa, né ripar, né grosse murapossan da lei tener città sicura.
Sopra ogn'altr'arme, ad espugnarlo, molto
più gli varrà quella onorata spada
con la qual prima avrà di vita tolto
il mostro corruttor d'ogni contrada.
Convien ch'inanzi a quella sia rivolto
in fuga ogni stendardo, o a terra vada;
né fossa, né ripar, né grosse mura
possan da lei tener città sicura.
47
Questo principe avrà quanta eccellenzaaver felice imperator mai debbia:l'animo del gran Cesar, la prudenzadi chi mostrolla a Transimeno e a Trebbia,con la fortuna d'Alessandro, senzacui saria fumo ogni disegno, e nebbia.Sarà sì liberal, ch'io lo contemploqui non aver né paragon né esemplo. —
Questo principe avrà quanta eccellenzaaver felice imperator mai debbia:l'animo del gran Cesar, la prudenzadi chi mostrolla a Transimeno e a Trebbia,con la fortuna d'Alessandro, senzacui saria fumo ogni disegno, e nebbia.Sarà sì liberal, ch'io lo contemploqui non aver né paragon né esemplo. —
Questo principe avrà quanta eccellenza
aver felice imperator mai debbia:
l'animo del gran Cesar, la prudenza
di chi mostrolla a Transimeno e a Trebbia,
con la fortuna d'Alessandro, senza
cui saria fumo ogni disegno, e nebbia.
Sarà sì liberal, ch'io lo contemplo
qui non aver né paragon né esemplo. —
48
Così diceva Malagigi, e messedesire a' cavallier d'aver contezzadel nome d'alcun altro ch'uccidessel'infernal bestia, uccider gli altri avezza.Quivi un Bernardo tra' primi si lesse,che Merlin molto nel suo scritto apprezza.— Fia nota per costui (dicea) Bibiena,quanto Fiorenza sua vicina e Siena. —
Così diceva Malagigi, e messedesire a' cavallier d'aver contezzadel nome d'alcun altro ch'uccidessel'infernal bestia, uccider gli altri avezza.Quivi un Bernardo tra' primi si lesse,che Merlin molto nel suo scritto apprezza.— Fia nota per costui (dicea) Bibiena,quanto Fiorenza sua vicina e Siena. —
Così diceva Malagigi, e messe
desire a' cavallier d'aver contezza
del nome d'alcun altro ch'uccidesse
l'infernal bestia, uccider gli altri avezza.
Quivi un Bernardo tra' primi si lesse,
che Merlin molto nel suo scritto apprezza.
— Fia nota per costui (dicea) Bibiena,
quanto Fiorenza sua vicina e Siena. —
49
Non mette piede inanzi ivi personaa Sismondo, a Giovanni, a Ludovico:un Gonzaga, un Salviati, un d'Aragona,ciascuno al brutto mostro aspro nimico.V'è Francesco Gonzaga, né abandonale sue vestigie il figlio Federico;ed ha il cognato e il genero vicino,quel di Ferrara, e quel duca d'Urbino.
Non mette piede inanzi ivi personaa Sismondo, a Giovanni, a Ludovico:un Gonzaga, un Salviati, un d'Aragona,ciascuno al brutto mostro aspro nimico.V'è Francesco Gonzaga, né abandonale sue vestigie il figlio Federico;ed ha il cognato e il genero vicino,quel di Ferrara, e quel duca d'Urbino.
Non mette piede inanzi ivi persona
a Sismondo, a Giovanni, a Ludovico:
un Gonzaga, un Salviati, un d'Aragona,
ciascuno al brutto mostro aspro nimico.
V'è Francesco Gonzaga, né abandona
le sue vestigie il figlio Federico;
ed ha il cognato e il genero vicino,
quel di Ferrara, e quel duca d'Urbino.
50
De l'un di questi il figlio Guidobaldonon vuol che 'l padre o ch'altri a dietro il metta.Con Otobon dal Flisco, Sinibaldocaccia la fera, e van di pari in fretta.Luigi da Gazolo il ferro caldofatto nel collo le ha d'una saetta,che con l'arco gli diè Febo, quando ancoMarte la spada sua gli messe al fianco.
De l'un di questi il figlio Guidobaldonon vuol che 'l padre o ch'altri a dietro il metta.Con Otobon dal Flisco, Sinibaldocaccia la fera, e van di pari in fretta.Luigi da Gazolo il ferro caldofatto nel collo le ha d'una saetta,che con l'arco gli diè Febo, quando ancoMarte la spada sua gli messe al fianco.
De l'un di questi il figlio Guidobaldo
non vuol che 'l padre o ch'altri a dietro il metta.
Con Otobon dal Flisco, Sinibaldo
caccia la fera, e van di pari in fretta.
Luigi da Gazolo il ferro caldo
fatto nel collo le ha d'una saetta,
che con l'arco gli diè Febo, quando anco
Marte la spada sua gli messe al fianco.
51
Duo Erculi, duo Ippoliti da Este,un altro Ercule, un altro Ippolito anco,da Gonzaga, de' Medici, le pesteseguon del mostro, e l'han, cacciando, stanco.Né Giuliano al figliuol, né par che resteFerrante al fratel dietro; né che mancoAndrea Doria sia pronto; né che lassiFrancesco Sforza, ch'ivi uomo lo passi.
Duo Erculi, duo Ippoliti da Este,un altro Ercule, un altro Ippolito anco,da Gonzaga, de' Medici, le pesteseguon del mostro, e l'han, cacciando, stanco.Né Giuliano al figliuol, né par che resteFerrante al fratel dietro; né che mancoAndrea Doria sia pronto; né che lassiFrancesco Sforza, ch'ivi uomo lo passi.
Duo Erculi, duo Ippoliti da Este,
un altro Ercule, un altro Ippolito anco,
da Gonzaga, de' Medici, le peste
seguon del mostro, e l'han, cacciando, stanco.
Né Giuliano al figliuol, né par che reste
Ferrante al fratel dietro; né che manco
Andrea Doria sia pronto; né che lassi
Francesco Sforza, ch'ivi uomo lo passi.
52
Del generoso, illustre e chiaro sangued'Avalo vi son dui ch'han per insegnalo scoglio, che dal capo ai piedi d'anguepar che l'empio Tifeo sotto si tegna.Non è di questi duo, per fare esanguel'orribil mostro, che più inanzi vegna:l'uno Francesco di Pescara invitto,l'altro Alfonso del Vasto ai piedi ha scritto.
Del generoso, illustre e chiaro sangued'Avalo vi son dui ch'han per insegnalo scoglio, che dal capo ai piedi d'anguepar che l'empio Tifeo sotto si tegna.Non è di questi duo, per fare esanguel'orribil mostro, che più inanzi vegna:l'uno Francesco di Pescara invitto,l'altro Alfonso del Vasto ai piedi ha scritto.
Del generoso, illustre e chiaro sangue
d'Avalo vi son dui ch'han per insegna
lo scoglio, che dal capo ai piedi d'angue
par che l'empio Tifeo sotto si tegna.
Non è di questi duo, per fare esangue
l'orribil mostro, che più inanzi vegna:
l'uno Francesco di Pescara invitto,
l'altro Alfonso del Vasto ai piedi ha scritto.
53
Ma Consalvo Ferrante ove ho lasciato,l'ispano onor, ch'in tanto pregio v'era,che fu da Malagigi sì lodato,che pochi il pareggiar di quella schiera?Guglielmo si vedea di Monferratofra quei che morto avean la brutta fera;ed eran pochi verso gl'infinitich'ella v'avea chi morti e chi feriti.
Ma Consalvo Ferrante ove ho lasciato,l'ispano onor, ch'in tanto pregio v'era,che fu da Malagigi sì lodato,che pochi il pareggiar di quella schiera?Guglielmo si vedea di Monferratofra quei che morto avean la brutta fera;ed eran pochi verso gl'infinitich'ella v'avea chi morti e chi feriti.
Ma Consalvo Ferrante ove ho lasciato,
l'ispano onor, ch'in tanto pregio v'era,
che fu da Malagigi sì lodato,
che pochi il pareggiar di quella schiera?
Guglielmo si vedea di Monferrato
fra quei che morto avean la brutta fera;
ed eran pochi verso gl'infiniti
ch'ella v'avea chi morti e chi feriti.
54
In giuochi onesti e parlamenti lieti,dopo mangiar, spesero il caldo giorno,corcati su finissimi tapetitra gli arbuscelli ond'era il rivo adorno.Malagigi e Vivian, perché quietipiù fosser gli altri, tenean l'arme intorno;quando una donna senza compagniavider, che verso lor ratto venìa.
In giuochi onesti e parlamenti lieti,dopo mangiar, spesero il caldo giorno,corcati su finissimi tapetitra gli arbuscelli ond'era il rivo adorno.Malagigi e Vivian, perché quietipiù fosser gli altri, tenean l'arme intorno;quando una donna senza compagniavider, che verso lor ratto venìa.
In giuochi onesti e parlamenti lieti,
dopo mangiar, spesero il caldo giorno,
corcati su finissimi tapeti
tra gli arbuscelli ond'era il rivo adorno.
Malagigi e Vivian, perché quieti
più fosser gli altri, tenean l'arme intorno;
quando una donna senza compagnia
vider, che verso lor ratto venìa.
55
Questa era quella Ippalca a cui fu toltoFrontino, il bon destrier, da Rodomonte.L'avea il dì inanzi ella seguito molto,pregandolo ora, ora dicendogli onte;ma non giovando, avea il camin rivoltoper ritrovar Ruggiero in Agrismonte.Tra via le fu (non so già come) dettoche quivi il troveria con Ricciardetto.
Questa era quella Ippalca a cui fu toltoFrontino, il bon destrier, da Rodomonte.L'avea il dì inanzi ella seguito molto,pregandolo ora, ora dicendogli onte;ma non giovando, avea il camin rivoltoper ritrovar Ruggiero in Agrismonte.Tra via le fu (non so già come) dettoche quivi il troveria con Ricciardetto.
Questa era quella Ippalca a cui fu tolto
Frontino, il bon destrier, da Rodomonte.
L'avea il dì inanzi ella seguito molto,
pregandolo ora, ora dicendogli onte;
ma non giovando, avea il camin rivolto
per ritrovar Ruggiero in Agrismonte.
Tra via le fu (non so già come) detto
che quivi il troveria con Ricciardetto.
56
E perché il luogo ben sapea (che v'erastata altre volte), se ne venne al drittoalla fontana; ed in quella manierave lo trovò, ch'io v'ho di sopra scritto.Ma come buona e cauta messaggerache sa meglio esequir che non l'è ditto,quando vide il fratel di Bradamante,non conoscer Ruggier fece sembiante.
E perché il luogo ben sapea (che v'erastata altre volte), se ne venne al drittoalla fontana; ed in quella manierave lo trovò, ch'io v'ho di sopra scritto.Ma come buona e cauta messaggerache sa meglio esequir che non l'è ditto,quando vide il fratel di Bradamante,non conoscer Ruggier fece sembiante.
E perché il luogo ben sapea (che v'era
stata altre volte), se ne venne al dritto
alla fontana; ed in quella maniera
ve lo trovò, ch'io v'ho di sopra scritto.
Ma come buona e cauta messaggera
che sa meglio esequir che non l'è ditto,
quando vide il fratel di Bradamante,
non conoscer Ruggier fece sembiante.
57
A Ricciardetto tutta rivoltosse,sì come drittamente a lui venisse;e quel che la conobbe, se le mosseincontra, e domandò dove ne gisse.Ella ch'ancora avea le luci rossedel pianger lungo, sospirando disse;ma disse forte, acciò che fosse espressoa Ruggiero il suo dir, che gli era presso.
A Ricciardetto tutta rivoltosse,sì come drittamente a lui venisse;e quel che la conobbe, se le mosseincontra, e domandò dove ne gisse.Ella ch'ancora avea le luci rossedel pianger lungo, sospirando disse;ma disse forte, acciò che fosse espressoa Ruggiero il suo dir, che gli era presso.
A Ricciardetto tutta rivoltosse,
sì come drittamente a lui venisse;
e quel che la conobbe, se le mosse
incontra, e domandò dove ne gisse.
Ella ch'ancora avea le luci rosse
del pianger lungo, sospirando disse;
ma disse forte, acciò che fosse espresso
a Ruggiero il suo dir, che gli era presso.
58
— Mi traea dietro (disse) per la briglia,come imposto m'avea la tua sorella,un bel cavallo e buono a maraviglia,ch'ella molto ama e che Frontino appella;e l'avea tratto più di trenta migliaverso Marsilia, ove venir debbe ellafra pochi giorni, e dove ella mi dissech'io l'aspettassi fin che vi venisse.
— Mi traea dietro (disse) per la briglia,come imposto m'avea la tua sorella,un bel cavallo e buono a maraviglia,ch'ella molto ama e che Frontino appella;e l'avea tratto più di trenta migliaverso Marsilia, ove venir debbe ellafra pochi giorni, e dove ella mi dissech'io l'aspettassi fin che vi venisse.
— Mi traea dietro (disse) per la briglia,
come imposto m'avea la tua sorella,
un bel cavallo e buono a maraviglia,
ch'ella molto ama e che Frontino appella;
e l'avea tratto più di trenta miglia
verso Marsilia, ove venir debbe ella
fra pochi giorni, e dove ella mi disse
ch'io l'aspettassi fin che vi venisse.
59
Era sì baldanzoso il creder mio,ch'io non stimava alcun di cor sì saldo,che me l'avesse a tor, dicendogli ioch'era de la sorella di Rinaldo.Ma vano il mio disegno ieri m'uscìo,che me lo tolse un Saracin ribaldo;né per udir di chi Frontino fusse,a volermelo rendere s'indusse.
Era sì baldanzoso il creder mio,ch'io non stimava alcun di cor sì saldo,che me l'avesse a tor, dicendogli ioch'era de la sorella di Rinaldo.Ma vano il mio disegno ieri m'uscìo,che me lo tolse un Saracin ribaldo;né per udir di chi Frontino fusse,a volermelo rendere s'indusse.
Era sì baldanzoso il creder mio,
ch'io non stimava alcun di cor sì saldo,
che me l'avesse a tor, dicendogli io
ch'era de la sorella di Rinaldo.
Ma vano il mio disegno ieri m'uscìo,
che me lo tolse un Saracin ribaldo;
né per udir di chi Frontino fusse,
a volermelo rendere s'indusse.
60
Tutto ieri ed oggi l'ho pregato; e quandoho visto uscir prieghi e minacce invano,maledicendol molto e bestemmiando,l'ho lasciato di qui poco lontano,dove il cavallo e sé molto affannando,s'aiuta, quanto può, con l'arme in manocontra un guerrier ch'in tal travaglio il mette,che spero ch'abbia a far le mie vendette. —
Tutto ieri ed oggi l'ho pregato; e quandoho visto uscir prieghi e minacce invano,maledicendol molto e bestemmiando,l'ho lasciato di qui poco lontano,dove il cavallo e sé molto affannando,s'aiuta, quanto può, con l'arme in manocontra un guerrier ch'in tal travaglio il mette,che spero ch'abbia a far le mie vendette. —
Tutto ieri ed oggi l'ho pregato; e quando
ho visto uscir prieghi e minacce invano,
maledicendol molto e bestemmiando,
l'ho lasciato di qui poco lontano,
dove il cavallo e sé molto affannando,
s'aiuta, quanto può, con l'arme in mano
contra un guerrier ch'in tal travaglio il mette,
che spero ch'abbia a far le mie vendette. —
61
Ruggiero a quel parlar salito in piede,ch'avea potuto a pena il tutto udire,si volta a Ricciardetto, e per mercedee premio e guidardon del ben servire(prieghi aggiungendo senza fin) gli chiedeche con la donna solo il lasci giretanto che 'l Saracin gli sia mostrato,ch'a lei di mano ha il buon destrier levato.
Ruggiero a quel parlar salito in piede,ch'avea potuto a pena il tutto udire,si volta a Ricciardetto, e per mercedee premio e guidardon del ben servire(prieghi aggiungendo senza fin) gli chiedeche con la donna solo il lasci giretanto che 'l Saracin gli sia mostrato,ch'a lei di mano ha il buon destrier levato.
Ruggiero a quel parlar salito in piede,
ch'avea potuto a pena il tutto udire,
si volta a Ricciardetto, e per mercede
e premio e guidardon del ben servire
(prieghi aggiungendo senza fin) gli chiede
che con la donna solo il lasci gire
tanto che 'l Saracin gli sia mostrato,
ch'a lei di mano ha il buon destrier levato.
62
A Ricciardetto, ancor che discorteseil concedere altrui troppo paressedi terminar le a sé debite imprese,al voler di Ruggier pur si rimesse:e quel licenza dai compagni prese,e con Ippalca a ritornar si messe,lasciando a quei che rimanean, stupore,con maraviglia pur del suo valore.
A Ricciardetto, ancor che discorteseil concedere altrui troppo paressedi terminar le a sé debite imprese,al voler di Ruggier pur si rimesse:e quel licenza dai compagni prese,e con Ippalca a ritornar si messe,lasciando a quei che rimanean, stupore,con maraviglia pur del suo valore.
A Ricciardetto, ancor che discortese
il concedere altrui troppo paresse
di terminar le a sé debite imprese,
al voler di Ruggier pur si rimesse:
e quel licenza dai compagni prese,
e con Ippalca a ritornar si messe,
lasciando a quei che rimanean, stupore,
con maraviglia pur del suo valore.
63
Poi che dagli altri allontanato alquantoIppalca l'ebbe, gli narrò ch'ad essoera mandata da colei che tantoavea nel core il suo valore impresso;e senza finger più, seguitò quantola sua donna al partir le avea commesso,e che se dianzi avea altrimente detto,per la presenza fu di Ricciardetto.
Poi che dagli altri allontanato alquantoIppalca l'ebbe, gli narrò ch'ad essoera mandata da colei che tantoavea nel core il suo valore impresso;e senza finger più, seguitò quantola sua donna al partir le avea commesso,e che se dianzi avea altrimente detto,per la presenza fu di Ricciardetto.
Poi che dagli altri allontanato alquanto
Ippalca l'ebbe, gli narrò ch'ad esso
era mandata da colei che tanto
avea nel core il suo valore impresso;
e senza finger più, seguitò quanto
la sua donna al partir le avea commesso,
e che se dianzi avea altrimente detto,
per la presenza fu di Ricciardetto.
64
Disse, che chi le avea tolto il destriero,ancor detto l'avea con molto orgoglio:— Perché so che 'l cavallo è di Ruggiero,più volontier per questo te lo toglio.S'egli di racquistarlo avrà pensiero,fagli saper (ch'asconder non gli voglio)ch'io son quel Rodomonte il cui valoremostra per tutto 'l mondo il suo splendore. —
Disse, che chi le avea tolto il destriero,ancor detto l'avea con molto orgoglio:— Perché so che 'l cavallo è di Ruggiero,più volontier per questo te lo toglio.S'egli di racquistarlo avrà pensiero,fagli saper (ch'asconder non gli voglio)ch'io son quel Rodomonte il cui valoremostra per tutto 'l mondo il suo splendore. —
Disse, che chi le avea tolto il destriero,
ancor detto l'avea con molto orgoglio:
— Perché so che 'l cavallo è di Ruggiero,
più volontier per questo te lo toglio.
S'egli di racquistarlo avrà pensiero,
fagli saper (ch'asconder non gli voglio)
ch'io son quel Rodomonte il cui valore
mostra per tutto 'l mondo il suo splendore. —
65
Ascoltando, Ruggier mostra nel volto,di quanto sdegno acceso il cor gli sia,sì perché caro avria Frontino molto,sì perché venìa il dono onde venìasì perché in suo dispregio gli par tolto;vede che biasmo e disonor gli fia,se torlo a Rodomonte non s'affretta,e sopra lui non fa degna vendetta.
Ascoltando, Ruggier mostra nel volto,di quanto sdegno acceso il cor gli sia,sì perché caro avria Frontino molto,sì perché venìa il dono onde venìasì perché in suo dispregio gli par tolto;vede che biasmo e disonor gli fia,se torlo a Rodomonte non s'affretta,e sopra lui non fa degna vendetta.
Ascoltando, Ruggier mostra nel volto,
di quanto sdegno acceso il cor gli sia,
sì perché caro avria Frontino molto,
sì perché venìa il dono onde venìa
sì perché in suo dispregio gli par tolto;
vede che biasmo e disonor gli fia,
se torlo a Rodomonte non s'affretta,
e sopra lui non fa degna vendetta.
66
La donna Ruggier guida, e non soggiorna,che por lo brama col Pagano a fronte;e giunge ove la strada fa dua corna:l'un va giù al piano, e l'altro va su al monte;e questo e quel ne la vallea ritorna,dov'ella avea lasciato Rodomonte.Aspra, ma breve era la via del colle;l'altra più lunga assai, ma piana e molle.
La donna Ruggier guida, e non soggiorna,che por lo brama col Pagano a fronte;e giunge ove la strada fa dua corna:l'un va giù al piano, e l'altro va su al monte;e questo e quel ne la vallea ritorna,dov'ella avea lasciato Rodomonte.Aspra, ma breve era la via del colle;l'altra più lunga assai, ma piana e molle.
La donna Ruggier guida, e non soggiorna,
che por lo brama col Pagano a fronte;
e giunge ove la strada fa dua corna:
l'un va giù al piano, e l'altro va su al monte;
e questo e quel ne la vallea ritorna,
dov'ella avea lasciato Rodomonte.
Aspra, ma breve era la via del colle;
l'altra più lunga assai, ma piana e molle.
67
Il desiderio che conduce Ippalcad'aver Frontino e vendicar l'oltraggio,fa che 'l sentier de la montagna calca,onde molto più corto era il viaggio.Per l'altra intanto il re d'Algier cavalcacol Tartaro e cogli altri che detto aggio;e giù nel pian la via più facil tiene,né con Ruggier ad incontrar si viene.
Il desiderio che conduce Ippalcad'aver Frontino e vendicar l'oltraggio,fa che 'l sentier de la montagna calca,onde molto più corto era il viaggio.Per l'altra intanto il re d'Algier cavalcacol Tartaro e cogli altri che detto aggio;e giù nel pian la via più facil tiene,né con Ruggier ad incontrar si viene.
Il desiderio che conduce Ippalca
d'aver Frontino e vendicar l'oltraggio,
fa che 'l sentier de la montagna calca,
onde molto più corto era il viaggio.
Per l'altra intanto il re d'Algier cavalca
col Tartaro e cogli altri che detto aggio;
e giù nel pian la via più facil tiene,
né con Ruggier ad incontrar si viene.
68
Già son le lor querele differitefin che soccorso ad Agramante sia(questo sapete); ed han d'ogni lor litela cagion, Doralice, in compagnia.Ora il successo de l'istoria udite.Alla fontana è la lor dritta via,ove Aldigier, Marfisa, Ricciardetto,Malagigi e Vivian stanno a diletto.
Già son le lor querele differitefin che soccorso ad Agramante sia(questo sapete); ed han d'ogni lor litela cagion, Doralice, in compagnia.Ora il successo de l'istoria udite.Alla fontana è la lor dritta via,ove Aldigier, Marfisa, Ricciardetto,Malagigi e Vivian stanno a diletto.
Già son le lor querele differite
fin che soccorso ad Agramante sia
(questo sapete); ed han d'ogni lor lite
la cagion, Doralice, in compagnia.
Ora il successo de l'istoria udite.
Alla fontana è la lor dritta via,
ove Aldigier, Marfisa, Ricciardetto,
Malagigi e Vivian stanno a diletto.
69
Marfisa a' prieghi de' compagni aveaveste da donna ed ornamenti presi,di quelli ch'a Lanfusa si credeamandare il traditor de' Maganzesi;e ben che veder raro si soleasenza l'osbergo e gli altri buoni arnesi,pur quel dì se li trasse; e come donna,a' prieghi lor lasciò vedersi in gonna.
Marfisa a' prieghi de' compagni aveaveste da donna ed ornamenti presi,di quelli ch'a Lanfusa si credeamandare il traditor de' Maganzesi;e ben che veder raro si soleasenza l'osbergo e gli altri buoni arnesi,pur quel dì se li trasse; e come donna,a' prieghi lor lasciò vedersi in gonna.
Marfisa a' prieghi de' compagni avea
veste da donna ed ornamenti presi,
di quelli ch'a Lanfusa si credea
mandare il traditor de' Maganzesi;
e ben che veder raro si solea
senza l'osbergo e gli altri buoni arnesi,
pur quel dì se li trasse; e come donna,
a' prieghi lor lasciò vedersi in gonna.
70
Tosto che vede il Tartaro Marfisa,per la credenza c'ha di guadagnarla,in ricompensa e in cambio ugual s'avisadi Doralice, a Rodomonte darla;sì come Amor si regga a questa guisa,che vender la sua donna o permutarlapossa l'amante, né a ragion s'attrista,se quando una ne perde, una n'acquista.
Tosto che vede il Tartaro Marfisa,per la credenza c'ha di guadagnarla,in ricompensa e in cambio ugual s'avisadi Doralice, a Rodomonte darla;sì come Amor si regga a questa guisa,che vender la sua donna o permutarlapossa l'amante, né a ragion s'attrista,se quando una ne perde, una n'acquista.
Tosto che vede il Tartaro Marfisa,
per la credenza c'ha di guadagnarla,
in ricompensa e in cambio ugual s'avisa
di Doralice, a Rodomonte darla;
sì come Amor si regga a questa guisa,
che vender la sua donna o permutarla
possa l'amante, né a ragion s'attrista,
se quando una ne perde, una n'acquista.
71
Per dunque provedergli di donzella,acciò per sé quest'altra si ritegna,Marfisa, che gli par leggiadra e bella,e d'ogni cavallier femina degna,come abbia ad aver questa, come quella,subito cara, a lui donar disegna;e tutti i cavallier che con lei vede,a giostra seco ed a battaglia chiede.
Per dunque provedergli di donzella,acciò per sé quest'altra si ritegna,Marfisa, che gli par leggiadra e bella,e d'ogni cavallier femina degna,come abbia ad aver questa, come quella,subito cara, a lui donar disegna;e tutti i cavallier che con lei vede,a giostra seco ed a battaglia chiede.
Per dunque provedergli di donzella,
acciò per sé quest'altra si ritegna,
Marfisa, che gli par leggiadra e bella,
e d'ogni cavallier femina degna,
come abbia ad aver questa, come quella,
subito cara, a lui donar disegna;
e tutti i cavallier che con lei vede,
a giostra seco ed a battaglia chiede.
72
Malagigi e Vivian, che l'arme aveanocome per guardia e sicurtà del resto,si mossero dal luogo ove sedeano,l'un come l'altro alla battaglia presto,perché giostrar con amenduo credeano;ma l'African che non venìa per questo,non ne fe' segno o movimento alcuno:sì che la giostra restò lor contra uno.
Malagigi e Vivian, che l'arme aveanocome per guardia e sicurtà del resto,si mossero dal luogo ove sedeano,l'un come l'altro alla battaglia presto,perché giostrar con amenduo credeano;ma l'African che non venìa per questo,non ne fe' segno o movimento alcuno:sì che la giostra restò lor contra uno.
Malagigi e Vivian, che l'arme aveano
come per guardia e sicurtà del resto,
si mossero dal luogo ove sedeano,
l'un come l'altro alla battaglia presto,
perché giostrar con amenduo credeano;
ma l'African che non venìa per questo,
non ne fe' segno o movimento alcuno:
sì che la giostra restò lor contra uno.
73
Viviano è il primo, e con gran cor si muove,e nel venire abbassa un'asta grossa:e 'l re pagan da le famose pruoveda l'altra parte vien con maggior possa.Dirizza l'uno e l'altro, e segna dovecrede meglio fermar l'aspra percossa.Viviano indarno a l'elmo il pagan fere;che non lo fa piegar, non che cadere.
Viviano è il primo, e con gran cor si muove,e nel venire abbassa un'asta grossa:e 'l re pagan da le famose pruoveda l'altra parte vien con maggior possa.Dirizza l'uno e l'altro, e segna dovecrede meglio fermar l'aspra percossa.Viviano indarno a l'elmo il pagan fere;che non lo fa piegar, non che cadere.
Viviano è il primo, e con gran cor si muove,
e nel venire abbassa un'asta grossa:
e 'l re pagan da le famose pruove
da l'altra parte vien con maggior possa.
Dirizza l'uno e l'altro, e segna dove
crede meglio fermar l'aspra percossa.
Viviano indarno a l'elmo il pagan fere;
che non lo fa piegar, non che cadere.
74
Il re pagan, ch'avea più l'asta dura,fe' lo scudo a Vivian parer di ghiaccio;e fuor di sella in mezzo alla verdura,all'erbe e ai fiori il fe' cadere in braccio.Vien Malagigi, e ponsi in aventuradi vendicare il suo fratello avaccio;ma poi d'andargli appresso ebbe tal fretta,che gli fe' compagnia più che vendetta.
Il re pagan, ch'avea più l'asta dura,fe' lo scudo a Vivian parer di ghiaccio;e fuor di sella in mezzo alla verdura,all'erbe e ai fiori il fe' cadere in braccio.Vien Malagigi, e ponsi in aventuradi vendicare il suo fratello avaccio;ma poi d'andargli appresso ebbe tal fretta,che gli fe' compagnia più che vendetta.
Il re pagan, ch'avea più l'asta dura,
fe' lo scudo a Vivian parer di ghiaccio;
e fuor di sella in mezzo alla verdura,
all'erbe e ai fiori il fe' cadere in braccio.
Vien Malagigi, e ponsi in aventura
di vendicare il suo fratello avaccio;
ma poi d'andargli appresso ebbe tal fretta,
che gli fe' compagnia più che vendetta.
75
L'altro fratel fu prima del cuginocoll'arme indosso, e sul destrier salito;e disfidato contra il Saracinovenne a scontrarlo a tutta briglia ardito.Risonò il colpo in mezzo a l'elmo finodi quel pagan sotto la vista un dito:volò al ciel l'asta in quattro tronchi rotta;ma non mosse il pagan per quella botta.
L'altro fratel fu prima del cuginocoll'arme indosso, e sul destrier salito;e disfidato contra il Saracinovenne a scontrarlo a tutta briglia ardito.Risonò il colpo in mezzo a l'elmo finodi quel pagan sotto la vista un dito:volò al ciel l'asta in quattro tronchi rotta;ma non mosse il pagan per quella botta.
L'altro fratel fu prima del cugino
coll'arme indosso, e sul destrier salito;
e disfidato contra il Saracino
venne a scontrarlo a tutta briglia ardito.
Risonò il colpo in mezzo a l'elmo fino
di quel pagan sotto la vista un dito:
volò al ciel l'asta in quattro tronchi rotta;
ma non mosse il pagan per quella botta.
76
Il pagan ferì lui dal lato manco;e perché il colpo fu con troppa forza,poco lo scudo, e la corazza mancogli valse, che s'aprir come una scorza.Passò il ferro crudel l'omero bianco:piegò Aldigier ferito a poggia e ad orza;tra fiori ed erbe al fin si vide avolto,rosso su l'arme, e pallido nel volto.
Il pagan ferì lui dal lato manco;e perché il colpo fu con troppa forza,poco lo scudo, e la corazza mancogli valse, che s'aprir come una scorza.Passò il ferro crudel l'omero bianco:piegò Aldigier ferito a poggia e ad orza;tra fiori ed erbe al fin si vide avolto,rosso su l'arme, e pallido nel volto.
Il pagan ferì lui dal lato manco;
e perché il colpo fu con troppa forza,
poco lo scudo, e la corazza manco
gli valse, che s'aprir come una scorza.
Passò il ferro crudel l'omero bianco:
piegò Aldigier ferito a poggia e ad orza;
tra fiori ed erbe al fin si vide avolto,
rosso su l'arme, e pallido nel volto.
77
Con molto ardir vien Ricciardetto appresso;e nel venire arresta sì gran lancia,che mostra ben, come ha mostrato spesso,che degnamente è paladin di Francia:ed al pagan ne facea segno espresso,se fosse stato pari alla bilancia;ma sozzopra n'andò, perché il cavallogli cadde adosso, e non già per suo fallo.
Con molto ardir vien Ricciardetto appresso;e nel venire arresta sì gran lancia,che mostra ben, come ha mostrato spesso,che degnamente è paladin di Francia:ed al pagan ne facea segno espresso,se fosse stato pari alla bilancia;ma sozzopra n'andò, perché il cavallogli cadde adosso, e non già per suo fallo.
Con molto ardir vien Ricciardetto appresso;
e nel venire arresta sì gran lancia,
che mostra ben, come ha mostrato spesso,
che degnamente è paladin di Francia:
ed al pagan ne facea segno espresso,
se fosse stato pari alla bilancia;
ma sozzopra n'andò, perché il cavallo
gli cadde adosso, e non già per suo fallo.
78
Poi ch'altro cavallier non si dimostra,ch'al pagan per giostrar volti la fronte,pensa aver guadagnato de la giostrala donna, e venne a lei presso alla fonte;e disse: — Damigella, sète nostra,s'altri non è per voi ch'in sella monte.Nol potete negar, né farne iscusa;che di ragion di guerra così s'usa. —
Poi ch'altro cavallier non si dimostra,ch'al pagan per giostrar volti la fronte,pensa aver guadagnato de la giostrala donna, e venne a lei presso alla fonte;e disse: — Damigella, sète nostra,s'altri non è per voi ch'in sella monte.Nol potete negar, né farne iscusa;che di ragion di guerra così s'usa. —
Poi ch'altro cavallier non si dimostra,
ch'al pagan per giostrar volti la fronte,
pensa aver guadagnato de la giostra
la donna, e venne a lei presso alla fonte;
e disse: — Damigella, sète nostra,
s'altri non è per voi ch'in sella monte.
Nol potete negar, né farne iscusa;
che di ragion di guerra così s'usa. —
79
Marfisa, alzando con un viso altierola faccia, disse: — Il tuo parer molto erra.Io ti concedo che diresti il vero,ch'io sarei tua per la ragion di guerra,quando mio signor fosse o cavallieroalcun di questi ch'hai gittato in terra.Io sua non son, né d'altri son che mia:dunque me tolga a me chi mi desia.
Marfisa, alzando con un viso altierola faccia, disse: — Il tuo parer molto erra.Io ti concedo che diresti il vero,ch'io sarei tua per la ragion di guerra,quando mio signor fosse o cavallieroalcun di questi ch'hai gittato in terra.Io sua non son, né d'altri son che mia:dunque me tolga a me chi mi desia.
Marfisa, alzando con un viso altiero
la faccia, disse: — Il tuo parer molto erra.
Io ti concedo che diresti il vero,
ch'io sarei tua per la ragion di guerra,
quando mio signor fosse o cavalliero
alcun di questi ch'hai gittato in terra.
Io sua non son, né d'altri son che mia:
dunque me tolga a me chi mi desia.
80
So scudo e lancia adoperare anch'io,e più d'un cavalliero in terra ho posto. —— Datemi l'arme, disse, e il destrier mio, —agli scudier che l'ubbidiron tosto.Trasse la gonna, ed in farsetto uscìo;e le belle fattezze e il ben dispostocorpo mostrò, ch'in ciascuna sua parte,fuor che nel viso, assimigliava a Marte.
So scudo e lancia adoperare anch'io,e più d'un cavalliero in terra ho posto. —— Datemi l'arme, disse, e il destrier mio, —agli scudier che l'ubbidiron tosto.Trasse la gonna, ed in farsetto uscìo;e le belle fattezze e il ben dispostocorpo mostrò, ch'in ciascuna sua parte,fuor che nel viso, assimigliava a Marte.
So scudo e lancia adoperare anch'io,
e più d'un cavalliero in terra ho posto. —
— Datemi l'arme, disse, e il destrier mio, —
agli scudier che l'ubbidiron tosto.
Trasse la gonna, ed in farsetto uscìo;
e le belle fattezze e il ben disposto
corpo mostrò, ch'in ciascuna sua parte,
fuor che nel viso, assimigliava a Marte.
81
Poi che fu armata, la spada si cinsee sul destrier montò d'un leggier salto;e qua e là tre volte e più lo spinse,e quinci e quindi fe' girare in alto;e poi, sfidando il Saracino, strinsela grossa lancia e cominciò l'assalto.Tal nel campo troian Pentesileacontra il tessalo Achille esser dovea.
Poi che fu armata, la spada si cinsee sul destrier montò d'un leggier salto;e qua e là tre volte e più lo spinse,e quinci e quindi fe' girare in alto;e poi, sfidando il Saracino, strinsela grossa lancia e cominciò l'assalto.Tal nel campo troian Pentesileacontra il tessalo Achille esser dovea.
Poi che fu armata, la spada si cinse
e sul destrier montò d'un leggier salto;
e qua e là tre volte e più lo spinse,
e quinci e quindi fe' girare in alto;
e poi, sfidando il Saracino, strinse
la grossa lancia e cominciò l'assalto.
Tal nel campo troian Pentesilea
contra il tessalo Achille esser dovea.
82
Le lance infin al calce si fiaccaroa quel superbo scontro, come vetro;né pero chi le corsero, piegaro,che si notasse, un dito solo a dietro.Marfisa che volea conoscer chiaros'a più stretta battaglia simil metrole serverebbe contra il fier pagano,se gli rivolse con la spada in mano.
Le lance infin al calce si fiaccaroa quel superbo scontro, come vetro;né pero chi le corsero, piegaro,che si notasse, un dito solo a dietro.Marfisa che volea conoscer chiaros'a più stretta battaglia simil metrole serverebbe contra il fier pagano,se gli rivolse con la spada in mano.
Le lance infin al calce si fiaccaro
a quel superbo scontro, come vetro;
né pero chi le corsero, piegaro,
che si notasse, un dito solo a dietro.
Marfisa che volea conoscer chiaro
s'a più stretta battaglia simil metro
le serverebbe contra il fier pagano,
se gli rivolse con la spada in mano.
83
Bestemmiò il cielo e gli elementi il crudopagan, poi che restar la vide in sella:ella, che gli pensò romper lo scudo,non men sdegnosa contra il ciel favella.Già l'uno e l'altro ha in mano il ferro nudoe su le fatal arme si martella:l'arme fatali han parimente intorno,che mai non bisognar più di quel giorno.
Bestemmiò il cielo e gli elementi il crudopagan, poi che restar la vide in sella:ella, che gli pensò romper lo scudo,non men sdegnosa contra il ciel favella.Già l'uno e l'altro ha in mano il ferro nudoe su le fatal arme si martella:l'arme fatali han parimente intorno,che mai non bisognar più di quel giorno.
Bestemmiò il cielo e gli elementi il crudo
pagan, poi che restar la vide in sella:
ella, che gli pensò romper lo scudo,
non men sdegnosa contra il ciel favella.
Già l'uno e l'altro ha in mano il ferro nudo
e su le fatal arme si martella:
l'arme fatali han parimente intorno,
che mai non bisognar più di quel giorno.
84
Sì buona è quella piastra e quella maglia,che spada o lancia non le taglia o fora;sì che potea seguir l'aspra battagliatutto quel giorno e l'altro appresso ancora.Ma Rodomonte in mezzo lor si scaglia,e riprende il rival de la dimora,dicendo: — Se battaglia pur far vuoi,finiàn la cominciata oggi fra noi.
Sì buona è quella piastra e quella maglia,che spada o lancia non le taglia o fora;sì che potea seguir l'aspra battagliatutto quel giorno e l'altro appresso ancora.Ma Rodomonte in mezzo lor si scaglia,e riprende il rival de la dimora,dicendo: — Se battaglia pur far vuoi,finiàn la cominciata oggi fra noi.
Sì buona è quella piastra e quella maglia,
che spada o lancia non le taglia o fora;
sì che potea seguir l'aspra battaglia
tutto quel giorno e l'altro appresso ancora.
Ma Rodomonte in mezzo lor si scaglia,
e riprende il rival de la dimora,
dicendo: — Se battaglia pur far vuoi,
finiàn la cominciata oggi fra noi.
85
Facemmo, come sai, triegua con pattodi dar soccorso alla milizia nostra.Non debbiàn, prima che sia questo fatto,incominciare altra battaglia o giostra. —Indi a Marfisa, riverente in attosi volta, e quel messaggio le dimostra;e le racconta come era venutoa chieder lor per Agramante aiuto.
Facemmo, come sai, triegua con pattodi dar soccorso alla milizia nostra.Non debbiàn, prima che sia questo fatto,incominciare altra battaglia o giostra. —Indi a Marfisa, riverente in attosi volta, e quel messaggio le dimostra;e le racconta come era venutoa chieder lor per Agramante aiuto.
Facemmo, come sai, triegua con patto
di dar soccorso alla milizia nostra.
Non debbiàn, prima che sia questo fatto,
incominciare altra battaglia o giostra. —
Indi a Marfisa, riverente in atto
si volta, e quel messaggio le dimostra;
e le racconta come era venuto
a chieder lor per Agramante aiuto.
86
La priega poi che le piaccia non sololasciar quella battaglia o differire,ma che voglia in aiuto del figliuolodel re Troian con essi lor venire;onde la fama sua con maggior volopotrà far meglio infin al ciel salire,che, per querela di poco momento,dando a tanto disegno impedimento.
La priega poi che le piaccia non sololasciar quella battaglia o differire,ma che voglia in aiuto del figliuolodel re Troian con essi lor venire;onde la fama sua con maggior volopotrà far meglio infin al ciel salire,che, per querela di poco momento,dando a tanto disegno impedimento.
La priega poi che le piaccia non solo
lasciar quella battaglia o differire,
ma che voglia in aiuto del figliuolo
del re Troian con essi lor venire;
onde la fama sua con maggior volo
potrà far meglio infin al ciel salire,
che, per querela di poco momento,
dando a tanto disegno impedimento.
87
Marfisa, che fu sempre disiosadi provar quei di Carlo a spada e a lancia,né l'avea indotta a venire altra cosadi sì lontana regione in Francia,se non per esser certa se famosalor nominanza era per vero o ciancia,tosto d'andar con lor partito prese,che d'Agramante il gran bisogno intese.
Marfisa, che fu sempre disiosadi provar quei di Carlo a spada e a lancia,né l'avea indotta a venire altra cosadi sì lontana regione in Francia,se non per esser certa se famosalor nominanza era per vero o ciancia,tosto d'andar con lor partito prese,che d'Agramante il gran bisogno intese.
Marfisa, che fu sempre disiosa
di provar quei di Carlo a spada e a lancia,
né l'avea indotta a venire altra cosa
di sì lontana regione in Francia,
se non per esser certa se famosa
lor nominanza era per vero o ciancia,
tosto d'andar con lor partito prese,
che d'Agramante il gran bisogno intese.
88
Ruggiero in questo mezzo avea seguitoindarno Ippalca per la via del monte;e trovò, giunto al loco, che partitoper altra via se n'era Rodomonte:e pensando che lungi non era ito,e che 'l sentier tenea dritto alla fonte,trottando in fretta dietro gli venìaper l'orme ch'eran fresche in su la via.
Ruggiero in questo mezzo avea seguitoindarno Ippalca per la via del monte;e trovò, giunto al loco, che partitoper altra via se n'era Rodomonte:e pensando che lungi non era ito,e che 'l sentier tenea dritto alla fonte,trottando in fretta dietro gli venìaper l'orme ch'eran fresche in su la via.
Ruggiero in questo mezzo avea seguito
indarno Ippalca per la via del monte;
e trovò, giunto al loco, che partito
per altra via se n'era Rodomonte:
e pensando che lungi non era ito,
e che 'l sentier tenea dritto alla fonte,
trottando in fretta dietro gli venìa
per l'orme ch'eran fresche in su la via.
89
Volse che Ippalca a Montalban pigliassela via, ch'una giornata era vicino;perché s'alla fontana ritornasse,si torria troppo dal dritto camino.E disse a lei, che già non dubitasseche non s'avesse a ricovrar Frontino:ben le farebbe a Montalbano, o doveella si trovi, udir tosto le nuove.
Volse che Ippalca a Montalban pigliassela via, ch'una giornata era vicino;perché s'alla fontana ritornasse,si torria troppo dal dritto camino.E disse a lei, che già non dubitasseche non s'avesse a ricovrar Frontino:ben le farebbe a Montalbano, o doveella si trovi, udir tosto le nuove.
Volse che Ippalca a Montalban pigliasse
la via, ch'una giornata era vicino;
perché s'alla fontana ritornasse,
si torria troppo dal dritto camino.
E disse a lei, che già non dubitasse
che non s'avesse a ricovrar Frontino:
ben le farebbe a Montalbano, o dove
ella si trovi, udir tosto le nuove.
90
E le diede la lettera che scrissein Agrismonte, e che si portò in seno;e molte cose a bocca anco le disse,e la pregò che l'escusasse a pieno.Ne la memoria Ippalca il tutto fisse,prese licenza e voltò il palafreno;e non cessò la buona messaggera,ch'in Montalban si ritrovò la sera.
E le diede la lettera che scrissein Agrismonte, e che si portò in seno;e molte cose a bocca anco le disse,e la pregò che l'escusasse a pieno.Ne la memoria Ippalca il tutto fisse,prese licenza e voltò il palafreno;e non cessò la buona messaggera,ch'in Montalban si ritrovò la sera.
E le diede la lettera che scrisse
in Agrismonte, e che si portò in seno;
e molte cose a bocca anco le disse,
e la pregò che l'escusasse a pieno.
Ne la memoria Ippalca il tutto fisse,
prese licenza e voltò il palafreno;
e non cessò la buona messaggera,
ch'in Montalban si ritrovò la sera.
91
Seguia Ruggiero in fretta il Saracinoper l'orme ch'apparian ne la via piana,ma non lo giunse prima che vicinocon Mandricardo il vide alla fontana.Già promesso s'avean che per caminol'un non farebbe all'altro cosa strana,né fin ch'al campo si fosse soccorso,a cui Carlo era appresso a porre il morso.
Seguia Ruggiero in fretta il Saracinoper l'orme ch'apparian ne la via piana,ma non lo giunse prima che vicinocon Mandricardo il vide alla fontana.Già promesso s'avean che per caminol'un non farebbe all'altro cosa strana,né fin ch'al campo si fosse soccorso,a cui Carlo era appresso a porre il morso.
Seguia Ruggiero in fretta il Saracino
per l'orme ch'apparian ne la via piana,
ma non lo giunse prima che vicino
con Mandricardo il vide alla fontana.
Già promesso s'avean che per camino
l'un non farebbe all'altro cosa strana,
né fin ch'al campo si fosse soccorso,
a cui Carlo era appresso a porre il morso.
92
Quivi giunto Ruggier, Frontin conobbe,e conobbe per lui chi adosso gli era;e su la lancia fe' le spalle gobbe,e sfidò l'African con voce altiera.Rodomonte quel dì fe' più che Iobbe,poi che domò la sua superbia fiera;e ricusò la pugna ch'avea usanzadi sempre egli cercar con ogni istanza.
Quivi giunto Ruggier, Frontin conobbe,e conobbe per lui chi adosso gli era;e su la lancia fe' le spalle gobbe,e sfidò l'African con voce altiera.Rodomonte quel dì fe' più che Iobbe,poi che domò la sua superbia fiera;e ricusò la pugna ch'avea usanzadi sempre egli cercar con ogni istanza.
Quivi giunto Ruggier, Frontin conobbe,
e conobbe per lui chi adosso gli era;
e su la lancia fe' le spalle gobbe,
e sfidò l'African con voce altiera.
Rodomonte quel dì fe' più che Iobbe,
poi che domò la sua superbia fiera;
e ricusò la pugna ch'avea usanza
di sempre egli cercar con ogni istanza.
93
Il primo giorno e l'ultimo, che pugnamai ricusasse il re d'Algier, fu questo;ma tanto il desiderio che si giugna,in soccorso al suo re gli pare onesto,che se credesse aver Ruggier ne l'ugnapiù che mai lepre il pardo isnello e presto,non se vorria fermar tanto con lui,che fêsse un colpo de la spada o dui.
Il primo giorno e l'ultimo, che pugnamai ricusasse il re d'Algier, fu questo;ma tanto il desiderio che si giugna,in soccorso al suo re gli pare onesto,che se credesse aver Ruggier ne l'ugnapiù che mai lepre il pardo isnello e presto,non se vorria fermar tanto con lui,che fêsse un colpo de la spada o dui.
Il primo giorno e l'ultimo, che pugna
mai ricusasse il re d'Algier, fu questo;
ma tanto il desiderio che si giugna,
in soccorso al suo re gli pare onesto,
che se credesse aver Ruggier ne l'ugna
più che mai lepre il pardo isnello e presto,
non se vorria fermar tanto con lui,
che fêsse un colpo de la spada o dui.
94
Aggiungi che sapea ch'era Ruggieroche seco per Frontin facea battaglia,tanto famoso, ch'altro cavallieronon è ch'a par di lui di gloria saglia,l'uom che bramato ha di saper per veroesperimento quanto in arme vaglia;e pur non vuol seco accettar l'impresa:tanto l'assedio del suo re gli pesa.
Aggiungi che sapea ch'era Ruggieroche seco per Frontin facea battaglia,tanto famoso, ch'altro cavallieronon è ch'a par di lui di gloria saglia,l'uom che bramato ha di saper per veroesperimento quanto in arme vaglia;e pur non vuol seco accettar l'impresa:tanto l'assedio del suo re gli pesa.
Aggiungi che sapea ch'era Ruggiero
che seco per Frontin facea battaglia,
tanto famoso, ch'altro cavalliero
non è ch'a par di lui di gloria saglia,
l'uom che bramato ha di saper per vero
esperimento quanto in arme vaglia;
e pur non vuol seco accettar l'impresa:
tanto l'assedio del suo re gli pesa.
95
Trecento miglia sarebbe ito e mille,se ciò non fosse, a comperar tal lite;ma se l'avesse oggi sfidato Achille,più fatto non avria di quel ch'udite:tanto a quel punto sotto le favillele fiamme avea del suo furor sopite.Narra a Ruggier perché pugna rifiuti;ed anco il priega che l'impresa aiuti:
Trecento miglia sarebbe ito e mille,se ciò non fosse, a comperar tal lite;ma se l'avesse oggi sfidato Achille,più fatto non avria di quel ch'udite:tanto a quel punto sotto le favillele fiamme avea del suo furor sopite.Narra a Ruggier perché pugna rifiuti;ed anco il priega che l'impresa aiuti:
Trecento miglia sarebbe ito e mille,
se ciò non fosse, a comperar tal lite;
ma se l'avesse oggi sfidato Achille,
più fatto non avria di quel ch'udite:
tanto a quel punto sotto le faville
le fiamme avea del suo furor sopite.
Narra a Ruggier perché pugna rifiuti;
ed anco il priega che l'impresa aiuti:
96
che facendol, farà quel che far deveal suo signore un cavallier fedele.Sempre che questo assedio poi si leve,avran ben tempo da finir querele.Ruggier rispose a lui: — Mi sarà lievedifferir questa pugna, fin che de leforze di Carlo si traggia Agramante,pur che mi rendi il mio Frontino inante.
che facendol, farà quel che far deveal suo signore un cavallier fedele.Sempre che questo assedio poi si leve,avran ben tempo da finir querele.Ruggier rispose a lui: — Mi sarà lievedifferir questa pugna, fin che de leforze di Carlo si traggia Agramante,pur che mi rendi il mio Frontino inante.
che facendol, farà quel che far deve
al suo signore un cavallier fedele.
Sempre che questo assedio poi si leve,
avran ben tempo da finir querele.
Ruggier rispose a lui: — Mi sarà lieve
differir questa pugna, fin che de le
forze di Carlo si traggia Agramante,
pur che mi rendi il mio Frontino inante.
97
Se di provarti c'hai fatto gran fallo,e fatto hai cosa indegna ad un uom forte,d'aver tolto a una donna il mio cavallo,vuoi ch'io prolunghi fin che siamo in corte,lascia Frontino, e nel mio arbitrio dàllo.Non pensare altrimente ch'io sopporteche la battaglia qui tra noi non segua,o ch'io ti faccia sol d'un'ora triegua. —
Se di provarti c'hai fatto gran fallo,e fatto hai cosa indegna ad un uom forte,d'aver tolto a una donna il mio cavallo,vuoi ch'io prolunghi fin che siamo in corte,lascia Frontino, e nel mio arbitrio dàllo.Non pensare altrimente ch'io sopporteche la battaglia qui tra noi non segua,o ch'io ti faccia sol d'un'ora triegua. —
Se di provarti c'hai fatto gran fallo,
e fatto hai cosa indegna ad un uom forte,
d'aver tolto a una donna il mio cavallo,
vuoi ch'io prolunghi fin che siamo in corte,
lascia Frontino, e nel mio arbitrio dàllo.
Non pensare altrimente ch'io sopporte
che la battaglia qui tra noi non segua,
o ch'io ti faccia sol d'un'ora triegua. —
98
Mentre Ruggiero all'African domandao Frontino o battaglia allora allora,e quello in lungo e l'uno e l'altro manda,né vuol dare il destrier, né far dimora;Mandricardo ne vien da un'altra banda,e mette in campo un'altra lite ancora,poi che vede Ruggier che per insegnaporta l'augel che sopra gli altri regna.
Mentre Ruggiero all'African domandao Frontino o battaglia allora allora,e quello in lungo e l'uno e l'altro manda,né vuol dare il destrier, né far dimora;Mandricardo ne vien da un'altra banda,e mette in campo un'altra lite ancora,poi che vede Ruggier che per insegnaporta l'augel che sopra gli altri regna.
Mentre Ruggiero all'African domanda
o Frontino o battaglia allora allora,
e quello in lungo e l'uno e l'altro manda,
né vuol dare il destrier, né far dimora;
Mandricardo ne vien da un'altra banda,
e mette in campo un'altra lite ancora,
poi che vede Ruggier che per insegna
porta l'augel che sopra gli altri regna.
99
Nel campo azzur l'aquila bianca avea,che de' Troiani fu l'insegna bella:perché Ruggier l'origine traeadal fortissimo Ettòr, portava quella.Ma questo Mandricardo non sapea;né vuol patire, e grande ingiuria appella,che ne lo scudo un altro debba porrel'aquila bianca del famoso Ettorre.
Nel campo azzur l'aquila bianca avea,che de' Troiani fu l'insegna bella:perché Ruggier l'origine traeadal fortissimo Ettòr, portava quella.Ma questo Mandricardo non sapea;né vuol patire, e grande ingiuria appella,che ne lo scudo un altro debba porrel'aquila bianca del famoso Ettorre.
Nel campo azzur l'aquila bianca avea,
che de' Troiani fu l'insegna bella:
perché Ruggier l'origine traea
dal fortissimo Ettòr, portava quella.
Ma questo Mandricardo non sapea;
né vuol patire, e grande ingiuria appella,
che ne lo scudo un altro debba porre
l'aquila bianca del famoso Ettorre.
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Portava Mandricardo similmentel'augel che rapì in Ida Ganimede.Come l'ebbe quel dì che fu vincenteal castel periglioso, per mercede,credo vi sia con l'altre istorie a mente,e come quella fata gli lo diedecon tutte le bell'arme che Vulcanoavea già date al cavallier troiano.
Portava Mandricardo similmentel'augel che rapì in Ida Ganimede.Come l'ebbe quel dì che fu vincenteal castel periglioso, per mercede,credo vi sia con l'altre istorie a mente,e come quella fata gli lo diedecon tutte le bell'arme che Vulcanoavea già date al cavallier troiano.
Portava Mandricardo similmente
l'augel che rapì in Ida Ganimede.
Come l'ebbe quel dì che fu vincente
al castel periglioso, per mercede,
credo vi sia con l'altre istorie a mente,
e come quella fata gli lo diede
con tutte le bell'arme che Vulcano
avea già date al cavallier troiano.
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