La battaglia durò fin alla sera,né chi avesse anco il meglio era palese;né l'un né l'altro più senza lumierasaputo avria come schivar l'offese.Giunta la notte, all'inclita guerrierafu primo a dir il cavallier cortese:— Che faren, poi che con ugual fortunan'ha sopragiunti la notte importuna?
La battaglia durò fin alla sera,né chi avesse anco il meglio era palese;né l'un né l'altro più senza lumierasaputo avria come schivar l'offese.Giunta la notte, all'inclita guerrierafu primo a dir il cavallier cortese:— Che faren, poi che con ugual fortunan'ha sopragiunti la notte importuna?
La battaglia durò fin alla sera,
né chi avesse anco il meglio era palese;
né l'un né l'altro più senza lumiera
saputo avria come schivar l'offese.
Giunta la notte, all'inclita guerriera
fu primo a dir il cavallier cortese:
— Che faren, poi che con ugual fortuna
n'ha sopragiunti la notte importuna?
102
Meglio mi par che 'l viver tuo prolunghialmeno insino a tanto che s'aggiorni.Io non posso concederti che aggiunghifuor ch'una notte picciola ai tua giorni.E di ciò che non gli abbi aver più lunghi,la colpa sopra me non vuo' che torni:torni pur sopra alla spietata leggedel sesso feminil che 'l loco regge.
Meglio mi par che 'l viver tuo prolunghialmeno insino a tanto che s'aggiorni.Io non posso concederti che aggiunghifuor ch'una notte picciola ai tua giorni.E di ciò che non gli abbi aver più lunghi,la colpa sopra me non vuo' che torni:torni pur sopra alla spietata leggedel sesso feminil che 'l loco regge.
Meglio mi par che 'l viver tuo prolunghi
almeno insino a tanto che s'aggiorni.
Io non posso concederti che aggiunghi
fuor ch'una notte picciola ai tua giorni.
E di ciò che non gli abbi aver più lunghi,
la colpa sopra me non vuo' che torni:
torni pur sopra alla spietata legge
del sesso feminil che 'l loco regge.
103
Se di te duolmi e di quest'altri tuoi,lo sa colui che nulla cosa ha oscura.Con tuoi compagni star meco tu puoi:con altri non avrai stanza sicura;perché la turba, a cu' i mariti suoioggi uccisi hai, già contra te congiura.Ciascun di questi a cui dato hai la morte,era di diece femine consorte.
Se di te duolmi e di quest'altri tuoi,lo sa colui che nulla cosa ha oscura.Con tuoi compagni star meco tu puoi:con altri non avrai stanza sicura;perché la turba, a cu' i mariti suoioggi uccisi hai, già contra te congiura.Ciascun di questi a cui dato hai la morte,era di diece femine consorte.
Se di te duolmi e di quest'altri tuoi,
lo sa colui che nulla cosa ha oscura.
Con tuoi compagni star meco tu puoi:
con altri non avrai stanza sicura;
perché la turba, a cu' i mariti suoi
oggi uccisi hai, già contra te congiura.
Ciascun di questi a cui dato hai la morte,
era di diece femine consorte.
104
Del danno c'han da te ricevut'oggi,disian novanta femine vendetta:sì che se meco ad albergar non poggi,questa notte assalito esser t'aspetta. —Disse Marfisa: — Accetto che m'alloggi,con sicurtà che non sia men perfettain te la fede e la bontà del core,che sia l'ardire e il corporal valore.
Del danno c'han da te ricevut'oggi,disian novanta femine vendetta:sì che se meco ad albergar non poggi,questa notte assalito esser t'aspetta. —Disse Marfisa: — Accetto che m'alloggi,con sicurtà che non sia men perfettain te la fede e la bontà del core,che sia l'ardire e il corporal valore.
Del danno c'han da te ricevut'oggi,
disian novanta femine vendetta:
sì che se meco ad albergar non poggi,
questa notte assalito esser t'aspetta. —
Disse Marfisa: — Accetto che m'alloggi,
con sicurtà che non sia men perfetta
in te la fede e la bontà del core,
che sia l'ardire e il corporal valore.
105
Ma che t'incresca che m'abbi ad uccidere,ben ti può increscere anco del contrario.Fin qui non credo che l'abbi da ridere,perch'io sia men di te duro avversario.O la pugna seguir vogli o dividere,o farla all'uno o all'altro luminario,ad ogni cenno pronta tu m'avrai,e come ed ogni volta che vorrai. —
Ma che t'incresca che m'abbi ad uccidere,ben ti può increscere anco del contrario.Fin qui non credo che l'abbi da ridere,perch'io sia men di te duro avversario.O la pugna seguir vogli o dividere,o farla all'uno o all'altro luminario,ad ogni cenno pronta tu m'avrai,e come ed ogni volta che vorrai. —
Ma che t'incresca che m'abbi ad uccidere,
ben ti può increscere anco del contrario.
Fin qui non credo che l'abbi da ridere,
perch'io sia men di te duro avversario.
O la pugna seguir vogli o dividere,
o farla all'uno o all'altro luminario,
ad ogni cenno pronta tu m'avrai,
e come ed ogni volta che vorrai. —
106
Così fu differita la tenzonefin che di Gange uscisse il nuovo albore,e si restò senza conclusionechi d'essi duo guerrier fosse il migliore.Ad Aquilante venne ed a Grifonee così agli altri il liberal signore,e li pregò che fin al nuovo giornopiacesse lor di far seco soggiorno.
Così fu differita la tenzonefin che di Gange uscisse il nuovo albore,e si restò senza conclusionechi d'essi duo guerrier fosse il migliore.Ad Aquilante venne ed a Grifonee così agli altri il liberal signore,e li pregò che fin al nuovo giornopiacesse lor di far seco soggiorno.
Così fu differita la tenzone
fin che di Gange uscisse il nuovo albore,
e si restò senza conclusione
chi d'essi duo guerrier fosse il migliore.
Ad Aquilante venne ed a Grifone
e così agli altri il liberal signore,
e li pregò che fin al nuovo giorno
piacesse lor di far seco soggiorno.
107
Tenner lo 'nvito senza alcun sospetto:indi, a splendor de bianchi torchi ardenti,tutti saliro ov'era un real tetto,distinto in molti adorni alloggiamenti.Stupefatti al levarsi de l'elmetto,mirandosi, restaro i combattenti;che 'l cavallier, per quanto apparea fuora,non eccedeva i diciotto anni ancora.
Tenner lo 'nvito senza alcun sospetto:indi, a splendor de bianchi torchi ardenti,tutti saliro ov'era un real tetto,distinto in molti adorni alloggiamenti.Stupefatti al levarsi de l'elmetto,mirandosi, restaro i combattenti;che 'l cavallier, per quanto apparea fuora,non eccedeva i diciotto anni ancora.
Tenner lo 'nvito senza alcun sospetto:
indi, a splendor de bianchi torchi ardenti,
tutti saliro ov'era un real tetto,
distinto in molti adorni alloggiamenti.
Stupefatti al levarsi de l'elmetto,
mirandosi, restaro i combattenti;
che 'l cavallier, per quanto apparea fuora,
non eccedeva i diciotto anni ancora.
108
Si maraviglia la donzella, comein arme tanto un giovinetto vaglia;si maraviglia l'altro, ch'alle chiomes'avede con chi avea fatto battaglia:e si domandan l'un con l'altro il nome,e tal debito tosto si ragguaglia.Ma come si nomasse il giovinetto,ne l'altro canto ad ascoltar v'aspetto.
Si maraviglia la donzella, comein arme tanto un giovinetto vaglia;si maraviglia l'altro, ch'alle chiomes'avede con chi avea fatto battaglia:e si domandan l'un con l'altro il nome,e tal debito tosto si ragguaglia.Ma come si nomasse il giovinetto,ne l'altro canto ad ascoltar v'aspetto.
Si maraviglia la donzella, come
in arme tanto un giovinetto vaglia;
si maraviglia l'altro, ch'alle chiome
s'avede con chi avea fatto battaglia:
e si domandan l'un con l'altro il nome,
e tal debito tosto si ragguaglia.
Ma come si nomasse il giovinetto,
ne l'altro canto ad ascoltar v'aspetto.