Chapter 41

Il monaco, ch'a questo avea l'orecchia,e per soccorrer la giovane incauta,che ritratta non sia per la via vecchia,sedea al governo qual pratico nauta,quivi di spiritual cibo apparecchiatosto una mensa sontuosa e lauta.Ma il Saracin, che con mal gusto nacque,non pur la saporò, che gli dispiacque:

Il monaco, ch'a questo avea l'orecchia,e per soccorrer la giovane incauta,che ritratta non sia per la via vecchia,sedea al governo qual pratico nauta,quivi di spiritual cibo apparecchiatosto una mensa sontuosa e lauta.Ma il Saracin, che con mal gusto nacque,non pur la saporò, che gli dispiacque:

Il monaco, ch'a questo avea l'orecchia,

e per soccorrer la giovane incauta,

che ritratta non sia per la via vecchia,

sedea al governo qual pratico nauta,

quivi di spiritual cibo apparecchia

tosto una mensa sontuosa e lauta.

Ma il Saracin, che con mal gusto nacque,

non pur la saporò, che gli dispiacque:

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e poi ch'invano il monaco interroppe,e non poté mai far sì che tacesse,e che di pazienza il freno roppe,le mani adosso con furor gli messe.Ma le parole mie parervi troppepotriano omai, se più se ne dicesse:sì che finirò il canto; e mi fia specchioquel che per troppo dire accade al vecchio.

e poi ch'invano il monaco interroppe,e non poté mai far sì che tacesse,e che di pazienza il freno roppe,le mani adosso con furor gli messe.Ma le parole mie parervi troppepotriano omai, se più se ne dicesse:sì che finirò il canto; e mi fia specchioquel che per troppo dire accade al vecchio.

e poi ch'invano il monaco interroppe,

e non poté mai far sì che tacesse,

e che di pazienza il freno roppe,

le mani adosso con furor gli messe.

Ma le parole mie parervi troppe

potriano omai, se più se ne dicesse:

sì che finirò il canto; e mi fia specchio

quel che per troppo dire accade al vecchio.


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