CAPITOLO NONO.

CAPITOLO NONO.

Toccami lo scoffone un tal cichino:Catragimoro non ti venga mai;E non star per ischeggia, piccenino.

Toccami lo scoffone un tal cichino:Catragimoro non ti venga mai;E non star per ischeggia, piccenino.

Toccami lo scoffone un tal cichino:

Catragimoro non ti venga mai;

E non star per ischeggia, piccenino.

Scoffone:voce Lombarda che valcalzerone, usata qui furbescamente per cosa men che onesta a spiegarsi. Rid.Un tal cichino:un tantinetto.Catragimoro:capogirlo. Falla da uomo, e non ti mostrare uno sventato babilano privo di senso.Non star ec.risentiti; fa vedere che son fatti tuoi, e che non sei un pezzo di legno.Scheggia:è un ritaglio di legno atto unicamente a riempiere un vuoto; perciòstar per ischeggiasarà lo stesso che star per ripieno, per un di più. Rid.

Scoffone:voce Lombarda che valcalzerone, usata qui furbescamente per cosa men che onesta a spiegarsi. Rid.Un tal cichino:un tantinetto.

Catragimoro:capogirlo. Falla da uomo, e non ti mostrare uno sventato babilano privo di senso.

Non star ec.risentiti; fa vedere che son fatti tuoi, e che non sei un pezzo di legno.Scheggia:è un ritaglio di legno atto unicamente a riempiere un vuoto; perciòstar per ischeggiasarà lo stesso che star per ripieno, per un di più. Rid.

Una correggia allor forte tirai:Un nuovo trespol disse allor ch'i' era:in quell'i' l'ebbi aperto i crini affai.

Una correggia allor forte tirai:Un nuovo trespol disse allor ch'i' era:in quell'i' l'ebbi aperto i crini affai.

Una correggia allor forte tirai:

Un nuovo trespol disse allor ch'i' era:

in quell'i' l'ebbi aperto i crini affai.

Trespol:treppiè. Venni com'incumbente a parer un trespolo, che posa su tre punti; oppure sembrai tale al dimenarmi, dicendosi che stasu' trespoliuna cosa che tentenna.L'ebbi aperto:giacchè tanto bramosa bussava alla mia porta, io glel'apersi; feci a suo genio: ein quello, e nell'atto stessoaffai, l'accaffai, l'acchiappai pe' capelli. Rid. Ma forseaffaiè accorciativo d'affaitati, ornati in foggia meretricia. Le aprii, le scompigliai il ben colto crine.

Trespol:treppiè. Venni com'incumbente a parer un trespolo, che posa su tre punti; oppure sembrai tale al dimenarmi, dicendosi che stasu' trespoliuna cosa che tentenna.

L'ebbi aperto:giacchè tanto bramosa bussava alla mia porta, io glel'apersi; feci a suo genio: ein quello, e nell'atto stessoaffai, l'accaffai, l'acchiappai pe' capelli. Rid. Ma forseaffaiè accorciativo d'affaitati, ornati in foggia meretricia. Le aprii, le scompigliai il ben colto crine.

Di bramangier l'empiè la paltoniera:L'acqua tra giugno, e maggio questa fune;E per le cazzapinte fu maniera.

Di bramangier l'empiè la paltoniera:L'acqua tra giugno, e maggio questa fune;E per le cazzapinte fu maniera.

Di bramangier l'empiè la paltoniera:

L'acqua tra giugno, e maggio questa fune;

E per le cazzapinte fu maniera.

Bramangier:manicaretto appetitoso posto dal Boccaccio fra' dilicati, e ch'il Salvini crede corrispondere al bianco-mangiare; quasiblamangier. Equivoco voluttuoso.Paltoniera:comunementepaltonerìa, appetito dissoluto; ondepaltoniere, scostumato.L'acqua ec.il caso cadde tanto opportuno, che parve proprio una benefica pioggiatra giugno e maggio, quando le piante han più bisogno d'umore e di sugo per la vegetazione allor più vigorosa.Fune:volgar Fiorentino perfu; com'appressotunepertu. Il Salvini legge:L'acqua tragugno, e mangio questa fune.Cazzapinte:composto dicazza, mestola; e dipinta, spinta.Maniera:mansa, mansueta.Il mulo diventò maniero.Fior. Pecor.

Bramangier:manicaretto appetitoso posto dal Boccaccio fra' dilicati, e ch'il Salvini crede corrispondere al bianco-mangiare; quasiblamangier. Equivoco voluttuoso.Paltoniera:comunementepaltonerìa, appetito dissoluto; ondepaltoniere, scostumato.

L'acqua ec.il caso cadde tanto opportuno, che parve proprio una benefica pioggiatra giugno e maggio, quando le piante han più bisogno d'umore e di sugo per la vegetazione allor più vigorosa.Fune:volgar Fiorentino perfu; com'appressotunepertu. Il Salvini legge:L'acqua tragugno, e mangio questa fune.

Cazzapinte:composto dicazza, mestola; e dipinta, spinta.Maniera:mansa, mansueta.Il mulo diventò maniero.Fior. Pecor.

Giuccheri paccheri, disse allor: tuneVien'oggi a manicar con esso noi.Allor la baciucchiai in veste brune.

Giuccheri paccheri, disse allor: tuneVien'oggi a manicar con esso noi.Allor la baciucchiai in veste brune.

Giuccheri paccheri, disse allor: tune

Vien'oggi a manicar con esso noi.

Allor la baciucchiai in veste brune.

Giuccheri paccheri:parole esprimenti una follia di gioja, un pazzo tripudio. Salv. Il Ridolfi legge:Giuccherì paccherì.Manicar: mangiare; voce de' contadini, che dicono ancormanucare. In premio di sua larga condiscendenza in esserle ministro di tanta gioja, lo vuol seco a tavola.In veste brune:sembra non potersi intendere se non che colei fosse allor vestita di nero. Rid.

Giuccheri paccheri:parole esprimenti una follia di gioja, un pazzo tripudio. Salv. Il Ridolfi legge:Giuccherì paccherì.

Manicar: mangiare; voce de' contadini, che dicono ancormanucare. In premio di sua larga condiscendenza in esserle ministro di tanta gioja, lo vuol seco a tavola.

In veste brune:sembra non potersi intendere se non che colei fosse allor vestita di nero. Rid.

Trista sia io, senza mio danno (poiMi disse) s'io non fo: ch'avrem cornacchie?E mantacando subito disse: ohi!

Trista sia io, senza mio danno (poiMi disse) s'io non fo: ch'avrem cornacchie?E mantacando subito disse: ohi!

Trista sia io, senza mio danno (poi

Mi disse) s'io non fo: ch'avrem cornacchie?

E mantacando subito disse: ohi!

Avrem cornacchie:finalmente che abbiam da temere? che quattro garrule cornacchie vadan gracchiando su' fatti nostri? Io non le curo.Cornacchiadicesi uno che molto cicala di questo e di quello.Mantacando:ansando per la calda palpitazione con sì gagliardo fiato, che quel sembrava d'un mantice omantaco; come disser gli antichi. Salv.

Avrem cornacchie:finalmente che abbiam da temere? che quattro garrule cornacchie vadan gracchiando su' fatti nostri? Io non le curo.Cornacchiadicesi uno che molto cicala di questo e di quello.

Mantacando:ansando per la calda palpitazione con sì gagliardo fiato, che quel sembrava d'un mantice omantaco; come disser gli antichi. Salv.

Allora la ciscranna fece macchie:Tiensi doman la festa, disse; in quellaDato ci fu ventisette batacchie.

Allora la ciscranna fece macchie:Tiensi doman la festa, disse; in quellaDato ci fu ventisette batacchie.

Allora la ciscranna fece macchie:

Tiensi doman la festa, disse; in quella

Dato ci fu ventisette batacchie.

Ciscranna:panca piegatoja, o scanno di letto.Fece macchie:sentir fece la garrulità del suo cigolio. Così da indovino il Salvini. Più naturale è l'intendersi che quindi cominciò l'amaro di que' godimenti, come ne vien a turbare l'essersi adagiato sopra una panca, rea di farmacchiea danno de' vestimenti.Tiensi ec.siamo alla vigilia di quella brutta festa, in cui sì bel giuoco andò a finire in una furia di(batacchie)bastonate. Si vede ch'altre volte il batacchio succedè a' suoi geniali trastulli.

Ciscranna:panca piegatoja, o scanno di letto.Fece macchie:sentir fece la garrulità del suo cigolio. Così da indovino il Salvini. Più naturale è l'intendersi che quindi cominciò l'amaro di que' godimenti, come ne vien a turbare l'essersi adagiato sopra una panca, rea di farmacchiea danno de' vestimenti.

Tiensi ec.siamo alla vigilia di quella brutta festa, in cui sì bel giuoco andò a finire in una furia di(batacchie)bastonate. Si vede ch'altre volte il batacchio succedè a' suoi geniali trastulli.

Il zuccolo fu rotto alla Morella;Col beccastrin giugnetti il bastracone;E 'n su la foggia subito ricrella.

Il zuccolo fu rotto alla Morella;Col beccastrin giugnetti il bastracone;E 'n su la foggia subito ricrella.

Il zuccolo fu rotto alla Morella;

Col beccastrin giugnetti il bastracone;

E 'n su la foggia subito ricrella.

Beccastrin:zappa grossa e stretta.Bastracone:pezzo d'uomo grosso e forzuto.Quegli era un bastracone, ch'avrebbe gittato in terra una casa.Sacch. 110.Su la foggia:sul berrettone, cioè sul capo.Ricrella:crede il Ridolfi, che significhi mena un colpo appresso all'altro; e forse è dal Franc.criailler, non far altro che strepito.

Beccastrin:zappa grossa e stretta.Bastracone:pezzo d'uomo grosso e forzuto.Quegli era un bastracone, ch'avrebbe gittato in terra una casa.Sacch. 110.

Su la foggia:sul berrettone, cioè sul capo.Ricrella:crede il Ridolfi, che significhi mena un colpo appresso all'altro; e forse è dal Franc.criailler, non far altro che strepito.

E' assaggiò di quella 'mbandigione?Fischiandomi oltre mona Tessa disse;Che Berto bea egli è pur di ragione.

E' assaggiò di quella 'mbandigione?Fischiandomi oltre mona Tessa disse;Che Berto bea egli è pur di ragione.

E' assaggiò di quella 'mbandigione?

Fischiandomi oltre mona Tessa disse;

Che Berto bea egli è pur di ragione.

Fischiandomi:susurrandomi all'orecchio con acerbo motto, mi disse: Assaporò egli que' diletti, di cui tu gli fosti sì liberale e sì larga. Or ben gli sta, se gli sconta sotto un bastone.Che Berto ec.proverbio ch'assolutamente vale egli è giusto; come dicesse: Ha mangiato? dunque è conveniente che beva.

Fischiandomi:susurrandomi all'orecchio con acerbo motto, mi disse: Assaporò egli que' diletti, di cui tu gli fosti sì liberale e sì larga. Or ben gli sta, se gli sconta sotto un bastone.

Che Berto ec.proverbio ch'assolutamente vale egli è giusto; come dicesse: Ha mangiato? dunque è conveniente che beva.

La bufèra 'nfernal mai non s'affisse,La qual'è febbre quartana contina:Ch'ogni disamorato ne perisse.

La bufèra 'nfernal mai non s'affisse,La qual'è febbre quartana contina:Ch'ogni disamorato ne perisse.

La bufèra 'nfernal mai non s'affisse,

La qual'è febbre quartana contina:

Ch'ogni disamorato ne perisse.

La bufera 'nfernal:un turbine sì maledetto, suscitato propriamente dal diavolo, parve eterno; tanto la durò egli menando questo sconquasso. Imitato da Dante Inf. 5.La bufèra infernal che mai non resta.La qual ec.è perciò tale, da dirsi appunto una continua quartana, ch'ammazza l'uomo.Continaanche da se val febbre continua.Cadde malato in Pisa, e d'una contina passò all'altra vita. M. Vill. Stor.Ch'ogni ec.così la stessa ventura provasse chiunque sia nemico d'amore, talchè ne perisse.

La bufera 'nfernal:un turbine sì maledetto, suscitato propriamente dal diavolo, parve eterno; tanto la durò egli menando questo sconquasso. Imitato da Dante Inf. 5.La bufèra infernal che mai non resta.

La qual ec.è perciò tale, da dirsi appunto una continua quartana, ch'ammazza l'uomo.Continaanche da se val febbre continua.Cadde malato in Pisa, e d'una contina passò all'altra vita. M. Vill. Stor.

Ch'ogni ec.così la stessa ventura provasse chiunque sia nemico d'amore, talchè ne perisse.

Ferza, donna, 'n sul cul: le corna! svina,Che ti verrà orlando il cappelletto,E poi 'ngorbierò la pedoncina.

Ferza, donna, 'n sul cul: le corna! svina,Che ti verrà orlando il cappelletto,E poi 'ngorbierò la pedoncina.

Ferza, donna, 'n sul cul: le corna! svina,

Che ti verrà orlando il cappelletto,

E poi 'ngorbierò la pedoncina.

Ferza:sferza. Risponde egli: Una buona frusta ne sta già dunque pendente sopra le natiche.Le corna!canchero!Svina:svigna, fuggi a gambe; voce contadinesca, comesfratta. Rid.Verrà ec.altrimenti metterà in pompa di guarnizioni il tuo bel cimiere; cioè più pompose renderà a' pubblici sguardi le corna tue.E poi ec.salvati ora, ch'avrem poi tempo pe' nostri congressi.Ingorbiareè inzeppar nellagorbia, cioè in quel calzuolo di ferro, in cui incastrasi la punta de' bastoncini di maneggio.Pedoncina:pezzo degli scacchi; scherzoso equivoco come quello, Sacch. 165.Carmignano, vatti quella pedina?

Ferza:sferza. Risponde egli: Una buona frusta ne sta già dunque pendente sopra le natiche.Le corna!canchero!Svina:svigna, fuggi a gambe; voce contadinesca, comesfratta. Rid.

Verrà ec.altrimenti metterà in pompa di guarnizioni il tuo bel cimiere; cioè più pompose renderà a' pubblici sguardi le corna tue.

E poi ec.salvati ora, ch'avrem poi tempo pe' nostri congressi.Ingorbiareè inzeppar nellagorbia, cioè in quel calzuolo di ferro, in cui incastrasi la punta de' bastoncini di maneggio.Pedoncina:pezzo degli scacchi; scherzoso equivoco come quello, Sacch. 165.Carmignano, vatti quella pedina?

Tu palpi il copertojo fuor del letto;Ed inghiarando qua e là ti vai:Che hai tu sott'i piè? diss'io: calcetto.

Tu palpi il copertojo fuor del letto;Ed inghiarando qua e là ti vai:Che hai tu sott'i piè? diss'io: calcetto.

Tu palpi il copertojo fuor del letto;

Ed inghiarando qua e là ti vai:

Che hai tu sott'i piè? diss'io: calcetto.

Tu palpi ec.soggiunge ella: Tu con chi l'hai? In tanta paura sembri tu uno sbalzato dal letto, che ne tasteggiail copertojo, ma non ne gode.E inghiarando ec.e fai nel tuo entusiasmo un tale sbatter di piedi, che pare tu pesti ghiara e sassi.

Tu palpi ec.soggiunge ella: Tu con chi l'hai? In tanta paura sembri tu uno sbalzato dal letto, che ne tasteggiail copertojo, ma non ne gode.

E inghiarando ec.e fai nel tuo entusiasmo un tale sbatter di piedi, che pare tu pesti ghiara e sassi.

Il gozzo volsi 'ndietro, e screpazzai:Di mona Bruna crollava la testa:Silenzio feci, e più non motteggiai.

Il gozzo volsi 'ndietro, e screpazzai:Di mona Bruna crollava la testa:Silenzio feci, e più non motteggiai.

Il gozzo volsi 'ndietro, e screpazzai:

Di mona Bruna crollava la testa:

Silenzio feci, e più non motteggiai.

Screpazzai:allora non mi potei più tenere; e scoppiai a ridere, voltandomi colla faccia altrove per non riderle in volto.

Screpazzai:allora non mi potei più tenere; e scoppiai a ridere, voltandomi colla faccia altrove per non riderle in volto.

Di còmpito non sarie, disse 'n questa,Se non m'avessi dato tal baciozzo:E poi si volse intorno: chi mi pesta?

Di còmpito non sarie, disse 'n questa,Se non m'avessi dato tal baciozzo:E poi si volse intorno: chi mi pesta?

Di còmpito non sarie, disse 'n questa,

Se non m'avessi dato tal baciozzo:

E poi si volse intorno: chi mi pesta?

Còmpito:quella quantità di lavoro, che s'assegna altrui in proporzione della sua attività. Non sarebbe stata opera da par mio, se almeno ec.Compitoè anche un paese di Toscana, da cui forse in dettatoesser da compitoper esser nelle sue cose completo e perfetto.Chi mi pesta:dicesi in prov.dentro è chi la pesta, il cuore è il luogo delle mie pene.Qua dentro è chi la pesta, Qui sono i miei dolori. Allegr. 43. Donde viene un tal mio disturbo?

Còmpito:quella quantità di lavoro, che s'assegna altrui in proporzione della sua attività. Non sarebbe stata opera da par mio, se almeno ec.Compitoè anche un paese di Toscana, da cui forse in dettatoesser da compitoper esser nelle sue cose completo e perfetto.

Chi mi pesta:dicesi in prov.dentro è chi la pesta, il cuore è il luogo delle mie pene.Qua dentro è chi la pesta, Qui sono i miei dolori. Allegr. 43. Donde viene un tal mio disturbo?

E mona Belcolore e AndreozzoIn guardaspensa entraron quinciritta,Mostrando 'l desioso e 'l berlingozzo.

E mona Belcolore e AndreozzoIn guardaspensa entraron quinciritta,Mostrando 'l desioso e 'l berlingozzo.

E mona Belcolore e Andreozzo

In guardaspensa entraron quinciritta,

Mostrando 'l desioso e 'l berlingozzo.

Belcolore ec.io ed essa, quasi novelli Belcolore e Andreozzo. Il Bocc. 82.Guardaspensa:dispensa; qui per istanza apparecchiata a segreti piaceri.Quinciritta:a diritto; dal Lat.hinc recta.Berlingozzo:pasta coll'uovo in forma di torta fatta a spicchi; perciò intesa qui dal Salvini pel sesso femminile, come pel virileil desioso.

Belcolore ec.io ed essa, quasi novelli Belcolore e Andreozzo. Il Bocc. 82.

Guardaspensa:dispensa; qui per istanza apparecchiata a segreti piaceri.Quinciritta:a diritto; dal Lat.hinc recta.

Berlingozzo:pasta coll'uovo in forma di torta fatta a spicchi; perciò intesa qui dal Salvini pel sesso femminile, come pel virileil desioso.

Al levar delle tende parve afflitta;E stette marcassata pur baciando:To to gli dissi; ed ella: gitta gitta.

Al levar delle tende parve afflitta;E stette marcassata pur baciando:To to gli dissi; ed ella: gitta gitta.

Al levar delle tende parve afflitta;

E stette marcassata pur baciando:

To to gli dissi; ed ella: gitta gitta.

Al levar delle tende:al levar mano dall'opera; tolto dal costume de' soldati, che levan le tende quando sloggiano da una terra.Marcassata:pensa il Ridolfi esser lo stesso che stramazzata per la stanchezza: quasi, soggiunge il Salvini, dal Lat.marcida.To to:detto popolare con cui accompagnasi il porgersi alcuna cosa; e val prendi.

Al levar delle tende:al levar mano dall'opera; tolto dal costume de' soldati, che levan le tende quando sloggiano da una terra.

Marcassata:pensa il Ridolfi esser lo stesso che stramazzata per la stanchezza: quasi, soggiunge il Salvini, dal Lat.marcida.

To to:detto popolare con cui accompagnasi il porgersi alcuna cosa; e val prendi.

Se pigne, non maligna tonfolando;Nel culattaro letto parrà ch'abbia,Per la gran giravolta scorteando.

Se pigne, non maligna tonfolando;Nel culattaro letto parrà ch'abbia,Per la gran giravolta scorteando.

Se pigne, non maligna tonfolando;

Nel culattaro letto parrà ch'abbia,

Per la gran giravolta scorteando.

Se pigne:sebben ardente si spinga oltre.Non maligna:non vien però a farsi d'indole rea e nociva.Tonfolando:facendo iltonfo, come chi cade in un pozzo.Culattaro:scherzo comeculiseo e culisburgo; in cui parrà ch'abbia letto, cioè agiata capacità da starvi comodamente.

Se pigne:sebben ardente si spinga oltre.Non maligna:non vien però a farsi d'indole rea e nociva.Tonfolando:facendo iltonfo, come chi cade in un pozzo.

Culattaro:scherzo comeculiseo e culisburgo; in cui parrà ch'abbia letto, cioè agiata capacità da starvi comodamente.

Un bel fancel è Arno, e mena rabbia,E comincia a svernare a rigoletto:Col cul in man già si trovò in gabbia;

Un bel fancel è Arno, e mena rabbia,E comincia a svernare a rigoletto:Col cul in man già si trovò in gabbia;

Un bel fancel è Arno, e mena rabbia,

E comincia a svernare a rigoletto:

Col cul in man già si trovò in gabbia;

Fancel:sincope difanticello, garzoncello. Minaccia ella ora il rivale di questi suoi amori, presa la similitudine dall'Arno, piacevole nella sua origine e poi rovinoso.Rigoletto:luogo appiè del monte di Falterona, ov'è la sorgente dell'Arno. Rid. Meno sforzato è l'intendersi ch'in fin del verno avanti di gonfiare per le sciolte nevi, sembra esso un ruscello; dal Franc.rigole, canaletto d'acqua.Col cul in man:deluso nelle sue speranze; dal volgar atto di reggersi il deretano nel tapinarsi.Già in gabbia:altre volte finì a trovarsi per me nelle peste o in una carcere.

Fancel:sincope difanticello, garzoncello. Minaccia ella ora il rivale di questi suoi amori, presa la similitudine dall'Arno, piacevole nella sua origine e poi rovinoso.

Rigoletto:luogo appiè del monte di Falterona, ov'è la sorgente dell'Arno. Rid. Meno sforzato è l'intendersi ch'in fin del verno avanti di gonfiare per le sciolte nevi, sembra esso un ruscello; dal Franc.rigole, canaletto d'acqua.

Col cul in man:deluso nelle sue speranze; dal volgar atto di reggersi il deretano nel tapinarsi.Già in gabbia:altre volte finì a trovarsi per me nelle peste o in una carcere.

Ma gli scappò, che non era soletto.Così veggio vendetta de' crudeli,Come si dice ch'è di Macometto.

Ma gli scappò, che non era soletto.Così veggio vendetta de' crudeli,Come si dice ch'è di Macometto.

Ma gli scappò, che non era soletto.

Così veggio vendetta de' crudeli,

Come si dice ch'è di Macometto.

Che non era ec.perchè avea de' compagni o degli appoggi, perciò col loro ajuto gli venne fatto d'uscirne coll'ossa sane.Macometto:si dice che questo celebre impostore morisse d'un lento veleno, fattogli apprestare col mezzo d'una sua femmina.

Che non era ec.perchè avea de' compagni o degli appoggi, perciò col loro ajuto gli venne fatto d'uscirne coll'ossa sane.

Macometto:si dice che questo celebre impostore morisse d'un lento veleno, fattogli apprestare col mezzo d'una sua femmina.

Capruggine, canestri, e cazzaveli,Tartufi bergamaschi, e pece greca!Mal cresce chi non pèggiora, direli.

Capruggine, canestri, e cazzaveli,Tartufi bergamaschi, e pece greca!Mal cresce chi non pèggiora, direli.

Capruggine, canestri, e cazzaveli,

Tartufi bergamaschi, e pece greca!

Mal cresce chi non pèggiora, direli.

Capruggine ec.l'ho per un di que' modi ammirativi, comezoccoli! castagne! corbezzoli!la cui forza dipende totalmente dal soggetto del discorso e dall'uso. Quasi egli sul discorso di lei esclamasse: Canchero! l'è piucchè mai furfante.Mal cresce ec.intendesi d'uno, in cui la malizia sia così passata in natura, che non possa far questa progressi se non su' piedi di quella.Direli:gli direi; è da affibbiargli quel detto ec.

Capruggine ec.l'ho per un di que' modi ammirativi, comezoccoli! castagne! corbezzoli!la cui forza dipende totalmente dal soggetto del discorso e dall'uso. Quasi egli sul discorso di lei esclamasse: Canchero! l'è piucchè mai furfante.

Mal cresce ec.intendesi d'uno, in cui la malizia sia così passata in natura, che non possa far questa progressi se non su' piedi di quella.Direli:gli direi; è da affibbiargli quel detto ec.

Babbo, il farsetto va, disse 'l Suzzeca;E misemi la pulce nell'orecchie,Quando mi fè rimanere 'l manzeca.

Babbo, il farsetto va, disse 'l Suzzeca;E misemi la pulce nell'orecchie,Quando mi fè rimanere 'l manzeca.

Babbo, il farsetto va, disse 'l Suzzeca;

E misemi la pulce nell'orecchie,

Quando mi fè rimanere 'l manzeca.

Il farsetto va:perde il pelo, va a logorarsi.Trarre la bambagia del farsettovale snervare collo smoderato uso de' piaceri. Sai che mi disse il furbo di cotestoSuzzecaper impaurirmi, e così farmi messere? Mi disse ch'il farsetto va.Misemi ec.metter una pulce nell'orecchio ad alcuno è maliziosamente suggerirgli cosa, che debba porlo in apprensione.Manzeca:cornuto; dall'Ebreomanser, adultero. Salv. Forse sarà da radice meno straniera, cioè damanzo, bue.

Il farsetto va:perde il pelo, va a logorarsi.Trarre la bambagia del farsettovale snervare collo smoderato uso de' piaceri. Sai che mi disse il furbo di cotestoSuzzecaper impaurirmi, e così farmi messere? Mi disse ch'il farsetto va.

Misemi ec.metter una pulce nell'orecchio ad alcuno è maliziosamente suggerirgli cosa, che debba porlo in apprensione.

Manzeca:cornuto; dall'Ebreomanser, adultero. Salv. Forse sarà da radice meno straniera, cioè damanzo, bue.

Cascato egli è omai infra le vecchie;E ben mi morse 'l granchio: a quella voltaSubito rinculai, dietro a parecchie

Cascato egli è omai infra le vecchie;E ben mi morse 'l granchio: a quella voltaSubito rinculai, dietro a parecchie

Cascato egli è omai infra le vecchie;

E ben mi morse 'l granchio: a quella volta

Subito rinculai, dietro a parecchie

Cascato ec.è già invecchiato, non ne può più. Incalza furbescamente ilSuzzeca, e contesta che quindi anche il suofarsettogià cascava a pezzi.Mi morse ec.esser morso del granchio, è comunemente usato per esser di mano avara. Qui credo che parli d'una certa arida contrazion di potenza rapporto a' piaceri: che perciò subitorinculò, rispondendo con beffe al fischio(squilletta)diparecchie, che l'invitavano.

Cascato ec.è già invecchiato, non ne può più. Incalza furbescamente ilSuzzeca, e contesta che quindi anche il suofarsettogià cascava a pezzi.

Mi morse ec.esser morso del granchio, è comunemente usato per esser di mano avara. Qui credo che parli d'una certa arida contrazion di potenza rapporto a' piaceri: che perciò subitorinculò, rispondendo con beffe al fischio(squilletta)diparecchie, che l'invitavano.

Pisciar su la squilletta. Ed io: ascolta;Allor mi misi la coda fra gambe;E sperperato mi misson in volta.

Pisciar su la squilletta. Ed io: ascolta;Allor mi misi la coda fra gambe;E sperperato mi misson in volta.

Pisciar su la squilletta. Ed io: ascolta;

Allor mi misi la coda fra gambe;

E sperperato mi misson in volta.

Mi misi ec.lo stesso avvenne a me pure, ripiglia egli per restituirgli la burla; e perciò feci a somiglianza de' cani, i quali quand'han paura si metton la coda fralle gambe, e fuggono.

Mi misi ec.lo stesso avvenne a me pure, ripiglia egli per restituirgli la burla; e perciò feci a somiglianza de' cani, i quali quand'han paura si metton la coda fralle gambe, e fuggono.

Tra 'l piovano e la scotta fu' intrambe;Perch'io ancora nespole non mondo,Cucendo le gavarchie con le strambe.

Tra 'l piovano e la scotta fu' intrambe;Perch'io ancora nespole non mondo,Cucendo le gavarchie con le strambe.

Tra 'l piovano e la scotta fu' intrambe;

Perch'io ancora nespole non mondo,

Cucendo le gavarchie con le strambe.

Piovano:burlescamente per pioggia; ondeandar col piovano, andar quando piove.Scotta:siero.Intrambe:una cosa di mezzo. Rid. Pur troppo fui anch'io in uno stato di consumazione, paragonabile a quello che di te tu racconti; com'il siero più o men se la batte coll'acqua piovana.Nespole:non mondar nespole vale trovarsi a un dipresso nelle circostanze, ch'un altro di se stesso descrisse.Gavarchie:ci convien confessar col Ridolfi di non saperne indovinare il significato.Strambe:funi fatte d'erba.

Piovano:burlescamente per pioggia; ondeandar col piovano, andar quando piove.Scotta:siero.Intrambe:una cosa di mezzo. Rid. Pur troppo fui anch'io in uno stato di consumazione, paragonabile a quello che di te tu racconti; com'il siero più o men se la batte coll'acqua piovana.

Nespole:non mondar nespole vale trovarsi a un dipresso nelle circostanze, ch'un altro di se stesso descrisse.

Gavarchie:ci convien confessar col Ridolfi di non saperne indovinare il significato.Strambe:funi fatte d'erba.

Povero 'n canna son col capo biondo;Son più leggier d'un can di ventott'anni:Or non avess'i' peggio all'altro mondo.

Povero 'n canna son col capo biondo;Son più leggier d'un can di ventott'anni:Or non avess'i' peggio all'altro mondo.

Povero 'n canna son col capo biondo;

Son più leggier d'un can di ventott'anni:

Or non avess'i' peggio all'altro mondo.

Povero ec.son sì macilento da sembrare un di quegli squallidi pezzenti, che van mendicando per le terre concannain mano: eppur son giovine,col capo biondo.Leggier ec.e son sì secco ed asciutto, che più non posso le quoja come cane di 28. anni; il quale se si desse, sarebbe affatto consumato dalla decrepitezza. Salv.

Povero ec.son sì macilento da sembrare un di quegli squallidi pezzenti, che van mendicando per le terre concannain mano: eppur son giovine,col capo biondo.

Leggier ec.e son sì secco ed asciutto, che più non posso le quoja come cane di 28. anni; il quale se si desse, sarebbe affatto consumato dalla decrepitezza. Salv.

A caricarli 'l basto tu t'ammanni:Tu hai maggior ragion, ch'i quarteruoli,E gongoli tu stesso de' tuoi danni.

A caricarli 'l basto tu t'ammanni:Tu hai maggior ragion, ch'i quarteruoli,E gongoli tu stesso de' tuoi danni.

A caricarli 'l basto tu t'ammanni:

Tu hai maggior ragion, ch'i quarteruoli,

E gongoli tu stesso de' tuoi danni.

A caricarli ec.risponde la donna: A quel ch'io veggio tu(t'ammanni)ti vai bel bello preparando a farlo rimaner un asino.Quarteruoli:monete d'ottone, che servono di memoria in un conto.E ragion fate senza quarteruoli. Sacch. Rim. Sai sì ben fare i tuoi conti, che tu sei a te stesso un calcolo più sicuro de' quarteruoli.Gongoli ec.perciò quel che ti dovea esser di rammarico e di danno, divien per te argomento di felicità e di tripudio.

A caricarli ec.risponde la donna: A quel ch'io veggio tu(t'ammanni)ti vai bel bello preparando a farlo rimaner un asino.

Quarteruoli:monete d'ottone, che servono di memoria in un conto.E ragion fate senza quarteruoli. Sacch. Rim. Sai sì ben fare i tuoi conti, che tu sei a te stesso un calcolo più sicuro de' quarteruoli.

Gongoli ec.perciò quel che ti dovea esser di rammarico e di danno, divien per te argomento di felicità e di tripudio.

A Lunata impiccati i bugiarduoli:E per lo fummaiuol tu te n'andrai,Scoprendosi le torte romagnuoli.

A Lunata impiccati i bugiarduoli:E per lo fummaiuol tu te n'andrai,Scoprendosi le torte romagnuoli.

A Lunata impiccati i bugiarduoli:

E per lo fummaiuol tu te n'andrai,

Scoprendosi le torte romagnuoli.

A Lunata ec.rammentati però della fine che fanno a Lunata i bugiardi.Lunata:terra del dominio Lucchese; nè altra notizia abbiamo.Andrai:ti ridurrai al niente, squaglierai com'il fumo che sbocca da' fumajuoli di sopra a' tetti.Romagnuoli:suol intendersi per astuti. Venendosi a scoprire i tuoi furbeschi pasticci, e i tuoi raggiri.

A Lunata ec.rammentati però della fine che fanno a Lunata i bugiardi.Lunata:terra del dominio Lucchese; nè altra notizia abbiamo.

Andrai:ti ridurrai al niente, squaglierai com'il fumo che sbocca da' fumajuoli di sopra a' tetti.

Romagnuoli:suol intendersi per astuti. Venendosi a scoprire i tuoi furbeschi pasticci, e i tuoi raggiri.

Paura guarda vigna sempre mai,Dice 'l proverbio, e non mala famiglia.E zara vaglia, tosto confermai.

Paura guarda vigna sempre mai,Dice 'l proverbio, e non mala famiglia.E zara vaglia, tosto confermai.

Paura guarda vigna sempre mai,

Dice 'l proverbio, e non mala famiglia.

E zara vaglia, tosto confermai.

Paura ec.il timor d'un male che possa avvenire, ne guarda dal male stesso: tu al contrario ti sei fidato sopramala famiglia, cioè su raggiri e furberie.Zara:giuoco di dadi; e propriamente zare si dicon que' punti, che per esser di caso assai raro non s'hanno in conto. Orsù, riprende egli, il mio caso è un po' strano; ma ci scommetto ha da valer questazara.

Paura ec.il timor d'un male che possa avvenire, ne guarda dal male stesso: tu al contrario ti sei fidato sopramala famiglia, cioè su raggiri e furberie.

Zara:giuoco di dadi; e propriamente zare si dicon que' punti, che per esser di caso assai raro non s'hanno in conto. Orsù, riprende egli, il mio caso è un po' strano; ma ci scommetto ha da valer questazara.

La botte piena, e la moglie ebra piglia:E dormirà pe 'l sugo del sermento,Mal non pensando, se fia da Corniglia.

La botte piena, e la moglie ebra piglia:E dormirà pe 'l sugo del sermento,Mal non pensando, se fia da Corniglia.

La botte piena, e la moglie ebra piglia:

E dormirà pe 'l sugo del sermento,

Mal non pensando, se fia da Corniglia.

La botte ec.cose incompassibili; cattivo amministratore e prosperità d'affari. Tant'è la zara è questa: sarà il bersaglio de' miei raggiri, e si crederà d'andar molto bene.Sugo del sermento:il vino. Lo farò dormir lunghi sonni nell'oblio di sestesso, quasi immerso nell'ubriachezza.Corniglia:città di Brettagna; equivoco dal Franc.Cornouaille. Nè penserà perciò se la sua donna venga intanto a fargli scorno.

La botte ec.cose incompassibili; cattivo amministratore e prosperità d'affari. Tant'è la zara è questa: sarà il bersaglio de' miei raggiri, e si crederà d'andar molto bene.

Sugo del sermento:il vino. Lo farò dormir lunghi sonni nell'oblio di sestesso, quasi immerso nell'ubriachezza.

Corniglia:città di Brettagna; equivoco dal Franc.Cornouaille. Nè penserà perciò se la sua donna venga intanto a fargli scorno.

E non pensando male, sarà spentoOgni peccato in lei; e 'n vita eternaN'andrà diritta con poco tormento.

E non pensando male, sarà spentoOgni peccato in lei; e 'n vita eternaN'andrà diritta con poco tormento.

E non pensando male, sarà spento

Ogni peccato in lei; e 'n vita eterna

N'andrà diritta con poco tormento.

Non pensando ec.nè di ciò sospettando, la crederà egli incapace di male; quasi estinto in lei fosse lo stesso fomite del peccato, e quasi colomba da volar dritta in paradiso.

Non pensando ec.nè di ciò sospettando, la crederà egli incapace di male; quasi estinto in lei fosse lo stesso fomite del peccato, e quasi colomba da volar dritta in paradiso.

Però usa chiarello la taverna:Amore ha nome l'oste; un soldo rottoSpendi, e non bere acqua di citerna.

Però usa chiarello la taverna:Amore ha nome l'oste; un soldo rottoSpendi, e non bere acqua di citerna.

Però usa chiarello la taverna:

Amore ha nome l'oste; un soldo rotto

Spendi, e non bere acqua di citerna.

Chiarello:in gergo vale acqua. Perchè non sospetta di sua donna, nè guardala con gelosia, perciò può star bene nè saper come; aver cattiva merce e molto spaccio.Amore ec.amore è quel che la fa da oste e vi chiama la folla de' concorrenti; un misero soldo che tu spenda, là bei e ti diverti.

Chiarello:in gergo vale acqua. Perchè non sospetta di sua donna, nè guardala con gelosia, perciò può star bene nè saper come; aver cattiva merce e molto spaccio.

Amore ec.amore è quel che la fa da oste e vi chiama la folla de' concorrenti; un misero soldo che tu spenda, là bei e ti diverti.

E del culo menate ben diciotto:I' non ci metto se non culo e denti;E 'l peto 'n cul mi ritorna di botto.

E del culo menate ben diciotto:I' non ci metto se non culo e denti;E 'l peto 'n cul mi ritorna di botto.

E del culo menate ben diciotto:

I' non ci metto se non culo e denti;

E 'l peto 'n cul mi ritorna di botto.

Ben diciotto:assai, quanto ti piace. Cosìtener l'invito del diciottoper esser loquace quantomai. E strombettate pur da dietro quanto v'aggrada per farvi beffe di me. Il Ridolfi leggedelle culmonate, altridelle culmenate.I' non ec.poco mi costa il rendervi la pariglia, e beffarmi di vostra beffe; una stretta di denti, un'allargata di fondo, ed è fatto.E 'l peto ec.anzi me ne vedo bene.Riavere il petoè un modo basso, che significa rinvigorirsi.Appoggiò lietamente il corpo al desco. E come si suol dir, riebbe il peto. Malm. 9. 6.

Ben diciotto:assai, quanto ti piace. Cosìtener l'invito del diciottoper esser loquace quantomai. E strombettate pur da dietro quanto v'aggrada per farvi beffe di me. Il Ridolfi leggedelle culmonate, altridelle culmenate.

I' non ec.poco mi costa il rendervi la pariglia, e beffarmi di vostra beffe; una stretta di denti, un'allargata di fondo, ed è fatto.

E 'l peto ec.anzi me ne vedo bene.Riavere il petoè un modo basso, che significa rinvigorirsi.Appoggiò lietamente il corpo al desco. E come si suol dir, riebbe il peto. Malm. 9. 6.

San Biagio è oggi, disson più di venti;E minaccia madama di gran quello.Tal cul ta' brache, e sarete contenti.

San Biagio è oggi, disson più di venti;E minaccia madama di gran quello.Tal cul ta' brache, e sarete contenti.

San Biagio è oggi, disson più di venti;

E minaccia madama di gran quello.

Tal cul ta' brache, e sarete contenti.

S. Biagio:festa in Firenze aspettata da' ragazzi.Sa a quanti dì è S. Biagiodicesi d'un ragazzo da non potersi burlare, ben sapendo quando gli tocca a far festa. Paoli Mod. Tosc.Deh non mi far dire; tu intendi, ed io intendo; ed ognuno di noi sa a quanti dì è S. Biagio. Macch. Cliz. 2. 3.Gran quello:gran che; oppurmolte quelle, cioè molte smorfie. Quasi dicesser costoro: Tu non ci burli; ben sappiamo il carattere di madama.Tal cul ec.replica egli: Adattatevi al suo naturale; conforme ha il piede, così le ponete la scarpa.

S. Biagio:festa in Firenze aspettata da' ragazzi.Sa a quanti dì è S. Biagiodicesi d'un ragazzo da non potersi burlare, ben sapendo quando gli tocca a far festa. Paoli Mod. Tosc.Deh non mi far dire; tu intendi, ed io intendo; ed ognuno di noi sa a quanti dì è S. Biagio. Macch. Cliz. 2. 3.

Gran quello:gran che; oppurmolte quelle, cioè molte smorfie. Quasi dicesser costoro: Tu non ci burli; ben sappiamo il carattere di madama.

Tal cul ec.replica egli: Adattatevi al suo naturale; conforme ha il piede, così le ponete la scarpa.

I' ho male campane, e non ti uccello,Benchè sta notte sentii la tregenda:E nel ventriglio ho l'asso, e nel cervello;

I' ho male campane, e non ti uccello,Benchè sta notte sentii la tregenda:E nel ventriglio ho l'asso, e nel cervello;

I' ho male campane, e non ti uccello,

Benchè sta notte sentii la tregenda:

E nel ventriglio ho l'asso, e nel cervello;

Ho male campane:sono un po duro d'orecchio. Risponde fra tutti Buchino: Poco ci sento; cioè quel che tu dici non mi suona.Benchè ec.spiega com'abbiamale campane, non perchè non ci senta in realtà, avendo pur sentito passarla tregenda; ma perchè non gli va a fagiuolo quel ch'egli dice. Si finge esserla tregendauna processione di notturni fantasmi, che vada attorno con lumicini.Nel ventriglio ec.di chi è molto dedito al giuoco dicesi averl'asso nel ventriglio. Lo spasso mi piace sì, ma questa volta non ti sento.

Ho male campane:sono un po duro d'orecchio. Risponde fra tutti Buchino: Poco ci sento; cioè quel che tu dici non mi suona.

Benchè ec.spiega com'abbiamale campane, non perchè non ci senta in realtà, avendo pur sentito passarla tregenda; ma perchè non gli va a fagiuolo quel ch'egli dice. Si finge esserla tregendauna processione di notturni fantasmi, che vada attorno con lumicini.

Nel ventriglio ec.di chi è molto dedito al giuoco dicesi averl'asso nel ventriglio. Lo spasso mi piace sì, ma questa volta non ti sento.

Una meta di bue fu la merenda:Va che ti buchi, mi disse Buchino:Iddio per tutti, e ciascun per se spenda.

Una meta di bue fu la merenda:Va che ti buchi, mi disse Buchino:Iddio per tutti, e ciascun per se spenda.

Una meta di bue fu la merenda:

Va che ti buchi, mi disse Buchino:

Iddio per tutti, e ciascun per se spenda.

Meta:coll'e stretto è una scaricata di ventre. Forse si dovrà leggermetà, essendo insolito ne' manoscritti l'uso degli accenti. Salv. Par ch'alluda al costume de' fanciulli Toscani, ch'apparecchiano la sera la merenda alla befana(o tregenda)per esser ben da essa trattati. Quasi dicesse; Buoni pasti abbiam già dati a cotesta befana di donna; abbastanza ha mangiato alle nostre spalle.Ti buchi:è volgar detto che la befana buchi il corpo a' bambini, e perciò le balie se ne servono accortamente per ispauracchio de' medesimi. Salv. Se da cotesta befana te la vuoi far ficcare, buon pro ti faccia; a me non me la ficca certo.Iddio ec.lascialo a Dio il pensar a tutti; tu pensa a te, perchè a noi ci pensiam da noi stessi.

Meta:coll'e stretto è una scaricata di ventre. Forse si dovrà leggermetà, essendo insolito ne' manoscritti l'uso degli accenti. Salv. Par ch'alluda al costume de' fanciulli Toscani, ch'apparecchiano la sera la merenda alla befana(o tregenda)per esser ben da essa trattati. Quasi dicesse; Buoni pasti abbiam già dati a cotesta befana di donna; abbastanza ha mangiato alle nostre spalle.

Ti buchi:è volgar detto che la befana buchi il corpo a' bambini, e perciò le balie se ne servono accortamente per ispauracchio de' medesimi. Salv. Se da cotesta befana te la vuoi far ficcare, buon pro ti faccia; a me non me la ficca certo.

Iddio ec.lascialo a Dio il pensar a tutti; tu pensa a te, perchè a noi ci pensiam da noi stessi.

Chi prende moglie, e non ha del fiorino,Non fia di meglio; e non fia canajuola,Quando per lui non volgesse 'l mulino.

Chi prende moglie, e non ha del fiorino,Non fia di meglio; e non fia canajuola,Quando per lui non volgesse 'l mulino.

Chi prende moglie, e non ha del fiorino,

Non fia di meglio; e non fia canajuola,

Quando per lui non volgesse 'l mulino.

Chi prende ec.chi senza denari s'accasa, com'ha fatto il marito di lei, ha da far così per istar bene; lasciar a carico della moglie il far grasso quanto più può.Canajuola:specie d'uva che piace a' cani, i quali di lei si sfamano quando loro manca il biscotto. Qui dice ch'alla fame di lui non si troverà risorsa fuor della moglie.

Chi prende ec.chi senza denari s'accasa, com'ha fatto il marito di lei, ha da far così per istar bene; lasciar a carico della moglie il far grasso quanto più può.

Canajuola:specie d'uva che piace a' cani, i quali di lei si sfamano quando loro manca il biscotto. Qui dice ch'alla fame di lui non si troverà risorsa fuor della moglie.

Il piè nell'O non gli hai, nè pur le suola;Lascialo andar, ch'egli ha nome giuntone,Perch'ha pregna la mamma e la figliuola.

Il piè nell'O non gli hai, nè pur le suola;Lascialo andar, ch'egli ha nome giuntone,Perch'ha pregna la mamma e la figliuola.

Il piè nell'O non gli hai, nè pur le suola;

Lascialo andar, ch'egli ha nome giuntone,

Perch'ha pregna la mamma e la figliuola.

Nell'O:nel sedere.Avere un piè nel sedere ad alcunoè esserselo guadagnato in modo di poter disporre della sua volontà. Rid. Dopo averlo tanto ingrassato che credi tu di cavarne? Sgarbi, e nient'altro.Nè pur le suola:men ch'il piede.Giuntone:nome fantastico d'un mal uomo, creduto dal volgo corruttore della figlia e della madre; dagiuntare, ingannare. Quindi avernome giuntoneè presso la plebe essere un indegno ingannatore. Rid.

Nell'O:nel sedere.Avere un piè nel sedere ad alcunoè esserselo guadagnato in modo di poter disporre della sua volontà. Rid. Dopo averlo tanto ingrassato che credi tu di cavarne? Sgarbi, e nient'altro.Nè pur le suola:men ch'il piede.

Giuntone:nome fantastico d'un mal uomo, creduto dal volgo corruttore della figlia e della madre; dagiuntare, ingannare. Quindi avernome giuntoneè presso la plebe essere un indegno ingannatore. Rid.

Quel bene avrò a calen di mattoneDa quel che visse, solo da mia vaga,Che per Enea la Reina Didone.

Quel bene avrò a calen di mattoneDa quel che visse, solo da mia vaga,Che per Enea la Reina Didone.

Quel bene avrò a calen di mattone

Da quel che visse, solo da mia vaga,

Che per Enea la Reina Didone.

Quel bene ec.quel conforto che Didone ottenne da Enea, io dallamia vagal'avrò solamente dopocalen di mattone; anzi tanti anni dopo quanti son già gli anni della vita di lei.Calen di mattone:calende d'un mese che non vien mai, o verrà dopo il dì del giudizio.Enea:è noto per l'epica di Virgilio il fatto della famosa spelonca, in cui la sorte d'una procella recò Enea a Didone.

Quel bene ec.quel conforto che Didone ottenne da Enea, io dallamia vagal'avrò solamente dopocalen di mattone; anzi tanti anni dopo quanti son già gli anni della vita di lei.Calen di mattone:calende d'un mese che non vien mai, o verrà dopo il dì del giudizio.

Enea:è noto per l'epica di Virgilio il fatto della famosa spelonca, in cui la sorte d'una procella recò Enea a Didone.

E come 'l fregio sul palio s'adaga,Ch'è pertugiato volte più di mille,che l'un dall'altro niente si smaga:

E come 'l fregio sul palio s'adaga,Ch'è pertugiato volte più di mille,che l'un dall'altro niente si smaga:

E come 'l fregio sul palio s'adaga,

Ch'è pertugiato volte più di mille,

che l'un dall'altro niente si smaga:

Fregio:ornamento di guarnizione.S'adaga:s'adatta, si soprappone; forse daadagiare.Niente si smaga:non si stacca punto. Come stail fregiostrettamente attaccato al panno, a cui è ben cucito; così io ec.

Fregio:ornamento di guarnizione.S'adaga:s'adatta, si soprappone; forse daadagiare.

Niente si smaga:non si stacca punto. Come stail fregiostrettamente attaccato al panno, a cui è ben cucito; così io ec.

Così fuss'io con le dolci mammille.Ma credo ch'altri s'avrà tal diletto;Ma drommi pace, se non mi ritrille.

Così fuss'io con le dolci mammille.Ma credo ch'altri s'avrà tal diletto;Ma drommi pace, se non mi ritrille.

Così fuss'io con le dolci mammille.

Ma credo ch'altri s'avrà tal diletto;

Ma drommi pace, se non mi ritrille.

Ritrille:quasititille; cioè se nuovo solletico non sorga in me a turbar la mia pace. Salv.

Ritrille:quasititille; cioè se nuovo solletico non sorga in me a turbar la mia pace. Salv.

Ch'i' credo ben, che fusse maledettoIl punto l'ora e 'l dì ch'i' nacqui al mondo;Come chi è in pergamo interdetto.

Ch'i' credo ben, che fusse maledettoIl punto l'ora e 'l dì ch'i' nacqui al mondo;Come chi è in pergamo interdetto.

Ch'i' credo ben, che fusse maledetto

Il punto l'ora e 'l dì ch'i' nacqui al mondo;

Come chi è in pergamo interdetto.

In pergamo ec.come chi è scomunicato; secondo il costume di pubblicarsi sul pergamo le scomuniche.

In pergamo ec.come chi è scomunicato; secondo il costume di pubblicarsi sul pergamo le scomuniche.

Cicutrennola stammi sempre a tondo,Ed un putito, e quindici merdosi:E 'l duol della marsupia sta facondo

Cicutrennola stammi sempre a tondo,Ed un putito, e quindici merdosi:E 'l duol della marsupia sta facondo

Cicutrennola stammi sempre a tondo,

Ed un putito, e quindici merdosi:

E 'l duol della marsupia sta facondo

Cicutrennola:è lacicutrennauno stromento da sonare simile al zufolo.Zufolousasi per minchione.Sì che tu resterai zufolo zufolo. Cecch. Il Salvini arbitra d'intendercutrettola, uccello ch'ha parte negl'incantesimi; e dicesi di donnicciuola dal menar la coda.Putito:puzzolente, che spira cattivo odore come becco graveolente.E 'l duol ec.i dolori della(marsupia)borsa, inferma per esser vuota, son dolori facondi; cioè che rendono al cercare eloquenti gli stessichiozzati ec.

Cicutrennola:è lacicutrennauno stromento da sonare simile al zufolo.Zufolousasi per minchione.Sì che tu resterai zufolo zufolo. Cecch. Il Salvini arbitra d'intendercutrettola, uccello ch'ha parte negl'incantesimi; e dicesi di donnicciuola dal menar la coda.

Putito:puzzolente, che spira cattivo odore come becco graveolente.

E 'l duol ec.i dolori della(marsupia)borsa, inferma per esser vuota, son dolori facondi; cioè che rendono al cercare eloquenti gli stessichiozzati ec.

A' chiozzari, guascorti, ed acetosi.E vannomi le cose tutte bieche,Per modo ch'io contento gl'invidiosi:

A' chiozzari, guascorti, ed acetosi.E vannomi le cose tutte bieche,Per modo ch'io contento gl'invidiosi:

A' chiozzari, guascorti, ed acetosi.

E vannomi le cose tutte bieche,

Per modo ch'io contento gl'invidiosi:

Chiozzati:pieni dichiozze, di gomme, e di piaghe, com'i lebbrosi. Rid.Guascorti:guaschi in furbesco val gentiluomini. Salv. Perciò sarà composto diguaschie dicorti, gentiluomini di quattro soldi.Acetosi:acidi di stomaco; che perciò spesso paton la fame.

Chiozzati:pieni dichiozze, di gomme, e di piaghe, com'i lebbrosi. Rid.Guascorti:guaschi in furbesco val gentiluomini. Salv. Perciò sarà composto diguaschie dicorti, gentiluomini di quattro soldi.Acetosi:acidi di stomaco; che perciò spesso paton la fame.

Ed una Beca non mi fa due Beche.

Ed una Beca non mi fa due Beche.

Ed una Beca non mi fa due Beche.

Beca:accorciatura diMenicao diDomenica. Rid. Le cose mi van sì male, com'a povero disgraziato ch'avesse una donna nemmen buona a tanto di far due femmine per servizio almen della casa.

Beca:accorciatura diMenicao diDomenica. Rid. Le cose mi van sì male, com'a povero disgraziato ch'avesse una donna nemmen buona a tanto di far due femmine per servizio almen della casa.


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