SCENA QUATTORDICESIMA.AmaliaeAlfredo.

(c. s.) — Emma!

Emma

(c. s.) — Domani, lascio Roma... e, tra pochi giorni, l'Italia.

Alfredo

(con movimento di protesta) — Oh!

Emma

(con grande amarezza e commozione) — Il mio romanzo d'arte... di gloria... d'amore... finisce così!... Non tentate di prolungarlo... e lasciamoci da buoni amici... Di voi ricorderò sempre il difensore coraggioso... l'amico!... Di me, ricordate che Emma Stower aveva un cuore d'artista... ed era una donna onesta! (via).

Alfredo

(riprendendo la sua fatuità da conquistatore) — Una donna onesta, sì... ma una donna che mi ama!... (chiamando verso la porta del fondo). Mamma, ti saluto.... Vado via... (per andarsene: — si ferma, vedendo Amalia entrar in iscena).

Amalia

Ebbene?

Alfredo

Tra pochi giorni riprenderà il suo buon umore.

Amalia

(sorpresa) — E canterà ancora?

Alfredo

(sorridendo) — Non credo!... Le è costato troppo ildebutto... perchè abbia voglia di ricominciare. (per andarsene).

Amalia

E resta qui?

Alfredo

No!... Parte domani.

Amalia

(sorpresa) — Domani?

Alfredo

Sì!... Affari urgenti la obbligano a mettersi in viaggio.

Amalia

(c. s., dolente) — Aveva promesso di assistere al matrimonio di Rina.

Alfredo

Prima deldebutto.... Ora, non sarebbe delicato ricordarglielo.

Amalia

È vero!... (rassegnata) — Ma mi rincresce molto... M'ero affezionata a lei.

Alfredo

Lo capisco... ma è bene mandarla via... e presto!... Ha bisogno di distrazioni.... Qui, tu... il babbo.... Rina... senza volerlo... rinnovate ogni momento il ricordo doloroso.

Amalia

Hai ragione!... (con orgoglio di madre) Hai sempre ragione, tu!

Alfredo

(bacia Amalia ed esce: — fuori di scena, s'incontra con Labani) — Passi... passi!... C'è la mamma.

Amalia

(andando incontro a Labani, sorpresa) — Non è andato dal Notajo!

Labani

(agitatissimo) — No!... Ho fatto tardi... e l'ho mandato ad avvertire che... per impegni imprevisti... pregavo di rimandar la pratica.

Amalia

(con viva sollecitudine) — Qualche cattiva notizia?

Labani

Una brutta sorpresa... che mi ha preparato Silvio!

Amalia

(incredula) — Lui!... Povero ragazzo!... Che cosa ha fatto?

Labani

Dei debiti!

Amalia

(rassicurata) — Ah!... (sorridendo) Roba da giovanotti!

Labani

(diffidente) — Lei... lo sapeva?

Amalia

(sincera) — No!... Ma immagino che si tratterà di qualche spesuccia... forse, per la fidanzata.

Labani

(solenne) — Seimila lire!

Amalia

(sinceramente sorpresa) — Seimila lire?

Labani

Incambiali... rilasciate a strozzini... che non gli avranno dato nè pur la metà!

Amalia

(con vero dispiacere) — Oh, male... male!... Non credevo che Silvio...

Labani

(con ira repressa) — Silvio... è un ragazzo senza testa!... Ma c'è di peggio!... Sa chi lo ha presentato agli usuraj?

Amalia

(esitante) — Naldini?

Labani

Suo marito!

Amalia

(sorpresa) — Gaudenzi?

Labani

(sospettoso) — Lei non lo sapeva?

Amalia

È la prima volta che sento....

Labani

Le sembra un'azione da amico!

Amalia

(cercando di scusarlo) — Silvio gli avrà fatto premura...

Labani

Poteva dargliele lui...

Amalia

Capirà: 6.000 lire!

Labani

Ma che 6.000!... Tre... forse, 2.000... perchè gli strozzini... si sa!

Amalia

(confusa) — Ma anche 2.000...

Labani

E, allora, doveva avvertirmene...

Amalia

(c. s.) — Non avrà voluto darle un dispiacere.

Labani

Ah, per evitare un dispiacere a me, suo marito ha messo Silvio sopra questa bella strada!

Amalia

(protestando) — Lei esagera!... Gaudenzi non può...

Labani

(interrompendola) — Oh, signora Amalia... non cerchi di difenderlo!

Amalia

(addolorata, con mite risentimento) — Signor Labani... lei dice delle cose...

Labani

(quasi pentito d'averla offesa) — Non contro di lei... (sincero) Lei non è che una madre di famiglia... buona... ingenua... troppo, forse... ma incapace di certi intrighi...

Amalia

(inquieta, non comprendendo) — Che vuol dire?

Labani

(serio: — mutando tono: — con confidenza) — Lei... quando ha sposato... non aveva dote?

Amalia

(ingenua) — Sì!

Labani

(sorpreso) — In terre?

Amalia

.... assicurate sopra un podere di mio padre.

Labani

Per quanto?

Amalia

Per cento scudi di rendita...

Labani

... che è sfumata col capitale?

Amalia

(con un sospiro) — Da molti anni!

Labani

E suo marito... poderi e rendite... ne ha mai avuti?

Amalia

(sincera) — No, certo!... Povero Gaudenzi!... Oh, s'egli avesse potuto rimediare alla leggerezza di Silvio... lo avrebbe fatto!

Labani

(con intenzione) — Ora, lo credo anch'io.

Amalia

Eccoli!... Ritornano... (va incontro al marito come per avvertirlo di ciò che sa Labani: — poi, resta interdetta, esitante; e si ritira in disparte, inquieta. — Labani prende un contegno freddo, compassato).

Silvio

(inquieto, andando vivamente verso Labani) — Perchè rimandare il contratto?... Ti si sarebbe aspettato fin quando fossi stato libero.

Labani

(asciutto) — Era inutile!

Silvio

Inutile?... Che vuol dir ciò?

Labani

(con collera repressa) — Vuol dire che, quando si firmano cambiali di seimila lire... non si prende moglie!... (movimento d'inquietudine di Gaudenzi, di Silvio e di Rina, ecc.).

Silvio

(interdetto) — Tu sai!?

Labani

(c. s.) — Tutto!... E ti ringrazio della bella sorpresa... Il principio è buono!

Silvio

Non è il principio della vita nuova; ma la liquidazione della passata... (cercando scusarsi) L'ultima sciocchezza... che si può rimediare... anticipando il pagamento.

Labani

(ironico) — Lo credo!... Ma chi pagherà?... Io, no!... Mi costano fin troppo le tue sciocchezze...e non ho danaro da gettar via per i tuoi capricci... e per quelli degli altri!... (con intenzione ironica) — Tranne che tu non voglia pagare con la dote della moglie!

Gaudenzi

(intervenendo, per istornar la tempesta) — In questo... o in altro modo... la cosa si può aggiustare.

Silvio

Pagando!

Labani

In che modo?

Gaudenzi

(c. s.) — Il modo... ripeto... lo troveremo... Non c'è premura.

Labani

Non sono di questo parere, io!... E ritiro il consenso.

Silvio

(con dolore, protestando) — Perchè ho fatto dei debiti?

Labani

(calmo) — Anche!

Rina

(intervenendo) — Anche?... C'è, dunque, dell'altro?

Labani

(c. s.) — Può darsi...

Rina

(con risentimento vivace) — Qualche calunnia contro di me?

Labani

No, no!

Gaudenzi

(inquieto) — E... allora?

Labani

Allora... allora... io non metto la mia firma sotto documenti che affermano cose... non vere! (stupore generale: — agitazione crescente diRina e di Silvio: — Silvio vorrebbe impedire la disputa).

Gaudenzi

(turbato; ma con risentimento vivace) — Come sarebbe a dire?

Labani

Che voi... nel contratto nuziale... promettete una dote... che non potete dare!

Gaudenzi

(c. s., ma fingendo una grande sicurezza) — Ho promesso mille lire all'anno... e le darò!

Labani

(ironico) — Le promesse... non bastano!

Gaudenzi

(imbarazzato) — Sarete garantito...

Labani

(pronto) — Da beni... che non esistono!

Gaudenzi

Come?!

Labani

(perdendo la calma) — Come... come!?... Voi non possedete nulla... e non potete assicurare nessuna dote a vostra figlia!

(a questo punto, Emma, che ha udito le voci d'alterco, s'affaccia alla porta di sinistra, inquieta, interrogando Amalia con lo sguardo. — Amalia s'avvicina a lei e le fa comprendere il dolore che prova per la disputa: — Emma la conforta: — le due donne restano nel fondo della scena, a sinistra, sino quasi alla fine dell'atto. — Amalia è in preda a una viva agitazione. — Emma, confortandola, l'abbraccia. — I personaggi che parlano, si animano sempre più: — scena rapida, calda).

[Emma — AmaliaLabani.Rina — SilvioGaudenzi].

[Emma — AmaliaLabani.Rina — SilvioGaudenzi].

[Emma — Amalia

Labani.Rina — Silvio

Gaudenzi].

Gaudenzi

(con calore, rispondendo a Labani) — Ma guadagno 10.000 lire all'anno!... Informatevene all'Ufficio municipale delle tasse!... Anche senzacalcolare i terreni, posso dunque impegnarmi...

Labani

(interrompendolo) — A nulla!... (per andarsene) I contratti... a me piace di farli sul positivo: non sopra semplici promesse.

Gaudenzi

(con maggior calore) — E avrete dei fatti... non delle promesse!

Rina

(intervenendo: — agitatissima) — Babbo, non rispondere più!... Te ne prego.

Gaudenzi

(con collera) — Devo pur dire al signor Labani...

Rina

(indicando Labani) — Egli... ha ragione!... Avete promesso la dote... la dote manca... cessa ogni obbligo... (a Silvio) E tu... sei libero!

Silvio

(con calore, protestando) — No, perchè noi ci amiamo!

Rina

(con grande amarezza e con vivo sarcasmo) — Oh, l'amore... era già compreso nell'affare!... Non possiamo amarci di più... per saldare la differenza di 25.000 lire... e io divento una nuora impossibile... perchè sono troppo povera... (a Labani) Non è vero?

Labani

(con iscoppio d'ira) — No, no!... Io non fuggo davanti alla vostra povertà... ma davanti alla menzogna di vostro padre!... Avrei anche accettata per nuora la figlia di un operajo laborioso e onesto... (con forza, nell'andarsene) Non accetterò mai... la figlia di un Gaudenzi! (via).

[Amalia, Gaudenzi, Rina (insieme).]

Amalia

(con sorpresa dolorosa) — Oh!

Gaudenzi

(con ira) — ... di un...?

Rina

(trattenendo Gaudenzi) — Lascialo andare!

Silvio

(con calore, a Rina) — Ma noi ci sposeremo lo stesso!

Gaudenzi

Bravo!

Rina

(agitata, dominando l'ira e il dolore) — È impossibile!... (a Silvio) Ciò che è accaduto ora... ci separa per sempre!

Silvio

(c. s.) — Perchè?... Quando avrò 25 anni, sarò padrone di fare quello che voglio... Dovrà ben passarmi... almeno gli alimenti!

Rina

Mai... mai... accetterò un soldo da lui!

Silvio

Ebbene, lavorerò...

Rina

Tu!?... Ma se non sai far nulla!

Silvio

Hai paura?... Di fame non si muore!

Rina

No!... Non ho paura... della fame, ma dei pentimenti... dell'odio che, oramai, è seminato fra le nostre due famiglie... e che il nostro matrimonio non farebbe che aumentare... Ci sono delle parole che restano scolpite sempre nel cuore... «La figlia di un Gaudenzi»!... (andando verso il padre e abbracciandolo) Ebbene, me ne vanto!... (a Silvio) Va... va!... Siate felici... co' vostri danari!... Del resto, tuo padre è logico... Vuole la continuazione della sua famiglia com'è stata fin qui... e respinge l'elementoche non può assimilarsi con essa... Tu, in vece, non obbedisci che alla passione del momento... e, pazzamente, vorresti preparare la tua... e la mia infelicità!... Ebbene, ciò non sarà!... E poichè il disinganno è venuto prima... ringrazia Dio... e rassegnati... come sono rassegnata, io! (sinceramente commossa).

Silvio

(con calore) — Rassegnata?... No, no... perchè piangi!

Rina

(con iscoppio di commozione) — Sì... piango di rabbia... perchè sento tutta la vergogna e l'amarezza della umiliazione subita!

Silvio

(disperato) — No!... Ciò non può essere!

Rina

(risoluta) — Deve.... essere!... Addio... e per sempre! (per andarsene: — poi, improvvisamente, si ferma; e, togliendosi orecchini, anelli, ecc.) Ah, prendi!... (li mette sulla tavola) Non voglio che tuo padre possa dire: «la figlia di un Gaudenzi... ti ha restituito la parola... ma non i giojelli!» (via, febbricitante).

Emma

(con ammirazione) — Brava!

Gaudenzi

È pazza!... Perde la sua fortuna!

Emma

(pronta) — Ma salva la sua dignità!... (con entusiasmo) E questo è bello!

Gaudenzi

(di malumore) — Sì... nel mondo della luna!

(Amalia continua a mostrarsi addolorata: — Silvio, disperato, ascolta Gaudenzi, che lo conforta, facendogli capire che Rina muterà idea).

CALA LA TELA


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