CAPITOLO OTTAVO.
Di là dal mare sta mona Diambra,E quivi sogna pur di bere aceto;La qual mi fu rapita della zambra.
Di là dal mare sta mona Diambra,E quivi sogna pur di bere aceto;La qual mi fu rapita della zambra.
Di là dal mare sta mona Diambra,
E quivi sogna pur di bere aceto;
La qual mi fu rapita della zambra.
Di là dal mare:detto per luogo rimotissimo, quasi mondo impenetrabile e sconosciuto. Brunetto motteggia chi gli volea dar ad intendere l'assenza della sua donna, mostrando di non avervi creduto; e spiegandosi in termini non dissimili a quel detto:Più su sta mona luna; cioè ti capisco, tu non la dici giusta. Paoli Mod. Tosc.Sogna ec.piena la fantasia di meste immagini e dolorose. Oh sì davvero! la se n'andò, non m'è stata tolta; e da me lontana la poveretta si pasce di fiele per amor mio.Zambra:camera; ondezambracca, femmina di piacere.
Di là dal mare:detto per luogo rimotissimo, quasi mondo impenetrabile e sconosciuto. Brunetto motteggia chi gli volea dar ad intendere l'assenza della sua donna, mostrando di non avervi creduto; e spiegandosi in termini non dissimili a quel detto:Più su sta mona luna; cioè ti capisco, tu non la dici giusta. Paoli Mod. Tosc.
Sogna ec.piena la fantasia di meste immagini e dolorose. Oh sì davvero! la se n'andò, non m'è stata tolta; e da me lontana la poveretta si pasce di fiele per amor mio.
Zambra:camera; ondezambracca, femmina di piacere.
A crai la riveggio all'ontaneto,Dov'eran zezze bizze amore e gigli:Oro strabocco ne vien da Corneto.
A crai la riveggio all'ontaneto,Dov'eran zezze bizze amore e gigli:Oro strabocco ne vien da Corneto.
A crai la riveggio all'ontaneto,
Dov'eran zezze bizze amore e gigli:
Oro strabocco ne vien da Corneto.
A crai:al dimane; dal Lat.cras.Ontaneto:luogo piantato d'ontani. Il Salvini appassionato pe' gerghi crede che significhi il luogo, ov'ella s'intanava; cioè dove facea la sua segreta combriccola.Zezze:ultime; voce di contado.Bizze:sdegni, inimicizie.Gigli:fiorini coll'impronta del giglio, com'oggigigliatii zecchini. Salv. Quivi cessavan le natie inimicizie fra' due contrarj affetti d'amante e d'avaro; non potendosi quivi amar senza spesa.Corneto:paese di Romagna; qui in gergo per mestiere di donna, che fa scorno al proprio marito. L'Ariosto:Credendo andare a Roma, andò a Corneto.Salv. Una fonte d'oro perenne è siffatto mestiere.
A crai:al dimane; dal Lat.cras.Ontaneto:luogo piantato d'ontani. Il Salvini appassionato pe' gerghi crede che significhi il luogo, ov'ella s'intanava; cioè dove facea la sua segreta combriccola.
Zezze:ultime; voce di contado.Bizze:sdegni, inimicizie.Gigli:fiorini coll'impronta del giglio, com'oggigigliatii zecchini. Salv. Quivi cessavan le natie inimicizie fra' due contrarj affetti d'amante e d'avaro; non potendosi quivi amar senza spesa.
Corneto:paese di Romagna; qui in gergo per mestiere di donna, che fa scorno al proprio marito. L'Ariosto:Credendo andare a Roma, andò a Corneto.Salv. Una fonte d'oro perenne è siffatto mestiere.
E sonvi l'arcaliffe per conigli,E stanno pure a cogliere i chiovi;Però che 'l mondo è pur fori e cavigli.
E sonvi l'arcaliffe per conigli,E stanno pure a cogliere i chiovi;Però che 'l mondo è pur fori e cavigli.
E sonvi l'arcaliffe per conigli,
E stanno pure a cogliere i chiovi;
Però che 'l mondo è pur fori e cavigli.
Arcaliffe:con arco in fronte, cioè cornute(da Califfo, signor de' Saracini) moltiplicate come conigli. Salv. Maarcaliffepotrebbero esser le più famose nel mestiere; e conigli un gergo anagrammatico, di cui simile nel Lib. Son. 79.Pere coniglie in farsettin di vajo, E pesche impiccatoje.Cogliere ec.è ben proprio di siffattearcaliffeil far grata accoglienza a quantichiovilor s'offeriscano.Fori ec.dacchè il mondo non è ormai altro chefori e cavigli; nel senso del Bocc. Concl.Dico che più non si dee a me esser disdetto, che si disdica agli uomini ed alle donne dir tuttodì foro e caviglia ec.
Arcaliffe:con arco in fronte, cioè cornute(da Califfo, signor de' Saracini) moltiplicate come conigli. Salv. Maarcaliffepotrebbero esser le più famose nel mestiere; e conigli un gergo anagrammatico, di cui simile nel Lib. Son. 79.Pere coniglie in farsettin di vajo, E pesche impiccatoje.
Cogliere ec.è ben proprio di siffattearcaliffeil far grata accoglienza a quantichiovilor s'offeriscano.Fori ec.dacchè il mondo non è ormai altro chefori e cavigli; nel senso del Bocc. Concl.Dico che più non si dee a me esser disdetto, che si disdica agli uomini ed alle donne dir tuttodì foro e caviglia ec.
Sempre mi sguaraguati se mi trovi:E' sono a te come la forca al fieno.No 'l dico per piaggiarti per Dio Giovi,
Sempre mi sguaraguati se mi trovi:E' sono a te come la forca al fieno.No 'l dico per piaggiarti per Dio Giovi,
Sempre mi sguaraguati se mi trovi:
E' sono a te come la forca al fieno.
No 'l dico per piaggiarti per Dio Giovi,
Sguaraguati:mi guardi e mi riguardi, mi vai con cento occhiate squadrando da capo a' piedi. È discorso della donna trovataall'ontaneto.Sono ec.son costoro per te oggetto di rivalità e di rancore; com'il fieno teme la forca, da cui venga infilzato.Per piaggiarti:per parlare a seconda del tuo genio. Per Giove ch'io non intendo addormentare i tuoi gelosi sospetti; ma pure ti sarò buona compagna ne' geniali scherzi.
Sguaraguati:mi guardi e mi riguardi, mi vai con cento occhiate squadrando da capo a' piedi. È discorso della donna trovataall'ontaneto.
Sono ec.son costoro per te oggetto di rivalità e di rancore; com'il fieno teme la forca, da cui venga infilzato.
Per piaggiarti:per parlare a seconda del tuo genio. Per Giove ch'io non intendo addormentare i tuoi gelosi sospetti; ma pure ti sarò buona compagna ne' geniali scherzi.
Il bambagio alla musa spaccereno;Al tanto, a paralocco, alla bassetta:O topo o vispistrel noi pur sareno.
Il bambagio alla musa spaccereno;Al tanto, a paralocco, alla bassetta:O topo o vispistrel noi pur sareno.
Il bambagio alla musa spaccereno;
Al tanto, a paralocco, alla bassetta:
O topo o vispistrel noi pur sareno.
Bambagio:trarre il bambagio è trarne l'ultimo sugo, e quasi snervare.Musa:scherzi, giuochi. Per servirti farem gli ultimi sforzi del genio.Tanto:oggitantìo, giuoco come labassettae ilparalocco. In osceno significato altresì ne' Cant. Carn. 6.Fare alla bassetta, E convien che l'uno alzi e l'altro metta.O topo ec.farem la parte nostra comunque sia. Allude alla favola del pipistrello, che com'uccello si salvò dal gatto, come topo dal falco.E fanno appunto com'il pipistrello, Or figura di topo ed or d'uccello. Cort. Convert.
Bambagio:trarre il bambagio è trarne l'ultimo sugo, e quasi snervare.Musa:scherzi, giuochi. Per servirti farem gli ultimi sforzi del genio.
Tanto:oggitantìo, giuoco come labassettae ilparalocco. In osceno significato altresì ne' Cant. Carn. 6.Fare alla bassetta, E convien che l'uno alzi e l'altro metta.
O topo ec.farem la parte nostra comunque sia. Allude alla favola del pipistrello, che com'uccello si salvò dal gatto, come topo dal falco.E fanno appunto com'il pipistrello, Or figura di topo ed or d'uccello. Cort. Convert.
Mezza m'ha fatta pinza la bonetta;E così va su vacca per vassojo:Me' son i pedignon talor che fretta.
Mezza m'ha fatta pinza la bonetta;E così va su vacca per vassojo:Me' son i pedignon talor che fretta.
Mezza m'ha fatta pinza la bonetta;
E così va su vacca per vassojo:
Me' son i pedignon talor che fretta.
Pinza:piena.Bonetta:berrettino; per similitudine il ventricolo o la borsa. Sappi però che quel mio amante m'ha trattato assai bene.Va su vacca:quand'uno dilapida il suo, e oggi una cosa impegna, domani un'altra ne vende, soggiungesie va su vaggia, e va su vacca.Rid.Vassojo:conca di legno per uso de' manovali. Col trattarmi sì bene s'è ridotto a dover vendere e impegnare per un vassojo.Me' son ec.oggichi va piano va sano.Pedignon:male ch'il freddo genera ne' piedi congelandovi il sangue. Per lusingar Brunetto si protesta ella però di più pregiare un amante moderato nello spender per le sue belle, che un altro troppo corrente e inconsiderato.
Pinza:piena.Bonetta:berrettino; per similitudine il ventricolo o la borsa. Sappi però che quel mio amante m'ha trattato assai bene.
Va su vacca:quand'uno dilapida il suo, e oggi una cosa impegna, domani un'altra ne vende, soggiungesie va su vaggia, e va su vacca.Rid.Vassojo:conca di legno per uso de' manovali. Col trattarmi sì bene s'è ridotto a dover vendere e impegnare per un vassojo.
Me' son ec.oggichi va piano va sano.Pedignon:male ch'il freddo genera ne' piedi congelandovi il sangue. Per lusingar Brunetto si protesta ella però di più pregiare un amante moderato nello spender per le sue belle, che un altro troppo corrente e inconsiderato.
Ma io ho posto un freno al menatojo,Che io non mi darò mai più alle streghe,Se voglia non mutasse il colatojo.
Ma io ho posto un freno al menatojo,Che io non mi darò mai più alle streghe,Se voglia non mutasse il colatojo.
Ma io ho posto un freno al menatojo,
Che io non mi darò mai più alle streghe,
Se voglia non mutasse il colatojo.
Ma io ec.replica di Brunetto, il qual dice d'essersi posto in sì rigido sistema di continenza, che ec.Alle streghe:darsi alle streghe è darsi alla disperazione, alle furie; qui impazzar per amore.Colatojo:figuratamente, comemenatojo; cioè carne incontinente e rubella.
Ma io ec.replica di Brunetto, il qual dice d'essersi posto in sì rigido sistema di continenza, che ec.
Alle streghe:darsi alle streghe è darsi alla disperazione, alle furie; qui impazzar per amore.
Colatojo:figuratamente, comemenatojo; cioè carne incontinente e rubella.
Non credo che s'andasse cento leghe,Ch'ella vorrà 'l peluzzo trarne tutto;E non starà in calcole a far pieghe.
Non credo che s'andasse cento leghe,Ch'ella vorrà 'l peluzzo trarne tutto;E non starà in calcole a far pieghe.
Non credo che s'andasse cento leghe,
Ch'ella vorrà 'l peluzzo trarne tutto;
E non starà in calcole a far pieghe.
Non credo ec.sebben però vantasse ella di tanto piacerle la moderazion dello spendere negli amanti, pur credo che molto non passarebbe ec.Vorrà ec.che non sarà contenta se non m'abbia pelato affatto, facendo andare a scroscio i miei quattrini.Calcole:certi regoli che calcan co' piedi le tessitrici, alzandoli e abbassandoli.Far pieghe:dicesi per operar con agio. Rid.Onde non istar in calcole a far piegheè ben menar le calcole; cioè adoprarsi con tutta possa a munger denari.
Non credo ec.sebben però vantasse ella di tanto piacerle la moderazion dello spendere negli amanti, pur credo che molto non passarebbe ec.
Vorrà ec.che non sarà contenta se non m'abbia pelato affatto, facendo andare a scroscio i miei quattrini.
Calcole:certi regoli che calcan co' piedi le tessitrici, alzandoli e abbassandoli.Far pieghe:dicesi per operar con agio. Rid.Onde non istar in calcole a far piegheè ben menar le calcole; cioè adoprarsi con tutta possa a munger denari.
Gnanima, il suo sarà consiglio asciutto;Che le son belle begole colui:Dì quel che tu ne credi, e dì di botto.
Gnanima, il suo sarà consiglio asciutto;Che le son belle begole colui:Dì quel che tu ne credi, e dì di botto.
Gnanima, il suo sarà consiglio asciutto;
Che le son belle begole colui:
Dì quel che tu ne credi, e dì di botto.
Gnanima:per l'anima mia; specie di giuramento, come gnaffe per mia fe. Salv.Asciutto:magro, sterile.Begole:bubbole. Son poi belle chiacchiere; avrebbe ella a trovar i messeri che ci credessero.Colui:riempitura per grazia di lingua.Dì quel ec.che ti pare? non è così in tua coscienza? Modo d'esprimer la sicurezza in cui si è, ch'altri non discordi da' proprj sentimenti.
Gnanima:per l'anima mia; specie di giuramento, come gnaffe per mia fe. Salv.Asciutto:magro, sterile.
Begole:bubbole. Son poi belle chiacchiere; avrebbe ella a trovar i messeri che ci credessero.Colui:riempitura per grazia di lingua.
Dì quel ec.che ti pare? non è così in tua coscienza? Modo d'esprimer la sicurezza in cui si è, ch'altri non discordi da' proprj sentimenti.
Non lascerà, perch'ella dicess'uhi;E castra qui, e rendimi l'avanza:Che faranno allo sdrucciolo amendui.
Non lascerà, perch'ella dicess'uhi;E castra qui, e rendimi l'avanza:Che faranno allo sdrucciolo amendui.
Non lascerà, perch'ella dicess'uhi;
E castra qui, e rendimi l'avanza:
Che faranno allo sdrucciolo amendui.
Non lascerà:sicuro dell'altrui risposta e non aspettandola, prosegue egli dicendo, che non lascerà ella l'antica pratica per quante smorfie abbia dette.Castra ec.parole che diconsi a dileggiamento di taluno, da cui non si vuol essere impastocchiati; stendendosi nel dirle il pugno verso di lui, spinto il dito grosso frall'indice e il medio: il che volgarmente chiamasifar le fiche o le castagne.Sdrucciolo:l'atto stesso di sdrucciolare. Ed egli ed essa faranno a chi più sdrucciola nelle tresche antiche.
Non lascerà:sicuro dell'altrui risposta e non aspettandola, prosegue egli dicendo, che non lascerà ella l'antica pratica per quante smorfie abbia dette.
Castra ec.parole che diconsi a dileggiamento di taluno, da cui non si vuol essere impastocchiati; stendendosi nel dirle il pugno verso di lui, spinto il dito grosso frall'indice e il medio: il che volgarmente chiamasifar le fiche o le castagne.
Sdrucciolo:l'atto stesso di sdrucciolare. Ed egli ed essa faranno a chi più sdrucciola nelle tresche antiche.
Che la ribeca fu menata a danza,E fia miglior che la lega di Chianti.E di luglio fo pepe a stranianza:
Che la ribeca fu menata a danza,E fia miglior che la lega di Chianti.E di luglio fo pepe a stranianza:
Che la ribeca fu menata a danza,
E fia miglior che la lega di Chianti.
E di luglio fo pepe a stranianza:
Ribeca:chitarra. La veglia è in pronto, nè s'ha da far altro ch'entrar in ballo; e vuol dir allegoricamente di già veder le disposizioni a riprender la tresca.Lega di Chianti:moltitudine fra se discorde, comela compagnia del ponte Arifredi, pochi e mal d'accordo. E la tresca riuscirà brillante e di genio.Legason più paesi di contado soggetti a un governo.Chiantiè vicino a Firenze, rinomato pel vino.Di luglio:far pepe è aggruppar le cinque dita in forma di cono, il che non riesce quando le mani sono aggranchiate dal freddo. Perciòfar pepe di luglioè esser sì bravo da riuscir nelle cose più goffe.A stranianza:con peregrina bravura. La parte intanto che mi tocca a fare, è quella che farebbe ogni più gran minchione.
Ribeca:chitarra. La veglia è in pronto, nè s'ha da far altro ch'entrar in ballo; e vuol dir allegoricamente di già veder le disposizioni a riprender la tresca.
Lega di Chianti:moltitudine fra se discorde, comela compagnia del ponte Arifredi, pochi e mal d'accordo. E la tresca riuscirà brillante e di genio.Legason più paesi di contado soggetti a un governo.Chiantiè vicino a Firenze, rinomato pel vino.
Di luglio:far pepe è aggruppar le cinque dita in forma di cono, il che non riesce quando le mani sono aggranchiate dal freddo. Perciòfar pepe di luglioè esser sì bravo da riuscir nelle cose più goffe.A stranianza:con peregrina bravura. La parte intanto che mi tocca a fare, è quella che farebbe ogni più gran minchione.
Del detto mese pulci e non contanti.Perchè 'l granchio mi morse mangio 'l cucco,E della guardanappa faccio guanti;
Del detto mese pulci e non contanti.Perchè 'l granchio mi morse mangio 'l cucco,E della guardanappa faccio guanti;
Del detto mese pulci e non contanti.
Perchè 'l granchio mi morse mangio 'l cucco,
E della guardanappa faccio guanti;
Del detto ec.da me che sperar ne potea? pulci quante n'ha luglio; non denari, come dagli altri suoi amanti.Granchio:esser morso dal granchio intendesi andar ristretto nelle spese.Cucco:uovo; voce de' bambini: qui per cibo scarso. Perchè lo spender m'è rincresciuto, gli altri trescano ed io faccio astinenza.Guardanappa:sciugatojo. E in uno straccio di sciugatojo mi ravvolgo le mani, simile a un poveraccio piantato là sulle piazze a scaldarsi al sole per non aver altro.
Del detto ec.da me che sperar ne potea? pulci quante n'ha luglio; non denari, come dagli altri suoi amanti.
Granchio:esser morso dal granchio intendesi andar ristretto nelle spese.Cucco:uovo; voce de' bambini: qui per cibo scarso. Perchè lo spender m'è rincresciuto, gli altri trescano ed io faccio astinenza.
Guardanappa:sciugatojo. E in uno straccio di sciugatojo mi ravvolgo le mani, simile a un poveraccio piantato là sulle piazze a scaldarsi al sole per non aver altro.
E allogliato talor mi pilucco.Del diavol li scuffion! tornò la buffaChe per lo stucco tinto vengo stucco.
E allogliato talor mi pilucco.Del diavol li scuffion! tornò la buffaChe per lo stucco tinto vengo stucco.
E allogliato talor mi pilucco.
Del diavol li scuffion! tornò la buffa
Che per lo stucco tinto vengo stucco.
Allogliato:chi ha mangiato pan di loglio, ch'il volgo crede faccia infatuire.Mi pilucco:mi rodo di rabbia, mi tapino.Del diavol ec.esclamazione energica da premettersi a cosa di grave spavento.Scuffion:i rabbuffati crini, e le corna. Rid.Buffa:visiera, qui per la faccia orribile di colei, ch'a guisa di furia tornò in campo.Stucco:il volto della donna.Faccia di stuccosuol dirsi appunto d'un volto liscio o dilavato.Tinto:illividito per l'ira.Com'Ilarcon la vide così tinta. Ciriff. Calv. 3. 74.Vengo stucco:rimango di gesso, mi gela il sangue.
Allogliato:chi ha mangiato pan di loglio, ch'il volgo crede faccia infatuire.Mi pilucco:mi rodo di rabbia, mi tapino.
Del diavol ec.esclamazione energica da premettersi a cosa di grave spavento.Scuffion:i rabbuffati crini, e le corna. Rid.Buffa:visiera, qui per la faccia orribile di colei, ch'a guisa di furia tornò in campo.
Stucco:il volto della donna.Faccia di stuccosuol dirsi appunto d'un volto liscio o dilavato.Tinto:illividito per l'ira.Com'Ilarcon la vide così tinta. Ciriff. Calv. 3. 74.Vengo stucco:rimango di gesso, mi gela il sangue.
Nier, Bindoli fu Neri a non dir truffa:Chi tornò tosto? chi per l'acqua andone?Il naso, se l'agogni, in cul li tuffa.
Nier, Bindoli fu Neri a non dir truffa:Chi tornò tosto? chi per l'acqua andone?Il naso, se l'agogni, in cul li tuffa.
Nier, Bindoli fu Neri a non dir truffa:
Chi tornò tosto? chi per l'acqua andone?
Il naso, se l'agogni, in cul li tuffa.
Nier:tronco di Ranieri.Bindoli:dice che questoNeripiuttostochè Neri fuBindolidi casato; volendo con tale scherzo tacciarlo di bindolo e di raggiratore, e attribuirgli la colpa dell'accaduto.A non dir truffa:per non dir peggio, cioè truffajuolo.Chi tornò ec.suol dirsi per proverbio chechi presto vuol la risposta, mandi l'ambasciata quando piove; perchè il messo allor cammina per non bagnarsi. Rid. Il senso: Credi tu ch'il più sollecito messo sia quel cheva per acqua?oibò; fu Neri per andar a sparger zizzanie.Il naso ec.e se vuoi meglio saperlo, metti là il naso a sentire di qual verme è in lei questa bile. Seguo la correzion del Ridolfi in questo verso, che suol leggersi:Il naso se l'agogna, il cul la tuffa.
Nier:tronco di Ranieri.Bindoli:dice che questoNeripiuttostochè Neri fuBindolidi casato; volendo con tale scherzo tacciarlo di bindolo e di raggiratore, e attribuirgli la colpa dell'accaduto.A non dir truffa:per non dir peggio, cioè truffajuolo.
Chi tornò ec.suol dirsi per proverbio chechi presto vuol la risposta, mandi l'ambasciata quando piove; perchè il messo allor cammina per non bagnarsi. Rid. Il senso: Credi tu ch'il più sollecito messo sia quel cheva per acqua?oibò; fu Neri per andar a sparger zizzanie.
Il naso ec.e se vuoi meglio saperlo, metti là il naso a sentire di qual verme è in lei questa bile. Seguo la correzion del Ridolfi in questo verso, che suol leggersi:Il naso se l'agogna, il cul la tuffa.
Poi quindavalle sì mi ciottolone:Tu del porcel? così la mi digrigna;E testa e viso mi fa di piccione.
Poi quindavalle sì mi ciottolone:Tu del porcel? così la mi digrigna;E testa e viso mi fa di piccione.
Poi quindavalle sì mi ciottolone:
Tu del porcel? così la mi digrigna;
E testa e viso mi fa di piccione.
Quindavalle:quindi a basso alla valle; voce de' contadini.Ciottolone:all'uso pur de' contadini perciottolò; mi tirò de' ciottoli, de' sassi. Pittura di quella femmina inviperita.Tu del ec.sai tu il costume del porcello quand'è inviperito, come stride? Figurati che non altrimenti elladigrignava. Rid.E testa ec.i colombi irati vanno un contro all'altro tronfi e pettoruti; così ella venne contra di me. Salv.
Quindavalle:quindi a basso alla valle; voce de' contadini.Ciottolone:all'uso pur de' contadini perciottolò; mi tirò de' ciottoli, de' sassi. Pittura di quella femmina inviperita.
Tu del ec.sai tu il costume del porcello quand'è inviperito, come stride? Figurati che non altrimenti elladigrignava. Rid.
E testa ec.i colombi irati vanno un contro all'altro tronfi e pettoruti; così ella venne contra di me. Salv.
Diavol! che filò Berta, cosa arcigna,Per natalizia tu sentir potrestiIn su le giugge, e 'n su la scarafigna.
Diavol! che filò Berta, cosa arcigna,Per natalizia tu sentir potrestiIn su le giugge, e 'n su la scarafigna.
Diavol! che filò Berta, cosa arcigna,
Per natalizia tu sentir potresti
In su le giugge, e 'n su la scarafigna.
Che filò ec.diavolo! che vuoi tu da me? Potrebbe esser che tu avessi a provareciocchè filò Berta; cioè buoni staffili fatti di fune, ch'in verità, soncosa arcignaed agra. Rid. Invettiva di colei, la qual sorprendendolo lo minaccia che ne gli saran da taluno pestate le polpe.Per natalizia:pel santo natale; giuramento, con cui vuol mostrare di parlar da senno e non per burla.Giugge:forse dagiuggiare, giudicare; e sarebber le parti deretane, quasi costituiscano il giudice in tribunale.Scarafigna:forse è parte polputa; vocabolo formato dal Lat.scarifieri, esser inciso con taglio anatomico.
Che filò ec.diavolo! che vuoi tu da me? Potrebbe esser che tu avessi a provareciocchè filò Berta; cioè buoni staffili fatti di fune, ch'in verità, soncosa arcignaed agra. Rid. Invettiva di colei, la qual sorprendendolo lo minaccia che ne gli saran da taluno pestate le polpe.
Per natalizia:pel santo natale; giuramento, con cui vuol mostrare di parlar da senno e non per burla.
Giugge:forse dagiuggiare, giudicare; e sarebber le parti deretane, quasi costituiscano il giudice in tribunale.Scarafigna:forse è parte polputa; vocabolo formato dal Lat.scarifieri, esser inciso con taglio anatomico.
E la lancia alle reni gli tenesti,Quando la carta ligia trasse fuori;E dell'orto quel tal non cacceresti.
E la lancia alle reni gli tenesti,Quando la carta ligia trasse fuori;E dell'orto quel tal non cacceresti.
E la lancia alle reni gli tenesti,
Quando la carta ligia trasse fuori;
E dell'orto quel tal non cacceresti.
La lancia:tener la lancia alle reni ad alcuno è qui stringersegli al fianco, quasi non se n'abbia paura.Carta ligia:carta d'obbligo; figur. per qualunque pretensione. Tu volesti far da bravo, quand'ei cacciò fuori le sue pretensioni.Dell'orto ec.proverb. E poi sei sì dappoco, chi non ti darebbe l'animo dicavar un ragno da un buco di muro.
La lancia:tener la lancia alle reni ad alcuno è qui stringersegli al fianco, quasi non se n'abbia paura.
Carta ligia:carta d'obbligo; figur. per qualunque pretensione. Tu volesti far da bravo, quand'ei cacciò fuori le sue pretensioni.
Dell'orto ec.proverb. E poi sei sì dappoco, chi non ti darebbe l'animo dicavar un ragno da un buco di muro.
E' sa metter a can gli zaraori;E alle tre caval: noi averemo,Squittendo in albagia, rimbrottatori.
E' sa metter a can gli zaraori;E alle tre caval: noi averemo,Squittendo in albagia, rimbrottatori.
E' sa metter a can gli zaraori;
E alle tre caval: noi averemo,
Squittendo in albagia, rimbrottatori.
Metter a can:metter su, attizzare.Zaraori:voce furbesca simile azarei, che presso i Romagnuoli val quanto i messeri; seppur non equivale azarosi, bravazzi.Alle tre ec.e sebben tu la passi liscia per una o due volte; la terza non falla, e le paga tutte. I Fiorentini dicono:Alla terza si corre il palio; a cui è in tutto similealle tre caval.Rid.Squittendo:alzando voce acuta e stridente, com'i bracchi dietro la fiera ch'inseguono. Padron mio, se troppo stuzzicheremo, non mancherà chi ci stia a' denti.
Metter a can:metter su, attizzare.Zaraori:voce furbesca simile azarei, che presso i Romagnuoli val quanto i messeri; seppur non equivale azarosi, bravazzi.
Alle tre ec.e sebben tu la passi liscia per una o due volte; la terza non falla, e le paga tutte. I Fiorentini dicono:Alla terza si corre il palio; a cui è in tutto similealle tre caval.Rid.
Squittendo:alzando voce acuta e stridente, com'i bracchi dietro la fiera ch'inseguono. Padron mio, se troppo stuzzicheremo, non mancherà chi ci stia a' denti.
Quand'io son con la landra molto alleno;Il forse è forcelluto; e rimpennaiSonno vegghiato: caddi poco meno.
Quand'io son con la landra molto alleno;Il forse è forcelluto; e rimpennaiSonno vegghiato: caddi poco meno.
Quand'io son con la landra molto alleno;
Il forse è forcelluto; e rimpennai
Sonno vegghiato: caddi poco meno.
Landra:donna di piacere.Alleno:perdo appoco appoco la lena. Proseguendo egli la narrativa del fatto, dice di non essersi perciò sdegnato; essendo piuttosto suo costume d'appiacevolirsi colle donne.Il forse ec.si sparte frall'incertezze del sì e del no, quasi due punte a guisa di forca. Orsù, ripresi, non ci stiamo ora a tormentare frall'incertezze di quel ch'avverrà.Sonno vegghiato:ore del sonno passate in veglia. E quindi mi volsi a rifarmi(rimpennai)de' perduti godimenti, come chi si rifà del perduto sonno.Il canto rimpenna l'anima che giaceva.Salv. Disc.
Landra:donna di piacere.Alleno:perdo appoco appoco la lena. Proseguendo egli la narrativa del fatto, dice di non essersi perciò sdegnato; essendo piuttosto suo costume d'appiacevolirsi colle donne.
Il forse ec.si sparte frall'incertezze del sì e del no, quasi due punte a guisa di forca. Orsù, ripresi, non ci stiamo ora a tormentare frall'incertezze di quel ch'avverrà.
Sonno vegghiato:ore del sonno passate in veglia. E quindi mi volsi a rifarmi(rimpennai)de' perduti godimenti, come chi si rifà del perduto sonno.Il canto rimpenna l'anima che giaceva.Salv. Disc.
Con l'altra berza allora sostentai;E poi ci scarmigliammo insieme alquanto:Ma pur un nodo alla borsa fiaccai.
Con l'altra berza allora sostentai;E poi ci scarmigliammo insieme alquanto:Ma pur un nodo alla borsa fiaccai.
Con l'altra berza allora sostentai;
E poi ci scarmigliammo insieme alquanto:
Ma pur un nodo alla borsa fiaccai.
Fiaccai ec.sciolsi pur di nuovo un altro gruppo alla borsa. Sta collalandra, e parla in gergo di quanto fu con lei prodigo e largo.
Fiaccai ec.sciolsi pur di nuovo un altro gruppo alla borsa. Sta collalandra, e parla in gergo di quanto fu con lei prodigo e largo.
E me lasciasti al grido, e diemmi vantoDi non fare in tre mesi alle comare;Perch'io uscii dell'erba tutto quanto.
E me lasciasti al grido, e diemmi vantoDi non fare in tre mesi alle comare;Perch'io uscii dell'erba tutto quanto.
E me lasciasti al grido, e diemmi vanto
Di non fare in tre mesi alle comare;
Perch'io uscii dell'erba tutto quanto.
Lasciasti ec.lasciar alle grida vale operare inconsideratamente; da lasciar i cani al primo romore avantichè sia scoperta la fiera. Il discorso par qui di volo rivolto al rivale, della cui poca accortezza si ride in avergli dato campo di ritrattar collalandra.Comare:passatempo di fanciulle, le quali posta in un letto la bambola, la visitano a guisa di parturiente, e le fan complimenti. Qui figur. per non più trattar con donne, essendone sazio.Uscii ec.simile, dice il Ridolfi,a uscir del seminato, cioè spropositare. Perchè in quel dì mi sfrenai veramente. Ma forse è metafora tolta dalle biade, quand'inaridiscono in paglia. Il senso sarebbe il medesimo.
Lasciasti ec.lasciar alle grida vale operare inconsideratamente; da lasciar i cani al primo romore avantichè sia scoperta la fiera. Il discorso par qui di volo rivolto al rivale, della cui poca accortezza si ride in avergli dato campo di ritrattar collalandra.
Comare:passatempo di fanciulle, le quali posta in un letto la bambola, la visitano a guisa di parturiente, e le fan complimenti. Qui figur. per non più trattar con donne, essendone sazio.
Uscii ec.simile, dice il Ridolfi,a uscir del seminato, cioè spropositare. Perchè in quel dì mi sfrenai veramente. Ma forse è metafora tolta dalle biade, quand'inaridiscono in paglia. Il senso sarebbe il medesimo.
Seccaggine era all'uscio a tentennare;Stato già fu' gran pezza, e vidi 'l bello,Ed ebbilo cogliuto al trampalare.
Seccaggine era all'uscio a tentennare;Stato già fu' gran pezza, e vidi 'l bello,Ed ebbilo cogliuto al trampalare.
Seccaggine era all'uscio a tentennare;
Stato già fu' gran pezza, e vidi 'l bello,
Ed ebbilo cogliuto al trampalare.
Seccaggine ec.e ben sarei stato un babilano, un pezzo d'arido legno, se fossi stato lì a baloccare.Vidi 'l bello:m'accorsi della favorevole congiuntura.Alza la spada, e quando vede il bello, Tira fendente. Malm. 11. 32.Ebbilo ec.nè già sì bella occasione mi lasciai scappare; anzi la colsi su' trampoli stessi, su cui si movea; cioè mentre veniva con piè mal sicuro. Quindicosa strampalata, improbabile.
Seccaggine ec.e ben sarei stato un babilano, un pezzo d'arido legno, se fossi stato lì a baloccare.
Vidi 'l bello:m'accorsi della favorevole congiuntura.Alza la spada, e quando vede il bello, Tira fendente. Malm. 11. 32.
Ebbilo ec.nè già sì bella occasione mi lasciai scappare; anzi la colsi su' trampoli stessi, su cui si movea; cioè mentre veniva con piè mal sicuro. Quindicosa strampalata, improbabile.
Trafiggi e volgi, assaggiando caldello:Un suo dì ha come l'oca vecchicciaDi mona Bonda, e mostra paperello.
Trafiggi e volgi, assaggiando caldello:Un suo dì ha come l'oca vecchicciaDi mona Bonda, e mostra paperello.
Trafiggi e volgi, assaggiando caldello:
Un suo dì ha come l'oca vecchiccia
Di mona Bonda, e mostra paperello.
Caldello:in lingua gerga è il mosto. Rid. Quand'assaggi il vin novello come fai tu? Infilzi nello spiedo e giri per aver pronto l'arrosto. Così feci io in quell'assaggio di nuovo gusto: tutto fu in ordine.Un suo dì:i suoi anni però non le mancano.Oche di mona Bondasi dicon dalla plebe quelli che nascondono gli anni loro, e si lisciano per comparir(paperello)più giovani. Rid.
Caldello:in lingua gerga è il mosto. Rid. Quand'assaggi il vin novello come fai tu? Infilzi nello spiedo e giri per aver pronto l'arrosto. Così feci io in quell'assaggio di nuovo gusto: tutto fu in ordine.
Un suo dì:i suoi anni però non le mancano.Oche di mona Bondasi dicon dalla plebe quelli che nascondono gli anni loro, e si lisciano per comparir(paperello)più giovani. Rid.
Salse di quinci 'l sorcio alla salsiccia;Parlò francioso al topo musingrino,Quand'era 'mpappolato alla paniccia.
Salse di quinci 'l sorcio alla salsiccia;Parlò francioso al topo musingrino,Quand'era 'mpappolato alla paniccia.
Salse di quinci 'l sorcio alla salsiccia;
Parlò francioso al topo musingrino,
Quand'era 'mpappolato alla paniccia.
Salse ec.e questo è il punto fatale, dove cominciarono i guai; detto per similitudine, comequi mi cadde l'asino. Rid.Francioso:insegnar a parlar francese dicesi per far altrui alcun male, che gridar faccialouhi; affermativa de' Francesi. A siffatta voce è simile lo strido del sorcio colto all'inganno.Musingrino:oggimusacchino, topo di muso acutissimo. Rid. L'amico si sentì punto sul vivo, e strillò.
Salse ec.e questo è il punto fatale, dove cominciarono i guai; detto per similitudine, comequi mi cadde l'asino. Rid.
Francioso:insegnar a parlar francese dicesi per far altrui alcun male, che gridar faccialouhi; affermativa de' Francesi. A siffatta voce è simile lo strido del sorcio colto all'inganno.Musingrino:oggimusacchino, topo di muso acutissimo. Rid. L'amico si sentì punto sul vivo, e strillò.
Allora empiessi 'l suo cattivellino:Quell'altro scaccheniglio prese farroAvvelenato; n'andò pe 'l giardino,
Allora empiessi 'l suo cattivellino:Quell'altro scaccheniglio prese farroAvvelenato; n'andò pe 'l giardino,
Allora empiessi 'l suo cattivellino:
Quell'altro scaccheniglio prese farro
Avvelenato; n'andò pe 'l giardino,
Allora ec.quelmusingrino, cioè egli stesso, da cui fu ficcata all'amico, lasciò che l'altro strepitasse a sua posta, e badò a fare il fatto suo.Il suocorpo il cattivellino; ocattivellinoper pancia. Rid.Scaccheniglio:forse da scaccharius, ladroncello. Du Fresn.Quell'altro, cioè l'amico già detto, mangiò un boccon sì bilioso, per cui ec.
Allora ec.quelmusingrino, cioè egli stesso, da cui fu ficcata all'amico, lasciò che l'altro strepitasse a sua posta, e badò a fare il fatto suo.Il suocorpo il cattivellino; ocattivellinoper pancia. Rid.
Scaccheniglio:forse da scaccharius, ladroncello. Du Fresn.Quell'altro, cioè l'amico già detto, mangiò un boccon sì bilioso, per cui ec.
E della mosca baco fè ramarro.Però la lettera è pur forte cosa,Che m'ha fatto inzigare, e però garro.
E della mosca baco fè ramarro.Però la lettera è pur forte cosa,Che m'ha fatto inzigare, e però garro.
E della mosca baco fè ramarro.
Però la lettera è pur forte cosa,
Che m'ha fatto inzigare, e però garro.
Mosca baco:mosca che nasce da piccol verme. Fece d'una freddura un fatto strepitoso; comefar d'una mosca un lionfante.La lettera ec.quanto fa l'avere studiato! Fa ch'io possa francamente(inzigare)stuzzicare altri, e contrastarmela.
Mosca baco:mosca che nasce da piccol verme. Fece d'una freddura un fatto strepitoso; comefar d'una mosca un lionfante.
La lettera ec.quanto fa l'avere studiato! Fa ch'io possa francamente(inzigare)stuzzicare altri, e contrastarmela.
Con la gabotta v'entrò la pastosa:E da qual piè tu zoppichi ben saccio,Con cerconcello 'n bocca tutt'ontosa.
Con la gabotta v'entrò la pastosa:E da qual piè tu zoppichi ben saccio,Con cerconcello 'n bocca tutt'ontosa.
Con la gabotta v'entrò la pastosa:
E da qual piè tu zoppichi ben saccio,
Con cerconcello 'n bocca tutt'ontosa.
Gabotta:inclinerei a derivarla dal Franc.gavotte, specie di ballo, e crederei chepastosafosse una qualche sonata, o altro ballo. Quindi intenderti ch'a quel festino, cioè a quella sciarra, niente mancò per renderla viva e strepitosa.Cerconcello:erba ch'in se ha dell'acrimonia.Ontosa:piena di dispetto. Con tutto l'amaro d'un livido labbro gli dissi: Io ben conosco il tuo debole, e perciò so come sonartela.
Gabotta:inclinerei a derivarla dal Franc.gavotte, specie di ballo, e crederei chepastosafosse una qualche sonata, o altro ballo. Quindi intenderti ch'a quel festino, cioè a quella sciarra, niente mancò per renderla viva e strepitosa.
Cerconcello:erba ch'in se ha dell'acrimonia.Ontosa:piena di dispetto. Con tutto l'amaro d'un livido labbro gli dissi: Io ben conosco il tuo debole, e perciò so come sonartela.
E rosecchiando a Crema un grande straccioVeggiam fu Prete e non si ordinò:Talora a piazza ride 'l più tristaccio.
E rosecchiando a Crema un grande straccioVeggiam fu Prete e non si ordinò:Talora a piazza ride 'l più tristaccio.
E rosecchiando a Crema un grande straccio
Veggiam fu Prete e non si ordinò:
Talora a piazza ride 'l più tristaccio.
Veggiam:par che l'altro ripigliasse in aria sprezzante: Oh! questo poi aspetteremo a crederlo, quando lo veggiamo. Ed ei replicasse con ira: Che veggiamo e veggiamo? Veggiam fu di Crema, ove rosicava stracci, e fu Prete senz'ordinarsi; cioè non concludea un fico, come tu farai. Rid.
Veggiam:par che l'altro ripigliasse in aria sprezzante: Oh! questo poi aspetteremo a crederlo, quando lo veggiamo. Ed ei replicasse con ira: Che veggiamo e veggiamo? Veggiam fu di Crema, ove rosicava stracci, e fu Prete senz'ordinarsi; cioè non concludea un fico, come tu farai. Rid.
Per di cazza 'l catino imbratterò:Ed il battaglio per lo corpo diemmi;E cica di metal già non trovò.
Per di cazza 'l catino imbratterò:Ed il battaglio per lo corpo diemmi;E cica di metal già non trovò.
Per di cazza 'l catino imbratterò:
Ed il battaglio per lo corpo diemmi;
E cica di metal già non trovò.
Di cazza:colla mestola; e quella è propriamente, con cui schiumasi la pignatta.Catino:vaso di creta, in cui lavansi le stoviglie di cucina.Diemmi:mi diedi. Rimangansi qui ne' lor sozzi veli ravvolte le sporche metafore di questo e de' seguenti terzetti.Cica ec.niente di metallo; perchè qui non si parla di ferro e di campana, se non per metafora.
Di cazza:colla mestola; e quella è propriamente, con cui schiumasi la pignatta.Catino:vaso di creta, in cui lavansi le stoviglie di cucina.
Diemmi:mi diedi. Rimangansi qui ne' lor sozzi veli ravvolte le sporche metafore di questo e de' seguenti terzetti.
Cica ec.niente di metallo; perchè qui non si parla di ferro e di campana, se non per metafora.
E rintrillando, bramito giugnemmi:Non nuoce, ch'e' non è ben grandileo.Per una donna pregna riscotemmi;
E rintrillando, bramito giugnemmi:Non nuoce, ch'e' non è ben grandileo.Per una donna pregna riscotemmi;
E rintrillando, bramito giugnemmi:
Non nuoce, ch'e' non è ben grandileo.
Per una donna pregna riscotemmi;
Rintrillando:replicando quello il suotrillare, cioè quel tremulo dibattimento, proprio del suono della campana. Rid.Bramito:suonò stridulo. Il Ridolfi leggetranudo, piucchè nudo.Non nuoce ec.fu questo il suon che gli giunse all'orecchio.Nuocemilegge il Ridolfi.Grandileo:grande, ma di malfatta grandezza. Rid.Pregna:piena, corpacciuta. Talmente m'elettrizzai, che me la sarei veduta con un colosso di donna.
Rintrillando:replicando quello il suotrillare, cioè quel tremulo dibattimento, proprio del suono della campana. Rid.Bramito:suonò stridulo. Il Ridolfi leggetranudo, piucchè nudo.
Non nuoce ec.fu questo il suon che gli giunse all'orecchio.Nuocemilegge il Ridolfi.Grandileo:grande, ma di malfatta grandezza. Rid.
Pregna:piena, corpacciuta. Talmente m'elettrizzai, che me la sarei veduta con un colosso di donna.
E dileggiato fu il prospiteo.Viso di conno 'nfermo e di marmotta,Non ci mostrar la luna, e 'l culiseo.
E dileggiato fu il prospiteo.Viso di conno 'nfermo e di marmotta,Non ci mostrar la luna, e 'l culiseo.
E dileggiato fu il prospiteo.
Viso di conno 'nfermo e di marmotta,
Non ci mostrar la luna, e 'l culiseo.
Prospiteo:il prospetto, la facciata davanti. Equivoco tratto da' gerghi della lingua furbesca.Viso ec.sembran parole di uno che se la prende contro al fatto racconto, dichiarandosi d'averlo per incredibile e troppo glorioso.Non ci mostrar ec.non ci contar fole e millanterie sì sfacciate.Mostrano a' mariti la luna per lo sole. Bocc. 72.Culiseo:maraviglia, o come dicesi,il bel di Roma.
Prospiteo:il prospetto, la facciata davanti. Equivoco tratto da' gerghi della lingua furbesca.
Viso ec.sembran parole di uno che se la prende contro al fatto racconto, dichiarandosi d'averlo per incredibile e troppo glorioso.
Non ci mostrar ec.non ci contar fole e millanterie sì sfacciate.Mostrano a' mariti la luna per lo sole. Bocc. 72.Culiseo:maraviglia, o come dicesi,il bel di Roma.
La zeba tu cavalchi, e pur mal trotta,Colleppolando indarno; della NenteNon t'avverrà come Tristan d'Isotta.
La zeba tu cavalchi, e pur mal trotta,Colleppolando indarno; della NenteNon t'avverrà come Tristan d'Isotta.
La zeba tu cavalchi, e pur mal trotta,
Colleppolando indarno; della Nente
Non t'avverrà come Tristan d'Isotta.
Colleppolando:gongolando, esultando per gioja; maindarno, perchè è(zeba)capra chemal trotta.Tristan:personaggio dellaTavola Ritonda. Egli amòIsotta, e felice fu nel suo amore che lo rendette famoso. Ma lo stesso non avverrà a te, amando laNente.
Colleppolando:gongolando, esultando per gioja; maindarno, perchè è(zeba)capra chemal trotta.
Tristan:personaggio dellaTavola Ritonda. Egli amòIsotta, e felice fu nel suo amore che lo rendette famoso. Ma lo stesso non avverrà a te, amando laNente.
Se Nencio tuo e la Boba non mente,D'altro ti pascerai a gran gualdoro;E questo disse 'l lupo: allegramente.
Se Nencio tuo e la Boba non mente,D'altro ti pascerai a gran gualdoro;E questo disse 'l lupo: allegramente.
Se Nencio tuo e la Boba non mente,
D'altro ti pascerai a gran gualdoro;
E questo disse 'l lupo: allegramente.
D'altro ec.allude alla favoletta del lupo, ch'uscito a far preda di pecore, dovette anzi salvar se stesso da' cani; sicchè tornato digiuno si consolava con dire:D'altro ti pascerai allegramente, ossiaa gran gualdoro. Quindi ne derivò il dirsi fra' contadini da chi mal fesse i suoi assegnamenti:Come disse il lupo. Rid.
D'altro ec.allude alla favoletta del lupo, ch'uscito a far preda di pecore, dovette anzi salvar se stesso da' cani; sicchè tornato digiuno si consolava con dire:D'altro ti pascerai allegramente, ossiaa gran gualdoro. Quindi ne derivò il dirsi fra' contadini da chi mal fesse i suoi assegnamenti:Come disse il lupo. Rid.
E non torrai 'l nome a pinca d'oro,Che non saresti un icchese di gatta,Perchè da San Donato fai dimoro.
E non torrai 'l nome a pinca d'oro,Che non saresti un icchese di gatta,Perchè da San Donato fai dimoro.
E non torrai 'l nome a pinca d'oro,
Che non saresti un icchese di gatta,
Perchè da San Donato fai dimoro.
Pinca d'oro:uomo che brilli per ricchezza e per genio. Il Boccaccio chiamòpinca da semeuno sciocco, un tronco di carne solamente buono per razza.Icchese ec.sgraffio, sberleffe. Mentre non sei capace d'un jota, non potrai contrastar il posto a tal amante.San Donato:chiesa popolare di Firenze. Tu stai a S. Donato; cioè sei di quelli che pigliano sì, ma mai non danno. Bello è l'altro riportato dal Ridolfi: S.Donato ha rotto il capo a S. Giusto; i donativi han dato in collo alla giustizia.
Pinca d'oro:uomo che brilli per ricchezza e per genio. Il Boccaccio chiamòpinca da semeuno sciocco, un tronco di carne solamente buono per razza.
Icchese ec.sgraffio, sberleffe. Mentre non sei capace d'un jota, non potrai contrastar il posto a tal amante.
San Donato:chiesa popolare di Firenze. Tu stai a S. Donato; cioè sei di quelli che pigliano sì, ma mai non danno. Bello è l'altro riportato dal Ridolfi: S.Donato ha rotto il capo a S. Giusto; i donativi han dato in collo alla giustizia.
Degli Amerati i' ho nome lo 'mbratta,Che 'n piazza 'l vidi al pozzo toscanelli.Dimmi magogo: che cos'è la patta?
Degli Amerati i' ho nome lo 'mbratta,Che 'n piazza 'l vidi al pozzo toscanelli.Dimmi magogo: che cos'è la patta?
Degli Amerati i' ho nome lo 'mbratta,
Che 'n piazza 'l vidi al pozzo toscanelli.
Dimmi magogo: che cos'è la patta?
Lo 'mbratta:il vitupero, lo sporcafamiglia degli Amerati. Risposta del rimprocciato.Guggio Imbrattaè presso il Boccaccio il nome d'un babilano. Salv.Pozzo ec.pozzo denominato dalla casa de' Toscanelli, sulla cui piazza stava a pubblico uso.Magogo:uomo grossolano.Patta:epatta, numero di giorni aggiunti all'anno lunare per pareggiarlo col solare. Quindipattaper pari.
Lo 'mbratta:il vitupero, lo sporcafamiglia degli Amerati. Risposta del rimprocciato.Guggio Imbrattaè presso il Boccaccio il nome d'un babilano. Salv.
Pozzo ec.pozzo denominato dalla casa de' Toscanelli, sulla cui piazza stava a pubblico uso.
Magogo:uomo grossolano.Patta:epatta, numero di giorni aggiunti all'anno lunare per pareggiarlo col solare. Quindipattaper pari.
E' mi rispose: piaccionti i baccelli?Allora i' asseccai; e la sciverzaL'ha trasportata di cazzi in crivelli.
E' mi rispose: piaccionti i baccelli?Allora i' asseccai; e la sciverzaL'ha trasportata di cazzi in crivelli.
E' mi rispose: piaccionti i baccelli?
Allora i' asseccai; e la sciverza
L'ha trasportata di cazzi in crivelli.
Piaccionti ec.modo di non rispondere a tuono, simile all'altro del popolo:Dove vai? Le son cipolle. Quanto al cento? Io vo a Firenze.Asseccai:restai lì senza più saper che dirmi, come chi dà nel secco.Sciverza:a congettura del Ridolfi è sciarra, contesa.Trasportata ec.e così col risponder sì male a proposito gli riuscì di svolgere e troncar la contesa. Crede il Ridolfi che debba leggersidi cassi in crivelli, usatosicassodagli antichi per cassa in cui riporsi le biade. Come dicesse: Si trattava di casse, ed ei saltò a crivelli.
Piaccionti ec.modo di non rispondere a tuono, simile all'altro del popolo:Dove vai? Le son cipolle. Quanto al cento? Io vo a Firenze.
Asseccai:restai lì senza più saper che dirmi, come chi dà nel secco.Sciverza:a congettura del Ridolfi è sciarra, contesa.
Trasportata ec.e così col risponder sì male a proposito gli riuscì di svolgere e troncar la contesa. Crede il Ridolfi che debba leggersidi cassi in crivelli, usatosicassodagli antichi per cassa in cui riporsi le biade. Come dicesse: Si trattava di casse, ed ei saltò a crivelli.
Chi con le mani o con parole scherza,Infinta oltraggeria non usi mai:E' farà corpacciata in su la terza.
Chi con le mani o con parole scherza,Infinta oltraggeria non usi mai:E' farà corpacciata in su la terza.
Chi con le mani o con parole scherza,
Infinta oltraggeria non usi mai:
E' farà corpacciata in su la terza.
Infinta:di doppio aspetto, affin di far male e poi per iscusarsi poter dire io burlava. Non fondi alcuna speranza sopra siffatta doppiezza.Corpacciata:dar in terra una corpacciata vuol dire cader di botto in terra. Se pur la prima e la seconda gli vada bene, allaterzaci darà di muso.
Infinta:di doppio aspetto, affin di far male e poi per iscusarsi poter dire io burlava. Non fondi alcuna speranza sopra siffatta doppiezza.
Corpacciata:dar in terra una corpacciata vuol dire cader di botto in terra. Se pur la prima e la seconda gli vada bene, allaterzaci darà di muso.
E questo alle mie spese già provai;Ed il gavocciol venne ad un'ampolla;E 'l mascalzon dicea: non dormirai.
E questo alle mie spese già provai;Ed il gavocciol venne ad un'ampolla;E 'l mascalzon dicea: non dormirai.
E questo alle mie spese già provai;
Ed il gavocciol venne ad un'ampolla;
E 'l mascalzon dicea: non dormirai.
Il gavocciol ec.il tumore venne a(ampolla)suppurazione. Venne il tempo di pagarne la pena; o com'or diciamoil nodo venne al pettine.
Il gavocciol ec.il tumore venne a(ampolla)suppurazione. Venne il tempo di pagarne la pena; o com'or diciamoil nodo venne al pettine.
E muggiolando dicea: molla molla.A spizzicone il naso un tal miccinoEgli tirò: allor tutta si crolla.
E muggiolando dicea: molla molla.A spizzicone il naso un tal miccinoEgli tirò: allor tutta si crolla.
E muggiolando dicea: molla molla.
A spizzicone il naso un tal miccino
Egli tirò: allor tutta si crolla.
Muggiolando ec.con voce lamentevole io gli replicava:molla molla, cioè ammollisciti, lasciami andare; metafora tolta da' muratori quando cercano che s'allentino i canapi. Salv.A spizzicone:a mala pena, a stento.Un tal miccino:un pocolino.Tirar il nasol'intendo per quel fregarsi colla mano il naso, quasi stirandolo; atto solito di taluni nel momento di chiamar in se stessi all'esame la risoluzione che debban prendere.Tutta:crederei ch'avesse a leggersitutto si crolla; cioè si dimena movendo il capo in qua e in là, come chi pensa per risolvere.
Muggiolando ec.con voce lamentevole io gli replicava:molla molla, cioè ammollisciti, lasciami andare; metafora tolta da' muratori quando cercano che s'allentino i canapi. Salv.
A spizzicone:a mala pena, a stento.Un tal miccino:un pocolino.Tirar il nasol'intendo per quel fregarsi colla mano il naso, quasi stirandolo; atto solito di taluni nel momento di chiamar in se stessi all'esame la risoluzione che debban prendere.
Tutta:crederei ch'avesse a leggersitutto si crolla; cioè si dimena movendo il capo in qua e in là, come chi pensa per risolvere.
Credetti allor vedere un bel monnino,E rivoltando vidi una bizzoca:E quand'i' voglio un asso e' vien duino,
Credetti allor vedere un bel monnino,E rivoltando vidi una bizzoca:E quand'i' voglio un asso e' vien duino,
Credetti allor vedere un bel monnino,
E rivoltando vidi una bizzoca:
E quand'i' voglio un asso e' vien duino,
Allor ec.cominciai allora a sperarne bene; ma vane furon le mie lusinghe. Quest'è il sentimento di tutto il quartetto.Monnino:bambino.Bizzoca:una femmina. Mi trovai com'uno ch'aspetta un maschio, e gli nasce una femmina.Duino:punto de' dadi, quand'entrambi mostrano il numero del due.Tenendo ec.sempre fondando in vano le mie speranze, come chi crede tener in pugno una cosa che non esiste.
Allor ec.cominciai allora a sperarne bene; ma vane furon le mie lusinghe. Quest'è il sentimento di tutto il quartetto.Monnino:bambino.
Bizzoca:una femmina. Mi trovai com'uno ch'aspetta un maschio, e gli nasce una femmina.
Duino:punto de' dadi, quand'entrambi mostrano il numero del due.Tenendo ec.sempre fondando in vano le mie speranze, come chi crede tener in pugno una cosa che non esiste.
Tenendo sempre 'n man pur cazzo d'oca.
Tenendo sempre 'n man pur cazzo d'oca.
Tenendo sempre 'n man pur cazzo d'oca.