ATTO SECONDO
Salotto come nell'Atto primo.
All'alzar della tela,Rina, Ida, Amalia, Bice, e una ragazza sarta, sono in faccende e tutte intente a piegar delle stoffe, che mettono nelle grandi scatole portate dalla ragazza sarta. — Altre stoffe, e «modelli di carta», trovansi, alla rinfusa e in disordine, sui mobili. —Rinaè in «toilette» da mattina e da casa:Amaliain vestito severo, come all'atto primo:IdaeBicein «toilettes» d'uscita. —Idaha il cappello in testa:Bice, in vece, avrà messo cappello e mantellina sopra un mobile, per ajutarRinaa lavorare.Rina; Ida; Amalia; Bicee una ragazza da sarta.
All'alzar della tela,Rina, Ida, Amalia, Bice, e una ragazza sarta, sono in faccende e tutte intente a piegar delle stoffe, che mettono nelle grandi scatole portate dalla ragazza sarta. — Altre stoffe, e «modelli di carta», trovansi, alla rinfusa e in disordine, sui mobili. —Rinaè in «toilette» da mattina e da casa:Amaliain vestito severo, come all'atto primo:IdaeBicein «toilettes» d'uscita. —Idaha il cappello in testa:Bice, in vece, avrà messo cappello e mantellina sopra un mobile, per ajutarRinaa lavorare.
Rina; Ida; Amalia; Bicee una ragazza da sarta.
Rina
(a Ida) — Ma potrai finire tutto in quindici giorni?
Ida
Per gli abiti, sta' tranquilla... Saranno pronti anche prima!
Rina
E le sottovesti... e le giubbette... per casa?
Ida
A quelle... te l'ho detto... dovete pensarci voi... Ti ho lasciato il «modello».... Con Bice, che ti ajuta... non hai bisogno d'altri.
Rina
(protestando) — Sì!... Con quello che abbiamo da fare!... Oggi, si va dal Notajo: domani, al Municipio... e, quando si esce, è mezza giornata perduta!
Ida
Domani... al Municipio?
Rina
Sì, per le pubblicazioni.
Ida
È proprio un matrimonio a vapore...
Rina
Che vuoi?!... Silvio ha persuaso il padre a far la domanda ufficiale... (ridendo) E il signor Labani... già che è qui sulle spese... come dice lui... vuole sbrigar tutto alle spicce.
Ida
(con intenzione) — Ed è lui che paga le «toilettes»? (Bice e Amalia sorridono).
Rina
(c. s.) — Lui!?... Neppure un metro di stoffa!... È così avaro!
Ida
(inquieta) — E allora... come fate?
Rina
(ridendo della inquietudine di Ida) — Paga... il babbo!
Ida
(con ispavento) — Il babbo?!... E con quali danari?
Rina
(con leggerezza) — Con quelli che Silvio ha trovato in prestito... (abbassando la voce) e con quelli che miss Stower... presta al babbo!
Ida
(con acredine) — Ah, la famosa Americana che si è fatta fischiare... all'Argentina!
Amalia
(con vivacità) — Ida!... (indicando la camera di Emma) Potrebbe udirti!
Ida
Allora, diciamolo piano.
Amalia
(c. s.) — Non bisogna dirlo... perchè non è vero!
Ida
Oh, quanto a questo... li ho sentiti, io, con le mie orecchie, i fischi!
Bice
(sorridendo e indicando Rina) — Anche noi!
Ida
E m'hanno fatto un gran piacere!
Amalia
(stupita, sdegnata) — Perchè?
Ida
(vivace) — Perchè Alfredo le fa la corte!
Amalia
(protestando) — Che ti metti in testa, ora?
Ida
Oh!, lei è una Santa... e non sospetta mai di nulla!... Ma, io, ho gli occhi aperti... e...(Amalia vorrebbe protestare: — Rina, indicando la ragazza che ascolta, le fa cenno di troncare) Lasciamo andare!... (fa cenno alla ragazza di prendere la scatola: — a Rina) — Vieni sabato per misurare i busti.
Rina
Di mattina?
Ida
Quando vuoi!... (saluta; e, baciando Amalia, continua l'azione, come per dire: «suo figlio vuole l'Americana, ma l'avrà da fare con me!». — Sulla porta, s'incontra con Naldini. — Rina e Bice raccolgono, e piegano, le altre stoffe rimaste sui mobili).
Naldini
(a Ida) — Scappa... perchè giungo io?
Ida
(sorridendo) — No... perchè ho fretta!
Naldini
E perchè, allora, quando vengo da lei, mi scaccia sempre?
Ida
Perchè dà noja alle mie ragazze... e non le lascia lavorare... (via, con la ragazza: — Amalia l'accompagna).
Rina
(a Naldini, con rimprovero) — Bravo!
Bice
(con gelosia). Anche le lavoranti!
Naldini
(lusingato, ma protestando) — Non è vero!... Sono calunnie!
Bice
(c. s.) Oh, è capace di tutto... lei!
Naldini
(c. s., comicamente) — Questo, sì!... (a Rina, che ride). Ma non mi lasciano fare!... (a Amalia,ch'è tornata in iscena: — serio) Il Commendatore è alzato?
Amalia
Non ancora... ma è sveglio.... Ha già ordinato la colazione.
Naldini
(consegnando delle carte) — Gli dia prima queste carte.... È roba che bisogna esaminare a digiuno.... (Amalia prende le carte, ed entra a sinistra dello spettatore).
Naldini
(continuando: — a Rina) — Sono i conti delComitatoper il Terremoto.
Rina
Gli saranno... indigesti!
Naldini
Ho paura di sì!... Ma, lui, con una buona colazione... digerisce anche ilColosseo!
Rina
(ridendo) — È vero!
Naldini
Felice lui!... Che bel carattere!... Io, in vece, quando ho una spina nel cuore... mangio... mangio... ma non posso digerire!
Rina
(ridendo) — Per fortuna, spine... lei... non ne ha mai!
Naldini
(con serietà comica) — Vuol canzonarmi, eh!?... Ne ho una... e acutissima... (indicando Bice) Eccola lì!
Rina
(c. s.) — La sposi... e non pungerà più!
Naldini
Sposare?... Ma subito... appena avrò una posizione... Però, in tanto, si potrebbe essere così felici... egualmente!
Rina
(c. s.) Già!... In tanto, si fa come lestelledell'Aleardi...
Naldini
... che si «guardan sempre e non si toccan mai!»... Sarebbe il supplizio di Tantalo!... No, no!... In tanto, senza sposare... senza corredo... senza ipotecar l'avvenire... si potrebbe esser felici lo stesso!
Bice
(fingendo sdegno) — Rina, fallo tacere!
Naldini
(continuando, con maggior enfasi) — Perchè?... La felicità è nell'unione di due esseri che si amano.... Il matrimonio è soltanto una formalità legale... (indicando Rina) buona per lei, forse... perchè la vedova di Silvio... avrà il quarto vedovile... (a Bice) Ma io, se muojo, cosa vi lascio?... Vi lascio... libera di prenderne un altro... come me!
Bice
(c. s.) — Finitela!
Naldini
(andandole incontro) — Finiamola!... Un bacio... e tutto è fatto! (per baciarla).
Bice
(c. s.) — Siete un dissoluto! (gli sfugge).
Naldini
(con collera comica) — E voi... una creatura immorale!
Rina
(ridendo) — Immorale... lei?!
Naldini
Certo!... Mi condanna a struggermi in peccati di desiderio... e questa è una immoralità scandalosa!
Rina
Ah, bella!
Bice
(non potendo più star seria) — È matto!... (ride, con Rina, maliziosamente).
Silvio
(entrando) — Qui si ride?
Rina
(gaja, andandogli incontro) — Come vuoi che si stia serj dove c'è Naldini? (gli dà la mano).
Silvio
(attirandola a sè, con affetto: — piano) — Come sei bella quando ridi! (le accarezza la testa e la bacia).
Naldini
(che s'è avvicinato a Bice: — piano). Vedete!... (con desiderio) — Eppure, non sono stati ancora dal Sindaco!
Marianna
(dando una carta da visita a Rina) — Questo signore domanda di lei...
Rina
(leggendo: — con sorpresa e piacere) — Oh, Oswaigiaski!
Silvio
(di malumore) — Chi è?
Rina
Quel violinista russo col quale ho sonato aSanta Ceciliadue mesi or sono... (a Bice) Presto, sbrighiamo!... (tolgono dai mobili le stoffe, i «modelli», ecc.)
Silvio
(c. s.) — Che vuole?
Rina
(ridendo) — Ora, lo sapremo!... (a Marianna) Fallo entrare... (Marianna via: — rientra subito, introducendo Oswaigiaski: — esce).
Oswaigiaski
(entrando: — a Rina, con ossequio) — Signorina, sono di ritorno a Roma... e mia prima visita è per lei.
Rina
(gli dà la mano) — Troppo gentile!... (presentando) Silvio Labani... il cavalier Naldini... Bice, che lei già conosce... (saluti, strette di mano: — Rina fa cenno a Oswaigiaski di sedere, e siede anche lei: — Silvio e Naldini restano in piedi).
Oswaigiaski
(dando la mano a Bice) — Signorina... (salutando Silvio e Naldini) Signori...
Rina
(a Oswaigiaski) — Dunque, anche a Napoli e a Palermo... grande successo!
Oswaigiaski
Sì!... Pubblico molto buono... facilmente entusiasta... ma i mieiconcertinon sono andati così bene come a Roma.
Rina
(sorpresa) — Oh, perchè?
Oswaigiaski
Perchè... lei... non sonava con me!
Rina
(ridendo) — Questo è un complimento!
Oswaigiaski
No... verità!
Rina
Non ha trovato buoni accompagnatori?
Oswaigiaski
Sì, eccellenti accompagnatori... ma non artisti che sentano come lei... (con calore) Oh, io ricordo sempre sue interpretazioni!
Rina
(contenta) — Davvero?
Oswaigiaski
Con entusiasmo!... E perciò sono qui.... Mi hanno pregato di dare un «concerto» per povera famiglia.... Questo mi piacerebbe molto; ma ho risposto: «Io sono pronto, se signorina Gaudenzi sonerà con me»... Vuole?
Rina
(imbarazzata) — Lo vorrei... ma non posso.
Oswaigiaski
(sorpreso) — Oh, perchè?
Rina
(c. s.) — Tra pochi giorni... mi marito.
Oswaigiaski
(resta interdetto) — Lei?!
Rina
Sì!
Oswaigiaski
(con dolore comico, che non può nascondere). Oh, male... molto male!
Silvio
(risentito) — Come... male?
Rina
(pronta, indicando Silvio) — Il mio fidanzato...
Oswaigiaski
(correggendosi) — Male... non per lei... (indica Rina) ma per arte!... Per essere veri artisti... non bisogna aver cure di famiglia.
Rina
(sorridendo) — Ma anche lei ha moglie!
Oswaigiaski
Per questo, parlo così!... Mia moglie... giovane... bella... ricca... e mi vuol bene; ma non ama la musica... Il mio strumento le urta i nervi.... Impossibile vivere insieme!... Lei, però, sarà più fortunata.... Questo signore... (indicando Silvio) le permetterà di studiare...
Silvio
Questo, sì!
Oswaigiaski
(continuando)... di dar «concerti» nelle grandi città musicali.
Rina
(ridendo) — Appena sposati, andiamo a stabilirci in campagna... e di arte non si parlerà più!
Oswaigiaski
Oh, male... male!
Silvio
(perdendo la pazienza) — Signor Oswaigiaski!
Oswaigiaski
(alzandosi: — a Silvio) — Oh!, io comprendo suo sentimento... e prego scusarmi... Io non vedo che la mia arte... e questa sola io trovo bella e utile... Perciò, deploro perdita di una vera artista... (s'inchina, e esce).
Silvio
(con ira) — Imbecille!
Rina
(offesa) — Perchè?
Silvio
Vorrebbe si mandasse a monte il nostro matrimonio, perchè tu fossi libera di darconcerticon lui!
Rina
Non chiede tanto... Gli bastava d'avermi per un soloconcerto.
Silvio
(sempre di malumore) — Poverino!... (ironico: — a Naldini e a Bice) Avete sentito?... (rifacendolo) L'arte sola io trovo bella... e utile!... Utile... per lui... che arricchisce, forse!... ma è utile lui... alla società... col suo violino?
Rina
È sempre utile... un grande artista!
Silvio
(c. s.) — Ih!... L'ho sentito!.... non ha altro merito che di sonare della musica nojosa!
Rina
(imbronciata) — Parli così... perchè non capisci nulla!... Accade spesso che, tra due artisti, si stabilisca una corrente di simpatia prodotta da un'eguaglianza di temperamento artistico, che non c'è fra tutti.
Silvio
(ironico) — Già!... specialmente, se uno dei due è... una bella ragazza!
Rina
No!... Una simpatia... di sentimento artistico... ripeto!
Silvio
Sì... sì!... Belle parole... per mascherare una cosa molto volgare!
Rina
(impazientita, quasi con collera) — Oh, come sei materiale!
Silvio
E tu... come mi canzoni bene col tuo spiritualismo!
Rina
(con vivacità) — Io non ti canzono... ma voglio che rispetti i miei ideali... e le mie ispirazioni artistiche.... Oh, credi forse che... quando sarò tua moglie... rinunzierò anche al mio modo di pensare?... Rispondi!... C'è tempo ancora a ritirarsi!
Naldini
(interponendosi) — Ohè, ragazzi!... Fate sul serio?
Rina
(quasi esaltata) — Su, via, rispondi!... Io non cambierò mai.... Se ciò non ti garba, puoi lasciarmi!... Presto, rispondi!
Silvio
(tornando calmo e sorridendo) — Vado a prendere il babbo per andar dal notajo. (per andarsene).
Naldini
Bravo!
Rina
(trionfante, sorridendo) — Così mi piaci!
Silvio
Torno subito... È qui, al caffè, che m'aspetta. (via).
Naldini
(con un sospiro di soddisfazione: — a Rina) — M'avete fatto paura!
Bice
(con rimprovero) — Sei stata aggressiva!
Rina
M'ha dato ai nervi con la sua gelosia!
Bice
Sta bene... Ma devi prenderlo con dolcezza.
Rina
(vivace) — No, no!... Io lo conosco... Umile, sottomessa... non m'amerebbe!... È un uomo senza volontà: bisogna che senta la mia.
Naldini
Lei ha, forse, ragione... Con Silvio, la sommissione potrebbe essere fatale.... Ma badi al padre: con lui, la ribellione può costar cara!... Conquistato il marito, bisogna conquistare il suocero... perchè è lui che ha lacassa.... Ci pensi!
Rina
(dandogli la mano) — È un consiglio d'amico... Lo seguirò... (a Bice) Vado a vestirmi... Ti vedrò più tardi?
Bice
Sì!
Rina
(via, a sinistra. — Bice mette il cappello e la mantellina).
Naldini
(a Bice, insinuante) — E io vi vedrò ancora, oggi?
Bice
Qui... non ci torno!
Naldini
Vediamoci alCostanzi... Ho un palco per questa sera... Volete?
Bice
Perchè no?
Naldini
E... dopo il teatro... ceneremo insieme.
Bice
(con malizia) — A quell'ora, non ho mai appetito!
Naldini
Può darsi che sta sera vi venga!
Bice
(c. s.) — Perchè!
Naldini
Vedrete che ve lo faccio venire!
Bice
(c. s.) — Non credo!
Naldini
In somma, se viene...
Bice
(con grande civetteria) — Se viene lui... non vengo io! (scappa).
Naldini
(solo) — E io dico, in vece, che ci verrai!... Oh, la conosco bene!... È una maniera per dire: «verrò di sicuro»!... Le donne hanno un linguaggio speciale, che bisogna saper tradurre...
Gaudenzi
(entra in iscena con le carte in mano: — le consulta attentamente; poi, scuote il capo, come per dire: «no, no!: non ci siamo!») Buon giorno... (sempre consultando le carte).
Naldini
Buongiorno... E così?!... (indicando le carte).
Gaudenzi
(sempre crollando il capo) — Non va... e non va!
Naldini
Perchè?
Gaudenzi
Tremila lire di spese... sono troppe.
Naldini
Eppure, sono tutte spese che abbiamo fatto!
Gaudenzi
(con intenzione) — Sì, ma... arrotondando!
Naldini
(sorridendo) — Oh, Dio!... Un po' d'imbottitura...
Gaudenzi
(sorridendo, con malizia) — Mi pare che lei ne abbia messa troppa...
Naldini
Ilventipercento!
Gaudenzi
(convinto) — Non è molto!... Ma si sale già atremila.... Troppe, le ripeto, per una sottoscrizione che va così male!... (indicando unacarta) Lo vede?... Finora, se ne sono incassate solocinquemila... nemmeno il doppio di quello che s'è speso!... Chi lo avrebbe detto?
Naldini
(con dolorosa comicità) — Un disastro, che prometteva così bene!
Gaudenzi
Ci hanno ingannati i primi dispacci!
Naldini
(c. s.) — Pareva il finimondo!
Gaudenzi
E, poi, ogni giorno, è risuscitato... un morto!
Naldini
(c. s., con dolore comico) — Di autentici... ce ne sono rimasti quattro soli!
Gaudenzi
E tutte le case che si dicevano crollate....
Naldini
... si sono rimesse in piedi... da loro!
Gaudenzi
Basta!... Ciò che ora preme è di liquidare i conti delComitato.
Naldini
Come?
Gaudenzi
Diminuendo le spese...
Naldini
Sono già fatte!
Gaudenzi
Allora, aumentando l'incasso.... E con che mezzo?... Con qualche recita di beneficenza.... Io parlerò con il Capocomico delValle: lei conosce l'Impresario dell'Argentina: si può fare una buona retata... e... quando l'attivo è buono... nessuno bada più al passivo.
Naldini
Proviamo... ma ho poca fiducia!
Gaudenzi
Bisogna tentare: altrimenti, questo terremoto... ci seppellisce noi!
Naldini
(impensierito) — Ne ho paura!
Marianna
(dalla comune, annunziando) — Il signor Labani...
Gaudenzi
Venga... venga! (presto, a Naldini) Metta via questi conti... (gli dà le carte: — Naldini eseguisce).
Silvio
(entrando, gajo) — Siamo venuti a prendervi...
Gaudenzi
Per andar dal notajo?... È presto!... (guarda l'orologio) Ci aspetta alle undici... e non sono ancora le dieci.
Labani
Glie l'ho detto!... Ma fate pazientare un innamorato, se vi riesce!
Gaudenzi
Anticiperemo.... Non so, però, se Rina sarà pronta... (a Marianna). Va a dirle che faccia presto... perchè Silvio è su' carboni.... (Marianna entra a sinistra: — a Labani). In tanto, si potrebbe metterci d'accordo sui punti essenziali del contratto... per non discutere davanti al notajo.
Labani
Come vi pare...
Gaudenzi
Ho preparato un piccolo schema.
Labani
Bravo!
Gaudenzi
(a Naldini) — Cavaliere, vuol leggerlo?... Cartella «matrimonj»...
Naldini
(prende una carta, che trova sulla scrivania, e legge) — Ecco: il «Contratto nuziale» stabilirebbe: — 1º. «Gli sposi si maritano sotto il regime della comunità assoluta dei beni»...
Labani
Mio figlio... per ora... non possiede nulla!
Gaudenzi
(pronto) — Non importa!... In tanto, diventa padrone di ciò che possiede Rina.... Poi, da qui a cinquanta anni... perchè voi ne vivrete cento, a dir poco!... anche Rina... diventa padrona.
Labani
Non mi par giusto se non avessero figli.
Naldini
(ridendo) — Ne avranno... e molti!
Labani
Seguitiamo pure...
Naldini
(leggendo, c. s.) — 2º. — «Il commend.reGaudenzi assegna in dote alla figlia ventimila lire»....
Labani
Si era detto... trentacinque, o quaranta mila...
Gaudenzi
Con il corredo... e i mobili... che io cederei agli sposi.
Labani
(vivamente) — Di mobili non so che farne... e il corredo è di uso personale: non costituisce dote!... Questa, proprio incontanti, a quanto la fissate?
Gaudenzi
A ventimila...
Labani
È poco!
Gaudenzi
(accomodante) — Mettiamo venticinque!... Di più, oggi, non potrei!... Alla mia morte... poi... (Naldini ride).
Labani
E sia!
Naldini
(leggendo, c. s.) — «... assegna in dote alla figlia venticinquemila, per le quali pagherà l'interesse annuo... delquattro per cento... in due rate»...
Labani
(interrompendo, visibilmente seccato) — L'interesse?!... Non consegnate il capitale?
Gaudenzi
Subito... no!
Labani
Perchè?
Gaudenzi
Perchè non l'ho!... È investito in terreni che bisognerebbe rivendere.
Labani
(sospettoso) — Terreni... al vostro paese?
Gaudenzi
In quello di mia moglie...
Labani
(c. s.) — In provincia di Lecce?... Troppo lontano!... Avrei preferito...
Gaudenzi
Danaro sonante?... (ridendo) Non ne avete bisogno!... Del resto... (con isfacciata sicurezza) potete prendere un'ipoteca.
Silvio
(inquieto) — Oh Dio, delle nuove formalità... per perdere tempo!
Gaudenzi
(interrogando Labani) — Non si ritarderà il matrimonio... per questo!
Labani
(sorridendo della agitazione di Silvio) — No... no!
Gaudenzi
(lieto e trionfante) — E ciò è l'essenziale... (correggendosi e indicando Silvio) per lui!
Naldini
(con intenzione) — Per lui!... Si capisce!
Silvio
(guardando verso la porta di sinistra) — Ecco Rina!
Rina
(in «toilette» da visita, accorre, terminando di vestirsi, ajutata da Amalia) — Io sono pronta!
Amalia
Non ancora!... Aspetta!... (finisce di aggiustarla).
Rina
Fa presto!... (saluta: — Silvio è attorno a Rina, raggiante di felicità: — Gaudenzi e Labani sorridono della sollecitudine amorosa dei fidanzati).
Gaudenzi
(a Amalia) — E miss Stower che fa?... Sempre così avvilita?
Amalia
(c. s.) — Sempre!
Gaudenzi
Ma non dovrebbe avvilirsi così!... Anch'io sono stato artista... e... non lo dico per vantarmi... ho avuto anch'io i miei trionfi... e le mieseratacce!... E quanti ne ho visti a far fiasco!... Al momento, sicuro, restavo... un po'... si capisce!... Ma, poi, quando si ha della stoffa... si torna a galla!... M'addolora proprio di vedere miss Stower smarrirsi così!... E... sevogliamo... un verofiasco... non è stato!... Solo qualche abbonato voltò la cosa in burletta.... E, poi, quei maledetti giornali: quello Storari specialmente!
Naldini
Oh, quello è stato proprio... feroce!
Gaudenzi
Però, se miss Stower volesse... ritentare...
Silvio
(impaziente) — Ma non vuole... e il notajo aspetta!
Gaudenzi
(a Silvio) — Hai ragione!... (a Amalia) Dammi il cappello e il bastone... (Amalia va a prenderlo).
Marianna
(dalla comune, con una lettera: — a Labani) — Una lettera urgente... per lei.
Labani
(prendendo la lettera) — Permettete?
Gaudenzi
Fate pure... (a Amalia) Il bastone?... (Labani legge e tradisce un'impressione ricevuta: — Silvio, che lo osserva, si avvicina a lui, inquieto: — Rina non bada e parla con Naldini).
Amalia
(consegnando a Gaudenzi il cappello) — Non lo trovo!... (a Marianna) Cercalo!... (Marianna va a cercar il bastone; e, poi, lo consegna a Gaudenzi: — Rina, parlando con Naldini, volge le spalle a Labani).
Silvio
(piano: — a Labani) — Chi è?
Labani
(piano, dandogli la lettera) — L'avvocato Roberti...
Silvio
(piano, leggendo) — «Prima di andare dal notajo, passate da me»... (parlando) Che vuol dir ciò?
Labani
(c. s.) — Vuol dire che ho chiesto informazioni... e, ora, le avrò.
Silvio
(c. s., turbato) — Su Gaudenzi?
Labani
(c. s.) — Sì!... (vedendosi osservato da Gaudenzi) Silenzio! (va verso Gaudenzi).
Gaudenzi
(con sospetto) — Una cattiva notizia?
Silvio
(pronto) — No, no!
Labani
(con intenzione) — Lo spero!... (con naturalezza) Un amico vuol vedermi per cosa urgente.
Silvio
(c. s.) — Andrai dopo firmato il contratto.
Labani
(sottolineando le parole) — No!... Devo andare... prima.
Gaudenzi
E il notajo che aspetta!
Labani
(guarda l'orologio) — Alle undici manca un quarto!... Vi raggiungo tra pochi minuti... (per andar via).
Silvio
(movimento per seguirlo) — Vengo con te...
Labani
(con fermezza) — No!... Io prenderò una vettura, e sarò dal notajo prima di voi... (via).
Gaudenzi
(a Silvio, sospettoso) — Che è accaduto?
Silvio
Niente!... L'avvocato Roberti gli ha scritto che passi da lui.
Rina
(ridendo) — E per questo... sei turbato?
Silvio
Temo sempre qualche intoppo...
Gaudenzi
(c. s.) — Quale intoppo?
Silvio
Che so io!... Il babbo è così strano, che se gli dessero la notizia di un fienile bruciato... sarebbe capace di ritardare il nostro matrimonio.
Rina
(ridendo) — Ebbene, aspetteremo!... (con leggerezza) Ti spiace la vita di fidanzati?... Io, la trovo piacevolissima.... È una festa continua!... Corse per i negozj... lavoro con sarte e modiste... complimenti di amiche invidiose.... Una delizia!... Quando saremo maritati, non ci divertiremo tanto!
Gaudenzi
(sorridendo) — Pazzarella!... (piano, a Naldini) Lei, in tanto, vada dal principe di Castelvetero a portargli i conti... meno la nota delle spese... (per andarsene).
Naldini
L'ha già chiesta tante volte!
Gaudenzi
Dica che non ha avuto il tempo di prepararla.... Gli parli della rappresentazione alValle... e all'Argentina.... (Rina e Silvio, via) come di cosa già stabilita.... Guadagni tempo... (con sollecitudine) e, sopra tutto, che, per ora, non riunisca ilComitato.... (sulla porta). Il Presidente deve fare da sè.... Glie lo metta in testa... lo gonfi un poco... (via).
Naldini
(raccogliendo le carte da portar via) — Se soffio ancora... mi scoppia!
Amalia
(ritornando dall'aver accompagnata Rina: — sulla porta) — Sempre molto lavoro, eh!, signor Naldini?
Naldini
Sì, non c'è male!
Amalia
Gaudenzi le dà poco ajuto.... In questi giorni, ha via la testa per il matrimonio di Rina.
Naldini
Oh, lui ha la testa a tutto!
Amalia
E lei... quando sposa?
Naldini
(protestando) — Io!?... Non ho mai avuto di queste idee!
Amalia
(impressionata) — E Bice?
Naldini
(seccato) — Bice.... Bice!... Io le ho parlato da galantuomo: sposare mai!... Se vuole sposarmi... come posso dire... a conto corrente... senza investimenti vitalizj... sono qua!... Ma...senza impiego... come posso caricarmi di una famiglia... e legare la mia miseria a quella di un'altra creatura!
Amalia
(sorpresa) — Sicchè?
Naldini
(per andarsene) — Sicchè... (a Alfredo, che entra e che incontra sull'uscio) Buon giorno!... Ho cento corse da fare.... È giornata campale! (via, correndo).
Alfredo
(entra dalla comune: — cappello in testa, soprabito, ecc.).
Amalia
(lieta di veder il figlio: — poi, con dispiacere) — Ah, sei tu!
Alfredo
Sono già andati per il contratto?
Amalia
Sì!
Alfredo
Sei contenta?
Amalia
Puoi immaginarlo!
Alfredo
(con invidia) — Eh!... Un giorno, sarà ricca, lei!
Amalia
E felice... perchè Silvio l'ama davvero... e suo padre... sarà, come dite, un orso... ma è un orso di cuore.
Alfredo
Tutti contenti, dunque, qui... menomissEmma, che piange... il suofiasco, eh?!
Amalia
Già... meno lei, poveretta!
Alfredo
È sempre in casa?
Amalia
Sempre!
Alfredo
Oggi, potrò vederla...
Amalia
Meno di ieri.
Alfredo
Eppure, devo parlarle!... (toglie di tasca una carta) Portale questa carta... (glie la dà) È un talismano per ridarle il buon umore.
Amalia
(con sollecitudine) — Allora, la porto subito! (via, a sinistra: — Alfredo, rimasto solo, si dà un'aria da trionfatore: — si accomoda la cravatta, ecc. — Con l'azione, manifesta la soddisfazione, l'orgoglio, la gioja della sorpresa che avrà Emma leggendo il «processo verbale» delduello: — azione mimica, semplice, che dovrà durare un minuto).
Emma
(entra in iscena a sinistra, con passo affrettato, tenendo in mano la carta datale da Amalia. — È pallida, sofferente; ma fredda. — Anche quando manifesterà gratitudine, si conterrà freddamente. — Veste con semplicità: nessun giojello: — contrasto spiccato in tutto con l'atto primo) — Voi vi siete battuto?!
Alfredo
(indicando il «verbale» che Emma ha in mano) — Lo vedete!
Emma
Per me!
Alfredo
Storari vi ha insultata.... Meritava una lezione... l'ha avuta!
Emma
Avete esposto la vita... per me!
Alfredo
(con istudiata semplicità) — Ho fatto il mio dovere!
Emma
Oh, no!... Il vostro... è un tratto nobile... cavalleresco.... Grazie!... (gli dà la mano) Ma non posso approvare quel che avete fatto.
Alfredo
(colpito dalla freddezza di Emma, che contrasta con le parole) — Perchè?
Emma
(fredda) — Perchè non mi piace che voi abbiate preso così pubblicamente la mia difesa... Questo poteva farlo solo un parente....
Alfredo
.... o un amico!
Emma
(sottolineando) — Un amico... mai!
Alfredo
(colpito, con disappunto) — Oh!
Emma
(con maggior cortesia) — Non di meno, vi sono grata di questa prova di amicizia.
Alfredo
(sconcertato) — Grata... ma non contenta!
Emma
(con grande sincerità) — No!... Era meglio non intervenire in nessun modo... (con interesse) È ferito gravemente?
Alfredo
Ne avrà per un mese.
Emma
(sempre sincera) — Povero Storari!
Alfredo
(sempre più sorpreso e sconcertato) — Lo compiangete!
Emma
Certo!
Alfredo
Dopo tutto quello che ha scritto di voi?
Emma
È stato scortese... ma ha detto la verità.
Alfredo
(protestando) — No!
Emma
(sorridendo con amarezza) — Oh, gli abbonati che zittivano... e laclaquepagata, che applaudiva... è verissimo!... Ma, vi prego, non parliamo più del miodebutto!... Ha fatto già troppo rumore... e, ora, sarà peggio.
Alfredo
(credendo di capire) — E perciò... siete così triste?
Emma
Oh, no!... Oramai, ho deciso... Non canterò più... e... fra un mese... gli abbonati... laclaque... Storari... tutto sarà dimenticato!
Alfredo
(arrischiandosi) — Tutto?
Emma
(vivamente) — No!... (quasi commossa) Ricorderò sempre che in Italia un gentiluomo s'è battuto per me... (indicando il cuore) Questo è scritto qui... e non si cancella!
Alfredo
(rassicurato, riprendendo la sua fatuità di conquistatore) — E m'amerete un po' di più?... (le prende la mano).
Emma
(ritirando la mano con vivacità: — fredda, repulsiva) — Vi prego!... Ve l'ho già detto altre volte... Io non posso permettere che mi parli così... un uomo che ha moglie.
Alfredo
Emma!... Tutti possiamo commettere un errore.... Ma un errore... non è una colpa!... Il mio... fu quello di sposare una donna volgare... dalla quale ho dovuto separarmi... perchè mi rendeva la vita insopportabile.
Emma
Voi siete ingiusto con vostra moglie.
Alfredo
No!... Ida è buona... ma le nostre aspirazioni... la nostra educazione... i nostri caratteri... erano troppo diversi... E io lo sento: non ho mai amato che voi!
Emma
(offesa) — E quale speranza avete fondato su questo vostro amore?... Vi siete, forse, illusoal punto di credere che io potessi divenire la vostra... amante?
Alfredo
La mia amante, no!.... Ma mia moglie.
Emma
(con forza e con una specie di sorpresa) — Vostra moglie?... Le vostre leggi non ammettono il divorzio.
Alfredo
Non lo ammettono, no... finchè siamo cittadini italiani... Ma, in due anni, si può diventare cittadini svizzeri: in uno solo, vostri concittadini: in sei mesi, cittadini di Baden...
Emma
E voi rinneghereste la vostra patria... per...?
Alfredo
Non vi ho detto che vi amo? (le prende le due mani e gliele bacia, senza che Emma, commossa, le ritiri) — Oh, grazie, grazie!... Vedete:io avevo bisogno di coraggio... e voi me lo avete dato... sì... sì... perchè capisco che anche voi mi amate...
Emma
(con un filo di voce: — grande commozione) — Sì!... (poi, a un tratto, con uno sforzo sciogliendosi da Alfredo) — Ma no... no!... Lasciatemi!... È inutile!
Alfredo
Inutile... perchè?
Emma
(lottando, ecc.; ma, poi, risoluta) — Perchè... perchè noi non dobbiamo rivederci mai più! (per andarsene).
Alfredo
(sorpreso, esitando per timore d'irritarla) — Volete lasciarmi... così?
Emma
(c. s.) — Sì!... Addio! (con isforzo, gli stende la mano).
Alfredo
(c. s.) — Addio?
Emma
(c. s.) — E per sempre!
Alfredo